Vai al contenuto
Camminereste su un ponte stampato da una stampante 3D?

Camminereste su un ponte stampato da una stampante 3D?

Ultimo aggiornamento: 2018/10/26 14:50.

Siamo abituati a pensare alla stampa 3D come un divertimento per fabbricare oggettini, ma al Dutch Design Week ad Amsterdam Eindhoven, in Olanda, c’è un intero ponte di dodici metri stampato in acciaio con questa tecnologia.

Chicca: verrà poi installato nel quartiere a luci rosse di Amsterdam. Immagino già gli equivoci: “No, caro, posso spiegarti tutto, sono andata nel quartiere a luci rosse per vedere un ponte stampato in in 3D.”

Credit: MX3D (Joris Laarman Lab).

Credit: MX3D (Adriaan de Groot).

Fonte: Gizmodo.

Hai problemi con un supertelescopio spaziale? Hai provato a spegnerlo e riaccenderlo?

Hai problemi con un supertelescopio spaziale? Hai provato a spegnerlo e riaccenderlo?

Il telescopio spaziale Hubble è un gioiello di tecnologia che ha permesso di scoprire innumerevoli fenomeni astronomici, ma gli anni passano per tutti, anche per le meraviglie della tecnica, e così un paio di settimane fa Hubble è entrato in safe mode, ossia in una modalità di sicurezza, a causa del malfunzionamento di uno dei giroscopi che lo stabilizzano e ne consentono il puntamento.

Il telescopio spaziale, in orbita ormai da quasi trent’anni, ha bisogno che almeno tre dei suoi sei giroscopi funzionino correttamente per poter operare al massimo delle prestazioni (può funzionare, anche se con forti limitazioni, anche con un solo giroscopio). Prima di questa avaria ne aveva quattro in buone condizioni. Quando si è verificato il guasto, i controllori da terra hanno cercato di avviare un altro giroscopio, ma hanno scoperto che non funzionava bene.

La soluzione della NASA somiglia molto alla tecnica standard di risoluzione dei problemi informatici che usiamo spesso e che è stata immortalata dalla serie TV The IT Crowd, nella quale i due malcapitati addetti all’assistenza informatica di una grande azienda evadono sistematicamente le chiamate chiedendo per prima cosa “Ha provato a spegnerlo e riaccenderlo?”.

Il comunicato stampa della NASA spiega che il 16 ottobre è stato effettuato un running restart del giroscopio malfunzionante: il dispositivo è stato spento per un secondo e poi riavviato prima che si fermasse del tutto. Il riavvio serviva per azzerare eventuali malfunzionamenti verificatisi durante l’avvio, effettuato il 6 ottobre scorso dopo sette anni e mezzo di inattività. Il 18 ottobre Hubble ha eseguito una serie di spostamenti in direzioni opposte nel tentativo di sbloccare eventuali residui interni dei giroscopi, e ora sembra tutto a posto.

Morale della storia: non importa se il tuo aggeggio è costato un fantastilione di dollari; se non funziona più bene, spegnilo, riaccendilo e scuotilo un po’.

La Stampa: lupi addomesticati nella preistoria “perché tenessero compagnia ai bambini dei genitori separati”

La Stampa: lupi addomesticati nella preistoria “perché tenessero compagnia ai bambini dei genitori separati”

Un piccolo, amaro debunking in nove tweet, per quelli che ancora pensano che il paywall sia una garanzia di qualità del giornalismo.

Fra l’altro, l’articolo de La Stampa è lì dal 4 ottobre scorso, e nessuno della redazione si è accorto che è una cazzata.

C’è anche un altro dettaglio importante: l’articolo di The Onion risale al 25 settembre 2015. Quale tortuoso processo può aver portato questa storia di tre anni fa all’attenzione di un componente della redazione de La Stampa? O per dirla diversamente: ma dove mai vanno a pescare le notizie in quella redazione?

2018/11/03 23:45

L’articolo è stato depubblicato, per usare l’espressione della public editor de La Stampa, Anna Masera, che fa quello che può ma è fra l’incudine e il martello.

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Immagini delle missioni lunari in 3D grazie a... Brian May dei Queen?

Immagini delle missioni lunari in 3D grazie a… Brian May dei Queen?

È appena uscito Mission Moon 3D, un libro scritto da David J. Eicher della rivista Astronomy e illustrato da Brian May (sì, quello dei Queen, da decenni appassionato di foto stereo) e Claudia Manzoni con 150 foto 3D create elaborando le foto originali delle missioni spaziali. Ogni copia include il visore 3D necessario per vedere le foto. Qui sotto ne vedete alcun campioni. Funzionano con qualunque visore 3D, anche diverso dall’OWL inventato da Brian May.

Dipendente governativo visita 9000 pagine porno e diffonde malware nell’ente

Dipendente governativo visita 9000 pagine porno e diffonde malware nell’ente

La fonte per questa bizzarra storia di nudo informatico estremo è Naked Security, ma è solo un caso: un dipendente dell’ente statunitense US Geological Survey (USGS) è stato licenziato perché aveva infettato la rete dell’ente. Aveva infatti usato il laptop fornitogli dall’ente per visitare circa 9000 pagine di pornografia infette da malware, e poi aveva diffuso il contagio salvando immagini su una chiavetta USB non autorizzata e sul proprio smartphone Android.

C’è un rapporto parzialmente censurato che spiega i dettagli del fattaccio: un’indagine tecnica ha rilevato che il dipendente aveva una lunga casistica di visite a siti pornografici, e che molte delle novemila pagine che aveva visitato erano collegate a siti russi contenenti malware, che aveva infettato il laptop, la chiavetta e anche lo smartphone.

L’ente ha norme precise contro l’uso dei propri dispositivi per “attività illegali o inadatte”, pornografia compresa, e vieta esplicitamente di collegare dispositivi personali, come chiavette e telefonini, a computer o reti fornite dal governo. Ma il dipendente ha ignorato tutte queste raccomandazioni e anche quelle che riceveva ogni anno durante la formazione di sicurezza periodica, al termine della quale firmava un documento nel quale dichiarava di aver capito le regole e che le avrebbe rispettate.

Dopo questo episodio, le restrizioni sono state aumentate ulteriormente presso l’Earth Resources Observation and Science Center dell’USGS, installando un nuovo sistema di rilevamento delle intrusioni informatiche e un firewall migliorato. Ironia finale: la sigla di questo centro scientifico, come avrete forse notato, è EROS Center. Forse il dipendente si è semplicemente confuso.

Halloween informatico: “Mamma, la voce che mi parla non è quella di papà”

Halloween informatico: “Mamma, la voce che mi parla non è quella di papà”

Sembra l’inizio di una storia horror arrivata in leggero ritardo per Halloween, ma è in realtà una notizia di cronaca: a Long Island, negli Stati Uniti, un bambino di cinque anni è andato di corsa dalla mamma e le ha detto che nella sua cameretta c’era la voce di un uomo. E non era quella di papà.

La madre, che ha chiesto l’anonimato all’emittente PIX11 alla quale ha raccontato la propria storia, ha spiegato che lei e il marito avevano installato in tutta la casa una serie di telecamere di sorveglianza domestica della Nest e che il marito aveva l’abitudine di usarle per chiacchierare con il figlio quando era fuori casa, collegandosi alle telecamerine Nest tramite il proprio smartphone.

Ma stavolta, racconta la madre, al posto del marito c’era qualcun altro, una voce maschile che “ha chiesto a mio figlio se prendeva lo scuolabus per tornare a casa e gli chiedeva dei suoi giocattoli, e quando mio figlio mi ha chiamato lui gli ha detto di stare zitto.” Quando lei è entrata nella cameretta, la voce si è rivolta a lei direttamente.

Ora la donna si chiede da quanto tempo questo sconosciuto ha sorvegliato la sua famiglia. La polizia le ha detto che non può fare granché, mentre Nest si è limitata a consigliarle di cambiare password e di usare l’autenticazione a due fattori per proteggere la telecamera. Sottoscrivo il consiglio e aggiungo una domanda: ma fare una telefonata normale al figlio non bastava?

Perché l’elio fa male agli iPhone?

Perché l’elio fa male agli iPhone?

Fonte: Morris Hospital.

Pochi giorni fa si è diffusa la notizia curiosa di un’improvvisa moria di una quarantina di iPad, iPhone e Apple Watch appartenenti al personale di un ospedale vicino a Chicago, il Morris Hospital. Avevano smesso completamente di funzionare oppure andavano a singhiozzo. La cosa ancora più curiosa era il dettaglio che i dispositivi analoghi di altre marche non avevano alcun problema.

La concentrazione di guasti in un unico luogo indicava chiaramente che c’era nell’ospedale qualcosa che nuoceva ai dispositivi elettronici; situazione ironica, visto che di solito si dice che è l’elettronica a disturbare gli apparati medici.

La prima ipotesi è stata l’emissione magnetica intensa della nuova macchina per risonanza magnetica: ma allora come mai i dispositivi delle altre marche non ne erano affetti?

Uno degli specialisti tecnici dell’ospedale, Erik Wooldridge, ha segnalato il mistero qui su Reddit, dove alcuni suoi colleghi gli hanno suggerito un’altra ipotesi davvero curiosa: l’elio.

La grande macchina per risonanza magnetica, infatti, contiene elio liquido per raffreddarla, e nell’ospedale si è verificata una perdita di questo elio, circa 120 litri nel corso di cinque ore. Lo scarico esterno apposito non ha funzionato adeguatamente, per cui l’elio liquido è diventato gassoso, espandendosi fino a un volume di circa 90.000 litri, e ha invaso l’edificio. L’elio non è nocivo per gli esseri viventi, finché è mescolato con l’aria. Ma è dannoso per certi dispositivi Apple, come del resto indicato nelle informazioni di sicurezza dell’iPhone.

Wooldridge ha provato a mettere un iPhone 8 Plus in un sacchetto sigillato, che ha riempito d’elio, e in effetti entro una decina di minuti il telefono ha smesso di funzionare.

Come mai? E perché solo i dispositivi Apple hanno questa bizzarra sensibilità? La spiegazione più probabile è che a differenza di altre marche, Apple usa un oscillatore della SiTime, che è il più piccolo al mondo ed è basato su tecnologia MEMS, notoriamente sensibile ai gas come l’elio, i cui atomi o molecole di dimensioni molto ridotte penetrano in questi apparati MEMS, bloccandoli temporaneamente o interferendo nel loro funzionamento. Se si guasta questo componente, il resto del telefono va in tilt.

Apple dice che è sufficiente lasciar riposare il dispositivo affetto per qualche giorno, lasciandolo scollegato dal caricabatterie: l’elio se ne andrà spontaneamente. Passato questo tempo, dovrebbe bastare ricollegarlo al caricatore e attendere che riprenda a funzionare.

Fonte: iFixit.

Rituale aggiornamento per tutti i dispositivi Apple

Rituale aggiornamento per tutti i dispositivi Apple

Avete appena installato gli aggiornamenti di sicurezza sul vostro Mac, iPad, iPhone, Apple Watch, Apple TV? Preparatevi a installare gli aggiornamenti degli aggiornamenti. Apple ha rilasciato infatti iOS 12.1, Safari 12.0.1, macOS (Mojave 10.14.1 e aggiornamenti per Sierra e High Sierra), watchOS 5.1, tvOS 12.1 e altro ancora.

Anche stavolta si tratta di correzioni e sistemazioni di falle di sicurezza, per cui non si tratta di aggiornamenti puramente estetici: installare macOS aggiornato, per esempio, significa turare ben 71 falle, 19 delle quali permettono di eseguire codice a piacimento (in altre parole, prendere il controllo del vostro Mac) e altre sei permettono di bloccarne il funzionamento (denial of service).

L’aggiornamento di iOS, invece, corregge 32 falle, alcune delle quali sono sfruttabili anche via Internet. Ne vedete un paio di esempi qui sotto: il primo è spiegato qui dai suoi scopritori. Quindi datevi da fare.

Fonte aggiuntiva: Naked Security.

Scaricare i dati del proprio account Apple: seconda parte

Scaricare i dati del proprio account Apple: seconda parte

Di recente ho segnalato che ora è possibile chiedere ad Apple di ricevere una copia di tutti i propri dati andando presso Privacy.apple.com. Ho provato a farlo il 19 ottobre scorso, e quattro giorni dopo mi è arrivata una mail di Apple contenente un link per scaricare i miei dati.

Cliccando sul link (dopo aver verificato che si trattava effettivamente di una mail di Apple, visto che non si sa mai) sono stato portato a una pagina del sito Apple, accessibile solo digitando il mio nome utente e la mia password.

Visto che ho attivato l’autenticazione a due fattori per proteggere i miei dati da un eventuale furto di password, a tutti i miei dispositivi collegati all’account (iPad e Mac) è arrivato un avviso che qualcuno voleva accedere all’account e che se volevo dare il consenso all’accesso dovevo cliccare sull’apposito pulsante per farlo. L’ho fatto da un mio Mac.

Sul computer dal quale stavo accedendo all’account è comparsa la richiesta di digitare il codice di sicurezza temporaneo comparso sul Mac.

Ho digitato il codice e ho avuto accesso ai miei dati. In altre parole, è piuttosto difficile che un intruso riesca a scaricarsi una copia dei vostri dati Apple se non ha anche uno dei vostri dispositivi e senza che voi riceviate un avviso molto chiaro.

Cliccando su Ottieni i tuoi dati ho avuto accesso all’elenco dei dati, suddivisi per categoria. Ciascuna categoria è scaricabile separatamente sotto forma di file ZIP; se i dati sono tanti, sono suddivisi in blocchi. I dati sono in formati facilmente esportabili: i contatti, per esempio, sono in formato vCard (VCF).

Il sistema, insomma, funziona ed effettivamente si può usare per recuperare dati perduti o per trasferirli ad account di altri fornitori. Allo stesso tempo, ci rivela chiaramente quanti dati personali affidiamo ad Apple, e questa è sempre una consapevolezza utile.

Incidente Soyuz MS-10, video e spiegazione ufficiale

Incidente Soyuz MS-10, video e spiegazione ufficiale

Oggi Roscosmos ha pubblicato un video che mostra da vicino il momento dell’incidente avvenuto durante le fasi iniziale del volo della Soyuz MS-10, che l’11 ottobre scorso avrebbe dovuto portare nello spazio e alla Stazione Spaziale Internazionale due astronauti, il russo Aleksey Nikolayevich Ovchinin e lo statunitense Nick Hague ma si è invece concluso con un rientro d’emergenza. I due astronauti sono rientrati sani e salvi, anche se un po’ scossi dalle decelerazioni molto intense di questa manovra, toccando terra poco meno di venti minuti dopo la partenza.

Gli investigatori russi hanno dichiarato che l’attivazione del sistema d’emergenza che ha portato in salvo i due astronauti è stata causata da un malfunzionamento di un sensore presente in uno dei quattro booster laterali del vettore Soyuz FG, quelli che si vedono sganciarsi alla fine del video. Questo sensore attiva delle valvole di sfiato dell’ossigeno liquido situate sulla sommità del booster, che normalmente spingono in fuori questa sommità, consentendo ai booster di allontanarsi e formare la cosiddetta croce di Korolev (dal nome del progettista del vettore).

Il malfunzionamento ha fatto sì che il booster, invece di essere spinto in fuori, abbia strisciato contro la parte centrale del vettore, danneggiandone un serbatoio. Questo danneggiamento ha indotto il sistema di sicurezza ad attivarsi per allontanare rapidamente la capsula con gli astronauti e prepararla per un rientro balistico in atmosfera.

Qui sotto vedete il video, già rilasciato tempo addietro, della fallita separazione vista da terra:

Secondo quanto dichiarato in conferenza stampa, il malfunzionamento è stato causato da un errore di assemblaggio. I rottami del booster difettoso, ricaduti a terra, sono già stati recuperati e analizzati.

Un altro vettore Soyuz è già stato lanciato una settimana fa per una missione militare senza equipaggio e si è comportato correttamente.

Secondo questo tweet, una Soyuz con cosmonauti a bordo verrà lanciata il 3 dicembre prossimo dal centro spaziale di Baikonur.

Uno dei membri dell’equipaggio sarà il canadese David Saint-Jacques, secondo la Canadian Space Agency. Secondo le info di Wikipedia in inglese, i suoi compagni di volo saranno il russo Oleg Kononenko e la statunitense Anne McClain. Chicca: l’equipaggio di riserva per questo volo include Luca Parmitano.

Fonti: NasaSpaceflight, NasaSpaceflight, Roscosmos. Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.