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L’autoscatto di Curiosity su Marte è anche una panoramica a 360°

Trovate il monitor più grande che avete, cliccate sul video qui sotto, portatelo a tutto schermo e brindate alla salute di Andrei Bodrov, che ha creato questa meraviglia che vi permette di guardarvi intorno come se foste su Marte.

A quando una versione per Oculus Rift?

Viviamo nel futuro: abbiamo un robot geologo che gira su Marte e si fa autoscatti incredibili

Viviamo nel futuro: abbiamo un robot geologo che gira su Marte e si fa autoscatti incredibili

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Credit: Doug Ellison.

Fermatevi a pensarci un attimo: questa foto è stata scattata su Marte.

Su Planetary.org trovate i dettagli tecnici sulla composizione di questi autoscatti, ottenuti elaborando e unendo fotografie multiple come quelle mostrate qui sotto:

 Se vi state chiedendo come mai manca il braccio robotico che regge la fotocamera, la spiegazione è semplice: il braccio è stato spostato ripetutamente e sono state escluse le poche tessere del mosaico d’immagini che ne inquadravano la parte vicina al perno d’articolazione.

Il braccio è imperniato nel punto indicato dalla freccia qui sotto:

Ingrandendo la zona si vede dove sono state combinate le immagini:

Queste sono le due immagini originali usate per creare la zona dell’articolazione: in quella di sinistra il braccio è abbassato (nell’angolo inferiore destro), mentre in quella di destra è alzato (la parte bianca nell’angolo in alto a sinistra). Le immagini vanno ruotate per orientarle correttamente.

Il procedimento è più chiaro se si guarda il video del JPL che ricostruisce la complessa coreografia utilizzata per scattare un’altra autoripresa analoga. Da questo video ho estratto questi due fotogrammi, che mostrano le posizioni del braccio durante gli scatti che riguardano l’imperniamento:

Curiosity inizia a trapanare le rocce di Marte

Curiosity inizia a trapanare le rocce di Marte

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “michele.gel*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La sonda robotica Curiosity ha usato per la prima volta un trapano su Marte, scavando un foro di prova profondo un paio di centimetri e largo un centimetro e mezzo in una roccia per estrarne l’interno ed esaminarlo. I dettagli tecnici della prova e le ragioni della scelta di questa roccia specifica sono qui su Nasa.gov.

Una visuale più ampia della roccia presa di mira è disponibile in questa foto:

Potete riconoscere la zona trapanata in basso a sinistra in questo autoritratto, disponibile anche come panoramica ad altissima risoluzione:

Se volete sapere come fa Curiosity a farsi questi autoscatti senza includere il braccio che regge la fotocamera, c’è un video esplicativo delle manovre necessarie e un bell’articolo con le singole foto prima dell’elaborazione per combinarle in una panoramica.

Tutto questo, non dimentichiamolo, sta succedendo adesso su Marte. Su un mondo alieno a 345 milioni di chilometri dalla Terra c’è un robot che
oggi ha iniziato a trapanare le rocce alla ricerca di tracce di vita. Ce
lo abbiamo messo noi umani. E possiamo vedere le immagini del suo
lavoro, scattate poche ore fa su un altro pianeta, senza aspettare che
qualche emittente televisiva decida se siano più degne d’attenzione
dell’ennesima stronzata detta dall’ennesima starlette o dall’ennesimo politico
megalomane.

Ciliegina sulla torta, questo è Curiosity visto dallo spazio, in un’inquadratura che include il punto di atterraggio (la chiazza chiara circondata da un alone scuro, in basso) e le tracce delle ruote del robot. Se neanche questo v’incanta, mi arrendo!

Modi stupidi di morire, spot atipico per la sicurezza

Modi stupidi di morire, spot atipico per la sicurezza

Lo so, è già in giro da un po’, ma la canzoncina e l’animazione sono decisamente troppo carine e umoristicamente stridenti rispetto al tema trattato, che è la sicurezza sui trasporti pubblici. Per cui beccatevi, se non l’avete già visto, Dumb Ways to Die, che ha già totalizzato oltre 32 milioni di visualizzazioni: sintomo di una strategia comunicativa azzeccata.

La canzoncina e lo stile di animazione hanno generato numerose imitazioni: segnalo questa, Cool Things to Find, dedicata alla sonda marziana Curiosity.

Nuove immagini da Curiosity

Nuove immagini da Curiosity

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri notte (ora italiana) c’è stata una nuova conferenza stampa per il rilascio di ulteriori immagini da Marte che mostrano le fasi della discesa di Curiosity. Per ora si tratta di versioni a bassa risoluzione perché i sistemi di trasmissione dati da Curiosity non sono ancora stati attivati a pieno regime e quindi la quantità di dati trasmissibile è ridotta. Versioni a risoluzione maggiore arriveranno nei prossimi giorni. Intanto, però, guardate questa foto:

Mostra lo scudo termico di Curiosity, sganciato durante la discesa con paracadute nella tenue atmosfera marziana, visto dalla fotocamera di atterraggio MARDI. Questa fotocamera non è decorativa e la foto non è stata scattata solo perché è cool: lo è, certo, ma ha anche la funzione molto concreta di risolvere il problema della localizzazione precisa di Curiosity sul suolo marziano, indispensabile per decidere da che parte dirigerla quando inizierà a spostarsi e per puntare correttamente le antenne di trasmissione dati verso la Terra.

MARDI infatti ha scattato una serie di immagini ad alta risoluzione durante la discesa, al ritmo di quattro al secondo. Guardandole in sequenza si ottiene una zoomata che viene correlata con le foto preesistenti della zona del cratere Gale dove è atterrata Curiosity, ottenendo una localizzazione precisa a meno di un metro. Senza GPS. Su Marte.

Da questa serie d’immagini traggo anche questa, che mostra la polvere marziana che inizia a essere sollevata dai razzi della gru volante dalla quale è stata poi calata Curiosity:

C’è anche un video preliminare che mostra tutte le immagini in sequenza:

Come se non fosse già così un risultato spettacolare, la sonda MRO, da 340 chilometri di distanza, ha catturato l’immagine non solo di Curiosity che scende sotto il proprio paracadute, ma anche dello scudo termico che sta cadendo:

Bad Astronomy ha un’immagine che mostra entrambi i componenti:

Poche ore dopo che avevo scritto la prima stesura di questo articolo è stata segnalata da Emily Lakdawalla di Planetary.org la prima immagine ad alta risoluzione della fotocamera di discesa MARDI, che mostra lo scudo termico mentre precipita. Cliccatevi sopra per vederla alla sua risoluzione originale.

Fantastico. E il meglio deve ancora arrivare: immagini ad alta risoluzione, analisi delle rocce alluvionali della zona, e chissà cos’altro. Perché l’esperienza spaziale insegna che c’è sempre qualcosa di inatteso da scoprire.

Avvistati tutti i componenti di Curiosity

Avvistati tutti i componenti di Curiosity

È stata pubblicata una nuova immagine della zona d’atterraggio di Curiosity, scattata dall’orbita marziana dalla sonda MRO. Mostra il robot mobile Curiosity, la gru volante che l’ha depositato su Marte e poi è andata intenzionalmente a schiantarsi a 650 metri dal robot, lo scudo aerodinamico superiore (backshell) e il paracadute (a 615 metri da Curiosity) e lo scudo termico, caduto a 1200 metri dal robot. Le distanze sono tratte dalla conferenza stampa NASA di oggi. Ho aggiunto delle didascalie italiane: cliccate sull’immagine se volete ingrandirla.

Credit: NASA/JPL-Caltech

Se volete la versione senza didascalie, è qui; quella con le didascalie NASA è qui. Ci sono anche immagini a maggiore risoluzione dei singoli componenti: scudo termico, paracadute e scudo superiore, gru volante e Curiosity.

Curiosity è su Marte!

Curiosity è su Marte!

E ci sono già le prime immagini. Altre verranno aggiunte qui. La missione impossibile è riuscita.

Queste sono le immagini a bassa risoluzione dalle telecamere anteriori e posteriori di Curiosity. Ci dicono che in questo momento c’è su Marte un robot terrestre da 900 chili, dotato di laser capace di vaporizzare la roccia, con un generatore nucleare, atterrato grazie a un paracadute supersonico e una gru volante a razzo che l’ha calato al suolo, dopo un viaggio di 567 milioni di chilometri.

E ce l’ha messo la scienza, non le chiacchiere dei fanfaroni. Go Curiosity!

Aggiornamento (14:45)

Curiosity ha tolto i tappi trasparenti protettivi alle proprie telecamere di navigazione e ha inviato un’altra immagine notevole.

Aggiornamento (17:50)

Discover Magazine ha tweetato un’immagine che a suo dire è stata trafugata in anticipo e mostra Curiosity appeso sotto il paracadute supersonico, fotografato dalla sonda orbitante Mars Reconnaissance Orbiter. L’immagine è stata confermata pochi minuti dopo da Emily Lakdawalla di Planetary.org. Qui è spiegato (in inglese) come è stata scattata.

Credit: NASA / JPL / UA

C’è anche l’inquadratura completa, scattata da 340 chilometri di distanza:

Credit: NASA / JPL / UA

Per chi si è perso la scena dell’atterraggio in diretta o vuole rivederla, eccola:

Atterraggio su Marte il 6 agosto, come seguire Curiosity nei “sette minuti di terrore”

Atterraggio su Marte il 6 agosto, come seguire Curiosity nei “sette minuti di terrore”

Illustrazione di Curiosity su Marte. Credit: NASA.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2012/08/06.

Tra pochi giorni atterrerà su Marte, dopo un viaggio interplanetario durato otto mesi, la sonda robotica Curiosity, usando una tecnica di atterraggio così incredibilmente complessa da essere descritta come “sette minuti di terrore” dai suoi progettisti (come raccontato in questo articolo e video).

Il robot è grosso e pesante come una Smart e ha un reattore nucleare che alimenta, oltre ai laboratori di analisi a bordo, anche un laser capace di vaporizzare la roccia fino a sette metri di distanza per analizzarne la composizione. Il suo scopo, come descrive la NASA, è raggiungere ed esplorare per due anni uno dei luoghi più interessanti di Marte per scoprire se ha mai offerto un ambiente favorevole alla vita microbica.

L’atterraggio è previsto per le 22:31 PDT del 5 agosto (le 7:31 del 6 agosto ora italiana), ma il commento NASA inizierà un paio d’ore prima, secondo questo annuncio dell’ente spaziale. NASA TV avrà due canali in streaming, uno con commenti e interviste e uno con l’audio diretto del Controllo Missione. Ci sono anche informazioni su Facebook e su Twitter. Maggiori informazioni su Curiosity sono presso www.nasa.gov/msl e mars.jpl.nasa.gov/msl/. La distanza di Curiosity da Marte è aggiornata in tempo reale presso Where is Curiosity (clic sul link Eyes on the Solar System in fondo alla pagina; è richiesto Java).

Io farò un livetweet su AttivissimoLive a partire dalle 5:30; dai commenti segnalo che Orbiter Live Missions seguirà l’evento in diretta in italiano dalle 6:30 e che al Planetario di Lecco ci sarà una conferenza apposita a partire dalle 7 del mattino, ascoltabile anche in streaming tramite Astronauticast, sempre in italiano. Le prime foto da Curiosity verranno pubblicate qui.

2012/08/01Collectspace segnala che la Mattel sarà l’unica, almeno per ora, a offrire un modellino di Curiosity: un esemplare in scala 1:64 nella gamma Hot Wheels. Le cose potrebbero cambiare dopo l’atterraggio con successo del veicolo, e sarebbe una buona cosa, perché un modello fisico permetterebbe di apprezzare il meccanismo delle sospensioni che consente a Curiosity di superare ostacoli davvero notevoli del terreno marziano.

Per i veri appassionati c’è però Curiosity in Lego, non disponibile come kit ma offerto su CUUSOO come istruzioni di montaggio in scala 1:20. Chicca: le ha preparate Stephen Pakbaz, uno dei progettisti del veicolo originale.

2012/08/06 – Curiosity è su Marte. Le prime foto sono qui.

Nuova infornata di foto, video e dati da Curiosity

Nuova infornata di foto, video e dati da Curiosity

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La fotina che vedete qui accanto è arrivata poco fa da Marte (faccio ancora fatica a scriverlo senza un brivido d’incredula meraviglia): è la prima immagine del braccio robotico di Curiosity estratto dalla sua posizione ripiegata di viaggio. Poi ne sono arrivate altre. Ma nei giorni scorsi ci sono state moltissime novità; cerco di segnalare qui tutte quelle più interessanti.

Il sito della NASA che pubblica tutte le immagini grezze man mano che arrivano è stato rinnovato e migliorato per facilitare l’accesso alla quantità crescente di foto. È stata assemblata una bella panoramica quasi completa a colori, esplorabile in Gigapan. Zoomate e stupitevi. Anche questa è notevole; idem questa, pubblicata su Time. Rikyunreal ne ha creata un’altra su Forumastronautico.it. E poi c’è un’altra panoramica a 360° che include il monte Sharp. E c’è anche questa, da 29000 pixel di larghezza.

Brian Lynch ha assemblato un video usando le immagini della discesa di Curiosity e sincronizzandole con la cronologia e l’audio del Controllo Missione:

C’è anche un’animazione delle foto scattate durante la discesa, che includono anche lo sbuffo dell’impatto dello scudo termico. Anche questa versione è notevole. La versione migliore che ho trovato finora è questa:

Intanto il laser di bordo (realizzato in collaborazione con l’agenzia spaziale francese) ha già sparato un milione di watt per cinque miliardesimi di secondo: questa roccia, chiamata Coronation e grande come una mano, è stata il suo primo bersaglio di prova. Un’immagine del risultato è qui.

E dall’orbita intorno a Marte il Mars Reconnaissance Orbiter ha mandato questa foto in falso colore del sito di atterraggio:

Curiosity è il puntino al centro; si vedono le tracce dei getti dei motori della gru volante. I colori sono esaltati rispetto alla realtà, ma la foto mette in evidenza un fatto curioso: Marte è rosso solo perché è coperto di polvere ricca di ossido di ferro, ma in realtà sotto la polvere è blu-grigio come la roccia basaltica che ne costituisce la maggior parte della superficie. Il vento (o in questo caso, i potenti getti dei razzi) ogni tanto portano alla luce il vero colore di Marte.

Poi c’è quest’immagine, segnalata da Phil Plait, che mostra (sempre in colori esaltati) un cratere d’impatto recentissimo: grazie al fatto che abbiamo sonde orbitanti intorno a Marte da anni, possiamo vedere le differenze e l’evoluzione della superficie del pianeta e scoprire chicche come il fatto che il cratere fino al 2009 non c’era.

Wired ha raccolto una bella serie di foto e di info poco conosciute su Curiosity: le dimensioni davvero notevoli delle ruote, che scrivono “JPL” in codice Morse nella sabbia marziana, i codici per la realtà aumentata, il chip con oltre un milione e duecentomila nomi di persone che hanno aderito all’idea di portare su Marte il proprio nome, e la meridiana di bordo (che è in realtà principalmente un riferimento per la taratura di colore delle fotocamere, come descritto qui; grazie a Skure per la correzione). C’è anche una moneta da un centesimo di dollaro del 1909, usata come riferimento dimensionale intuitivo.

La NASA ha una spiegazione dettagliata delle ragioni della scelta di un sistema di atterraggio così complesso e una foto che mostra il confronto delle dimensioni di Curiosity rispetto ai rover precedenti:

Intanto, su un fronte molto più frivolo, segnalo che il modello in Lego di Curiosity ora ha anche la gru volante e ha raggiunto l’obiettivo dei 10.000 sostenitori. E che in onore del primo uso di un laser distruttivo su un altro pianeta, c’è già la T-shirt Curiosity ha sparato per prima.

19:00

Emily Lakdawalla segnala questo fantastico video nel quale l’inquadratura resta centrata sullo scudo termico in caduta. Sbaglio o alla fine si vede la nuvoletta alla Vil Coyote dell’impatto dello scudo?

È stato pubblicato il primo grafico delle condizioni meteo al sito di atterraggio (le situazioni meteo aggiornate saranno pubblicate qui) ed è stata provata la funzionalità dello sterzo delle ruote. Tutto è pronto per il primo spostamento di prova, previsto per domani. Maggiori info e immagini sono qui.

2012/08/22

Il team di atterraggio di Curiosity è andato sul set di Big Bang Theory, per cui mi sa che li vedremo prossimamente in una puntata (foto).

L’UFO di Curiosity è un fake

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Sono di fretta, ma spero di arginare il dilagare dell’ennesima falsa pista ufologica, subito ripresa da Ilvostro e Attualissimo. Un imbecille ha fabbricato un video che sembra mostrare un oggetto luminoso che attraversa il cielo di Marte, visto da Curiosity.

Piccolo problema: Curiosity non è attrezzato per realizzare video così fluidi. L’inquadratura indica che si tratta della ripresa di una Hazcam, una delle telecamerine di manovra, che non può realizzare video.

Dettagli a breve.

Aggiornamento: i dettagli sono già stati pubblicati egregiamente da Luca Boschini su Queryonline. Non occorre che io aggiunga nulla.