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Cento anni fa nasceva il “televisore”

Una foto d’epoca mostra il socio di Baird, Oliver Hutchinson, come lo presentava il “televisore”. È la prima foto mai scattata a un’immagine televisiva.

Quasi esattamente un secolo fa, il 28 gennaio 1926, il Times di Londra annunciava a pagina 9 la presentazione del cosiddetto “televisore” (televisor in originale) alla comunità scientifica.

Il Times raccontò così l’evento: [fonte: Bairdtelevision.com]

“Alcuni membri della Royal Institution e altre persone che hanno visitato un laboratorio situato in una stanza ai piani alti di Frith Street, a Soho, hanno assistito a una dimostrazione dell’apparecchio inventato dal signor J.L. Baird, il quale sostiene di aver risolto il problema della televisione. È stata loro mostrata una macchina trasmittente, costituita da un grande disco rotante in legno contenente delle lenti, dietro il quale si trovavano un otturatore rotante e una cellula fotosensibile. È stato spiegato che grazie all’otturatore e al disco con le lenti era possibile far passare ad alta velocità davanti alla cellula fotosensibile l’immagine di oggetti o persone poste davanti alla macchina. La corrente nella cellula varia in proporzione alla luce che la colpisce e questa corrente variabile viene trasmessa a un ricevitore, dove comanda una luce situata dietro un dispositivo ottico simile a quello posto all’estremità trasmittente. In questo modo, un punto luminoso percorre uno schermo di vetro smerigliato. La luce è fioca nelle ombre e brillante nelle zone luminose e percorre lo schermo così rapidamente che l’immagine intera appare simultaneamente all’occhio.”

“Ai fini della dimostrazione, la testa di un pupazzo da ventriloquo è stata manipolata come immagine da trasmettere, sebbene sia stato riprodotto anche il volto umano. Prima su un ricevitore nella stessa stanza del trasmettitore e poi su un ricevitore portatile in un’altra stanza, ai visitatori è stata mostrata una ricezione riconoscibile dei movimenti della testa del pupazzo e di una persona che parlava. L’immagine trasmessa era fioca e spesso sfocata, ma ha confermato l’affermazione secondo la quale attraverso il “Televisor”, come il signor Baird ha chiamato il suo apparecchio, è possibile trasmettere e riprodurre istantaneamente i dettagli del movimento e aspetti quali l’espressività del volto.”

“Resta da vedere fino a che punto gli ulteriori sviluppi porteranno il sistema del signor Baird verso un uso pratico. Egli ha a quanto pare superato i precedenti insuccessi nella costruzione di celle fotosensibili in grado di funzionare alla grande velocità richiesta, e ora che ha ottenuto il sostegno finanziario per il suo lavoro sarà in grado di migliorare e perfezionare il suo apparecchio. È stata presentata una richiesta al Ministro delle Poste per ottenere una licenza di trasmissione sperimentale e a breve potrebbero essere effettuate delle prove con il sistema da un edificio in St. Martin’s Lane.”

Nel 1980 il programma britannico Tomorrow’s World ricostruì una versione funzionante del televisore di Baird, un capolavoro di tecnologia steampunk.

Trascrivo il testo del servizio (più avanti trovate la mia traduzione):

About 50 years ago, a new gadget came on the market, the repercussions of which have affected almost everybody. Happily though, those of us who now work in the industry it helped to found no longer have to go through all this rigmarole every time we go to work. That gadget was a television set, and half a century
ago it demanded that those who appeared on it got properly made up. And that meant blue lips and lots of white face powder.

One of the pioneers of television was a Scotsman, John Logie Baird, and back in the 20s, using rather crude
apparatus, he succeeded in transmitting pictures over short distances. By 1930, “televisors”, as they were called, were on sale to the general public for about £26.

The picture was actually viewed down here, through a magnifying glass; and behind it, a screen about the size of a matchbox.

Next week, London Science Museum will open an exhibition covering 50 years of television and broadcasting. And we thought it appropriate for Tomorrow’s World to remember the Scotsman who made it all possible, by trying to transmit for the first time in 45 years a Baird-type television picture. And we’re going to do it on a lovingly recreated Baird system.

Now, his picture quality wasn’t very good by today’s standards, which is why I’m wearing all this makeup. Baird’s
picture was made up of 30 lines scanned vertically. And he did this with a beam of light and a rotating drum of mirrors, 30 mirrors in all. The performer sits in front of the mirrors, with the light beam scanning him. Two photocells then pick up the reflected light from his face and the signals are fed down a series of cables to a transmitter and on to the receiver, which contains a neon bulb.

Just in front is a metal disc, a spinning disc, and in it are thirty tiny holes, too small to see as it goes round. But as it spins, it should be possible to see the image of the performer looking through these holes, just level with a neon tube.

Incidentally, early television pictures were not black and white at all. They were pink, because of the color of the neon light. And what’s more, they’re so dim that our studio cameras are just not sensitive enough to do the job for us.

So, by way of contrast, perhaps, we’re using a piece of tomorrow’s world to look at the Baird image. It’s a new surveillance camera so sensitive that it can almost see in the dark.

So, that’s the setup. Let’s now try and make a television picture in the way they did it in the late 20s and early 30s. And I must say, first of all, it is the most peculiar experience sitting here with a light scanning your face 30 times a second. I suspect anybody suffering from epilepsy wouldn’t be able to tolerate this for very long.

Now, we have to do this in almost total darkness because the cells are extremely sensitive. So, let’s put all the studio lights out, switch on the Baird system, and up it comes. I center myself in the screen. Perhaps for the first time in 45 years, over the air, a picture of a television performer, yes, it’s me, on the Baird system.

And if you would like to know what it felt like to be a television star of the early 30s, well, you can try this for yourself if you visit the science museum in South Kensington when the exhibition opens. But I think you’ll have to bring your own dicky bow if you want to do the job properly. So, there it is. A little bit of history recreated on Tomorrow’s World. And until next week, from all of us in the studio, good night.

Traduzione:

Circa 50 anni fa fu introdotto sul mercato un nuovo dispositivo, le cui ripercussioni hanno influenzato quasi tutti. Fortunatamente, quelli di noi che ora lavorano nel settore che ha contribuito a fondare non devono più affrontare tutte queste complicazioni ogni volta che si recano al lavoro. Quel dispositivo era un televisore, e mezzo secolo fa richiedeva che coloro che apparivano sullo schermo fossero adeguatamente truccati. Questo voleva dire labbra blu e una notevole quantità di cipria bianca.

Uno dei pionieri della televisione fu uno scozzese, John Logie Baird, che negli anni 20 del Novecento, utilizzando apparecchiature piuttosto rudimentali, riuscì a trasmettere immagini su brevi distanze. Già nel 1930 i “televisori”, come venivano chiamati, erano in vendita al pubblico a circa 26 sterline.

L’immagine veniva in realtà visualizzata qui sotto, attraverso una lente d’ingrandimento, e dietro di essa c’era uno schermo delle dimensioni di una scatola di fiammiferi.

La prossima settimana, il Museo della Scienza di Londra inaugurerà una mostra che ripercorre 50 anni di televisione e trasmissioni televisive. Abbiamo ritenuto opportuno che Tomorrow’s World ricordasse lo scozzese che rese possibile tutto questo cercando di trasmettere per la prima volta in 45 anni un’immagine televisiva di tipo Baird. Lo faremo utilizzando un sistema Baird ricreato con cura.

La qualità dell’immagine non era molto buona per gli standard odierni, ed è per questo indosso tutto questo trucco. L’immagine di Baird era composta da 30 linee scansionate verticalmente. Lo faceva utilizzando un raggio di luce e un tamburo rotante dotato di specchi, 30 specchi in tutto. L’artista si siede davanti agli specchi, con il raggio di luce che lo scansiona. Due fotocellule captano la luce riflessa dal suo viso e i segnali vengono trasmessi attraverso una serie di cavi a un trasmettitore e poi al ricevitore, che contiene una lampada al neon.

Proprio davanti c’è un disco di metallo, un disco rotante, e al suo interno ci sono trenta piccoli fori, troppo piccoli per essere visti mentre gira. Tuttavia, mentre gira, dovrebbe essere possibile vedere l’immagine dell’artista guardando attraverso questi fori, proprio all’altezza di un tubo al neon.

Fra l’altro, le prime immagini televisive non erano affatto in bianco e nero. Erano rosa, a causa del colore della lampada al neon. Inoltre sono così fioche che le nostre telecamere da studio non sono abbastanza sensibili per svolgere il loro compito.

Quindi, per contrasto forse, stiamo utilizzando un pezzo del mondo di domani per guardare l’immagine di Baird. Si tratta di una nuova telecamera di sorveglianza così sensibile da poter quasi vedere al buio.

Quindi questa è la configurazione. Proviamo ora a realizzare un’immagine televisiva come si faceva alla fine degli anni ’20 e all’inizio degli anni ’30. Devo dire, prima di tutto, che è un’esperienza molto particolare stare seduti qui con una luce che ti illumina il viso 30 volte al secondo. Immagino che chi soffre di epilessia non riuscirebbe a tollerarlo a lungo.

Dobbiamo farlo quasi nel buio totale perché le fotocellule sono estremamente sensibili. Quindi, spegniamo tutte le luci dello studio, accendiamo il sistema Baird ed ecco che appare. Mi metto al centro dello schermo. Forse per la prima volta in 45 anni, in onda, l’immagine di un personaggio televisivo, sì, sono io, sul sistema Baird.

E se volete sapere come ci si sentiva ad essere una star televisiva dei primi anni ’30, beh, potete provarlo voi stessi visitando il museo della scienza a South Kensington quando aprirà la mostra. Tuttavia, credo che dovrete portarvi un vostro papillon se volete fare le cose per bene. Ecco qua. Un po’ di storia ricreata a Tomorrow’s World. E fino alla prossima settimana, da tutti noi in studio, buona sera.

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[…] CBC], il centenario dell’invenzione della televisione ad opera di John Logie Baird (mio articolo di approfondimento), la mia partecipazione alla convention di scienza e fantascienza Sci-Fi Universe, lo studio […]

Marco Martino

(YouTube da già per questo video l’audio tradotto dall’IA; l’avevi notato?)

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