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Come seguire il lancio dell’Endeavour

Shuttle Endeavour, partenza prevista per domani alle 21:47 ora italiana

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Vi interessa seguire il lancio della missione STS-134, ultimo volo previsto per l’Endeavour e penultimo del programma Shuttle? La partenza dell’Endeavour è prevista per domani sera alle 21:47 ora italiana, con a bordo il comandante Mark Kelly, il pilota Gregory Johnson e gli specialisti di missione Michael Fincke (incrociato a Lecco e protagonista di un magnifico tour video della Stazione Spaziale) Greg Chamitoff, Andrew Feustel e Roberto Vittori.

L’evento sarà visibile via Internet con lo streaming video offerto da AsiTV.it oppure da Spaceflightnow o Nasa TV.

Aggiornamento. A partire dalle 20:30, gli amici di AstronautiCAST seguiranno il lancio in italiano in diretta streaming dal Planetario di Lecco, dove si potrà assistere dal vivo (ingresso libero fino ad esaurimento posti).

2011/04/29 6:00. L’orario è stato anticipato alle 21:33. Confermato l’orario delle 21:47. L’altro orario era riferito al prossimo lancio. Errore mio, chiedo scusa.

Obama e i complottisti

Pubblicato il certificato di nascita completo di Obama, i complottisti ritirano l’accusa. Come no

Sono due anni che un gruppo di mentecatti (fra i quali spicca Donald Trump, potenziale candidato repubblicano) accusa Obama di non essere nato negli Stati Uniti e quindi di non essere eleggibile come presidente. Ne avevo già parlato qui a suo tempo: era stato presentato e autenticato l’estratto del suo certificato di nascita, la faccenda è stata indagata e smontata dalla CNN, ma i complottisti, i cosiddetti birther, insistevano di voler vedere quello completo (il cosiddetto long form certificate). Alla fine Obama li ha accontentati e oggi è stato presentato anche questo certificato, direttamente sul sito della Casa Bianca (video). Obama è nato il 4 agosto 1961 a Honolulu. In territorio americano. Quindi è cittadino americano ed è eleggibile come presidente.

Fine della storia? I complottisti chiedono scusa e accettano l’evidenza dei fatti? Ovviamente no. Trump adesso pretende (video) che il certificato completo venga esaminato da imprecisati esperti prima di accettarne l’autenticità e comincia a chiedere che Obama pubblichi anche i suoi registri scolastici, per capire come ha fatto ad entrare ad Harvard. E i suoi compagni di demenza sono altrettanto ottusi nelle loro reazioni (Gawker; The Smoking Gun): la biro usata per il certificato non esisteva, aprendolo con Acrobat rivela degli “strati”, dovrebbe esserci scritto “negro” anziché “africano”. E via delirando.

I complottisti sono fatti così. Ignorarli non serve a nulla; rispondere alle loro richieste non fa altro che indurli a spostare i paletti e porre nuove richieste (Mother Jones ha un flowchart magnifico che mostra il loro modo di pensare). L’unica cosa che funzionerebbe è indicarli col dito e mettersi a ridere (come hanno fatto benissimo The Onion e Jon Stewart) ogni volta che dicono le loro scemenze invece di dar loro corda. E la stampa, se avesse un minimo di dignità, smetterebbe di prestare attenzione a questi malati di protagonismo. Invece Trump è in testa ai sondaggi come candidato preferito dagli elettori.

PlayStation Network “bucato”

PlayStation Network “bucato”

Otto giorni di blackout, rubati i dati di 77 milioni di utenti: il disastro del PlayStation Network

È dal 20 aprile scorso che il PlayStation Network di Sony è offline a causa di un’intrusione informatica. Tutti i servizi della console di gioco che dipendono dalla connessione al PSN sono inutilizzabili. Niente gioco collaborativo, niente scaricamento di musica, film e telefilm legali, niente sblocco dei giochi offline lucchettati dal DRM. Come se non bastasse, l’intrusione ha permesso ai malfattori di accedere ai dati dei 77 milioni di utenti del PSN: nomi, indirizzi postali, indirizzi di mail, date di nascita, password e login PSN.

Nel gergo di Internet, questo è quel che si chiama un EPIC FAIL. Specialmente se si considera la clamorosa mancanza di trasparenza sull’accaduto da parte di Sony. I laconici comunicati ufficiali sono molto riluttanti a spiegare come è stata possibile l’intrusione, quali dati sono stati sottratti e soprattutto se fra i dati ci sono o no i codici e le date di scadenza delle carte di credito degli utenti. Un comunicato ufficiale dice che Sony “non è in grado di escluderlo”. Un altro dice che i dati delle carte di credito erano custoditi in forma cifrata: ma è lo stesso che afferma che i dati degli utenti erano “dietro un sistema di sicurezza molto sofisticato”. Non abbastanza sofisticato da tenere fuori gli intrusi, si direbbe. Speriamo che la cifratura dei dati delle carte di credito sia un po’ più “sofisticato”.

In estrema sintesi, se siete utenti del PSN, vi conviene fare quanto segue:

  • se avete usato una carta di credito per qualunque attività sul PSN, tenete d’occhio il vostro estratto conto alla ricerca di eventuali addebiti anomali o bloccate la carta;
  • sempre se avete usato una carta di credito sul PSN, non abboccate ad eventuali richieste di verifica che vi potrebbero arrivare via mail o per telefono apparentemente da Sony, perché sono trappole pensate per rubarvi anche i codici di sicurezza della carta;
  • se avete usato altrove la stessa login e/o password che usate sul PSN, cambiatele, altrimenti chi ha rubato i dati da Sony potrebbe usarli per entrare nei vostri account di posta o nei vostri servizi online.

Le FAQ di Sony sono qui in inglese e (in forma molto più concisa) qui in italiano.

Ci sono alcune segnalazioni di prelievi indebiti dalle carte di credito degli utenti PSN, ma potrebbe anche trattarsi di semplice coincidenza (Vgn365.com; Ars Technica), e c’è chi sta già facendo causa a Sony per mancato rispetto degli standard di sicurezza.

Chi è stato? Per ora non si sa, ma l’ipotesi più probabile è che il furto sia opera del crimine informatico organizzato, con finalità economiche, e non una forma di protesta da parte di Anonymous o una forma di sabotaggio commissionato da paesi ostili.

Maggiori info sono su Sophos.com (uno, due, tre), Wired (uno, due), The Register (uno, due), Ars Technica (uno, due, tre). La mail di avviso di Sony è qui su Pastie.org. Qui, invece, c’è una discussione perlomeno interessante.

I colori secondo uomini e donne

I colori secondo uomini e donne

L’uomo è CGA, la donna è VGA

Vi è mai capitato di notare che gli uomini tendono ad esprimersi con una palette di colori molto ristretta e semplice, mentre le donne hanno un assortimento cromatico infinitamente più vasto? Un paio di scarpe che per un uomo è grigio per una donna è color tortora, ed è inutile osservare che tortora è un uccello, non un colore.

Pensavo fosse una mia congettura, finché ho trovato questo grafico. E così ho formalizzato il Principio della Cromonomastica Genere-Dipendente: “l’uomo vede in grafica CGA; la donna vede in VGA”. Spero che sia consolatorio per voi quanto lo è per me.

Per i non informatici: la CGA (Color Graphics Adapter) era una scheda grafica che permetteva ai computer di visualizzare fino a 16 colori contemporaneamente; la VGA (Video Graphics Array) ne permette 262.144 (di cui 256 contemporaneamente).

I danesi ammazzano i delfini?

I danesi ammazzano i delfini?

Antibufala: appello per i danesi assassini di delfini

NOTA: Questo articolo NON afferma che l’appello descritto qui sotto è una bufala, non prende le difese degli abitanti delle isole Faroer e non vuole fare polemica con Beppe Grillo o entrare nel dibattito vegetariani contro carnivori. Vuole semplicemente presentare i fatti in modo da consentire una valutazione più obiettiva rispetto a quella fornita dal testo ingannevole dell’appello.

NOTE FOR ENGLISH-LANGUAGE READERS: This article does NOT claim that the appeal described below is a hoax. It also does NOT approve or disapprove the behaviour of the inhabitants of the Faroe islands. It merely seeks to provide a broader, more complete understanding of the situation incorrectly described by the appeal. The article also clearly states that the Faroe islands are a self-governed entity and that therefore it is pointless to send complaints to any Danish authority.

Sta impazzando un appello che segnala una strage di delfini “superintelligenti” che si verifica nelle isole “Feroe”, accompagnata da immagini molto cruente, di cui mostro soltanto una porzione qui accanto:

…è pazzesco !!!!…veramente pazzesco….

INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE ! che fare, se non denunciare quello che sta ‘ accadendo, diffondendo il più possibile queste immagini.

….DANIMARCA : UNA VERGOGNA
BENCHE’ QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA. LA DANIMARCA, UN PAESE SUPPOSTO ‘CIVILIZZATO’, MEMBRO DELL’UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO. QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E’ IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L’ETA’ ADULTA (!!). E’ ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE ‘ QUESTA BARBARIE CESSI. UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO SUPER INTELLIGENTE E SOCEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA’.

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. VERGOGNA ALLA DANIMARCA !!!

L’essenza dell’appello è vera, ma come capita spesso insieme ai fatti autentici c’è una pericolosa miscela di falsità.

In effetti nelle isole Faroer (non Feroe, come dice l’appello) viene effettuata una caccia ai globicefali, cetacei della famiglia dei delfinidi, nella quale gli animali vengono radunati e spinti a riva per poi essere uccisi allo scopo di ricavarne cibo e materie prime di ogni genere.

Quello che l’appello non dice è che le isole Faroer si autogovernano, pur essendo parte della Danimarca, e quindi è inutile reclamare presso il governo danese.

Un altro aspetto taciuto dall’appello è che gli abitanti prendono particolari precauzioni per ridurre le sofferenze dei cetacei (che, sia chiaro, non voglio sminuire), e che paradossalmente sono proprio queste precauzioni a rendere così forti le immagini che accompagnano l’appello: l’uccisione è infatti strettamente regolamentata (il regolamento è qui, in inglese). Sono vietati fiocine ed arpioni, e i cetacei vengono uccisi tranciando la spina dorsale. Questo produce la morte entro 30 secondi di media, in linea quindi con la macellazione bovina e suina diffusa in Europa, ma ha anche l’effetto di tranciare le principali arterie dell’animale e quindi causare la dispersione di grandissime quantità di sangue che tingono drammaticamente di rosso le acque dei fiordi.

Il numero di animali uccisi annualmente in questo modo è intorno al migliaio, e va chiarito che i globicefali non sono una specie di cetaceo a rischio d’estinzione.

L’appello dice inoltre il falso quando afferma che la strage viene effettuata per “dimostrare di aver raggiutno [sic] l’età adulta”. La caccia, infatti, è un’attivita praticata da secoli dall’intera comunità degli abitanti, che si suddividono i suoi prodotti.

Benché sia comunque uno spettacolo raccapricciante e certamente non da incoraggiare, va considerato che è numericamente insignificante in confronto alla strage di cavalli, mucche, maiali e pollame che avviene in Europa e nel mondo senza che per questo si scatenino catene di sant’Antonio come questa. Ma, si sa, è più facile condannare quello che fanno gli altri che riflettere su quello che avviene in casa propria. Soprattutto se in casa propria la strage avviene di nascosto, lontano dalle fotocamere, mentre gli altri la fanno alla luce del sole.

È comunque il caso di inoltrare quest’appello per far conoscere questa realtà? Lascio a voi valutare. Sicuramente sarebbe meglio farlo circolare accompagnato da informazioni corrette. Informazioni come questa, taciuta anch’essa dall’appello: la carne dei globicefali contiene molto mercurio, PCB (difenili policlorurati) e altre sostanze tossiche, per cui il ministro della salute delle Faroer ne sconsiglia il consumo più di una volta al mese.

Il paradosso, dunque, è che sarà proprio l’inquinamento, anziché l’attivismo ecologista non obiettivo, a contribuire alla scomparsa di quest’usanza.

Fonti: TruthOrFiction, BBC, Wikipedia (con un ricco elenco bibliografico).
Usare Google per “violare” un sito militare

Usare Google per “violare” un sito militare

Leggere il contenuto riservato di Aepubs.army.mil? No problem, ci pensa Google

Segnalazione bizzarra su Twitter da parte di Mikko Hypponen: il sito Aepubs.army.mil, se visitato con un browser, dice “We are sorry but you are not authorized to view this web site. You do not have permission to view the web site from the Internet address of your Web browser”. Senza autorizzazione non si entra, insomma.

Ma basta andare in Google e digitare site:aepubs.army.mil ed emergono circa 2300 documenti PDF consultabili (come questo) e pagine accessibili, come questa. E c’è anche la cache di Google.

Qualche esempio, giusto per confermare che non sto scherzando e prima che qualcuno si svegli e metta le cose a posto:

Congratulazioni a tutti gli interessati. È bello sapere di essere in buone mani.

Il guru e la noce di cocco posseduta

Si fa presto a dire santone

Non importa se credete o meno che Sai Baba fosse un ciarlatano o una divinità: se comunque l’argomento v’interessa, date un’occhiata a questo video. Fino in fondo, mi raccomando.

Questo è quello che fa una televisione di stato responsabile per educare i propri cittadini.

Hacking dei megaschermi a Times Square

Hacking dei megaschermi a Times Square

Schermi di Times Square hackerati con l’iPhone?

Gira già da un po’ questo video che dimostrerebbe le capacità sorprendenti di uno smanettone.

Fake? Non proprio. Se volete sapere cosa c’è dietro, lo spiegone è in questo mio articolo per Wired.

Fanpage Facebook finita, fuffari frustrati

Niente panico, la mia fanpage Facebook l’ho rimossa io

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Prima che qualcuno si chieda dove è finita la pagina di Facebook che mi era stata dedicata da un lettore, l’ho tolta io. Esiste ancora, ma ora è accessibile solo all’amministratore (il mio profilo Facebook personale, che è una cosa distinta, continua ad esistere).

La pagina in questione era stata creata con il mio permesso da Carlo G. nel 2008 come fanpage Facebook non ufficiale dedicata a me. Molti hanno cominciato a postarvi convinti di rivolgersi a me, e Carlo non aveva tempo di avvisare tutti del disguido. Poi sono arrivati gli spammer, i cretini e i complottisti (ammesso che fra queste due categorie ci sia differenza).

Così poco tempo fa Carlo mi ha ceduto l’amministrazione della pagina e io l’ho rimossa (o meglio, resa visibile solo all’amministratore). Come per i commenti sui miei video su Youtube, non ho tempo di gestire anche questo fronte di discussione: chi ha qualcosa da dirmi (di bello o di brutto) può farlo in maniera molto più diretta scrivendomi una mail a paolo.attivissimo@gmail.com (o topone@pobox.com, che è un suo alias) o seguendo questo blog.

Vorrei ringraziare pubblicamente Carlo G. per la correttezza dimostrata.

Video dell’astronauta Apollo

Pronti i video dell’incontro con Walt Cunningham (Apollo 7)

È pronta la mia ripresa video dell’incontro pubblico di Walter Cunningham, astronauta della missione Apollo 7, svoltosi a Tradate il 16 aprile 2011 grazie a Roberto Crippa e Luigi Pizzimenti della Fondazione Osservatorio Astrononico “Messier 13”. La parte introduttiva dell’incontro è disponibile nella ripresa dell’evento realizzata da Bruno Moretti Turri.

Come noterete, nessun lunacomplottista ha avuto il coraggio di palesarsi.