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Quando i fotoni giocano a flipper

Quando i fotoni giocano a flipper

Luna illuminata. Dalla Terra

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

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Ieri sera ho scattato questa foto della luce cinerea: nella falce al primo quarto, illuminata direttamente dal Sole, si scorge la zona della Luna che in quel momento è in ombra rispetto al Sole. Come mai? È rischiarata dalla luce della nostra Terra, che a sua volta riceve la propria luce dal Sole. E noi vediamo la zona in ombra perché la sua superficie riflette verso di noi la luce che il nostro pianeta le ha mandato.

Confusi? La luce parte dal Sole, colpisce la Terra, che la riflette verso la Luna, che la riflette verso la Terra, dove colpisce l’occhio dell’osservatore. Un rimbalzo ripetuto di fotoni che è visibile anche a occhio nudo in condizioni favorevoli, ma viene esaltato qui dalla sensibilità della fotocamera.

Per i curiosi, i dati EXIF sono qui; aggiungo che ho usato un obiettivo manuale zoom 650-1300 f/8-16 impostato a 1000 mm f/12.3, prestatomi da Andrea Tedeschi.

Arcobaleno di Luna in Islanda. Con aurora

Arcobaleno di Luna in Islanda. Con aurora

Un arcobaleno di notte? In Islanda si può

Questa splendida foto di Stephane Vetter, che ritrae la cascata islandese di nome Skogarfoss, è l’Astronomy Picture of the Day di ieri. A parte la meraviglia per la sua bellezza, è colma di chicche: è stata scattata di notte, per cui l’arcobaleno non è prodotto dalla rifrazione della luce diretta del Sole, ma è dovuto alla luce della Luna, che era quasi piena (volendo essere pignoli, la luce lunare è pur sempre luce solare riflessa).

Come se non bastasse, in cielo c’è l’aurora. Sulla sinistra si riconosce la costellazione dell’Orsa maggiore. Voglio andare in Islanda. Con paesaggi così, non mi stupisce che le credenze in troll, fate e folletti siano ancora diffuse.

Due appuntamenti lunari a Tradate e Lucerna

Due appuntamenti lunari a Tradate e Lucerna

Charlie Duke (Apollo 16) e Claude Nicollier (Shuttle) a Lucerna l’8 e 9 ottobre; un “albero lunare” arriverà a Tradate il 12

Charlie Duke e il sottoscritto.
No, non è una cresta punk 🙂

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Sabato 8 e domenica 9 ottobre l’astronauta lunare Charlie Duke (foto qui accanto) sarà a Lucerna, al Museo dei Trasporti, a partire dalle 10:30, insieme agli astronauti Shuttle Claude Nicollier e Jean-François Clervoy e a Johannes Geiss, responsabile dell’esperimento del vento solare realizzato durante le missioni Apollo.

Ci sarà anche Rosemary Roosa, figlia dell’astronauta statunitense Stuart Roosa (Apollo 14), che porterà un “albero lunare”: una delle piante cresciute dai circa 500 semi portati fino alla Luna durante la missione Apollo alla quale partecipò suo padre.

Il programma completo della manifestazione, organizzata da SwissApollo, è qui in tedesco e qui in francese. Se non ci potete essere, vi porterò un po’ di foto e di aneddoti.

Un altro “albero lunare”, il primo in Italia, verrà piantato a Tradate mercoledì 12 ottobre da Rosemary Roosa nell’ambito di un incontro che inizierà alle 15.30, presso il Centro Didattico Scientifico, nella sala conferenze “Salvatore Furia”, grazie all’impegno della Fondazione Osservatorio Astronomico di Tradate, della Provincia di Varese e del Parco Pineta di Appiano Gentile e Tradate.

Sarà una bella occasione per rievocare insieme le missioni lunari, con i loro aspetti poco noti (come questo), e parlare con chi ha conosciuto un astronauta Apollo da un punto di vista molto speciale e personale. Io sarò lì come fan e come traduttore; anche in questo caso cercherò di portarvi qualche immagine, ma non garantisco nulla.

L’ingresso a questo evento è libero; i dettagli sono qui su Foam13.it e qui su Collectionspace.it.

Transformers 3, edizione italiana migliorata rispetto all’originale

Transformers 3, edizione italiana migliorata rispetto all’originale

Andate a vedere Transformers 3? Fra un kaboom e l’altro, notate il doppiaggio

Oggi esce anche in Italia Transformers 3. È pieno di chicche e apparizioni a sorpresa per gli appassionati di fantascienza e di astronautica (non rivelo nulla per non guastarvi la sorpresa), ma nell’edizione italiana ce n’è una che gli astrofili apprezzeranno: la vicenda ha parecchio a che fare con la Luna. In originale gli attori parlano di lato oscuro della Luna (dark side of the Moon). Ma questa è una stupidaggine astronomica in tutti i sensi, perché la Luna non ha un lato oscuro (con buona pace dei Pink Floyd). Tutta la sua superficie viene illuminata prima o poi nell’arco del mese che la Luna impiega a girare intorno alla Terra.

La chicca supplementare è che in italiano questa stupidaggine è stata corretta, grazie alle insistenze di chi ha diretto il doppiaggio, e si parla quindi giustamente di “faccia nascosta” della Luna. Almeno così mi dicono le mie fonti. Se riuscite a verificarlo fra un’esplosione e l’altra, me lo segnalate?

Se non resistete e volete sapere tutto in anteprima, trovate tutti gli spoiler (anche sulle apparizioni a sorpresa) presso USA Today, Boston Globe, Moviehole, Comicbookmovie. Qui sotto c’è il trailer italiano. Buon kaboom.

Un ultimo consiglio per i complottisti undicisettembrini: lo so che la tentazione sarà forte, ma non citate Transformers 3 per mostrare come crollano davvero i grattacieli. Gli ingegneri strutturisti vi prenderanno a sberle. Il resto del mondo vi riderà in faccia.

Corrado Lamberti a Lugano il 19/2

Corrado Lamberti a Lugano il 19/2

Bello: vedere il decollo dell’Ariane. Sublime: vederlo dalla Stazione Spaziale Internazionale

Credit: ESA / NASA

Vedete quella sottile scia bianca che si staglia contro il cielo nero, sulla destra? È il missile europeo Ariane che si arrampica verso lo spazio e trasporta l’ATV, un veicolo automatico grande come un autobus a due piani che trasporta provviste e materiali per gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, dalla quale Paolo Nespoli ha scattato quest’immagine. Che io sappia, questa è la prima volta che la scia di un missile in salita verso lo spazio viene fotografata da un altro veicolo spaziale con esseri umani a bordo. Fantastico. L’originale della foto è qui.

Per chi non ha la fortuna di assistere alle meraviglie dello spazio da un palco privilegiato come quello della Stazione Spaziale Internazionale posso proporre un appuntamento capace di evocare tutto il fascino del cosmo e dell’astronomia: sabato 19 febbraio sarà a Lugano Corrado Lamberti, il più noto divulgatore dell’astronomia di lingua italiana, già direttore delle riviste “l’astronomia” e “le Stelle”.

Lamberti è ospite della Società Astronomica Ticinese alle 17, presso il Liceo di Lugano 2 (Savosa), dove terrà una conferenza aperta al pubblico e intitolata “Capire l’universo”. La conferenza è dedicata alla cosmologia, una delle parti più ostiche ma meravigliose dell’astrofisica. Ho già avuto il piacere di assistere a una conferenza di Lamberti e so che sarà abile nel chiarire cosa sono la costante cosmologica, la materia oscura, l’energia del vuoto e tutti gli altri concetti di questo campo affascinante con i suoi caratteristici esempi e con le sue riflessioni sul senso dell’universo, che sono in ultima analisi il vero scopo dell’astronomia e sono la ciliegina sulla torta dei suoi incontri pubblici. Io purtroppo non ci sarò (sono impegnato con il corso per investigatori del mistero del CICAP), ma vi consiglio di andarci, se potete, e di applaudirlo anche da parte mia.

Le cose che non colsi - 2010/01/06 [UPD 2010/01/08]

Le cose che non colsi – 2010/01/06 [UPD 2010/01/08]

Kaboom mancati e riusciti, intercettazioni, teatrini della sicurezza e altre delizie

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Strutture sommerse dell’isola giapponese di Yonaguni. Qualcuno mi ha chiesto un parere su queste presunte strutture e mi ha segnalato questo articolo (attenzione: contiene pubblicità un po’ osé) che ipotizza che si tratti di opere dell’uomo risalenti a 10.000 anni fa. Non ho tempo di approfondire, lascio queste righe come appunto: segnalo solo che l’articolo di Wikipedia cita varie fonti che suggeriscono che si tratti più banalmente di formazioni geologiche naturali di roccia che, come in altri luoghi del mondo, tende spontaneamente a fratturarsi secondo linee geometriche.

Ipotesi aliene e/o catastrofiche riguardanti una nube scoperta dalle sonde Voyager. Un altro lettore mi ha segnalato l’esistenza di farneticazioni sulla nube scoperta dalle sonde della NASA fuori dal nostro sistema solare e battezzata “Local Fluff”. Le informazioni tecniche per rispondere a queste idee menagramo sono su Physorg.com e su Nasa.gov.

Teatrino della sicurezza Qualche pensiero sulla sicurezza e soprattutto sui teatrini della sicurezza dopo il Mutandabomber del volo Northwest Airlines 253 da Amsterdam a Detroit: Bruce Schneier prende giustamente per i fondelli la nuova regola sul non alzarsi dal posto durante l’ultima ora di volo. BoingBoing si associa. Il teatrino prosegue: le istruzioni segretissime sulle nuove regole di sicurezza della TSA (Transportation Security Administration) americana finiscono online. Come le mutande dell’aspirante martire. E per quelli che dimenticano che le prime notizie diramate dai media spesso non sono esatte, segnalo che inizialmente le agenzie parlavano di mini-petardi natalizi (i Christmas crackers della tradizione britannica).

Scusi, quest’esplosivo è suo? Il teatrino arriva a livelli demenziali e da infarto con questa simpatica trovata delle autorità slovacche. Vediamo se i controlli di sicurezza funzionano: mettiamo dell’esplosivo di nascosto nella valigia di un passeggero ignaro e vediamo se i nostri colleghi ai controlli lo trovano. Indovinate come va a finire: l’esplosivo sfugge ai controlli e il passeggero se lo porta a casa a Dublino, dove viene arrestato e la sua abitazione viene circondata dagli artificieri per rimuoverne l’esplosivo. Le autorità slovacche aspettano tre giorni prima di avvisare la polizia irlandese del piccolo disguido e dicono che l’esplosivo non era pericoloso. Ma allora perché chiamare gli artificieri? Adesso non basta preoccuparsi delle bombe portate in aereo dai terroristi; bisogna anche preoccuparsi di quelle messe dagli “esperti” di sicurezza (BBC). Aggiornamento: le cose potrebbero essere andate diversamente da quanto descritto da Zia Beeb, come segnalato nei commenti qui sotto.

L’intercettazione dei video non cifrati dei Predator. Forse non è un errore grave come pare istintivamente. Schneier sottolinea che a volte la mania di segretezza inutile fa più danni della disseminazione di segreti. Il problema nel caso dei Predator sarebbe stata la gestione dei codici di accesso sul campo di battaglia. Se il video in tempo reale non fosse stato disponibile a un gruppo di soldati nel momento del bisogno perché il sistema non accettava la password, la segretezza avrebbe prodotto danni maggiori. E si chiede quanto possa essere utile un feed video di una vista aerea senza coordinate o altri riferimenti. Il vero danno, qui, è quello d’immagine (la figuraccia pubblica dei militari).

Più facile intercettare i GSM. È stato decifrato l’algoritmo di channel hopping usato dai sistemi cellulari GSM per proteggere le telefonate contro le intercettazioni. Un progetto open source mirato a dimostrare l’insufficienza della privacy del sistema GSM ha proposto, durante il Chaos Communication Congress di Berlino, un kit composto da un PC con una scheda grafica di medie prestazioni, un disco rigido capiente, due ricevitori USRP2 e del software per gestire il channel hopping. Dopo qualche minuto d’intercettazione di una chiamata, l’algoritmo viene decifrato e siccome la chiamata è stata registrata (come flusso di dati cifrati), può essere decifrata anche la sua parte iniziale. Il kit registra solo uno degli interlocutori, ma anche questo in molti casi è sufficiente per commettere crimini, per esempio intercettando i menu vocali di un sistema bancario (The Register).

Come spillare dati privati da Facebook. Wired spiega che le nuove regole di privacy di Facebook rendono più facile scoprire nome, amici, sesso, età, interessi, domicilio, lavoro e titolo di studio corrispondenti a un indirizzo di e-mail usando la funzione di ricerca di amici. Buon divertimento.

Leggere i pensieri si può (o quasi). Basta accettare qualche piccolo impianto nel cervello, senza fili sporgenti o connettori alla Frankenstein: solo due bobinette applicate allo scalpo. Un dispositivo chiamato Neuralynx, realizzato presso la Boston University, rileva l’attività cerebrale dei centri della parola e la converte in suoni. Funziona: un primo modello sperimentale è già stato impiantato in un ventiseienne completamente paralizzato, generando correttamente alcuni suoni (Physorg).

Demi Moore photoshoppata in copertina: arrivano gli avvocati per non farlo sapere. Il popolare sito BoingBoing pubblica le prove di un fotoritocco dilettantesco che mozza un fianco a Demi Moore sulla copertina di una rivista (immagine qui accanto), e l’attrice, invece di chiedere scusa per la porcata e per l’ennesima anoressizzante presa in giro del pubblico, manda gli avvocati, e la rivista nega ogni ritocco. La risposta del legale di BoingBoing è da manuale. Mai sentito parlare del diritto di cronaca? Tutta la storia è qui, e non è l’unica del suo genere. Leggete qui sotto.

Modelle impossibili. La presa in giro e la presentazione di modelli estetici inarrivabili raggiunge nuove vette in un poster di Ralph Lauren (qui accanto). E anche qui arrivano gli avvocati, che diffidano Photoshop Disasters, il blog che aveva pubblicato l’immagine. Photoshop Disasters ha rimosso l’articolo, ma l’immagine è ancora in giro. Esiste davvero qualcuno che crede che questo sia l’aspetto normale di una donna? E qualcun altro che approva e che stampa questa roba? E la soluzione, secondo i magnati della moda, è quella di imbavagliare chi denuncia i loro inganni?

Esperti di sicurezza sbaragliano botnet di 250.000 PC infetti. La botnet era arrivata a generare l’11% dello spam analizzato da MessageLabs. Gli smanettoni hanno preso il controllo dei server che gestivano la botnet. Geniale. I dettagli sono su PCworld/Yahoo.

Cinque anni fa, l’attacco alla Terra dallo spazio. Il 27 dicembre 2004 la Terra fu investita da un fascio di raggi gamma e X tanto potente da accecare alcuni satelliti e ionizzare parzialmente gli strati superiori dell’atmosfera. Colpa di una magnetar, la SGR1806-20: una stella di neutroni tanto densa che un centimetro cubo della sua materia pesa cento milioni di tonnellate e dotata di un campo magnetico mostruoso (donde il nome). Si trova a 50.000 anni luce da noi, sul lato opposto della nostra galassia, eppure è riuscita a far sentire il suo effetto fin qui, cosa che una “normale” supernova non riuscirebbe a fare da quella distanza. E poi dicono che la scienza è noiosa (Bad Astronomy).

Cinque nuovi mondi. Il telescopio spaziale Kepler della NASA ha trovato i suoi primi cinque nuovi pianeti al di fuori del sistema solare. Quattro sono ancora più grandi di Giove, e percorrono orbite strettissime intorno alla propria stella. Un anno, su quei mondi, dura fra tre e cinque giorni terrestri. Uno, Kepler 7b, ha una densità media inferiore a quella del polistirolo espanso. Questo è solo un piccolo esercizio di collaudo: il telescopio Kepler è fatto per scoprire pianeti simili alla Terra (BBC).

Antimateria kaboom. Incrociare i flussi è male, come sanno i fan di Ghostbusters: mettere insieme materia e antimateria nel cuore di una stella è molto male. E avviene nella realtà, non nei telefilm di Star Trek. Sette miliardi di anni fa, la stella Y-155, nella costellazione della Balena, aveva una massa 200 volte maggiore di quella del nostro sole ed è diventata tanto calda da generare coppie di particelle di materia e antimateria, scatenando una reazione termonucleare che l’ha fatta esplodere così violentemente da essere visibile da Terra nonostante si trovasse a metà strada dai confini dell’universo e generando un’energia equivalente a cento miliardi di volte quella del Sole (Science Daily).

Oroscopi? Idiozia colossale. Lo dice Marco Cagnotti, giornalista scientifico e presidente della Società Astronomica Ticinese, in un eloquente sfogo sul blog astronomico Stukhtra, giocando il jolly: “… “Nature”, vol. 318, pp. 419-425, 5 dicembre 1985: una ricerca fondamentale. Effettuata con astrologi professionisti, impegnati in un protocollo a doppio cieco e messi nelle migliori condizioni operative, avendo tutte le informazioni su luogo, data e ora di nascita, quindi potendo stilare il tema natale preciso dal quale ricavare poi la personalità dei volontari. Risultato: fallimento totale.” Niente male anche l’incazzatura di Marcello Veneziani sul Giornale: “Giuro che al prossimo che mi fa l’oroscopo gli faccio l’endoscopia, con strumenti improvvisati”.

Onnipotenza in Windows 7. Esiste un “God Mode” in Windows 7, una serie di funzioni non documentate, inserite dagli sviluppatori, che permette di accedere rapidamente a tutti i pannelli di controllo del sistema operativo da una singola cartella. Basta creare una nuova cartella e darle il nome seguente: GodMode.{ED7BA470-8E54-465E-825C-99712043E01C} (parentesi graffe incluse). Potete anche usare una stringa diversa da “GodMode”, ed esiste tutta una serie di codici aggiuntivi che attivano varie scorciatoie per controllare più agevolmente le impostazioni del sistema operativo. Cnet ne pubblica un elenco che è spiegato in dettaglio qui. Il codice che riporto qui sopra è quello che include tutte le scorciatoie: gli altri ne attivano dei sottogruppi. Da provare a vostro rischio e pericolo (specialmente in Vista, dove pare che tenda a crashare il sistema) (Gizmodo).

Antibufala: Warren Beatty ha conosciuto biblicamente quasi 13.000 donne? Qualcuno ha fatto i conti in tasca a questa notizia che ha spopolato nei giorni scorsi sui giornali che non hanno niente di meglio da raccontare. Bufala, a meno che vogliate credere che il bellone di Hollywood sia riuscito a sedurre 1,06 donne al giorno, ogni giorno dell’anno, per 33 anni di fila (Animalnewyork.com).

Immagini incredibili di animali nel grembo materno. Sono tratte da un documentario di National Geographic, ma le trovate su Io9 e Izismile.

Che fine ha fatto Second Life? È quasi deserto, ma fa più soldi di prima grazie alla conversione all’intrattenimento a luci rosse. PcPro è andato a vedere cos’è successo al social network che tanti avevano dipinto come il futuro di Internet.

Fotocamere digitali, basta con la guerra dei megapixel, bisogna essere più sensibili. La nuova frontiera per la fotografia è l’introduzione di sensori capaci di ottenere immagini decenti in condizioni di luce sempre più fioca, fino a fotografare in città, di notte, in luce ambiente. ISO 12.800, estendibili a 102.400, per la Canon 1D Mark IV. Che nelle mani giuste fa dei video straordinari come Nocturne. Se dovete chiedere quanto costa, non ve la potete permettere.

L’universo in sei minuti

Video: tutto l’universo conosciuto

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “boni.p****” e “pesante-80”.

Vi sfido a rimanere impassibili di fronte a quest’animazione in scala, basata sui dati scientifici più precisi finora disponibili, il Digital Universe Atlas, che vi porta dalle montagne del Tibet ai limiti dell’universo conosciuto. Abbassate le luci, portatelo a tutto schermo nella versione quasi HD, e godetevi lo spettacolo.

Sì, siamo niente nell’ordine dell’universo. Ma noi piccoli ammassi di neuroni su un insignificante pianetucolo in una banale periferia di una galassia come tante altre siamo capaci di comprendere tutto quest’universo. Questa è la strada di conoscenza che abbiamo percorso in soli quattrocento anni, da quando Galileo ha alzato il suo cannocchiale verso le stelle. Pensare a quello che faremo e scopriremo nei prossimi quattrocento è un brivido esaltante.

Mostrate questo video ai vostri figli, o ai vostri studenti, se ne avete, e osservate la loro reazione. Vedrete all’opera il fascino della scienza e capirete la forza della sua seduzione appagante. Che col tempo non sfiorisce, ma non fa che aumentare. Buone feste.

Fonte: Kottke.org

Il primo pianeta roccioso extrasolare. Stavolta sul serio

La sonda Kepler ha trovato il primo pianeta roccioso confermato fuori dal nostro Sistema Solare

A differenza di Gliese 581g, il pianeta extrasolare abitabile annunciato con grande clamore a settembre 2010 e poi degradato allo stato molto schroedingeriano di “non sappiamo ancora per certo se esiste”, stavolta sembra proprio che ci siamo: la NASA ha annunciato la scoperta confermata di un pianeta roccioso, battezzato provvisoriamente Kepler-10b (in onore della sonda usata per acquisire i segnali della sua presenza), che sarebbe il più piccolo finora scoperto al di fuori del nostro sistema solare: solo 1,4 volte più grande della nostra Terra e con una massa 4,6 volte superiore.

Non è però abitabile: orbita troppo vicino alla propria stella, tanto che ci mette meno di un giorno terrestre a completare un’orbita, ed è un inferno di metallo fuso a milletrecento gradi sul lato esposto alla luce della propria stella. Ma è un’indicazione di quanto stanno diventando raffinate e potenti le tecniche di ricerca dei pianeti nel cosmo.

Secondo Ars Technica, la scoperta del pianeta è stata effettuata dalla sonda in base alla riduzione periodica della luce proveniente dalla stella Kepler-10 prodotta dal passaggio del pianeta davanti alla stella (dal punto di vista della sonda) ed è stata confermata dal telescopio terrestre Keck, alle Hawaii, sulla base degli spostamenti Doppler dello spettro della stella causati dallo spostamento della stella stessa prodotto dall’attrazione gravitazionale del pianeta.

Qui sotto trovate la mia traduzione spiccia delle parole di Natalie Batalha, vicedirettore del gruppo di ricerca presso l’Ames Research Center della NASA, a commento delle immagini del video di grafica digitale pubblicato dall’ente spaziale statunitense che includo qui.

Kepler-10b orbita intorno a una delle 150.000 stelle sottoposte a monitoraggio dalla sonda Kepler fra le costellazioni del Cigno e della Lira. Puntiamo il nostro mosaico di 42 rivelatori lì, sotto l’ala del cigno. poco sopra il piano della Via Lattea. La stella vera e propria è molto simile al nostro Sole per temperatura, massa e dimensione, ma è più vecchia: ha 11,9 miliardi di anni, rispetto ai 4,5 del nostro Sole. È una stella tranquilla, che ruota lentamente con un campo magnetico debole e poche delle macchie solari che caratterizzano il nostro Sole. La stella sta a circa 560 anni luce dal nostro Sistema Solare ed è una delle più luminose fra le stelle sorvegliate da Kepler, ed è stata la prima che abbiamo identificato come potenziale ospite di un pianeta transitante molto piccolo. I transiti del pianeta furono osservati per la prima volta a luglio del 2009.

560 anni luce. Mi sono resa conto che quando la luce di questa stella ha iniziato il proprio viaggio verso la Terra, i navigatori europei stavano attraversando l’Oceano Atlantico per la prima volta in cerca di nuovi orizzonti. Oggi stiamo ancora esplorando, e la nostra coffa è un telescopio spaziale di nome Kepler. Un giorno gli oceani che attraverseremo saranno la galassia stessa, ma per ora immaginiamo i mondi che scopriamo affidando alle mani degli artisti tutto quello che abbiamo appreso dalle nostre osservazioni.

Qui vedete Kepler10-b come un mondo bruciato, che orbita intorno alla propria stella a una distanza 20 volte inferiore a quella fra Mercurio e il nostro Sole. Si presume che la temperatura diurna sia superiore a 1300 °C, superiore a quella delle colate di lava sulla Terra. Le radiazioni intense hanno impedito al pianeta di trattenere un’atmosfera, ma qui vediamo frammenti di silicati e ferro evaporati da una superficie fusa e spazzati via dalla radiazione stellare, in maniera molto simile alla coda di una cometa quando la sua orbita la porta vicina al Sole. Molti anni fa, prima della sonda Kepler, il nostro gruppo costruì un telescopio robotizzato al Lick Observatory per imparare ad effettuare fotometria di transito. Lo chiamammo il “telescopio di Vulcano”, riferendoci al pianeta ipotetico che gli scienziati dell’Ottocento pensavano potesse trovarsi fra il Sole e Mercurio. Un pianeta che potesse spiegare le piccole deviazioni nell’orbita di Mercurio che furono poi spiegate tramite la teoria della relatività generale di Einstein. Vulcano è il dio del fuoco nella mitologia romana: un nome calzante per un mondo così vicino al Sole. Quando ho visto l’illustrazione dell’artista di Kepler-10b per la prima volta, ho pensato subito che questo fosse il nostro pianeta Vulcano. Eravamo tornati al punto di partenza nella nostra ricerca e sappiamo che abbiamo solo cominciato a immaginare le possibilità.

Asteroidi di passaggio, niente panico

Asteroidi di passaggio, niente panico

Due asteroidi passeranno “vicino” alla Terra oggi

Prima che qualche giornalista scalmanato annunci la fine del mondo, segnalo che i due asteroidi che si avvicineranno oggi alla Terra non la colpiranno e non sono pericolosi in alcun modo.

Secondo i dati pubblicati da Astronomy Now, hanno dimensioni inferiori ai 25 metri. Il più piccolo, denominato 2010 RF12, passerà a circa 80.000 chilometri dalla Terra: un quinto della distanza Terra-Luna, per dare un termine di paragone. L’altro, 2010 RX30, arriverà a 0,66 distanze Terra-Luna. Nessuno dei due sarà visibile a occhio nudo, ma gli astrofili ben attrezzati potranno fotografarli.

Lasciando da parte le false paure di mondi in collisione, la cosa interessante da notare è che siamo capaci di vedere un pezzo di sasso di 25 metri mentre si trova a 80.000 chilometri. E quello è il suo avvicinamento massimo: l’abbiamo avvistato quando era ancora più lontano. E non saremmo in grado di vedere Nibiru, un intero pianeta che si avvicina di soppiatto?

Maggiori dettagli su questi due asteroidi, con le effemeridi, sono disponibili presso il Minor Planet Center, BritAstro, Universe Today e NASA. L’osservatorio di Faulkes ha pubblicato delle istruzioni su come fotografarli. Complimenti ad Andrea Boattini, che li ha scoperti con il riflettore da 1,5 metri a Mount Lemmon, in Arizona.