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Eletto il Papa, per il Corriere le campane fumano

Eletto il Papa, per il Corriere le campane fumano

Corriere: “Alle 19.06 fumata bianca dal comignolo sulla Cappella Sistina, e dai fedeli radunati in Piazza San Pietro si è levato un boato di gioia, mentre le campane della basilica hanno cominciato a fumare.”

Giornalismo.

Grazie a pietro.mo* per la segnalazione.

Meteora russa, bufale online e perle dei giornalisti [UPD 2013/02/16]

Meteora russa, bufale online e perle dei giornalisti [UPD 2013/02/16]

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “luigilr” e “franzdh” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Arriva puntuale la rassegna di strafalcioni giornalistici intorno alla notizia di una meteora che ha solcato il cielo in Russia (chi stesse cercando informazioni tecniche può guardare questo articolo): secondo la Rai i feriti sarebbero stati causati dai “cristalli” della meteora (“Fonti ufficiali russe hanno spiegato che si è trattato di cristalli di un meteorite che “si è disintegrato nella parte bassa dell’atmosfera”. La caduta dei cristalli ha causato forti esplosioni”), ma in realtà le lesioni sono state prodotte dai vetri infranti a causa dell’onda di pressione.

Anche il Corriere non era da meno, scrivendo la stessa cretinata dei “cristalli di un meteorite” che avrebbero ferito le persone, poi ha corretto (infilando altri strafalcioni d’italiano che taccio per pietà e per non fare gratis il lavoro che spetterebbe alle redazioni), ma zzzale ha catturato la schermata e me l’ha inviata:

Nel GR2 della RAI delle 12:30, invece, il corrispondente dalla Russia Giovanni Masotti ha detto che la meteora è stata intercettata “dalla difesa aerea russa e colpito da un missile a salve”. Ho la registrazione grazie a ipoismagic.

La storia del “missile a salve” sembra essere il frutto dell’inettitudine linguistica di qualche giornalista italiano, che ha letto la notizia pubblicata in inglese, nella quale si parlava di “a missile salvo” (ossia una salva di missili), e l’ha interpretata come un fantomatico “missile a salve” (che non esiste). Complimenti.

In quanto alla notizia in sé della presunta intercettazione da parte dei militari russi, si tratta di “unconfirmed reports” derivanti da indiscrezioni e non confermati formalmente dai militari, e la tecnologia per intercettare un oggetto che attraversa l’atmosfera a vari chilometri al secondo semplicemente non esiste (e non è neanche pensabile che esista segretamente, perché sarebbe un salto tecnologico enorme rispetto allo stato dell’arte), per cui è da considerare bufala fino a prova contraria.

Come è ormai consueto per ogni evento importante, non mancano le tesi di complotto, come descrive Slate: secondo il politico russo Vladimir Zhirinovsky la meteora sarebbe in realtà un test di una nuova arma americana.

Questo NON è un cratere meteorico.

Stanno circolando delle immagini di un presunto cratere prodotto dalla meteora, ma si tratta di falsi: i crateri meteorici non fiammeggiano (contrariamente a una credenza molto diffusa, le meteore arrivano a terra fredde) e le immagini si riferiscono a una voragine in Turkmenistan che brucia da quarant’anni (da quando fu prodotta dalle trivellazioni) per via delle emissioni di gas naturale dalle cavità sottostanti.

Falsa la foto iconica di Michael Jackson? [UPD 2009/11/04]

Falsa la foto iconica di Michael Jackson? [UPD 2009/11/04]

L’articolo è stato rettificato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho toppato. La versione iniziale di questo articolo segnalava che questa potente foto di Michael Jackson, pubblicata qui il 30 giugno dall’inglese Daily Mail, da Getty Images qui e anche al funerale pubblico di Jackson (qui), fosse un falso:

La segnalazione proveniva dal celebre sito Photoshop Disasters, specializzato nel rivelare i trucchi fotografici e le manipolazioni spesso dilettantesche presenti nelle foto pubblicate dai media. In particolare, veniva segnalata nella foto di Kevin Mazur un curioso fenomeno, maggiormente visibile nell’ingrandimento qui sotto.

Si nota che fra le gambe di Jackson lo sfondo stranamente non è visibile. Eppure il Daily Mail parlava di “immagini emerse da poco, scattate martedì allo Staples Center a Los Angeles” durante le prove del concerto e diceva che i “ballerini si esibiscono di fronte a un enorme striscione ‘This is it'”. Nessun accenno a fotomontaggi.

La foto era stata pubblicata dalla BBC, Bild (che paradossalmente mostrava nella stessa pagina un video delle medesime prove, nel quale la gigantesca scritta di sfondo non c’era, avvalorando l’ipotesi del falso), Time (con tanto di primo posto nella Photogallery), CBS News, Spiegel e Stern, giusto per fare qualche nome trovato grazie a Tineye.

La mia ragionevole certezza del fotoritocco s’è attenuata poco dopo, quando ho potuto esaminare una versione ad alta risoluzione, che mostra una ringhiera nera orizzontale fra le gambe di Jackson, coerente con la ringhiera visibile appena al di fuori delle gambe stesse. Questa ringhiera sembra sfalsata e arretrata rispetto alla restante ringhiera che attraversa il retro del palco, e un suo tratto è inclinato, come se ci fosse una rampa con corrimano per salire sul palco da sotto. Potete cliccare sulla porzione di foto qui sotto per ingrandirla.

Inoltre la rampa bianca al centro del palco (che è indubbiamente un oggetto fisico) ha dei riflessi che corrispondono ai colori della scritta “This is it”, e questo sarebbe un effetto non certo banale da ottenere in un fotoritocco.

Altre immagini delle prove suggeriscono che la scritta e il telaio che le sta dietro facciano parte di un’immagine su megaschermo e non siano una struttura reale. Il punto di ripresa della fotografia, tuttavia, coincide con quello dal quale la prospettiva forzata dell’immagine funziona.

Su PhotoshopDisasters è poi apparso un commento di una persona che si qualifica come il fotografo Kevin Mazur, autore della foto. Stando al commento, “la macchia nera dietro [Jackson] è semplicemente data da dei pannelli dello schermo video che erano spenti. Ho inquadrato Michael come meglio potevo per nascondere i pannelli vuoti e questo è quello che si vede tra le sue gambe”. Ma questo non spiega perché la “I” di “IS” non ha la parte posteriore dorata e metallizzata che hanno tutte le altre lettere. Infine, tracciando le linee di prospettiva la curva inferiore della S dovrebbe essere almeno leggermente visibile fra le gambe del cantante recentemente scomparso.

A novembre 2009, con l’uscita del documentario commemorativo This Is It, sono state pubblicate altre immagini che hanno chiarito che lo sfondo è effettivamente una proiezione e che la zona scura fra le gambe di Jackson è una porta d’ingresso al palco, come si vede in questo fotogramma tratto dal trailer a 0:55 (grazie a Domenico_T per la segnalazione):

Per cui stavolta ho preso un granchio. Chiedo scusa.

“Palla di fuoco” dal cielo causa esplosione in Argentina?

“Palla di fuoco” dal cielo causa esplosione in Argentina?

Esplosione in Argentina, sensazionalismo spaziale e palle. Di fuoco

Non accenna a calare la febbre da satellite in caduta che sta affliggendo il giornalismo sensazionalista dopo il rientro innocuo del satellite UARS.

A Monte Grande, alla periferia di Buenos Aires, c’è stata un’esplosione che ha causato la morte di una donna e il ferimento di altre otto persone, distruggendo alcune case e automobili. Subito TGCom ha titolato “Argentina, misteriosa “palla di fuoco” dal cielo”, dicendo che “testimoni hanno riferito di aver visto cadere dal cielo una “palla di fuoco”” e parlando senza mezzi termini di “impatto”.

Paid2write (classificato come sito di notizie da Google) scrive senza mezzi termini “Meteorite Cade Sulla Terra In Argentina” e ipotizza subito un insabbiamento (“sembra che ci siano già alcune autorità (chissà perché) che cercano d’insabbiare il tutto e farlo passare come un normale incidente domestico”). Russia Today parla addirittura di “palla di fuoco aliena” (“‘Alien fireball’ blamed for wrecking Argentine town”); per La Tercera si tratterebbe di un relitto spaziale o di un meteorite. Anche l’agenzia AGI titola “ARGENTINA: ‘PALLA DI FUOCO’ DAL CIELO, UN MORTO E 8 FERITI”.

Ma è tutta una bufala che un briciolo di buon senso e di analisi delle foto e dei video che ritrarrebbero la “palla di fuoco” avrebbero evitato di far montare. Infatti MeteoWeb, dopo aver pubblicato la notizia iniziale, ha segnalato che il testimone della “palla di fuoco” ha confessato di essersi inventato tutto e di aver falsificato la fotografia della scia infuocata (quella mostrata qui sopra), come riferisce anche Infobae.com.

La causa della distruzione è con tutta probabilità molto più terrena, secondo queste ultime fonti: una bombola di gas collegata in modo improvvisato a un forno. Bad Astronomy ha una lista di eventi normalmente banali che l’eccitazione di questi giorni sta attribuendo a satelliti e meteore.

Si conferma, insomma, la sensazione frequente che certi giornalisti credono che il rasoio di Occam sia quello che usa la moglie per depilarsi e vivono secondo un motto che ha ben poco a che fare con la deontologia: mai farsi intralciare dalla verità se c’è una storia ghiotta da raccontare.

Euronews e la geografia europea

Euronews e la geografia europea

Euronews non solo inizia un titolo con un due punti, ma annuncia l’esito delle elezioni cecoslovacche del 2013.

Peccato che la Cecoslovacchia non esista più. Dal 1993.

Grazie ad Alberto per la segnalazione.

Aggiornamento (13:50): Euronews ha rimosso l’articolo pochi minuti dopo la pubblicazione di questo mio articoletto. Causa ed effetto? 🙂 Cosa più importante, Euronews ha preferito rimuovere e creare un altro articolo (contenente gli stessi refusi dell’originale) invece di ammettere l’errore e rettificarlo pubblicamente in modo trasparente. Poteva trasformare un incidente in una dimostrazione di serietà, ma ha preferito non farlo. Anche questa è una lezione di giornalismo. In negativo, ma pur sempre una lezione.

“Repubblica” e Tio.ch non distinguono uno Shuttle da una stazione spaziale

“Repubblica” e Tio.ch non distinguono uno Shuttle da una stazione spaziale

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ulivo.dir*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Repubblica ci regala un altro bell’esempio d’incompetenza giornalistica in questo articolo, a firma di Matteo Marini, nel quale si sostiene che in questo video ci sia un “enigma” costituito da UFO visibili “dagli oblò della ISS”.

Tanto per cominciare, il video non mostra la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), ma il vano di carico dello Shuttle. Non distinguere uno Shuttle dalla ISS, in un articolo dedicato allo spazio, è come confondere una Smart con una casa in una rivista di architettura. O un gatto con una pantera in un documentario sugli animali.

E non c’è nessun “enigma”: i puntini che si vedono muoversi non sono veicoli alieni lontani, ma i soliti frammenti e detriti che accompagnano qualunque veicolo spaziale. Si muovono perché lo Shuttle sta facendo manovre (e quindi si sposta rispetto ai detriti che lo attorniano), perché sono spinti dal getto dei motori di manovra o perché interagiscono con la microgravità del veicolo o con il campo elettrostatico che lo circonda. Tutto qui. Roba vecchia e straconosciuta. Lo Shuttle, fra l’altro, non vola più dal 2011.

Suvvia, Repubblica: costerebbe molto far scrivere gli articoli da qualcuno che sa di cosa sta parlando?

Aggiornamento (2013/01/22)

Repubblica ha corretto il titolo dell’articolo: ora parla di Shuttle invece che di ISS. Ma la bufala nufologica resta.

Ticinonline, invece, il giorno dopo ha disinvoltamente pubblicato lo stesso video-bufala e ha continuato ad affermare che si tratterebbe della ISS (“La Stazione orbitante ha filmato un UFO?”).

Cosa anche peggiore, nel video sono state inserite delle immagini della Stazione Spaziale Internazionale che non c’entrano nulla con il video ufologico e che sono state riprese dall’astronauta Paolo Nespoli (si riconoscono perché sono le uniche nelle quali si vede la Stazione con lo Shuttle attraccato).

La foto “inedita” e unica dell’atomica di Hiroshima non è né inedita né unica

La foto “inedita” e unica dell’atomica di Hiroshima non è né inedita né unica

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “annalisa.pul*”.

I giornali di oggi pubblicano la notizia della scoperta di una foto del fungo atomico sopra la città giapponese di Hiroshima, scattata il 6 agosto 1945, il giorno in cui la città fu annientata dalla prima bomba nucleare usata in guerra.

Il Corriere, come potete vedere qui accanto, dice (a firma di Gianluigi Colin) che si tratta di un “documento… inedito” e che “sino ad oggi, avevamo una solo foto scattata da uno degli aerei americani”. Repubblica la definisce una “foto inedita” e scrive che “Finora le foto del fungo atomico erano solo quelle prese dall’alto dall’esercito americano”.  L’ANSA ribadisce che l’immagine è “inedita” e che è “la prima del suo genere ripresa dal suolo e a essere un originale. Oltre a questo esemplare, si conosceva soltanto un’altra foto aerea scattata dai militari americani.”

Non è vero. Come segnala L’Economa Domestica, la foto non è affatto l’unica scattata dal suolo. C’è quella di Seizo Yamada, scopribile con tre secondi di consultazione di Wikipedia in inglese, e ce ne sono anche altre di Yoshito Matsushige e Toshio Fukada. Non è vero che c’era “soltanto un’altra foto aerea”, perché ce n’erano varie altre. E non è vero che l’immagine presentata oggi è “inedita”: l’Asahi Shimbun spiega che la foto era nota, tanto che una sua copia era già stata pubblicata nel 1988 in un libro giapponese.

La notizia corretta, come scrive chiaramente l’Asahi Shimbun, è che questa è l’unica foto scattata da terra che mostri il fungo atomico diviso in due parti, che l’unica altra fotografia con questa specifica caratteristica era un’immagine aerea realizzata dai militari americani, e che è stato trovato un originale della foto mostrata oggi (una sua stampa su carta fotografica, insomma).

Ma raccontata così la vicenda non è altrettanto clamorosa, e allora questi dettagli disinvoltamente spariscono. Perché anche un evento terribile come l’uccisione in un sol colpo di decine di migliaia di civili ha bisogno di essere semplificato e reso più sensazionale, secondo certo giornalismo.

Missoni, video mostrerebbe “problemi all’elica”. Semmai problemi di cervello in redazione

Missoni, video mostrerebbe “problemi all’elica”. Semmai problemi di cervello in redazione

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “ajannonea” e alla segnalazione di “stefano.m*”, “decib2” e molti altri lettori ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Repubblica, il TGR Lombardia e il Corriere ci regalano una nuova dimostrazione della persistente voglia di collocare capre di guerra nelle redazioni delle testate italiane e poi spacciarle per giornalisti. Mi riferisco alla notizia secondo la quale un video dell’aereo scomparso con a bordo Vittorio Missoni mostrerebbe “un problema all’elica” prima del decollo.

Il video, infatti, mostra l’aereo che avanza sulla pista mentre le sue due eliche ruotano dapprima lentamente in un senso e poi bruscamente invertono la rotazione. Potete vedere il fenomeno qui su Repubblica, che ha riscritto l’articolo dopo essere stata sommersa di sberleffi dei lettori nei commenti ma non ha ancora rifatto l’audio, che parla ancora (forse con la voce del TGR) di un “particolare inquietante di un’elica del bimotore che sembra avere dei problemi”.

Aggiornamento (2013/01/09 00:30): mi è stato segnalato nei commenti qui sotto che l’audio del servizio è stato rifatto. Ho comunque conservato copia della versione originale.

Il Corriere parla di “immagini inquietanti”: “sembra però che l’elica del motore sinistro abbia dei problemi, pare quasi che si fermi proprio durante l’accelerazione sulla pista”.

Nessuno, ma proprio nessuno di quelli che hanno redatto i servizi di Corriere, TGR e Repubblica si è posto il problema di come facesse un aereo a elica ad accelerare e poi addirittura decollare con le eliche che non giravano o addirittura andavano all’indietro.

Nessuno, ma proprio nessuno di loro, evidentemente, sa cos’è o ha mai notato il frequentissimo effetto stroboscopico che si ha durante le riprese di oggetti in rapida rotazione: quello che fa sembrare, nei film, che a volte le ruote dei carri e delle auto girino all’indietro. Qui c’è un video di un aereo che manifesta lo stesso effetto (ringrazio Hanmar per la segnalazione).

Complimenti a tutti i “giornalisti” coinvolti e soprattutto alle redazioni che li tengono invece di cacciarli a pedate. Questi sono coloro che pretendono di informarci, e di essere addirittura pagati per farlo. E questi sono i risultati del non fare scienza in TV e sostituirla con quelle cloache di cretinate che sono Voyager e Mistero.

A proposito: c’è una petizione per chiedere alla RAI di togliere Voyager e sostituirla con un programma di divulgazione scientifica. Io ho aderito, non fosse altro che per fare la conta di quanti sono disgustati da quest’andazzo. Non dimentichiamo che Voyager ha il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali. E che Roberto Giacobbo, senza alcun pudore, nell’ultimo numero della rivista omonima, ha dichiarato a proposito del mancato avverarsi delle profezie di catastrofe per il 2012 che “Noi ve l’avevamo detto, e l’abbiamo ripetuto fin dal 1997, ben lontani da tutti gli speculatori e i menagramo che sfruttano le paure irrazionali della gente”. Sì, dice proprio così.

Questo è quello che scrive uno che ha venduto centocinquantamila copie di un libro che ripeteva a pappagallo le più stupide profezie di catastrofe, cintura fotonica compresa, nonostante fossero già state sbugiardate da anni. Ma lui no, lui non è uno speculatore. Non è un menagramo che sfrutta le paure irrazionali della gente. Noooo.

Correzione: la stesura iniziale di questo articolo includeva il TG5 delle 13 fra le trasmissioni che avevano sostenuto la bufala. Il riascolto della registrazione ha chiarito che non è così e che il TG5 ha interpretato correttamente la natura dell’effetto video.

Bruce Willis NON sta facendo causa ad Apple

Bruce Willis NON sta facendo causa ad Apple

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “alessandro.du*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’ANSA e varie testate (Corriere della Sera; News.com.au; IBTimes; Rockit; America24) stanno riportando la notizia che l’attore Bruce Willis stia facendo causa, o pensando di farla, contro Apple per i diritti della propria collezione di musica acquistata da iTunes, perché ha scoperto che non la può legalmente tramandare agli eredi come si fa con i dischi normali.

La notizia è una bufala partorita, a quanto pare, dal Sunday Times e ripresa dal Daily Mail qui; è stata seccamente smentita dalla moglie di Willis via Twitter. Però la questione dei diritti sulla musica lucchettata e acquistata da iTunes e simili è reale. Maggiori dettagli sul Guardian, TechCrunch, CNN.

È interessante notare che ancora una volta il giornalismo “professionale” ha preso una storia e l’ha ripubblicata senza alcuna verifica, semplicemente perché era ghiotta e vendibile.

Lacrime di San Lorenzo in cielo? Sono i giornalisti che fanno piangere

Lacrime di San Lorenzo in cielo? Sono i giornalisti che fanno piangere

Titolo dell’articolo di ADNKronos: “San Lorenzo, aspettando la notte delle stelle cadenti tra oroscopi e scienza”. Seguono interviste ad astronomi e astrofisici, che spiegano cosa sono le stelle cadenti, e poi… l’oroscopo, segno per segno.

A questo punto mi aspetto che nei prossimi articoli sulla maternità venga dato pari spazio anche alle cicogne e ai cavoli. Bah.