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Jon Stewart striglia Apple

Jon Stewart striglia Apple

Apple, una volta eri tu la ribelle

Se la parodia di Steve Jobs e del suo iPac realizzata da Maurizio Crozza e Raul Cremona a Crozza Alive (La7) vi è sembrata caustica, aspettare di sentire cosa dice in America Jon Stewart, quello del popolarissimo Daily Show.

Il video è qui sul sito del Daily Show. È in gran parte intraducibile, ma il succo – distillato dalle battute fulminanti di Stewart – è questo: Apple si sta giocando rapidamente l’immagine di ribelle controcorrente e di azienda innovatrice che si era creata negli anni. Si sta inimicando i fan con la sua reazione alla vicenda del prototipo trafugato del prossimo iPhone (polizia che irrompe in casa del giornalista che ha pubblicato la notizia, funzionari di Apple che tentano di perquisire la casa della persona che ha “trovato” il telefonino) e con le sue recenti scelte di marketing: le batterie non rimovibili, la nuova gamma di portatili tecnicamente arretrati, la polemica su Flash con Adobe, la segretezza ossessiva, l’App store sempre più restrittivo e controllato.

Lascio la parola a Stewart, la cui protesta come fan della Mela è infinitamente più eloquente della mia: “Quella cattiva doveva essere Microsoft, ma adesso Apple sfonda le porte a Palo Alto mentre Bill Gates libera il mondo dalle zanzare”.

Crozza e Voyager

Contro le scemenze propinate da Voyager arriva la corazzata Crozza

Impagabile. Semplicemente impagabile. Naturalmente i vari creduloni diranno che il Nuovo Ordine Mondiale ha sedotto anche Maurizio Crozza per ridicolizzare le loro tesi e la loro ricerca della Verità. Se solo sapessero come stanno realmente le cose.

I computer causano penuria di carta igienica

I computer causano penuria di carta igienica

L’ufficio senza carta prepara il mondo senza carta. Igienica

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Ce l’abbiamo fatta: la promessa dell’ufficio senza carta sta cominciando ad avverarsi. L’avvento di Internet, della mail e degli e-book, iPad compreso, sta riducendo il numero di libri e di giornali stampati. Ma a questo punto entra in gioco la Legge delle Conseguenze Impreviste. Se non si stamperanno più libri e giornali, non ci sarà più carta igienica.

La sorprendente rivelazione scaturisce da un articolo pubblicato da Chemical and Engineering News, che spiega che “il calo dei giornali e delle riviste stampate è fonte di preoccupazione per i giornalisti, ma colpisce anche il mercato mondiale della carta”. Il riciclaggio della carta stampata, spiega l’articolo, ha avuto così tanto successo che sta diventando difficile trovare carta di alta qualità, necessaria per produrre appunto la carta igienica.

Può infatti sorprendere sapere che per ottenere carta igienica morbida occorre usare fibre lunghe, e che a ogni ciclo di riciclaggio della carta le fibre s’accorciano. Di conseguenza, la carta igienica di qualità va fabbricata usando polpa vergine ricavata dagli alberi, cosa ecologicamente poco sostenibile e assai costosa, oppure usando carta che abbia subìto pochi passaggi di riutilizzo. Ma stando all’articolo, se prima c’era abbondanza di carta da riciclare di prima generazione, grazie all’uso abbondante da parte degli uffici, oggi “sta diventando sempre più difficile e costoso trovare carta d’ufficio bianca, grazie alla crescita delle comunicazioni elettroniche”, e circa la metà di tutta la carta prodotta nel mondo viene successivamente riciclata, e la tendenza è in aumento. Inoltre i miliardi di abitanti della Terra che vivono nei paesi poveri stanno diventando meno poveri e quindi aspirano anche loro ad avere un rotolo fatto come si deve: “Se si considera la Cina e la sua popolazione, la quantità di fibra disponibile pro capite è sorprendentemente bassa”.

Questo significa che se non verranno trovate nuove tecniche di fabbricazione, la morbidezza della carta igienica alla quale siamo lussuosamente abituati finirà. Sarà necessario introdurre il razionamento, magari con incentivi drastici come quello mostrato qui sopra.

Tutto questo a causa dell’informatica e delle sue buone intenzioni: il miraggio dell’ufficio senza carta, che sembrava una grande conquista tecnologica, potrebbe rivelarsi un autogol su un altro versante. La prossima volta che vedete qualcuno sfogliare un giornale digitale o che qualcuno vi manda una mail con l’ormai ossessiva postilla di non stamparla se non è indispensabile, perché bisogna pensare agli alberi, ricordategli che per colpa sua il futuro rischia di essere molto, molto ruvido: l’ecologia basata sul sentimentalismo a priori anziché sulla scienza comporta problemi spesso inattesi e imbarazzanti. A posteriori. 

Helpdesk medievale

L’impatto con le nuove tecnologie spiegato dai norvegesi

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Ho pescato in Rete un video umoristico che spiega forse meglio di mille trattati scientifici il problema dell’introduzione delle nuove tecnologie e le difficoltà che ne nascono. Siccome mi sto dilettando a studiare l’editing video, ne ho preparato alla buona una versione sottotitolata in italiano per coloro che hanno difficoltà con il norvegese 🙂

I sottotitoli inglesi preesistenti che spuntano ogni tanto sono della rete televisiva NRK che ha realizzato lo sketch nel 2001. Se volete la versione originale, è qui.

Poster motivazionali? Meglio il fai da te

Poster motivazionali? Meglio il fai da te

Demotivati dagli slogan motivatori? Createne uno e starete meglio

Trovate anche voi insopportabilmente irritanti e fasulli quei poster pseudoartistici con gli slogan che dovrebbero ispirare saggezza, ottimismo, zelo nel lavoro, eccetera? Il vostro motivatore è scassato, per fare una citazione dotta?

Consolatevi: siete in buona compagnia. Ci sono siti, come Demotivatorblog.com o Demotivatorsite.com, che raccolgono compilation di poster “demotivazionali”, ossia parodie create dagli utenti, che spesso si rivelano più efficaci di quelli veri nel ridare equilibrio e energia tramite il sorriso.

Se vi sentite particolarmente creativi, c’è addirittura un sito che vi permette di realizzare un vostro poster personalizzato e di stamparlo: Despair.com, che oltre a poster parodistici preconfezionati offre una pagina dedicata al fai da te. Non dovete fare altro che scegliere una foto, caricarla temporaneamente sul sito, scegliere lo slogan, i caratteri e i colori (attenzione alle lettere accentate, dovete digitarle in maiuscolo). Se il risultato vi entusiasma, potete salvarne l’immagine, oppure farvela stampare e spedire.

Naturalmente non siete obbligati a restare ancorati al tema motivazional-aziendale. Un buon accostamento di immagine e testo in questo formato permette anche incursioni nella satira su altri argomenti o di dire verità scomode in modo garbato e penetrante. Buon divertimento.

Telefonino infrangibile. Come no

Telefonino infrangibile. Come no

Demo TV del telefonino “infrangibile” finisce in modo prevedibile

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Dan Simmons, giornalista della BBC, va al Consumer Electronics Show di Las Vegas e registra una dimostrazione di un cellulare che secondo il suo venditore può essere immerso in acqua, fatto cadere da un’altezza di dieci piani e persino usato per piantare chiodi.

Il venditore dice che il suo telefonino è “basically unbreakable”, sostanzialmente indistruttibile. Anzi, se il reporter riesce a trovare il modo di romperlo, gliene daranno uno gratis. Il giornalista, ligio al dovere, verifica le affermazioni dell’intervistato. Indovinate come va a finire. Il video è qui.

Ryanair e il gabinetto a pagamento

Ryanair e il gabinetto a pagamento

Humor: il nuovo libretto d’istruzioni della Ryanair

Si è parlato non poco della notizia che la Ryanair, famosa per i suoi voli low-cost senza fronzoli, starebbe pensando di far pagare per l’uso delle toilette di bordo, come si usa già in alcuni casi per le toilette delle stazioni e degli aeroporti. Potrebbe trattarsi semplicemente di un’astuta e riuscitissima mossa per far parlare di sé, e in tal caso mi rendo colpevole di pubblicità virale, ma questo grafico-parodia del libretto delle istruzioni per i passeggeri della Ryanair è troppo bello per non segnalarlo:

Il libretto è “vostro da leggere per solo 2 sterline e 50”.

“In caso di depressurizzazione, inserire una moneta da una sterlina nella fessura per liberare la maschera per l’ossigeno. Fissate la vostra maschera ma non aiutate gli altri passeggeri. Devono pagarsela da soli.”

“Se l’aereo deve atterrare in emergenza, inserite la vostra carta di credito nell’apposito lettore. Una volta completata la transazione, uscite dall’aereo. Un membro dell’equipaggio sarà a vostra disposizione per ricevere il pagamento della vostra tassa di sbarco d’emergenza di 25 sterline.”

Secondo Gizmodo, il grafico è opera di Sean Stayte presso The Coast of Yemen. Un lettore, Andrea, segnala questo link all’autore.

Evitare fughe di dati dai dischi rigidi smaltiti

Security a mezzo trapano

Come promesso un po’ di tempo fa, ecco il video semiserio della dimostrazione di come si protegge un disco rigido guasto dalle letture indiscrete prima di smaltirlo. Ho usato il disco rigido guasto espiantato da uno dei miei Mac Mini e sostituito con uno nuovo, come descritto qui.

La BBC mi copia


Oggi (8 gennaio 2009) è uscito un articolo della BBC che segnala un’indagine della rivista di difesa dei consumatori Which?, secondo la quale il metodo consigliato per evitare che altri leggano i dati dai nostri vecchi PC è un martello. Dilettanti.

Apparizione mistica, con contorno di tetta santa

Apparizione mistica, con contorno di tetta santa

La censura su Facebook corre con il vento in poppa, secondo il Corriere; intanto il Giornale parla di blog oscurabili

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata per gentile concessione dell’autore.

Lo so, lo so, è un refusino, ma è talmente divertente per le sue allusioni freudiane assortite che non riesco a trattenermi dal citarlo, anche perché me l’avete segnalato in tanti e quindi è piaciuto anche a voi: un articolo del Corriere segnala la notizia sulla censura operata da Facebook per le foto di donne che allattano i figli al seno, perché sarebbero “materiale osceno, pornografico e sessualmente esplicito”.

Storia interessante, sulla quale ci sarebbe da riflettere in merito ai criteri di censura (Facebook oscura le foto segnalate dagli utenti, per cui chiunque può ergersi a censore), e l’articolo del Corriere ne fa un resoconto piuttosto azzeccato, ma poi scivola su questa perla:

«di solito permettiamo le foto di madri che allattano», è solo una questione di quantità. «Seno nudo, con capezzolo e aureola»: troppa nudità tutta insieme.

Orbene, per quanto il seno sia indubbiamente degno di venerazione per la sua funzione e la sua grazia, dargli addirittura la patente di santità dotandolo di aureola pare un po’ esagerato.

Ecco una cattura dell’articolo, prima che il refuso venga corretto:

Sorprende che l’autrice dell’articolo, Claudia Voltattorni, non sappia di avere una parte del corpo chiamata areola. E di averla in duplice copia. Suggerisco una ritirata onorevole: dare la colpa al correttore ortografico di Word.

Parlando di censure meno frivole, il Giornale mi ha intervistato ieri sera a proposito delle recenti tentazioni censorie nei confronti dei blog e di come si è evoluto il blog da diario personale a pulpito editoriale e ideologico, e mi dicono che l’intervista è stata pubblicata a pagina 13 dell’edizione di oggi. Se qualcuno me ne potesse mandare una scansione della pagina presso topone chiocciola pobox.com per gli archivi del Maniero Digitale, gliene sarei grato (vorrei capire il contesto che circonda l’intervista) [Aggiornamento: la scansione è arrivata, grazie!].

Nel frattempo, trovate qui la versione online, che è un sunto molto drastico, ma tutto sommato corretto nell’essenza, di una chiacchierata ben più estesa. La bufala dei borseggi non più denunciabili citata nell’articolo è qui. Il contesto nel quale è calata la mia intervista è una sorta di necrologio dei blog da parte di Geminello Alvi che non condivido affatto: è come affermare che la scrittura è una forma di comunicazione morente e squallida perché la gente scrive diari insulsi, per cui Flaubert, Clarke, Manzoni, Dante, Bradbury, Steinbeck, Asimov, Golding, Beckett, Shakespeare non valgono niente.

Perché adoro Internet

Perché adoro Internet

Bush Gets a Sole

Impagabile. Tratta da Fark. Se vi siete persi l’evento originale, andate qui.

Moise interviene sulla vicenda con questa vignetta su AFnews (ripubblicata qui con il suo permesso) e trova un gioco di parole migliore del mio: Bush prende una sòla.

2008/12/16

E’ arrivata anche la versione animata della scena di Matrix, insieme ad altre animazioni-parodia dell'”attentato”.

Ora mi chiedo quanto ci metteranno i complottisti a rendersi conto delle evidenti falsità della versione ufficiale di questa vicenda. Per esempio:

  • Come è possibile che un unico tiratore sia stato in grado di lanciare due ciabatte in meno di cinque secondi? Deve avere avuto un complice.
  • Come mai i servizi di sicurezza non sono intervenuti? Perché hanno lasciato fare? Hanno ricevuto ordini di non intervenire?
  • Chi ha dato il permesso ai reporter di entrare nella sala insieme a Bush indossando le scarpe?
  • Come mai Bush non era protetto da un vetro anticiabatta, ma si è presentato su un podio cabriolet?
  • Nei mesi precedenti erano circolati documenti che avvisavano del rischio di un attacco, ma sono stati ignorati: “Muntadar al-Zaidi deciso ad attaccare mediante ciabatte”, diceva il Presidential Briefing di agosto 2008. Come mai il rischio è stato sottovalutato? E’ un chiaro segno di complicità ai più alti livelli nell’amministrazione americana.
  • Come mai le ciabatte cadono al suolo a una velocità differente da quella di caduta libera?
  • I video sono palesemente falsificati: Bush inizia a scansare le ciabatte prima che vengano lanciate.

Qualcuno voleva che questo accadesse? Giacobbo, Mazzucco, Chiesa, unite le vostre forze!