BYD ha presentato in Cina la Song Ultra EV, un’auto elettrica che stando al costruttore può essere ricaricata dal 10 al 70% in cinque minuti e al 97% in nove sulle colonnine predisposte. Ha una batteria da 68,4 o 82,7 kWh. Costa, in Cina, circa 22.000 dollari.
Uno dei principali ostacoli all’adozione delle auto elettriche, il tempo di ricarica, sembra insomma risolto, almeno a livello tecnico. E ora che i prezzi dei carburanti stanno schizzando in su per via dell’ennesima guerra scatenata da Trump, le auto elettriche diventano molto allettanti.
Fonte: Electrek

Forse in Svizzera…purtroppo 🙁
In Italia i prezzi dell’energia elettrica risentono molto delle oscillazioni del petrolio.
Inoltre, i 5 minuti per una ricarica quasi completa si ottengono con gli alti voltaggi e quel tipo di ricarica costa ancora di più, forse anche giustamente perché richiede infrastrutture più potenti e costose.
Può gongolare solo chi ha un impianto fotovoltaico in grado di ricaricare un’auto o chi possiede un’auto GPL… io 🙂
Inquina? Sicuramente meno della UNO D che avevo fino a 6 anni fa e un’elettrica che copra le mie esigenze, per ora, non me la posso permettere
In riferimento all’impronta ecologica, con tutta probabilità hai inquinato meno tu a tenerti la panda d fino a sei anni fa eispetto ad uno che ha usato auto nuove molto più efficienti cambiandole ogni 2 anni nello stesso periodo di tempo.
La UNO D era del 1988 e ci ho fatto quasi 500.000 km. L’auto cambiata ogni due anni fnisce “riciclata” nel mercato dell’usato. L’auto a GPL che ho adesso proviene proprio da quel mercato.
Anche così l’impronta ecologica resta più grande di quella lasciata dalla ex mia UNO Diesel?
E’ curiosità, non polemica
Ti segnale un piccolo errore di battitura (c’è un “che” di troppo)
un’auto che elettrica che può essere ricaricata
Corretto, grazie!
“dal 10 al 70% in cinque minuti e al 97% in nove sulle colonnine predisposte”
eh, appunto … sulle “colonnine predisposte”. Immagino colonnine ad alto voltaggio ed altissimo amperaggio! La tecnologia delle batterie corre più o meno velocemente, il problema sarà la rete di distribuzione. In Cina hanno altri “metodi”, c’è “qualcuno” che decide che si deve fare e la cosa si fa. Nel resto del mondo non è esattamente così.
Da noi non si può nemmeno usare il bancomat o la carta di credito, ci si deve attrezzare con tessere ed app diverse (sì, ok … ci sono alcuni aggregatori…)
Certo. Ma il fatto che in Cina esista vuol dire che è fattibile. Checché ne dicano tutti i negazionisti. Manca la voglia di fare.
In che senso non si può usare il bancomat? Perchè occorre usare una carta a parte?
Interessante, come sempre occorre vedere se sono numeri da brochure o se sono reali. Ho però l’impressione che almeno in Europa l’interesse per l’elettrico stia un pò scemando (se mai è stato realmente alto). Hanno pompato troppo quando il prodotto non era ancora maturo e ora se ne paga lo scotto.
Io sono entusiasta dell’elettrico, ma non comprerò un’auto elettrica finché in Italia il base load non sarà coperto dall’energia nucleare… prima, nella mia opinione formata dopo ormai anni di studi, conferenze, osservazioni, per non parlare di blog eccetera, è un gigantesco palliativo, seppur molto convincente per molte moltissime persone.
Lea, perché proprio con il nucleare? Fosse elettrico, eolico, solare non ti andrebbe bene?
Se tu avessi i pannelli solari sul tetto, come li ho io, e li usassi per ricaricare l’auto, vorresti comunque il nucleare?
Non è che “voglio il baseload nucleare” è una scusa per rinviare all‘infinito un problema che si potrebbe risolvere subito rimboccandosi le maniche invece di aspettare miracoli?
Salve, da proprietario di un’auto elettrica credo che ricariche rapide come queste siano benvenute, ma credo anche che per la gran parte degli utenti non siano necessarie.
Io ricarico l’auto a casa ed esco tutte le mattine con “il pieno” (o quasi).
Considero la possibilita’ di ricaricare (lentamente) in casa (o nelle vicinanze) o a lavoro una comodita’ enorme, e di gran lunga piu’ importante che poter ricaricare in 5-10 minuti).
Lo so. Ho un’elettrica dal 2018 e facciamo anche viaggi molto lunghi. Sono d’accordo che normalmente una carica così rapida non serve, ma sapere che c’è è utilissimo per abbattere le barriere psicologiche di chi è abituato ai carburanti.
personalmente credo con che questa rivoluzione della mobilità elettrica si faccia un errore metodologico.
Mi spiego: molti cercano di applicare lo “schema” con cui sono cresciuti con gli ICE ai veicoli elettrici, visto che hanno 4 ruote e tante altre cose in comune.
Giusto, ma dal punto di vista dei rifornimenti è proprio un’altra questione, come voler comparare la spesa al supermercato, o dal droghiere, con la spesa online. O come paragonare un impianto elettrico connesso on-grid con un fotovoltaico off-grid: cambiano le esigenze, le necessità, non solo i costi.
Aggiungo che io non sono più un grande entusiasta della mobilità elettrica. Credo che non sia questo il punto centrale di una futura e auspicabile conversione alla mobilità sostenibile, ma certamente questa tecnologia è essenziale, benvenuta e che resterà necessaria per alcuni.
Preciso che mi muovo in gran parte con una e-bike o a piedi, pur vivendo in collina e lavorando in una città (con un clima di m****: caldissimo d’estate, pioggia e neve d’inverno). Penso che si debba arrivare ad una “offerta” per la mobilità il più possibile ampia, in cui avere un’auto di proprietà (elettrica) diventi una necessità per alcuni “sfortunati”, non un privilegio come viene considerato oggi.
In alcuni Paesi ci si è arrivati, almeno in parte, in altri ancora proprio no.
Quel servizio va visto come le cinture di sicurezza: non servono mai ma se quando servono non le indossi…
Mio padre pretendeva che l’auto dovesse avere almeno una decina di litri nel serbatoio per lo stesso motivo. Se mia sorella o io violavamo quella regola erano guai
Mi sembra un paragone un po’ forzato.
Sono d’accordo con Paolo ed in parte con “PGC..”: le colonnine ultrarapide possono aiutare un poco in qualce caso di viaggi lunghi e, psicologicamente, abbattono le barriere di chi pensa di usare un’EV come un’ICE. Quindi, ben venga la possibilita’ di caricare in 5 minuti.
Io spero che oltre alle ricariche ultra rapide, si aggiungano molte ricariche lente ovunque (ho visto esempi di prese sui pali della luce) per dare la possibilita’ a chi non ha un garage di ricaricare la notte.
uhm…. secondo me stai sparando dati spettacolari: la BYD Song Ultra EV ricarica sì dal 10% al 70% in 5 minuti, ma diciamola bene: solo in condizioni ideali, con colonnine “predisposte”, batteria alla temperatura perfetta e infrastruttura adeguata. Nella vita reale è già tanto trovare una colonnina libera (almeno in italia e almeno al sud), figuriamoci una che eroga quella potenza. Quello è lo scenario best case, non l’esperienza media. È come dire che puoi fare Roma-Lugano in 4 ore alle 3 di notte, con l’autostrada vuota e un piede incosciente.
Poi c’è il prezzo: 22k dollari in Cina… totalmente decontestualizzato. I costi reali fuori dalla Cina sono un’altra storia: produzione, incentivi, filiera e regolazioni lì sono diversi. Portarla nel mercato europeo e tra tasse, omologazioni e margini vari cambia completamente faccia. Usarlo come leva per dire “le elettriche sono economiche” è… ottimismo creativo.
Non una parola su degrado, gestione termica e impatto nel tempo. Strano, perchè buttare dentro energia a quella velocità non è proprio una passeggiata per le celle.
Tirare in mezzo Donald Trump serve solo a polarizzare, non a spiegare: il mercato energetico è molto più complesso, e il confronto reale dipende anche da costo dell’elettricità, uso quotidiano e possibilità di ricarica domestica.
Tra l’altro una cosa è presentare un modelo, un’altra è la sua diffusione reale: produzione su larga scala, rete di ricarica capillare e adozione di massa richiedono tempi biblici, non si tratta di acquisti sporadici di pochi early adopter. Non è un passaggio da “auto per pochi ricchi” a “tutti in elettrico” nel giro di pochi anni.
Segnale interessante comunque, ma con piedi ben piantati a terra e non escludo che a non piu di 15k chiavi in mano la prenderei anche io.
Ciao
Prima di tutto non lo sto sparando io: riferisco i dati dichiarati dal costruttore.
“Nella vita reale è già tanto trovare una colonnina libera (almeno in italia e almeno al sud)”. Nel resto d’Europa no. Io non vivo in Italia, e molti milioni di persone non vivono in Italia 🙂
“Tirare in mezzo Donald Trump serve solo a polarizzare, non a spiegare” No, serve a far notare a tutti i negazionisti che è assurdo basare l’economia mondiale su una tecnologia tossica, inquinante, che collassa non appena qualcosa va storto in una specificissima parte del mondo e apre a ricatti planetari, quando abbiamo il sole che arriva in casa a tutti.
Quanto tempo pensi ci sia voluto per la diffusione dei distributori di carburante?
Vivo al sud, in Puglia e mi sposto regolarmente tra Bari e sud Salento. Problemi di code alla colonnina non ne ho mai riscontrati.
Persino nel mio paesino d’origine, 5000 anime, ha due colonnine che sono spesso libere.
Le auto elettriche ci sono ma molti le ricaricano a casa perché costa meno.
Chi è fortunato ha la colonnina installata assieme all’impianto fotovoltaico e viaggia praticamente gratis.
Questa è la differenza con la benzina: con l’elettrico fai il pieno a casa.
Adesso anche i condomini si possono dotare di colonnine per la ricarica quindi non c’è più nemmeno la scusa che, abitando in un condominio non puoi caricare l’auto a casa.
Chiaro, poi, che ognuno ha le proprie necessità. In un commento precedente ho scritto che non mi posso permettere un’elettrica perché, quella che coprirebbe le mie esigneze, costerebbe troppo e, quindi, viaggio con un’auto a GPL.
Micro refuso: “…un’auto che elettrica che…”
Ops! Sistemato, grazie!
Che tristezza: ci arrocchiamo in Europa in difesa del motore a combustione e in Cina sono già oltre il nostro futuro.
Bisogna vedere quelle batterie quanto durano poi nel tempo, visto che i cinesi sono bravi sulla carta, ma poi le cose vanno testate nel tempo e sul campo.
E comunque il problema rimane:
se hai percorsi prevedibili e soprattutto puoi ricaricare in box, può essere una scelta.
C’è da dire che comunque nel mio condominio (150 appartamenti tutti con box doppi) hanno negato la possibilità di caricare, e soprattutto di installare sistemi di ricarica, problemi di sicurezza.
E non è l’unico caso, ne sto sentendo, anche al lavoro.
In alcuni centri commerciali stanno o hanno già vietato il parcheggio delle bev nei parcheggi sotterranei.
E il capo di Milano ha tolto delle colonnine… proprio in centro, per fare zone pedonali, senza ripristinarle da altre parti.
E non ne stanno mettendo di nuove, visto che l’obiettivo è chiudere tutto il traffico.
No, Pupazzone, scusami: non è vero che sono “bravi sulla carta”. Le auto elettriche cinesi sono ormai da anni fra le migliori e le più affidabili. BYD è un colosso. Informati, per favore, prima di elargire sentenze.
Certo, non pongo limiti alla stupidità umana, quella che rifiuta le antenne 5G “perché i campi elettromagnetici signora mia” e poi mettono in mano il cellulare ai figli. Quella che accetta tranquillamente che nei garage ci siano serbatoi pieni di liquido altamente infiammabile ma “eh le auto elettriche che paura”.
Comunque se vuoi continuare nel pessimismo a oltranza scegliendo solo i “fatti” che lo confermano e ignorando gli altri, nessun problema. Basta che poi non ti lamenti che nessuno fa niente per cambiare le cose.
Non sono pessimista, sono realista, e non sono contro le bev, per un periodo ci avevo pensato.
Qui anche quelli che dovrebbero essere gli “utilizzatori designati” per le bev, come tassisti e uber, continuano a non comprarle, preferendo invece le ibride (i tassisti) e le Mercedes (sono tutte Mercedes diesel), mi dirai che hanno gli incentivi i tassisti, si ma ci sono anche sulle bev.
E i furgoni per le consegne?
Nei ho visti 3 a Milano (che non vedo più), e non parliamo di Canicattì, ma di Milano.
Camion?
Non se ne vedono in giro, eppure Mercedes qualcosa fa.
Caterpillar?
Non ne parliamo.
Quelli che mi tagliano l’erba del giardino, che è enorme, una volta sono venuti, con nostro grande stupore e soddisfazione, finalmente con un mega tagliaerba elettrico, da non credere.
Tutti esaltati perché di solito venivano con un “aereo” a tagliare, un rumore insopportabile per cui ci eravamo lamentati mille volte.
Poi sono tornati con quell’aereo… alla nostra domanda sul perché non usassero più l’elettrico hanno detto:
non è sostenibile, troppi casini, sebbene fosse fantastico.
E poi come dicevo, qui a Milano l’obiettivo del Commander in Chief è quello di togliere le auto dalla strada, elettriche o a nafta che siano.
L’illusione che chi ha una bev possa girare qui è solo temporanea, anche considerando che ormai i giovani non prendono più la patente (ed è vero).
Ormai hanno tolto pure le auto a nolo, comprese ovviamente le elettriche, ormai di noleggiare un’auto a Milano non se ne parla più come prima, sparite quasi del tutto.
E Milano, per l’Italia, è il modello, visto che la Lombardia traina l’Italia intera.
Pupazzone, abbi pazienza, ma fai affermazioni senza portare fonti ma solo aneddoti personali.
Non è chiaro che la TUA esperienza personale non si applica a tutti? E che quella italiana non si applica a tutti gli altri paesi?
Sai quante sono le immatricolazioni di auto a carburante in Norvegia? A marzo scorso, l’1,6%. Sì, hai letto bene. Quella percentuale è quella delle auto A CARBURANTE, non delle elettriche. Fonte: https://www.electrive.com/2026/04/01/norway-registers-17400-new-battery-electric-cars-in-march/
Vedi, questa è la differenza fra aneddoto e dato. Io le fonti le porto. Prova a farlo anche tu.
La Norvegia ha 5,6 milioni di abitanti.
Già la Lombardia ne ha 10.
Portare come esempio la Norvegia è irrilevante, non ha alcun senso.
È come dire che l’Europa è ricca perché lo è il Lussemburgo, che la il pil più alto di tutta l’UE ma ha solo 680.000 abitanti.
Irrilevante.
Non ho capito cosa c’entra la quantità di popolazione con la fattibilità di elettrificare il parco auto circolante. Ti sei per caso documentato su come ha fatto la Norvegia a ottenere questo risultato? Potrebbe essere illuminante.
Ma non ho alcun desiderio di convincerti. La vita è troppo breve.
Beh… hanno reso le auto termiche relativamente costose, esenzione da tasse di immatricolazione e acquisto, eliminazione dell’IVA del 25% sulle auto elettriche, e in molti casi anche esenzioni da pedaggi, parcheggi e tasse annuali.
Oltre al prezzo, le elettriche hanno avuto accesso gratuito a corsie bus, parcheggi gratuiti e traghetti “gratuiti” o scontati.
In pratica gliele hanno regalate, altrimenti non se le accattava nessuno.
Incentivi e obblighi mascherati, non sostenibile a lungo periodo, ma in ogni caso sono solo loro, non li ha seguito nessuno.
Anzi bene che me lo abbia chiesto, così si sa come ci sono riusciti, ottimo.
No. Vedo che insisti con le tue interpretazioni a capocchia della realtà. Perdonami se non spendo altro tempo a cercare di correggerti. Chiaramente non ti interessa accettare i fatti ma vuoi compiacerti delle tue opinioni.
Ma io porto dati, questi sono fatti, verificabilissimi da chiunque.
A parte il fatto che un paese del genere non fa testo, inoltre va detto che (dati verificabili) il totale di bev che girano in Norvegia è del 27% del parco circolante, fra l’altro concentrato a Oslo e dintorni, più che nelle zone rurali.
Non mi sembrano risultati così eclatanti, considerando che le comprano perché da un lato incentivano di brutto le bev, dall’altro penalizzano le ice, infatti anche nel resto d’Europa le bev si vendono quando ci sono incentivi, altrimenti nisba.
Se fossero così attraenti, le comprerebbero tutti molto più volentieri.
Il mercato è libero, non siamo per fortuna sotto una dittatura stile Cina.
No, Pupazzone, non funziona così. Non dici una cosa e poi lasci agli altri il compito di verificarli. PORTI TU I DATI E LE FONTI.
Hai una fonte?
Non è proprio il 27% ma il 32% cmq l’ordine di dimensione è quello.
fonte: https://www.ssb.no/en/transport-og-reiseliv/landtransport/statistikk/bilparken
Rispetto al costo, al momento la Song Plus EV (BYD Seal U) costa 29590 USD,
che franco trasporto, dazi ed immatricolazione in EU diventano 49369 USD “chiavi in mano”
fonte: https://marketplace.china-crunch.com/pages/eu-tariff-calculator
Ricarica e tempi:
la versione da 82KWh passerebbe quindi da 8,2KW a 57,4KW -> 49,2 KWh in 5 minuti -> Carica a 12x -> serve una stazione a 600KW
Non rispondo a te, visto che sai già tutto e ti abbeveri unicamente alla fonte dei “petrolhead”, ma a coloro che leggendo questo post dovessero cominciare ad avere dei dubbi.
Allora:
riepilogando, i sussidi per i carburanti fossili e per l’esplorazione di nuovi pozzi di petrolo sono una pratica comune a partire dal 1913. Cioè – come è normale – dall’inizio della diffusione dei “nuovi” veicoli a combustione interna e dell’elettricità elettrica.
Tali sussidi sono immensi. Solo nel 2020 i sussidi per i carburanti fossili sono stati stimati essere intorno ai 5.900 miliardi di US$.
Questo non considera gli effetti dei costi sanitari e della crisi climatica.
Però perdere tempo per scrivere un post riportando cose forse scomode ma a mio parere vere e comunque è un’opinione e non vedersi pubblicato, non è molto bello.
Allora, Pupazzone, vediamo di capirci.
Adesso ti lamenti perché i tuoi commenti non vengono pubblicati immediatamente. Vorrei farti cortesemente notare che non passo la vita attaccato a questo blog. Di giorno lavoro. Modero e approvo i commenti quando posso.
Ma tu no… questa cosa non riesci a concepirla e gridi subito alla censura perché un tuo commento non è stato pubblicato subito.
Io non credo che ci sia un’involuzione italiana nell’adozione delle auto elettriche. Nel resto d’Europa il cambio sta accelerando, per fortuna.
In questo trimestre le vendite di EV sono aumentate di nuovo praticamente ovunque.
L’enorme maggioranza di chi le usa non tornerebbe mai indietro; lamentele e commenti negativi vengono, tipicamente, da chi non le ha nemmeno provate e parla senza cognizione di causa. Forse e’ il caso di Pupazzone?
Beh, visto che mi ha chiamato in causa… che dire:
il mercato è libero, uno con i suoi soldi ci fa quello che vuole, io per il momento non compro.
La diffusione delle BEV rispetto alle ICE è ancora ridicolo, eppure tra incentivi, obblighi, agevolazioni e tempistiche, di occasioni di comprarle, per gli acquirenti, ci sono state, considerando anche che hanno martellato per anni con le BEV.
Devo aggiungere che furgoni o traffico pesante è immobile sulle ICE, ma anche i “pro” driver continuano a comprare Diesel, un motivo ci sarà.
Aggiungo che le BEV vengono vendute solo quando ci sono incentivi, altrimenti la gente non le acquista, drogano il mercato, ma non funziona a quanto pare.
Quello che comunque noto è che ogni volta che si parla di BEV ci sono gli elettriciaisti che sembrano seduti su un trono, gli altri sono tutti plebei che come minimo non capiscono nulla, sono di coccio e sono sempre in errore.
Contenti voi…
Pupazzone, PER FAVORE basta con le asserzioni non supportate da dati.
Ultimo richiamo.
Ecco perché questo sito ormai è morto:
se uno osa pensarla diversamente su argomenti a lei sensibili, viene censurato automaticamente.
Non chiede più il passaporto per iscriversi e poter commentare?
Non credo. Già così ormai non ci sono più avventori, solo qualche affezionato lettore di vecchia data.
Pupazzone, piantala di fare la vittima. Fatti crescere un po’ di spina dorsale e di comprendonio. Prova a farti entrare in testa il concetto che il mondo non è al tuo servizio e che io non sono qui ad attendere ansiosamente il tuo prossimo commento per approvare subito le tue sublimi perle di saggezza.
I commenti di TUTTI vengono approvati quando ho tempo. Tutto qui.
Se lo capisci, bene. Se non lo capisci, Internet è piena di altri posti in cui fare le primedonne che pretendono. In alternativa, posso consigliarti un buon cantiere.