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Per Il Messaggero e il Gazzettino,“RoyalbabyGINGERofsussex” è un account ufficiale

Per Il Messaggero e il Gazzettino,“RoyalbabyGINGERofsussex” è un account ufficiale

Anche oggi arriva una nuova conferma che il giornalismo italiano ha superato brillantemente il concetto di qualità e di verifica delle fonti con un sorpasso a destra e un dito medio alzato verso i lettori che continuano a foraggiarlo.

Il Messaggero e Il Gazzettino pubblicano un intero articolo (i link portano a copie su Archive.org) dedicato al royal baby, raccontando che “il neo papà Harry ha voluto dedicare un pensiero speciale alla amatissima principessa morta quando lui aveva solo 13 anni.”

Lo avrebbe fatto, secondo l’anonimo redattore, postandolo “sul profilo Instagram ufficiale Royalbabygingerofsussex”.

Sì, avete capito bene. Al Messaggero e al Gazzettino pensano che un account ufficiale della famiglia reale britannica possa chiamarsi Royalbabygingerofsussex. Ginger significa “coi capelli rossi”. Pensano che un account ufficiale non abbia il bollino di autenticazione per distinguerlo dai cloni e dalle parodie (quello vero, @sussexroyal, ce l’ha).

Non solo: è chiaro che ormai rileggere è un residuo inutile del passato che le redazioni hanno abbandonato. Perché c’è un errore persino nel titolo ( “tua braccia”).

Sarebbe interessante, a questo punto, capire come è nata questa bufala: Il Messaggero ha copiato dal Gazzettino (compreso l’erroraccio nel titolo) o viceversa? Oppure entrambi hanno attinto alla stessa fonte, che magari pagano pure per questo ciarpame?

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Antibufala mini: “robot di Facebook” che parlano fra loro una lingua sconosciuta

Antibufala mini: “robot di Facebook” che parlano fra loro una lingua sconosciuta

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/08/02 1:05.

No, non c’è nessuna “paura nella Silicon Valley”, come scrive Il Messaggero (copia su Archive.is) titolando “Due robot iniziano a parlare fra loro in una lingua sconosciuta: sospeso l’esperimento di Facebook”. Huffington Post, invece, titola “Facebook sospende il test per l’Intelligenza Artificiale: “Due bot hanno inventato un proprio linguaggio, incomprensibile all’uomo”” (copia su Archive.is).

La realtà, come spiega divertita la BBC invece di fare terrorismo luddista, è che la notizia, pubblicata inizialmente da Facebook, risale a giugno scorso, quando era passata inosservata (a parte qualche commento di riviste scientifiche divulgative): due chatbot di Facebook avevano dialogato tra loro in modo curioso. Tutto qui.

Ma adesso la storia è stata ripresa dai tabloid britannici (Mirror e dal Sun, per esempio, che mi rifiuto di linkare) con toni catastrofici, da insurrezione robotica imminente, come se domattina dovessimo temere l’attacco dei tostapane che hanno preso coscienza della propria condizione sociale. E guarda caso la notizia viene pubblicata solo ora dai media italofoni. Sarà un caso? Noi crediamo di no, direbbe qualcuno.

Non c’è nessuna intelligenza artificiale ostile che trama contro l’umanità in lingue segrete e non c’è stato nessun panico: semplicemente l’esperimento di intelligenza artificiale (due programmi che dialogavano tra loro, non due robot) “è stato chiuso perché faceva cose che al team di ricercatori non interessavano — non perché i ricercatori pensavano di essersi imbattuti in un rischio per l’esistenza dell’umanità.”

Ancora una volta e con sentimento: non perdete tempo a leggere notizie tecniche o scientifiche sui giornali generalisti. Con pochissime eccezioni (per esempio Il Post), chi le scrive non capisce un’acca della materia e per di più copia dai peggiori giornali britannici invece che dalle pubblicazioni divulgative competenti. Procuratevi una rivista tecnica e leggetela: se non potete, date per scontato che quello che leggete sui giornali generalisti è una bufala.

Il Messaggero, la scienza e l’“unsteroide”: il lento suicidio del giornalismo

Il Messaggero, la scienza e l’“unsteroide”: il lento suicidio del giornalismo

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Sì, avete letto bene. Sul Messaggero C’è proprio scritto così:

«La Terra riischia di essere distrutta da unsteroide», la rivelazione choc

Questo è il modo in cui il Messaggero scrive un articolo per la sua sezione Scienze. Citando, oltretutto, come fonte il Daily Mail. E parlando di “asteroidi dal diametri” e di “impati rilevante”.

Lasciando stare il suo contenuto allarmistico-catastrofico, che è completamente falso, vorrei far notare che questo capolavoro non è frutto di una scrittura frettolosa: è stato pure aggiornato, come indicano la data di pubblicazione (30 giugno) e quella di aggiornamento (1 luglio alle 8:09).

Non è finita: quel titolo è stato anche pubblicato su Twitter pari pari, senza che nessuno si accorgesse degli errori.

Se una testata giornalistica registrata crede di poter spacciare questo sconcio per giornalismo, se assume o incarica gente che scrive in questo modo e accetta di pubblicare questa diarrea verbale, allora quella testata non può lamentarsi per il crollo dei ricavi dando la colpa a Internet o alle fake news. Il giornalismo che si comporta così non sta morendo per cause esterne. Si sta suicidando.

Copia dell’articolo originale è archiviata qui presso Archive.is.

Il Messaggero, il Gazzettino e la qualità dell’informazione

Il Messaggero, il Gazzettino e la qualità dell’informazione

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete farne una anche voi (Paypal/ricarica Vodafone/wishlist Amazon) per incoraggiarmi a scrivere ancora. Ultimo aggiornamento: 2017/01/05 00:25.

Non ho parole. Mi riprendo dalla nausea di questa diarrea verbale firmata da Nicoletta Gigli e poi provo a scrivere qualcosa.

La fonte è Il Messaggero. Non un blog di un moccioso: Il Messaggero.

Ne trovate archiviata qui su Archive.org una copia. Lo stesso “articolo” c’è anche sul Gazzettino: altra testata giornalistica registrata, non il quadernino dei compiti di un bambino delle elementari. Non ho salvato lo screenshot, purtroppo.

Trascrivo questo scempio per chi non può leggere le immagini:

TERNA Bimba di 12 anni violentata da un amico di famiglia Resta INCINTA e partorisce. La polizia Arresta lo stupratore. Il Bambino e la NATO e date in Affido. Una storia drammatica Che ha visto venire Vittima Una bambina innocente costretta ad affrontare un calvario Che la segnerà per sempre. Ha 12 anni, E straniera MA vive a Terni da anni, ed ha nascosto nel grembo un bimbo Frutto della Violenza consumata da un amico di famiglia. Lui, 31 anni, connazionale della bambina senza macchia e senza Precedenti, Ora e rinchiuso in Una cella del carcere di Sabbione con l’accusa di Averla violentata e di Averla messa INCINTA. Poi di averla minacciata: «Se parli ti ammazzo».
La delicata Indagine Portata avanti Dagli Uomini della Squadra mobile, guidati da Alfredo Luzi, has been Tutta in salita. Era cominciata alla multa del 2015, when la bimba si presento in ospedale accompagnata Dai genitori per degli accertamenti. I medici scopriranno Che la 12enne E INCINTA, Che È già al quarto mese di Gravidanza E che l’aborto, per legge, E Ormai impossibile. La bimba dovra far nascere Quel bimbo, Frutto Di Una Violenza senza attenuanti, Che sarà date in affidamento per l’Adozione. La delicata Indagine, coordinata dal pm Raffaele Iannella, l’Avra bisogno di riscontri e testimonianze Perché la mamma-bambina non racconterà mai Quello che ha dovuto subito. La mobile alla multa Riuscirà una accertare la cruda verità: il 31enne, L’amico di famiglia Che frequenta abitualmente la piccola ei suoi genitori, l’avrebbe violentata. Forse Un solo episodio, ma decisivo Perché la 12enne sarebbe Rimasta subito INCINTA. Lei Seguita da mesi da Una Psicologa, non racconterà mai la verità. Lui, di fronte ai Poliziotti Che lo Stanno arrestando, non reagisce, resta in silenzio, Resistenza non oppone. Per lui si aprono le porte del carcere. 

Editori, piantate di dare la colpa a Internet o ai lettori: se siamo arrivati agli attuali livelli di sfiducia nei confronti del giornalismo, è anche colpa vostra, che pubblicate questo schifo.

2017/01/04 20:55. Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, Messaggero e Gazzettino hanno riscritto gli articoli. Stavolta in italiano. Come al solito, senza una parola di scuse e senza spiegare come sia mai possibile che un disastro linguistico del genere possa essere pubblicato sotto la loro testata senza che ci sia alcun controllo.

2017/01/05 00:25. Ho rimosso lo screenshot del Gazzettino perché mostrava la versione già aggiornata. Purtroppo non ho quella pre-aggiornamento e la cache di Google è già aggiornata.

Ringrazio jpaboytes per la segnalazione.

Antibufala: “Luna di sangue” il 28 settembre, ciarlatani annunciano la fine del mondo

Antibufala: “Luna di sangue” il 28 settembre, ciarlatani annunciano la fine del mondo

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “bertor*” e “luca.imh*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2015/09/01 9:30.

Senza il minimo accenno di vergogna, Il Messaggero pubblica l’ennesima fesseria astronomica catastrofista. “Il 28 settembre la luna dovrebbe tingersi di rosso.
Il fenomeno è definito “Luna di sangue” e si verificherà perchè intorno alle 2 di notte, tra la domenica e il lunedì, la luna si avvicinerà particolarmente alla terra… La spiegazione scientifica non ha convinto molte persone e in rete si sta diffondendo la convinzione che quella notte succederà qualcosa di misterioso e pericoloso”. Addirittura il titolo parla di “fine del mondo”.

Lo stesso articolo, praticamente parola per parola, viene pubblicato da MSN.com, nientemeno che nella sezione “tecnologia e scienza”.

No, no, no, no e ancora no. Semplicemente, il 28 settembre ci sarà una normale eclissi di luna, durante la quale, come al solito, la Luna assumerà un colore rossastro perché la luce solare che la illumina passerà attraverso l’atmosfera terrestre e ne verrà filtrata (una descrizione più dettagliata di questo fenomeno è in fondo a questo articolo). La distanza fra la Terra e la Luna non c’entra nulla.

Oltretutto questa distanza non sarà affatto particolare: il 28 settembre prossimo la Luna sarà infatti a 356.000 chilometri dalla Terra, ossia grosso modo alla distanza minima che raggiunge una volta ogni 27 giorni.

Variazione periodica della distanza Terra-Luna
in migliaia di km (WolframAlpha)

Il grafico può trarre in inganno, perché la sua scala verticale è compressa e la differenza fra distanza massima e minima può sembrare enorme: senza compressione, la variazione è questa:

Mentre orbita intorno alla Terra, infatti, la Luna varia la propria distanza fra circa 407.000 km e circa 356.000 km. Lo fa sempre, da tempo immemorabile, ogni 27 giorni e spiccioli (se volete essere precisi, lo fa ogni 27.3217 giorni, con un apogeo medio di 405.000 km e un perigeo medio di 363.000 km). Questa volta il momento di minima distanza coincide con una Luna piena e con un’eclissi, ma la cosa è assolutamente normale e per niente rara: per saperlo basta consultare per esempio siti di astronomia come Timeanddate oppure Earthsky o anche semplicemente un giornale generalista decente come The Independent.

Non si capisce perché mai una comune eclissi di Luna debba essere segno di catastrofe. O meglio, lo si capisce se si bazzica il bizzarro mondo di quelli che ancora non si sono resi conto che la Bibbia non è un manuale di astronomia ma hanno capito benissimo che è un ottimo pretesto per spillare soldi alla gente.

Ci sono infatti vari predicatori cristiani ed ebrei, come John Hagee della Cornerstone Church in Texas e Mark Blitz degli El Shaddai Ministries nello stato di Washington (ma non solo loro), che secondo l’Express stanno annunciando ai propri fedeli che il 28 settembre ci sarà un evento portentoso, forse la fine del mondo o forse il secondo avvento di Cristo. Loro, che sono più furbi, dicono che l’hanno capito perché l’eclissi del 28 settembre è la quarta di una tetrade biblica, ossia di una sequenza di quattro eclissi lunari totali consecutive che coincidono con festività del calendario ebraico. E siccome nelle altre occasioni recenti nelle quali ci sono state tetradi bibliche (1493-1494, 1949-1950, 1967-1968) sono successi eventi importanti per il mondo (in particolare per gli ebrei), allora anche stavolta deve succedere qualcosa di grosso.

Guarda caso, Hagee e Blitz hanno appena pubblicato due libri sull’argomento. Libri che naturalmente si fanno pagare. Cosa se ne farebbero dei soldi incassati vendendoli, se davvero dovesse arrivare Gesù Cristo a proclamare la fine del mondo terreno, non si sa ed è meglio non chiedere. Sembra quasi che siano loro i primi a non credere alle cose che dicono.

Io non sono un televangelista, ma faccio lo stesso una profezia, anzi ne faccio quattro, così creo anch’io la mia tetrade disinformatica: il 28 settembre 2015 ci godremo una bella eclissi di Luna, non ci sarà la seconda venuta di Cristo, i telepredicatori faranno una figura da cialtroni che verrà prontamente perdonata e dimenticata dai loro seguaci e i giornalisti continueranno a pubblicare queste cretinate, che verranno prontamente perdonate e dimenticate da quell’Ordine dei Giornalisti che in teoria dovrebbe vigilare sul rispetto della deontologia professionale.

Se “in rete si sta diffondendo la convinzione che quella notte succederà qualcosa di misterioso e pericoloso”, è anche colpa del giornalismo irresponsabile come quello del Messaggero, che invece di far scrivere qualcosa di sensato e interessante a un astronomo preferisce fare copiaincolla da giornali come Metro o Leggo, favorire i ciarlatani e menar gramo pur di attirare qualche clic in più. Che pena.

Appendice: ma perché la Luna si tinge proprio di rosso?

Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, Paolo G. Calisse, astronomo colpevole di frequentare questo blog e di contribuirvi, mi ha mandato questi grafici e questa spiegazione, che spiegano anche perché il cielo è azzurro e il sole è giallo:

Quando la radiazione solare colpisce una particella di polvere, subisce lo scattering Rayleigh. La componente blu viene deviata a grandi angoli, quella rossa viene deviata di poco. Se il Sole è prossimo all’orizzonte (alba o tramonto), la luce rossa, dopo avere attraversato una grande quantità di polvere, può raggiungere l’osservatore; quella blu viene invece dispersa. Di conseguenza il cielo vicino all’orizzonte apparirà di colore rossastro.

Anche quando il Sole è alto sull’orizzonte la radiazione solare, colpendo una particella di polvere o una molecola, subisce lo scattering Rayleigh, anche se la quantità di atmosfera attraversata, e quindi la quantità di polvere, è inferiore. Tuttavia come prima la componente blu viene deviata a grandi angoli e può raggiungere l’osservatore, quella rossa viene deviata di poco e si disperde. Il risultato finale è curiosamente inverso al caso precedente (1).

Lo stesso fenomeno è all’origine del colore giallastro della luce solare quando osservata da Terra. Guardando nella direzione del Sole infatti (2) – cosa che va fatta con opportuna protezione per non danneggiare la vista! – la componente blu risulta deviata più di quella rossa. Non a caso, dallo spazio il Sole appare totalmente bianco e il cielo appare completamente nero.

Durante un’eclissi lunare, ancora una volta la luce blu si disperde, mentre quella rossa, solo leggermente deviata, dopo aver colpito in parte il disco lunare che si trova nel cono d’ombra terrestre, viene riflessa, conferendo alla Luna la caratteristica tonalità rossastra per chi osserva il fenomeno da Terra.

2015/09/01

Bufale un tanto al chilo ha pubblicato un ottimo articolo di approfondimento su questa bufala.

Antibufala: università inglese annuncia che la Terra verrà distrutta da una meteora tra pochi giorni. MORIREMO TUTTI

Antibufala: università inglese annuncia che la Terra verrà distrutta da una meteora tra pochi giorni. MORIREMO TUTTI

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “maurizio.to*” e “luca@*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento, come ha fatto “emi.it*”). Ringrazio @lucianog, @mrdaltri e @ufoofinterest. Ultimo aggiornamento: 2015/10/01 14:30.

“«La Terra verrà colpita da un meteorite tra il 22 e il 28 settembre», la tesi choc di una università inglese.” Lo scrive oggi Emiliana Costa su Messaggero.it [donotlink; archive.is]. Non nella sezione Cazzate sentite al bar, ma nella sezione Tecnologia e Scienza. La stessa notizia esce anche su Ilmattino.it [donotlink; archive.is], sempre a firma di Emiliana Costa. E anche su Leggo.it [donotlink; archive.is]. Firmata da chi? Emiliana Costa. Ma pubblicata sotto la responsabilità delle singole redazioni.

Dice l’articolo: “”La Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana”. La tesi choc proviene da un gruppo di scienziati coordinati dal professor Robert Walsh, direttore esecutivo della ricerca alla University of Central Lancashire, nel Regno Unito”. Ma è una balla. La tesi non proviene affatto dal professor Walsh o dall’università: proviene dal tabloid inglese Mirror, che si è inventato la notizia di sana pianta, in una classica mossa attiraclic.

Il Mirror ha preso le dichiarazioni originali assolutamente rassicuranti del professor Walsh (che iniziano con un inequivocabile “Gli accademici dell’Università concordano con la NASA: non c’è alcun motivo di preoccuparsi”) e le ha completamente stravolte, titolando “Esperto dice che una meteora potrebbe spazzar via la Terra la settimana prossima nonostante la NASA dica che siamo al sicuro” [donotlink; archive.is], come mostrato qui accanto.

Indovinate da dove dice di aver preso la notizia Emiliana Costa? Ma dal Mirror, naturalmente. L’ammissione è nel secondo paragrafo del suo articolo.

I fatti sono questi: primo, il professor Walsh non ha mai detto che la Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana. La “tesi choc” non proviene da un’università inglese. Questa stronzata (scusatemi, ma non c’è altro modo per qualificarla) gliel’hanno messa in bocca i giornalisti.

Secondo, l’idea che ci sarà un impatto catastrofico imminente è stata partorita esclusivamente da alcuni complottisti. C’è persino scritto chiaramente, e con chiaro tono di scetticismo, nell’articolo del Mirror usato come fonte autorevole (non ridete) da Emiliana Costa:

Conspiracy theorists still haven’t pin pointed when earth’s final day will come – insisting it could be anywhere from the 22 to the 28 September – but if we’re to believe them – then we should start bidding bye-bye to our loved ones soon.

In italiano:

I complottisti non hanno ancora definito con esattezza quando arriverà l’ultimo giorno della Terra e insistono che potrebbe essere una qualunque data fra il 22 e il 28 settembre, ma se vogliamo credere a loro allora dovremmo cominciare presto a dire ciao ciao ai nostri cari.

Più chiaro di così non si può, eppure la Costa risponde così quando le segnalo che ha pubblicato una bufala: “Se legge il pezzo troverà le fonti. Compresa quella della NASA e del giornale da cui è stata ripresa la notizia Buona lettura”.

Solo che la NASA non c’entra nulla; ha anzi smentito seccamente. E persino il Mirror ha chiarito che l’annuncio di catastrofe non arriva dal professor Walsh, ma da un gruppo di complottisti.

Ma come si dice spesso nel giornalismo, mai lasciare che i fatti ostacolino una notizia ghiotta. Il Mattino e il Messaggero sembrano aver capito molto bene questa lezione. Se poi qualcuno si fa venire le crisi di panico di fronte alla dichiarazione, scritta su testate giornalistiche, che una università inglese ha annunciato una catastrofe meteorica per la fine di questo mese, chi se ne frega. L’importante è attirare clic. E se qualcuno ti fa notare che hai pubblicato una notizia da procurato allarme, chi se ne frega lo stesso. Tanto l’Ordine dei Giornalisti dorme sonni beati. Poi la gente mi dice che sono eccessivo quando parlo di “puttane del clic” riferendomi ai giornalisti (uomini e donne) e alle redazioni che tradiscono la deontologia in nome di qualche spot pubblicitario in più.

Poi, cari colleghi, non lamentatevi se nessuno compra più giornali. A furia di pubblicare balle, la gente magari s’è stufata di pagare soldi buoni in cambio di notizie marce.

Ma il povero professor Walsh che c’entra?

Magari vi state chiedendo come ha fatto il professor Walsh a finire coinvolto in questa bufala. Semplice: ha pubblicato sul sito dell’Università del Lancashire una pagina in cui sbufala le previsioni di catastrofe mentre la sua collega, Sarita Robinson, spiega gli aspetti psicologici dell’attrazione diffusa per l’idea della fine del mondo. Tutto qui. Ai giornalisti in cerca di clic facili questo basta e avanza.

Fra l’altro, le considerazioni psicologiche della Robinson sono interessanti, ma sono state ignorate in favore dell’annuncio di catastrofe. Cito in sintesi qualche brano:

La gente tende a pensare che le credenze apocalittiche siano legate alla religione e che la credenza in una fine del mondo sia un elemento chiave di una teoria spirituale. Ma risulta di no: ci sono molte persone non religiose che credono all’imminenza della fine del mondo a causa della minaccia nucleare o di altre tecnologie umane come la manipolazione genetica.

È interessante chiedersi perché le persone sono attratte da queste credenze. Una possibilità è che in un mondo imprevedibile offrono un senso di controllo. La gente può essere preoccupata per il futuro e per cosa pianificare, ma senza informazioni su cui basarsi è difficile fare piani. Se un leader carismatico ti dice che il mondo finirà in una data precisa, puoi preparare i tuoi piani di conseguenza. La data toglie l’incertezza dalla tua vita. Non solo: hai persone che la pensano come te con le quali puoi lavorare per questo obiettivo comune. Per alcuni (specialmente i religiosi) la fine del mondo può portare a un mondo migliore.

Il problema nasce quando il mondo non finisce. Può essere molto difficile per le persone quando scoprono improvvisamente che il mondo non è finito. Devono trovare una maniera di spiegarlo, come per esempio un errore nei propri calcoli.

Credere che la fine del mondo sia vicina non è una brutta cosa, se non interferisce con la tua vita quotidiana. Se non vendi la casa e spendi i soldi per farti una bella vacanza, o se non dai i tuoi soldi al leader di qualche setta, prepararsi per la fine del mondo potrebbe non essere una cattiva idea. Noi non prendiamo in considerazione molti rischi nella vita di tutti i giorni: per esempio non consideriamo le conseguenze di una pandemia d’influenza e la maggior parte della gente non vuole pensare alla morte perché la mette psicologicamente a disagio. La maggior parte di noi non si prepara per i disastri e non fa neanche i preparativi sensati, come tenere in auto una coperta e un thermos di caffé se ci troviamo bloccati per strada dalla neve in inverno.

2015/01/10: La fine del mondo è stata annullata

Siamo al primo ottobre e l’asteroide non s’è visto; siamo ancora qui. Due parole di rettifica, da parte dei giornalisti e dei giornali che hanno seminato allarme per nulla, sarebbero gradite. Attendo fiducioso? Neanche un po’.

Il gattino tinto di rosa è vivo. Giornalisti, piantatela di copiare senza verificare

Il gattino tinto di rosa è vivo. Giornalisti, piantatela di copiare senza verificare

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No, il gattino di Elena Lenina tinto di rosa non è morto. La bufala, pubblicata dal Messaggero (screenshot qui accanto), da Panorama a firma di Barbara Massaro, da LiberoQuotidiano e naturalmente dal Daily Mail e da molti altri siti di notizie di vari paesi (e anche in televisione dal varietà d’informazione Studio Aperto), racconta che la scrittrice e modella russa Elena Lenina avrebbe tinto di rosa shocking un gattino per una festa e che il micio sarebbe morto per sospetto avvelenamento del sangue qualche mese dopo. Sui social network la storia è stata ripresa, fra gli altri, anche da Francesco Facchinetti.

Falso. Il gatto sta bene e la Lenina ha postato su Twitter le foto che lo mostrano, cresciuto e ancora un po’ rosato, e ha linkato un articolo su Dni.ru che smonta la bufala. L’attuale proprietaria del gatto, inoltre, ha osservato che nessun giornalista l’ha contattata per verificare se il gatto fosse davvero morto.

Antiviral segnala che questa storia è già vecchia in Russia, dove a settembre 2014 la Lenina è andata in televisione per mostrare che il gatto stava bene nonostante la discutibile tinta, e Yuri Kulachev, che il Daily Mail cita come critico e accusatore, ha in realtà chiesto scusa in TV.

Ancora una volta, troppi giornalisti e troppe redazioni blasonate dimostrano di aver talento solo nel copiare dai peggiori ma non nel cercare conferme delle notizie.

Aggiornamento (2015/03/04): Il Messaggero ha rimosso l’articolo originale e pubblicato altrove una rettifica. Fra l’altro, l’articolo originale conteneva l’attribuzione sbagliata dell’autore e citava una giornalista che non c’entrava nulla. Per evitare di coinvolgere una persona che non ha colpa, ho pertanto usato uno screenshot nel quale il nome errato è stato cancellato.