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Siamo andati sulla Luna? Aperitivo scientifico

Ieri sono stato ospite del Festival della Scienza di Lugano per una chiacchierata molto informale sulle teorie di messinscena lunare e sulle chicche e gli aspetti poco conosciuti delle missioni spaziali. La ripresa video, spiccia e sporca, è già pronta qui sotto. Buona visione.

Mi trovo a spiegare i complotti lunari a Piero Angela e Umberto Guidoni

Uno dei momenti più surreali della mia carriera di blogger di campagna è stato il convegno 2009 del Cicap ad Abano Terme, dove mi sono trovato a raccontare a Umberto Guidoni, Piero Angela e Steno Ferluga, davanti a una sala gremita, alcune delle tesi dei lunacomplottisti.

Trovate alcuni spezzoni lunacomplottisti della serata qui; il resto dell’incontro si è occupato di cose ben più serie ed è disponibile in parte nel canale Youtube del Cicap e in versione integrale in streaming (a pagamento; il Cicap non ha altre fonti di finanziamento).

Ci vediamo stasera a Garbagnate?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/04/10.

Stasera alle 21 sarò alla Biblioteca di Garbagnate Milanese, in via Monza 12, come ospite delle Notti dell’Astrofisica per una conferenza pubblica sulle ipotesi di falsificazione degli sbarchi sulla Luna, che a quanto mi dicono la RAI ha riproposto disinvoltamente in La storia siamo noi ieri sera, nonostante il dettagliato sbufalamento già pubblicato cinque anni fa. Coglierò l’occasione per raccontare anche alcuni retroscena poco conosciuti delle missioni spaziali e avrò con me un po’ di copie del mio libro “Luna? Sì, ci siamo andati” con CD di foto incluso.

L’incontro è aperto al pubblico, lunacomplottisti d’assalto compresi. Coraggio, fatevi sotto: non mordo.

2011/04/10

Nella sala piena (stimo 100-120 persone) c’erano giusto tre-quattro lunacomplottisti: degno di nota uno di loro, che ha detto di lavorare nel settore aerospaziale e ha presentato delle obiezioni un po’ meno noiose delle solite “ma non ci sono le stelle”, “ma perché la bandiera sventola” eccetera. Però è emerso molto rapidamente che i suoi dubbi (precisione troppo elevata, funzionamento della fotocamera nel vuoto, resistenza del LM) partivano da una profonda mancanza di conoscenza della tecnologia dell’epoca, tanto che pensava che i computer di bordo dell’Apollo fossero analogici (erano invece digitali) e da una certa riluttanza ad informarsi e leggersi un po’ di documentazione prima di dubitare.

A parte questo episodio, nel quale l’insistenza del sostenitore delle teorie di messinscena ha irritato non poco il pubblico ed è stata presto bloccata dal moderatore, la serata è stata un’occasione per rievocare le missioni lunari e raccontarne episodi poco conosciuti, alla luce anche dell’imminente anniversario del primo volo di Gagarin (sul quale ho scritto per Le Scienze un articolo che segnala alcuni aspetti poco noti della sua storica missione).

Mi ha colpito l’interesse dei tanti giovani presenti per le avventure spaziali e per il segnale positivo di superamento delle sfide che rappresentano: buon segno, in tempi in cui è facile deprimersi e pensare che l’umanità sia popolata d’incapaci.

Chicca nella chicca, mentre firmavo le copie dei miei libri (una l’ho donata alla Biblioteca, per cui è a vostra disposizione se siete in zona) si è avvicinata una persona con un iPad sul quale c’era il PDF scaricabile gratuitamente del mio libro. Gli ho chiesto, scherzando, come potevo autografargli un libro digitale, e lui mi ha porto l’iPad invitandomi a firmare sullo schermo con il dito. Il software ha seguito i movimenti del dito e ha generato un’immagine della mia “scrittura” incorporata nel PDF. Geniale.

Non perdetevi, se potete, il prossimo appuntamento spaziale organizzato dal Comune di Garbagnate (che sta dimostrano un impegno davvero lodevole nella divulgazione del sapere): il 12 aprile ci sarà la mostra delle magnifiche foto dell’addestramento di Paolo Nespoli scattate da Gabriele Rigon, che sarà relatore della serata, e ci sarà un collegamento diretto in audio con Nespoli sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Ci vediamo a Lugano il 4 settembre?

Ci vediamo a Lugano il 4 settembre?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/01.

Si avvicina il decennale degli attentati dell’11 settembre 2001. Se volete togliervi qualche dubbio sulla dinamica degli eventi tragici di dieci anni fa e discutere delle tesi alternative, sarò a vostra disposizione a Pambio, vicino a Lugano, il 4 settembre prossimo (domenica). Presso la Sala Parrocchiale (a 200 metri dall’uscita autostradale di Lugano Sud; luogo esatto su Google Maps) terrò infatti alle 16 una conferenza-dibattito per il CICAP Ticino.

L’incontro sarà un po’ diverso dalla solita relazione: dopo una breve presentazione dei fatti di base, con immagini e video spesso poco conosciuti, vorrei dare subito la parola al pubblico per provare a rispondere a ruota libera, sulla base delle indagini condotte in questi anni insieme al gruppo Undicisettembre, ai dubbi e alle perplessità inevitabilmente legate a un evento senza precedenti come i dirottamenti e gli attentati di quel giorno. Ci sono molti miti e luoghi comuni che si sono diffusi nell’opinione pubblica nel corso di questi dieci anni ma che è meglio sfatare in modo che ognuno possa farsi un’opinione personale sulla base dei fatti.

Il dibattito è aperto a tutti, cospirazionisti compresi, purché siano civili come lo sono stati a Bologna e non arrabbiati e maleducati come è successo in altre occasioni. L’ingresso costa 5 franchi (4 euro) per i soci CICAP e 10 franchi (8 euro) per i non soci; è gratuito per i giovani fino a 16 anni e per i giornalisti che presentano la tessera stampa. Al termine verrà offerto un piccolo aperitivo.

Intanto segnalo che la BBC ha pubblicato una miniguida alle tesi di complotto e ai dubbi principali intorno agli attentati dell’11 settembre: la trovate tradotta qui su Undicisettembre.info. Sto inoltre definendo i dettagli del faccia a faccia con un sostenitore delle tesi alternative a Milano, previsto per l’11 settembre.

Aggiornamento 2011/09/01. Il faccia a faccia dell’11 settembre prossimo è stato rinviato a data da definirsi per un impegno inatteso dell’altro relatore.

Cene magiche, delitti e bufale: un po’ di appuntamenti con i misteri

Chi uccise Kennedy? Domani sera a Torino, alle 21, Massimo Polidoro ne parlerà al Mausoleo della Bela Rosin, in Strada del Castello di Mirafiori 148/7. L’ingresso è gratuito e le informazioni sono qui.

Cena magica il 23 a Erbusco (Brescia). Il 23 settembre prossimo alle 20:30 il Gruppo CICAP Lombardia organizza a Erbusco, al ristorante “Pio NoNo”, una cena magica con prestigiatori che non hanno bisogno di poteri paranormali per incantare e divertire. Se vi interessa conoscere da vicino gli Scettici Allegri, prenotatevi: i dettagli sono qui.

Bufale, bugie e social network a Crema. Domani sera alle 19 sarò a Crema, al Dipartimento di Tecnologie dell’Informazione in via Bramante 65, per un incontro aperto a tutti sul tema della caccia alle bufale e dei contaballe che dilagano nei social network. La chiacchierata fa parte della serata organizzata dall’Università degli Studi di Milanosede di Crema e patrocinata dal Comune di Crema. Tutte le info sono qui.

Ci vediamo domani (17/3) a Cesena per parlare di complotti(smi)?

Ci vediamo domani (17/3) a Cesena per parlare di complotti(smi)?

Domani sera (17 marzo) alle 20:45 sarò a Cesena, presso il Museo di Scienze Naturali (Piazza Zangheri 6), per parlare sul tema “Internet, complotti e leggende” nell’ambito dei “Lunedì del Museo”.

Segnalo inoltre altri appuntamenti golosi presso il Museo: lunedì 31/3 ci sarà Photobuster, alias il fototecnico Paolo Bertotti, esperto smascheratore di falsi fotografici e di inganni ufologici, che parlerà appunto sul tema “UFO: le prove fotografiche”; lunedì 7/4 ci saranno Pier Luigi Bazzocchi e Lorenzo Rossi, che parleranno di “Animali in mezzo a noi: fascino e paure”; il 14/4 sarà il turno di Medbunker, al secolo Salvo di Grazia, medico che spiegherà gli inganni delle pseudomedicine in una conferenza intitolata “Salute e bugie: come difendersi da farmaci inutili, cure fasulle e ciarlatani”.

Distinguere tra complotti e complottismi: la tesi del sabotaggio del voto postale USA per favorire Trump

Ultimo aggiornamento: 2020/08/17 18:00.

Si cominciano ad accumulare indicazioni credibili di un piano per sabotare il voto presidenziale negli Stati Uniti. Se volete esercitarvi a distinguere fra complotti reali e complottismi, questo è un ottimo esempio.

Per chiarezza: un complotto è un’azione coordinata, reale e documentata, di più attori per ottenere uno scopo; un complottismo è la tesi, priva di prove concrete, che esista un complotto. I complotti esistono; i complottismi sono un parto delle immaginazioni, degli odi e delle paranoie.

I fatti di base sono questi:

Il servizio postale nazionale degli Stati Uniti (USPS) ha avvisato che milioni di voti inviati per posta potrebbero non arrivare in tempo per essere contati il 3 novembre, giorno delle elezioni presidenziali. È previsto che a causa della pandemia gli elettori postali saranno un numero record. I sondaggi indicano che saranno soprattutto gli elettori del partito democratico a votare per posta (BBC).

Per chi non avesse familiarità con il sistema di voto statunitense, va ricordato che i seggi sono spesso molto lontani e quindi inaccessibili per chi non ha mezzi di trasporto propri e si vota in un giorno lavorativo, per cui chi lavora deve prendersi un giorno di ferie (ammesso che possa farlo) per poter esercitare il proprio diritto.

Secondo NBC e Vice, l’USPS sta rimuovendo o disattivando ben 671 grandi macchine di smistamento postale da 35.000 plichi/ora, che vengono usate anche per lo smistamento dei voti durante le elezioni. Secondo un portavoce dell’USPS, David Partenhemier, si tratta di “normali adeguamenti delle attività”. Tuttavia Vice ha pubblicato documenti dell’USPS che parlano esplicitamente di una “riduzione” di almeno il 5% delle macchine di smistamento in tutto il paese, pianificata da tempo.

Circolano sui social numerose foto che sembrano documentare la rimozione massiccia delle celebri cassette della posta blu, ma potrebbero anche essere normali sostituzioni. Un paio di esempi:

L’USPS ha dichiarato di aver sospeso queste rimozioni e che si trattava di una misura di riduzione dei costi. In alcuni casi, le cassette verrebbero sostituiti da “modelli più nuovi e più sicuri” (Newsweek). Dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, è emerso che la prima delle foto mostrate qui sopra non dimostra alcuna rimozione di massa, ma mostra semplicemente le cassette della posta malconce che vengono periodicamente sottoposte a riverniciatura e ricondizionamento presso l’apposita fabbrica, la Hartford Finishing, Inc., come spiegato da questa mini-indagine.

Il presidente Trump sembra aver detto esplicitamente che sta bloccando i fondi aggiuntivi di emergenza per l’USPS perché è contrario al voto per corrispondenza: a suo dire porterebbe a frodi elettorali (pur usandolo lui stesso insieme a tutti i membri delle forze militari statunitensi e nonostante non ci sia alcuna prova di queste presunte frodi). Questa sembra essere l’interpretazione prevalente delle sue parole. Ma il modo di parlare di Trump è notoriamente confuso e ambiguo.

Le sue esatte parole, in un’intervista telefonica al Fox Business Network:

They want three and a half trill—, uh, billion dollars for the mail-in votes, okay, universal mail-in ballots. Three and a half trill—. They want 25 billion dollars — billion — for the post office. Now they need that money in order to have the post office work so it can take all of these millions and millions of ballots. Now in the meantime they aren’t getting there — by the way, those are just two items, but if they don’t get those two items, that means you can’t have universal mail-in voting.”

In traduzione:

“Vogliono 3,5 tril— uh, miliardi di dollari per i voti postali, okay, schede di voto postale universale. 3,5 tril—. Vogliono 25 miliardi di dollari — miliardi — per il servizio postale. Ora hanno bisogno di quei soldi per far funzionare il servizio postale in modo che possa prendere tutti questi milioni e milioni di schede di voto. Ora nel frattempo non ci stanno arrivando — fra l’altro, queste sono solo due voci, ma se non ottengono quelle due voci, vuol dire che non si può avere il voto postale universale.”

Trump ha successivamente dichiarato che le sue parole descrivevano un risultato dell’attuale stallo dei negoziati con i democratici, non una minaccia (Newsweek).

La tesi, insomma, è che attraverso questo definanziamento del servizio postale e altre misure i repubblicani vogliano impedire agli elettori democratici di esprimere per posta il proprio voto (per il candidato Joe Biden) e quindi facilitare la rielezione di Trump. Complotto, o complottismo?

Come sempre, Il Post riassume bene la situazione aggiungendo molti altri dettagli. Propongo questa vicenda solo come esercizio di analisi, per cui evitate commenti politici pro o contro Trump, grazie.

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Video della conferenza “È tutto un complotto” a Modena

Video della conferenza “È tutto un complotto” a Modena

Ultimo aggiornamento: 2018/09/23 17:40.

Sabato 15 settembre sono stato ospite dell’associazione “Il C.O.S.Mo.” (www.ilcosmo.net) presso l’Aula Magna del Civico Planetario di Modena per parlare di complotti e complottismi. Questi sono i video della conferenza, che spazia dalla tesi della morte segreta di Paul McCartney allo sbarco sulla Luna alla fine del mondo prevista dai Maya passando per alcuni complotti reali. Ci sono due riprese da due angolazioni differenti: la seconda ha l’audio migliore. Buona visione.

La prima ripresa:

La seconda:

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Le bolle di Apollo 16, le balle dei complottisti

Le bolle di Apollo 16, le balle dei complottisti

Mi sono arrivate parecchie richieste di chiarire un video, realizzato da un lunacomplottista al quale non voglio regalare pubblicità linkandolo, secondo il quale alcuni oggetti che si vedono muoversi nella ripresa di una passeggiata spaziale della missione Apollo 16 sarebbero bolle d’aria che tradirebbero il trucco (una ripresa in piscina) usato per simulare in studio l’escursione nello spazio.

Perché ovviamente alla NASA son cretini e lasciano le bolle dove non ci dovrebbero essere in una (presunta) messinscena dalla quale dipenderebbe la sorte dell’intera America.

Sorrido all’idea del complottista che ha speso ore a contare e tracciare ossessivamente, una per una, tutte le “bolle” in questione e a confezionare l’ennesimo videodelirio, il cui unico risultato è quello di mostrare che non ha niente di meglio da fare e che è totalmente, comicamente incompetente in materia astronautica (e non soltanto in quella), eppure si sente legittimato a mettere in dubbio la realtà delle missioni spaziali. Non solo quelle americane, ma anche quelle cinesi. In altre parole, sono tutti scemi e collusi, tranne lui, unico genio capace di vedere la verità che sfugge da quarant’anni agli esperti. Una personcina modesta, insomma.

Mah. Che vita grama dev’essere, quella di chi vede complotti, congiure, malizie e intrighi dietro ogni cosa. So, fra l’altro, che ha ronzato intorno ad alcune emittenti televisive italiane, sperando di vendere loro i suoi video complottisti, ma gli è andata buca. Considerata l’abbondanza di creduloni nella TV italiana, questo la dice lunga.

La spiegazione del presunto mistero delle “bolle” è molto semplice e interessante, per cui stamattina mi sono divertito a scriverla in un articoletto che ho condito con qualche chicca. Se vi interessa, è su Complotti Lunari qui.

Niente foto di Berlusconi ferito su Google? COMPLOTTO!

Niente foto di Berlusconi ferito su Google? COMPLOTTO!

Sono davvero “sparite” da Google le foto di Berlusconi colpito?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

So che mi impegolerò nella rissa politica, ma mi sono arrivate troppe richieste d’indagine per poter dire di no. Per cui prendo il toro per le corna, mi turo il naso e mi getto nell’arena. Bleah.

Sta circolando in Rete la voce che Google abbia rimosso dall’indice delle immagini le fotografie che ritraggono Berlusconi insanguinato dopo l’aggressione di domenica. La voce è giunta anche ai media tradizionali (Repubblica, La Stampa, ADNKronos, per esempio) ed è arrivata anche in Svizzera (Ticinonline). Lo stesso varrebbe anche per le immagini dell’aggressore e dell’oggetto che ha lanciato.

Ma sono sparite o non ci sono mai state? Google Italia dichiara di non aver fatto nulla e che le foto, a differenza dei risultati testuali, tendono a comparire in Google con un certo ritardo: “Aggiorniamo l’indice delle immagini regolarmente ma questa procedura richiede tempo, pertanto è possibile che immagini già comparse in articoli non siano immediatamente disponibili nei risultati della ricerca immagini su Google. Tuttavia, una volta che il motore di ricerca ha eseguito la scansione della pagine web, le immagini dovrebbero apparire”.

Qualcuno ha prove del fatto che prima le foto c’erano?

Questa è una schermata della ricerca per immagini delle parole “Silvio Berlusconi Duomo” segnalata da ADNKronos, presa alle 21 di stasera (16 dicembre), a tre giorni dall’aggressione, con il SafeSearch disattivato:

Le immagini si riferiscono a eventi di parecchio tempo fa: le prime tre sono del 13 settembre 2009 (funerali di Mike Bongiorno, tenutisi in Duomo), del 9 luglio 2009 e del 3 dicembre 2007 (almeno a giudicare dalla data sulla pagina). Ma questi sono risultati condizionati dalla richiesta di includere la parola “Duomo”.

Non va molto meglio chiedendo a Google Images solo il nome e cognome del premier: le prime tre immagini risalgono al 25 novembre 2009, al 10 maggio 2009 e addirittura al 19 agosto 2004. Ma allora, secondo la tesi di complotto, Google avrebbe fatto sparire anche tutte le immagini di Berlusconi delle ultime tre settimane, non solo quelle che lo ritraggono insanguinato. Improbabile.

Le immagini in questione sono invece presenti nella sezione News di Google insieme agli articoli dei siti di notizie ai quali sono associate: se si trattasse di censura, sarebbe un tentativo davvero maldestro.

Direi quindi che fino a prova contraria, l’accusa è infondata e i media e gli utenti della Rete stanno facendo molto rumore per nulla. La vera domanda da porsi, come nota lucidamente The Register, è come mai Google è così indietro sulla ricerca per immagini quando la concorrenza, come Bing e Yahoo, ha già indicizzato le foto dell’aggressione. Questo è l’unico merito di tutta la querelle: aver messo in evidenza una manchevolezza di Google.

Prima che me lo chiediate: no, non indagherò sui vari video che sostengono manipolazioni delle immagini TV e simulazioni di ferite. E non li linkerò, per non regalare pubblicità a queste scemenze totali.

2009/12/18 3:10

Cominciano a comparire in Google Images le prime immagini dell’aggressione. Direi che a questo punto parlare di complotto per nasconderle non ha molto senso. Se mai ne ha avuto.