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Fufologia: capo di stato maggiore USA parla pubblicamente di “omini verdi”

Fufologia: capo di stato maggiore USA parla pubblicamente di “omini verdi”

Ancora una volta gli ufologi (non tutti, ma tanti di loro) dimostrano il problema principale dell’ufologia: la totale mancanza di senso della realtà.

La notizia ufologica del momento è che “il generale Mark A. Milley, capo di stato maggiore dell’Esercito degli Stati Uniti (US Army), ha dichiarato al pubblico…, che i futuri soldati potranno confrontarsi con dei temibili avversari ‘ibridi’ e ‘piccoli omini verdi’”.

Non mancano i video che documentano le parole del generale e ne discutono senza farsi la domanda più ovvia: perché mai un militare dovrebbe fare una rivelazione del genere dopo decenni di presunto silenzio tombale e insabbiamento a qualunque costo? E perché mai la farebbe con così tanta disinvoltura?

La risposta è semplicissima, ma sembra sfuggire ai più forsennati fra gli appassionati di ufologia: l’espressione inglese little green men, usata dal generale Milley, è sì molto usata in inglese per indicare semiseriamente gli extraterrestri, ma nel gergo militare ha un significato completamente diverso e tristemente terrestre: indica infatti le forze militari che indossano tute verdi anonime e partecipano ai conflitti senza dichiarare un’appartenenza formale a uno stato. Un termine tecnico militare, insomma: infatti Milley, nel video, si stava appunto rivolgendo a un pubblico composto da militari a Northfield, nel Vermont, il 21 aprile 2016.

Secondo le ricerche pubblicate da Metabunk, fra l’altro, il termine non è un’invenzione estemporanea del generale ma è entrato da tempo nell’uso formale nel settore, come testimoniato da varie pubblicazioni militari. Armytimes ha addirittura chiarito pubblicamente il possibile equivoco. Niente alieni verdi e di piccola statura, insomma, neanche stavolta; e tanto di cappello a tutti gli ufologi che non si sono fatti distrarre da questa notizia-fuffa, ottima per attirare clic e incassi pubblicitari ma pessima per chi vuole fare ufologia seria.

Antibufala: documenti ufficiali dell’NSA rivelano comunicazioni con extraterrestri!

Antibufala: documenti ufficiali dell’NSA rivelano comunicazioni con extraterrestri!

Questo articolo era stato pubblicato inizialmente l’11/5/2012 sul sito della Rete Tre della Radiotelevisione Svizzera, dove attualmente non è più disponibile. Viene ripubblicato qui per mantenerlo a disposizione per la consultazione.

Clamoroso: sul sito dell’NSA, la segretissima National Security Agency del governo statunitense, c’è un documento dal titolo inequivocabile: Key to The Extraterrestrial Messages (“Chiave ai messaggi extraterrestri”). Il documento, tratto dall’NSA Technical Journal, volume XIV, numero 1, è firmato da H. Campaigne, che secondo alcune fonti è “uno dei più grandi crittologi (la crittologia è la scienza delle scritture nascoste) sul pianeta con anni e anni di servizio alla Naval Security Group, Army Security Agency, per quanto riguarda la decodifica di messaggi extraterrestri che erano stati ricevuti “dallo spazio esterno”. A quanto pare, questi messaggi furono effettivamente ricevuti tramite il satellite Sputnik, ma nessuno aveva alcuna idea su come decodificarli in quel momento.”

Anche il testo dell’articolo non sembra lasciare spazio a dubbi: parla di “una serie di 29 messaggi dallo spazio” e di “messaggi radio captati recentemente dallo spazio”. Ma cosa s’intende per “recentemente”? Non si sa: l’articolo è senza data, e l’unica informazione cronologica è la data di rilascio al pubblico, che è il 21 ottobre 2004. Ma una ricerca negli archivi del Technical Journal lo colloca all’inverno del 1969: l’anno dello sbarco sulla Luna. Coincidenza?

L’articolo cita un altro documento del Technical Journal dal titolo ancora più intrigante: “Extraterrestrial Intelligence”, che si può tradurre sia come “Intelligenza extraterrestre” sia come “Intelligence extraterrestre”, con un gioco di parole a tema, dato che l’NSA si occupa di decifrare i codici segreti delle potenze straniere. Anche questo secondo documento è scaricabile e rivela l’origine di questo mistero.

Si tratta, infatti, semplicemente di un esercizio di crittologia per gli addetti ai lavori, una “serie di messaggi per mettere alla prova l’ingegno dei lettori”. Nessuna rivelazione di contatti con alieni, insomma, ma un semplice divertissement per appassionati di codici segreti.

O almeno così vogliono farci credere…

No, l’astronauta Scott Kelly non ha fotografato un UFO. Piantatela, fufologi

No, l’astronauta Scott Kelly non ha fotografato un UFO. Piantatela, fufologi

Ma perché ogni puntino indistinto, ogni macchia di luce, ogni sagoma insolita nelle foto scattate dagli astronauti deve essere per forza un veicolo extraterrestre? I fufologi sembrano presi da una frenesia che rende ridicolo un argomento profondo e bellissimo come la vita su altri mondi.

Un esempio perfetto della faciloneria che rende imbarazzante lavorare nella ricerca seria in questo campo arriva da una fotografia pubblicata su Twitter dall’astronauta statunitense Scott Kelly, impegnato in una permanenza lunga quasi un anno a bordo della Stazione Spaziale Internazionale.

In un angolo della foto c’è una striscia luminosa irregolare, con due punti più brillanti. Basta questo, ai fufologi e ai giornali a caccia di clic, per annunciare l’avvistamento di un veicolo alieno, scatenandosi addirittura in stime delle sue dimensioni.

Ma è sufficiente schiarire leggermente una fotografia della stessa veduta in alta risoluzione, come ha fatto l’ottimo UfoOfInterest, per capire che stavolta gli extraterrestri non c’entrano nulla. La luce è infatti semplicemente una parte della Stazione Spaziale Internazionale.

Nell’animazione qui sopra la fonte luminosa è etichettata come HDEV equipment, ma più precisamente si tratta del bagliore proveniente da uno degli oblò della Stazione.

Fonti aggiuntive: Time, Forbes, Wired.it, Rai, Fark.

No, l'amministratore della NASA non ha dichiarato che c’era vita su Marte

No, l’amministratore della NASA non ha dichiarato che c’era vita su Marte

C’è un video che sta avendo successo fra i fufologi dai facili entusiasmi: mostra Charlie Bolden, Administrator (in pratica, direttore) della NASA che dice – perlomeno secondo i fufologi – che Marte era abitato da forme di vita extraterrestri.

Sentite come annuncia la “notizia” il sito di fufologia Segnidalcielo.it:

L’amministratore della NASA Charles Bolden, intervistato dalla TV inglese ITV, dichiara: “Marte in passato è stato un pianeta, sotto certi aspetti, simile alla Terra. Esso era abitato da forme di vita extraterrestri…ripeto.. un tempo … Adesso può ancora esserci vita”… Bolden ha dichiarato che una volta, in passato, su Marte esisteva una forma di vita extraterrestre! Questa è una vittoria enorme per astrobiologi e ufologi di tutto il mondo. Bolden ammette che la NASA sa che Marte una volta era abitato… Questo è un annuncio di tale importanza storica, che dovrebbe essere posto nei libri di storia di tutto il mondo. La vita extraterrestre su Marte esiste e viene annunciata dalla NASA il 9 Ottobre 2014.

Eh già, perché se la NASA deve annunciare di aver scoperto vita extraterrestre su Marte, non indice una conferenza stampa in mondovisione; lo dice così, tanto per far chiacchiera, nel mezzo di un’intervista qualsiasi e poi passa ad altro. Siamo seri.

Il video della dichiarazione di Bolden è questo: non lo includo come embed per non regalargli troppe visualizzazioni, dato che è su un account monetizzato che guadagna appunto dalle visualizzazioni.

Cosa dice Bolden, esattamente? Cominciamo con una trascrizione esatta:

Mars is very Earth-like, or at least used to be very Earth-like. It is a planet… sister planet to Earth. It is the most likely planet in our solar system that had life at one time, may have life now, and we feel definitely can sustain life. So… so that’s the reason we chose it…

Se masticate almeno un briciolo d’inglese, avrete notato subito che i fufologi hanno tradotto “It is the most likely planet in our solar system that had life at one time” come “Esso era abitato da forme di vita extraterrestri”. Quel “most likely” iniziale? Meglio ignorarlo, tanto che differenza vuoi che faccia, si saran detti.

Questa è la mia traduzione esatta (sono madrelingua inglese, traduttore con quasi trent’anni di esperienza, ma se non vi fidate di me, fate controllare da un vostro esperto di fiducia qualificato):

Marte è molto simile alla Terra, o perlomeno era molto simile alla Terra. È un pianeta… fratello della Terra. È il pianeta del nostro sistema solare che più probabilmente ha ospitato vita in passato, potrebbe ospitare vita adesso, e pensiamo possa certamente sostenere la vita… Per cui… per cui questa è la ragione per la quale l’abbiamo scelto

Ai fufologi sfugge, a quanto pare la differenza tra

Esso era abitato da forme di vita extraterrestri

e

È il pianeta del nostro sistema solare che più probabilmente ha ospitato vita in passato

Quando dico che l’ufologia viene resa ridicola dall’ingenuità e dall’incompetenza di molti suoi seguaci creduloni (che chiamo fufologi per distinguerli da chi si occupa seriamente di ufologia e di ricerca della vita extraterrestre), questo è esattamente quello che intendo. Non solo non sanno un’acca d’inglese ma pretendono di tradurlo lo stesso: non sanno un’acca del mondo reale, se credono che il direttore della NASA annuncerebbe l’esistenza di vita su Marte mentre parla del più e del meno.

Con svarioni d’inettitudine come questo, siti come Segnidalcielo.it screditano un tema importante e affascinante come la vita al di fuori della Terra. Per quest’asineria d’inglese e per la manifesta ingenuità, Segnidalcielo.it dovrebbe probabilmente ribattezzarsi Scendidalpero.it.

Antibufala: una “ex dipendente NASA” dice di aver visto uomini su Marte nel 1979

Antibufala: una “ex dipendente NASA” dice di aver visto uomini su Marte nel 1979

Sta circolando una rivelazione sensazionale, ripresa da Leggo.it, Corriere della Sera (a firma di Flavio Vanetti), LiberoQuotidiano.it, Today.it, Metro.co.uk e tanti altri siti di notizie: nel 1979 una dipendente della NASA avrebbe visto su Marte due esseri umani che camminavano vicino alla sonda spaziale Viking, atterrata sul pianeta rosso poco tempo prima. Li avrebbe visti, dice, grazie alle immagini trasmesse dalla telecamera della quale era dotata la sonda.

Ma non appena si va ad approfondire la notizia emerge la bufala. Tanto per cominciare, nessuno ha confermato l’identità della “dipendente NASA” e nessuno le ha chiesto di dimostrare che lavorava davvero alla NASA. Inoltre la sua “rivelazione” è in una telefonata giunta al programma radiofonico statunitense Coast to Coast, noto per la sua abitudine di ospitare acriticamente qualunque teoria pseudo o parascientifica. La testimone, insomma, non ha nessuno dei normali requisiti di credibilità che si pretendono comunemente: nel diffondere questa “notizia”, gli ufologi si fidano ciecamente di una telefonata fatta da una voce anonima in un programma che ospita qualunque stramberia.

Non solo: la “dipendente NASA”, che si fa chiamare Jackie, dice delle cose che sono tecnicamente prive di senso. Per esempio, dice che nel 1979 la sonda Viking era capace di spostarsi sulla superficie di Marte (parla proprio di “Viking rover running around”), ma quella sonda non aveva alcuna capacità di spostarsi: era fissa e priva di ruote, come si vede nella foto qui accanto, che ne mostra un modello in scala 1:1 presentato dall’astronomo Carl Sagan. Una dipendente NASA lo saprebbe e non confonderebbe mai un rover (veicolo mobile) con un lander (veicolo fisso).

Una vera dipendente NASA saprebbe, inoltre, che a bordo della sonda Viking non c’era nessuna telecamera in grado di riprendere due persone in movimento: il veicolo spaziale, infatti, era dotato di una delle primissime fotocamere digitali, ma non di una telecamera. Era in grado di scattare soltanto immagini fisse di oggetti statici, usando un processo di scansione progressiva dell’inquadratura. Il sistema, per l’epoca, era assolutamente all’avanguardia e produceva immagini a colori come questa:

Pensateci un attimo: foto digitali a colori, da 6 megapixel, nel 1979, scattate su Marte: un risultato eccezionale, considerata la tecnologia dell’epoca. Ma un risultato che non consentiva affatto di vedere persone in movimento. Durante le prove effettuate a Terra, persino una tartaruga che strisciava risultava mossa e deformata a causa del lentissimo movimento del sensore da un lato all’altro dell’inquadratura, come si vede nell’immagine qui accanto.

L’affermazione della sedicente “Jackie”, insomma, non solo è priva di qualunque riscontro attendibile, ma è smentita dai fatti tecnici.

Antibufala: l’UFO “decollato dalla Luna”

Antibufala: l’UFO “decollato dalla Luna”

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “meksone” e “and.cass*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sapete perché non sopporto gli ufologi? Perché con rarissime eccezioni sono stupendamente, irrimediabilmente, spettacolarmente incompetenti. E con la loro rumorosa incompetenza non fanno altro che rendere ridicolo un campo d’indagine che potrebbe essere serio se solo la piantassero di dire corbellerie e scambiare ogni pixel sfuocato per una gita fuori porta dei venusiani.

Se poi i giornalisti, invece di riportare acriticamente le suddette corbellerie, si degnassero di avere un attimo di senso critico invece di fare le puttane del clic, l’ufologia potrebbe finalmente diventare una scienza anziché una scemenza. Macché.

Prendete per esempio l’ultimo caso strombazzato dai giornali in questi giorni: la notizia della ripresa di “un Ufo che decolla dalla Luna”, pubblicata qui dal Corriere Adriatico (screenshot qui accanto) e dal Mattino di Napoli. L’annuncio proviene dal Centro Ufologico Mediterraneo, non nuovo a prendere granchi spaziali (come l’accusa a Samantha Cristoforetti di nascondere di aver visto un veicolo alieno).

Il CUM (sigla infelice per chi mastica l’inglese, ma lasciamo stare) afferma testualmente e ripetutamente che si tratta di un “ufo” che “si alza dal suolo lunare”. L’autore della segnalazione, Angelo Maggioni, scrive che “considerando tutte le variabili ed i fattori in gioco, una valida ipotesi è che esso potesse trovarsi ragionevolmente nei pressi della Luna o fuori dall’atmosfera terrestre.”

Formulare ipotesi è dovere di ogni ricercatore; ma il vero ricercatore fa anche un passo in più, che è quello di cercare di scartare le ipotesi non supportate dai fatti e di metterle alla prova, invece di saltare alle conclusioni come fa invece il Maggioni, proclamando che “Secondo il sito ATTIVO.TV il cratere Aristarchus, non sarebbe altro che una base exstraterrestre [sic]. E se lo dice il sito ATTIVO.TV, dev’essere per forza vero. Quindi l’oggetto prodigioso indubbiamente “si alza dal suolo lunare” e dev’essere un veicolo extraterrestre. Fine dell’indagine, se così vogliamo chiamarla.

Un ricercatore serio e competente avrebbe fatto, invece, una cosa molto semplice e ovvia: verificare l’avvistamento presso altri astrofili lontani dal suo punto di osservazione. Se l’oggetto non compare anche nelle registrazioni video della Luna effettuate nello stesso istante da altri osservatori geograficamente ben distanti, allora è un oggetto vicino a chi lo riprende (palloncino, uccello, satellite, aereo, meteora, raggio cosmico sul sensore, eccetera) e non è qualcosa che “si alza dal suolo lunare”.

È una verifica perfettamente fattibile, perché c’è praticamente sempre qualche astrofilo o astronomo che osserva la Luna e ne registra l’aspetto: lo si fa per studiare gli impatti delle meteore sulla Luna, e si confrontano registrazioni video fatti in luoghi separati proprio per escludere gli oggetti atmosferici dal conteggio delle meteore lunari, come raccontato per esempio qui e qui.

Un ufologo serio, prima di pubblicare con così tanta certezza l’annuncio che “un ufo si alza dal suolo lunare”, avrebbe contattato gli astrofili e gli astronomi (non è difficile) e avrebbe chiesto se altri osservatori avevano visto qualcosa transitare di fronte alla Luna alle 15:07 del 28 dicembre 2014, come è successo al Maggioni. Di fronte a un “no”, avrebbe concluso che l’oggetto non era affatto sulla Luna. Di fronte a un “sì”, avrebbe avuto uno scoop scientificamente validato. Fine della storia.

Invece cos’ha fatto il Maggioni insieme al CUM, al Mattino e al Corriere Adriatico? Ha annunciato immediatamente la sensazionale “scoperta”. Eppure nel proprio resoconto scrive: “non dimentichiamo i fenomeni di prospettiva che potrebbero trarci in inganno.” Per poi dimenticarseli subito, questi fenomeni, perché il sito ATTIVO.TV dice che nel cratere Aristarchus c’è una base aliena, e quindi che altre prove servono?

È proprio questo quello che non va nell’ufologia: è propagandata chiassosamente da persone che sono talmente innamorate della propria visione del mondo da ignorare i metodi di verifica più elementari; talmente infervorate da essere capaci di mettere nero su bianco quello che dovrebbero fare e poi non farlo; talmente fissate sul binario unico del proprio pensiero da non accorgersi dei propri sbagli e accusare invece gli altri di non avere una mente aperta; talmente egocentriche da incazzarsi quando qualcuno osa far notare i loro errori. Pochi si sottraggono a questo modello: lo ha fatto, in questo caso, Ufoonline.it, che cito con piacere e mi è stato segnalato dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo.

Incazzatevi pure, fufologi del Centro Ufologico Mediterraneo, ma non è colpa mia se scrivete cialtronerie e vi rendete ridicoli. E incazzatevi pure, giornalisti, ma non è colpa mia se pubblicate qualunque cialtroneria senza verificarla.

Aggiornamento (2015/01/02): Ho ricevuto un commento apparentemente proveniente da un Angelo Maggioni. È talmente ridicolo che sospetto che si tratti di un troll, per cui non lo pubblico. Anche perché se fosse autentico, il Maggioni ci farebbe una figura talmente ridicola che neppure io desidero infliggergli. Per ora.

Aggiornamento (2015/01/05): Viste le numerose richieste, pubblico il commento apparentemente proveniente dal Maggioni. Non mi interessa sapere se è davvero suo e con quali intenti è stato scritto: il fatto stesso che qualcuno perda tempo a inviarmi simili deliri è sufficientemente eloquente. Eccolo nella sua deprimente interezza, esattamente come l’ho ricevuto.

FINO A CHE CI SARAI TU A SCRIVERE ARTICOLI COME QUESTO ( STUPIDI E SENZA VALORE ) E FINO A CHE ESISTERà FUFOINTEREST UFOLINE E MAZINGA Z IO SARò IL VOSTRO INCUBO PEGGIORE PIù MI CRITICHERETE , OFFENDERETE E CALUGNERETE PIù IO SARò PRESENTE DUNQUE PIù CRITICHE PIù FORTE SARà LA MIA PRESENZA , IL MONDO SARà UN GIORNO LIBERO DA SPAZZATURA COME QUESTO ARTICOLO E CERTE PERSONE CHE INVECE DI ANDARE A LAVORARE CREANO BLOGHETTI DA STRAPAZZO FACENDO I MESSIA DEL NULLA …ANDATE A LAVORARE CIALTRONI !!!!!

“Voyager” e la “base aliena” sulla cometa

“Voyager” e la “base aliena” sulla cometa

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “belmer*” e “rincewin*”.

Nella puntata di Voyager andata in onda ieri e visibile qui (per chi ha un indirizzo IP italiano o sa come ottenerne uno) c’è una perfetta dimostrazione di come lavora la redazione di quel programma.

A 1:37:20 viene mostrata l”immagine che vedete qui accanto. La voce fuori campo dice testualmente che “Il 25 novembre 2014 è stata diffusa dal Washington Post una strana fotografia. Il fotografo in questione è la sonda Rosetta, in una missione spaziale sviluppata dall’Agenzia Spaziale Europea, l’ESA. A dieci anni dalla sua partenza dal nostro pianeta, Rosetta avrebbe fotografato sulla cometa 67P Churyumov-Gerasimenko i resti di una base aliena. La notizia sarebbe stata rubata alla NASA da un hacker, che l’avrebbe poi diffusa.”

Notate che Voyager attribuisce inequivocabilmente la notizia a una fonte seria e autorevole come il Washington Post, dandole quindi un’autenticità al di sopra di ogni dubbio. Il resto della notizia viene proposto con una vera e propria insalata dubitativa di sarebbe e di avrebbe, ma l’attribuzione al Post è presentata come un dato di fatto assoluto e indubbio.

Ma si tratta di una bufala: il Washington Post non ha affatto pubblicato quell’immagine, che è un fotomontaggio proveniente non dal Post, ma da una pagina Facebook che si spaccia per il Post e si chiama in realtà Breakingnews99. Inoltre la “base aliena” è in realtà semplicemente la pianta del parco del palazzo di Sanssouci, in Germania:

Credit: Wikipedia.

E questo, secondo quanto mostrato dalla redazione di Voyager, sarebbe il modo in cui il Washington Post impagina le notizie (con tanto di errori grammaticali, visto che snapshot è singolare e reveal è plurale):

Ci ho messo meno di cinque minuti a trovare la fonte della foto taroccata e la corrispondenza con il parco di Sanssouci, anche perché la storia era già sbufalata parzialmente in Rete sin dal 25 novembre scorso sul sito satirico Rebubblica, oltretutto in italiano. E io sono semplicemente un giornalista che lavora da solo, senza accesso a risorse particolari: mentre Voyager, non dimentichiamolo, è una trasmissione della RAI, pagata dal canone e dotata di una redazione di stipendiati.

Non chiedetemi come è possibile che una redazione della RAI arrivi a mandare in onda una bufala così palese. Chiedetelo a Giacobbo. Educatamente, ma chiedetelo. I soldi del canone che gli pagano lo stipendio (e lo pagano alla sua redazione) sono i vostri.

Antibufala: il video di un UFO che sfiora un volo della Ryanair

Antibufala: il video di un UFO che sfiora un volo della Ryanair

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “lllaa*” e “plbisio*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento, come ha fatto “cavez*”). Ultimo aggiornamento: 2015/09/10 00:05.

IN BREVE: Il video è un falso.

IN DETTAGLIO: Numerosi giornali, come La Stampa, segnalano un video che mostrerebbe un aereo della Ryanair che viene sfiorato da uno o più oggetti volanti ed effettua una brusca virata, come se manovrasse per evitare gli oggetti.

La fonte originale della “notizia”, diffusa come al solito dal Daily Mail, dal quale il giornalismo italiano si ostina a copiaincollare senza spirito critico, è il sito Lionsgroundnews.com, che è una fabbrica di fuffa di prim’ordine, con titoli come “la sparatoria in diretta TV in Virginia fu orchestrata dagli Illuminati?” oppure “Alieno misterioso trovato in Russia”. Mai che trovino un alieno non misterioso.

Già questo basterebbe a liquidare la pseudonotizia come una cretinata acchiappaclic partorita da un sito di diversamente furbi pieno di pubblicità, ma c’è da aggiungere che il video ha già superato le centomila visualizzazioni ed è preceduto da uno spot di Youtube, per cui sta generando incassi per Lionsgroundnews. Diversamente furbi, ma mica scemi.

Inoltre, come al solito, va detto che in un’era nella quale qualunque personal computer può falsificare facilmente foto e video non ci si può fidare ciecamente di un video che non abbia dati e testimoni che ne confermino l’autenticità e l’integrità, specialmente quando il video tocca un argomento, come l’ufologia, nel quale imbroglioni, ciarlatani e cialtroni abbondano e si fanno soldi facilmente sfruttando le emozioni altrui.

Servono fatti, insomma, e i fatti scarseggiano in maniera molto sospetta. Secondo la descrizione e i documenti che accompagnano il video, la ripresa sarebbe stata effettuata da una passeggera olandese di un volo Ryanair e sarebbe stato girato “5-10 minuti dopo la partenza dall’aeroporto di Eindhoven” con destinazione Malaga. Il video sarebbe stato recapitato a Lionsground il 24 agosto scorso.

L’identità della passeggera non è indicata, ma uno dei documenti dice che “la persona che ha registrato l’evento ha detto che l’UFO volava davanti all’aereo, fu in grado di tracciare un angolo di 45 gradi e volò sotto l’aereo, diventando visibile sull’altro lato, stando al secondo testimone, che era seduto sul lato sinistro dell’aereo, nella parte anteriore. Secondo questo testimone, l’UFO superò la velocità dell’aereo e pochi secondi dopo il pilota vede una enorme, brusca virata.”

Questo sarebbe uno scontrino dei bagagli pertinente, parzialmente mascherato. Il volo è l’FR 2576, che effettivamente copre per Ryanair la rotta Eindhoven-Malaga con partenza alle 11:15 e arrivo alle 13:50. AGP è la sigla dell’aeroporto di Malaga.

Ho chiesto a Lionsground, tramite messaggio privato e su Twitter, di indicare non solo l’identificativo ma anche la data del volo, in modo da poter fare controlli incrociati con le registrazioni di quota e posizione dei singoli voli, che sono pubblicamente accessibili tramite siti come Flightradar24.com. Finora non ho avuto risposta.

È inutile perdere altro tempo intorno alla vicenda finché non ci sarà qualcosa di più di un video parziale, sgranato e anonimo. Per ora si può ipotizzare qualunque cosa: un incontro con uno stormo di uccelli o un drone o anche, più banalmente, un falso realizzato sfruttando una virata un po’ brusca dell’aereo e aggiungendo gli “UFO”.

Personalmente propendo a naso per quest’ultima ipotesi, visto che l’oggetto principale è sorprendentemente ben delineato per essere qualcosa che si muove rispetto a un aereo in volo ed è particolarmente lento (ci mette ben undici fotogrammi ad attraversare l’inquadratura). Ma se arriveranno altri dati sarò ben contento di liquidare l’ipotesi della frode.

2015/09/09 22:48

Come temevo, il video è un falso. L’ennesimo, squallido falso di chi vuole inquinare l’ufologia in cambio di soldi. Quando dico che in ufologia bisogna essere dannatamente cauti e che gli imbroglioni sono sempre in agguato, mi si dice che sono troppo scettico, ma è proprio a questo genere di speculazione che mi riferisco.

La scoperta della falsificazione è merito di Ufosonearth.com, che si è accorto che nel momento in cui il presunto UFO ricompare dietro l’ala dell’aereo subisce una mascheratura netta che non corrisponde alla sagoma dell’ala. Viene mascherato dal terreno. E questo dimostra senza ombra di dubbio che siamo di fronte a un falso digitale.

Guardate qual è la sagoma del bordo posteriore dell’ala in questo fotogramma di pochi istanti prima:

Evidenzio la sagoma alla buona con una linea rossa:

Ora guardate invece l’aspetto dell’“UFO” quando riemerge dopo che è passato sotto l’ala:

Notate la riga diagonale, a circa 45 gradi, che tronca di netto l’“UFO” in una zona che non c’entra nulla con il bordo dell’ala? È il risultato del maldestro mascherino usato per far sembrare che l’”UFO” sovrapposto digitalmente passi sotto l’ala. Un mascherino ben fatto avrebbe dovuto seguire il bordo dell’ala. Se l’oggetto fosse stato davvero sotto l’ala, sarebbe stato scontornato dal suo bordo.

Non so se il falso è opera di Lionsground o se Lionsground è stato imbrogliato da un passeggero che ha creato il video. Non ha importanza: la storia è penosa e i giornali che l’hanno ripubblicata acriticamente invece di chiedere a un esperto dovrebbero vergognarsi di partecipare all’imbroglio. Si vede che anche nelle redazioni blasonate, di fronte Sua Maestà il Clic Pubblicitario la deontologia cala disinvoltamente i pantaloni.

Ringrazio UfoOfInterest per la segnalazione e per la GIF animata che vedete qui sotto e che chiarisce bene l’errore del falsario.

Antibufala: un UFO riemerge dal ghiaccio in Antartide!

Antibufala: un UFO riemerge dal ghiaccio in Antartide!

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/09/17 18:15.

Se vedete questa storia spacciata per vera prossimamente nei siti di ufologia, ditemelo: vuol dire che quegli ufologi non sanno fare uno straccio di ricerca e abboccano a qualsiasi panzana. Il Mirror britannico, evidentemente affamato di clic a basso costo, ha pubblicato la “scoperta” di un ufologo russo, Valentin Degterev, che avrebbe avvistato in Antartide un disco volante alieno precipitato.

Avete capito bene: secondo Degterev quella sagoma lenticolare al centro dell’immagine qui sopra è sicuramente un veicolo extraterrestre. Perché si sa che gli alieni, quando si schiantano con un disco volante, si schiantano elegantemente di taglio.

Ovviamente i riferimenti alle varie versioni cinematografiche de La Cosa vengono spontanei e rendono più golosa e cliccabile la notizia, ma ci vogliono trenta secondi per sbufalarla. Andando alle coordinate indicate (80°34’08.4″S 30°05’19.3″W) si vede la sagoma annunciata dall’ufologo, ma basta andare alle stesse coordinate in Google Earth per ottenere un’immagine molto più definita, che chiarisce che si tratta semplicemente di una spaccatura naturale:

Fine del mistero. Naturalmente ci sarà qualcuno che dirà che dentro la spaccatura c’è sepolto l’UFO. In questo caso lo invito ad andare a prenderne di persona un pezzo, così farà la fine degli esploratori de La Cosa e ce ne libereremo una volta per tutte.

AntibUFOla: il Papa ha detto che Gesù era un alieno. Garantisce il Centro Ufologico Nazionale

AntibUFOla: il Papa ha detto che Gesù era un alieno. Garantisce il Centro Ufologico Nazionale

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “piegre*” e “pchiod*” e con il contributo d’indagine di @Ufoofinterest e @Mikaelazanzi ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

Secondo Sicilia UFO Research, blog di Salvatore Giusa, il 25 ottobre scorso Papa Francesco avrebbe fatto una “incredibile affermazione”: Gesù era un alieno, come si può sentire in questo video.

Il sito ufologico cita infatti queste parole del Papa, che nel video si esprime in spagnolo: “Noi non siamo salvatori di nessuno, siamo trasmettitori di un “alieno” che ci salvò tutti e questo possiamo trasmetterlo soltanto se assumiamo nella nostra vita, nella nostra carne e nella nostra storia la vita di questo “alieno” che si chiama Gesù”.

Si accoda a questa traduzione anche il Centro Ufologico Nazionale, il cui presidente Vladimiro Bibolotti ne scrive, sul Fatto Quotidiano, citando come fonte della dichiarazione e della traduzione un articolo di Avvenire.

Salvatore Giusa su Sicilia UFO Research
Vladimiro Bibolotti, presidente CUN, sul Fatto Quotidiano

In effetti Avvenire scrive proprio “alieno”, sbagliando alla grande sulla base della trascrizione pubblicata dalla Radio Vaticana:

Infatti se si va a prendere una delle tante trascrizioni dell’originale spagnolo o si chiede a un madrelingua (come riferisce di aver fatto Ufoofinterest), invece di saltare subito a conclusioni improbabili per confermare la propria visione del mondo, si scopre come stanno realmente le cose: la frase in questione recita “Nosotros no somos salvadores de nadie. Somos transmisores de alguien que nos salvó a todos. Y eso solamente lo podemos transmitir si asumimos en nuestra vida en nuestra carne, en nuestra historia, la vida de ese alguien que se llama Jesús.”

Alguien, non alien.

E alguien vuol dire semplicemente qualcuno.

Per chi avesse dubbi sulla pronuncia di alguien, @Carlopiana ha un link a un campione di pronuncia.

È così che gli ufologi trascinano nel ridicolo l’ufologia.

Aggiornamento (2015/02/01)

La discesa nel ridicolo prosegue con il contributo di Roberto Pinotti, sempre del CUN, secondo il quale non può trattarsi di un banale errore di traduzione ma deve esserci sotto un “intelligente esperimento di macrosociologia il cui positivo risultato inciderà prossimamente in Vaticano”.

Questo è il problema di fondo dell’ufologia: le poche voci di buon senso che vorrebbero studiare l’argomento con serietà e rigore sono sommerse dalla folla di eccentrici per i quali nulla avviene mai per caso e tutto è connesso in una trama che soltanto loro hanno la sagacia di cogliere.