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Ipotesi di complotto a Matrix stasera, con materiale inedito per riflettere; ci sentiamo alla radio online

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Questa sera, alle 23.15 circa, va in onda su Canale 5 una puntata di Matrix dedicata alle ipotesi di complotto riguardanti gli attentati dell’11 settembre 2001. Insieme al gruppo di ricercatori riunitisi nel blog Undicisettembre, ho collaborato alla preparazione del materiale di risposta alle più diffuse “prove” complottistiche. Il compenso offerto da Canale 5 verrà devoluto in beneficenza.

Gli ospiti in studio saranno Alessio Vinci (CNN), Jas Gawronski (che non ha bisogno di presentazioni), Giulietto Chiesa (idem) e Maurizio Blondet (per il quale ho preparato una collana di perle).

Ci sarà un filmato preparato per l’occasione da Massimo Mazzucco di Luogocomune.net, al quale risponderanno immagini e filmati inediti che vi consiglio di non perdere. Il materiale originale preparato per la trasmissione sarà raccolto e scaricabile nella sezione 11/9 del mio sito Attivissimo.net. Bloggherò la trasmissione stasera in questa pagina dalle 23 in poi.

Sempre questa sera, intorno alle 21.30, sarò ospite telefonico dell’emittente siciliana RMC101, ascoltabile anche in streaming, sempre per parlare di 11 settembre e complottismo. Anche lì porterò del materiale inedito che farà riflettere sia chi crede nelle ipotesi di complotto, sia chi le scarta a priori.

A stasera!

Aggiornamento

Eccoci qua! Con 23 minuti di ritardo, alle 23.38 finalmente comincia Matrix.

Primo blocco

Spezzoni di Loose Change. Piano Northwoods, buco al Pentagono troppo piccolo, demolizione controllata delle Torri Gemelle: repertorio classico. I sottotitoli correggono con sublime discrezione l’errore del B-52 al posto del B-25 all’Empire State Building che c’è nell’audio originale di Loose Change. E non sono un po’ miseri gli sbuffi mostrati da Loose Change rispetto a quelli delle demolizioni vere?

La “confessione” di bin Laden è mostrata in una versione di pessima qualità, mentre questa qui sotto è quella originale, tratta da Crono911:

Vinci fa notare che lo spezzone di McIntyre al Pentagono è stato manipolato in Loose Change togliendolo dal contesto. Chiesa dice che la sua “prova” è il crollo dell’edificio 7 al World Trade Center. Dice di andare alla ricerca della verità: benissimo, se davvero vuole una mano, io sono qui e le mie indagini e informazioni sono disponibili su Undicisettembre.info. Specialmente per quanto riguarda il WTC7.

Blondet parla di regime da Quarto Reich riferendosi all’amministrazione USA: ci sarebbe stato un colpo di stato in America. Fa il paragone fra 11 settembre e incendio del Reichstag. Gawronski fa fatica a star serio. Liquida come le teorie complottiste: come tenere segreta una cospirazione colossale come quella teorizzata dai complottisti? Ce lo chiediamo un po’ tutti.

Secondo blocco

Il nuovo video di Massimo Mazzucco, La verità di cristallo. Voce di Gaetano Lizzio, musica riciclata da Inganno Globale. I temi sono i soliti, già sbufalati da tempo: il foro troppo piccolo per un Boeing 757 al Pentagono; le finestre intatte (ci credo, antiscoppio da 700 kg l’una, montate su telaio d’acciaio e rete in kevlar). Mazzucco fa un passo avanti: ammette la presenza di rottami d’aereo al Pentagono, cosa che in Inganno Globale non faceva. Ma allora, ha ragione adesso o ce l’aveva prima?

Al Pentagono non ci sono tracce, dice Mazzucco (a parte i cadaveri, certo). Le telecamere di sicurezza, la manovra illogica, anche questi sono temi già discussi e smontati da tempo, non mi soffermo qui a ripeterli. Mazzucco dimentica di dire che Hanjour era pilota certificato e sapeva usare il pilota automatico: ecco come mai ha raggiunto il bersaglio da centinaia di chilometri di distanza.

Sfacciata la sua scelta della fotografia (dal lato più lontano possibile e col grandangolo) per tentare di sminuire la grandezza e visibilità delle torri: chi è stato a New York sa come stavano veramente le cose. Stallo della difesa, militari promossi, Mineta manipolato: le stesse cose già dette (e sbufalate) in Inganno Globale.

Non ci posso credere: siamo ancora fermi al “niente nomi arabi nelle liste dei passeggeri“. Torri progettate per 707: certo, ma non per 767 pieni di carburante lanciati a manetta, con violenza risultante sette volte maggiore. Mazzucco dice che il kerosene non scioglie l’acciaio (vero: lo fanno gli incendi del contenuto). Anzi, il calore si disperde nell’acciaio: diciamo anche questo a quelli che si gettavano per non ardere vivi.

Mazzucco si stupisce che diciotto persone siano uscite dalle torri crollate in fiamme: erano ai primissimi piani, in una scala che non è stata colpita dal crollo delle torri (che appunto non è verticale, ma asimmetrico), e ai primi piani non c’erano appunto incendi.

Ancora la tiritera delle esplosioni: stranamente, tutte sentite, nessuna vista. Mazzuco prima fa vedere i rottami che hanno colpito gli edifici circostanti, poi dice che le torri sono crollate senza colpire nessun edificio circostante. Eh?

Si parla ancora del WTC7 e della polverizzazione: ma cosa deve fare, secondo Mazzucco, una soletta di 12 cm che cade da centinaia di metri e viene travolta dalla struttura dell’edificio? Formare cubetti?

Volo 93: Mazzucco dice che ci sono resti umani trovati a distanza di alcune miglia. Da dove ha tirato fuori questa storia? Mostra la foto della nube di fumo sopra Shanksville, dicendo che è tipica di una bomba. Nel controfilmato, la redazione di Matrix mostrerà la foto scattata a Piacenza da Gianluca Pietta dopo la caduta di un C-130 ad agosto 20o6: ecco le due foto a confronto.

Immagine 14.png CIMG1965.JPG

Non mi soffermo su tutti i dettagli del nuovo film di Mazzucco: ci saranno altre occasioni. Dico solo che la tesi di Mazzucco, adesso, è che le foto dei rottami del Volo 93 siano state “inventate” di recente e prima non esistessero. Prove? Non ne ha, ma da quando questo è un problema per un complottista?

Il controfilmato della redazione sulle Torri Gemelle: spiegazione del crollo da impatti e incendi innescati dal carburante. Niente acciaio fuso dagli incendi, ma indebolito. Lo spiegone è un po’ tecnico. Il metallo è stato analizzato eccome. Il crollo non è affatto verticale e non è troppo veloce. La struttura non poteva opporre resistenza significativa. La teoria del “pod”. Il mistero del lampo all’impatto. WTC7: il filmato inedito dello squarcio prodotto dalle macerie (e un errore di montaggio, nel quale viene mostrato il Marriott/WTC3 invece del WTC7).

Vinci fa un gran casino con l’ipotesi di demolizione del WTC7. Chiesa è ancora fermo alla storia del “pull it” di Larry Silverstein: “del resto, ci sono le testimonianze di Larry Silverstein, che dice a un certo punto al capo dei pompieri ‘Beh, ci conviene farlo andar giù’. Quindi vuol dire che questo edificio era già stato prima approntato”. Purtroppo né Vinci né Gawronski hanno la risposta pronta: “pull it” non vuol dire demolire un edificio come dice Chiesa, e non vuol dire tirarlo giù coi cavi come dice improbabilmente Vinci. Silverstein stava parlando di ritirare il contingente di pompieri dalla zona del WTC7 pericolante.

Terzo blocco

Dopo la pubblicità, Blondet dice che nei suoi libri (ne ha scritti quattro) non ha parlato del WTC7, perché lui non è un tecnico (e meno male, non ce n’eravamo accorti). Oh, quando lo fa il rapporto della Commissione, è una prova di complotto. Quando lo fa Blondet, va tutto bene. Due pesi, due misure. Di nuovo la teoria del fumo nero che equivale a incendio quasi spento: ma Blondet li ha almeno guardati i filmati degli incendi che durano fino al crollo, o si limita a usare il copiaincolla dai complottisti americani?

Quarto blocco

Viene presentata la ricostruzione dell’impatto al Pentagono realizzata da Mike Wilson. Testimonianze scritte e filmate dell’impatto, compresa quella di Lloyd England (il tassista la cui auto fu colpita da uno dei pali abbattuti dall’aereo.

Blondet risponde dicendo che non se n’è mai occupato, di queste cose tecniche. Fa il paragone con lo schianto del Concorde (poco pertinente, visto che è un impatto esterno). Vinci chiede che fine avrebbero fatto i passeggeri e se le telefonate sono artefatte. “Non lo so” dice Blondet. Chiesa dice di aver parlato con i piloti italiani apparsi nello Speciale TG1 dedicato all’11/9 e che affermano che la manovra al Pentagono è impossibile (con una spiegazione davvero fantasiosa che renderebbe impossibile anche qualsiasi atterraggio).

Anche Chiesa risponde “Non lo so” alla domanda su dov’è finito l’aereo. Chiesa parla di “sei muri maestri” al Pentagono (che non esistono). Persino Mentana nota che il piano Northwoods risale a ben 42 anni fa e non fu mai eseguito. Gawronski chiede “almeno uno straccio di prova” per queste teorie “assurde”. Chiesa dice “l’aereo al Pentagono non l’ha visto nessuno” (a parte i testimoni oculari).

Chiesa parla di Amalgam Virgo e di una teoria complicatissima secondo la quale un’esercitazione con un lancio di Cruise sarebbe stata una prova generale dell’11/9. Chiesa afferma anche che gli attentati di Londra furono una messinscena.

Mentana presenta un filmato di ricostruzione sul Volo 93. Chiesa dice che non è caduto a Shanksville. A tutte le domande, Chiesa risponde con “Non lo so”. Chiesa elenca una lunga serie di relazioni fra bin Laden e il governo bosniaco. Gli attentatori sarebbero stati agenti al libro paga della CIA in Bosnia.

Quinto e sesto blocco
Gawronski solleva la questione degli interrogatori sotto tortura nella lotta al terrorismo. Chiesa fa un esempio di testimonianza di un interrogato spedito in Siria. Il sesto blocco contiene soltanto i saluti.

Conclusione

Mi fermo qui perché non voglio fare una solfa interminabile: potrei andare avanti a lungo con gli strafalcioni di Chiesa e Blondet (non Ramirez, Chiesa, ma Rodriguez ha sentito le esplosioni al WTC; e Kevin Ryan non ha fatto i test dell’acciaio delle torri come lei afferma, perché Ryan non ha mai lavorato alla Underwriters Laboratories, ma presso una sussidiaria che si occupa di controlli dell’acqua potabile, e di metallurgia non sa un fico secco). Ma, dicevo, mi fermo. A fatica, ma mi fermo.

Sottolineo soltanto la perla comportamentale dei complottisti Chiesa e Blondet, che dall’alto della loro approfondita indagine sull’11 settembre, non sanno che dire “non lo so, non lo so, non lo so” quando Gawronski e Vinci fanno domande del tutto ovvie come “ma allora gli aerei dove sono finiti? E i morti sono finti o veri? E come diavolo si fa a piazzare tutto quell’esplosivo in due grattacieli di nascosto? Quante centinaia di persone avrebbero fatto parte di quest’immane operazione, e come mai nessuno confessa?”.
Soprattutto, Blondet e Chiesa non hanno nulla da controbattere quando viene fatto loro notare che tutte le loro teorie non hanno uno straccio di prova. Collezionando i fatti in maniera selettiva e imbastendovi sopra una trama arbitraria, signori Chiesa e Blondet, non si fa indagine e non si scopre la verità: si scrive il Codice da Vinci. Però, come appunto Dan Brown insegna, si vendono un sacco di libri. Anche Mentana ha fatto notare l’insistenza con la quale i due complottisti promuovevano i loro libri e i loro film.

Avrei preferito che le teorie dei complottisti fossero rintuzzate una per una, in tempo reale, e in questo Vinci e Gawronski non si sono rivelati preparati a sufficienza sulla materia; ma forse il linguaggio televisivo non consente di soffermarsi sui singoli punti e mira a un approccio più emotivo e meno tecnico, e in questo senso il loro approccio ha funzionato. E forse quello che più di ogni disquisizione tecnica inchioda i complottisti alla loro vacuità è il fatto che riescono a litigare persino tra di loro: Chiesa si deve dissociare da Blondet quando i commenti di Blondet degenerano nell’antiebraismo più stereotipato. Bei compagni di viaggio.

Attendo con impazienza che Chiesa sforni il suo film sull’11 settembre, al quale parteciperà Dario Fo. Se vuole una consulenza gratuita per evitare di fare la figura del dilettante come l’ha fatta Mazzucco col suo Inganno Globale pieno di errori, omissioni e manipolazioni, non ha che da chiamarmi. Io e i tecnici di Undicisettembre siamo a disposizione. Sa dove trovarci.

11/9, se la censura la fanno i complottisti

11/9, se la censura la fanno i complottisti

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2014/08/26.

Riassunto: Mi è giunta segnalazione che il video di un dibattito online fra me e un complottista dell’11/9 è stato rimosso da Youtube e poi ripubblicato ma in versione tagliata e sponsorizzata dalle pubblicità, omettendo strategicamente gran parte delle mie spiegazioni e documentazioni e togliendo gli interventi più imbarazzanti del complottista e del conduttore del dibattito. A seguito delle contestazioni dei lettori, il video integrale è stato reso di nuovo accessibile, ma soltanto a chi ne conosce il link. Ho preparato un video di confronto fra versione originale e versione tagliata che chiarisce i metodi patetici usati da coloro che a parole dichiarano di battersi per la verità e la trasparenza sull’11 settembre e lamentano le presunte censure della “verità ufficiale”.

In dettaglio

A luglio dell’anno scorso avevo partecipato a un Hangout con un complottista undicisettembrino, Massimo Mazzucco. Un commentatore mi ha segnalato che il video dell’Hangout è stato reso privato. Dato che non sono stato io a chiedere di renderlo privato, presumo sia stata una scelta dell’organizzatore o di uno degli altri partecipanti. Che ironia: stavolta sono i complottisti a fare la censura di cui si lamentano così tanto quando la fanno le “fonti ufficiali”.

Forse qualcuno nel video crede di aver fatto una pessima figura e vuole nasconderla? Io di certo no, anzi: a questo servono le copie di backup, come quella che ho messo online qui (clic destro sul link per scaricarla) caso mai la cosa vi interessasse.

Ovviamente siete liberi di contattare l’organizzatore dell’Hangout originale (che era decisamente filo-complotto) e chiedergli spiegazioni.

Aggiornamento 1. Una versione del video che è stato reso privato è disponibile presso youtu.be/CGqkH8LkKzg (grazie a @MicheleMilidoni per la segnalazione) ma è parecchio più corta: un’ora e 37 minuti contro le due ore e 15 del video originale. Se volessi fare il complottista, dovrei chiedere: che cosa vogliono nasconderci, LORO? 

Se qualcuno ha voglia di fare un’analisi dei tagli, la pubblico volentieri: io in pochi minuti ho trovato un paio di sforbiciate contro di me, ma adesso non ho altro tempo da dedicare a quest’ennesimo trucchetto infantile dei complottisti.

Aggiornamento 2. Ho trovato un’oretta per risincronizzare (alla buona, scusatemi) le due versioni del dibattito, quella originale e quella tagliata. Che sorpresa: la parte tagliata contiene le mie spiegazioni, la citazione dei libri di riferimento (come Firefight, quello scritto dai vigili del fuoco al Pentagono) e le migliori stupidaggini dette da Mazzucco. È scomparso anche il siparietto tragipatetico nel quale il conduttore faceva uno sketch pseudocomico sessista sulla tragedia dell’11/9.

Mi sono fermato all’analisi dei primi 45 minuti dell’originale, poi ho lasciato perdere; c’è un limite al tempo che intendo dedicare a queste bambinate. Ho caricato il confronto su Youtube, ma se avete fretta vi basta dare un’occhiata al grafico del confronto fra l’originale (la traccia in basso) e la versione tagliata (la traccia in alto) in questi 45 minuti:

Ecco il video di confronto: scusate davvero la pessima sincronizzazione, ero di fretta e questa storia non merita lavori di fino. I tagli iniziano grosso modo a 0:55, 6:00, 7:55, 12:30, 17:56, 23:50, 28:50, 39:30.

E qui mi fermo, perché è già così un bell’esempio della correttezza dei complottisti. Dovesse capitarmi un altro dibattito video con questi pagliacci ipocriti che predicano trasparenza e invece sono i primi a censurare, vorrà dire che metterò nell’inquadratura un orologio bello grosso, così sarà più chiaro se ci sono stati tagli.

Aggiornamento 3 (2014/08/18). Il video originale è di nuovo visibile, ma solo se si conosce il suo link (youtu.be/b-I_RFxh7Vw): infatti è riservato (non è in elenco di Youtube). Inoltre le statistiche di visualizzazione sono disabilitate per motivi che non conosco. Screenshot:

La versione tagliata, invece, non è riservata, ha le statistiche pubbliche e ospita sponsor pubblicitari. Non perdetevi, inoltre, i commenti di Tommix, il “moderatore” del dibattito: sono un capolavoro d’imparzialità come la intendono i complottisti. Screenshot:

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, ma ormai mi aspetto qualunque sorpresa.

Aggiornamento 4 (2014/08/26). Il mio video di confronto è stato oscurato perché oggetto di contestazione per presunta violazione di copyright avviata da Tommix, alias Tommaso Minniti. Maggior dettagli sono qui.

Il delirio del giorno, siamo alla frutta: fruttarianesimo toccasana

Il delirio del giorno, siamo alla frutta: fruttarianesimo toccasana

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/07/16.

La dieta Gerson, rigorosamente a base di frutta e verdura crude, ripulisce il sangue da ogni impurità e guarisce da ogni malattia, compreso il cancro. Questo è arcinoto e comprovato, e solo i male informati non lo sanno.

– Massimo Mazzucco, sostenitore delle teorie di complotto sull’11/9, sullo sbarco sulla Luna, sull’assassinio Kennedy, sulle “scie chimiche”, sulla Terra cava e molto altro, presso Luogocomune.net, 27 giugno 2011.

Notate anche la ragione per la quale ha smesso la dieta miracolosa. Grazie a mach10d per la segnalazione.

2011/07/16

Nei giorni scorsi si è affacciata nei commenti una presunta sensitiva o troll che ha dichiarato di essere in grado di prevedere il futuro, specificamente il colore della maglietta che io avrei indossato venerdì 15 (ieri). La sua previsione, pubblicata oggi: “la maglietta è grigio chiara”.

EPIC FAIL. Quella che ho indossato realmente è quella mostrata qui accanto. La foto è stata scattata poco prima della mia trasmissione presso gli studi di Rete Tre a Lugano, in presenza di testimoni.

Non c'è più dubbio: sono la magnifica ossessione di Mazzucco

Non c’è più dubbio: sono la magnifica ossessione di Mazzucco

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/12/10.

Qualche tempo fa Massimo Mazzucco ha partorito un video di quasi un’ora. Sul complotto dell’11 settembre? No. Sul complotto dell’omicidio Kennedy? Neanche. Sul complotto dello sbarco sulla Luna? Macché. Ha speso cinquantasette minuti su di me, analizzando ogni mio gesto, ogni mia parola, ogni singola mia espressione. Roba da stalker a tempo pieno. Capirei, forse, se io fossi una bella donna, ma francamente la cosa m’inquieta un pochino e comunque Mazzucco non è il mio tipo. Per cui non gli ho dato corda.

Ieri, però, è tornato alla carica con un nuovo atto d’amore, con tanto di articolo di supporto. Altri trentaquattro minuti di video, nei quali dichiara candidamente (a 4 minuti dall’inizio in questa intervista del 13 ottobre a Radio IES) di essersi guardato tutti i video delle mie conferenze pubbliche degli ultimi anni sull’11 settembre e di averli passati al setaccio. Senza rendersi conto di quanto sia triste questa sua ammissione di non aver niente di meglio da fare. Questa sarebbe la gente che vuole smascherare i potentissimi autori del complotto che ha cambiato la storia del mondo e ambisce a incriminare per strage Bush, Cheney, Rumsfeld, il Mossad, la CIA, l’FBI, i banchieri ebrei e Carletto il camaleonte dei Sofficini.

Visto che nei commenti ad altri articoli di questo blog e via mail mi sono arrivate un po’ di richieste di chiarimento su alcuni dei montaggi creativi delle mie parole da parte di Mazzucco, rispondo brevemente qui, così chiudo l’argomento; non vorrei dare l’impressione che io risponda a queste indesiderate avances mazzucchiane.

Sul vendere libri e cappellini

Un conto è vendere libri che contengono spiegazioni tecniche documentate e interviste a esperti; un altro è vendere libri che dicono scemenze senza alcun supporto di persone competenti e sbagliano persino il numero dei piani delle Torri Gemelle.

Inoltre i libri e documentari dei quali sono unico autore sono scaricabili gratis (Misteri da vendere, Luna? Sì, ci siamo andati!, L’Acchiappavirus, Internet per tutti, Da Windows a Linux). Io non vendo cappellini sull’11 settembre; quello lo fa invece Alex Jones, stimatissimo da Mazzucco. Il cappellino della CIA indossato da uno sciachimista l’ho messo all’asta per beneficenza.

La profondità della buca a Shanksville

I 15 metri di profondità del cratere prodotto dall’impatto del volo United 93, di cui parlo nello spezzone mostrato da Mazzucco, sono un dato citato dal Pittsburgh Tribune-Review e dal Seattle Times: altri giornali (per esempio il Seattle Post-Intelligencer) riportano cifre inferiori. Se a Mazzucco 15 metri sembrano impossibili, se la prenda con i giornalisti Alex Tizon e Robb Frederick, non con me; io non faccio altro che riferire.

Se vuole delle fonti ufficiali, la FAA dice che reperti dell’aereo furono trovati a 10 metri e il Pennsylvania Department of Environmental Protection dice che lo scavo finale arrivò a 15 metri.

Che siano tre, dieci o quindici metri non cambia il fatto che da quel cratere e dalla zona circostante furono estratti i resti dell’aereo, 1500 pezzi dei corpi dei passeggeri e sei scatole dei loro effetti personali, riconosciuti dai familiari, ed è questo che conta.

La lunghezza della buca a Shanksville

La “cinquantina di metri” di cui parlo risulta da questa indagine tecnica di Hammer, risalente a ben cinque anni fa, che chiunque può ripetere. Mazzucco, nel suo video Inganno Globale, dice che è lunga “6-7 metri”. Ognuno è libero di valutare chi sta raccontando balle. Magari chiedendosi, nel frattempo, che senso avrebbe, nelle tesi alternative, simulare un impatto di un aereo con ali larghe 38 metri facendo una buca larga sei o sette metri e sperare che nessuno noti la trascurabile discrepanza.

“Lei sta insultando i morti”

Quello che Mazzucco non mostra è che le mie parole sono rivolte a una persona che ha già fatto una raffica di domande e asserzioni complottiste e offensive e non lascia parlare gli altri, tanto che il pubblico è insorto (il video originale è qui, l’insurrezione è da 7:40 in poi); è questo il motivo per cui taglio corto. Del resto, Mazzucco è un regista, quindi non c’è da stupirsi se dimostra talento nel montaggio.

“Chiedetelo agli esperti”

Questa è una mia frase che sembra stizzire parecchio Mazzucco. Forse perché lui, di esperti veri a supporto di quello che dice, non ne ha. Volpe, uva, eccetera.

Hani Hanjour non era affatto incapace di pilotare un Cessna, come invece afferma Mazzucco. Aveva una licenza di pilota commerciale statunitense, rilasciatagli dalla FAA nel marzo del 1999. Aveva 600 ore di volo sul suo logbook. E la virata di 330° prima di colpire il Pentagono non disorienta i dirottatori piloti, come teorizza Mazzucco (che non è un pilota), per il semplice fatto che nella zona non ci sono altri edifici pentagonali larghi 400 metri.

“Chiedetelo agli esperti” (2)

Gli esperti citati da Mazzucco non contraddicono le mie parole sulla dinamica dei crolli (che non sono una mia invenzione: io riferisco quello che dicono i tecnici) e non sostengono le sue argomentazioni. Le persone che Mazzucco cita dicono semplicemente che un crollo per incendio non era mai successo prima; non dicono che non può succedere mai.

In realtà la letteratura tecnica documenta che il rischio di crolli per incendio delle strutture in acciaio è noto e indiscusso (si veda per esempio Behavior of Steel-framed Buildings in a Fire, in Steel Structures (2007), che contiene una vasta bibliografia tecnica sull’argomento).

WTC7 crollato, facciata “come un velo”

L’immagine mostrata da Mazzucco a 12:11 conferma la mia descrizione divulgativa che viene contestata: buona parte della facciata non lesionata dai crolli, quella non rivolta verso le Torri, giace infatti in grandi porzioni sopra la catasta di macerie.

I video, inoltre, confermano l’inclinazione del WTC7 durante il crollo che descrivo, come si può vedere anche nel fotogramma qui accanto.

Mazzucco vi ricama sopra della facile ironia, ma l’ironia non cambia i fatti.

Mancata difesa aerea

La mia frase sui radar militari USA che guardano in fuori è solo una parte della spiegazione tecnica della mancata intercettazione: manca quella sulla copertura radar interna degli USA, che era scarsa e tecnicamente limitata (è questo il “ventre molle” di cui parlo) e ostacolò il ritrovamento degli aerei dirottati. Questa copertura è gestita dalla FAA tramite i controllori di volo civili. Sono loro che devono chiamare i militari e avvisarli di un dirottamento.

Secondo Mazzucco, insomma, farebbero parte del complotto non solo Bush, i militari, i vigili del fuoco, i soccorritori a Shanksville, gli istruttori di volo e gli ingegneri strutturisti, ma anche i controllori di volo civili. Ma quant’è grande questa cospirazione?

Transponder che fanno “puff”

Il comportamento degli schermi dei controllo di volo statunitensi in caso di spegnimento dei transponder che descrivo e che fa tanto meravigliare Mazzucco non è una mia invenzione: è quello che documenta Giulio Bernacchia, pilota professionista con esperienza diretta di controllo del traffico aereo civile e militare.

Non è vero che un aereo che spegne il transponder “lo vedi subito in mezzo a quattromila aerei che invece hanno tutti il loro numerino di fianco”, come afferma Mazzucco (senza citare alcun esperto a supporto), perché la visualizzazione del segnale radar primario, senza transponder, è affollata di puntini anonimi, prodotti dagli echi radar degli aerei da turismo e degli stormi di uccelli (Stuckmic.com).

In quanto ai polpacci dei controllori sui quali Mazzucco scherza così frivolamente, va notato che in almeno uno dei centri di controllo del traffico aereo statunitense interessati dai dirottamenti il sistema radar primario non era al piano di sopra: proprio non c’era (“the “preferred” radar in this geographic area had no primary radar system”, nota 142, pagina 460 del 9/11 Commission Report).

Il resto dell’argomentazione di Mazzucco gioca sul montaggio selettivo per eludere il concetto fondamentale: lo spegnimento o cambiamento delle impostazioni dei transponder rese più difficile seguire gli aerei dirottati. Non lo dico io, ma i tecnici, quindi non se la prenda con me.

Telefonate dagli aerei

Mazzucco dice (21:50) che queste telefonate sono un dettaglio “importantissimo”, “forse l’argomento più importante di tutti dell’intero dibattito sull’11 settembre”. Di nuovo gioca con il montaggio per farmi dire che nessuna telefonata fu fatta dagli aerei dirottati usando i cellulari (mai detto, anzi; già nel 2006, qui su Undicisettembre.info John segnalava che “quando le telefonate sono partite da telefoni cellulari, la “verità ufficiale” lo dice tranquillamente”), ma lasciamo perdere. I trucchetti di montaggio non sono una novità.

Mazzucco afferma (25:00) che i rapporti ufficiali “suggeriscono” ma non dichiarano l’origine delle telefonate per non dover mentire, ma questo è falso: il rapporto T7 B13 Flights – phone calls Fdr – Table – Communications to and from UA 93, per esempio, la dichiara esplicitamente e dettagliatamente per ciascuna chiamata. Per le chiamate fatte con i cellulari indica “cell phone”; per le chiamate fatte con i telefoni di bordo indica la carta di credito usata, il numero del terminale e il sedile corrispondente. Più chiaro di così non si può. Ecco la pagina saliente di quel rapporto:

Poi il video di Mazzucco mostra dei documenti FBI secondo i quali anche altre chiamate provennero da cellulari; ma i documenti mostrati sono dichiarazioni preliminari dei familiari, i quali in alcuni casi le hanno poi corrette, mentre in altri i tabulati delle compagnie telefoniche hanno chiarito l’origine delle chiamate, come risulta da altri documenti FBI. Non c’è da stupirsi se un familiare, angosciato da una telefonata di una persona cara che lo informa di essere stata dirottata, s’è confuso fra chiamata cellulare e chiamata da telefono di bordo: certamente questa distinzione non era in cima alle sue priorità. Ma lasciamo perdere anche questo.

Quello che conta, qui, è il motivo per cui sarebbe a quanto pare così importante stabilire se queste telefonate furono fatte dai cellulari o dai telefoni di bordo. Importante, s’intende, solo per Mazzucco e gli altri sostenitori delle tesi alternative, perché il fatto che gli aerei furono dirottati e si schiantarono contro i loro bersagli è abbastanza evidente anche senza queste chiamate.

“Una cosa è certa” dice Mazzucco nel video a 29:00 “le persone che hanno ricevuto queste telefonate esistono e nessuno si è mai sognato di suggerire che mentano o che si siano inventate tutto”. Bene, almeno loro non fanno parte del complotto. “Le telefonate, loro, le hanno ricevute: il problema, caso mai, è capire da dove sono partite queste telefonate.” Quel “dove”, scandito con enfasi, sembra insinuare che per Mazzucco i passeggeri dei voli dirottati forse non erano a bordo degli aerei e quindi non morirono nei loro schianti. Anzi, si sarebbero prestati a simulare le telefonate da un altro luogo. Sembra proprio che Mazzucco, in altre parole, stia accusando i passeggeri di essere complici del complotto. Non ho altro da aggiungere.

Per finire

Mazzucco conclude dicendo che io racconto una “montagna di fregnacce”. Ha diritto alla sua opinione, ma è perfettamente inutile e tedioso che rivolga i suoi strali contro di me. Se ha davvero tutte queste prove granitiche contro la “versione ufficiale”, non perda altro tempo, le presenti in tribunale e le faccia sottoscrivere dai suoi ingegneri strutturisti, dai suoi controllori di volo e dai suoi vigili del fuoco di fiducia, e vada a dire ai familiari delle vittime che i loro cari sono dei contaballe.

Se non lo fa e si limita a sfottere me, vuol dire che il suo scopo non è il trionfo della verità, ma farmi la corte strillando per farsi notare. Un po’ come fece John Hinckley con Jodie Foster. E sappiamo com’è andata a finire in quel caso. Fine della storia.

Aggiornamenti

2011/10/20. Ho contattato Radio IES proponendo una replica alle affermazioni di Mazzucco, come potete sentire qui. Stamattina ho partecipato alla trasmissione in diretta. Dovrebbe essere disponibile a breve la registrazione. La discussione e gli aggiornamenti proseguono in questo articolo.

Terra cava e complottismo

Terra cava e complottismo

Mappamondi della Terra Cava.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/11/05 16:00.

Massimo Mazzucco si lamenta da tempo pubblicamente che io avrei messo in giro la “storiella” che “Mazzucco crede che la terra sia cava”. E lascialo lamentare, direte voi. Ma mi sembra giusto e soprattutto divertente chiarire una volta per tutte come stanno le cose in questa vicenda surreale, visto che molti mi hanno scritto chiedendo chiarimenti, anche in relazione alla discussione attualmente in corso sulla Wikipedia in lingua italiana.

Per chi si fosse perso quest’ennesima cretinata, la teoria della Terra cava o concava sostiene che il nostro pianeta sia in realtà una sfera vuota e che noi viviamo sulla sua superficie interna. Luna, pianeti, Sole, stelle, galassie e piccole creature pelose di Alpha Centauri, insomma tutte le cose che ci sono nell’intero universo, sarebbero contenute dentro la Terra: noi stupidotti, da Einstein alla Gelmini, le percepiremmo come distanti e colossali soltanto perché lo spazio all’interno della Terra è compresso, i raggi luminosi seguirebbero percorsi circolari o qualcosa del genere, ma i diversamente intelligenti avrebbero capito come stanno realmente le cose.

Pazienza se i satelliti artificiali, i telescopi e l’osservazione diretta degli astronauti ci confermano che la Terra è una sfera e l’universo sta fuori; è tutta un’illusione. Il mio sogno sarebbe prendere i sostenitori di questa teoria, metterli insieme ai sostenitori della Terra piatta e poi lanciarli nello spazio affinché se la sbroglino tra loro mentre guardano il mondo dagli oblò come faceva Gianni Togni; sarebbero soldi ben spesi.

Fra l’altro, le origini storiche della teoria della Terra cava sono comunque molto interessanti come esempio di rasoio di Occam poco affilato, ma esulano da questo racconto.

Che c’entra Mazzucco? Oggi può parere strano, ma tanti anni fa, nel giugno del 2006, quando Mazzucco non mi aveva ancora bandito dal suo sito Luogocomune.net con un cordiale “hai insozzato a sufficienza le pareti di questo spazio”, non minacciava ancora dossier scottanti su di me con “molte altre cose che ti riguardano da vicino… tutto, e di più” e non dedicava interi video all’esame un po’ ossessivo di ogni mia parola e ogni mio gesto, io e lui conversammo serenamente e a lungo via Skype (come testimonia il log qui sotto). Davvero.

Durante una di queste conversazioni, Mazzucco mi inviò un documento intitolato “La concezione endosferica del mondo”, che conteneva i dettagli della teoria della Terra cava. Su questi fatti non c’è divergenza: “Passai quel documento ad Attivissimo durante un breve periodo nel quale ci parlavamo di persona”, scrisse infatti tempo dopo Mazzucco. Non me lo passò dicendo “guarda che stronzata”, ma anzi il suo tono e le sue parole mi sembrarono un chiaro e inequivocabile sostegno a questa teoria. Ricordo chiaramente il mio stupore nel sentirgli raccontarne i dettagli.

Del resto, anche secondo la ricostruzione di Mazzucco di quelle conversazioni, all’epoca mi disse “Se proprio vuoi fare scalpore, debunka questo […] Stai attento però – aggiunsi – non è una teoria campata in aria: ha più di 400 anni, e sembra supportata da un certo numero di scienziati” (screenshot qui sotto).

A me queste sembrano parole di chi ritiene che la teoria della Terra cava sia perlomeno credibile, tanto che a suo avviso sbugiardarla avrebbe fatto “scalpore”. E Mazzucco scrisse (screenshot qui sotto) che “Essendo aperto ad ogni ipotesi, e non avendo mai provato a debunkarla personalmente, non posso escludere a priori che sia corretta”.

Dopo quella conversazione, nella recensione del suo video Inganno Globale citai il suo punto di vista sulla teoria della Terra cava come uno dei tanti sintomi della sua forma mentis aperta a qualunque teoria, per quanto assurda e bislacca, come confermato dal suo intenso sostegno delle teorie sulle “scie chimiche”, delle tesi di complotto intorno allo sbarco sulla Luna e di mille altre presunte cospirazioni.

Questi sono, in sintesi, i fatti. Mazzucco si è lamentato che di questa vicenda “ne hanno approfittato per costruirci su intere cattedrali di merda” che lo riguardano. Peccato che una cattedrale non si costruisca su un solo pilastro.

Mazzucco può porre fine a questa polemica noiosa in modo molto semplice: dica chiaro e tondo, senza giri di parole, che non crede alla teoria della Terra cava e io aggiornerò la mia recensione di Inganno Globale e chiarirò in ogni occasione pertinente, Wikipedia compresa, che Massimo Mazzucco non sostiene la teoria della Terra cava. Gli bastano queste dieci parole: “Io, Massimo Mazzucco, non credo alla teoria della Terra cava”. Tutto qui. Così possiamo tornare ad occuparci di cose più interessanti.

Lo spazio dei commenti qui sotto è a sua disposizione. A differenza di me su Luogocomune, lui qui non è bannato.

Aggiornamenti

Ho modificato l’articolo per chiarire che la ricostruzione degli eventi fatta da Mazzucco non è di oggi ma risale al 2008 e che la questione è riemersa per via della discussione su Wikipedia che riguarda la neutralità della voce Massimo Mazzucco.

2015/11/04

Oggi, a ben quattro anni di distanza, Mazzucco mi ha scritto privatamente segnalandomi che ha pubblicato questa sua dichiarazione: “Io, Massimo Mazzucco, non credo alla teoria della Terra cava”. Meglio tardi che mai.

2015/11/05

Ho aggiornato la recensione di Inganno Globale. Intanto su Wikipedia è in corso una edit war fra Brain Use (che sta cercando di aggiornare la voce dedicata a Mazzucco per rispecchiare le sue nuove dichiarazioni), seguaci di Mazzucco e wikipediani che sta rendendo impossibile l’aggiornamento corretto e definitivo delle informazioni sulla vicenda.

Io ho fatto il possibile per mantenere la parola data, ma c’è un limite al tempo che dedico a chi mi insulta.

11/9 a Matrix, bloggata live; niente Disinformatico domani

Matrix torna sull’11 settembre, bloggata in diretta; Disinformatico radio in pausa forzata

Se l’argomento v’intriga ancora, sul blog Undicisettembre bloggherò stasera la nuova puntata di Matrix sull’11/9. E’ previsto del nuovo materiale sfornato da Massimo Mazzucco e un aggiornamento sulle dichiarazioni di responsabilità di Khalid Sheikh Mohammad.

Domani non ci sarà la consueta puntata radiofonica del Disinformatico: sono bloccato da un raffreddore micidiale. Saranno gli accidenti mandatimi dai complottisti!

11/9, Matrix schiacciasassi

11/9, Matrix schiacciasassi

Matrix torna sui complotti dell’11 settembre

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “maurizio.ber****” e “luca.berra****”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri sera Matrix, il programma di Canale 5, è tornato a parlare delle teorie di complotto riguardanti l’11 settembre. Lo ha fatto presentando un’anteprima di Zero, il film di Giulietto Chiesa, che sembrerebbe aver dato un taglio alle passate fantasie complottiste per dedicarsi ai dati di fatto (staremo a vedere) e addirittura smentisce alcune delle principali teorie di complotto, causando presumibilmente un massiccio corto circuito logico ai sostenitori di queste teorie.

Enrico Mentana ha anche messo a confronto il film Inganno globale, di Massimo Mazzucco, con la sua impietosa analisi scritta da uno degli autori che con me scrive sul blog Undicisettembre.

Il risultato è stato devastante per le teorie di complotto in generale, ma soprattutto per i seguaci di Luogocomune.net (il sito condotto da Mazzucco), che si sono visti dimostrare, con l’efficacia che solo il video può avere, i falsi, i trucchi e le manipolazioni di Inganno Globale.

L’effetto è quello tipico di quando il santone dai poteri miracolosi viene colto dai suoi seguaci a usare i giochi di prestigio del Manuale di Paperinik: su Luogocomune c’è un’aria di sconforto e smarrimento di chi s’era fidato del guru, una sensazione di persecuzione condita di insulti a Mentana e a tutti i debunker, accuse a tutta la stampa di essere manovrata dalla CIA, desiderio anche violento di rivalsa, e altri elementi classici della paranoia del complottismo che faranno la gioia degli psicologi della Rete.

Se vi interessano i dettagli della questione, trovate un articolo sul blog Undicisettembre, dove da circa un anno scrivo sull’argomento insieme ad esperti di settore, raccogliendo un’enorme massa di materiale che non solo sbufala le teorie di complotto ma fornisce dati poco conosciuti sulla dinamica degli attentati e del crollo degli edifici coinvolti. Per chi si è perso Matrix, a breve dovrebbe essere disponibile la replica su Internet presso il sito della trasmissione.

Massimo Mazzucco, fine dicitore

Massimo Mazzucco, fine dicitore

Per tutti quelli che dicono che Luogocomune è un sito aperto al dialogo

Ogni tanto qualcuno mi scrive dicendo che Luogocomune.net non è un sito di svalvolati paranoici, ma semplicemente un luogo dove sono ammesse tutte le idee, anche quelle controcorrente, in modo democratico e pluralista. Mica come quegli integralisti del Cicap che pretendono il Pensiero Unico.

Indovinate da che sito è tratta questa citazione:

didodebby: Ti offro due alternative:

1 – Vai a cagare.

2 – Informati.

Scegli tu.

Ma tieni presente che qui fare il finto tonto serve a poco. Spero di essere stato chiaro.

Luogocomune.net, 14 febbraio 2012. Firmata direttamente dal gestore del sito, Massimo Mazzucco. Da incorniciare.

La lascio qui come promemoria. Penso possa essere utile a molti.

Lunacomplotti, una perla e un po’ di storia

Lunacomplotti, una perla e un po’ di storia

La messinscena lunare? Bastava una trentina di persone, garantisce un esperto

Ho anch’io la mia personale, piccola “corsa alla Luna” da compiere: preparare per tempo, ossia entro luglio 2009, un buon dossier di materiale (e un documentario) sugli sbarchi lunari dal 1969 al 1972 e sulle relative teorie di messinscena. Sarà questo l’argomento della mia lezione d’indagine al corso per investigatori dell’insolito del CICAP e di un paio di eventi ai quali sarò presente (per prudenza non dico altro). Trovate tutto il materiale presso il blog Complotti Lunari.

Se vi interessa il parere di uno che di bufale se ne intende, avendo espresso granitiche opinioni sulla Terra cava, le scie chimiche e l’11 settembre (nonché sulla cura del cancro via e-mail), date un’occhiata alla recente perla di Massimo Mazzucco. Su Complotti Lunari trovate anche articoli illustrati che sbufalano la teoria delle ombre convergenti, scritto da Hammer (uno dei collaboratori di Undicisettembre e ora collega di ricerca per la Luna), quella dell’ombra del LM che arriva all’orizzonte finto, e quella delle crocette di riferimento “coperte” cara all’infame documentario della Fox.

Se vi interessa un po’ di storia delle missioni spaziali, ho scritto anche un articolo che spiega come mai non esistono missioni Apollo 2 e 3 e, più in generale, perché si parla poco delle missioni prima della numero 7.

Colgo l’occasione per ringraziare enzo1974, Andrea di Belluno e l’altro donatore anonimo che mi hanno inviato i DVD con la raccolta completa delle foto dell’Apollo Archive.

E’ da poco passato il quarantaduesimo anniversario della morte di Virgil “Gus” Grissom, Edward White e Roger Chaffee, periti nell’incendio della loro capsula sulla rampa di lancio, durante un’esercitazione di routine, il 27 gennaio 1967. Chi accusa la NASA di aver finto gli sbarchi lunari calpesta anche la loro memoria. Non dimentichiamolo.

11/9, Rivista “scientifica” pro-complotto si rivela patacca; a proposito di ragni migratori

11/9, Rivista “scientifica” pro-complotto si rivela patacca; a proposito di ragni migratori

L’articolo “scientifico” dei complottisti dell’11/9 si rivela una patacca pubblicata di nascosto. E i ragni migratori esistono, conferma la Britannica

Segnalo brevemente due articoli pubblicati nei blog specializzati che gestisco.

Forse avrete sentito dell’articolo pubblicato dalla rivista Open Chemical Physics Journal che asseriva di avere prove scientifiche della presenza di sostanze esplosive nei resti delle Torri Gemelle. Ne hanno gongolato ampiamente i principali sostenitori italiani delle teorie alternative sull’11/9: Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco e Tom Bosco.

Ora salta fuori che l’articolo è stato pubblicato senza neanche farlo leggere all’editor in chief della rivista, Marie-Paule Pileni della Université Pierre et Marie Curie (nella foto), che per questo si è dimessa.

Non solo: gli autori dell’articolo pro-complotto sanno chi sono i referee che hanno valutato il loro lavoro. Chiunque si occupi seriamente di pubblicazioni scientifiche sa che queste sono sconcezze inaccettabili per qualunque rivista scientifica seria. Tutta la storia, rivelata da un portale scientifico danese, è nel blog Undicisettembre.

Sempre a proposito di chi asserisce di fare scienza ma fa in realtà il gioco delle tre carte per bidonare gli ingenui, segnalo l’articolo del blog La bufala delle scie chimiche che elenca una buona dose di pubblicazioni scientifiche che documentano l’esistenza dei ragni migratori aerei: quelli che il buon Giorgio Pattera continua a dire che non esistono (lo ha ribadito anche a Lugano nel recente convegno). C’è di più: questi ragni arrivano, portati dal vento, anche a oltre 5000 metri di quota, altro fatto negato da Pattera (che, si noti, si qualifica come biologo). Tutto documentato da generazioni di entomologi e messo in forma chiara anche nell’Enciclopedia Britannica (grazie a Riccardo per la segnalazione). Qualcuno si offre per raccontare a Pattera come stanno le cose?

La cosa ironica, come segnalato da un commentatore, è che il CICAP da sempre afferma l’esistenza documentata di questo fenomeno effettivamente incredibile (e anche un po’ schifosetto), mentre ufologi e sciachimisti continuano a negarla. E poi saremmo noi scettici quelli che negherebbero i fenomeni straordinari, sempre e comunque e per partito preso.