Spotify presenta il DJ sintetico personale pilotato dall’intelligenza artificiale. Funziona meglio dei DJ umani. O quasi
Ricordate Lei, in originale Her, il film di Spike Jonze del 2013
nel quale il protagonista si invaghiva della voce sintetica della sua
assistente digitale personale, controllata dall’intelligenza artificiale, che
lo conosceva così bene da anticipare ogni sua necessità e diventare la sua
compagna perfetta? Comincia a non essere più fantascienza.
Spotify ha infatti
presentato
il 22 febbraio scorso “DJ”, una voce sintetica che parla con lo stile di un
animatore radiofonico americano e commenta in modo pertinente i brani scelti
in base ai gusti personali del singolo utente del servizio di streaming. La
voce è pilotata dall’intelligenza artificiale di OpenAI ed è basata sulla voce
di un vero animatore e podcaster di Spotify, Xavier “X” Jernigan, ed è stata generata dalla società specializzata londinese Sonatic, acquisita recentemente da Spotify, la stessa che ha creato la voce dell’attore Val Kilmer per il film Top Gun: Maverick.
Al momento questa funzione è disponibile in versione di prova e soltanto in
inglese per gli utenti di Spotify Premium negli Stati Uniti e in Canada.
L’idea dietro il progetto del DJ sintetico è che Spotify finirà per conoscere
così bene le preferenze dei propri utenti da poter fornire a ciascuno una
colonna sonora personalizzata nella quale è l’intelligenza artificiale a
scegliere i brani, invece di chiedere all’utente di comporsi una
playlist, ed è di nuovo l’intelligenza artificiale a presentare quei
brani a voce, raccontando dettagli della canzone o dell’artista insieme a brevi
commenti creati su misura per ogni utente, attingendo a un sapere
enciclopedico e costantemente aggiornato, senza mai impaperarsi, senza mai
stancarsi, e senza avere mai un calo di umore o di voce o una pretesa
sindacale. E soprattutto senza chiedere uno stipendio. Comprensibilmente, chi
lavora nel settore non vede di buon occhio l’arrivo di un concorrente molto
impegnativo e teme di vedersi rimpiazzato.
Restano però ancora da chiarire due aspetti. Il primo è quello della lingua,
visto che per ora è supportato soltanto l’inglese americano con una singola
voce, ma Spotify ha descritto questa voce come un “primo modello” di vari che
seguiranno. Ciascuno di questi modelli, e ciascuna lingua, ha però un costo di
sviluppo e manutenzione considerevole, per cui non è detto che il servizio
verrà offerto in tutte le lingue e in tutti i mercati.
Il secondo aspetto da verificare è quello dell’accuratezza delle informazioni
di commento musicale generate dall’intelligenza artificiale e poi raccontate a
voce dal DJ sintetico. Dato che queste informazioni sono
generate
da Spotify in gran parte usando le stesse tecniche di ChatGPT, che ha
dimostrato di essere un abilissimo contafrottole, c’è il rischio che il DJ di
Spotify abbia sì una voce suadente, instancabile e impeccabile, ma ci racconti
castronerie colossali in tono assolutamente serio.
Se avete dubbi in proposito, provate per esempio a chiedere a ChatGPT di
raccontare, con il tono di un disk-jockey, un aneddoto sulla canzone composta
da David Bowie per il film “Flash Gordon”. Ci ho provato, ed ecco la sua
risposta:
Ehi, ragazzi e ragazze! Siete pronti per un po’ di storia sulla musica di
David Bowie? Oggi voglio parlarvi di una canzone che ha scritto per uno dei
film più iconici degli anni ’80: “Flash Gordon”!Allora, sappiate
che Bowie era un grande fan del personaggio di Flash Gordon fin da quando era
un bambino. Quando gli venne offerta l’opportunità di scrivere una canzone per
la colonna sonora del film, non esitò a dire di sì! Così, nel 1980, Bowie
scrisse “Flash”, una canzone epica che catturava l’essenza del film.Ma
sapete una cosa interessante? Inizialmente, il regista del film, Mike Hodges,
voleva utilizzare la musica dei Queen per la colonna sonora. Ma Bowie riuscì a
convincerlo a dargli un’opportunità e così, con il supporto dei produttori,
riuscì a convincere Hodges a includere “Flash” nella colonna sonora del
film.E non finisce qui! La canzone divenne un successo mondiale e
riuscì a scalare le classifiche in diversi paesi. Ma la cosa più incredibile è
che la canzone non solo si riferisce a Flash Gordon, ma ha anche un sapore
spiccatamente “Bowie”. Il ritmo martellante, le chitarre elettriche e la voce
di Bowie rendono “Flash” un pezzo inconfondibile.Ebbene, ragazzi e
ragazze, questo è tutto per oggi! Vi ho raccontato la storia dietro “Flash” di
David Bowie, una canzone iconica che ha contribuito a rendere il film “Flash
Gordon” un successo. Spero che questa storia vi abbia fatto apprezzare ancora
di più la grande musica di Bowie. Questo è ChatGPT, la vostra radio virtuale,
a presto!
Questo è esattamente quello che ChatGPT mi ha generato, parola per parola.
Una miscela tossica di fatti reali e di falsità, visto che il film
Flash Gordon è si degli anni ’80 ed è stato effettivamente diretto da
Mike Hodges, ma la sua famosissima colonna sonora, e in particolare il brano
Flash fu composta dai Queen, non da David Bowie, e decisamente non
include la voce di Bowie.
Anche le prime recensioni di chi ha provato questo nuovo servizio di Spotify sono piuttosto perplesse e notano che la voce del DJ sintetico è estremamente realistica e naturale, ma i commenti e le presentazioni dei brani che offre hanno un contenuto estremamente blando e generico e a volte poco azzeccato. Forse i DJ e le DJ in carne e ossa, specialmente se capaci, interessanti e competenti, hanno davanti ancora parecchi anni di carriera
serena.




