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Non c'è più dubbio: sono la magnifica ossessione di Mazzucco

Non c’è più dubbio: sono la magnifica ossessione di Mazzucco

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/12/10.

Qualche tempo fa Massimo Mazzucco ha partorito un video di quasi un’ora. Sul complotto dell’11 settembre? No. Sul complotto dell’omicidio Kennedy? Neanche. Sul complotto dello sbarco sulla Luna? Macché. Ha speso cinquantasette minuti su di me, analizzando ogni mio gesto, ogni mia parola, ogni singola mia espressione. Roba da stalker a tempo pieno. Capirei, forse, se io fossi una bella donna, ma francamente la cosa m’inquieta un pochino e comunque Mazzucco non è il mio tipo. Per cui non gli ho dato corda.

Ieri, però, è tornato alla carica con un nuovo atto d’amore, con tanto di articolo di supporto. Altri trentaquattro minuti di video, nei quali dichiara candidamente (a 4 minuti dall’inizio in questa intervista del 13 ottobre a Radio IES) di essersi guardato tutti i video delle mie conferenze pubbliche degli ultimi anni sull’11 settembre e di averli passati al setaccio. Senza rendersi conto di quanto sia triste questa sua ammissione di non aver niente di meglio da fare. Questa sarebbe la gente che vuole smascherare i potentissimi autori del complotto che ha cambiato la storia del mondo e ambisce a incriminare per strage Bush, Cheney, Rumsfeld, il Mossad, la CIA, l’FBI, i banchieri ebrei e Carletto il camaleonte dei Sofficini.

Visto che nei commenti ad altri articoli di questo blog e via mail mi sono arrivate un po’ di richieste di chiarimento su alcuni dei montaggi creativi delle mie parole da parte di Mazzucco, rispondo brevemente qui, così chiudo l’argomento; non vorrei dare l’impressione che io risponda a queste indesiderate avances mazzucchiane.

Sul vendere libri e cappellini

Un conto è vendere libri che contengono spiegazioni tecniche documentate e interviste a esperti; un altro è vendere libri che dicono scemenze senza alcun supporto di persone competenti e sbagliano persino il numero dei piani delle Torri Gemelle.

Inoltre i libri e documentari dei quali sono unico autore sono scaricabili gratis (Misteri da vendere, Luna? Sì, ci siamo andati!, L’Acchiappavirus, Internet per tutti, Da Windows a Linux). Io non vendo cappellini sull’11 settembre; quello lo fa invece Alex Jones, stimatissimo da Mazzucco. Il cappellino della CIA indossato da uno sciachimista l’ho messo all’asta per beneficenza.

La profondità della buca a Shanksville

I 15 metri di profondità del cratere prodotto dall’impatto del volo United 93, di cui parlo nello spezzone mostrato da Mazzucco, sono un dato citato dal Pittsburgh Tribune-Review e dal Seattle Times: altri giornali (per esempio il Seattle Post-Intelligencer) riportano cifre inferiori. Se a Mazzucco 15 metri sembrano impossibili, se la prenda con i giornalisti Alex Tizon e Robb Frederick, non con me; io non faccio altro che riferire.

Se vuole delle fonti ufficiali, la FAA dice che reperti dell’aereo furono trovati a 10 metri e il Pennsylvania Department of Environmental Protection dice che lo scavo finale arrivò a 15 metri.

Che siano tre, dieci o quindici metri non cambia il fatto che da quel cratere e dalla zona circostante furono estratti i resti dell’aereo, 1500 pezzi dei corpi dei passeggeri e sei scatole dei loro effetti personali, riconosciuti dai familiari, ed è questo che conta.

La lunghezza della buca a Shanksville

La “cinquantina di metri” di cui parlo risulta da questa indagine tecnica di Hammer, risalente a ben cinque anni fa, che chiunque può ripetere. Mazzucco, nel suo video Inganno Globale, dice che è lunga “6-7 metri”. Ognuno è libero di valutare chi sta raccontando balle. Magari chiedendosi, nel frattempo, che senso avrebbe, nelle tesi alternative, simulare un impatto di un aereo con ali larghe 38 metri facendo una buca larga sei o sette metri e sperare che nessuno noti la trascurabile discrepanza.

“Lei sta insultando i morti”

Quello che Mazzucco non mostra è che le mie parole sono rivolte a una persona che ha già fatto una raffica di domande e asserzioni complottiste e offensive e non lascia parlare gli altri, tanto che il pubblico è insorto (il video originale è qui, l’insurrezione è da 7:40 in poi); è questo il motivo per cui taglio corto. Del resto, Mazzucco è un regista, quindi non c’è da stupirsi se dimostra talento nel montaggio.

“Chiedetelo agli esperti”

Questa è una mia frase che sembra stizzire parecchio Mazzucco. Forse perché lui, di esperti veri a supporto di quello che dice, non ne ha. Volpe, uva, eccetera.

Hani Hanjour non era affatto incapace di pilotare un Cessna, come invece afferma Mazzucco. Aveva una licenza di pilota commerciale statunitense, rilasciatagli dalla FAA nel marzo del 1999. Aveva 600 ore di volo sul suo logbook. E la virata di 330° prima di colpire il Pentagono non disorienta i dirottatori piloti, come teorizza Mazzucco (che non è un pilota), per il semplice fatto che nella zona non ci sono altri edifici pentagonali larghi 400 metri.

“Chiedetelo agli esperti” (2)

Gli esperti citati da Mazzucco non contraddicono le mie parole sulla dinamica dei crolli (che non sono una mia invenzione: io riferisco quello che dicono i tecnici) e non sostengono le sue argomentazioni. Le persone che Mazzucco cita dicono semplicemente che un crollo per incendio non era mai successo prima; non dicono che non può succedere mai.

In realtà la letteratura tecnica documenta che il rischio di crolli per incendio delle strutture in acciaio è noto e indiscusso (si veda per esempio Behavior of Steel-framed Buildings in a Fire, in Steel Structures (2007), che contiene una vasta bibliografia tecnica sull’argomento).

WTC7 crollato, facciata “come un velo”

L’immagine mostrata da Mazzucco a 12:11 conferma la mia descrizione divulgativa che viene contestata: buona parte della facciata non lesionata dai crolli, quella non rivolta verso le Torri, giace infatti in grandi porzioni sopra la catasta di macerie.

I video, inoltre, confermano l’inclinazione del WTC7 durante il crollo che descrivo, come si può vedere anche nel fotogramma qui accanto.

Mazzucco vi ricama sopra della facile ironia, ma l’ironia non cambia i fatti.

Mancata difesa aerea

La mia frase sui radar militari USA che guardano in fuori è solo una parte della spiegazione tecnica della mancata intercettazione: manca quella sulla copertura radar interna degli USA, che era scarsa e tecnicamente limitata (è questo il “ventre molle” di cui parlo) e ostacolò il ritrovamento degli aerei dirottati. Questa copertura è gestita dalla FAA tramite i controllori di volo civili. Sono loro che devono chiamare i militari e avvisarli di un dirottamento.

Secondo Mazzucco, insomma, farebbero parte del complotto non solo Bush, i militari, i vigili del fuoco, i soccorritori a Shanksville, gli istruttori di volo e gli ingegneri strutturisti, ma anche i controllori di volo civili. Ma quant’è grande questa cospirazione?

Transponder che fanno “puff”

Il comportamento degli schermi dei controllo di volo statunitensi in caso di spegnimento dei transponder che descrivo e che fa tanto meravigliare Mazzucco non è una mia invenzione: è quello che documenta Giulio Bernacchia, pilota professionista con esperienza diretta di controllo del traffico aereo civile e militare.

Non è vero che un aereo che spegne il transponder “lo vedi subito in mezzo a quattromila aerei che invece hanno tutti il loro numerino di fianco”, come afferma Mazzucco (senza citare alcun esperto a supporto), perché la visualizzazione del segnale radar primario, senza transponder, è affollata di puntini anonimi, prodotti dagli echi radar degli aerei da turismo e degli stormi di uccelli (Stuckmic.com).

In quanto ai polpacci dei controllori sui quali Mazzucco scherza così frivolamente, va notato che in almeno uno dei centri di controllo del traffico aereo statunitense interessati dai dirottamenti il sistema radar primario non era al piano di sopra: proprio non c’era (“the “preferred” radar in this geographic area had no primary radar system”, nota 142, pagina 460 del 9/11 Commission Report).

Il resto dell’argomentazione di Mazzucco gioca sul montaggio selettivo per eludere il concetto fondamentale: lo spegnimento o cambiamento delle impostazioni dei transponder rese più difficile seguire gli aerei dirottati. Non lo dico io, ma i tecnici, quindi non se la prenda con me.

Telefonate dagli aerei

Mazzucco dice (21:50) che queste telefonate sono un dettaglio “importantissimo”, “forse l’argomento più importante di tutti dell’intero dibattito sull’11 settembre”. Di nuovo gioca con il montaggio per farmi dire che nessuna telefonata fu fatta dagli aerei dirottati usando i cellulari (mai detto, anzi; già nel 2006, qui su Undicisettembre.info John segnalava che “quando le telefonate sono partite da telefoni cellulari, la “verità ufficiale” lo dice tranquillamente”), ma lasciamo perdere. I trucchetti di montaggio non sono una novità.

Mazzucco afferma (25:00) che i rapporti ufficiali “suggeriscono” ma non dichiarano l’origine delle telefonate per non dover mentire, ma questo è falso: il rapporto T7 B13 Flights – phone calls Fdr – Table – Communications to and from UA 93, per esempio, la dichiara esplicitamente e dettagliatamente per ciascuna chiamata. Per le chiamate fatte con i cellulari indica “cell phone”; per le chiamate fatte con i telefoni di bordo indica la carta di credito usata, il numero del terminale e il sedile corrispondente. Più chiaro di così non si può. Ecco la pagina saliente di quel rapporto:

Poi il video di Mazzucco mostra dei documenti FBI secondo i quali anche altre chiamate provennero da cellulari; ma i documenti mostrati sono dichiarazioni preliminari dei familiari, i quali in alcuni casi le hanno poi corrette, mentre in altri i tabulati delle compagnie telefoniche hanno chiarito l’origine delle chiamate, come risulta da altri documenti FBI. Non c’è da stupirsi se un familiare, angosciato da una telefonata di una persona cara che lo informa di essere stata dirottata, s’è confuso fra chiamata cellulare e chiamata da telefono di bordo: certamente questa distinzione non era in cima alle sue priorità. Ma lasciamo perdere anche questo.

Quello che conta, qui, è il motivo per cui sarebbe a quanto pare così importante stabilire se queste telefonate furono fatte dai cellulari o dai telefoni di bordo. Importante, s’intende, solo per Mazzucco e gli altri sostenitori delle tesi alternative, perché il fatto che gli aerei furono dirottati e si schiantarono contro i loro bersagli è abbastanza evidente anche senza queste chiamate.

“Una cosa è certa” dice Mazzucco nel video a 29:00 “le persone che hanno ricevuto queste telefonate esistono e nessuno si è mai sognato di suggerire che mentano o che si siano inventate tutto”. Bene, almeno loro non fanno parte del complotto. “Le telefonate, loro, le hanno ricevute: il problema, caso mai, è capire da dove sono partite queste telefonate.” Quel “dove”, scandito con enfasi, sembra insinuare che per Mazzucco i passeggeri dei voli dirottati forse non erano a bordo degli aerei e quindi non morirono nei loro schianti. Anzi, si sarebbero prestati a simulare le telefonate da un altro luogo. Sembra proprio che Mazzucco, in altre parole, stia accusando i passeggeri di essere complici del complotto. Non ho altro da aggiungere.

Per finire

Mazzucco conclude dicendo che io racconto una “montagna di fregnacce”. Ha diritto alla sua opinione, ma è perfettamente inutile e tedioso che rivolga i suoi strali contro di me. Se ha davvero tutte queste prove granitiche contro la “versione ufficiale”, non perda altro tempo, le presenti in tribunale e le faccia sottoscrivere dai suoi ingegneri strutturisti, dai suoi controllori di volo e dai suoi vigili del fuoco di fiducia, e vada a dire ai familiari delle vittime che i loro cari sono dei contaballe.

Se non lo fa e si limita a sfottere me, vuol dire che il suo scopo non è il trionfo della verità, ma farmi la corte strillando per farsi notare. Un po’ come fece John Hinckley con Jodie Foster. E sappiamo com’è andata a finire in quel caso. Fine della storia.

Aggiornamenti

2011/10/20. Ho contattato Radio IES proponendo una replica alle affermazioni di Mazzucco, come potete sentire qui. Stamattina ho partecipato alla trasmissione in diretta. Dovrebbe essere disponibile a breve la registrazione. La discussione e gli aggiornamenti proseguono in questo articolo.

Essere maggiorenni e non ricordare nulla dell’11 settembre

Essere maggiorenni e non ricordare nulla dell’11 settembre

Sono passati quattordici anni dai terribili attentati che sconvolsero l’America e il mondo l’11 settembre 2001. Vuol dire che ci sono in giro maggiorenni che non hanno alcun ricordo diretto di un giorno che ha letteralmente cambiato il corso della storia del mondo.

Man mano che passa il tempo, aumenta il numero di coloro che sanno dell’11 settembre solo per sentito dire, perché hanno visto qualche video su Youtube, e aumenta quindi il numero di coloro che sono facilmente influenzabili dalle panzane dei complottisti in cerca di attenzioni e di guadagni.

Nel 2007 ho collaborato, insieme al gruppo Undicisettembre e a vari autori, al libro 11/9 La cospirazione impossibile, che riassume gli eventi e smonta le principali asserzioni dei complottisti, rendendo evidente la loro incapacità di fare persino le verifiche più elementari. L’anno scorso l’editore, Piemme, ha restituito i diritti del libro agli autori, che hanno acconsentito a pubblicarlo in e-book qui in PDF gratuito e qui in e-book (EPUB) al prezzo simbolico di 1,99 euro.

Intanto il lavoro del gruppo Undicisettembre prosegue, ma sul piano della memoria storica più che su quello del debunking: oggi è stata pubblicata un’intervista a Daniel Rodriguez, uno dei poliziotti che era in servizio a New York quel giorno. Si aggiunge alle tante altre interviste a testimoni già pubblicate in inglese e in italiano, alle interviste ai tecnici e alle FAQ presenti su Undicisettembre.info, che sono un buon punto di partenza per chi vuole informarsi.

11/9, scaricabile gratis il libro smontacomplotti del CICAP

11/9, scaricabile gratis il libro smontacomplotti del CICAP

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nel 2007, all’apice della popolarità mediatica in Italia delle tesi alternative sugli attentati dell’11 settembre 2001, l’editore Piemme chiese al CICAP di preparare un libro di verifica di queste tesi e al tempo stesso invitò Giulietto Chiesa a prepararne uno che le sostenesse.

Il CICAP realizzò 11/9 La cospirazione impossibile: oltre 360 pagine di analisi puntuale e inesorabile delle asserzioni dei complottisti e di spiegazione divulgativa di cosa era successo realmente quel giorno, sulla base delle indagini tecniche e delle competenze degli esperti intervistati, lasciando da parte il fumo della geopolitica. Io scrissi due capitoli, dedicati alle Torri Gemelle e al World Trade Center in generale, mentre gli altri aspetti dell’11/9 furono affrontati dagli autori del CICAP avvalendosi anche del materiale tecnico e delle consulenze degli esperti raccolti dal gruppo Undicisettembre.

Giulietto Chiesa, invece, uscì con Zero, nel quale si dice che il Pentagono fu colpito da un “parassita militare” (pagina 80). C’è proprio scritto così. Se volete, ce n’è una recensione qui.

A metà agosto scorso, Piemme ha restituito agli autori de La cospirazione impossibile i diritti perché il libro ormai è fuori catalogo, e così mi sono messo di corsa a convertirlo in e-book in tempo per la ricorrenza degli attentati, intanto che Massimo Polidoro raccoglieva i consensi degli altri autori per la ripubblicazione. E così da oggi La cospirazione impossibile è scaricabile gratis in formato PDF ed è disponibile in formato EPUB sul sito del CICAP a prezzo simbolico (due euro).

Un’avvertenza: il tempo disponibile è stato pochissimo ed era impraticabile aggiornare tutto il testo, per cui considerate questa prima edizione digitale come una versione iniziale che fotografa la situazione del debunking e del complottismo nel 2007, con una manciata di aggiornamenti nel mio capitolo sulle Torri Gemelle. Inoltre per problemi tecnici non ho potuto usare il file finale adoperato da Piemme per la stampa, per cui possono esserci delle discrepanze. Anzi, se avete la copia cartacea, confrontatela con la versione digitale e ditemi se trovate errori o differenze, così le sistemerò nelle versioni successive.

Tenete presente, inoltre, che per ora il PDF è generato automaticamente partendo dall’EPUB, per cui non aspettatevi finezze d’impaginazione. Ma i contenuti e i link alle fonti ci sono (anche se alcuni sono obsoleti e recuperabili con Archive.org). Poca forma, molta sostanza. La forma, se vediamo che c’è ancora interesse, arriverà.

Insomma, scaricate il libro e tenetelo a disposizione per quando vi capita un complottista che inizia la propria litania: linkategli La cospirazione impossibile e non perdete altro tempo. Non ne vale la pena.

Per quest’anniversario, il blog Undicisettembre lascia da parte le tesi cospirazioniste e si dedica, come è ormai abitudine da tempo, alla raccolta delle testimonianze dei protagonisti diretti di quel giorno: oggi viene pubblicata l’intervista ad Alexander Spano, sopravvissuto all’incendio e al crollo delle Torri Gemelle (disponibile anche in inglese). E il 17 settembre Undicisettembre pubblicherà l’indagine sulle 28 pagine ancora secretate dei rapporti delle commissioni d’inchiesta, di cui tanto si parla in questi giorni.

Bene, Giulietto: noi “debunker” la nostra ricostruzione tecnica dei fatti l’abbiamo messa a disposizione di tutti, senza chiedere soldi. Ora tocca a te.

Crolli dell’11 settembre, la parola a un professore d’ingegneria strutturale

Crolli dell’11 settembre, la parola a un professore d’ingegneria strutturale

New York, 8 ottobre 2001. Credit: Andrea Booher/FEMA News

Si avvicina un altro anniversario degli attentati dell’11 settembre 2001 che causarono il crollo delle Torri Gemelle e di altri edifici a New York e danneggiarono il Pentagono usando quattro aerei di linea dirottati pieni di passeggeri. Ci sono ancora, naturalmente, i male informati, gli ottusi e i cercatori di vanagloria che insistono con le tesi di complotto. Invece di proporre l’ennesimo scontro fra opinionisti e teste parlanti, potremmo provare a fare una cosa poco spettacolare ma molto concreta: far parlare gli esperti.

È quello che ha fatto Undicisettembre, il gruppo d’indagine del quale ho l’onore di far parte, intervistando Asif Usmani, professore di ingegneria strutturale alla University of Edinburgh e autore di vari articoli tecnici sul crollo delle Torri Gemelle. Articoli che sono stati pubblicati da riviste tecniche qualificate: cosa che dopo tutti questi anni i complottisti non sono ancora riusciti a fare. Chissà perché. In compenso hanno partorito un fiume di video che attirano clic e introiti e creano solo confusione.

L’intervista a Usmani non solo spiega i crolli di New York e perché non possono essere stati causati da demolizioni controllate di alcun tipo, ma mostra anche che nonostante non via siano dubbi tra gli specialisti riguardo al fatto che si sia trattato di crolli spontanei c’è tuttora un vivo dibattito sui dettagli dei crolli. Per esempio, fra gli esperti si discute ancora di quale sia stato il ruolo preciso del danno strutturale causato dagli aerei e quali elementi del WTC7 abbiano ceduto per primi. Tutto questo dimostra, fra l’altro, che non esiste affatto una “versione ufficiale” accettata passivamente dalla comunità scientifica, come invece insistono a sostenere i complottisti.

L’intervista è disponibile in originale inglese e in traduzione italiana.

Per approfondire l’argomento dell’11/9 c’è tutto il blog Undicisettembre.info, del quale invito a leggere almeno le FAQ prima di fare domande o commenti.

Antibufala: la pubblicità di MTV sull’11/9 “bandita” dal governo USA

Antibufala: la pubblicità di MTV sull’11/9 “bandita” dal governo USA

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ha ripreso a circolare una vecchia conoscenza che al suo primo giro era passata abbastanza inosservata: una presentazione Powerpoint che afferma di essere una serie di immagini di una campagna pubblicitaria televisiva promossa da MTV e “annullata” dal governo USA.

“Questa pubblicità di MTV è stata annullata su ordine del governo americano” dice la presentazione. “E’ stata trasmessa una sola volta….”.

Compaiono poi le seguenti immagini, con le rispettive didascalie in italiano:


Testo a lato delle torri: “2.863 persone sono morte”
Testo a lato del ragazzo: “40 milioni infettati dall’HIV nel mondo.”
“Il mondo s’è unito contro il terrorismo. Dovrebbe unirsi anche contro l’AIDS”.


Testo a lato delle Torri : “2.863 persone sono morte”
Testo a lato del bambino: “824 milioni soffrono la fame nel mondo”.
“Il mondo si è unito contro il terrorismo. Dovrebbe unirsi anche contro la FAME.”


Testo a lato delle Torri : “2.863 persone sono morte”
Testo a lato del vecchio: “630 milioni di senza tetto nel mondo.
“Il mondo si è unito contro il terrorismo. Dovrebbe unirsi anche contro la POVERTA’ ”.

occorre solidarietà.
– Aiutate, donate,sponsorizzate –
Questa pubblicità è stata censurata, ma grazie a Internet può circolare. Grazie per aiutarci a diffonderla… MTV

Di quest’appello esiste anche una versione Youtube, promossa da un sito, Menphis75.com, che parla di “UFO – ALIENI – MISTERI – PROFEZIE – ASCENSIONE – 2012 – RELIGIONE – TUTTOGRATIS”. Un bell’abbinamento, soprattutto il “tuttogratis” finale, che trasuda serietà da tutti i pori. Grazie a igorchco per la segnalazione.

Non sorprende, quindi, che la storia sia ben diversa da come la raccontano la presentazione e il sito degli alieni spilorci. Innanzi tutto, basta guardare le immagini per capire che non può trattarsi di una campagna televisiva, per il semplice fatto che le scritte originali sono troppo piccole per essere leggibili su un televisore normale.

Non è neppure un appello recente. Infatti tracce di quest’appello circolano almeno dal 2005, come documenta per esempio un post di quell’anno (curiosamente resosi irreperibile, ma ancora presente nella cache di Google, pochi minuti dopo che ho iniziato a scrivere quest’indagine: sarà un complotto?). Circolano per esempio in versione inglese, con questo testo, che sembra citare correttamente le microscopiche diciture delle immagini:

This MTV advertisement was canceled by the US government. It was aired only ONCE….

MTV 9-11 advertisement – HIV
The text next to the WTC Manhattan twin towers: “2.863 people died”
(the cardboard sign the sitting man is holding: HIV+ PLEASE HELP)
The text next to the sitting man: “40 million infected worldwide”
“The world united against terrorism. It should do the same against AIDS”

MTV 9-11 advertisement – HUNGER
next to the towers: “2.863 people died”
next to the kid: “824 million people starving in the world”
“The world united against terrorism. It should do the same against HUNGER”

MTV 9-11 advertisement – POVERTY
next to the towers: “2.863 people died”
next to the old man: “630 million poor homeless people in the world”
“The world united against terrorism. It should do the same against POVERTY”

Solidarity is needed.
– Help, donate, sponsor –
This advertisement was forbidden, but not everything can be hidden

Thank you…MTV

La versione italiana riporta, nei metadati, una data ancora precedente: la presentazione risalirebbe al 7 gennaio 2004 e sarebbe opera dell’utente “BEL WAY”; l’ultima modifica è datata 18 marzo 2008, e sarebbe stata fatta dall’utente “Mimma”.

La stessa datazione è riportata, con nomi utente differenti, dalla versione in inglese.

Questi aspetti dell’appello sono dunque sballati. Ma c’è qualche fondamento per le due asserzioni principali, ossia che la campagna fu effettivamente preparata da MTV e che fu annullata dall’intervento del governo statunitense?

Finora non sono emerse tracce né della realizzazione della serie di immagini da parte di MTV, né di una loro censura. L’unica testata che ne parla, almeno per quanto trovato fin qui, è il sito sudafricano News24.com, qui, ma a giudicare da come ne parla (le scambia per una campagna anti-AIDS) non è molto affidabile.

Nessuno dei siti dedicati alle migliori campagne pubblicitarie, come Adsoftheworld, ne parla. Non ne parla neppure il sito di MTV. I siti antibufala tacciono: Snopes.com ha solo una richiesta d’informazioni, ma nessuna indagine.

Un commento su Reddit ipotizza che si tratti di una campagna di sensibilizzazione realizzata da un attivista con talento grafico, tale Ferdinand F. Zebua: il suo nome compare infatti nei metadati del Powerpoint originale che però stranamente afferma di aver ricevuto da altri.

Può darsi che sia un equivoco, ma una cosa è certa: il livello qualitativo della grafica delle immagini non è quello solito di un’agenzia pubblicitaria professionale, come quelle alle quali MTV affiderebbe una campagna del genere. A parte la vistosa sovrapposizione delle persone, l’immagine delle Torri Gemelle è identica nelle tre foto; ha un’ombra sbagliata (quella della palla di fuoco della torre di sinistra, proiettata sulla torre di destra); e soprattutto nella terza immagini le Torri sono in una posizione differente rispetto agli altri edifici.

Le Torri sono infatti identiche e riprese dalla medesima angolazione nelle tre immagini, ma gli edifici circostanti cambiano. In particolare, nella terza foto l’edificio all’estrema sinistra, quello con la punta piramidale, è il World Financial Center, ma è nella posizione sbagliata rispetto alle Torri: dovrebbe stare dietro di esse.

Al di là delle sue origini, si tratta comunque di un messaggio che fa riflettere, per cui non è da bloccare in assoluto: andrebbe però purgato delle sue affermazioni, con tutta probabilità fasulle, sulla presunta “censura” e della presunta paternità di MTV.

Aggiornamento (2008/05/13)

Le ricerche di una lettrice, Leetah, che ringrazio, hanno aperto una nuova pista: il Luerzers Archive, un mensile dedicato alle pubblicità più interessanti nel mondo, ospita le immagini circolanti nell’appello e ne fornisce la fonte in una pagina che non è accessibile pubblicamente in forma completa ma di cui Leetah, che ha accesso all’Archive, ha gentilmente fornito una cattura dello schermo:

L’agenzia alla quale è attribuita la serie di immagini è la brasiliana Age, di San Paolo, il cui sito è qui: l’ho già contattata per avere ulteriori dettagli. Il fatto che si tratti di un’agenzia brasiliana rende improbabile che vi possa essere stata un’azione di censura da parte del governo statunitense. A giudicare dal nome del committente, “MTV Magazine”, non si tratterebbe di una campagna televisiva ma di una serie di immagini pensate per una campagna sulla carta stampata, come del resto suggerito anche dalle dimensioni dei caratteri delle diciture.

Aggiornamento (2008/05/27)

Ho ricevuto risposta dall’agenzia pubblicitaria brasiliana Age: la campagna fu effettivamente approvata dal cliente dell’agenzia e pubblicata in Brasile. Gli spot furono usati anche come forma di marketing virale inviandoli via mail a molte persone in Brasile e in altri paesi. Gli spot, dice l’agenzia, non furono mai banditi negli Stati Uniti, soprattutto perché non furono pubblicati in quel paese. La campagna, inoltre, era esclusivamente a mezzo stampa, quindi nulla di televisivo, e la versione inglese fu realizzata dall’agenzia per inviarla a varie pubblicazioni, come la rivista Archive, e per partecipare ai festivali delle pubblicità.

Il caso sembra dunque chiuso definitivamente, ma con una correzione rispetto alle mie ipotesi iniziali: pensavo che le immagini fossero troppo raffazzonate per essere il prodotto di un’agenzia professionale, ma mi sbagliavo. Il resto, ossia l’inesistenza di un divieto di pubblicazione da parte del governo USA e il fatto che non si trattava di uno spot televisivo, si è invece rivelato esatto.

11/9, pronti tutti i video

Pronti tutti i video dell’incontro di Verrès

Sono ora disponibili su Youtube tutti i video dell’incontro La Cospirazione Impossibile che ho tenuto a Verrès (Aosta) l’11 aprile scorso. I video sono catalogati e presentati in questo articolo. Sono il mio primo esperimento con Final Cut Express HD e sono stati realizzati con due videocamere digitali sincronizzate in post-produzione.

Chi volesse una versione scaricabile in alta qualità dei video è pregato di contattarmi via mail.

Brevi di oggi

Brevi di oggi

Podcast e TV per i rischi dei blog; cavi tranciati; caccia ai satelliti; Linux militare; complottisti sferzati; regole presidenziali

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Il podcast del Disinformatico radiofonico di ieri è disponibile per qualche settimana sul sito della RTSI. Ho parlato del ruolo e delle regole dei blog nel Quotidiano (TSI) di ieri a proposito dell’omicidio insensato di Damiano Tamagni a Locarno.

A proposito della recente vicenda dei cavi primari di trasmissione dati misteriosamente tranciati, qui trovate un grafico molto chiaro e dettagliato (anteprima qui accanto) della distribuzione e dell’importanza di questi cavi in tutto il mondo.

Per coloro che pensano che sia facile ordire cospirazioni senza che nessuno se ne accorga: Satobs.org è il sito degli appassionati di caccia ai satelliti, capaci di rivelare la presenza e le coordinate dei satelliti spia di tutti i paesi. Ebbene sì, i satelliti sono visibili da terra, spesso a occhio nudo e persino di giorno (googlate “iridium flare” o guardate direttamente i filmati qui). C’è un bell’articolo in merito sul New York Times (registrazione gratuita), che risponde molto bene all’obiezione che avranno molti: non è pericoloso per la sicurezza nazionale rivelare a tutti le coordinate dei satelliti militari? La risposta è che se sono in grado di farlo degli hobbisti con un binocolo, un cronometro e un bel po’ di matematica, sono certo in grado di farlo i cinesi (o l’avversario di turno).

La prossima volta che qualcuno vi dice “Linux non lo usa nessuno”, citategli i militari USA, che lo stanno facendo (con qualche problema di integrazione).

Ogni tanto qualche voce si leva a dire le cose come stanno sul complottismo: Aldo Grasso scrive sul Corriere, rivolgendosi a Corrado Augias in merito allo spazio offerto su Raitre alle teorie sull’11/9 di Giulietto Chiesa, e le definisce senza mezzi termini “deliranti convinzioni”. La frase è verso a fine dell’articolo.

Consigli d’immagine per presidenti aspiranti e in carica: qualunque cosa facciate, non fatevi mai fotografare mentre indossate gli occhialini 3D. Con Carla Bruni? OK, molto OK. Con un sigaro usato da Monica Lewinski? Passabile, con qualche imbarazzo. Con gli occhialini 3D? Bispluserrato. Non fatelo neanche se siete il presidente iraniano e avete la reputazione di essere l’uomo più serio del mondo. Neanche per guardare un documentario sullo spazio. Mai. Mai. Mai. Perché questo, come mostra il Guardian, è il risultato:

Totally uncool.
Oggi complottismo in TV alle 12:45 Raitre

Oggi complottismo in TV alle 12:45 Raitre

Tornano i complottisti a Raitre

Oggi alle 12.45, il programma Le Storie di Corrado Augias ospita Giulietto Chiesa e il suo video Zero sulle teorie cospirazioniste intorno all’11 settembre, di cui si era già occupato tempo addietro Report, sempre su Raitre.

Da parte mia, ho già scritto alla trasmissione (all’indirizzo pubblico lestorie@rai.it) chiedendo rispettosamente che sia offerto al pubblico un contraddittorio, anziché una voce unica, perché presentare senza contraddittorio un video come Zero, che non fa parlare nessun tecnico qualificato a sostegno delle proprie teorie inquietanti, ma presenta come “esperti” personaggi senza alcuna competenza tecnica di settore e che asseriscono di essere in contatto con l’aldilà (Barbara Honegger) o di essere la reincarnazione di Gesù e Re Artù (David Shayler), comporta il rischio di un’informazione distorta che crea confusione anziché chiarezza, specialmente quando approda sui media di grande ascolto.

Staremo a vedere se Augias avrà la schiettezza di fare qualche domanda seria a Chiesa (del tipo “ma come mai non c’è neppure un esperto che confermi le vostre teorie?” o “se, come dice, i dirottatori sono ancora vivi, perché non ce li porta in studio o li intervista?” o “Zero non parla affatto del Volo 93 e glissa sul WTC7, allora lì non ci sono complotti e vi siete dunque sbagliati?”). Per chi fosse interessato, la mia recensione dei principali errori di Zero è qui; l’analisi dettagliata è in lavorazione in Zerobubbole (PDF).

Per chi ancora crede che il foro nel Pentagono sia troppo piccolo per un aereo di linea, e che (per citare Dario Fo in Zero) misuri “cinque metri, ripeto cinque metri di diametro”, non ho parole. Mi basta questa foto:

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Il complottismo undicisettembrino è tutto così: un ammasso di bufale e di panzane, messe in giro da chi non si informa o vuole guadagnare denaro o popolarità facendo leva sulle tragedie altrui e giocando sui pregiudizi per abusare della fiducia del lettore e dello spettatore. Fa tristezza che giornalisti di indubbio spessore abbocchino così facilmente a queste storie soltanto perché appagano un certo orrido senso del fantastico.

Pubblicherò un commento alla trasmissione nel blog apposito Undicisettembre, scritto insieme agli esperti di settore.

Aggiornamento

La trasmissione è finita da poco. Ad Augias è mancato molto il supporto tecnico che avrebbe reso maggiormente evidenti i dati falsi presentati da Giulietto Chiesa. Primo fra tutti, le dimensioni del buco nel Pentagono (“cinque metri”), così importante per le sue tesi di complotto. Ogni volta che Chiesa ripete questa panzana (per la quale basta guardare la foto qui sopra), il complottismo undicisettembrino si copre di un’altra coltre di ridicolo.

Non sono state colte alcune occasioni importanti, come quando Chiesa afferma che c’è un ordine generale di tacere, fatto pervenire non si sa come ai giornalisti del mondo intero, e Augias che non gli chiede “ma a me non è arrivato nessun ordine, e ai giornalisti cubani neppure, men che meno dagli USA, le pare?”.

Ma la dimensione solitaria, paranoica e catarticamente catastrofista del complottismo è stata messa in luce brillantemente, e perlomeno è stato presentato anche un libro di debunking (La cospirazione impossibile, al quale ho partecipato), la cui assidua apparizione ha irritato Chiesa quanto l’acqua santa in faccia a un indemoniato, tanto da spingerlo a fare frecciate poco professionali nei confronti miei e dei coautori del libro.

Maggiori dettagli a breve nel blog Undicisettembre.

Aggiornamento (2008/02/01)

La prima parte della trascrizione commentata della trasmissione è disponibile qui. Giulietto Chiesa ha fatto numerose affermazioni tecniche errate (in senso favorevole, guarda caso, alle tesi complottiste), per poi autoliquidarsi dicendo che “le questioni tecniche sono secondarie”. Incomprensibile.

Antibufala: bin Laden ucciso?

Scoop: bin Laden ucciso, l’ha detto Benazir Bhutto

E’ arrivata anche alla stampa italiana, dopo un lungo pellegrinaggio nei siti cospirazionisti, la notizia che Benazir Bhutto, in un’intervista rilasciata prima di essere uccisa in un attentato, ha detto che Osama bin Laden è stato ucciso.

C’è chi grida alla cospirazione omertosa dei giornalisti dell’intero pianeta, e chi, come la BBC, ha una spiegazione un po’ meno paranoica.

L’indagine antibufala è a vostra disposizione nel blog Undicisettembre.

Aggiornamento (2008/01/16)

Ne ha parlato per pochi secondi anche Striscia la notizia (video qui), chiedendosi se sia un lapsus. Esaminando il contesto, non può essere altro, perché la Bhutto in altre interviste rilasciate nei giorni successivi ha parlato chiaramente di bin Laden come se fosse ancora vivo.

Questo non ha impedito a Giulietto Chiesa di inviare un’interpellanza all’europarlamento, come dice sul suo sito (l’approfondimento è qui). Aspettiamo di sentire cosa risponderanno: considerato che il resto del mondo ha già capito che si tratta di un lapsus che solo un delirio cospirazionista può interpretare diversamente, la risposta potrebbe essere divertente.

11/9, mini-intervista in diretta a Radioradio.it

19:30 circa, diretta sul complottismo undicisettembrino

Sarò ospite di Radioradio.it per parlare del libro “La cospirazione impossibile” di cui ho scritto il capitolo dedicato alle Torri Gemelle.

Aggiornamento: l’MP3 dell’intervista è scaricabile qui (13 MB, 14 minuti). E’ tratto dallo streaming, per cui ogni tanto manca qualche sillaba. Di meglio non sono riuscito a fare.