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Downlovers.it, bello ma lucchettato e limitato all’Italia

Downlovers.it, bello ma lucchettato e limitato all’Italia

Musica legale gratis? Sì, ma bisogna aggirare lucchetti e limiti geografici

Questo articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Downlovers.it ha destato molte perplessità in alcuni lettori che me l’hanno segnalato: è davvero possibile che offra gratis canzoni di artisti famosi? Sì, è possibile: lo fa in cambio di uno spot pubblicitario, di una lucchettatura Windows Media Audio su quasi tutti i brani, e di limitazioni geografiche: per fruire del servizio occorre avere un indirizzo IP italiano, vaticano o sammarinese e, per i brani lucchettati, di un computer e un lettore musicale in grado di gestire il DRM di Microsoft. Niente iPod o PC Linux, insomma, se non volete limitarvi all’esiguo repertorio di brani senza DRM.

Certo, tutte queste limitazioni sono aggirabili: l’indirizzo IP compatibile si può ottenere tramite proxy (un trucco che molti utenti geograficamente italiani devono adottare se le loro reti sono attestate su indirizzi IP che risultano assegnati all’estero) e il lucchetto si può aggirare masterizzando la canzone e poi riconvertendola in MP3 (cosa illegale in Italia ma legale in Svizzera), ma con i prezzi che hanno le canzoni legali, ne vale la pena? Probabilmente soltanto se avete più tempo che denaro e molta, molta fame di musica.

Siamo preprogrammati musicalmente?

Scienza fantastica: Bobby McFerrin induce il pubblico a calcolare le note musicali

Sono rimasto a bocca aperta davanti a questo video tratto dal World Science Festival 2009, in cui Bobby McFerrin (Don’t Worry, Be Happy) inizia suggerendo alcune note al pubblico, facendole corrispondere a specifiche posizioni del suo corpo lungo l’estensione del palcoscenico, e poi continua magicamente: si mette in posizioni non suggerite prima e il pubblico, all’unisono, calcola e canta la nota corrispondente.

McFerrin sottolinea che questo esperimento funziona in tutto il mondo, a prescindere dalla cultura ed esperienza del pubblico. Siamo dunque hardwired, cioè preconfigurati mentalmente per riconoscere come valide alcune frequenze ben precise e calcolare senza sforzo cosciente le corrispondenze fra frequenze differenti? Esiste una sorta di estetica musicale universale?

Una cosa è certa: è così che si avvicina la gente alla scienza e si stimolano le nuove generazioni ad apprezzarne il potere, il divertimento e il fascino. Non servono investimenti faraonici. Basta avere il cervello di invitare la gente di talento e offrirle uno spazio in cui possa esprimersi.

Il fantasma di Michael Jackson

Il fantasma di Michael Jackson

Antibufala: CNN e il video del “fantasma” in casa di Michael Jackson

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E’ già stato visto otto milioni di volte lo spezzone di una recente puntata del programma Larry King Live della CNN che sembra mostrare, in fondo a un corridoio della casa di Michael Jackson, una forma umana trasparente e spettrale che attraversa l’inquadratura. Rimontato e dotato di una colonna sonora adeguata, lo spezzone è diventato un tributo al mito del cantante recentemente scomparso e un segno di quanto sia forte il bisogno di trovare qualcosa di straordinario e consolatorio nella sua morte.

Innanzi tutto va chiarito che lo spezzone della CNN è autentico: il “fantasma” non è stato aggiunto da qualche burlone in vena di scherzi di cattivo gusto. Molto più semplicemente, si tratta dell’ombra proiettata sulla parete da una persona che passa di fronte alle potenti lampade, piazzate dalla CNN, che illuminano la sala in fondo al corridoio. Una di queste lampade è evidenziata nel fotogramma qui sotto, tratto dal video del “fantasma”.

Probabilmente nella sala in fondo al corridoio c’era anche un’altra lampada analoga sulla sinistra e qualcuno le è passato davanti, generando quindi l’ombra contro la parete.

Ma chi vuole credere a tutti i costi che si tratti di un fantasma obietta che se si trattasse di un’ombra sulla parete della stanza, non potrebbe estendersi fin dentro il corridoio. In effetti riguardando il video sembra che la sagoma umana semitrasparente non si trovi nella stanza, ma attraversi il corridoio: le sue “gambe” si muovono infatti sul pavimento lucido del corridoio. Come se il fantasma passasse attraverso i muri, transitando dal corridoio trasversalmente.

Anche qui, purtroppo per chi sperava in segnali dall’aldilà di Michael Jackson, si tratta di un semplice effetto ottico: il pavimento lucido del corridoio riflette simmetricamente l’ombra sulla parete e ne estende l’altezza apparente. E’ un effetto che si nota per esempio nel montante della finestra inquadrata durante il servizio della CNN, come si può vedere qui sotto:

Anche i video di analisi e controanalisi sono diventati rapidamente popolarissimi: questo, che mostra chiaramente il riflesso e la lampada, ha già quasi raggiunto il milione di visitatori.

Naturalmente tutto questo clamore intorno allo spezzone è pubblicità regalata alla CNN, che alimenta il passaparola trasmettendo anche un video di spiegazione nel quale non manca di segnalare tutte le coordinate dei propri servizi online.

iTunes senza lucchetti, ma nome e indirizzo sono nei file

iTunes senza lucchetti, ma nome e indirizzo sono nei file

La musica senza lucchetti di iTunes contiene il vostro indirizzo di e-mail e il vostro nome

Apple ha annunciato da poco l’eliminazione dei lucchetti digitali (DRM) da tutta la musica venduta legalmente tramite iTunes, come già descritto dal Disinformatico. Alcuni hanno interpretato sconsideratamente questa novità come un’occasione per disseminare e procurarsi musica a scrocco, ma attenzione: all’interno dei file MP3 scaricati legalmente da iTunes c’è il nome e l’indirizzo di posta dell’acquirente originale, come segnalato per esempio da PC Advisor e TechDigest. Per cui se l’acquirente originale siete voi e date in giro i vostri brani MP3, lasciate tracce chiare del vostro comportamento.

La presenza dell’indirizzo di e-mail è rilevabile usando le Info del programma iTunes, come si vede qui sotto.

In alternativa, lo si può vedere con un editor esadecimale, come OxED per Mac:

Non è chiaro se vi siano altri dati annidati in questi MP3. C’è sempre un modo per purgarli, per esempio masterizzando i brani come tracce audio per CD e poi riconvertendoli, ma è una scocciatura e comporta una certa perdita di qualità (e delle copertine incluse negli MP3 originali, così pratiche per chi usa i lettori che le visualizzano).

Apple, iTunes abbandona il DRM (o quasi)

Apple, iTunes abbandona il DRM (o quasi)

Apple toglie i lucchetti ad iTunes, ma soltanto per la musica

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “info” e “efisioru****”.

Al Macworld Expo conclusosi da poco a San Francisco, Apple ha annunciato a partire da subito la fine dei lucchetti digitali su tutta la musica di iTunes. I sistemi anticopia (DRM, Digital Rights Management) che hanno appestato la musica legalmente acquistabile via Internet, riuscendo soltanto a scocciare gli utenti onesti senza frenare in alcun modo la pirateria, sono sempre più in minoranza. C’erano vari metodi per rimuoverli a forza, ma richiedevano una cospicua perdita di tempo ed erano di dubbia legalità in alcuni paesi.

Lo smantellamento dell’anticopia di Apple è partito il 6 gennaio, con 8 milioni di brani musicali già liberamente trasferibili e riproducibili su qualunque lettore e non più soltanto su quelli benedetti da Apple (leggasi iPod). Gli altri, circa 2 milioni, saranno liberati entro il primo trimestre del 2009.

Chi ha acquistato brani lucchettati potrà rimuovere l’anticopia pagando 30 centesimi di dollaro a canzone. E a proposito di prezzi, da aprile 2009 cambieranno anche quelli: invece del prezzo unico debuttano tre fasce. In dollari, ci vorranno 69 cent per le canzoni meno popolari, 99 cent per quelle di interesse medio e un dollaro e 29 cent per le più gettonate.

Addio, dunque, ad autorizzazioni, password e compagnia bella che hanno tormentato chi ci teneva a rispettare la legge. Era anche ora. Ma i lucchetti resistono ancora su iTunes per gli audiolibri, per esempio, e soprattutto per i contenuti video. Se il DRM si è dimostrato così tossico per la musica, come mai è ancora indispensabile per film, telefilm e audiolibri?

Fonti: Macworld, New York Times, BBC.

Paul McCartney, musica senza lucchetti

Paul McCartney, musica senza lucchetti

Niente DRM per l’ex-Beatle; anzi, audio digitale di qualità

Sir Paul McCartney ha appena pubblicato un nuovo album, Electric Arguments, nell’ambito del suo progetto musicale The Fireman. L’album è disponibile per lo scaricamento legale sul sito del progetto, Thefiremanmusic.com, al prezzo di 9 dollari (meno di 7 euro, circa 10 franchi e mezzo), ma è acquistabile anche (con altri prezzi) su CD, su DVD multitraccia e in vinile.

Chi volesse ascoltare prima di pagare può farlo usando il player Flash presente nella pagina del sito di supporto al progetto. La versione scaricabile è disponibile sia nel tradizionale formato MP3 (a 320 kbps), sia in formato Apple Lossless, sia in formato FLAC, con risultati qualitativi al di sopra della media.

Si tratta di un’iniziativa lodevole per far capire che il DRM è inutile e che si può vendere anche senza lucchettare ossessivamente la musica: anzi, forse si vende anche di più, perché si allarga il bacino di potenziali fruitori e si ottiene tanta pubblicità gratuita tramite segnalazioni come quella che state leggendo.

Va detto che un artista come McCartney, che ha le spalle economicamente ben coperte, può anche permettersi di rischiare, mentre una band emergente si troverebbe a mettere in gioco tutto quel poco che ha, ma è comunque un buon segno che artisti di questo calibro si dissocino dall’uso di sistemi anticopia farraginosi e alla fine inutili.

Universal prova a vendere musica senza DRM

Universal prova a vendere musica senza DRM

Dopo EMI, anche Universal molla i lucchetti anticopia. Per prova

La Universal, la più grande delle case discografiche mondiali, svolgerà una sperimentazione vendendo via Internet brani di migliaia di album di artisti come Sting, Stevie Wonder, Black Eyed Peas e 50 Cent senza sistemi anticopia (DRM) dal 21 agosto prossimo al 31 gennaio 2008. Lo riferisce per esempio FindLaw e BoingBoing.

Le vendite, però, non passeranno attraverso il colosso della musica online iTunes di Apple, ma saranno gestite direttamente dai siti Web dei singoli artisti e da vari rivenditori online, come Amazon, Google, i supermercati Wal-Mart e altri. Slashdot segnala che i brani saranno disponibili anche in versione a 256 kbps.

Anche Universal, come EMI, ha finalmente visto la luce e ha capito che il DRM è male, che trattare il cliente come un ladro fino a prova contraria è stupido e oltretutto soffoca le vendite legali? Improbabile. La ragione più plausibile è che vendere senza lucchetti è l’unico modo per contrastare il sostanziale monopolio dell’iPod e di iTunes di Apple nel mondo della musica scaricata, cosa che EMI non ambisce a fare. EMI, infatti, veicola i propri brani senza DRM attraverso iTunes. Universal, invece, vuole fare a meno di Apple.

BoingBoing riassume molto chiaramente il problema di Universal e delle case discografiche in generale: lo strapotere di Apple nel settore dei lettori musicali.

L’iPod è in grado di riprodurre due tipi di musica: quella menomata con il DRM di Apple e gli MP3. Se [siete una casa discografica e] volete menomare la vostra musica usando il DRM di Apple, dovete dare ad Apple il controllo totale sui prezzi delle vostre canzoni. Nessun altro negozio può veicolare la musica menomata da Apple. Ogni volta che noi [consumatori] acquistiamo una canzone menomata da Apple, diventa più difficile e costoso passare a prodotti alternativi rispetto all’iPod e a iTunes.

Per le etichette discografiche ci sono due sole opzioni [per essere presenti sugli innumerevoli iPod]: vendere musica menomata da Apple e aumentare il controllo di Apple sul commercio di musica online, oppure vendere musica non menomata. La musica non menomata (MP3 e altri file aperti) è superiore alla versione menomata: la si può suonare su un maggior numero di dispositivi ed è più versatile. Nessun cliente cerca musica perché è menomata: il DRM non fa vendere la musica. Nessuno dei clienti di iTunes ha comprato musica perché la voleva lucchettata all’iPod e non funzionava sui lettori della concorrenza.

Chi non vuole pagare la musica non fa altro che scaricarla dal P2P, dove è già disponibile gratis senza DRM. Se [una casa discografica] vuole convincere la gente a comprare musica, non può cominciare rendendola peggiore della versione gratuita: per cui è inevitabile che la Universal alla fine assuma quest’atteggiamento. Non vende tracce senza DRM tramite iTunes (dove Apple fa pagare un sovrapprezzo del 30%), ma lo fa tramite i concorrenti di Apple. Però, dato che sono tracce MP3, funzionano in iTunes e sugli iPod, per cui i clienti Apple possono avere brani degli artisti Universal che sono compatibili con i loro iPod a 99 centesimi di dollaro, senza DRM.

Un portavoce di Universal, Peter LoFrumento, ha detto che invece la casa discografica ha escluso Apple dalla vendita per tenerlo come “gruppo di controllo” col quale valutare l’effetto dell’iniziativa sui prezzi, sulla pirateria e sulle vendite. Certo, come no. Molto diplomatico.

Coldplay scaricabili legalmente per 7 giorni

Coldplay scaricabili legalmente per 7 giorni

Singolo dei Coldplay scaricabile da oggi per una settimana

Violet Hill, brano dall’imminente album Viva La Vida dei Coldplay, sarà scaricabile gratuitamente e liberamente dal sito della band (specificamente da qui) a partire da oggi pomeriggio per sette giorni. Terminato questo periodo verrà distribuito digitalmente attraverso i canali tradizionali.

Nel contempo, i Coldplay pubblicheranno una versione su vinile dello stesso brano insieme al numero del 7 maggio della rivista NME, che includerà anche una traccia bonus in esclusiva, intitolata A Spell A Rebel Yell, che non verrà distribuita altrove… almeno per i primi tre secondi, il tempo necessario perché qualcuno la metta su Emule.

L’album Viva La Vida uscirà nei vari paesi a partire dal 12 giugno, secondo la BBC.

Addio CD, benvenuto... SD?

Addio CD, benvenuto… SD?

Musica su CD soppiantata dalle memorie mini?

I formati su disco stanno tramontando? Per quanto ancora troveremo ancora in giro dei lettori per i nostri CD? Forse meno di quello che pensate. SanDisk, nota per le sue schedine di memoria onnipresenti, ha annunciato entro Natale delle schedine in formato micro SD da 1 GB che verranno vendute con musica precaricata a 320 kbit/s e senza lucchetti anticopia. La musica sarà tratta dai cataloghi delle principali case discografiche: EMI, Sony, Universal e Warner.

La memoria, chiamata slotMusic, verrà venduta insieme a un lettore tascabile USB che permetterà di leggere la schedina su qualsiasi PC. Il suo formato è utilizzato da numerosi telefonini, e l’idea è proprio di evitare agli utenti la spesa di un lettore apposito e permettere loro di usare il telefonino che già possiedono.

Il problema è che il colosso della musica digitale, Apple, e il suo lettore iPod, non supportano schedine esterne, ed è difficile competere con un elefante del genere. I lettori MP3 della SanDisk hanno soltanto l’11% del mercato.

I prezzi saranno paragonabili a quelli dei CD tradizionali. Maggiori dettagli verranno pubblicati sul sito Slotmusic.org.

Fonti: The Register, Excite.com.

Marillion: nuovo album scaricabile gratis e legalmente

Nuove formule commerciali per campare vendendo musica online

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “albertoprimo” e “ennio”.

I Marillion, quelli che molti di noi matusa ricordano per la canzone Kayleigh, hanno annunciato che il loro nuovo album Happiness is the Road sarà scaricabile gratuitamente, ma non dal loro sito, bensì tramite i circuiti peer-to-peer, quelli che tante campagne (dis)informative hanno cercato di dipingere come il Male Assoluto per l’industria del disco.

Durante la prima esecuzione dei brani comparirà sullo schermo del computer un pop-up, dice la BBC, che inviterà i fan a fornire alla band il proprio indirizzo di e-mail in modo da poterli contattare offrendo biglietti per i concerti e altri oggetti riguardanti la band. Una sorta di spam autorizzato in cambio di musica.

Le formule alternative per vendere musica si sprecano: ricorderete i Radiohead con l’album a offerta libera o Prince con il CD regalato insieme a un giornale. Sembrano funzionare, perché generano pubblicità per la band e non inimicano i fan come fanno i vari lucchetti digitali finora tentati dalle case discografiche.

Ma soprattutto funzionano perché nonostante molti scrocchino, alle band arrivano più soldi di quelli che arriverebbero dalla tradizionale vendita di CD. Mark Kelly, il tastierista dei Marillion, ha notato che molti hanno descritto come un fallimento l’esperimento dei Radiohead, perché hanno ricavato in media due sterline (2,5 euro, 4 franchi circa) da ogni download, ma dimenticano che se il disco fosse stato venduto tramite i canali abituali, ai Radiohead non sarebbero arrivate quelle due sterline al pezzo.