Podcast RSI – Kim Kardashian nega gli allunaggi citando frasi di un astronauta lunare
Questo è il testo della puntata del 3 novembre 2025 del podcast Il Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, scritto, montato e condotto dal sottoscritto. Il testo include anche i link alle fonti di questa puntata. Mi sono già occupato delle tesi lunacomplottiste di Kim Kardashian in questo articolo scritto a caldo, ma ho scelto di tornare sull’argomento perché ci sono vari elementi nuovi e aggiuntivi.
Le puntate del Disinformatico sono ascoltabili anche tramite iTunes, YouTube Music, Spotify e feed RSS. Il mio archivio delle puntate è presso Attivissimo.me/disi.
[CLIP: Buzz Aldrin che dice “It didn’t happen”]
È la voce di Buzz Aldrin, astronauta dello storico primo viaggio umano sulla Luna nel 1969, che dice “non è successo”. Tre parole che hanno scatenato un ritorno di fiamma del cospirazionismo riguardante gli allunaggi, alimentato da una testimonial conosciutissima come Kim Kardashian, secondo la quale l’astronauta, con quel suo “non è successo”, intende confessare che i suoi primi passi sulla Luna insieme a Neil Armstrong non sono mai avvenuti.
È intervenuto addirittura il direttore della NASA, che ha ribadito sui social che gli allunaggi furono reali e che ce ne furono non uno ma ben sei, ma senza spiegare quel “non è successo”.
Sono Paolo Attivissimo, e vi do il benvenuto alla puntata del 3 novembre 2025 del Disinformatico, il podcast della Radiotelevisione Svizzera dedicato alle notizie e alle storie strane dell’informatica, che in questo caso si appoggia all’informatica per tenere fede alla prima parte del suo nome: quel “disi” che sta per “disinformazione”. Questa settimana, insomma, torno a fare il cacciatore di bufale.
[SIGLA di apertura]
A fine ottobre è andata in onda una nuova puntata del programma The Kardashians, un quasi-documentario distribuito dalla piattaforma di streaming commerciale Hulu. Normalmente questo fatto non sarebbe una notizia di interesse informatico, ma in questa puntata, la seconda della settima stagione per essere precisi, c’è un momento in cui una delle protagoniste, Kim Kardashian, 355 milioni di follower su Instagram [uno dei 10 account più seguiti al mondo], si rivolge alla collega Sarah Paulson e le parla di alcune dichiarazioni dell’astronauta Buzz Aldrin, che oggi ha 95 anni.

[CLIP: “This girl says, ‘What was the scariest moment?’ And he goes, there was no scary moment because it didn’t happen. It could have been scary, but it wasn’t because it didn’t happen.”]
Kim Kardashian dice che una ragazza ha chiesto a Aldrin quale fu il momento che gli fece più paura in quella missione di 56 anni fa e lui ha risposto che non c’è stato un momento di paura perché non accadde. L’astronauta, dice Kardashian, ribadisce che avrebbe potuto fare paura, ma non lo fece perché non accadde.
Presentata così, senza contesto, la frase di Aldrin sembra un’ammissione che il suo allunaggio non accadde, e infatti Kardashian dice che per via di queste sue parole lei crede che lo sbarco sulla Luna non sia mai avvenuto.
[CLIP: Kim Kardashian che dice “So I think it didn’t happen”]
Questa dichiarazione della Kardashian è diventata virale sui social network e nei media in generale, meritandosi l’attenzione di Sean Duffy, direttore pro tempore della NASA, che sul social X ha risposto che sulla Luna ci siamo andati, e ben sei volte, e ci stiamo per tornare con le missioni umane del programma Artemis.

Può sembrare strano, e forse discutibile, che un direttore della NASA si scomodi per rispondere alle tesi complottiste di una persona che è celebre puramente per il fatto di essere celebre [Britannica.com] e non è un esponente autorevole della comunità aerospaziale, ma 355 milioni di follower e una presenza costante nei media generalisti non si possono ignorare e la NASA dipende dagli umori dei politici, che a loro volta dipendono dagli umori degli elettori, che sono spesso pilotati da quello che dicono gli influencer nei programmi televisivi e sui loro canali social, e quindi una risposta era in un certo senso necessaria.

Anche perché, come nota Sean Duffy, manca poco al ritorno sulla Luna con la missione Artemis II, che dovrebbe portare quattro persone intorno alla Luna nel 2026 per la prima volta dal 1972, quando si conclusero le missioni del programma Apollo. La prima data possibile per questo volo è ai primi di febbraio prossimo, con anni di ritardo, con costi da capogiro e con il prestigio tecnologico degli Stati Uniti sul piatto.
Ma torniamo alle parole dell’astronauta Aldrin. Sono così strane e inquietanti che persino l’austera BBC inizialmente ha ipotizzato che non fossero realmente sue. Di questi tempi, in effetti, potrebbero essere state generate usando l’intelligenza artificiale. E invece la dichiarazione è reale e sappiamo esattamente quando è stata fatta.


È il 2015 e siamo nel Regno Unito. Buzz Aldrin ha 85 anni ed è ospite della Oxford Union Society, una prestigiosa associazione, fondata nel 1823, che promuove dibattiti e discussioni portando a contatto con il pubblico persone di spicco a livello internazionale, da Albert Einstein nel 1933 a Stepheh Hawking a Jane Goodall per il mondo scientifico e da Winston Churchill ai presidenti statunitensi Carter, Reagan e Clinton. Fra l’altro, fu qui che un altro presidente degli Stati Uniti, Richard Nixon, chiese pubblicamente scusa per la prima volta per lo scandalo Watergate che lo aveva travolto portandolo alle dimissioni negli anni Settanta. Non è, insomma, un’occasione di poco conto.
È qui che l’astronauta fa la dichiarazione citata da Kim Kardashian. Lo sappiamo grazie a Internet, i cui motori di ricerca, usati opportunamente, permettono di trovare la fonte originale delle parole di Aldrin. Il video integrale del suo incontro pubblico alla Oxford Union Society è presente sul canale YouTube ufficiale di questa associazione.
Grazie alla trascrizione automatica offerta da YouTube, è possibile individuare rapidamente il punto esatto del video nel quale avviene lo scambio di parole che ha convinto così efficacemente Kim Kardashian è a 30 minuti e 11 secondi dall’inizio.
Una persona del pubblico chiede a Aldrin quale fu il momento di massima paura del viaggio:
[CLIP: “What was the scariest moment of the journey?”]
Aldrin ha appena trascorso mezz’ora a raccontare i dettagli di come lui e Neil Armstrong sono andati sulla Luna con la missione Apollo 11 lasciando in orbita ad attenderli il terzo uomo della missione, Michael Collins, e risponde dicendo queste parole:
[CLIP: “Scariest? It didn’t happen. It could have been scary.”]

L’astronauta risponde dicendo con un sorriso: “Quello di massima paura? Non accadde”, e il pubblico reagisce ridendo. Aldrin inizia a dire che avrebbe potuto fare paura, e poi gli arriva dalla platea, forse dai suoi assistenti, il suggerimento di raccontare un episodio specifico di grande rischio avvenuto sulla Luna: quello in cui trovò sul pavimento del veicolo di allunaggio un interruttore. Quello che serviva per preparare l’accensione del motore per riportarli in orbita. Senza quell’interruttore non sarebbe stato possibile tornare a casa. Fu trovata poi una soluzione diventata famosa, ossia un pennarello ficcato nel pannello comandi per azionare la chiusura del circuito, e tutti tornarono a casa sani e salvi.
Dal contesto, ossia da quella cosa fondamentale che i formati ultracorti di TikTok omettono per natura e che i complottisti ignorano per forma mentis e a volte per tornaconto, è chiarissimo cosa intende Buzz Aldrin. Sta dicendo che non accadde un momento di massima paura, perché l’intera missione era pericolosa.
Dalla sua gestualità, dalla reazione divertita del pubblico e da tutto quello che ha detto prima e dirà nel seguito del video è lampante che non sta affatto affermando che la sua missione non avvenne. Non è un’improvvisa confessione che tutto quello che ha detto prima e che ha dichiarato per decenni è una menzogna. Però se si isolano le sue parole, si ignora tutto quello che le circonda e si è mentalmente predisposti all’equivoco, quell’“It didn’t happen” può in effetti essere frainteso. Come ha fatto, appunto, Kim Kardashian.
Certo, per levarsi il dubbio e zittire i complottisti si potrebbe chiedere a Buzz Aldrin di chiarire il senso di quello che ha detto in un video di dieci anni fa, che è quello che ha suggerito Kim Kardashian successivamente nella puntata del suo programma, proponendo di invitare il novantacinquenne a partecipare al podcast della sorella Khloe.
Kim Kardashian ha poi affermato anche che sulla Luna non c’è la forza di gravità, che invece c’è eccome ed è un fatto scientifico fondamentale e indiscusso, a prescindere dagli allunaggi. Questa sua affermazione fa sospettare che lei non sia particolarmente ferrata sull’argomento spaziale, sul quale però elargisce con tono così convinto e categorico accuse, critiche e negazioni di fronte alla sua vastissima platea. E per fortuna c’è Internet, che permette a chi vuole informarsi seriamente di accedere alle fonti originali, senza doversi fidare di riassuntini di parte di sei secondi.
Chiedere a un astronauta di confermare quello che dice da 56 anni, raccontando ogni dettaglio della sua esperienza spaziale con il sostegno dei colleghi, compresi i rivali russi dell’epoca, e di spiegare che una frase tolta dal contesto e vista – tagliuzzata ad arte – su TikTok non è informarsi, come dice invece Kim Kardashian al suo pubblico, è già in sé piuttosto offensivo oltre che ridicolo. Ma purtroppo in questo momento non è il caso di invitare Aldrin a nessun podcast.
Forse Kim Kardashian non lo sa, presa com’è a sfogliare “un milione di articoli” che negano gli allunaggi, come dice lei stessa nella puntata, ma l’astronauta è in lutto. Ha appena perso la moglie, Anca Faur, il 28 ottobre scorso. Si è spenta serenamente, dice l’annuncio della famiglia Aldrin, a 66 anni. I due si erano sposati due anni fa.
Mentre era sulla Luna, per quello storico primo sbarco, Buzz Aldrin descrisse il luogo con due parole: “Magnificent desolation”, ossia desolazione magnifica. Sulla Terra, le parole di Kim Kardashian che lo riguardano non hanno nulla di magnifico, ma rivelano tanta desolazione.


















