Vai al contenuto
Antibufala: l’asteroide di Natale minaccia la Terra!

Antibufala: l’asteroide di Natale minaccia la Terra!

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Credit: NASA/JPL-Caltech/GSSR

Provo a fare un’antibufala preventiva, visto che mi aspetto che come al solito si scateni il putiferio dei siti acchiappaclic intorno alla segnalazione, da parte della NASA, del passaggio di un asteroide di oltre un chilometro nelle “vicinanze” della Terra alla vigilia di Natale.

L’asteroide, denominato 2003 SD220, passerà a 11 milioni di chilometri dalla Terra, ossia più di venti volte la distanza fra la Terra e la Luna, e segue una rotta ben nota e prevedibile, tanto che si sa già che passerà a 2,8 milioni di chilometri dalla Terra nel 2018 e si sa anche dove sarà nel 2070, quando si avvicinerà (relativamente parlando) di nuovo a 2,7 milioni di chilometri.

Questo asteroide è quindi interessante dal punto di vista scientifico ma non comporta alcun pericolo, se non quello di qualche notte insonne da parte degli astronomi e radioastronomi che lo stanno osservando.

Maggiori dettagli sono sul sito del Jet Propulsion Laboratory della NASA e in questo articolo dell’astronomo Phil Plait.

L’asteroide WT1190F era un veicolo spaziale? Probabilmente sì, comunque niente panico

L’asteroide WT1190F era un veicolo spaziale? Probabilmente sì, comunque niente panico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento). Ultimo aggiornamento: 2016/01/13 23:00.

Credit: Osservatorio Astronomico di Bologna.

Da alcune settimane si parla in Rete dell’asteroide WT1190F, del suo nome un po’ comico (che richiama il popolare acronimo WTF) e soprattutto del fatto che gli esperti dicono che non è un sasso cosmico ma è un oggetto artificiale. Stando ai calcoli, dovrebbe aver colpito l’atmosfera terrestre poco fa, intorno alle 6:20 UTC (le 7:20 in Europa centrale), disintegrandosi senza pericolo significativo a sud dello Sri Lanka.

La traiettoria dell’oggetto è stata ricostruita con precisione e sappiamo che orbitava intorno alla Terra lungo un’orbita che lo portava oltre la Luna. Dalla sua luminosità, che varia periodicamente, sappiamo anche che è piccolo (qualche metro di diametro) e ruota su se stesso ogni due ore e mezza circa. Cosa più interessante, sappiamo si tratta di un oggetto artificiale perché ha una densità media molto bassa, come se si trattasse di un oggetto cavo, e il suo colore è molto chiaro, tipico dei relitti spaziali (gli asteroidi naturali sono normalmente molto scuri).

Questi dati hanno fatto pensare che si tratti di un detrito spaziale di qualche missione lunare, e ad alcuni ricercatori è venuto in mente un “detrito” molto particolare: la cabina del Modulo Lunare della missione Apollo 10, che a maggio del 1969 fece una prova generale dell’allunaggio. Dopo l’uso, la cabina (più precisamente, lo stadio di risalita o ascent stage) del Modulo Lunare fu abbandonata nello spazio e se ne persero le tracce. L’ipotesi è intrigante, ma non è affatto certa come titolano alcuni giornali: ci sono molti altri possibili relitti spaziali candidati.

Per quanto riguarda l’origine del suo nome, l’Agenzia Spaziale Europea spiega bene, tramite un articolo dello scopritore dell’oggetto, Eric Christensen, che non c’era alcun intento comico di rispecchiare nella sigla le perplessità degli scienziati sulla natura dell’oggetto: semplicemente, la W è la lettera progressiva che indica l’anno di scoperta (il 2015), la T indica la metà del mese di scoperta (le prime due settimane o le seconde due del mese di calendario), la cifra 1 identifica l’osservatorio che ha individuato l’oggetto, e i quattro caratteri successivi sono un contatore progressivo esadecimale. Il risultato è che quest’asteroide non è stato il solo ad avere un identificativo che richiama il classico WTF.

Aspettiamo qualche ora e vediamo se ci sono state osservazioni. Qui c’è un mini-blog (in tedesco) che segue uno dei voli osservativi appositi, citati anche da Nature.

2015/11/14

Un avvistamento dal Regno Unito, pubblicato da Peter Birtwhistle e realizzato 44 minuti prima dell’impatto, mostra molto bene la variazione periodica di luminosità che indica una rapida rotazione dell’oggetto.

Qualche immagine del rientro è pubblicata in questo video.

2016/01/14

Secondo una ricerca pubblicata su Nature, WT1190F sarebbe quel che resta della sonda lunare statunitense Lunar Prospector, lanciata nel 1998.

Fonti aggiuntive: ASISlate.

Asteroide mancherà la Terra di circa 500˙000 km il 31/10; scoperto solo 10 giorni fa

Asteroide mancherà la Terra di circa 500˙000 km il 31/10; scoperto solo 10 giorni fa

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentili donazione di “berard*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Simulazione in Celestia (Astroblogger).

Un asteroide di dimensioni importanti (300-600 metri circa) passerà a circa 478.000 chilometri dalla Terra nei prossimi giorni. Non c’è alcun pericolo, ma il fatto che sia arrivato a sorpresa, senza essere avvistato prima dai sistemi di monitoraggio, desta comprensibilmente un po’ di angoscia.

L’oggetto, denominato 2015 TB145, è stato infatti scoperto soltanto la settimana scorsa, il 10 ottobre, dall’osservatorio Pan-STARRS alle Hawaii. Arriverà il 31 ottobre, passando a circa 35 chilometri al secondo (126.000 km/h): una velocità molto elevata rispetto alla norma. A titolo di confronto, l’asteroide disintegratosi sopra la Russia, nella zona di Celyabinsk, a febbraio 2013 aveva un diametro di circa 17 metri e viaggiava a 19 km/s (68.400 km/h). Il momento di massima prossimità alla Terra di questo nuovo asteroide sarà alle 17:18 UT del 31 ottobre. Gli astronomi sperano di ottenere immagini con un dettaglio di circa 2 metri per pixel con i loro radiotelescopi.

Le info della NASA sono qui; quelle del Jet Propulsion Laboratory sono qui; quelle del Minor Planet Center sono qui. I file per Celestia sono su Astroblogger, dal quale ho tratto anche questo schema della traiettoria con l’orbita della Luna.

Se questo asteroide fosse stato in rotta di collisione, con un preavviso così modesto non avremmo avuto nessun modo di deviarlo o distruggerlo. Secondo la simulazione di Impact: Earth! un suo impatto a 126.000 km/h, ipotizzando che si tratti (come si suppone) di un oggetto di tipo cometario e un angolo d’impatto di 45 gradi sulla terraferma, creerebbe un cratere di circa 6 km di diametro, profondo 500 metri, accompagnato da una palla di fuoco larga quattro chilometri e mezzo. Un bel pensiero col quale iniziare la giornata.

Asteroide scoperto ieri è passato stamattina a 85.000 km dalla Terra

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Il Minor Planet Center, centro di avvistamento di asteroidi, ha segnalato stanotte che l’asteroide 2016 CM194 sarebbe passato a 0.22 distanze lunari dalla Terra (0.20 DL dalla superficie terrestre), ossia a circa 85.000 km, stamattina alle 7.53 UT (8:53 ora dell’Europa centrale). Le dimensioni stimate sono fra 5 e 19 metri e la velocità è di 6,3 km/s.

I dettagli pubblicati dall’MPC indicano alcuni aspetti interessanti:

– per chi teme una congiura del silenzio, basta guardare quanti osservatori sono stati coinvolti nel tracciamento dell’oggetto;

– per chi teme che non siamo sufficientemente attrezzati per avvistare in tempo eventuali asteroidi in rotta di collisione, va notato che questo asteroide è stato avvistato per la prima volta ieri e quindi non ci sarebbe stato preavviso sufficiente per fare qualunque intervento di deviazione o di preparazione nella zona d’impatto;

– immettendo i parametri noti nel simulatore d’impatti dell’Imperial College e ipotizzando il caso peggiore (asteroide ferroso, quindi massiccio e compatto, e angolo d’impatto di 90°) si ottiene un cratere di circa 500 metri piuttosto devastante; ipotizzando il caso più probabile (asteroide poroso e angolo d’impatto di 45°) si ottiene una frammentazione dell’asteroide nell’atmosfera, senza formazione di cratere ma con pioggia di frammenti e un’onda di pressione quasi trascurabile.

Buona giornata.

Il 6 febbraio l’asteroide 2016 CG18 passerà a 151.000 km dalla Terra. Niente panico

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Tranquilli: la traiettoria di 2016 CG18, un asteroide di circa 10 metri di diametro, è nota e prevedibile e lo porterà a circa 151.400 chilometri di distanza minima dalla Terra il prossimo 6 febbraio. Lo scrivo giusto nella speranza, probabilmente vana, di evitare che qualcuno speculi sulla cosa con il solito titolone da panico. Per chi volesse i dettagli tecnici, sono qui sul sito del JPL e qui sul sito dell’Unione Astronomica Internazionale.

Per chi fosse comunque convinto che c’è una grande congiura collettiva per nascondere la vera rotta di collisione di questo sassolone spaziale, ho a disposizione a soli 99 euro dei caschi protettivi anti-asteroide: garantisco che se ne comprate uno e lo indossate correttamente, questo asteroide non vi colpirà.

Antibufala: a settembre un asteroide colpirà la Terra!

Antibufala: a settembre un asteroide colpirà la Terra!

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/08/29 11:45. 

“A settembre un asteroide colpirà la terra. E l’umanità si estinguerà” titola Libero Quotidiano. Lo ribadisce Affaritaliani: “Asteroide colpirà la Terra a settembre. Gli esperti: tsunami e migliaia di morti”. Ci aspetta dunque un brutto rientro dalle vacanze? Possiamo dar fondo ai nostri risparmi perché tanto a settembre moriremo tutti?

Parrebbe di sì, se si considera che la notizia non è pubblicata da blogger catastrofisti anonimi: Affaritaliani e Libero Quotidiano sono testate giornalistiche regolari e registrate, con tanto di direttori responsabili, con tutti i doveri che questo comporta. Questo fatto ha messo parecchio in allarme chi s’informa tramite Internet, anche perché vengono specificate le fonti scientifiche dell’imminente fine del mondo e vengono fatte delle date precise: “L’allarme è dei ricercatori dell’Università di Southampton, Inghilterra” scrive infatti Affaritaliani, aggiungendo che “Secondo alcuni scienziati tra il 22 e il 28 settembre di quest’anno un asteroide enorme colpirà la Terra. Paura sui social, anche se la Nasa tenta di smentire”.

Niente panico. Libero Quotidiano dice che la sua fonte è “il sito leggo.it che riprende il periodico ‘Metro’” (notizia di terza mano, insomma) e che comunque la fonte originale è “un gruppo di teorici del complotto… a seguito di alcuni studi sulla Bibbia”. Non c’è nessun avvistamento astronomico, insomma: solo le congetture di un gruppetto di persone che usa impropriamente la Bibbia come se fosse un manuale d’astronomia e tenta di prevedere la data della fine del mondo con calcoli astrusi. Ricordate com’è andata all’ultimo che ci ha provato, il reverendo americano Harold Camping? Milioni di dollari spesi per annunciare la fine del mondo per il 21 maggio 2011, che poi non è arrivata? Appunto.

La pseudonotizia è riportata anche da altri giornali, come il britannico Mirror, che però mette in chiaro subito nel titolo che si tratta di congetture di complottisti.

Ma che c’entrano i ricercatori dell’Università di Southampton? Di uno viene fatto persino il nome: Clemens Rumpf. Non è un nome inventato, perché c’è davvero un Clemens Rumpf a quell’Università. Ma non ha affatto previsto un impatto di un asteroide per settembre: ha semplicemente pubblicato un articolo tecnico nel quale evidenzia quali sono le zone del mondo che, in caso di un eventuale impatto, subirebbero le maggiori conseguenze. Fra queste zone ci sono quelle costiere, che subirebbero l’effetto devastante di uno tsunami.

Nell’articolo tecnico manca qualunque previsione nefasta per il 22 o 28 settembre o per i giorni fra queste due date (notate che Affaritaliani attribuisce la data ad “alcuni scienziati”, senza farne i nomi; un classico sintomo di poca attendibilità). I giornalisti a caccia di titoli attira-clic hanno usato questo articolo tecnico come spunto per imbastire un annuncio da paura. Perché, si sa, la paura fa novanta. E fa fare novantamila clic che portano incassi pubblicitari.

Antibufala: l’asteroide 2015 PU228 colpirà la Terra nel 2081!

Antibufala: l’asteroide 2015 PU228 colpirà la Terra nel 2081!

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “diegotur*” e “francescosc*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Una lettrice, alim*, mi ha segnalato la presenza sul sito della NASA di un asteroide, denominato 2015 PU228, che ha un rischio d’impatto di livello 1 nell’anno 2081.

Considerato che si tratta di un oggetto con un diametro di circa 300 metri, che in condizioni medie produrrebbe un cratere di circa sei chilometri di diametro, è comprensibile che la cosa crei una certa inquietudine sulla catastrofe che sembrerebbe incombere sui nostri figli o nipoti. Ma prima di farsi prendere dal panico e invocare l’intervento di Bruce Willis in stile Armageddon è meglio conoscere bene il significato dei dati pubblicati dalla NASA, non solo per questo asteroide ma anche più in generale per tutti gli allarmi asteroidali che periodicamente vengono diffusi da giornalisti e internauti sconsiderati.

Prima di tutto, il livello 1 della Scala Torino nelle informazioni della NASA sull’asteroide 2015 PU228 non è il più alto, come verrebbe facile pensare, ma è il penultimo (Wikipedia; NASA) ed è definito come “scoperta abituale, nella quale è previsto un passaggio nelle vicinanze della Terra che non crea alcun livello insolito di pericolo. I calcoli attuali indicano che la probabilità di collisione è estremamente bassa e non vi è motivo di preoccupazione o attenzione del pubblico. Nuove osservazioni telescopiche molto probabilmente condurranno a una riassegnazione al livello 0.”

Per il valore -1.95 della Scala Palermo, indicato attualmente dalla NASA per questo asteroide, va notato che in questa scala “valori fra -2 e 0 indicano situazioni che meritano un monitoraggio attento” (Wikipedia; NASA), ma serve un valore positivo per passare da “monitoraggio” a “preoccupazione”.

Nel caso specifico dell’asteroide 2015 PU228, inoltre, le previsioni si basano al momento su 115 osservazioni che coprono circa 34 giorni: un campione decisamente modesto, che crea forte incertezza sui calcoli a lungo termine. In pratica, c’è almeno una soluzione di questi calcoli che includono un impatto con la Terra, ma ce ne sono moltissime altre che non lo includono: lo sapremo con minore incertezza man mano che aumentano le osservazioni che permettono di definire con maggiore precisione la traiettoria dell’asteroide (che comunque può essere leggermente alterata da vari fenomeni, come la pressione della luce solare). È un processo spiegato bene da questa pagina di FAQ della NASA, dalla quale traduco questo paragrafo che chiarisce il motivo per cui spesso la NASA inizialmente assegna rischi d’impatto relativamente alti e poi man mano li riduce:

Dato che le orbite derivanti da una serie molto limitata di osservazioni sono più incerte, è più probabile che tali orbite “consentano” degli impatti futuri. Tuttavia spesso queste previsioni iniziali possono essere scartate man mano che includiamo un maggior numero di osservazioni e riduciamo le incertezze sull’orbita dell’oggetto. Di solito il rischio associato a un oggetto specifico diminuirà man mano che si rendono disponibili ulteriori osservazioni e quindi capita che degli oggetti vengano inclusi e poi rimossi nella nostra pagina dedicata ai rischi d’impatto

[…] Per contro, nel caso improbabile che un dato evento potenziale d’impatto persista fino a quando l’orbita è piuttosto ben delimitata, la probabilità d’impatto e il rischio associato tenderanno ad aumentare man mano che si aggiungono osservazioni. Questo non è paradossale: se davvero un asteroide sta per passare molto vicino alla Terra, allora inizialmente non si può escludere una collisione. La probabilità d’impatto tenderà ad aumentare man mano che viene affinata l’orbita e vengono scartate le traiettorie alternative e sicure. Prima o poi la probabilità d’impatto scenderà a zero (di solito piuttosto di colpo) oppure, se l’asteroide è davvero in traiettoria di collisione, continuerà ad aumentare fino a raggiungere il 100%.

In altre parole, se vedete che dalle pagine della NASA sparisce una segnalazione di un certo asteroide, non è una forma di censura per nascondere l’impatto imminente.

Fra l’altro, i passaggi “ravvicinati” di asteroidi non sono affatto rari. Tutto dipende da cosa s’intende per ravvicinato: l’attuale tabella apposita della NASA, infatti, include persino oggetti che passeranno a settantacinque volte la distanza fra la Terra e la Luna. Con criteri di questo genere, soltanto negli ultimi sei giorni la Terra è stata “sfiorata” (in termini cosmici) da un asteroide ben dieci volte. Niente panico, insomma.

Antibufala: università inglese annuncia che la Terra verrà distrutta da una meteora tra pochi giorni. MORIREMO TUTTI

Antibufala: università inglese annuncia che la Terra verrà distrutta da una meteora tra pochi giorni. MORIREMO TUTTI

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “maurizio.to*” e “luca@*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento, come ha fatto “emi.it*”). Ringrazio @lucianog, @mrdaltri e @ufoofinterest. Ultimo aggiornamento: 2015/10/01 14:30.

“«La Terra verrà colpita da un meteorite tra il 22 e il 28 settembre», la tesi choc di una università inglese.” Lo scrive oggi Emiliana Costa su Messaggero.it [donotlink; archive.is]. Non nella sezione Cazzate sentite al bar, ma nella sezione Tecnologia e Scienza. La stessa notizia esce anche su Ilmattino.it [donotlink; archive.is], sempre a firma di Emiliana Costa. E anche su Leggo.it [donotlink; archive.is]. Firmata da chi? Emiliana Costa. Ma pubblicata sotto la responsabilità delle singole redazioni.

Dice l’articolo: “”La Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana”. La tesi choc proviene da un gruppo di scienziati coordinati dal professor Robert Walsh, direttore esecutivo della ricerca alla University of Central Lancashire, nel Regno Unito”. Ma è una balla. La tesi non proviene affatto dal professor Walsh o dall’università: proviene dal tabloid inglese Mirror, che si è inventato la notizia di sana pianta, in una classica mossa attiraclic.

Il Mirror ha preso le dichiarazioni originali assolutamente rassicuranti del professor Walsh (che iniziano con un inequivocabile “Gli accademici dell’Università concordano con la NASA: non c’è alcun motivo di preoccuparsi”) e le ha completamente stravolte, titolando “Esperto dice che una meteora potrebbe spazzar via la Terra la settimana prossima nonostante la NASA dica che siamo al sicuro” [donotlink; archive.is], come mostrato qui accanto.

Indovinate da dove dice di aver preso la notizia Emiliana Costa? Ma dal Mirror, naturalmente. L’ammissione è nel secondo paragrafo del suo articolo.

I fatti sono questi: primo, il professor Walsh non ha mai detto che la Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite tra meno di una settimana. La “tesi choc” non proviene da un’università inglese. Questa stronzata (scusatemi, ma non c’è altro modo per qualificarla) gliel’hanno messa in bocca i giornalisti.

Secondo, l’idea che ci sarà un impatto catastrofico imminente è stata partorita esclusivamente da alcuni complottisti. C’è persino scritto chiaramente, e con chiaro tono di scetticismo, nell’articolo del Mirror usato come fonte autorevole (non ridete) da Emiliana Costa:

Conspiracy theorists still haven’t pin pointed when earth’s final day will come – insisting it could be anywhere from the 22 to the 28 September – but if we’re to believe them – then we should start bidding bye-bye to our loved ones soon.

In italiano:

I complottisti non hanno ancora definito con esattezza quando arriverà l’ultimo giorno della Terra e insistono che potrebbe essere una qualunque data fra il 22 e il 28 settembre, ma se vogliamo credere a loro allora dovremmo cominciare presto a dire ciao ciao ai nostri cari.

Più chiaro di così non si può, eppure la Costa risponde così quando le segnalo che ha pubblicato una bufala: “Se legge il pezzo troverà le fonti. Compresa quella della NASA e del giornale da cui è stata ripresa la notizia Buona lettura”.

Solo che la NASA non c’entra nulla; ha anzi smentito seccamente. E persino il Mirror ha chiarito che l’annuncio di catastrofe non arriva dal professor Walsh, ma da un gruppo di complottisti.

Ma come si dice spesso nel giornalismo, mai lasciare che i fatti ostacolino una notizia ghiotta. Il Mattino e il Messaggero sembrano aver capito molto bene questa lezione. Se poi qualcuno si fa venire le crisi di panico di fronte alla dichiarazione, scritta su testate giornalistiche, che una università inglese ha annunciato una catastrofe meteorica per la fine di questo mese, chi se ne frega. L’importante è attirare clic. E se qualcuno ti fa notare che hai pubblicato una notizia da procurato allarme, chi se ne frega lo stesso. Tanto l’Ordine dei Giornalisti dorme sonni beati. Poi la gente mi dice che sono eccessivo quando parlo di “puttane del clic” riferendomi ai giornalisti (uomini e donne) e alle redazioni che tradiscono la deontologia in nome di qualche spot pubblicitario in più.

Poi, cari colleghi, non lamentatevi se nessuno compra più giornali. A furia di pubblicare balle, la gente magari s’è stufata di pagare soldi buoni in cambio di notizie marce.

Ma il povero professor Walsh che c’entra?

Magari vi state chiedendo come ha fatto il professor Walsh a finire coinvolto in questa bufala. Semplice: ha pubblicato sul sito dell’Università del Lancashire una pagina in cui sbufala le previsioni di catastrofe mentre la sua collega, Sarita Robinson, spiega gli aspetti psicologici dell’attrazione diffusa per l’idea della fine del mondo. Tutto qui. Ai giornalisti in cerca di clic facili questo basta e avanza.

Fra l’altro, le considerazioni psicologiche della Robinson sono interessanti, ma sono state ignorate in favore dell’annuncio di catastrofe. Cito in sintesi qualche brano:

La gente tende a pensare che le credenze apocalittiche siano legate alla religione e che la credenza in una fine del mondo sia un elemento chiave di una teoria spirituale. Ma risulta di no: ci sono molte persone non religiose che credono all’imminenza della fine del mondo a causa della minaccia nucleare o di altre tecnologie umane come la manipolazione genetica.

È interessante chiedersi perché le persone sono attratte da queste credenze. Una possibilità è che in un mondo imprevedibile offrono un senso di controllo. La gente può essere preoccupata per il futuro e per cosa pianificare, ma senza informazioni su cui basarsi è difficile fare piani. Se un leader carismatico ti dice che il mondo finirà in una data precisa, puoi preparare i tuoi piani di conseguenza. La data toglie l’incertezza dalla tua vita. Non solo: hai persone che la pensano come te con le quali puoi lavorare per questo obiettivo comune. Per alcuni (specialmente i religiosi) la fine del mondo può portare a un mondo migliore.

Il problema nasce quando il mondo non finisce. Può essere molto difficile per le persone quando scoprono improvvisamente che il mondo non è finito. Devono trovare una maniera di spiegarlo, come per esempio un errore nei propri calcoli.

Credere che la fine del mondo sia vicina non è una brutta cosa, se non interferisce con la tua vita quotidiana. Se non vendi la casa e spendi i soldi per farti una bella vacanza, o se non dai i tuoi soldi al leader di qualche setta, prepararsi per la fine del mondo potrebbe non essere una cattiva idea. Noi non prendiamo in considerazione molti rischi nella vita di tutti i giorni: per esempio non consideriamo le conseguenze di una pandemia d’influenza e la maggior parte della gente non vuole pensare alla morte perché la mette psicologicamente a disagio. La maggior parte di noi non si prepara per i disastri e non fa neanche i preparativi sensati, come tenere in auto una coperta e un thermos di caffé se ci troviamo bloccati per strada dalla neve in inverno.

2015/01/10: La fine del mondo è stata annullata

Siamo al primo ottobre e l’asteroide non s’è visto; siamo ancora qui. Due parole di rettifica, da parte dei giornalisti e dei giornali che hanno seminato allarme per nulla, sarebbero gradite. Attendo fiducioso? Neanche un po’.

ADNKronos senza vergogna: falso allarme per asteroide in avvicinamento

ADNKronos senza vergogna: falso allarme per asteroide in avvicinamento

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle gentili donazioni di “gigalore*” e “c_stelz*” e alla segnalazione di @VaeVictis. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento, come ha fatto “chiarama*”).

ADNKronos titola La Nasa avverte: “Un grande asteroide si sta avvicinando alla Terra”. Titolo da panico, ma è una balla spudorata di cui un’agenzia giornalistica seria dovrebbe vergognarsi profondamente.

Primo, l’asteroide in questione, nel momento di massima “vicinanza” alla Terra, sarà sessantacinque volte più lontano della Luna e quasi a metà strada fra la Terra e Marte. Se ne starà a 25 milioni di chilometri. Dire che “si sta avvicinando alla Terra” senza precisare queste distanze enormi è supremamente irresponsabile. È come dire che una nave da crociera sta per schiantarsi contro il Colosseo perché è entrata nel Mediterraneo.

Secondo, la NASA non “avverte” di un fico secco. Avvertire implica pericolo, ma qui di pericolo non ce n’è manco l’ombra. La NASA informa e basta, perché il passaggio dell’asteroide è interessante in termini scientifici, ma niente di più. L’unico pericolo è quello che corre il giornalismo serio, coperto dalla melma di bufale allarmiste come questa.

Terzo, ADNKronos non solo crea allarmismo in chi si fida delle parole di un’agenzia di stampa: manca anche al proprio dovere d’informare. Nella notizia non c’è il nome dell’asteroide, non c’è la sua distanza minima, non c’è un riferimento preciso alle fonti. Ci sono soltanto i dati che servono ad amplificare la paura: “La massa sta attualmente precipitando nello spazio alla velocità di 40.000 miglia all’ora”. No: non sta “precipitando” (verbo molto ingannevole): sta seguendo la propria traiettoria, che la tiene ad almeno 25 milioni di chilometri da noi. E fra l’altro ADNKronos non fa neanche lo sforzo di offrirci la conversione in chilometri l’ora.

Visto che a quanto pare ADNKronos preferisce fare panico invece d’informare, pubblico qui i fatti che avrebbero dovuto far parte di un lancio d’agenzia responsabile: durante questo fine settimana l’asteroide 86666 (2000 FL10) transiterà senza pericolo a circa 25 milioni di chilometri dalla Terra: una distanza pari a 65 volte la distanza fra la Terra e la Luna. L’asteroide è conosciuto da anni (fu scoperto il 30 marzo 2000) e la sua traiettoria è ben nota e non solo non presenta alcun rischio di collisione imminente con la Terra, ma almeno fino al 2200 (data oltre la quale la NASA per ora non ha ritenuto necessario fare calcoli) se ne starà ad almeno una ventina di milioni di chilometri dal nostro pianeta.

In altre parole, una non-notizia. Ma c’è chi preferisce mettere paura per accalappiare qualche clic in più.

E finché sono i complottisti, i fufologi e i catastrofisti a mettere in giro false paure, pazienza: un utente di buon senso capisce che si tratta di una cretinata scritta da un cretino. Ma qui abbiamo un’agenzia di stampa, una di quelle fonti che vengono considerate affidabili e autorevoli, una di quelle che pretende di essere giornalismo serio, che scrive fandonie, fa disinformazione e si salva dall’accusa di falso soltanto perché ci mette la foglia di fico scrivendo (dopo aver creato il panico) “ma non rappresenta una minaccia”.

Che pena.

Se volete esprimere educatamente ad ADNKronos la vostra opinione su questo modo di fare giornalismo e magari chiedere  una rettifica, i contatti dell’agenzia sono qui.

Nota: dati falsi sul Mirror

Il Daily Mirror scrive addirittura che l’asteroide passerà a una distanza inferiore a quella della Luna: (“And as it hurtles close to earth at 40,000 miles per hour – it is expected to pass the moon’s orbit of the earth this weekend.”). È una balla totale ed è un ottimo promemoria, per i colleghi giornalisti che vivono di copiaincolla, che il Mirror non è una rivista di astronomia. Grazie a @mrdaltri per la segnalazione.

Video e foto dell’asteroide che ieri ci ha “sfiorato”

Video e foto dell’asteroide che ieri ci ha “sfiorato”

Ieri notte, intorno a mezzanotte e mezza (ora italiana), un asteroide di circa 400 metri di diametro, denominato 2005 YU55, è passato a circa 320.000 chilometri dalla Terra: meno della distanza della Luna dal nostro pianeta.

Non c’era alcun pericolo e l’evento era previsto da tempo, tanto che gli astronomi di tutto il mondo si sono preparati e hanno raccolto moltissimi dati e scattato immagini usando sia telescopi ottici, sia radiotelescopi.

Una prima “foto” radiotelescopica è qui su Universe Today, che ha anche altre immagini e video, dai quali segnalo questo:

C’è un mini-video che mostra l’asteroide che gira, fatto due giorni fa usando radiotelescopi. La NASA ha pubblicato un’animazione accelerata del suo passaggio rispetto alla Terra e alla Luna, altre info e anche una vista “di taglio” che chiarisce meglio le rispettive posizioni dell’asteroide, della Terra e della Luna. Astroguyz ha un bel sunto della situazione.

Phil Plait, su Bad Astronomy, ha un bell’articolo in cui spiega le tecniche usate per ottenere queste “immagini” usando segnali radio: gli impulsi possono essere usati per misurare la distanza dell’asteroide con estrema precisione tramite il tempo che ci mettono ad andare e tornare, tanto che è possibile ottenere una mappa tridimensionale degli avvallamenti e delle sporgenze del bersaglio perché il segnale ci mette meno tempo a tornare se colpisce una zona sporgente (la distanza da percorrere è leggermente inferiore). La risoluzione con questo sistema arriva a circa quattro metri.

Tramite gli stessi segnali radio possiamo anche misurare la velocità e il verso di rotazione, perché la lunghezza d’onda degli impulsi è nota con grande precisione e il segnale riflesso cambia frequenza se colpisce una superficie che si sta muovendo (effetto Doppler). Niente male, per un semplice segnale radio.