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lunacomplottismo

Blooper cinematografici cercansi per lunacomplottisti

Blooper cinematografici cercansi per lunacomplottisti

A caccia di immagini di errori nei film per aiutare un lunacomplottista che non li ha mai visti

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Massimo Mazzucco, responsabile di Luogocomune.net nonché lunacomplottista DOC, si è cimentato nel rispondere alle domande per i sostenitori della messinscena lunare che ho pubblicato qualche tempo fa, con risultati molto divertenti.

Non spenderò tempo a ribattere in dettaglio alle sue vaghe obiezioni prive di riscontri tecnici, perché è inutile farsi trascinare in un battibecco inconcludente, ma ne segnalo due perle tragicomiche, particolarmente significative visto che Mazzucco afferma di essere un fotografo che ha lavorato nel cinema.

Ho chiesto come sarebbe stato possibile ottenere, con le tecnologie cinematografiche degli anni Sessanta, l’effetto della ripartenza del modulo lunare dell’Apollo 17 dalla superficie della Luna, in cui polvere e frammenti vengono proiettati secondo linee rette invece di formare sbuffi o volute: cosa che può avvenire solo nel vuoto.

Ecco la risposta di Mazzucco:

Perchè i modellini sparano roba a 20 cm. al massimo, e le “volute” non riesci a farli [sic] nemmeno pagando.

Ma davvero? Ecco l’allunaggio in 2001 Odissea nello spazio, anno 1968, considerato il massimo degli effetti speciali dell’epoca e realizzato con modellini:

Però il massimo dell’effetto comico (tanto che comincio a sospettare che Mazzucco sia pagato dalla CIA per screditare i lunacomplottisti) è in quest’altra sua risposta alla domanda su come si sarebbe evitato di vedere la troupe riflessa nelle visiere a specchio degli astronauti:

Le riprese in studio vengono fatte fin da quando è nato il cinema, e nessuno ha mai visto un solo tecnico riflesso in specchi, visiere, o superfici lucide di qualunque tipo. Quindi?

Giuro, dice davvero così. Eppure è bastata una ricerca veloce per recuperare le immagini di un paio di esempi presenti addirittura in un film dell’era degli effetti speciali digitali, in cui sarebbe stato facile rimuoverli in post-produzione. Mi riferisco a The Matrix:


Volete darmi una mano a fornire a Mazzucco qualche altro esempio? Vi basta consultare la voce “Crew or equipment visible” della sezione Goofs dell’Internet Movie Database oppure visitare siti come MovieMistakes.com per avere un elenco interminabile dei fenomeni che il buon Mazzucco nega così categoricamente. Addirittura c’è una sezione apposita, denominata “Best Visible Crew”, in Moviemistakes.com.

Per esempio, in un classico pre-digitale come Il Padrino (1972) IMDB segnala che quando Clemenza va a orinare, nel finestrino dell’auto nella quale Rocco ha appena sparato a Paulie si vede il riflesso della troupe.

O in Guerre Stellari (l’originale), quando C3PO è sul convogliatore dentro il veicolo dei Jawa, nel riflesso della sua testa si vede la troupe.

O nel Cavaliere Oscuro, quando Batman interroga il Joker e lo solleva e lo sbatte contro il muro, si vedono la cinepresa e il cameraman riflessi nello specchio a destra.

Date per favore un’occhiata alla vostra videoteca, catturate (meglio se in HD) i fotogrammi incriminati e mandatemeli. Non possiamo lasciare i lunacomplottisti nella loro ignoranza, giusto? Grazie!

2009/10/25: qualche esempio dai lettori

Ecco le immagini, cliccabili per ingrandirle, della troupe riflessa in uno specchio nel Cavaliere oscuro (ringrazio vinc_1 e paolofuture):

Sempre vinc_1 offre queste immagini dal Padrino:

E’ arrivato anche questo fotogramma di Grano rosso sangue (1984) nel quale si vede la troupe riflessa nella portiera. Grazie Luca!

Gwilbor segnala questi riflessi in Matrix e in Ritorno al Futuro:

Dalla puntata Unification di Star Trek – La nuova generazione, ecco un tecnico riflesso in una piramide di vetro (grazie a Pierluigi per la segnalazione nei commenti):

Da Titanic, grazie a Vittorio:

Dal film Amore e Guerra, dove si vede la luce dei proiettori riflessa ripetutamente negli occhiali di Woody Allen (grazie a Yos):

E’ troppo sperare che questi esempi inducano Mazzucco a… riflettere?

Luna, Apollo 17 a 50 cm per pixel

Luna, Apollo 17 a 50 cm per pixel

Tempi sempre più duri per i lunacomplottisti

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “info@tekno****” e “thimsel”.

Cinquanta centimetri per pixel, da cinquanta chilometri di distanza. Questa è la risoluzione delle prime immagini dei siti d’allunaggio scattate dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) nella sua orbita bassa definitiva, appunt a 50 chilometri d’altezza sopra il suolo lunare. A questa risoluzione si possono distinguere chiaramente le zampe della base del modulo lunare dell’Apollo 17, le tracce delle impronte degli astronauti e persino la bandiera. Maggiori dettagli sono disponibili nell’articolo su Complotti Lunari.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Credit: NASA/GSFC/Arizona State University.

Ci sono domande, cari lunacomplottisti?

Con l’occasione segnalo che il 31 ottobre alle 18 sarò a Genova, alla biblioteca Feltrinelli, per una conferenza sulle missioni lunari.

Segnalo anche la mostra Balle spaziali, organizzata da Beatrice Mautino e Stefano Bagnasco del CICAP alla Biblioteca Berio, nella Sala Mostre in Via del Seminario 14, con esperimenti interattivi e un simulatore di modulo lunare che a qualcuno è piaciuto in modo molto eloquente:

La mostra è aperta dal 23 ottobre al 1 novembre, dalle 09:00 alle 18:00 dal lunedì al venerdì e dalle 10:00 alle 19:00 il sabato e nei festivi. Per maggiori informazioni: Festivalscienza.it.

E’ così che si contrasta il rigurgito di scemenze che propinano certi programmi televisivi. La serie di foto completa è qui.

Kissinger e Rumsfeld: mai andati sulla Luna

Kissinger e Rumsfeld: mai andati sulla Luna

Video shock: Aldrin, Kissinger, Rumsfeld, la moglie di Stanley Kubrick e altri confessano che gli sbarchi lunari furono una messinscena

Su Internet sono disponibili dei video nei quali personaggi molto noti, come i politici Alexander Haig, Henry Kissinger e Donald Rumsfeld, la moglie del regista Stanley Kubrick e addirittura gli astronauti Buzz Aldrin e Dave Scott dicono che le immagini degli sbarchi sulla Luna furono falsificate in un set cinematografico, sotto la supervisione di Kubrick, reduce dal capolavoro di fantascienza 2001: Odissea nello spazio, che aveva stupito il mondo per il realismo dei suoi effetti speciali.

Cosa c’è dietro? E’ un trucco di doppiaggio? Le loro parole sono state tolte dal contesto originale e manipolate? Assolutamente no. Si tratta di spezzoni tratti da Operazione Luna, un documentario trasmesso nel 2002 dalla rete televisiva Arte e realizzato da William Karel. Un documentario parodia.

Operazione Luna riesce perfettamente nel suo intento: dimostrare allo spettatore l’importanza di guardare la televisione sempre con occhio critico, senza fermarsi alla superficialità accattivante delle immagini ben confezionate e senza fidarsi dell’autorevolezza apparente dei personaggi celebri. Infatti nonostante sia disseminato di assurdità tecniche e di indizi rivelatori (i nomi di molti “testimoni” sono tratti da film celebri), c’è chi crede che sia una vera confessione, grazie anche al fatto che gli spezzoni su Youtube, visti da soli, non rivelano il finale del documentario, che vi lascio il piacere di scoprire intanto che giocate a quante citazioni cinematografiche sapete trovare in Operazione Luna.

Se volete barare, comunque, tutta la questione è raccontata in dettaglio su Complotti Lunari.

Novità lunari e undicisettembrine

Novità lunari e undicisettembrine

Nuova immagine dell’Apollo 11, nuove indagini anticomplottismo

La sonda automatica LRO ha fotografato in maggiore dettaglio il sito di allunaggio dell’Apollo 11, e si vede persino la traccia delle impronte di Neil Armstrong dirette verso l’unico cratere significativo che ebbe tempo di visitare:

Il sito dell'Apollo 11 fotografato da LRO (agosto 2009)
Credit: NASA/GSFC/Arizona State University

Ci sono ancora domande, cari zucconi lunacomplottisti?

Maggiori dettagli su questa foto sono qui su Complotti Lunari, insieme ad articoli che sbugiardano la teoria dei fondali riciclati, quella delle ombre di lunghezza differente, quella della difficoltà di mirare senza mirino per le foto, quella sugli astronauti illuminati quando stanno in ombra, in preparazione per la mia relazione al convegno per i 20 anni del CICAP, starring Piero Angela, Silvan, Raul Cremona e Umberto Guidoni, che parte il 9 ottobre ad Abano Terme. Il programma completo è qui.

Per chi non può venire, il convegno sarà visibile anche in streaming: ahimè a pagamento, e anche salato, perché il servizio costa e la CIA, le multinazionali del farmaco e il Nuovo Ordine Mondiale non ci finanziano, mentre i Rettiliani sono indietro con i pagamenti. Le info sono qui e la demo è qui.

Intanto prosegue il lavoro sull’11/9, perché la quantità di documenti nuovi è enorme e permette di esplorare dettagli che prima erano quasi sconosciuti. Abbiamo chiuso i commenti per evitare il fiume di insulti e di polemiche sterili (con il complottismo in declino secondo gli ultimi sondaggi, restano in giro solo gli ottusangoli) e dedicarci di più ai contenuti: i commenti e le osservazioni sono comunque inviabili via mail. John, uno degli autori del gruppo Undicisettembre, ha iniziato questa nuova fase di lavoro esplorando una delle cosiddette “zone grigie” di quel giorno: il mistero del viaggio a Portland di due terroristi che rischiò di far perdere loro il tragico appuntamento di quella limpida mattina di settembre. I nuovi dati e le ipotesi che ne scaturiscono sono in questo articolo.

Luna, le prove migliori degli sbarchi: pronto il video

Video: le prove migliori che le teorie di lunacomplotto sono fandonie

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ho montato e messo online la registrazione della mia relazione sui complotti lunari alla giornata di studio della Società Astronomica Ticinese di sabato scorso. Stavolta ho scelto un approccio un po’ differente dagli altri incontri sul tema: tagliare la testa al toro, senza impantanarmi nelle singole tesi dei complottisti, passando direttamente alla presentazione delle prove migliori e dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio che ci siamo andati. Perché se le prove dimostrano inequivocabilmente che ci siamo andati, giocoforza le tesi lunacomplottiste sono sbagliate.

In sala c’era un singolo lunacomplottista soft, che ha esemplificato senza alcuna ostilità, ma con un’apprezzabilissima disponibilità al dialogo, la ragione fondamentale della diffusione e del successo delle teorie di messinscena lunare: la scarsa conoscenza dei fatti e della quantità di materiale documentale disponibile. Una volta che il dubbioso viene messo di fronte a tutti i fatti, capisce senza alcuno sforzo chi sta contando balle.

Ho usato l’occasione per collaudare alcune delle idee e delle risorse tecniche che userò nel documentario Moonscape, come per esempio i radiomicrofoni, preziosi per le interviste che faranno da contorno al documentario stesso, oltre al software di montaggio e alla filiera di produzione e messa in Rete dei video. Mi scuso se il video è un po’ buio e alcuni oggetti di scena non si vedono: la prossima volta organizzerò le luci su misura per le riprese video (dal vivo si vedeva tutto bene). Buona visione.

Per chi volesse i link ai singoli video: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette e otto; playlist.

Le altre relazioni della giornata sono state interessantissime: sia per la giovanissima età e la lucida quanto emozionata spiegazione di una delle relatrici (non capita a tutti di usare un telescopio da 8 metri per analizzare la luce di una galassia per la maturità, e di saperlo raccontare), sia per la fantastica dimostrazione di quanto l’astronomia sia uno dei pochi campi della scienza ai quali gli appassionati possono davvero contribuire concretamente.

Per esempio, la scoperta di stelle variabili, la registrazione delle meteore terrestri e la ripresa di video degli impatti di meteore sulla Luna sono alla portata di qualunque astrofilo diligente e sono di diretta utilità per gli astronomi professionisti e per la NASA, che ha avviato un progetto per contare, grazie agli astrofili, quante meteore colpiscono la Luna (e quindi quanto pericolo c’è che colpiscano una base lunare o degli astronauti).

E il bello è che grazie all’informatica, oggi molto di questo lavoro è automatizzabile: serve solo qualcuno che si rimbocchi le maniche, senza dover passare notti insonni o abitare in luoghi isolati o spendere cifre inverosimili. L’universo è accessibile a tutti: basta aver voglia di guardare in su anziché fissarsi sul proprio ombelico.

Stasera si celebra la Luna alla radio

Luna, chicche e complotti stasera alle 19 su Reteuno RSI

Ho appena terminato una piccola partecipazione a Radio Popolare sul lunacomplottismo. Questa sera la Rete Uno della RSI dedicherà cinque ore di diretta alla celebrazione dello sbarco sulla Luna e mi ha invitato a partecipare, portando un po’ di storie poco conosciute delle missioni lunari e tante risposte ai dubbiosi che non le credono possibili. Ci sarà anche un piccolo prologo nella trasmissione Baobab di Retetre alle 17. Se vi interessa, trovate gli streaming su RSI.ch. I lunacomplottisti sono invitati a partecipare telefonicamente, se non hanno troppa fifa.

Prime immagini dei veicoli Apollo lasciati sulla Luna

Prime immagini dei veicoli Apollo lasciati sulla Luna

Sonda automatica fotografa la Luna e trova i veicoli Apollo. Lunacomplottisti, beccatevi questa

Vedete quel puntino bianco, al centro dell’immagine, che getta un’ombra lunga? E’ la parte inferiore del modulo lunare dell’Apollo 11, fotografata pochi giorni fa dalla sonda automatica Lunar Reconnaissance Orbiter.

La sonda ha fotografato anche le zone degli altri allunaggi Apollo. Per l’Apollo 14 ha ripreso anche le file di impronte lasciate dagli astronauti. E questo non è che l’inizio, perché la sonda non ha ancora raggiunto la propria orbita definitiva e quindi ripasserà sopra i siti di allunaggio a quote molto più basse, realizzando immagini ancora più nitide.

Trovate la serie completa delle prime immagini di prova presso questa pagina di Nasa.gov.

A questo punto, i lunacomplottisti dovranno giustificare queste immagini dicendo che sono state falsificate. Questo li obbligherà ad asserire che ci sarebbe un complotto che non solo vanterebbe uno straordinario, omertosissimo e perfetto silenzio da quarant’anni, ma coinvolgerebbe anche l’attuale generazione di tecnici che hanno realizzato queste immagini nuove.

Mai nessuno che spifferi qualcosa. Mai nessuno che si lasci scappare una parola di troppo dopo una sbronza. Mai nessuno che, arrabbiato per aver perso il posto, vada a raccontare tutto ai giornali. Da quarant’anni.

Per cui la dico chiara e semplice: chi sostiene ancora oggi, con tutta la documentazione pubblica disponibile da studiare, che le missioni lunari sono state falsificate è un cretino fatto e finito. E se mi capita d’incontrarlo, glielo dirò in faccia molto volentieri. Tanto non è un insulto: è una constatazione di fatto.

Vado a festeggiare.

Sbarco sulla Luna, partono le rievocazioni online

Sbarco sulla Luna, partono le rievocazioni online

La prima rievocazione delle missioni lunari nell’era di Internet parte oggi alla grande

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All’epoca della ricorrenza decennale precedente del primo allunaggio, nel 1999, Internet c’era, ma non era così pervasiva come lo è oggi. Questa è quindi la prima rievocazione che può utilizzare la Rete per creare un evento altrimenti impossibile nei media tradizionali. Segnalo, fra le tante iniziative, lo streaming in tempo reale della NASA, che partirà oggi alle 6:32 CDT (che se ho fatto bene i conti dovrebbero essere le 13:32 ora italiana) e presenterà tutto l’audio della missione esattamente alla stessa ora e alla stessa data in cui fu trasmesso quarant’anni fa, a partire da due ore prima del lancio.

Maggiori informazioni sull’Apollo 11 sono disponibili nell’apposita sezione del sito della NASA e nel sito commemorativo del quarantennale.

Un modo alternativo per seguire la missione è Wechoosethemoon.org, con l’audio, un conto alla rovescia e un indicatore grafico delle varie fasi della missione e l’immancabile feed di Twitter.

La NASA ha inoltre messo online le registrazioni e le trascrizioni delle comunicazioni radio private fra gli astronauti, che non furono ricevute dal Controllo Missione ma furono registrate a bordo del modulo di comando Columbia e del modulo lunare Eagle. Maggiori info su queste registrazioni e sulle trascrizioni sono disponibili qui.

La foto qui sopra non è la solita immagine del colossale Saturn V che decolla rigurgitando 13 tonnellate di combustibile al secondo per sollevare le sue tremila tonnellate per diventare l’oggetto volante più pesante mai lanciato: è il punto di vista di tre spettatori molto interessati. Sono la moglie di Neil Armstrong, Janet, e i loro figli Ricky e Mark. Neil è in cima a quel missile, insieme a Buzz Aldrin e Michael Collins, per tentare un’impresa incredibile con un veicolo, il modulo lunare, che nessuno ha mai fatto atterrare prima e che ha margini operativi talmente esigui che non ha neppure i sedili, per eliminare ogni peso sacrificabile.

Eagle Lander, per allunare come 40 anni fa

Eagle Lander, per allunare come 40 anni fa

Siete capaci di non schiantarvi sulla Luna?

Visto che si avvicina a grandi passi l’anniversario del primo sbarco sulla Luna, caso mai non ve ne foste accorti, vi segnalo Eagle Lander 3D (eaglelander3d.com), un simulatore per Windows che ricostruisce in dettaglio al limite dell’ossessivo il funzionamento del modulo lunare e permette di rivivere, guardando anche fuori dai finestrini, le emozioni e le difficoltà dell’allunaggio. Se sapete cosa vogliono dire “1202” e “Same type!”, difficilmente saprete resistere alla tentazione di spendere i prossimi giorni con Eagle Lander 3D.

Il programma è gratuito nella versione base e per 25 dollari può essere ampliato per aggiungere ulteriori missioni e opzioni. Il realismo è notevole, tanto da essersi meritato il plauso di uno degli astronauti che pilotò l’originale, Gene Cernan (Apollo 17), come potete vedere qui. Ecco una delle tante demo che trovate su Youtube:

Intanto sembra che Google stia per aggiungere anche la Luna in 3D al proprio programma Google Earth, usando i dati altimetrici reali prodotti dalle sonde automatiche, e arriva la conferma che la sonda statunitense LRO fotograferà i luoghi degli allunaggi umani e automatici del passato e anche quelli degli schianti dei vari veicoli abbandonati sulla Luna. Grey Hautaluoma, dell’Office of Public Affairs della Nasa lo ha dichiarato precisando che non c’è ancora una data precisa per il sorvolo e la ripresa dei siti dove si trovano i veicoli delle missioni Apollo, ma si tratta di una data non lontana (dice “in the near future”). Saranno tempi duri per i lunacomplottisti. Buon divertimento.

Tempi duri per i lunacomplottisti: è partito LRO

Tempi duri per i lunacomplottisti: è partito LRO

Lanciata sonda spaziale che fotograferà i luoghi degli allunaggi

E’ partito con successo poche ore fa da Cape Canaveral il veicolo spaziale automatico LRO/LCROSS, che renderà difficile la vita a chi insiste a credere che gli sbarchi lunari degli astronauti furono falsificati in studio.

Come bonus, la missione schianterà sulla Luna ad altissima velocità uno stadio del veicolo di lancio, producendo un enorme pennacchio di polvere che sarà visibile dalla Terra. Lo farà per ragioni scientifiche, certo, ma questa è comunque scienza col botto, in stile Mythbusters.

La missione della NASA è infatti duplice: il razzo Atlas Centaur lanciato ieri (alle 23:32 ora italiana) trasporta due sonde distinte. Una, la LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter), arriverà sulla Luna fra tre giorni (martedì, nella migliore tradizione di Star Trek) e verrà collocata in un’orbita polare intorno al nostro satellite naturale, a 50 chilometri d’altezza.

Da lì eseguirà una serie di rilievi termici, altimetrici e fotografici di alta precisione per creare una mappa dettagliatissima del suolo lunare e cercare eventuali tracce d’acqua e luoghi ottimali per i futuri allunaggi umani, soprattutto ai poli della Luna, oggi poco conosciuti, dove si spera di identificare zone permanentemente illuminate e zone permanentemente in ombra, utili per le missioni successive.

Interessante, ma c’è di più: LRO è la prima sonda lunare che volerà abbastanza bassa, ed avrà una fotocamera sufficientemente potente, da poter fotografare i luoghi dove sbarcarono gli astronauti delle missioni Apollo con dettaglio sufficiente a mostrare le tracce degli sbarchi. La LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera) è infatti in grado di risolvere oggetti fino a un metro di dimensioni, per cui nelle sue foto saranno ben visibili i veicoli lunari e specialmente le loro lunghe ombre nel mattino e nel tramonto selenico. Questo dovrebbe rendere un po’ più difficile la vita di coloro che sostengono che non siamo mai andati sulla Luna, anche se sicuramente la loro fervida fantasia s’inventerà qualche scusa.

Peccato che le prime foto di questo genere non arriveranno in tempo per il quarantennale del primo sbarco umano del 20 luglio 1969; sarebbe stato un bel modo di celebrare l’evento. Ma arriveranno. Il sito dedicato a questa parte della missione, con foto e video esplicativi, è http://lro.gsfc.nasa.gov. La fotocamera LROC ha anche un sito tutto suo (http://lroc.sese.asu.edu).

Ancora non basta: la seconda sonda, LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Spacecraft), inseguirà il secondo stadio del missile di lancio durante il suo schianto sul suolo lunare. L’impatto di questo secondo stadio, previsto fra circa tre mesi (l’8 ottobre), solleverà una nube di polvere e detriti che sarà visibile da Terra con qualunque buon telescopio (ne basta uno da 25-30 cm) e potrà essere alta fino a 50 chilometri. Spettacolare, ma anche utile: l’impatto è il modo più efficiente per scavare un buco nel suolo lunare ed analizzarne il contenuto alla ricerca di ghiaccio d’acqua. Quattro minuti dopo, la sonda LCROSS volerà attraverso la nube, analizzandola in tempo reale prima di schiantarsi anch’essa. Il sito di questa parte della missione è http://lcross.arc.nasa.gov.

La cosa bella delle missioni spaziali moderne è che grazie a Internet non siamo più costretti a dipendere dai capricci dei palinsesti televisivi, che magari preferiscono dedicarsi all’esplorazione dei rilievi della starlette di turno o propinarci l’ennesima acrobazia politica invece di festeggiare questi successi dell’ingegno umano. Il lancio è stato infatti trasmesso in streaming ieri sera da Spaceflightnow.com e la NASA offre blog, Facebook e Twitter aggiornati in tempo reale; tutte le immagini e i dati saranno pubblicati su Internet, e c’è una campagna osservativa internazionale online per le migliori immagini della nube di polvere.