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Polvere di Luna rubata

Polvere di Luna rubata

L’uomo che toccò per primo la Luna

Avete mai sentito parlare di Terry Slezak? Probabilmente no. Ma è la persona che per prima toccò direttamente il suolo lunare. A mani nude. Nel 1969 stava maneggiando il caricatore di fotografie scattate sulla Luna da Neil Armstrong e Buzz Aldrin quando si trovò le mani sporche di polvere lunare, all’epoca ritenuta potenzialmente patogena. Fu messo in quarantena insieme agli astronauti.

Terry Slezak. Foto NASA S69-40054.

La polvere di Luna rubata di cui si stanno occupando i media in queste ore proviene da lui: ne raccolse un po’ usando del nastro adesivo e se la tenne. Per il governo federale, formalmente si tratta di un furto di beni di proprietà governativa, e così quando il pezzo di nastro è stato messo all’asta all’inizio di giugno di quest’anno sono intervenuti gli investigatori della NASA e i funzionari federali USA. Tutta la storia è raccontata qui su Complotti Lunari.

Logo Windows sull’Apple Store ad Amburgo

Burloni applicano mega-logo Windows su Apple Store in costruzione ad Amburgo

Lo segnala Edible Apple, che oltre al video che vedete qui sotto offre anche delle foto del risultato finale e della pulizia in corso.

Notate le tecniche di social engineering che hanno permesso la massima disinvoltura, e l’accortezza del metodo di applicazione, pensato per non causare danni.

Prima che qualcuno pensi che Golia stia sfottendo Davide, ricordo che Apple vale più di Microsoft e di Intel sommate (BusinessInsider).

Aggiornamento: Per chi fa notare che il logo ha i colori sbagliati: non fate i pignoli e godetevi lo scherzo, suvvia 🙂

21 maggio, niente fine del mondo anche stavolta

21 maggio, niente fine del mondo anche stavolta

Scusate, a che ora è la fine del mondo?

Sono le 14 e il Giorno del Giudizio annunciato dai danarosi svitati non s’è ancora fatto vedere. Comunque sia, meglio premunirsi con una sana dose di crostata al cioccolato, in diretta per voi dal raduno Star Trek di Bellaria con la simpatia e la convivialità dell’attrice e cantante Chase Masterson.

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C’è chi si rovina la vita aspettando la catastrofe di turno e chi se la gode. E intanto fa beneficenza.

Il signor Spock non si prende sul serio

Il signor Spock non si prende sul serio

“Signor Spock, neanch’io credo alle sue orecchie.”

Leonard Nimoy, classe 1931, l’attore noto per aver interpretato il vulcaniano Spock in Star Trek, oltre che regista di film come Tre scapoli e un bebé, è in questa versione alternativa e molto poco seria di The Lazy Song di Bruno Mars.

Bendandi, chi era veramente costui?

Bendandi, chi era veramente costui?

Passata la fifa, sarebbe ora di conoscere davvero Raffaele Bendandi: visita all’Osservatorio Bendandiano il 18 maggio

Come era più che probabile, il terremoto devastante a Roma non c’è stato. C’è stato il Pernacchia Party presso Estrogeni.net, con tanto di torta pernacchiosa. Alla fine, nell’allegria generale ci siamo dimenticati di fare la pernacchia formale collettiva, ma è il pensiero che conta. Grazie ancora a tutti per l’ospitalità e la compagnia; spero di ripetere l’esperienza, magari senza dover aspettare la prossima profezia di catastrofe.

C’è chi ha fatto notare che ieri un terremoto c’è stato, ma non a Roma, e interpreta il sisma in Spagna come una prova dell’efficacia della profezia; solo che scosse come quella spagnola avvengono in continuazione ed è facile esserne profeti. Tant’è vero che ieri, durante l’incontro presso Estrogeni.net, ho annunciato che ci sarebbe stato un terremoto nel corso della giornata da qualche parte nel mondo. E ci ho azzeccato in pieno. Sono dunque un sensitivo?

Sempre in tema di terremoti, vorrei segnalare questa proposta dell’amico Gino Lucrezi di conoscere il vero Raffaele Bendandi, che lasciando da parte la profezia romana che gli è stata attribuita erroneamente resta un personaggio molto interessante oltre che un costruttore di strumenti molto precisi: alcuni soci dello Star Trek Italian Club andranno alle 18:30 di mercoledì 18 maggio a visitare l’osservatorio Bendandiano a Faenza (Gino ha già preso appuntamento con la presidente dell’osservatorio).

La data è stata scelta perché Faenza è a due passi da Bellaria, dove il giorno dopo inizierà la Sticcon (raduno dei fan di Star Trek). Se la visita bendandiana vi interessa, scrivete a Gino Lucrezi: il suo indirizzo è ilsuonome@ilsuocognome.net. Io purtroppo non ci sarò a causa degli impegni di lavoro.

I colori secondo uomini e donne

I colori secondo uomini e donne

L’uomo è CGA, la donna è VGA

Vi è mai capitato di notare che gli uomini tendono ad esprimersi con una palette di colori molto ristretta e semplice, mentre le donne hanno un assortimento cromatico infinitamente più vasto? Un paio di scarpe che per un uomo è grigio per una donna è color tortora, ed è inutile osservare che tortora è un uccello, non un colore.

Pensavo fosse una mia congettura, finché ho trovato questo grafico. E così ho formalizzato il Principio della Cromonomastica Genere-Dipendente: “l’uomo vede in grafica CGA; la donna vede in VGA”. Spero che sia consolatorio per voi quanto lo è per me.

Per i non informatici: la CGA (Color Graphics Adapter) era una scheda grafica che permetteva ai computer di visualizzare fino a 16 colori contemporaneamente; la VGA (Video Graphics Array) ne permette 262.144 (di cui 256 contemporaneamente).

Video dell’astronauta Apollo

Pronti i video dell’incontro con Walt Cunningham (Apollo 7)

È pronta la mia ripresa video dell’incontro pubblico di Walter Cunningham, astronauta della missione Apollo 7, svoltosi a Tradate il 16 aprile 2011 grazie a Roberto Crippa e Luigi Pizzimenti della Fondazione Osservatorio Astrononico “Messier 13”. La parte introduttiva dell’incontro è disponibile nella ripresa dell’evento realizzata da Bruno Moretti Turri.

Come noterete, nessun lunacomplottista ha avuto il coraggio di palesarsi.

Robot in fuga sulla ISS

Robonaut evade, Paolo Nespoli lo recupera

C’è l’unboxing, il rito di aprire per la prima volta la confezione di un nuovo gadget tecnologico, e poi c’è questo: la madre di tutti gli unboxing. Perché un conto è esaltarsi aprendo la scatola di un nuovo iPad o di un altro gingillo hi-tech a casa propria, un altro è farlo a bordo della Stazione Spaziale Internazionale e avere da spacchettare un robot umanoide funzionante.

Pochi minuti fa è stato pubblicato (su Facebook, ahinoi) il video dell’apertura dell’imballo di Robonaut. Ma c’è una sorpresa inquietante. Ciliegina sulla torta: la richiesta del Controllo Missione di verificare se c’è qualche parentela con HAL.

HAL 9000 canta. Nel 1962

HAL 9000 canta. Nel 1962

Perché HAL canta “Giro girotondo”?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Avete presente la scena mitica del film 2001 Odissea nello Spazio in cui il perfido computer HAL, andato in paranoia, uccide sistematicamente l’equipaggio dell’astronave ma viene fermato dall’ultimo sopravvissuto, che lo lobotomizza progressivamente con un cacciavite?

Durante la lobotomia high-tech, HAL canta una canzoncina, che in italiano è “Giro girotondo”. Ma in originale la canzone è un’altra: “Bicycle Built for Two”, che inizia con “Daisy, Daisy…” e contiene come prima l’assai efficace allusione “I’m half crazy” (“sono mezzo matto”). Come mai? Che c’entrano le biciclette?

Nulla: il riferimento è più profondo. Nel 1962, John L. Kelly, dei famosi Bell Labs, fece cantare un IBM 704. La sintesi vocale, specialmente quella canora, era una novità assoluta per l’epoca. La canzone scelta fu proprio “Bicycle Built for Two”.

L’idea che un computer potesse parlare e cantare colpì un visitatore molto speciale dei Bell Labs: lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke, coautore della sceneggiatura di 2001. L’uso della canzone nella scena clou del film è quindi un omaggio a questi primi vocalizzi informatici. Omaggio che purtroppo è andato perso nelle edizioni in altre lingue, che hanno cambiato canzone.

Su YouTube trovate la scena in originale di 2001 in inglese e la canzone intonata dall’IBM 704; i dettagli della storia sono su Bell-Labs.com.

Viaggio intorno a Saturno usando solo foto originali

La Cassini ci regala visioni ineguagliabili. La sonda, intendo

Questo è uno spezzone dimostrativo di un film IMAX di prossima realizzazione, intitolato Outside In, che usa solo immagini originali di sonde spaziali per fare un viaggio nel sistema solare. Questa non è grafica digitale, non è una simulazione, è una serie di immagini scattate sul posto, in questo caso intorno a Saturno, dalla sonda Cassini. Il progetto Outside In, senza scopo di lucro, è sostenuto esclusivamente da donazioni.