Questo è il testo della puntata del 27 ottobre 2025 del podcast Il Disinformatico della Radiotelevisione Svizzera, scritto, montato e condotto dal sottoscritto. Il testo include anche i link alle fonti di questa puntata.
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Se avete gatti, sapete benissimo quanto sia irresistibile per loro la tastiera del vostro computer. La maggior parte delle volte, la pressione delle loro zampe sui tasti produce semplicemente una sequenza di caratteri senza senso, che si cancella facilmente da una mail o da un documento. Ma a volte la combinazione di tasti premuta è una di quelle che cambia un’impostazione di base del computer, cancella file o azzera i settaggi di un server.
Con tutte le innovazioni tecnologiche che ci sono, come mai le tastiere dei computer non sono dotate di un sistema incorporato che le protegga dalle digitazioni feline? Un uomo ha deciso di rimediare. Quell’uomo si chiama Chris Niswander, e questa è la storia della sua soluzione, che esiste da 25 anni, è stata insignita di un premio, ma rimane ignorata dalla maggior parte dei possessori di gatti.
Benvenuti! Questa è la puntata del 27 ottobre 2025 del Disinformatico, il podcast della Radiotelevisione Svizzera dedicato alle notizie e alle storie strane dell’informatica. Io sono Paolo Attivissimo.
[SIGLA di apertura]
Gli zampettamenti inattesi dei gatti sulle tastiere dei computer sono una nota fonte di incidenti informatici. A chiunque abbia un felino sarà capitato di trovare una lunga sequenza di caratteri privi di senso in coda a un documento o a un messaggio. Ad alcuni, particolarmente sfortunati, sarà capitato di trovarsi cancellato un file. In casi estremi, l’interazione gatto-tastiera può portare a disservizi molto gravi, come il blackout informatico che a settembre del 2023 ha colpito i computer del Veterans Affairs Medical Center di Kansas City, città che nonostante il nome si trova nello stato americano del Missouri. Un tecnico stava esaminando la configurazione di un gruppo di server quando il suo gatto è saltato sulla tastiera e ha cancellato quella configurazione, portando al fermo dei sistemi informatici del centro medico per ben quattro ore [The Register].
Online si trovano innumerevoli segnalazioni di disastri informatici causati da gatti che camminano su tastiere, come per esempio la perdita irrimediabile di ben 14.000 campioni musicali capitata nel 2021 a un utente di Reddit: il gatto ha premuto il tasto di cancellazione e il computer ha calcolato che l’insieme dei file cancellati era troppo grande per metterlo temporaneamente nel Cestino e quindi lo ha cancellato permanentemente dal disco rigido. È per questo che si dovrebbero fare i backup, ma questa è un’altra storia.
Eppure la soluzione esiste, e risale addirittura a 25 anni fa. L’ha creata nel 1999 Chris Niswander, un informatico di Tucson, in Arizona, dopo che Amos, il gatto di sua sorella, ha camminato sulla tastiera del suo computer ed è riuscito a disinstallare del software, cancellare dei file cruciali e mandare in crash il computer in questione. Questa prodezza involontaria gli era riuscita probabilmente perché le sue zampe avevano premuto delle combinazioni di tasti che corrispondevano a scorciatoie a tastiera, che possono eseguire comandi estremamente potenti e profondi.
Da buon informatico, Niswander ha deciso di studiare il problema e trovare una soluzione software per distinguere le digitazioni umane da quelle feline. Così ha costruito delle sagome di cartone a forma di zampa di gatto e le ha usate per simulare la camminata di un felino su una tastiera.
Questo metodo, rudimentale ma efficace, gli ha permesso di notare che siccome le zampe dei gatti sono quasi sempre più grandi delle dimensioni di un singolo tasto, una zampettata di gatto tendeva a interessare più di un tasto per volta, diversamente dalle digitazioni degli esseri umani. Così ha compilato un enorme elenco di combinazioni di tasti fisicamente adiacenti che potevano essere premuti da una singola zampa di gatto e l’ha filtrato per conservare soltanto le combinazioni che eseguivano comandi.
Fatto questo, ha osservato il comportamento dei gatti sulle tastiere e ha notato che quando un felino appoggia la zampa, il suo peso e il momento del suo moto applicano forze intense ai tasti, e gli angoli e le posizioni dei cuscinetti di ciascuna zampa seguono dinamiche complesse, producendo pressioni differenti sui vari tasti e creando, scrive Niswander, “uno stile riconoscibile di digitazione che include schemi temporali insoliti.”
Armato di queste conoscenze, ha scritto del software capace di rilevare quello stile e di discriminarlo rispetto a quello umano, bloccando la tastiera, e lo ha chiamato Pawsense (rilevamento di zampa). Questo programma è tuttora disponibile per le principali versioni di Windows fino alla 10 compresa. Purtroppo non esiste una versione per Mac o Linux e il suo sviluppo si è interrotto nel 2020.
Se Pawsense vi interessa, è acquistabile presso Bitboost.com per una ventina di dollari. Funziona così: il software si carica automaticamente a ogni avvio del computer e sorveglia l’attività della tastiera. Quando rileva l’azione di un gatto, cosa che riesce a fare di solito nel giro di un paio di zampettate, fa comparire sullo schermo una finestra che blocca la tastiera e mostra un avviso di rilevamento.

Per sbloccare la tastiera bisogna cliccare su un apposito pulsante visualizzato sullo schermo oppure digitare la parola inglese human. Due cose che, si presume, un gatto non è capace di fare.
Pawsense usa inoltre gli altoparlanti del computer per emettere un suono irritante…
[CLIP: audio dei suoni irritanti in questione]
…che in teoria, per associazione, dovrebbe far passare al gatto la voglia di passeggiare sulla tastiera.
L’applicazione è altamente configurabile e permette di scegliere suoni irritanti personalizzati, di regolare la sensibilità del rilevamento e di ignorare alcune particolari combinazioni di tasti.
Chris Niswander ha ricevuto molte mail di gattofili di tutto il mondo che gli hanno confermato che il suo software funziona: non solo impedisce danni, ma addestra i gatti a non passare sulla tastiera. L’autore del software dice di aver guadagnato dalla sua creazione una cifra che definisce “sufficiente per giustificare lo sforzo di crearla”, e per vent’anni ha fatto manutenzione e aggiornamenti.
A marzo del 2000 la sua creazione fu testata e segnalata dalla prestigiosa rivista Scientific American, che ne confermò l’efficacia, notando che addestrava non solo i gatti ma anche gli umani, visto che nei test una digitazione maldestra del recensore umano aveva attivato il blocco della tastiera e quindi lo aveva indotto a diventare più preciso nella pressione dei tasti.
Ma insieme al riconoscimento da parte della rivista scientifica arrivò anche, nello stesso anno, un premio Ig Nobel, che ha portato con sé molta derisione. Per chi non li conoscesse, i premi Ig Nobel sono dei riconoscimenti satirici, delle parodie dei premi Nobel, che la rivista scientifico-umoristica Annals of Improbable Research presenta ogni anno dal 1991 ai ricercatori che si sono distinti per una scoperta o una ricerca scientifica particolarmente ridicola o inutile: cose come la scoperta che la presenza di persone crea eccitazione sessuale negli struzzi o lo standard governativo britannico per la corretta preparazione di una tazza di tè (sei pagine).
Fra gli insigniti figurano anche dei veri premi Nobel, come Andre Geim, che nel 2000 vinse un Ig Nobel per la fisica per aver usato dei magneti per far levitare una rana e dieci anni più tardi vinse un Nobel per la fisica per una ricerca su un altro argomento (le proprietà elettromagnetiche del grafene). I premi Ig Nobel vengono presentati in una cerimonia che si svolge presso il prestigiosissimo MIT e vengono consegnati quasi sempre da persone che hanno ricevuto dei veri premi Nobel.
Niswander è l’unico ad aver ricevuto un Ig Nobel per l’informatica, e questo gli ha procurato molta visibilità nella stampa. Purtroppo, però, molti articoli che segnalano questo conferimento si soffermano solo sulla parte umoristica o ridicola degli Ig Nobel, tralasciando di notare che in realtà l’obiettivo di questi premi è “onorare i risultati che all’inizio fanno ridere la gente, ma poi la fanno pensare.” E così molti pensano che Pawsense, il suo software, sia ridicolo e inutile, una burla fatta per spillare soldi. Ma non è così. L’unico suo limite è che da cinque anni non viene più aggiornato e rischia quindi di non funzionare con le versioni più recenti di Windows.
Ci sono anche altre soluzioni all’annoso problema dei gatti sulle tastiere. Ci sono software come CatLock, che è un progetto open source liberamente scaricabile e, come Pawsense, è disponibile solo per Windows. Ci sono anche soluzioni hardware, come le protezioni trasparenti rialzate per tastiere, sotto le quali l’utente può infilare comodamente le mani per scrivere mentre il gatto è libero di zampettare al di sopra…

… oppure le tastiere supplementari, sulle quali il gatto può camminare quanto vuole perché tanto sono inattive e scollegate.
Si può anche predisporre sulla scrivania un cuscino o il coperchio capovolto di una scatola, in modo da creare un’alternativa che attragga il felino maggiormente.
E a proposito di ricerche scientifiche sul comportamento dei gatti, non sembra che ci siano studi approfonditi sulle motivazioni di questa loro abitudine universale. Quel poco che si sa è che è improbabile che zampettare sulla tastiera sia un comportamento imitativo, anche se le ricerche dimostrano che i gatti sono in grado di mappare il loro corpo su quello umano per ripetere delle azioni, come per esempio toccare un oggetto con la testa o con un arto specifico.
È inoltre improbabile che i gatti siano attratti dal calore, anche se molti laptop di oggi effettivamente scaldano parecchio, perché in casa di solito ci sono anche altre fonti di calore molto più intense.
La spiegazione più plausibile, secondo gli esperti, è che i felini siano richiamati dall’odore, per noi impercettibile, che la loro persona di riferimento lascia sulla tastiera attraverso la traspirazione dei polpastrelli, e la loro natura li spinge a depositare il loro odore per sostituire quello umano e comunicare in sostanza che quel territorio e quella persona sono sotto il loro dominio.
E quindi, come sa ogni persona che convive con un gatto, non resta che accettare questa adorabile sottomissione e abituarsi a salvare e a bloccare la tastiera prima di allontanarsi dal computer. Per il Mac basta digitare Control-Comando-Q; per Windows basta premere insieme il tasto Windows e la lettera L.
Fonti
The Software That Detects When a Cat Is Messing with Your Keyboard, Priceonomics.com, 2015
C-A-T-T-T-T-T-T-T-T, Radio-weblogs.com, 2000?
Ig® Nobel Prize Winners, Improbable.com, 2025
Spoof Ig Nobel prizes awarded at Harvard, UPI.com, 2000
NEWS WATCH; When Keyboard Disasters Come In on Little Cat Feet, New York Times, 2000 (copia su Archive.is)
Paw Sense Computer Software, Petsweekly.com, 2000?
The (not so cute) reason your cat loves sitting on your laptop, BBC Science Focus, 2024
Cat on Computer: How to Protect Your PC from Paw-sible Damage, Auslogics.com, 2024

Bah, tutto inutile. I gatti aggireranno questo e ogni altro ostacolo.
Quando si degneranno di porvi la loro augusta attenzione, ovviamente.
Credo di aver avuto a che fare con gatti “anomali”, ma forse solo perché non erano miei bensì dei vicini di casa e venivano in casa mia per giocare, stare in compagnia o dormire (i gatti, ovviamente, non i vicini!).
A parte uno che si era disteso sulla tastiera del mio portatile mentre scrivevo, ma solo perché pretendeva che la mia attenzione fosse dedicata alla sua maestà e non a quel “coso”, gli altri non hanno mai mostrato particolare attenzione al mio pc e alla sua tastiera. Camillo forse era già molto vecchio e artritico quando ho portato a casa un computer (ma nel frattempo aveva avuto modo di interagire con tanta altra roba, ad esempio le vaschette in cui avevo miscelato i colori a tempera) e Ludwig (detto Ludino) non è mai salito sulla scrivania e meno male, perché altrimenti mi avrebbe sfondato la tastiera (era “leggermente” obeso)!
Secondo la mia personale opinioni tutti i gatti sono “anomali”. Esattamente come non esistono esseri umani normali.
Tendiamo a sottovalutare la variabilità dei comportamenti dei gatti – e in generale di tutti gli animali – come eredità di questa idea passata dell’Uomo centro dell’Universo.
Giusto per fare un esempio, il mio (unico) gatto non ama le scatole. Ho recentemente traslocato e ho la casa piena di scatole vuote o semiaperte e non se le fila di pezza… In compenso fa le “sue” strane cose, tipo tentare di allattarsi dal mio braccio, ma solo quello destro, seguendo sempre la stessa procedura, e solo se sono seduto sul bordo del letto (magari perché devo andare urgentemente a lavarmi per uscire…). Per il resto non sale MAI in braccio. Invece va tranquillamente al guinzaglio insieme a me, cosa che a quanto ne so è impossibile con altri gatti.
L’altro giorno all’IKEA c’era un gatto, un magnifico soriano, in un carrello, tranquillo a guardarsi intorno, libero. C’è il famoso gatto Tomba che accompagnava gli hikers nei loro cammini sulle dolomiti guidandoli, e, secondo quanto si racconta, salvando un gruppo facendoli allontanare dal percorso poco prima di una valanga.
Insomma, ogni gatto è un universo a se. E lo è anche ogni daino, ogni lupo, ogni tasso, ogni volpe, etc.
Nessuno però apprezza le doti dei gatti come beta tester: se il tuo programma, lasciato aperto in primo piano, resiste al gatto che zampetta o dorme sulla tastiera, significa che è infallibile e che gli utenti qualsiasi cosa facciano non potranno mai farlo piantare.
O forse no, il gatto non è abbastanza… xD
Lo sviluppatore forse è fan del film Magic (1978) ( https://www.imdb.com/title/tt0077889/ ). Il suono fastidioso di default sembra molto simile (se non direttamente campionato da li) a quello del film…
Una applicazione in grado di discernere chi, uomo o gatto, stia digitando sulla tastiera…
Ma è geniale! Dovevano dargli il Nobel quello vero!
Potrebbe avere un sacco di interessanti applicazioni.
Invece ho notato che le tastiere si “bloccano” subito che ci pasa sopra un alano da 80 kg.
Forse per questo nessuno ha mai pensato un software per chi “soffre” di qquesti problemi…
Ad una amica è successo qualcosa di più, il suo alano (maschio) da, appunto, 80 kg gli ha sfondato lo sportello del forno in cucina arretrando un po’ violentemente, dandogli una “sederata”: quindi non fanno nemmeno gli elettrodomestici a prova di alano. Bisogna ripiegare sul geco (un criceto no, potrebbe rosicchiarti cavi elettrici: un bel geco mi sembra innocuo) o il pesce rosso
Confermo che il mio gatto è in grado di trovare combinazioni di tasti a me assolutamente ignote passeggiando sulla tastiera.
Per fortuna per ora non ha fatto danni, tutte cose rimediabili, ma ogni volta è uno stress.
Paolo,
il mio gatto Merlino aveva postato un messaggio qui ma se lo è visto censurato.
CENSURATO!!! Ma come ti sei permesso di censurare UN GATTO???
Ti avviso che è molto offeso con te.
Il senso comunque era questo: “aso`tghqat+9q4uanj sldkcqtawersq’90ueq”
Ma davvero pensate che quello che fanno sia causale, secondo te non stanno testando i nostri sistemi per capire come sabotarci e conquistare il mondo non appena arriverà la loro astranave madre?
Causale o casuale? 🙂