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“Repubblica” lunacomplottista

“Repubblica” lunacomplottista

Repubblica cita il Disinformatico antibufala, ma lo sbarco sulla Luna è fra “i casi ancora sospesi”

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “paoloacri” e “sergiodil” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Stava andando così bene sulla strada della redenzione dopo aver inanellato tante bufale, da Bonsaikitten al grande blackout del 2003, ma è scivolata nel finale. Nel suo inserto Affari e Finanza, Repubblica ha dedicato un articolo (inizialmente qui, ora archiviato qui) al boom dei siti antibufala e ha citato, fra gli altri, il vostro blogger di campagna. Peccato che l’articolo contenga il seguente finale, che è come sentire Carla Fracci mollare un peto alla fine di Giselle:

Ci sono infine i casi ancora sospesi, in cui non si capisce da che parte stia la bufala. Sul sito http://www.astrofilitrentini.it si legge una lunga serie di spiegazioni per cui lo sbarco sulla Luna sarebbe una messinscena: senza una protezione spessa due metri gli astronauti sarebbero bruciati a causa delle radiazioni presenti sulla Luna, nelle foto non appare mai un cielo stellato, le ombre divergono come generate da luci artificiali, la bandiera sembra mossa da un vento che non esiste, il Lem atterra senza polvere…Chissà la verità da che parte sta.

Ho un’inquietante visione di un gruppo di astrofili inferociti che si dirige con forconi e torce verso la sede di Repubblica, alla ricerca di Ilaria Fusco, autrice di questa perla. Dubito seriamente, infatti, che presso Astrofilitrentini.it vi sia qualcuno che non crede che Neil Armstrong e Buzz Aldrin siano realmente andati sulla Luna.

Forse la Fusco ha trovato sul sito quest’articolo ma non ne ha letto la parte finale, di assoluto sbufalamento, né ha letto le FAQ del sito, che parlano chiaro in merito, e così adesso i lettori di Repubblica penseranno che il lunacomplottismo abbia il sostegno persino degli astrofili. Vogliamo spiegare al direttore di Repubblica o alla redazione del giornale come stanno le cose e proporre un atto pubblico di contrizione?

A chi interessasse, le mie mini-FAQ sul lunacomplottismo sono qui, e la trattazione più completa di Matteo Negri è su Siamoandatisullaluna.com. Anche Forum Astronautico ha una ricca sezione dedicata all’argomento. Qui sotto trovate la schermata dell’articolo di Repubblica, catturata il 22 aprile 2009.

Antipesce d’aprile

Antipesce d’aprile

Attenzione ai pesci d’aprile

La notizia della ripresa dei voli del Concorde è una bufala. Repubblica, avendola pubblicata il 31 marzo, sembra esserci cascata senza rendersi conto che la notizia proveniva dall’Australia, dove era già il primo d’aprile (la versione attuale dell’articolo australiano rivela lo scherzo). Complimenti per la scelta del tema, che ha toccato le corde emotive giuste in ogni appassionato d’aviazione.

Idem con patate per Hotelicopter, l’albergo-elicottero (foto qui accanto): con un raro ed encomiabile gesto, il Corriere ha già chiesto scusa, ma non ha ancora rettificato la galleria di foto, mentre c’è ancora chi non è convinto che sia una burla, come Travelblog.it.

Anche dalla Svizzera arrivano le notizie-burla: al posto dei pesci, lingotti d’oro, che sarebbero stati trovati nella spazzatura: versione in italiano, versione in francese, versione in tedesco, annuncio sul sito della città di Zurigo con tanto di foto. La smentita è qui in italiano.

Sempre dalla Confederazione arriva questa splendida burla con tanto di video promozionale: si cercano pulitori di montagne volontari (video in italiano su Myswitzerland.com). Gloria mi segnala che la notizia è stata pubblicata ieri dal Televideo RAI e che oggi il giornale “Metro” (edizione di Roma) pubblica in prima pagina una pubblicità che invitava a collegarsi al sito www.svizzera.it/pulitori che porta alla burla.

Bello anche questo della BMW: la Magnetic Tow Technology, per risparmiare carburante usando una “calamita molto discreta” e facendosi trainare a scrocco dall’auto che sta davanti. Non ditemi che non ci avete pensato qualche volta quando vi siete trovati con i TIR in seconda corsia.

Grazie a Stefano, Massimo, Gloria e Rodri per le segnalazioni.

Antibufala: l’alieno baby catturato

Antibufala: l’alieno baby catturato

Ciarlatani scuoiano una scimmietta e ne fanno un “bebè alieno”. I giornalisti abboccano

Ne hanno parlato giornali (La Stampa) e TV (Mediaset; Tgcom): Tiscali Notizie, per esempio, dice che nel 2007 fu catturato e ucciso da un gruppo di contadini messicani un piccolo essere che i contadini tentarono di soffocare “per ben tre volte, riuscendoci solo dopo averlo tenuto per molte ore sott’acqua”. Perché ai contadini messicani l’idea di una roncolata risolutiva non viene in mente. No, meglio stare lì molte ore a tenere la bestiaccia sott’acqua. E cos’era, il figlio scemo di Alien?

C’è pure il video e una serie di conferme: “per gli esperti dell’università locale il corpo non appartiene ad una specie terrestre”. Anzi, “il piccolo corpo non apparterrebbe a nessuna specie vivente conosciuta. Presenta alcune caratteristiche morfologiche umane ma anche di rettile, come ad esempio la dentatura senza radici, oltre ad un certo grado di sviluppo cerebrale. Gli studi dell’università assicurano che non si tratta di un falso né di una montatura, ma di un fatto fino ad ora inesplicabile.”

Allora, facciamo il punto. Gli esperti dell’università locale (di non si sa dove, il Messico è grande) si trovano fra le mani il più importante ritrovamento della storia della biologia, e che fanno? Pubblicano una serie di articoli su riviste scientifiche? Si mettono in lizza per il Nobel per la biologia? Noooo. Restano anonimi e non pubblicano niente. E chi è il loro garante? Un ufologo messicano, tale Jaime Maussan. “Sono certo siano autentiche”, dice. Allora siamo a posto. Se lo dice una persona che non ha alcun interesse nella vicenda, c’è da fidarsi.

Come se non bastasse questa sequenza di assurdità, che i giornalisti hanno pubblicato senza alcun accenno a dubbi o critiche, arriva anche la mamma aliena vendicativa. “Marao Lopez, uno dei contadini che individuò e uccise lo strano essere, è morto. Il suo corpo, completamente carbonizzato, è stato ritrovato all’interno della propria auto al bordo di una strada. Il suo mezzo, stando a quanto appurato dagli esperti, non sarebbe rimasto coinvolto in un incidente ma avrebbe preso fuoco per cause ignote, raggiungendo temperature definite “anomale”.” Perché non basta far fuori l’ammazza-ET e bruciarlo: bisogna bruciarlo a temperature anomale, così impara e l’avvertimento è chiaro per tutti.

Di verifiche o riscontri, manco a parlarne. Ma ci pensano i lettori del Disinformatico, in particolare Domenico (che ringrazio), a segnalare l’indagine del sito antibufala Forgetomori, che spiega la squallida verità: si tratta di una scimmietta scuoiata.

L’origine della notizia è il sito di Joshua Warren, ufologo e paranormalista, che poi ha ritirato la notizia (la trovate archiviata qui) “perché gli scienziati coinvolti non volevano che l’attenzione influenzasse la percezione dei loro risultati”. Eh sì, perché un test del DNA è timido e tanta attenzione mediatica potrebbe cambiarne l’esito. E chi è Jaime Maussan? Un noto contastorie a sfondo ufologico, che scredita l’ufologia seria (sì, nonostante tutto esiste un’ufologia seria).

L’identificazione dell’alieno come una malcapitata scimmietta è attribuita al biologo portoghese Bruno Galrido, autore del blog specialistico Macacologia. Andando a ripescare l’annuncio originale del ritrovamento dell'”alieno”, salta fuori che la creatura sarebbe stata spedita al dottor Jose Antonio Lorente, dell’Università di Granada. Che però, interpellato, dice di non aver ricevuto nulla, e che comunque essendo un esperto di DNA umano non potrebbe fare analisi di nessun genere sulla bestiolina. Naturalmente siete liberi di pensare che il dottor Lorente faccia parte del Grande Complotto per nascondere l’esistenza dei bebè alieni così scemi da farsi beccare da una tagliola. Siamo, insomma, alle solite: quando si va a controllare, i fenomeni straordinari svaniscono.

Pazienza se di queste cose parlano i siti ufologici; di qualcosa devono pur parlare, e chi li visita può sospettare che magari le notizie non siano verificate con rigore da Pulitzer. Ma che queste sciocchezze approdino acriticamente sui media di massa di cui la gente tutto sommato si fida, e che lì vengano propinate come se fossero certezze assolute, è l’ennesimo atto di incoscienza e di giornalismo spazzatura.

Dateci qualche bellona o bellone in più, se proprio non sapete cosa scrivere. Lo so che le modelle di oggi sono un po’ ossute, ma è sempre meglio che vedersi lo scheletrino di una povera scimmietta il cui unico torto è stato quello di finire in mano a “ufologi” senza scrupoli.

Bufale e complotti alla SISSA, video e file di presentazione

Gli schemi di fondo che legano bufale e teorie di complotto

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il 29 gennaio sono stato ospite del Master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste per offrire agli studenti una presentazione-dibattito sui meccanismi e gli schemi comuni di bufale e teorie di complotti, insieme a Massimo Polidoro, Lorenzo Montali, Stefano Bagnasco e Steno Ferluga del CICAP, e con la moderazione e conduzione di Fabio Pagan. L’incontro era riservato agli iscritti al Master.

Purtroppo mi devo rassegnare al fatto che mi manca il tempo di realizzare un montaggio che ripulisca le magagne della mia ripresa video improvvisata e in particolare compensi la pessima visibilità delle immagini scure della presentazione: un problema peraltro presente anche dal vivo. Così sto caricando i video su Blip.tv (Youtube fa le bizze con l’HD) in forma grezza, così come sono usciti dalla telecamera, in stile “piuttosto che niente, meglio piuttosto”, e pubblico a parte il PDF della presentazione.

Ecco i video grezzi:

Qui sotto invece trovate la presentazione (tranne i filmati incorporati, che qui sono sostituiti da immagini statiche): gli utenti di SlideShare possono scaricarla in formato PDF.

Per chi vuole seguire o riprendere da un blocco specifico:

  • Prima parte: introduzione di Fabio Pagan, importanza delle bufale, premesse psicologiche, danni causati.
  • Seconda parte: ancora danni, perché ci casca chiunque, effetti dell’avvento di Internet.
  • Terza parte: altri effetti dell’avvento di Internet, qualche esempio di bufala (Bonsaikitten, gatti con le ali).
  • Quarta parte: altri esempi di bufala (cinesi mangiabambini, appelli per donazioni di sangue, bufale politiche su Bush, Kerry, Berlusconi, Palin)
  • Quinta parte: bufale tecnologiche (grande blackout del 2003, cellulari e popcorn, marketing virale, Mentos e Coca-Cola).
  • Sesta parte: bufale tecnologiche (buchi neri prodotti dal CERN), grandi bufale che diventano ipotesi di complotto: 11 settembre.
  • Settima parte: 11 settembre, complotti lunari.
  • Ottava parte: complotti lunari, scie chimiche, delitto Kennedy; schemi ricorrenti. Fine della presentazione.
  • Nona parte: domande degli studenti. Chiedo scusa per la periodica perdita di messa a fuoco della telecamera, che non era presidiata.

Aggiungo una nota a proposito della paternità del termine cinematografico McGuffin, che nella presentazione ho usato per indicare l’elemento concreto ma irraggiungibile intorno al quale ruotano immancabilmente le teorie di complotto (la scia nel caso delle scie chimiche, le foto e i filmati nel caso dell’11/9, di JFK e della Luna) e senza il quale una teoria di complotto non può attecchire per mancanza di qualcosa su cui arrovellarsi e discutere interminabilmente.

Nella presentazione l’ho citato come termine usato da Spielberg e Lucas per indicare l’oggetto-perno della trama dei loro film, ma l’origine del termine è in effetti hitchcockiana come osservato da chi, a fine sessione, mi ha chiesto una verifica di paternità: in questo senso segnalo la pagina di Wikipedia inglese dedicata al termine, che raccoglie molte fonti interessanti.

Spielberg e Lucas l’hanno reintrodotto (nei commenti ai DVD di Indiana Jones e Guerre Stellari) cambiandone leggermente l’accezione: secondo loro, il McGuffin non dev’essere un oggetto del quale al pubblico non importa nulla e che serve solo a far avanzare la trama, ma deve essere un oggetto emotivamente significativo che “al pubblico dovrebbe importare quasi quanto gli eroi e i cattivi che duellano sullo schermo”. Il film “funziona” in base all’efficacia del McGuffin: l’Arca dell’Alleanza o il Santo Graal in Indiana Jones, per esempio.

Obama e la mail impossibile da forwardare

Obama e la mail impossibile da forwardare

L’indirizzo di mail top-secret di Obama manda messaggi non inoltrabili?

Il New York Times racconta che Barack Obama è riuscito a convincere i responsabili della sua sicurezza a lasciargli tenere un indirizzo di e-mail, che è riservatissimo ed è diventato il nuovo status symbol fra i cortigiani: se lo conosci, sei “in”, altrimenti sei un plebeo.

Poi, però, scrive questa stranezza:

To minimize the risk, the government technology gurus have made it impossible to forward e-mail messages from the president or to send him attachments, people informed about the precautions say. His address is likely to be changed regularly as well. And the president’s friends and staff members are being lectured about security.

Cosa? Una mail impossibile da forwardare? Questa mi suona decisamente priva di senso. Se la posso visualizzare su uno schermo, la posso stampare, fotografare, scandire e inoltrare. Qualcuno ne sa di più? Lo so che gli sciachimisti, i lunacomplottisti, gli undicisettembranati pensano che io sia al soldo della CIA, ma mi spiace, la mia security clearance non arriva a questi livelli. A me, sulla base di quel poco che è stato detto, sembra una bufala.

Aggiornamento: Nei commenti si avanza la teoria di una mail con Rights Management, che bloccherebbe però soltanto l’inoltro tradizionale. Comunque Obama si rivela un buon geek, a giudicare da questo spezzone d’intervista in cui scherza sulla funzione Transformer del suo Blackberry e cita l’Ispettore Gadget. Un sospiro di sollievo, dopo un’eternità di tecnofobi alla Casa Bianca.

Nerooogle e soci promettono risparmio energetico. Mantengono?

Nerooogle e soci promettono risparmio energetico. Mantengono?

Schermate scure per risparmare energia?

Ho ricevuto parecchie segnalazioni dell’iniziativa di Nerooogle e di altri siti analoghi, come Blackle o Black Google, che promettono di risparmiare energia usando colori scuri per le schermate di ricerca.

Il ragionamento proposto da questi siti è che i monitor consumano meno energia elettrica quando visualizzano colori scuri; dato che la pagina iniziale di Google viene visualizzata da centinaia di milioni di monitor ogni giorno e che “il passaggio ad un background nero farebbe risparmiare un totale di circa 15 (da 74 a 59) watt”, se la pagina usasse colori meno avidi di energia si otterrebbe un risparmio globale di “8.3 Megawatt/ora al giorno, o circa 3000 Megawatt/ora l’anno, davvero un bella quantità di energia, per un così piccolo sforzo”.

In attesa che Google recepisca l’ecosuggerimento, dicono questi siti, gli utenti possono usare Nerooogle e soci come pagina iniziale per le proprie ricerche al posto di quella standard di Google. Le ricerche passano comunque tramite Google, per cui i risultati delle interrogazioni, dicono gli organizzatori dell’iniziativa, sono identici.

Troppo bello per essere vero? Facciamo una verifica. Nerooogle linka, come fonte autorevole, un articolo di un blog che a sua volta cita questa pagina del Dipartimento per l’Energia statunitense, che afferma che i colori chiari, come il bianco, possono consumare fino al 20% in più rispetto ad altri colori.

Il problema è che i dati del Dipartimento si riferiscono ai monitor a tubo catodico (quelli profondi e ingombranti), non a quelli LCD (quelli piatti in voga attualmente). Per esempio, il mio 19 pollici LCD consuma infatti un massimo di 45W (non 74 e non 59), la maggior parte dei quali va ad alimentare le lampade della retroilluminazione, che sono accese a prescindere dal colore dell’immagine visualizzata. Stando ai dati che ho reperito, i monitor catodici sono ormai in minoranza: gli LCD costituiscono quasi il 75% dei monitor al mondo. Il consiglio è quindi applicabile soltanto a un quarto dei monitor in circolazione, e questo falsa notevolmente la stima del risparmio possibile.

Anche supponendo che la stima sia giusta, a quanto ammonta il risparmio rispetto al consumo energetico nazionale? Stando ai dati del GRTN, nel 2003 (dato più recente che sono riuscito a trovare al volo) “La richiesta complessiva di energia elettrica nel 2002 ha infatti toccato i 310,7 miliardi di kWh”, vale a dire 310.000.000 di MW/h. La proposta di Neroogle farebbe (ipoteticamente) risparmiare 3000 MW/h in un anno, ossia circa un centomillesimo del fabbisogno. Nel migliore dei casi.

Si tratta, insomma, di ecologismo spicciolo che crede di risolvere i problemi con poca fatica, secondo uno schema molto comune in questo genere di comunicazione virale. L’utente si sente di aver dato il proprio contributo al risparmio, si autocompiace, ma non fa nulla di concreto. E la bufala si propaga perché “garantita” dal fatto di essere promossa dal passaparola anziché dalle autorità tradizionali.

Qtrax, annuncio in odor di bufala

Qtrax, annuncio in odor di bufala

Musica legale gratis in cambio di pubblicità? I giornali abboccano a Qtrax

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “mrtmra61” e “carlo.rim****”.

Sono rimasto colpito dall’incredibile quantità di pagine di giornale (qui e qui, per esempio, Repubblica; qui Wired; qui il Times) dedicate all’annuncio di Qtrax, secondo il quale la società avrebbe reso legalmente scaricabile gratis, in cambio di spot visualizzati sullo schermo del computer degli utenti, la musica delle principali case discografiche. Ben 30 milioni di brani, diceva Qtrax.

Peccato che dietro l’annuncio al MIDEM ci sia in realtà il vuoto pneumatico e pochissimi fra i giornalisti dei media tradizionali abbiano pensato di chiedere un riscontro alle dirette interessate: le case discografiche, appunto. Lo hanno fatto invece The Register e la BBC, col risultato che Warner, EMI e Universal hanno dichiarato di non aver concesso alcuna licenza a Qtrax. Sony BMG non ha rilasciato dichiarazioni.

Il boss di Qtrax, Allan Klepfisz, ha risposto che gli accordi erano in fase di definizione. Ma, guarda un po’, lo ha detto dopo la smentita delle major. Ma allora perché Qtrax ha annunciato gli accordi di licenza come se fossero già cosa fatta?

C’è di peggio. Qtrax dice che le sue canzoni saranno lucchettate con il DRM e funzioneranno (inizialmente) solo sui PC Windows. Adesso che le case discografiche hanno finalmente capito che l’anticopia non funziona, arriva Qtrax e pensa da sola di poter riportare indietro le lancette dell’orologio?

E poi c’è la questione dell’iPod. Siccome Apple non ha concesso in licenza il DRM dell’iPod (FairPlay), non c’è modo di suonare le canzoni di Qtrax, che usano un altro DRM, sull’iPod. Considerate le percentuali bulgare di diffusione degli iPod rispetto agli altri lettori musicali digitali, se una canzone non è suonabile sugli iPod, non la vuole nessuno. Non supportare l’iPod è un suicidio commerciale. Qtrax dice che la sua musica sarà compatibile con l’iPod, ma in che modo? Non si sa. La comunità di Slashdot sviscera bene l’argomento.

Un lettore, alex2ruote, mi scrive dicendo che ha scaricato il programma di Qtrax (un ibrido di Firefox e Songbird, per ora solo in versione Windows), ma “quando hai trovato la musica e clicchi download, ti si apre una finestrella con scritto: Download coming soon.” Anche le annunciate restrizioni territoriali sembrano essere aria fritta: “quando ti registri l’elenco delle nazioni è breve, la Svizzera non vi è inclusa, e lo zip code (obbligatorio) prevede un minimo di 5 cifre, quindi devi mettere una nazione a caso e inventare lo zip. Stranamente l’Italia compare”. Eppure l’Italia non doveva essere fra i paesi abilitati al servizio.

The Register nota inoltre che Qtrax è una derivazione di una società di nome SpiralFrog, che riuscì a pagare 2 milioni di dollari alla Universal ancora prima di aver iniziato a vendere. Sembra insomma che ci sia all’opera lo stesso genio. Wired si pente di aver pubblicato l’annuncio iniziale senza verificarlo e ora fa notare che dei trenta milioni di brani promessi da Qtrax, al momento non ce n’è neanche uno. Anche il Times fa dietrofront e dice che anche la Sony ha confermato che non c’è alcun diritto di Qtrax a usare il suo catalogo musicale.

“Non siamo idioti”, ha replicato Klepfisz secondo il Times. In effetti, essendo riusciti a gabbare i giornalisti di tutto il mondo e a farsi una pubblicità gratuita impagabile, non si può certo definirli idioti. Quelli di Qtrax, intendo.

UFO quiz, seconda parte

UFO quiz, seconda parte

Lo sapevo, io, che erano veicoli militari segreti!

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “ranieri” e “massimob”.

Una delle teorie riguardanti gli UFO è che si tratti di veicoli militari top secret. Ecco alcune foto che dimostrano l’interesse militare, a partire dagli anni Cinquanta, per i veicoli a forma di disco volante.

Ahimè, nell’ufologia il falso è sempre in agguato. Sapreste dire se queste foto sono autentiche o meno? Se sapete la soluzione, non rivelatela nei commenti, così tutti possono cimentarsi. Le risposte verranno pubblicate dopo la puntata di oggi del Disinformatico radiofonico.




La soluzione


Le due foto di mezzo sono autentiche: mostrano il fallimentare Avrocar, velivolo sperimentale che non riuscì mai a compiere un volo decente verso la fine degli anni Cinquanta ed è causa di infiniti malintesi ufologici. La prima foto e l’ultima, invece, sono fotomontaggi ben realizzati, come descritto presso Aerospaceweb.org.

Visto com’è facile creare false prove? Proprio per questo dobbiamo stare attenti prima di credere a quanto ci viene propinato, magari da fonti interessate a vendere qualche libro o DVD di paccottiglia.

Missili iraniani fabbricati con Photoshop

Missili iraniani fabbricati con Photoshop

Colti in fallo: l’Iran pubblica foto ufficiali false, e si vede, ma i media non ci fanno caso

Guardate questa foto pubblicata acriticamente dalla Getty Images qui, che la descrive come il lancio di quattro missili a lungo e medio raggio e dice che la foto è stata pubblicata sul sito di notizie delle Guardie Rivoluzionarie iraniane.

Mi sa che a qualcuno, in Iran, piace giocare con Photoshop e simili per farsi bello. Notate nulla di strano?

Se volete la soluzione, è qui. Un’altra foto che può servire da aiutino è qui.

Che tristezza: che qualcuno photoshoppi i missili per sembrare più potente di quello che è in realtà è patetico come infilarsi un calzino nelle mutande per sembrare più dotati (e altrettanto fallocefalico), ma che i media non ci facciano caso e non avvertano i lettori che si tratta di un vistoso fotomontaggio è quasi altrettanto patetico.

Grazie al lettore Tin per la segnalazione.

2008/07/10 18:05

Il New York Times segnala che Agence France Presse ha ritirato la foto descrivendola come “a quanto pare alterata digitalmente”. Ma la foto, come mostra il NYT, ha fatto in tempo a finire sulle copertine “del Los Angeles Times, del Financial Times, del Chicago Tribune e molti altri giornali oltre che su BBC News, MSNBC, Yahoo! News, NYTimes.com”. Complimenti a tutti.

Ecco la foto ritoccata (sopra), seguita da quella non ritoccata (sotto) che viene ora distribuita dalle fonti ufficiali iraniane.

Probabilmente la battuta non è originale, ma se è questo che intendeva Ahmadinejad quando parlava di cancellare Israele dalle mappe…

2008/07/10 19:40

“Ehi, gente, io non sono un informatico, ma qui e qui si vede lontano un miglio che avete usato Photoshop.”
UFO alle Torri Gemelle

UFO alle Torri Gemelle

Un filmato ufologico classico insegna un’altra trappola dei video

Esaminate attentamente questo video, che mostra un UFO ripreso da un elicottero vicino alle Torri Gemelle di New York:

Sorprendente, vero? Molti pensano che si tratti di un vero filmato che mostra un veicolo volante dalle caratteristiche impossibili per la tecnologia umana e quindi di sicura origine aliena. La realtà è un po’ differente: si tratta di un filmato realizzato una decina d’anni fa come pubblicità per un canale televisivo statunitense dedicato alla fantascienza, il SciFi Channel. Il problema è che il passaparola incompleto ne ha fatto perdere le origini, per cui ormai lo si tramanda come se fosse un filmato ufologico autentico. Un fenomeno molto frequente in questo settore e contro il quale bisogna stare sempre in guardia: la separazione di un documento, di una foto o di un filmato dalla sua fonte, e quindi dal suo contesto, è un problema tipico dell’informazione diffusa via Internet.

Le origini di questo filmato sono state rintracciate nel 2003 dal sito Rense.com, che non è certo propenso alla smentita delle teorie cosmiche più fantasiose: ecco alcuni fotogrammi tratti dall’originale del filmato.

Una chicca svelata da Rense.com: la “Barbara Sicuranza” il cui nome si vede in questa serie di fotogrammi è quello dell’attrice pagata da SciFi Channel per recitare la parte dell’avvistatrice a bordo dell’elicottero: in realtà indicava il cielo e l’UFO è stato inserito in seguito digitalmente. Il suo curriculum, infatti, include questo spot sotto il nome di SCI-FI Promo (The Blimp). La chicca è che Barbara Sicuranza è la moglie di Chris Stein, chitarrista cofondatore del celeberrimo gruppo musicale Blondie.

Il filmato integrale, comprese la testa e la coda promozionale di SciFi.com, è qui sotto e linkato qui.