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Voyager preso dagli alieni

Voyager preso dagli alieni

Alieni si portano via la mente di Voyager, poi la restituiscono. Non è grave come pensate

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “deltag” e “miberto” e alle segnalazioni di Alessio, Mgmauro65 e PCDragon.

La sonda spaziale Voyager 2, in viaggio da 33 anni e ora a circa 14 miliardi di chilometri dalla Terra, oltre il pianeta più lontano del nostro sistema solare, dal 22 aprile scorso ha iniziato a trasmettere segnali alterati perché è stata sabotata dagli alieni, che stanno cercando di rispondere ai messaggi di benvenuto registrati a bordo del veicolo. Così dice un “esperto”, Hartwig Hausdorf.

Esperto di cosa? Di progettazione di sonde interplanetarie, penserete. Perché se uno ha un problema di denti chiede consulto a un dentista, se l’automobile non va ci si rivolge a un meccanico e quindi se c’è un problema con una sonda spaziale si chiede il parere di uno che mastica pane e telemetria siderale. Ovvio.

Tuttavia il Bild, La Stampa e Tiscali, oltre a vari media in altre lingue (per esempio il Telegraph inglese) e l’immancabile trasmissione televisiva Voyager della Rai (video qui), la pensano diversamente e propongono infatti il suddetto Hartwig Hausdorf. Che è un esperto, sì, ma di UFO: un dettaglio che per esempio Corrispondenti.net dimentica di precisare. E gli regalano un bel po’ di pubblicità, citando dettagliatamente il titolo del suo ultimo libro.

I fatti sono ben diversi, e per capirli sarebbe stato sufficiente informarsi presso le persone realmente competenti. Il sito della NASA dedicato alle sonde Voyager spiega esattamente come sono andate le cose. Il sistema di bordo che si occupa della formattazione dei dati scientifici ha avuto un problema: un singolo bit nella memoria del computer di bordo ha cambiato valore per errore e ha scombinato i dati scientifici. Cose che càpitano, considerato che il computer risale a 33 anni fa e non è mai stato portato in assistenza.

Il 20 maggio il bit è stato riportato al suo valore originale grazie a una serie di comandi inviati via radio da Terra. Tenete presente che il segnale radio ci mette, alla velocità della luce, tredici ore per arrivare a destinazione; eventuali reazioni a bordo ci mettono altre tredici ore per essere ritrasmesse a Terra. Immaginate di dover fare manutenzione remota a un computer che ci mette ventisei ore a rispondere, sapendo che se sbagliate qualcosa non potete andare sul posto a sistemarlo: queste sono le condizioni in cui lavorano i tecnici del Jet Propulsion Laboratory della NASA, che da oltre trent’anni segue l’odissea della sonda Voyager 2 e della sua gemella Voyager 1. Quindi non lamentatevi della latenza della vostra linea ADSL.

Tre giorni dopo, il 23 maggio, si è avuta la conferma che l’intervento aveva avuto successo e la sonda ha ripreso a inviarci dati scientifici correttamente formattati.

Niente alieni calvi dalle gambe mozzafiato, dunque, ma soltanto un normale problema tecnico risolto dall’intelletto umano. Quello che storie pseudoufologiche come questa vogliono sempre sminuire, attribuendo ogni evento agli extraterrestri, come se noi fossimo tutti mentecatti.

Confessione in punto di morte da Roswell

Confessione in punto di morte da Roswell

A Roswell gli alieni c’erano: la confessione


Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “info” e “dora.bert****”.

Testo. News.com.au riferisce una notizia che non mancherà di risollevare le discussioni su uno degli episodi più interessanti e controversi della storia dell’ufologia: l’incidente di Roswell.

Secondo la versione ormai mitica degli eventi, nel luglio del 1947 sarebbero stati trovati presso Roswell, nel New Mexico, dei rottami di un veicolo spaziale con tanto di occupanti alieni. I militari affermano invece che si trattò di un veicolo sperimentale, un sofisticato pallone sonda utilizzato per intercettare i test nucleari sovietici, i cui dettagli erano top secret all’epoca ma sono stati desegretati nel 1994 (The Roswell Report: Fact Versus Fiction In The New Mexico Desert).

La novità intorno a questo caso è che il tenente Walter Haut, addetto militare alla relazioni pubbliche della base di Roswell all’epoca dei fatti, è morto l’anno scorso, lasciando una dichiarazione giurata da aprire soltanto dopo la sua scomparsa.

La dichiarazione è stata ora pubblicata e contiene una rivelazione scioccante: la storia del pallone-sonda era una copertura e gli alieni c’erano davvero, e lui ne ha visto i cadaveri.

Il problema di questa dichiarazione è che se si vanno a ripescare i primissimi telex che descrivono il ritrovamento dei rottami, si scopre che parlano chiaramente di legno e stagnola, non di metalli alieni indistruttibili (e se erano indistruttibili, come ha fatto a rompersi il veicolo alieno?).

Va inoltre considerato che se c’è un momento ideale per restare impuniti in caso di falsa dichiarazione giurata, è quando si è in punto di morte. Abbinate questa considerazione con il fatto che il tenente Haut è uno dei fondatori dell’International UFO Museum and Research Center a Roswell, che costituisce una delle attrazioni turistiche principali della località, che deve agli UFO gran parte del proprio reddito, e viene da porsi effettivamente qualche dubbio sull’imparzialità della fonte.

Non arrivano gli alieni, ma neanche le scuse della medium che ha preso un granchio (*RETTIFICA*)

Non arrivano gli alieni, ma neanche le scuse della medium che ha preso un granchio (*RETTIFICA*)

Sbufalata la medium Marion Blossom Goodchild: gli alieni non si fanno vedere

La prossima volta che sentite qualcuno vantare la precisione delle previsioni dei sensitivi, ricordate e fate ricordare la figuraccia cosmica di Marion Blossom Goodchild (nella foto), la medium che aveva annunciato l’arrivo in grande stile degli extraterrestri oggi 14 ottobre, scatenando il putiferio su Internet.

E se v’imbattete in qualcuno che crede a tutte le segnalazioni di UFO che pullulano nei siti dedicati, come Ufodigest, che avevano creduto all’annuncio della Goodchild, chiedete loro come mai nei loro siti non compare neanche una parola di rettifica o di scuse.

Questo è il livello di serietà di questa gente. Volete ancora fidarvi, o prima di abboccare alla loro prossima dichiarazione preferite avere quello che semplicemente suggerisce il buon senso, ossia delle prove concrete e robuste?

In teoria, dopo un exploit patetico come questo, non ci dovrebbe essere più nessuno disposto a credere sulla parola ai cialtroni che preannunciano catastrofi per il 2012 e secernono profezie di sventura basandosi sulla disposizione delle cacchine di lama a Macchu Picchu. Ma sono facile profeta io, stavolta, se prevedo che il numero di gonzi resterà invariato. Bah.

2008/10/15: Rettifica

Per motivi inspiegabili, ma sicuramente attribuibili a tentativi di controllo mentale da parte delle piccole creature pelose di Alfa Centauri, ho scritto due volte “Marion” al posto di “Blossom”. Chiedo umilmente scusa.

2008/10/20: Le scuse

Una sorta di atto di contrizione della Goodchild è su Youtube. Lei dice di essere stata bidonata dagli alieni. Come no.

Cos’è la macchiolina sulla Luna?

Cos’è la macchiolina sulla Luna?

UFO sulla Luna

Guardate questa splendida fotografia della Luna, scattata il 2 febbraio scorso dalla California.

Bella, vero? Ora guardatela meglio. Cos’è quella macchiolina azzurrognola nella porzione superiore destra, davanti alla Luna? Ha una forma regolare, spigolosa; decisamente non naturale.

Una base aliena su Selene? No, è la Stazione Spaziale Internazionale, che non ha mollato gli ormeggi orbitali intorno alla Terra e non si è fiondata verso la Luna, ma semplicemente è transitata davanti al nostro satellite naturale, mille volte più lontano. Il colore azzurrognolo è dovuto alla luce della Terra che si riflette sulla stazione.

La straordinaria foto è frutto del talento e del tempismo (il passaggio è durato mezzo secondo) di Eric J. Zbinden ed è stata pubblicata come immagine astronomica del giorno dalla NASA. La fantastica versione ad alta risoluzione è scaricabile qui.

Trapelano i segreti dell’Area 51

Trapelano i segreti dell’Area 51

Ecco cos’erano alcuni degli UFO visti dai piloti di linea: veicoli dell’Area 51. Si aprono gli archivi top secret

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Molti degli avvistamenti dei piloti di linea statunitensi degli anni Sessanta hanno una spiegazione molto interessante: si trattò davvero di veicoli militari segreti provenienti dall’Area 51, in particolare l’A-12 Oxcart (foto qui accanto, tratta da Wikipedia), dal quale derivò il più famoso SR-71 Blackbird.

Tre volte la velocità del suono, quote di volo altissime, una forma assolutamente diversa da quella di qualunque altro velivolo e facilmente scambiabile per un disco volante: non c’è da stupirsi se i piloti facessero spesso rapporto su avvistamenti incomprensibili.

Ma i rapporti erano molti di più di quelli che trapelavano: di norma, infatti, i piloti venivano avvicinati dagli agenti della CIA e costretti al silenzio. Non per nascondere gli alieni, ma per non far sapere ai sovietici quali velivoli li stavano spiando, dato che l’A-12 era un ricognitore strategico fondamentalmente disarmato.

Se questa storia vera ma ai confini della fantascienza v’intriga, leggete quest’articolo del Los Angeles Times, ricco di aneddoti inquietanti raccontati dai piloti top secret dell’epoca, e andate al sito della CIA a scaricare le 1500 pagine di documenti finalmente desegretati. Poi chiedetevi cosa staranno collaudando adesso, se cinquant’anni fa volavano a Mach 3. Buona lettura.

Appello per fermare l’attacco alla Luna

Appello per fermare l’attacco alla Luna

Fermate la NASA, vuole bombardare gli alieni sulla Luna

Alcuni siti di notizie, come Tiscali Notizie e Wikio, insieme a un bel numero di siti di informazione “alternativa”, come Altrogiornale.org e persino il buon Straker di sciachimistica fama, hanno riportato acriticamente l’appello “del tabloid americano The Examiner” a proposito della “guerra alla Luna” che la NASA sarebbe pronta a dichiarare.

Infatti “l’ente spaziale americano, già questo prossimo autunno, si servirà di una nuova arma cinetica, del peso di circa 2 tonnellate, capace di lasciare sulla superficie del nostro satellite un cratere largo circa otto chilometri”, dice Tiscali.

Non solo: “Secondo gli ex astronauti americani Buzz Aldrin e Neil Armstrong, convinti sostenitori del fatto che gli alieni non solo esistano ma siano persino a noi molto vicini, con colonie situate sul lato nascosto della Luna, bombardare la superficie del satellite naturale della Terra potrebbe esser considerato un atto ostile e per questo rischia di innescare una guerra.”

Tiscali e le altre fonti precisano che l’“arma cinetica” si chiama LCROSS: vi suona familiare? E’ la sonda ad impatto di cui ho scritto più volte in questo blog e che è stata lanciata pochi giorni fa. Una sonda che non farà affatto un cratere “largo circa otto chilometri”, come dice l’articolo, manco fosse una bomba atomica, ma un buchetto di venti metri, stando alle FAQ della NASA, che evidentemente gli articolisti non si sono degnati di leggere.

Le stesse FAQ notano, oltretutto, che la Luna è bombardata naturalmente da meteore ben più grandi della sonda statunitense (per questo è butterata di crateri), ed è stata già colpita da altri veicoli terrestri ben più massicci, come i terzi stadi dei missili Saturn V delle missioni Apollo alla fine degli anni Sessanta. Se i seleniti ci fossero, l’attuale sonda statunitense sarebbe l’ultima delle loro preoccupazioni, e se dessero loro fastidio le cadute dei nostri veicoli ci avrebbero dichiarato guerra già quarant’anni fa.

Come avrete intuito, inoltre, né Aldrin né Armstrong sono in alcun modo sostenitori di presenze aliene vicine o lunari (anzi, Aldrin ha detto recentemente a Chetempochefa che fa causa a chi dice che lui ha visto degli UFO). L’articolo è insomma una panzana totale.

Come ha fatto una scemenza del genere ad approdare sulle pagine di un “tabloid” come l’Examiner? Semplice: i vari maestri della penna che hanno riportato la notizia non si sono accorti che l’Examiner citato come fonte non è un tabloid. E’ un sito Web, creato come esperimento di citizen journalism da una società che possiede un giornale omonimo. Il sito Examiner.com permette a chiunque di pubblicare i propri “articoli” in cambio di una paga da fame (25 dollari al mese di media, secondo TechCrunch). Basta chiedere e si diventa “giornalisti”.

Infatti i risultati si vedono. Sfogliando i titoli degli altri “articoli” scritti da Alfred Lambremont Webre, l’autore della perla sulla “guerra alla Luna” che ha ispirato il copiaincolla delle fonti italiane, si trovano vere e proprie pietre miliari del giornalismo, come “I giornalisti addetti alla Casa Bianca chiederanno conto a Obama della presenza di extraterrestri e UFO?” (qui), i legami fra cerchi nel grano e fine del mondo, e il grandioso “Fino a un miliardo di esseri umani viene rapito da extraterrestri iperdimensionali e gli umani sono in uno stato di dissonanza cognitiva” (qui). Per non parlare del fatto che il signor Lambremont Webre è convinto che esista una “faccia oscura della Luna”, a dimostrazione che gli mancano persino le basi d’astronomia.

Felicitazioni vivissime all’articolista di Tiscali per aver infilato un altro chiodo nella bara del giornalismo.

Antibufala: l’alieno baby catturato

Antibufala: l’alieno baby catturato

Ciarlatani scuoiano una scimmietta e ne fanno un “bebè alieno”. I giornalisti abboccano

Ne hanno parlato giornali (La Stampa) e TV (Mediaset; Tgcom): Tiscali Notizie, per esempio, dice che nel 2007 fu catturato e ucciso da un gruppo di contadini messicani un piccolo essere che i contadini tentarono di soffocare “per ben tre volte, riuscendoci solo dopo averlo tenuto per molte ore sott’acqua”. Perché ai contadini messicani l’idea di una roncolata risolutiva non viene in mente. No, meglio stare lì molte ore a tenere la bestiaccia sott’acqua. E cos’era, il figlio scemo di Alien?

C’è pure il video e una serie di conferme: “per gli esperti dell’università locale il corpo non appartiene ad una specie terrestre”. Anzi, “il piccolo corpo non apparterrebbe a nessuna specie vivente conosciuta. Presenta alcune caratteristiche morfologiche umane ma anche di rettile, come ad esempio la dentatura senza radici, oltre ad un certo grado di sviluppo cerebrale. Gli studi dell’università assicurano che non si tratta di un falso né di una montatura, ma di un fatto fino ad ora inesplicabile.”

Allora, facciamo il punto. Gli esperti dell’università locale (di non si sa dove, il Messico è grande) si trovano fra le mani il più importante ritrovamento della storia della biologia, e che fanno? Pubblicano una serie di articoli su riviste scientifiche? Si mettono in lizza per il Nobel per la biologia? Noooo. Restano anonimi e non pubblicano niente. E chi è il loro garante? Un ufologo messicano, tale Jaime Maussan. “Sono certo siano autentiche”, dice. Allora siamo a posto. Se lo dice una persona che non ha alcun interesse nella vicenda, c’è da fidarsi.

Come se non bastasse questa sequenza di assurdità, che i giornalisti hanno pubblicato senza alcun accenno a dubbi o critiche, arriva anche la mamma aliena vendicativa. “Marao Lopez, uno dei contadini che individuò e uccise lo strano essere, è morto. Il suo corpo, completamente carbonizzato, è stato ritrovato all’interno della propria auto al bordo di una strada. Il suo mezzo, stando a quanto appurato dagli esperti, non sarebbe rimasto coinvolto in un incidente ma avrebbe preso fuoco per cause ignote, raggiungendo temperature definite “anomale”.” Perché non basta far fuori l’ammazza-ET e bruciarlo: bisogna bruciarlo a temperature anomale, così impara e l’avvertimento è chiaro per tutti.

Di verifiche o riscontri, manco a parlarne. Ma ci pensano i lettori del Disinformatico, in particolare Domenico (che ringrazio), a segnalare l’indagine del sito antibufala Forgetomori, che spiega la squallida verità: si tratta di una scimmietta scuoiata.

L’origine della notizia è il sito di Joshua Warren, ufologo e paranormalista, che poi ha ritirato la notizia (la trovate archiviata qui) “perché gli scienziati coinvolti non volevano che l’attenzione influenzasse la percezione dei loro risultati”. Eh sì, perché un test del DNA è timido e tanta attenzione mediatica potrebbe cambiarne l’esito. E chi è Jaime Maussan? Un noto contastorie a sfondo ufologico, che scredita l’ufologia seria (sì, nonostante tutto esiste un’ufologia seria).

L’identificazione dell’alieno come una malcapitata scimmietta è attribuita al biologo portoghese Bruno Galrido, autore del blog specialistico Macacologia. Andando a ripescare l’annuncio originale del ritrovamento dell'”alieno”, salta fuori che la creatura sarebbe stata spedita al dottor Jose Antonio Lorente, dell’Università di Granada. Che però, interpellato, dice di non aver ricevuto nulla, e che comunque essendo un esperto di DNA umano non potrebbe fare analisi di nessun genere sulla bestiolina. Naturalmente siete liberi di pensare che il dottor Lorente faccia parte del Grande Complotto per nascondere l’esistenza dei bebè alieni così scemi da farsi beccare da una tagliola. Siamo, insomma, alle solite: quando si va a controllare, i fenomeni straordinari svaniscono.

Pazienza se di queste cose parlano i siti ufologici; di qualcosa devono pur parlare, e chi li visita può sospettare che magari le notizie non siano verificate con rigore da Pulitzer. Ma che queste sciocchezze approdino acriticamente sui media di massa di cui la gente tutto sommato si fida, e che lì vengano propinate come se fossero certezze assolute, è l’ennesimo atto di incoscienza e di giornalismo spazzatura.

Dateci qualche bellona o bellone in più, se proprio non sapete cosa scrivere. Lo so che le modelle di oggi sono un po’ ossute, ma è sempre meglio che vedersi lo scheletrino di una povera scimmietta il cui unico torto è stato quello di finire in mano a “ufologi” senza scrupoli.

“UFO” nei cieli europei il 18 ottobre scorso (UPD 20091022)

“UFO” nei cieli europei il 18 ottobre scorso (UPD 20091022)

Cos’era l’oggetto misterioso visto domenica scorsa nel cielo di mezza Europa?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho ricevuto dall’Italia e dalla Svizzera parecchie segnalazioni circostanziate di un fenomeno molto particolare osservato domenica scorsa, 18 ottobre, intorno alle 21.10 ora italiana: “due corpi nebulosi”, come li ha descritti un testimone, “con un enorme cerchio attorno”, hanno solcato il cielo.

Oltre alla splendida fotografia qui accanto, degli italiani Federico e Chiara Bellini, ne potete vedere altre immagini grazie a Spaceweather.com, che segnala avvistamenti immortalati in Croazia, Italia, Ungheria, Francia, Finlandia e Creta.

Il fenomeno è stato dunque reale, e poiché è stato visto contemporaneamente da luoghi così distanti si deve essere verificato a grande altezza. Naturalmente gli astrofili dotati di sistemi che registrano automaticamente e in continuazione tutto quanto avviene in cielo non si sono lasciati sfuggire l’evento. C’è una impressionante sequenza di fotogrammi ripresi ad intervalli di un minuto da due astrofili francesi, Claudine Rinner e François Kugel. Su Astrosurf.com trovate un’altra serie magnifica di immagini.

Che cos’era? La rete internazionale degli astrofili (in particolare gli amici della Società Astronomica Ticinese) e Spaceweather.com indicano che si è trattato di un effetto prodotto dallo scarico del carburante in eccesso di un razzo statunitense Atlas Centaur, partito poco prima (18.12 ora italiana) dalla base di Vandenberg in California, che ha collocato in orbita un satellite meteorologico militare, il DMSP F18 (notizia Reuters qui).

Lo scarico, avvenuto nel vuoto e in assenza di peso, ha prodotto una nube finissima di forma sostanzialmente sferica che si espandeva progressivamente. L’impressione di un cerchio è dovuta al fatto che quando si osserva una tenue nube sferica, la regione che riflette maggiormente la luce solare è quella dove lo sguardo incontra il maggior numero di particelle per porzione di cielo, cioè l’insieme delle tangenti alla sfera passanti per l’osservatore. La nube non è pericolosa, dato che il carburante del Centaur è costituito da idrogeno e ossigeno, e si è diluita in uno spazio enorme sostanzialmente al di fuori dell’atmosfera terrestre.

Ringrazio la SAT e Francesco Grassi del CICAP e Roberto per le segnalazioni.

2009/10/21: ufologi svizzeri in subbuglio

Mi è stato segnalato che ieri due giornali regionali, il Corriere del Ticino e La Regione Ticino, e Ticinonews.ch hanno parlato dell’avvistamento citando dichiarazioni degli ufologi e addirittura (nel caso de La Regione) presentando una foto di un classico disco volante, che non c’entra assolutamente nulla con il fenomeno.

Gli ufologi intervistati dalle testate hanno dichiarato che l’oggetto avrebbe compiuto “alcune manovre”, cosa che le riprese video smentiscono nettamente, e parlano di “misterioso oggetto volante”. Ma è misterioso soltanto per chi non si prende la briga d’informarsi e ragionare, e per i giornalisti che invece di contattare chi osserva il cielo per professione e con competenza consultano soltanto gli ufologi dall’entusiasmo facile.

Video UFO dalla Galizia sbufalato

Video UFO dalla Galizia sbufalato

Ufologi sedotti dal marketing

Sta impazzando in Rete un video amatoriale, ripreso da un peschereccio, nel quale dei caccia militari intercettano a bassa quota un oggetto volante, che s’inabissa di colpo fra le esclamazioni concitate degli occupanti dell’imbarcazione.

Arriva poco dopo un elicottero, che si avvicina al peschereccio e attraverso i propri megafoni intima ai pescatori di allontanarsi immediatamente e di contattare le autorità portuali, dalle quali riceveranno “istruzioni”.

Questo video inquietante è accompagnato da un altro filmato, nel quale si vede un elicottero trasportare, appeso a un cavo, un oggetto discoidale. E infine c’è l’immagine mostrata qui sopra: misteriosi addetti portano via dalla spiaggia un manufatto vistosamente non terrestre.

La fonte di queste sequenze è anonima e si sa solo che arrivano dalla Galizia, almeno stando al sito spagnolo Terra.es; tutti i volti sono oscurati digitalmente.

Ci si può soffermare sui vari dettagli assurdi di questi video: la ripresa tremante e concitata, come se il pescatore munito di videocamera avesse un Parkinson all’ultimo stadio; l'”UFO” appeso in bella vista sotto l’elicottero; gli addetti supersegreti che arrivano con un banale furgoncino scoperto e tutine anticontaminazione della mutua e oltretutto si fanno riprendere da vicino mentre recuperano un oggetto che, guarda caso, ci sta proprio nel retro del furgoncino (saranno alieni nani). Ma è ora di rendersi conto che nell’era degli effetti speciali digitali fotorealistici, qualunque scena è falsificabile, per cui nessun filmato a tema ufologico, da solo (senza riscontri, testimonianze, reperti), può costituire una prova di un evento così straordinario.

Il buon Forgetomori rivela il trucco: si tratta di marketing virale, per attirare l’attenzione sul sito di notizie Terra.es. C’è persino il filmato che mostra il dietro le quinte della realizzazione dei video.

Da notare l’imbarazzo e l’indignazione di alcuni siti ufologici, come Segnidalcielo.it, che prima hanno pubblicato articoli nei quali abboccavano ai video, poi si sono dichiarati indignati della burla mediatica e li hanno corretti, e infine hanno teorizzato che si tratti di “una modalità di comportamento preciso e costante, con la regia da parte del potere occulto e dei militari, che suggerisce una altrettanto precisa agenda nascosta, tutt’altro che tranquillizzante, con lo scopo di screditare le migliaia di segnalazioni di avvistamenti UFO di questi ultimi tempi, suffragati da filmati inediti e foto incredibilmente reali, che attestano la Realtà della Visita Extraterrestre.”

Corso di nufologia, la soluzione

UFO? No, Red Arrows e un riflesso sulla ghiera della fotocamera

Per chi si fosse perso l’appuntamento radiofonico del Disinformatico di ieri alla Radio Svizzera di lingua italiana, la soluzione al quiz di nufologia che ho proposto è qui in coda all’articolo del quiz stesso.