Artemis II: stasera il primo tentativo di tornare intorno alla Luna con un equipaggio. Lancio riuscito
La finestra di lancio di due ore nella quale la NASA può tentare di far decollare verso la Luna il razzo gigante SLS con la navicella Orion e il suo equipaggio di quattro persone si apre alle 00.24 CET (ora dell’Europa centrale). È la prima volta dal 1972 (Apollo 17) che si tenta un’impresa come questa.
Il razzo partirà solo se tutte le delicatissime condizioni tecniche e meteo saranno soddisfatte: a bordo ci sono appunto quattro persone e nessuno vuole correre rischi superiori a quelli già intrinseci nel fatto di trovarsi in cima a un serbatoio che contiene quasi tre milioni di litri di idrogeno e ossigeno liquidi e dovrà sollevarsi da terra e accelerare fino a venticinque volte la velocità del suono e oltre.
Questo è un volo di test di un veicolo nuovo che trasporta per la prima volta degli esseri umani. Un rinvio è perfettamente possibile. Ma c’è anche la possibilità che stasera assisteremo a un lancio straordinario e spettacolare.
Questa è la traiettoria di volo prevista:
Risorse per seguire la missione
Il volo di Artemis II potrà essere seguito anche graficamente su Artemistracker.com.
Sarà inoltre possibile seguire visivamente il veicolo nello spazio attraverso i telescopi del Virtual Telescope Project.
La cronologia del primo giorno della missione viene aggiornata dalla NASA presso www.nasa.gov/blogs/missions/2026/04/01/live-artemis-ii-launch-day-updates/.
Il blog generale della missione è presso www.nasa.gov/blogs/artemis/.
La telemetria in tempo reale (tempo di missione, velocità, quota, distanza dalla Luna) è presso https://www.nasa.gov/missions/artemis-ii/arow/ (info) e nell’app della NASA (che include un indicatore che segnala dove si trova Orion rispetto all’utente).
Su Heavens Above c’è una simulazione grafica della missione.
Cronaca in tempo quasi reale
19:00. La diretta della NASA per il tentativo di lancio di oggi è disponibile su YouTube: il primo streaming coprirà il decollo, il secondo coprirà l’intera missione ed è già cominciata.
19:00. Gli astronauti sono nella sala di vestizione e stanno indossando le tute di volo (OCSS, Orion Crew Survival System).
19:30. Rituale partita a carte e foto di gruppo nella sala di vestizione.
19:50. Gli astronauti escono dal Neil Armstrong Operations and Checkout Building, dalla stessa porta dalla quale uscirono gli astronauti Apollo e Shuttle, e salutano le famiglie, con le quali sono stati in quarantena, prima di salire a bordo del furgone che li porta alla rampa di lancio.
19:58. Scortato da un mezzo blindato e da auto della polizia, il furgone con gli astronauti si incammina verso la rampa 39B, passando davanti al VAB e al centro di controllo lanci tra due ali di persone che li salutano dai bordi della strada.
20:13. Gli astronauti sono arrivati alla rampa di lancio. Attraversano a piedi la piattaforma di lancio, alla base del razzo SLS, e si fermano a contemplare il veicolo che potrebbe portarli fino alla Luna. Prendono l’ascensore per salire lungo la torre di lancio, percorrere una passerella retrattile e raggiungere la White Room, la camera di preparazione finale all’imbarco. Qui firmano la parete con un pennarello; sono i primi a farlo in questa camera, a differenza di quella della rampa 39A, che porta già moltissime firme perché è stata usata intensamente negli ultimi anni.
20:30. Gli astronauti entrano nella capsula Orion, denominata Integrity, aiutati dai tecnici. Prima entrano Wiseman e Hansen; poi Glover e Koch. Le telecamere di bordo offrono una visuale completissima della situazione.
21:30. Il portello interno della capsula è stato chiuso; quello esterno (del guscio protettivo appartenente al razzo di emergenza, Launch Abort System) rimane aperto. Gli astronauti abbassano le luci di bordo e attendono l’esito dei test di pressurizzazione della cabina.
22:30. C’è un problema con il sistema di autodistruzione d’emergenza (FTS, Flight Termination System). I tecnici ci stanno lavorando attingendo anche a componenti di test risalenti all’era Shuttle. Il conto alla rovescia prosegue comunque. L’equipaggio è sdraiato nei sedili, che sono in posizione orizzontale in questa fase della missione (i piedi sono più in alto del resto del corpo).
23:10. Il problema all’FTS è stato risolto. Il portello esterno, quello del LAS, viene chiuso.
23:30. Problema sulla temperatura di una delle batterie del LAS. Le condizioni meteo sono migliorate: ora sono positive al 90%.
2 aprile, 00:05 CET. Il problema alla batteria è stato risolto.
00:20. Tutti i controllori di volo danno il loro Go per il decollo. Gli astronauti annunciano di essere pronti. Inizia la fase finale del conto alla rovescia. L’orologio è fermo a dieci minuti dalla partenza in attesa del Ground Launch Sequencer, il complesso software che coordina automaticamente migliaia di operazioni di preparazione del razzo.
00:25. Inizia il Terminal Countdown. Decollo previsto per le 00:35:12 ora dell’europa centrale.
00:28. Viene ritirata la passerella di accesso alla capsula. In caso di emergenza, ora gli astronauti verrebbero messi in salvo usando il razzo d’emergenza LAS.
00:35. Il controllo viene passato al computer di bordo. Decollo! In Florida sono le 18:35.

00:37. Sganciati i booster laterali.
00:39. Superata la quota di 100 km. Sganciate le carenature laterali del modulo di servizio. Sganciato il LAS. Reid Wiseman comunica via radio che vede la Luna dai finestrini. A sei minuti dal decollo, Artemis II viaggia già a 16.000 km/h.
00:44. Spegnimento dei motori principali dello stadio centrale, che poi si sgancia per ricadere sulla Terra disintegrandosi al rientro. Il veicolo è ora in orbita, sia pure instabile (apogeo di 2223 km, perigeo di 27 km), ed è composto dal secondo stadio ICPS, dal modulo di servizio e dalla capsula Orion. La tappa successiva è l’accensione del motore dell’ICPS per alzare il perigeo dell’orbita a 49 minuti dal decollo. Gli astronauti possono ora aprire le visiere dei loro caschi.
00:57. Inizia il dispiegamento dei pannelli solari, che si completa alcuni minuti più tardi. Il veicolo è a 558 statute miles (sm) (898 km) dalla Terra e vola con il Sole alle spalle, viaggiando a 26.000 km/h, 24 minuti dopo il decollo.
1:08. Orion è a 1572 km dalla Terra. Christina Koch è da pochi minuti la donna che ha raggiunto la massima distanza dalla Terra in tutta la storia del volo spaziale. Il primato spettava finora a Anna Menon e Sarah Gillis (entrambe statunitensi), con 1400,7 km (870.35 sm), quota raggiunta l’11 settembre 2024 a bordo di una capsula Dragon di SpaceX nel corso della missione spaziale privata Polaris Dawn. Insieme a loro c’erano Jared Isaacman (l’attuale direttore della NASA) e Scott Poteet.
1:17. Orion sta sorvolando l’Africa. I suoi pannelli solari sono ripiegati in avanti per sostenere le sollecitazioni che verranno impartite dall’accensione del motore principale dello stadio ICPS per alzare il perigeo.
1:25. Sopra il Madagascar ha luogo l’accensione del motore dell’ICPS per circa mezzo minuto per aumentare il perigeo (Perigee Raise Maneuver, PRM), ottenendo un’orbita di 2223 per 185 km (1381 per 115 sm), mentre il veicolo passa dalla notte al giorno, a circa 1300 sm (2100 km) dalla Terra. La prossima manovra sarà un’accensione di 18 minuti e 6 secondi per alzare l’apogeo (ARB, Apogee Raise Burn).
1:40. Dopo una breve perdita di contatto radio probabilmente dovuta a problemi con i sistemi di terra, le comunicazioni riprendono. I pannelli solari sono stati riportati alla posizione ottimale per la raccolta di energia solare. Koch e Hansen possono ora togliersi le tute di sopravvivenza e si occupano dei sistemi ambientali di bordo (sanitari e acqua potabile, rispettivamente); Wiseman e Glover lo potranno fare dopo l’ARB. Decidono di rinviare la rimozione delle tute di tutti e quattro. Viene accesa la toilette di bordo, ma dà problemi.
1:51. Orion annuncia l’inizio di un thermal roll: un lento rollio per esporre al sole uniformemente tutte le parti del veicolo.
2:23. ARB effettuato con successo mentre la NASA effettua una conferenza stampa, portando l’orbita a un apogeo di 70.377 km (43.730 sm).
3:00. Orion viaggia a 24.140 km/h (15.000 mph) a 5046 sm. La ventola della toilette è incagliata. Christina Koch e i tecnici sulla Terra stanno lavorando per ripararla. Finché la ventola non si sblocca, la toilette è usabile per i rifiuti solidi ma non per i liquidi. L’equipaggio prepara le soluzioni alternative, denominate CCU o Collapsible Contingency Urinal nelle comunicazioni di Artemis II, che potrebbero essere questi dispositivi (praticamente dei sacchetti high-tech).
3:35. Tre ore dall’inizio della missione. Orion è in eclissi di Sole: dal suo punto di vista, la Luna copre il Sole. Questo offre agli astronauti di osservare la corona solare. Gli astronauti si sono tolti le tute di sopravvivenza. Usano i propri smartphone (degli iPhone, mi sembra) per scattare foto personali. Effettuano una breve diretta TV con immagini dall’interno della cabina. Le telecamere esterne di Orion mostrano in continuazione immagini dell’esterno del veicolo. Per la prima volta in oltre 50 anni, delle immagini e delle comunicazioni radio di esseri umani vengono ricevute dal Deep Space Network, la rete di grandi parabole riceventi dedicate a segnali provenienti dallo spazio profondo.
3:58. Iniziano le Proximity Ops: lo stadio ICPS si separa da Orion e il pilota Victor Glover inizia una serie di manovre manuali della navicella, assistito da Christina Koch, allontanandosi di circa 100 metri e poi avvicinandosi allo stadio ICPS fino a una decina di metri. Glover diventa la prima persona al mondo a pilotare manualmente un veicolo Orion. I due veicoli spaziali volano a 15.200 km/h e si trovano a 22.700 km dalla Terra. Queste manovre servono per acquisire esperienza per i futuri attracchi tra veicoli previsti nelle missioni Artemis successive.
Lo stadio ICPS contiene un bersaglio con un diametro di circa 60 centimetri. La distanza fra i due veicoli viene valutata visivamente, senza telemetri o altri misuratori di distanza, usando solo le dimensioni apparenti dello stadio e del suo bersaglio su uno dei monitor di Orion. Le manovre servono ad accertare il comportamento reale di Orion durante le manovre manuali di rendez-vous e di attracco.
5:00. Alla fine della serie di manovre, Orion ripiega in avanti i pannelli solari ed effettua una breve accensione automatica dei motori per allontanarsi dall’ICPS. I due veicoli sono a questo punto a circa 37.300 km dalla Terra e viaggiano a 10.600 km/h. Poi lo stadio ICPS accende il proprio motore per cambiare traiettoria e precipitare sulla Terra, disintegrandosi nell’atmosfera in una zona remota dell’Oceano Pacifico.
5:39. A cinque ore e quattro minuti dal decollo, l’ICPS rilascia quattro CubeSat a intervalli di un minuto l’uno dall’altro. I CubeSat sono piccoli satelliti realizzati da vari Paesi (Argentina, Germania, Corea e Arabia Saudita) che effettuano brevi missioni intorno alla Terra, separate dalla missione lunare di Orion. Continuano le attività per riparare la toilette, che si concludono con successo una ventina di minuti più tardi.
7:25. Gli astronauti comunicano privatamente con i medici a terra per riferire sul proprio stato di salute. Orion è a 52.500 km dalla Terra e si allontana dal nostro pianeta a 7122 km/h. Ci sono problemi con il Wi-Fi di bordo: il tablet del comandante Wiseman non riesce a collegarsi al software della NASA.
8:15. L’equipaggio è sveglio da oltre sedici ore.

13:06 (7:06 EDT). Houston sveglia l’equipaggio dopo un periodo di sonno di sole quattro ore, come previsto dal piano di volo. Lo fa con la chiamata di risveglio (wakeup call), che come da rituale inizia con un brano musicale scelto dai controllori del volo: in questo caso è “Sleepyhead” di Young and Sick [NASA].
Gli astronauti vengono svegliati perché devono monitorare l’ultimo evento importante del primo giorno di volo di Artemis II: una nuova accensione di 43 secondi del motore principale del modulo di servizio di Orion per aumentare il perigeo dell’orbita del veicolo spaziale. L’accensione è pianificata per le 14:04 CET, quando la navicella raggiunge la massima distanza dalla Terra secondo la sua orbita attuale. Una volta effettuata questa manovra, l’equipaggio potrà dormire per altre cinque ore; per facilitare il sonno, ha a disposizione tappi per le orecchie, mascherine per coprire gli occhi e tendine oscuranti applicabili ai finestrini.


8:35. Otto ore dopo la partenza, Orion si trova a 58.400 km dalla Terra, in un’orbita fortemente ellittica. Man mano che si allontana, perde velocità. Attualmente procede a 5900 km/h. Intanto il problema di connessione del tablet del comandante è stato risolto.
A questo punto del suo viaggio, l’equipaggio ha superato le fasce di Van Allen e non è morto, con buona pace di tutti i lunacomplottisti che per decenni hanno blaterato che era impossibile superarle. Fra l’altro, Orion le riattraverserà durante la parte discendente dell’orbita, e lo farà ancora dopo l’accelerazione finale dell’inserimento in traiettoria translunare. Chissà quale altra scemenza s’inventeranno adesso questi imbecilli per giustificare la loro arrogante ignoranza.





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