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Il veicolo cargo russo Progress diretto alla Stazione Spaziale è in avaria

Il veicolo cargo russo Progress diretto alla Stazione Spaziale è in avaria

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/04/29 15:30.

Circa quattro ore fa (alle 13:10 ora di Baikonur) è partito il veicolo spaziale cargo russo Progress 59 (Progress M-27M, secondo la dizione russa), diretto verso la Stazione Spaziale con circa 3 tonnellate di cibo, propellente, acqua, ossigeno e altri rifornimenti per gli abitanti della Stazione. Era previsto il rendezvous rapido con la Stazione in sei ore e quattro orbite, ma sono sorti dei problemi.

Secondo quanto pubblicato dalla NASA, la telemetria trasmessa dalla Progress dopo l’inserimento in orbita è discontinua e quindi i controllori di volo russi non sono stati in grado di confermare lo stato dei sistemi di bordo e l’attivazione dei sistemi di navigazione e di manovra necessari per il rendezvous. I pannelli solari si sono aperti regolarmente, per cui il veicolo non è a corto di energia.

Un veicolo Progress in volo
(immagine d’archivio)

I controllori stanno inoltre avendo problemi a trasmettere comandi alla Progress. È subentrato quindi il piano di volo di riserva, che prevede un rendezvous più lento (due giorni, 34 orbite) che farebbe arrivare la Progress alla Stazione giovedì.

Altre fonti indicano che l’orbita attuale di 194 x 279 km è “completely off-target”, che i problemi di telemetria e invio di comandi persistono e che mancano dati precisi sull’orbita.

Secondo NasaSpaceflight, se il sistema di navigazione primario (KURS) risultasse inaffidabile, sarebbe possibile un attracco manuale tramite il sistema ausiliario TORU.

Qualora non fosse possibile riprendere il controllo della Progress, il cargo rientrerà spontaneamente nell’atmosfera entro pochi giorni e si disintegrerà nell’alta atmosfera insieme al proprio prezioso carico. Non c’è nessun pericolo significativo di caduta di frammenti al suolo e nessun rischio di collisione con la Stazione. Il carico della Progress non è urgente e il suo mancato arrivo non comporta problemi immediati per la Stazione.

Aggiornamenti

13:55. Pochi minuti fa la diretta dal centro di controllo russo ha mostrato brevemente delle immagini provenienti da una delle telecamere di bordo della Progress, che sembra essere in rapida rotazione incontrollata su se stessa, dato che si vede un’alternanza continua di cielo e superficie terrestre.

14:35. Il Controllo Missione statunitense ha avvisato gli astronauti sulla Stazione che non è pianificato alcun attracco per giovedì. I tentativi russi di riprendere il controllo della Progress sono stati infruttuosi ed è quindi impossibile inviare i comandi di manovra necessari per inserirsi nella traiettoria di attracco.

15:10. Astronautinews ha pubblicato un sunto in italiano della situazione e il video della telecamera di bordo della Progress che gira vorticosamente su se stesso. Non è un bello spettacolo. Le scritte in sovrimpressione indicano che il sistema di navigazione è entrato in modalità di test.

21:00. I controllori russi ritenteranno tra qualche ora di riprendere i contatti con la Progress, ma è una corsa contro il tempo. Alcune stime prevedono che senza manovre correttive rientrerà, disintegrandosi, entro 18 ore.

2015/04/29 8:00. Anche i nuovi tentativi effettuati finora sono falliti: zero telemetria e nessuna risposta del veicolo ai comandi inviati da terra. La tentata attivazione del sistema manuale di manovra TORU è fallita. L’unica nota positiva è che l’orbita nella quale si trova la Progress è meno bassa di quanto sembrasse dai primi rilevamenti, per cui il veicolo non verrà frenato rapidamente dalla resistenza dell’aria (comunque presente, anche se estremamente tenue, alle quote orbitali basse) e non ricadrà sulla Terra entro poche ore, come si temeva inizialmente, ma dopo vari giorni. C’è però il problema dell’energia di bordo: la rotazione incontrollata (circa 20 giri/minuto su un singolo asse) impedisce ai pannelli solari di restare rivolti al Sole.

8:15. L’avaria della Progress è senza precedenti: in passato ci sono state Progress che hanno avuto difficoltà ad attraccare, due sono entrate in collisione con la stazione spaziale sovietica Mir (nel 1994 e nel 1997) e una non ha raggiunto l’orbita (nel 2011), ma uno scenario come quello attuale non era mai avvenuto in decenni di servizio (la prima fu lanciata nel 1978) e oltre 140 voli. Se la Progress non viene salvata, gli abitanti della Stazione hanno riserve per almeno quattro mesi. Inoltre la navetta Progress precedente è ancora attraccata e può quindi fornire propulsione per il mantenimento dell’orbita della Stazione. La Stazione può essere rifornita dai veicoli Dragon e HTV. Tuttavia è prevedibile che i prossimi lanci di rifornimento con le Progress verranno ritardati per studiare l’avaria attuale ed evitare che si ripeta. Dato che le Progress e le capsule con equipaggio Soyuz hanno molti sistemi in comune, è inoltre possibile che i lanci di nuovi equipaggi possano subire rinvii; non ci sono per ora ragioni per pensare a rinvii dei rientri degli equipaggi già a bordo della Stazione, come quello previsto per il 13-14 maggio con Samantha Cristoforetti, Anton Shkaplerov e Terry Virts. Maggiori dettagli sono disponibili in inglese presso Spaceflight101.

11:55. Ho appena sentito le comunicazioni da Mosca verso la Stazione: il Controllo Missione russo ha chiesto ai cosmonauti di fotografare la Progress stanotte, fra le 0:23 e le 0:28 ora di bordo, quando passerà relativamente vicina alla Stazione. A terra hanno bisogno qualche riscontro visivo sulla situazione del veicolo. Un eventuale video sarebbe molto interessante.

14:15. Secondo Interfax/NasaSpaceflight, lo Space Command segnala “44 frammenti in orbita accanto alla Progress M-27M e al razzo del terzo stadio Soyuz-2.1a”. Non è un buon segno. La base militare di Vandenberg ha segnalato la propria osservazione di detriti qui (ora rimosso, ma disponibile nella cache di Google): “4/28/2015 – VANDENBERG AIR FORCE BASE, Calif. — Joint Functional Component Command for Space’s Joint Space Operations Center made an initial observation of an anomaly with an International Space Station Progress resupply cargo craft at 12:04 a.m. (3:04 a.m. EDT), today. The JSpOC immediately began tracking the event and initiated the appropriate reporting procedures. Currently, the JSpOC can confirm that the resupply vehicle is rotating at a rate of 360 degrees every five seconds. Additionally, the JSpOC has observed 44 pieces of debris in the vicinity of the resupply vehicle and its upper stage rocket body, however, it cannot confirm at this time if the debris is from the rocket body or vehicle itself. “Human spaceflight safety is our chief concern,” said Lt. Gen. Jay Raymond, JFCC Space and 14th Air Force (Air Forces Strategic) Commander. “We will continue to monitor the situation and work with our government, international and industry partners to ensure the safety of the astronauts onboard the ISS and provide for the long-term safety, sustainability, security and stability of the space domain.” The JSpOC will continuously track the cargo craft and debris, performing conjunction analysis and warning of any potential collisions in order to ensure spaceflight safety for all. Questions regarding the ISS should be directed to NASA and questions about the cargo craft and the ongoing attempts to command it should be directed to Russian flight controllers.”

14:20. Il Messaggero ha pubblicato un articolo pieno di errori e allarmismi inutili sull’avaria della Progress. Non è vero che Samantha Cristoforetti è “senza rifornimenti” (ci sono mesi di provviste a bordo e altri rifornimenti sono in arrivo con altri veicoli cargo) e comunque Sam non è l’unica persona a bordo della Stazione, suvvia. L’articolista, Paolo Ricci Bitti, spende tempo a fare battute su DHL e Grande Raccordo Orbitale invece di verificare i fatti e così s’inventa l’inesistente cosmonauta Jurij Lonaakov insieme ad altre panzane tecniche, dimostrando ancora una volta che è inutile perdere tempo a leggere le notizie tecniche o scientifiche sui giornali generalisti.

15:30. L’astronauta statunitense Scott Kelly, a bordo della Stazione, ha appena dichiarato in un’intervista per la Associated Press che ha saputo dai centri di controllo russi e statunitensi che la Progress non attraccherà alla Stazione e rientrerà spontaneamente nell’atmosfera terrestre tra qualche giorno. Sembra a questo punto chiaro che la Progress è ormai abbandonata.

Ancora foto e video del rientro di Sam Cristoforetti e dei suoi compagni

Ancora foto e video del rientro di Sam Cristoforetti e dei suoi compagni

Le foto seguenti a bassa risoluzione sono tratte da questo ricco album di Flickr, dove trovate gli originali ad altissima risoluzione.

Un altro bell’album di foto è qui su Flickr grazie all’ESA.

Altre foto sono in questa serie pubblicata dal Corriere.

Video: qualcuno sa tradurre cosa dice Sam nel quarto video, quello della cerimonia di benvenuto all’aeroporto di Karaganda?

Intanto Sam e Terry sono arrivati a Houston:

Prima conferenza stampa di Sam Cristoforetti dopo il ritorno a Terra

Prima conferenza stampa di Sam Cristoforetti dopo il ritorno a Terra

La prima doccia dopo sette mesi l’ha fatta in Scozia e da seduta, perché dopo così tanto tempo in assenza di peso il corpo deve riabituarsi a gestire l’equilibrio e stare in piedi è un’impresa per cui ora le sembra di essere un macigno in bilico su due steccolini; l’impatto all’atterraggio è meno violento di quello che le avevano detto; i mille modi di dormire nello spazio; l’isolamento mediatico vissuto sulla Stazione; le abitudini prese nello spazio, come quella di lasciare a mezz’aria le cose, restano a lungo anche dopo il rientro; e molto altro nella prima conferenza stampa di Samantha Cristoforetti dopo il rientro sulla Terra.

Candidiamo Avamposto42 per i Macchianera Italian Awards 2015?

Candidiamo Avamposto42 per i Macchianera Italian Awards 2015?

Credit: Riccardo Rossi

A settembre si terrà l’appuntamento annuale con i Macchianera Italian Awards (MIA), il più importante riconoscimento del web italiano ai migliori protagonisti della rete, le cui premiazioni si svolgono nel corso della Festa della Rete a Rimini (11-13 settembre).

Ho un suggerimento di voto da proporvi: Avamposto 42, il sito ufficiale della missione Futura di Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale, che ha saputo raccontare in modo vivace, informale, originale e interessante la prima avventura nello spazio di Astrosamantha. Non è un voto soltanto per Sam, ma per tutta la squadra di persone che ha creato, gestito e arricchito il sito in questi sette mesi: sarebbe bello che il loro lavoro dietro le quinte per comunicare e divulgare la scienza e la ricerca nello spazio venisse riconosciuto.

Se l’idea v’ispira, votate per http://avamposto42.esa.int nella categoria 26, Miglior Sito Educational, seguendo le istruzioni sul sito dei MIA, entro il 23 agosto 2015. Potete anche usare la scheda che trovate qui sotto.

L’idea è un’iniziativa di Scientificast (primo podcast scientifico italiano, blog tra i più seguiti in Italia, e associazione culturale per la divulgazione scientifica, premio MIA 2014 nella categoria Miglior Radio/Programma/Podcast sul Web) e dell’Associazione Italiana per l’Astronautica e lo Spazio (ISAA), associazione culturale per la divulgazione dell’astronautica e delle scienze collegate, che realizza fra l’altro AstronautiCAST (il primo podcast italiano sulle tematiche spaziali) e il sito di notizie AstronautiNEWS.

Tutti i dettagli del rientro di Samantha Cristoforetti

Tutti i dettagli del rientro di Samantha Cristoforetti

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “ugo.mor*” e “andrea.rugg*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

Samantha Cristoforetti ha tweetato poco fa questa bellissima foto di saluto dalla Cupola della Stazione Spaziale Internazionale: oggi rientrerà a Terra insieme allo statunitense Terry Virts e al russo Anton Shkaplerov a bordo di una capsula russa Soyuz.

Se volete seguire il rientro in streaming, avete a disposizione NASA TVESA e AstronautiCAST. Anche la Rai trasmetterà alcune fasi su Rainews24 e Rainews.it. Su Ustream ci sono le comunicazioni radio, che a volte includono l’audio di bordo della Soyuz. Io sto facendo un livetweet su @disinformatico.

Qui sotto trovate la cronologia prevista per il rientro; tutti gli orari sono riferiti all’ora dell’Europa Centrale. Questo articolo verrà aggiornato man mano che si evolve la giornata.

8:55. Saluti dell’equipaggio e chiusura dei portelli fra Soyuz e Stazione (video).

Un ultimo selfie.

Qualche lacrima di commozione è inevitabile.

A zero g le lacrime s’attaccano alle ciglia invece di colare.

Foto di gruppo prima di salutarsi.

Altra foto di gruppo. Il fotografo è Scott Kelly.

Sam abbraccia Gennady Padalka…

…Mikhail Kornienko…

…e Scott Kelly, che restano a bordo della Stazione.

Il portello della Soyuz è chiuso. Sam, Terry e Anton hanno lasciato la Stazione e sono a bordo della Soyuz.

Gennady chiude il portello della Stazione.

Depressurizzazione monitorata del volume fra i due veicoli intanto che Sam, Terry e Anton indossano le sottotute anti-g Kentavr e poi le tute esterne Sokol e chiudono il Modulo Orbitale della Soyuz (che verrà successivamente sganciato; l’equipaggio sta nel Modulo di Rientro).

Schema di una Soyuz. L’equipaggio sta nella parte centrale (Descent Module);
gli altri due moduli vengono sganciati durante la discesa e si disintegrano nell’atmosfera.

Anton, comandante della Soyuz, si siede al centro; Sam sta a sinistra e Terry a destra. Si effettuano gli ultimi controlli di tenuta delle tute e del portello del Modulo di Rientro. La Soyuz inizia a usare l’alimentazione autonoma e i ganci sul modulo Rassvet della Stazione vengono aperti, in modo che la Soyuz sia trattenuta soltanto dai propri ganci. Cinque minuti prima dello sgancio, viene acceso il sistema di attracco e vengono dati gli ultimi comandi prima del distacco.

12:17:30. La Stazione disattiva i motori di manovra della sezione russa per evitare interferenze nell’assetto della Stazione durante lo sgancio; i giroscopi della sezione statunitense entrano in Fine Attitude Hold Mode, ossia tengono perfettamente stabile la Stazione (che è intrinsecamente instabile).

12:18:30. Sequenza di sgancio. La Soyuz inizia ad aprire i propri ganci.

12:20:00. Separazione fisica fra Soyuz e Stazione, prodotta da quattro dispositivi a molla, sopra la Mongolia. La Soyuz si allontana a circa 10 cm al secondo per circa tre minuti, senza usare i motori di manovra.

Video:

12:23:00. La Soyuz è a circa 20 metri dalla Stazione e accende brevemente (per 8 secondi) i motori di manovra per accelerare, poi cambia assetto per prepararsi alla manovra successiva.

La Soyuz con a bordo Sam, Terry e Anton, fotografata
dalla Stazione poco dopo lo sgancio. Credit; Scott Kelly.

12:24:30. Nuova accensione dei motori di manovra per 30 secondi. Le due accensioni consentono alla Stazione di non dover variare il proprio assetto, come invece avveniva spesso in passato, e quindi consentono di risparmiare il propellente di manovra. L’equipaggio compie poi un’orbita e mezza intorno alla Terra, allontanandosi progressivamente dalla Stazione.

14:51:17. A 12 km dalla Stazione viene acceso il motore principale per il rientro. L’accensione dura 4 minuti e 40.3 secondi e produce un delta V (variazione di velocità) di 128 m/s (460 km/h).

14:55:58. Fine dell’accensione di rientro. Quota 412.5 km, velocità 7,24 km/s (circa 26.000 km/h).

Profilo di rientro tipico.

15:09:11. Attraversamento dell’equatore a 399 km di quota. La Stazione e la Soyuz sono separate da circa 200 km.

15:18:22. Separazione del Modulo Orbitale e del Modulo di Servizio dal Modulo di Rientro (che ospita gli astronauti). Quota 140 km, velocità 7,57 km/s (27.250 km/h). Il Modulo di Rientro usa i propri motori di manovra per rivolgere il proprio scudo termico in avanti lungo la direzione di caduta. L’equipaggio chiude i caschi.

15:20:48. Contatto con l’atmosfera sopra il confine fra Iran e Iraq. Quota 100 km, velocità 7,62 km/s (circa 27.400 km/h).

15:22:17. Inizia una serie di manovre per variare la portanza e dirigere il rientro del veicolo per farlo atterrare a 148 km a sud est della cittadina di Dzhezkazgan, in Kazakistan. Quota 80.3 km, 7,62 km/s (circa 27.400 km/h). La Soyuz frena contro l’atmosfera, convertendo la propria velocità in calore, che viene assorbito dallo scudo termico. La compressione dell’atmosfera davanti allo scudo genera un muro d’aria ionizzata che impedisce le comunicazioni radio.

Le squadre di recupero sono già in posizione presso due siti: quello di rientro nominale e quello di rientro balistico (in caso di emergenza), 450 km più indietro lungo la traiettoria normale. Per loro è un orario atipico, perché di solito si atterra di mattina, mentre stavolta si atterra nel tardo pomeriggio.

15:26:56. Picco di decelerazione: 3,9 g. Quota 35,2 km, velocità 2,2 km/s (circa 7920 km/h).

15:28:58. A 10,8 km di quota e 212 m/s (circa 760 km/h) di velocità, apertura dei due paracadute guida. Quando la velocità è scesa a 80 m/s (circa 290 km/h), apertura del paracadute primario, che riduce la velocità a 6,5 m/s (circa 24 km/h). L’equipaggio sgancia lo scudo termico, sfiata il propellente residuo, sgancia le coperture dei finestrini e bilancia la pressione interna con quella esterna.

Credit: NASA/ Bill Ingalls

15:43:18. Accensione dei razzi di frenata un secondo prima dell’impatto al suolo.

Credit: NASA/ Bill Ingalls

15:43:19. Atterraggio in Kazakistan, dove la temperatura è circa 29°C e manca circa un’ora e mezza al tramonto. La capsula, atterrata circa 15 km oltre il centro della zona di atterraggio prevista, viene raggiunta dalle squadre di recupero, che provvedono a estrarre l’equipaggio. Si comincia con il comandante Shkaplerov, perché occupa il sedile centrale, poi tocca a Samantha e infine a Terry.  I tre posano per qualche foto e poi vengono portati in una tenda per i primi esami medici. Fra l’altro, l’astronauta canadese Chris Hadfield segnala che un rappresentante delle rispettive agenzie spaziali deve consegnare i passaporti agli astronauti e cosmonauti.

17:27:00. Tramonto in Kazakistan.

Credit: Bill Ingalls
via Periscope

17:43 circa. Partenza dal sito di atterraggio. Due ore di volo in elicottero fino a Karaganda per una breve cerimonia (immagine qui accanto). Sam e Terry partono poi per andare direttamente a Houston per un periodo di semi-quarantena, allo scopo di proteggerli da infezioni mentre il loro sistema immunitario è depresso a causa della permanenza nello spazio. Anton fa la stessa cosa, ma va al centro di addestramento cosmonauti vicino a Mosca.

Epilogo. L’ANSA riesce a sbagliare la sequenza di uscita degli astronauti, nonostante abbia a disposizione il video dell’uscita e nonostante il fatto che le tute di Sam, Terry e Anton siano dotate di bandiere molto eloquenti. Scrive infatti che “Il comandante della Soyuz, Anton Shkaplerov è stato l’ultimo ad uscire dalla navetta, aiutato dal personale di soccorso, mentre il primo è stato l’americano Terry Virts”. In realtà è successo l’esatto contrario. Bah. Grazie a molgae per la segnalazione.

Fonti aggiuntive: RussianSpaceWeb.

Come seguire il rientro di Samantha Cristoforetti l’11 giugno

Come seguire il rientro di Samantha Cristoforetti l’11 giugno

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Foto ISS043E174193

Samantha Cristoforetti rientrerà sulla Terra insieme a Terry Virts e Anton Shkaplerov giovedì 11 giugno. L’atterraggio in Kazakistan è previsto per le 13:43 GMT (15:43 italiane; 19:43 ora del Kazakistan).

Le operazioni di rientro verranno trasmesse in streaming da NASA TV a partire dalle 10:40 EDT (14:40 GMT; 16:40 italiane) di mercoledì 10 giugno, quando l’americano Terry Virts, attuale comandante della Stazione, cederà il comando al cosmonauta russo Gennady Padalka.

L’ESA, invece, trasmetterà il rientro in streaming a partire dalle 13 GMT (15 italiane) dell’11 giugno qui su Livestream.

Anche AstronautiCAST effettuerà una diretta in streaming in italiano a partire dalle 14:15 italiane dell’11 giugno.

La Rai trasmetterà alcune fasi del rientro su Rainews24 e e Rainews.it.

Sempre l’11 giugno, a partire dalle 2:30 EDT (6:30 GMT; 8:30 italiane), verrà trasmesso da NASA TV il saluto degli astronauti ai compagni che resteranno a bordo, seguito dalla chiusura del portello, prevista per le 2:55 EDT (6:55 GMT; 8:55 italiane).

La Soyuz TMA-15M che verrà usata per il rientro.
Fonte: ESA

Alle 6:00 EDT (10:00 GMT; 12:00 italiane) inizierà la trasmissione dello sgancio della capsula Soyuz di Sam, Terry e Anton dalla Stazione Spaziale Internazionale, previsto per le 6:20 EDT (10:20 GMT; 12:20 italiane).

Alle 8:30 EDT (14:30 italiane) inizierà lo streaming dell’accensione di rientro, prevista per le 8:51 (14:51 italiane) e seguita dall’atterraggio alle 9:43 EDT (13:43 GMT; 15:43 italiane). Inizialmente (fino all’8/6) l’ESA dava un orario di atterraggio differente dalla NASA: le 13:54 GMT (15:54 italiane), ma il 9/6 anche l’ESA si è allineata agli orari annunciati dalla NASA.

Il volo di ritorno sulla Terra durerà in tutto poco più di 200 minuti.

Ho compilato la cronologia che segue unendo i dati ESA e NASA (IT indica l’ora italiana).

10 giugno

14:40 GMT (16:40 IT) Cerimonia del passaggio di comando

11 giugno 


6:30 GMT (8:30 IT) Inizio diretta dei saluti degli astronauti su NASA TV
6:55 GMT (8:55 IT) Chiusura portello Soyuz
10:20 GMT (12:20 IT) Sgancio della Soyuz dalla Stazione
12:51 GMT (14:51 IT) Accensione di rientro
13:18 GMT (15:18 IT) Separazione dei moduli della Soyuz
13:28 GMT (15:28 IT) Apertura del paracadute
13:43 GMT (15:43 IT; 19:43 in Kazakistan) Atterraggio

Il ritorno dei tre astronauti avverrà, secondo i conteggi ufficiali della NASA, dopo 199 giorni (200 secondo i conteggi dell’ESA), consentendo quindi a Sam di aggiudicarsi anche il record mondiale femminile di durata di una singola missione spaziale, finora spettante a Sunita Williams con 195 giorni nel 2007. Secondo Collectspace, Sam sarà stata nello spazio per 199 giorni, 16 ore e 42 minuti.

Sam detiene già il record italiano maschile e femminile di permanenza singola, il record italiano di permanenza cumulativa nello spazio e anche quello di permanenza singola per un astronauta ESA (finora spettante ad André Kuipers con 192 giorni, 18 ore e 58 minuti). Sam è la cinquantanovesima donna astronauta e si piazza al 74° posto sui 538 uomini e donne che hanno volato nello spazio. Il record assoluto di durata per una singola missione spetta a Valery Polyakov (437 giorni, 17 ore e 58 minuti sulla stazione sovietica Mir nel 1995); il record assoluto di tempo complessivo trascorso nello spazio è di Sergei Krikalev, con oltre due anni nel corso di sei missioni; il record femminile cumulativo è di Peggy Whitson (376 giorni, che aumenteranno con il suo prossimo volo, previsto per marzo 2016). Ulteriori dettagli sugli altri record maschili, femminili, europei e internazionali di tempo trascorso nello spazio sono in questo articolo e su Astronautinews.

Lo sgancio della Soyuz segnerà l’avvio formale della Spedizione 44 a bordo della Stazione, sotto il comando di Padalka, che con l’americano Scott Kelly e il russo Mikhail Kornienko gestiranno l’avamposto orbitante fino a luglio, quando è previsto l’arrivo di un’altra Soyuz che porterà a bordo lo statunitense Kjell Lindgren, il russo Oleg Kononenko e il giapponese Kimiya Yui.

Fonti aggiuntive: NASA Media Advisory M15-088, ESA (anche in italiano).

La Soyuz che trasporterà Samantha sposta la Stazione per errore, ma niente panico

La Soyuz che trasporterà Samantha sposta la Stazione per errore, ma niente panico

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Oggi poco prima delle 18 ora italiana le comunicazioni radio pubbliche fra la Stazione Spaziale Internazionale e la Terra si sono fatte di colpo più concitate del solito. Da Terra, specificamente dal Centro di Controllo statunitense a Houston, è giunto l’ordine di chiudere “ASAP” (as soon as possible, il più presto possibile) le ante protettive di tutti i finestrini della parte statunitense della Stazione. Il tono dell’ordine era decisamente perentorio.

A bordo della Stazione, il comandante Terry Virts ha provveduto prontamente e ha chiesto la ragione dell’ordine; da Terra hanno risposto laconicamente che c’era stata un’improvvisa e inattesa variazione d’assetto della Stazione e che il controllo d’assetto veniva trasferito alla sezione russa dell’avamposto. Qualcosa aveva spostato bruscamente la Stazione.

La perplessità dei controllori era evidente nelle loro parole: hanno detto esplicitamente a Virts che si stavano “grattando le teste” (“scratching our heads”) per cercare di spiegare la variazione d’assetto.

Il controllo d’assetto è stato restituito alla sezione statunitense della Stazione intorno alle 20:15 italiane e le ante protettive sono state riaperte.

Poco fa Spaceflight101 ha pubblicato la spiegazione dell’anomalia: è stata causata dall’accensione non prevista di uno dei motori di manovra della Soyuz TMA-15M, la navicella con la quale Samantha Cristoforetti, Terry Virts e Anton Shkaplerov torneranno a Terra l’11 giugno e nella quale stanno svolgendo le prove generali delle operazioni di sgancio e rientro.

Spaceflight101 dice che Roscosmos (l’agenzia spaziale russa) ha pubblicato un comunicato stampa (probabilmente questo) nel quale dichiara che l’anomalia si è verificata intorno alle 15:32 UTC (17:32 italiane) durante una prova standard dei sistemi di comunicazione radio del veicolo spaziale, che è agganciato alla Stazione. Non c’è e non c’è stato alcun pericolo per l’equipaggio. La NASA ha pubblicato uno scarno comunicato che dice sostanzialmente le stesse cose.

L’assetto normale della Stazione, che
viaggia nella direzione indicata dalla freccia

Secondo Spaceflight101, uno dei motori di manovra della Soyuz (o più di uno, secondo il comunicato NASA) si è acceso erroneamente per circa 30 secondi, e questo ha iniziato a far ruotare la Stazione, che invece deve viaggiare con un assetto ben preciso (mostrato nell’immagine qui accanto) per una lunga serie di ragioni. La rotazione è stata in parte compensata dai giroscopi della sezione statunitense e poi sono intervenuti i motori di manovra della sezione russa della Stazione, stabilizzando il suo assetto. L’ordine di chiudere le ante protettive è servito per impedire che il getto dei motori di manovra potesse contaminare i finestrini, dato che il propellente dei motori è corrosivo.

L’accensione imprevista ha causato una lieve variazione dell’orbita della Stazione; è in corso il rilevamento della nuova orbita, che potrebbe causare una leggera variazione negli orari di rientro della Soyuz e del suo equipaggio.

I tecnici russi a terra stanno ora studiando i dati dell’accensione anomala per identificarne la causa e per assicurarsi che il sistema di controllo della Soyuz non abbia problemi. Per ora l’ipotesi più accreditata è un’attivazione inavvertita del sistema di controllo d’assetto della Soyuz. Bocche cucite sulla causa (umana o automatica) dell’attivazione.

Aggiornamento (2015/06/10 00:45): Astronautinews ha pubblicato un bell’articolo sull’argomento. Ho chiesto lumi via Twitter all’astronauta canadese Chris Hadfield, che ha risposto che “quando si riaccende la Soyuz dopo 6 mesi è possibile attivare inavvertitamente il suo controllo d’assetto e accendere i motori di manovra” e comunque “non è stato causato alcun danno effettivo, è successo anche durante la Expedition 7, spreca un po’ di propellente e basta, e la Soyuz ne ha in abbondanza”. Gli ho chiesto se “inavvertitamente” implica un errore umano (un pulsante premuto per errore) o un difetto dei sistemi e ha risposto che “è difficile dirlo, specialmente dato che avevano effettuato una manovra per evitare detriti il giorno precedente. I tecnici russi stanno verificando.” Staremo a vedere.

Aggiornamento (2015/06/10 02:20): Spaceflight101 ha aggiornato il proprio articolo con i dati orbitali raccolti nelle ultime ore, che indicano che l’accensione del motore di manovra ha variato l’orbita della Stazione in misura davvero minima: circa 140 metri in meno al perigeo e dieci metri in più all’apogeo.

Aggiornamento (2015/06/10 13:40): alle 13:33 italiane, Anton Shkaplerov ha discusso l’evento via radio con i controllori russi, parlando (stando alla traduzione simultanea dal russo all’inglese) di “errore di natura procedurale”, di un “tipico errore procedurale”, di un indicatore disabilitato e di un’accensione di un motore di manovra che è stata interrotta automaticamente dopo circa 38 secondi. La situazione, dice, è stata “generata dall’hardware”. Nessun accenno a ipotetici errori da parte dell’equipaggio.

Sam Cristoforetti legge racconti nello spazio, mostra come si dorme sulla Stazione Spaziale

Sam Cristoforetti legge racconti nello spazio, mostra come si dorme sulla Stazione Spaziale

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A bordo della Stazione Spaziale Internazionale, Samantha Cristoforetti, oltre a fare scienza, ha fatto anche un po’ di letteratura: oltre a leggere brani della Guida Galattica per Autostoppisti di Douglas Adams ha letto per noi Il pianeta di cioccolato di Gianni Rodari in italiano (e anche in russo).

Fra l’altro, ieri è stato pubblicato un video in cui Sam recita un brano di Twinkle, Twinkle, Little Star di Iza Trapani, ma il video, inizialmente pubblico, ora è privato su Youtube e sono scomparsi anche i tweet che ne parlavano. Ce n’è comunque ancora una copia presso Yahoo.

Aggiornamento 17:20: è stata ripubblicata una versione più lunga del video rimosso; la vedete qui sotto ed è una lettura quasi integrale di Twinkle, Twinkle. La versione pubblicata e poi rimossa è la parte centrale con il globo terrestre.

Questo è il testo letto da Sam, leggermente differente dall’originale (ho messo in parentesi quadre il testo originale) e particolarmente adatto a chi come lei vive nello spazio, “in luoghi che solo i razzi conoscono”:

Twinkle, twinkle, little star
How I wonder what you are
Up above the sky [world] so high
Like a diamond in the sky.
Twinkle, twinkle, little star
How I wonder what you are.


Twinkle, twinkle, star so bright,
Winking at me in the night.
How I wish that I could fly
And visit you up in the sky.
I wish I may, I wish I might,
Have the wish I wish tonight.


Little child, your wish came true
Here I am right next to you.
I’ll take you on a magic ride
[So] Come with me, I’ll be your guide.
There’s so much you’ll see and do,
On this adventure made for you.

Out your window, through the sky,
Up above the world we’ll fly
Higher than a bird would go,
To places only rockets know
Beyond the planes that soar up high,
That’s where we’ll travel, you and I.

Look around you, little one,
There’s the moon and there’s the sun.
See the planets – count them all,
Some are big and some are small.
Can you name them one by one,
As they orbit ‘round the Sun?


Your planet Earth is quite [such] a sight
I look at her with great delight.
When half the earth is in the sun,
The other half I glow upon.
For it’s my job to twinkle bright
On everyone who needs my light.


I shine on ships lost out at sea
They know they can depend on me.
For even on the darkest nights
I guide them to their harbor lights
And lonely travelers wandering free
Will find their way back home with me.


Everywhere I look below
I shed my light and cast my [a] glow.
Over cities, over farms,
On babies held in loving arms.
How I love to watch them grow
As I shine on Earth below.


Little child, look down with me
And tell me, tell me, what you see.
I see puppies in their bed.
A pony resting in his shed.
Little birds high in a tree
And sleepy children just like me.


Yes, it’s late – we can’t pretend
Our magic journey has to end.
I’ll take you home, back to your bed,
You’ll see me twinkling overhead.
But don’t be sad – I do intend
To shine on you each night, my friend.

Ed ecco Sam che spiega (in inglese) come si dorme a bordo della Stazione: si sta in una cuccetta piccolissima (l’ho vista dal vivo pochi giorni fa a Houston dentro la replica di addestramento della Stazione, ed è decisamente claustrofobica). La sua è sul “pavimento” della Stazione e come le altre mette a disposizione due laptop: uno collegato ai sistemi di bordo e dotato di telefono IP in grado di chiamare qualunque numero terrestre e uno isolato dai sistemi informatici della Stazione e connesso direttamente via radio (con pochissima banda) come schermo remoto, in una sorta di VNC, di una macchina situata a Terra che a sua volta è connessa a Internet.

Samantha Cristoforetti, record italiano di permanenza ininterrotta nello spazio; altri primati in arrivo

Samantha Cristoforetti, record italiano di permanenza ininterrotta nello spazio; altri primati in arrivo

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Da oggi Samantha Cristoforetti è l’astronauta italiano (uomo o donna) che ha trascorso più tempo nello spazio in una singola missione. Alla fine del proprio volo, inoltre, deterrà anche il record assoluto italiano di permanenza spaziale complessiva e forse le spetterà anche un altro primato spaziale.

Secondo i conteggi ufficiali dell’ESA, gli altri due astronauti italiani che hanno compiuto missioni di lunga durata, Luca Parmitano e Paolo Nespoli, hanno trascorso rispettivamente 166 giorni (167 se si contano i giorni di calendario parziali) a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, dal 28 maggio 2013 all’11 novembre 2013, e 159, fra il 15 dicembre 2010 e il 24 maggio 2011, sempre sulla Stazione.

Dato che Sam è partita dalla Terra il 23 novembre 2014, il 9 maggio è nello spazio da 167 giorni e quindi da oggi detiene il primato italiano maschile e femminile di durata di una singola missione spaziale.

Il record assoluto per il tempo complessivo trascorso nello spazio da un astronauta italiano resta per ora a Paolo Nespoli, grazie ai 16 giorni aggiuntivi trascorsi nello spazio fra il 23 ottobre e il 7 novembre 2007, che portano il suo totale a 175.

Tuttavia la missione di Samantha è stata da poco prolungata rispetto alla sua conclusione originale, prevista per il 14 maggio. La nuova data di rientro non è ancora stata annunciata ufficialmente, ma si vocifera che sarà l’11 giugno, e Sam stessa ha parlato di “trenta giorni” e “almeno un mesetto in più” in un video. Se Samantha resterà nello spazio oltre il 18 maggio, batterà anche il record di Nespoli, totalizzando 176 giorni e diventando così anche l’astronauta italiano (uomo o donna) con la più lunga permanenza complessiva nello spazio.

Se Sam resterà in orbita fino al 7 giugno (196 giorni), batterà anche il record mondiale femminile di permanenza consecutiva, che attualmente spetta a Sunita Williams con 195 giorni consecutivi (record stabilito nel 2007).

La data dell’11 giugno indicata da alcune fonti come giorno di rientro sarebbe il duecentesimo giorno di Sam a bordo della Stazione; una bella cifra tonda con la quale concludere la missione Futura.

Se tuttavia la permanenza sulla ISS di Sam dovesse durare fino al 18 giugno (207 giorni), si aggiudicherebbe il record di tempo complessivo nello spazio per un astronauta europeo (uomo o donna), attualmente spettante ad André Kuipers (206 giorni).

Salvo circostanze decisamente improbabili, il record internazionale femminile di durata complessiva nello spazio resterà invece saldamente in mano a Peggy Whitson (376 giorni); idem dicasi per quello complessivo maschile europeo, detenuto da Thomas Reiter (350 giorni), e per quello complessivo assoluto, spettante a Sergei Krikalyov (803 giorni).

Cosa più importante per gli appassionati di fantascienza e per il tema informale della sua missione (la  Guida Galattica per Autostoppisti), il 26 maggio Sam avrà trascorso fuori dalla Terra più di 183 giorni, il che teoricamente la renderà esentasse per quest’anno: proprio come Hotblack Desiato nella Guida Galattica (anche se con un approccio meno drastico – lui si fece dichiarare legalmente cadavere). Scherzi a parte, Sam sarà in orbita per il prossimo Towel Day, che si tiene il 25 maggio, in onore di Douglas Adams. Asciugamano pronto, dunque, anche nello spazio!

Mica male, come volo di debutto.

Fonti aggiuntive: Spacefacts.de.

Nuove complicazioni per la Stazione Spaziale, ma niente panico

Nuove complicazioni per la Stazione Spaziale, ma niente panico

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Credit: NASA

Ieri è stata una pessima giornata per l’industria spaziale russa: non solo il lancio di un vettore Proton che trasportava un satellite per telecomunicazioni destinato al Messico è fallito pochi minuti dopo il decollo, facendo precipitare al suolo il proprio prezioso carico, ma anche la manovra di reboost della Stazione Spaziale Internazionale, affidata al veicolo russo Progress, è fallita. Gli astronauti a bordo della Stazione non sono in pericolo.

Tutto questo avviene dopo il fallimento della missione di rifornimento della Stazione che doveva essere effettuata da un veicolo Progress il 28 aprile scorso e che invece si è conclusa con il rientro distruttivo incontrollato del veicolo nell’Oceano Pacifico il 9 maggio.

Il reboost è una manovra di routine che viene effettuata periodicamente (l’ultima risale al 6 maggio scorso) per far accelerare leggermente la Stazione, in modo da compensare il suo naturale calo progressivo di altitudine. Alla quota media della Stazione, infatti (circa 400 km), ci sono ancora dei tenuissimi residui d’atmosfera terrestre che a lungo andare hanno un effetto frenante sulle grandi superfici dell’avamposto, per cui la Stazione lentamente rallenta e quindi perde quota. La manovra di reboost del 6 maggio aveva accelerato la Stazione di 1,34 m/s, alzando la sua orbita di circa 2 km.

Questo reboost viene abitualmente effettuato usando i motori di manovra del veicolo russo Progress attraccato alla Stazione (in questo momento è l’esemplare M-26M, attraccato al modulo Zvezda da febbraio scorso), ma ieri alle 1:14 UTC questi motori non si sono accesi a comando, probabilmente a causa di “un problema legato al software” che “ha una causa piuttosto ben conosciuta” e che “potrà essere risolto per effettuare un reboost il 18 maggio”, secondo SpaceFlight101. Sputniknews, citando fonti di RIA Novosti, dice che il problema non riguarda l’accensione vera e propria ma la procedura preliminare all’accensione.

L’accensione fallita aveva una durata prevista di 901 secondi e avrebbe dovuto accelerare la Stazione di 1,64 m/s, alzandola di 2,8 km in modo da predisporre l’orbita della Stazione per il rientro della Soyuz TMA-15M con a bordo Anton Shkaplerov, Terry Virts e Samantha Cristoforetti, attualmente previsto per l’11/12 giugno. Si ritenterà, appunto, il 18 maggio.

Se per caso il 18 maggio la Progress non volesse collaborare, ci sono comunque scenari alternativi: i moduli russi della Stazione hanno dei propri motori di manovra che possono sostituire quelli della Progress, anche se si cerca di evitarne l’uso per non intaccarne le riserve di propellente (e anche questi motori, comunque, ogni tanto fanno le bizze). In ogni caso l’impatto del fallito reboost sull’equipaggio è stato minimo, dato che l’intera operazione viene gestita dai tecnici sulla Terra e tutto quello che cambia per gli astronauti è che dalla loro giornata viene tolto un momento insolito, in cui devono aggrapparsi a qualcosa e fissare gli oggetti, perché durante un reboost a bordo della Stazione non si è più in caduta libera (quella che impropriamente viene chiamata spesso “assenza di gravità”).

Il video qui sotto mostra cosa succede sulla Stazione durante un reboost effettuato nel 2011.

Aggiornamento (2015/05/18): SpaceShuttleAlmanac segnala che oggi la Progress M-26M ha acceso i motori con successo per 23 minuti e ha innalzato di 2,8 km l’orbita della Stazione.