Vai al contenuto

Dire le parolacce quando ti fai male è fisiologicamente benefico

Una ricerca pubblicata nel 2011 sul Journal of Pain (Richard Stephens e Claudia Umland, Swearing as a response to pain – Effect of daily swearing frequency. The Journal of Pain. Bish 12.12 (2011): 1274–1281) ha dimostrato che l’uso di parolacce può davvero produrre un efficace sollievo dal dolore a breve termine e che l’effetto è molto maggiore per le persone che non utilizzano parolacce regolarmente nella vita quotidiana.

Uno studio successivo pubblicato nel 2020 su Frontiers in Psychology (Richard Stephens e Olly Robertson, Swearing as a Response to Pain: Assessing Hypoalgesic Effects of Novel “Swear” Words. Front. Psychol., 30 April 2020 – Sec. Health Psychology – Volume 11 – 2020 indica inoltre che l’uso di parolacce convenzionali può aumentare la tolleranza al dolore del 33% rispetto all’uso di un linguaggio alternativo di parolacce inventate.

Stephens, docente senior di psicologia, e il ricercatore di dottorato Olly Robertson hanno condotto dei test per verificare se ripetere le parolacce fittizie twizpipe e fouch potesse essere efficace quanto pronunciare parolacce tradizionali nell’aiutare a tollerare il dolore.

La ricerca, finanziata da Nurofen, ha comportato la misurazione della soglia del dolore di 92 partecipanti che hanno tenuto le mani in un bagno di ghiaccio. La soglia del dolore è stata misurata cronometrando il tempo necessario per iniziare a sentire dolore, mentre la tolleranza al dolore è stata determinata dal tempo per il quale i partecipanti sono stati in grado di tenere le mani nell’acqua gelida.

Ogni partecipante ha affrontato la sfida quattro volte, ripetendo una delle parole di prova durante ogni tentativo. L’ordine delle parole era casuale, per evitare qualsiasi possibilità di distorsione dei risultati.

Lo studio ha scoperto che, sebbene pronunciare twizpipe e fouch provocasse reazioni emotive e umoristiche, queste parole avevano un impatto minimo nell’aiutare a sopportare il dolore, rispetto all’uso delle tradizionali parolacce che inducono analgesia da stress e aumentano la tolleranza al dolore del 33%.

Fonti aggiuntive: The Science of Why Swearing Reduces Pain, Wired.com, 2018; Only ‘traditional’ swearing improves our ability to tolerate pain, new study finds, Keele University, 2020.

5 1 voto
Valutazione dell'articolo
Iscriviti
Notificami
guest

17 Commenti

[…] Fra i tanti temi che abbiamo toccato cito la data (quasi) palindroma (26-1-26; maggiori info qui su Wikipedia), la mucca sapiente Veronica capace di usare utensili [video; Antonio J Osuna-Mascaró e Alice M I Auersperg, Flexible use of a multi-purpose tool by a cow, Curr Biol. 2026 Jan 19;36(2):R44-R45; CBC], il centenario dell’invenzione della televisione ad opera di John Logie Baird (mio articolo di approfondimento), la mia partecipazione alla convention di scienza e fantascienza Sci-Fi Universe, lo studio scientifico che misura l’effetto antistress della gomma da masticare [National Geographic], e i benefici dimostrati scientificamente di dire le parolacce quando ci si fa male (mio approfondimento). […]

Marco Martino

Funzionano solo perché con le parolacce convenzionali si vocalizza tanto.
Funzionano come funziona gridare AAA.
Almeno mi pare ovvio sia così per il dolore fisico.
Ciò mi fa sembrare lo studio non tanto serio.

Funzionano meno per sfogare l’indignazione, mi pare (ma sono abituato a considerarle maleducazione quindi forse per questo mi par così); ma con qualche buona eccezione: https://www.youtube.com/playlist?list=PL25i4GVUSpsIbHHM6jtXa27BH33ug8oJM

Ultima modifica 3 mesi fa di Marco Martino
PGC New Edition

e come stiamo messi con le bestemmie?

PGC New Edition

peccato perché se l’effetto di bestemmiare fosse diverso da quello di dire parolacce sarebbe una prova dell’esistenza di Dio.

E che è permaloso.

Ultima modifica 3 mesi fa di PGC New Edition
R.D. Olivaw

Dipende.
Se l’effetto fosse migliore, non sarebbe permaloso, ma dotato di una spiccata ironia.
In ogni caso non è detto, ovviamente, che l’effetto della bestemmia, non sia diverso dalla semplice ingiuria, per questioni meramente soggettive.
E’ probabile che “accidempolina” abbia un effetto minore di ingiurie più “cariche”
Sarebbe interessante scoprire, ad esempio, se l’effetto della bestemmia è diverso tra credenti e atei o agnostici.
O se “vale” solo bestemmiare la “propria” divinità.
O se è diverso bestemmiare la divinità, oppure i santi.

Guastulfo

Sarebbe interessante scoprire, ad esempio, se l’effetto della bestemmia è diverso tra credenti e atei o agnostici.

Sì, un ateo che bestemmia lo posso anche capire ma un agnostico? Che fa, bestemmia “nel dubbio”?

Magari l’agnostico lancia “bestemmia quantistica”, in sovrrapposizione: sacrilega e innocua finché qualcuno “non apre la scatola” 🙂

Ultima modifica 3 mesi fa di Guastulfo
R.D. Olivaw

In un vecchio sketch Benigni raccontava la perplessità del credente che, alla morte, si trovava davanti ad una divinità diversa da quella in cui aveva creduto.
Ha aperto la scatola e…. non era un gatto., era un opossum.

Il lupo della luna

Si potrebbe organizzare uno studio in proposito in Veneto o in Toscana 😀

zoomx

A me sembra che anche le parolacce in inglese siano meno, forse molto meno, di quelle in italiano. È corretto?

PGC New Edition

Tanti anni fa feci a gara con un collega australiano per vedere chi trovava più parolacce. Mi pare che partimmo da “sinonimi” del termine “prostituta”.

Vinse lui.

Pupazzone

Ha incluso anche she bitch?

Nadirik

Anche nel curling sembra che funzioni bene…

Pupazzone

A me viene in mente Peter Griffin specie quando cade dalle scale.

3SN4IDER

Gioia e tripudio nei bar del Triveneto! 😀

17
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x