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Trucco semplice per ingannare gli smartphone

Trucco semplice per ingannare gli smartphone

Smartphone vulnerabili tramite immagini che simulano il browser

Il ricercatore di sicurezza Nitesh Dhanjani ha scoperto un metodo incredibilmente semplice per ingannare gli utenti degli smartphone facendo credere loro di trovarsi in un sito sicuro quando in realtà sono in un sito-trappola che imita un sito famoso.

La dimostrazione (innocua) è eloquentissima: basta visitare il link all’inizio di questo paragrafo con un iPhone per avere la perfetta impressione di trovarsi nel sito della Bank Of America, quando in realtà ci si trova ancora nel sito di Dhanjani. Immaginate quante truffe si potrebbero realizzare con questo semplice espediente.

Come funziona il trucco? Dhanjani spiega che la sua dimostrazione fa visualizzare un’immagine che contiene, come elemento superiore, un’immagine che simula la barra di navigazione del browser e poi un’altra immagine dimensionata in modo da spostare fuori dall’inquadratura la vera barra di navigazione, come mostra questo video.

Il rimedio è semplice: quando visitate un sito da uno smartphone, date una “scrollatina”: vale a dire, provate a far scorrere (in inglese scrolling) la schermata verso il basso. Se compare una seconda barra di navigazione, siete capitati in un sito-trappola che usa questa tecnica. Andate via subito: se avete già immesso dei dati riservati (password o altri codici), fate attenzione, perché li avete probabilmente regalati a un malfattore della Rete.

Le cose che non colsi - 2010/10/27

Le cose che non colsi – 2010/10/27

P2P avvelenato, bombe atomiche ribelli, Lady Gaga da record e altro

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “fabio.col*” e “loris” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Limewire, adieu. Il servizio P2P Gnutella di Limewire, grande luogo di scambio legale e illegale sin dal 2001, ha sostanzialmente chiuso i battenti. Come conseguenza di una causa intentata contro Lime Wire LLC da alcune case discografiche statunitensi e dalla RIAA, nelle ultime versioni del client Limewire (dalla 4.18 circa) è stato inserito del codice “tossico” che ora viene attivato per isolare i singoli client dal circuito P2P. Il circuito in sé continuerà ad esistere, ma molti utenti avranno la percezione che sia stato eliminato e non si renderanno conto di dover semplicemente cambiare client (o circuito). (PCMag)

Cinquanta missili nucleari fuori controllo (o quasi). In una scena che sembra un incrocio osceno fra il Dottor Stranamore e Dark Star, sabato scorso è andato offline un nono dell’arsenale statunitense di missili caricati a testate atomiche: 50 ICBM Minuteman III situati nella base aerea Warren in Wyoming. I missili erano comunque comandabili tramite i sistemi centralizzati d’emergenza. È il caso più grande di perdita di “comando e controllo e funzionalità” nella storia del deterrente atomico USA. Aspettatevi che gli ufologi dicano che è stato un avvertimento da parte degli extraterrestri (The Atlantic).

Lady Gaga, Youtube da record. La cantante non detiene solo il record dei fan su Facebook (oltre 20 milioni) e di seguaci su Twitter (quasi 7 milioni): ha anche totalizzato oltre un miliardo di visualizzazioni dei propri video su Youtube, stabilendo un nuovo primato. Il detentore del record per un singolo video è Justin Bieber, con oltre 367 milioni di visualizzazioni del suo singolo Baby. Grazie a Internet, stiamo diventando un popolo di primati (BBC).

2012? No, 2013. O 2523. La data del 21 dicembre 2012 annunciata con tanto vigore dai catastrofisti appoggiandosi a presunte profezie Maya non è per nulla affidabile: la fine del vituperato calendario Maya potrebbe cadere nel 2013 o anche nel 2523. Spiega infatti Mariano Tomatis, autore del libro 2012 – È in gioco la fine del mondo, che la correlazione fra il calendario Maya e il nostro è soltanto una congettura basata su indizi piuttosto vaghi, tanto che gli esperti hanno proposto varie correlazioni con discrepanze enormi (Query).

iPhone, sicurezza scavalcabile. BoyGeniusReport segnala (con demo video) che il PIN di blocco dell’iPhone con iOS 4.1 può essere scavalcato, consentendo di fare telefonate, mandare MMS e accedere ai contatti della rubrica e al registro delle chiamate: si tocca il tasto per le chiamate d’emergenza, si digita un numero fittizio (per esempio “###”), si preme Send e si pigia subito il pulsante fisico di blocco del telefonino. Questo aggira la richiesta del PIN e fa entrare nell’applicazione di telefonia. Ops.

Attenzione alle mail che vi accusano di aver scaricato musica illegalmente. Il Melani, la centrale svizzera d’annuncio e d’analisi per la sicurezza dell’informazione, mette in guardia contro “un’ondata di email inviati il 14 ottobre” che accusano il destinatario di aver scaricato illegalmente materiale protetto dal copyright e chiedono 100 euro di risarcimento tramite carta prepagata Ukash. Il link contenuto nella mail portava a un sito che era un clone di quello di uno studio legale di Amburgo (che ha pubblicato un avviso). Come al solito, i truffatori fanno leva sulla psicologia e sulla coscienza sporca degli utenti.

iPhone, jailbreak legale e facile. Troppo facile

iPhone, jailbreak legale e facile. Troppo facile

Diventa legale sbloccare il proprio iPhone. Solo in USA, e lo sblocco sfrutta una vulnerabilità colossale

Fare un jailbreak, ossia rimuovere le protezioni e i blocchi presenti sull’iPhone in modo da prenderne pieno controllo e attivare le funzionalità disabilitate (per esempio per installare applicazioni diverse da quelle approvate e selezionate da Apple), non è mai stato così facile.

Innanzi tutto è diventato legale (perlomeno negli Stati Uniti) dopo un pronunciamento della Biblioteca del Congresso, che è l’autorità in materia. E poi lo sblocco non è più macchinoso come un tempo: basta visitare un sito apposito, Jailbreakme.com, e tutto avviene in automatico. Funziona anche con l’iPad.

Il problema è che il nuovo jailbreak è, appunto, straordinariamente facile (video). Così facile che c’è chi fa il burlone e fa il jailbreak direttamente sugli iPhone negli Apple Store sotto il naso degli addetti in negozio (video). Pericolosamente facile. Il concetto di fondo messo in luce da Jailbreakme.com è che basta visitare un sito per scaricare e installare automaticamente del software che altera il funzionamento di base dell’iPhone/iPad. Jailbreakme.com lo fa a fin di bene, ma non c’è nulla che impedisca a un sito ostile di usare la stessa tecnica per fare danni.

Una delle motivazioni di Apple nell’esercitare un controllo così severo sull’ecosistema dei suoi dispositivi è la sicurezza: ma questo episodio dimostra che questo controllo non ha affatto eliminato le vulnerabilità. Il jailbreak sfrutta una vulnerabilità di Safari per iOS (il sistema operativo di iPhone, iPad e iPod touch): Safari sbaglia nel gestire i documenti PDF, in particolare i loro font, e questo causa un errore di corruzione della memoria, che si aggiunge a un errore nel kernel (la parte centrale fondamentale del sistema operativo) che “consente agli aggressori di acquisire privilegi elevati e scavalcare le restrizioni della sandbox” (Vupen Security). In altre parole, consente loro di fare quello che vogliono del vostro telefonino o lettore o tavoletta.

Giusto per chiarezza: basta scaricare un documento PDF con Mobile Safari, o aprirne uno ricevuto via e-mail, per infettare il proprio dispositivo Apple.

Websense propone dei browser alternativi che non aprono automaticamente i PDF, ma questo non protegge dai PDF infettanti ricevuti via mail o in un link di Twitter o Facebook che usano il motore di Safari per visualizzare i documenti PDF. Come Steve Jobs ama sottolineare, ci sono in giro per il mondo oltre 100 milioni di dispositivi che usano iOS e hanno questa vulnerabilità, per cui il bersaglio è ghiotto. Apple sta “indagando” e dovrebbe distribuire un aggiornamento di correzione.

Nel frattempo, agli utenti dell’iPhone e dell’iPad non resta che proporre un jailbreak che consenta di installare un’applicazione, PDF Loading Warner, che chiede il permesso prima di aprire un PDF, oppure di navigare e leggere la posta con molta prudenza, perché il loro costoso dispositivo è completamente indifeso.

Fonti: Sophos, Ars Technica, TUAW, F-Secure, The Register, BBC.

iPhone 4, la saga continua

iPhone 4, la saga continua

iPhone 4: problemi di ricezione confermati e in buona compagnia

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Consumer Reports, una delle più autorevoli pubblicazioni di tutela dei consumatori, ha confermato in laboratorio le segnalazioni di problemi di ricezione dell’iPhone 4 fatte dai primi acquirenti, arrivando alla conclusione piuttosto pesante di non consigliarne l’acquisto. Per dare un’idea dell’importanza del giudizio di Consumer Reports negli Stati Uniti, il titolo di Apple è sceso di quasi il 3% quando si è diffusa la notizia del verdetto negativo.

Dice Consumer Reports: “Quando il dito o la mano tocca un punto sul lato sinistro del telefono – cosa facile, specialmente per i mancini – il segnale può degradare così significativamente da farvi perdere del tutto la connessione se siete in una zona di segnale debole. A causa di questo problema, non possiamo consigliare l’iPhone 4”. Però dice anche che a parte questo problema di ricezione, l’iPhone 4 è il migliore smartphone sul mercato, dandogli il punteggio complessivo più alto.

Stando ai test di Consumer Reports e di Anandtech, tenere l’iPhone 4 senza una custodia con la mano sinistra, facendo quindi ponte fra le due antenne esterne che formano la fascia metallica intorno al suo bordo, può provocare un calo di segnale fino a 24 dB: un calo molto importante, che è sufficiente a far crollare la ricezione nelle zone dove il segnale della rete cellulare è relativamente debole. L’iPhone 4, dicono i test, è più sensibile dei suoi predecessori e quindi riesce a telefonare dove gli altri modelli falliscono, ma se impugnato con la sinistra questo vantaggio si attenua. Se usate il telefonino in zone nelle quali il segnale è forte, non dovreste avere problemi.

Parte del problema nasce dal modo in cui l’iPhone visualizza la potenza del segnale di rete: Apple ha dichiarato che la formula matematica che ha usato per calcolare quante tacche di segnale visualizzare “è completamente sbagliata”. Indica spesso più segnale di quanto ce ne sia in realtà e quindi verrà distribuito un aggiornamento software che correggerà l’errore di indicazione. Ma Consumer Reports mette in dubbio queste affermazioni di Apple, e sono già partite le prime class action (azioni legali individuali che possono diventare azioni collettive) in California, Maryland e Texas.

Non capita spesso di sentire Apple che dice di aver sbagliato e un’autorità di difesa dei consumatori che dice che Apple non la racconta giusta, e questo decisamente fa notizia. Fa notizia anche il rimedio consigliato da Consumer Reports: coprire la fessura fra le due antenne con un pezzo di nastro isolante o altro materiale non conduttore. “Non sarà bello, ma funziona”, dice la rivista. In alternativa, occorre comperare una custodia o mettere un elastico intorno al bordo dell’apparecchio.

Fa ancora più notizia il fatto, segnalato e documentato da ZDNet, Gizmodo e The Unofficial Apple Weblog, che nei forum di Apple vengano cancellate sommariamente le segnalazioni della recensione di Consumer Reports e degli altri problemi dell’iPhone 4, come la sua fragilità documentata in video da Ifixyouri.com con una caduta da un metro d’altezza (due lastre di vetro sul fronte e sul retro, per un oggetto che può cadere facilmente, non sembrano una scelta tecnica molto oculata) o le bizze del suo sensore di prossimità, che dovrebbe spegnere lo schermo quando si avvicina l’iPhone 4 all’orecchio ma invece fa cadere le chiamate.

Che fare? I problemi dell’iPhone 4 sono probabilmente risolvibili tramite un aggiornamento del software e l’uso di una custodia (rimedi che secondo Consumer Reports dovrebbero essere forniti gratuitamente), e quindi conviene aspettare. Riuscirete a resistere al canto delle sirene?

Quindicenne beffa Apple, offre tethering wifi per tutti. Ma per poco

Quindicenne beffa Apple, offre tethering wifi per tutti. Ma per poco

iPhone, meno di un dollaro per trasformarlo in modem senza fili. Troppo bello per durare

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Un quindicenne, Nick Lee, è riuscito per qualche ora ad arrivare al secondo posto della classifica delle applicazioni più vendute per l’iPhone offrendo Handy Light, un’applicazione che trasforma lo schermo dell’iPhone in una torcia colorata. Poi Apple ha rimosso l’applicazione dall’App Store, il proprio negozio online, perché la torcia conteneva un cavallo di Troia. Solo che a differenza di quanto avviene di solito, il cavallo di Troia faceva del bene agli utenti. Infatti offriva loro, al prezzo di 99 centesimi, il tethering senza sovrapprezzi.

Il tethering è l’uso di un telefonino evoluto, per esempio l’iPhone, per navigare su Internet con il proprio computer portatile adoperando il cellulare come una sorta di modem. Il computer portatile passa i dati al telefonino, che a sua volta li passa a Internet e viceversa. È una bella soluzione, che evita l’acquisto e l’uso di contratti e chiavette apposite da inserire nel computer e oltretutto di norma fa a meno di cavi fra laptop e cellulare. Ma vari operatori cellulari la bloccano o chiedono un sovrapprezzo per attivarla.

Negli Stati Uniti, per esempio, questo sovrapprezzo può ammontare a 20 dollari al mese e per molti utenti è ingiustificato: dopotutto, dicono, un bit è un bit e non sembra esserci una differenza pratica, per l’operatore, se quel bit viene usato direttamente sul telefonino o invece passato a un computer.

Così Nick Lee ha presentato ad Apple un’applicazione apparentemente banale, una delle tante che trasforma il telefonino in una fonte luminosa d’emergenza, e Apple l’ha verificata e approvata, senza accorgersi che Nick vi aveva annidato una funzione nascosta, quella di tethering gratuito appunto, che si attivava mediante una particolare combinazione di tasti e permetteva di collegare via Wifi un computer all’iPhone per usare il cellulare con la mela come modem senza sovrapprezzi e senza usare il cavo USB come previsto dal tethering ufficiale. L’iPhone diventava in pratica un access point mobile, come il MiFi. Poi Nick ha pubblicato su Youtube le istruzioni per attivare la funzione nascosta. La voce s’è sparsa in poche ore e molti utenti hanno acquistato Handy Light.

La voce, però, è arrivata anche ad Apple, che ha rimosso Handy Light perché violava le norme dell’App Store: le funzioni non dichiarate sono vietate, specialmente quelle che violano gli accordi fra Apple e gli operatori cellulari. Festa finita, dunque, ma a quanto pare chi ha fatto in tempo a scaricare l’applicazione potrà continuare a usarla (chi non l’ha fatto deve ricorrere al jailbreak, ossia allo sblocco del proprio iPhone, se vuole il tethering Wifi senza canoni aggiuntivi). E Nick Lee ha dimostrato che è possibile eludere i controlli dell’App Store e installare cavalli di Troia (in questo caso a fin di bene) anche sugli iPhone. Tutto questo a quindici anni. Chissà cosa farà da grande.

Fonti: Gizmodo, Punto Informatico, OneApple.it, Melablog.it.

Iphone 4, custodia gratis per tutti

Steve Jobs parla della ricezione dell’iPhone 4

Breve nota sulla conferenza stampa di ieri: Apple darà una custodia gratis ai proprietari di iPhone 4 allo scopo di affrontare il problema di attenuazione del segnale che si manifesta quando il telefonino viene impugnato toccandone il bordo inferiore sinistro.

Jobs ha ribadito che il problema riguarda anche altri telefonini (ha mostrato video di un Blackberry Bold 9700 e di un HTC Droid Eris che subivano la stessa attenuazione) e ha ammesso che Apple era al corrente della questione: (“Sapevamo che se lo si teneva in un certo modo, le barre sarebbero scese un po’ come in qualsiasi smartphone. E non pensavamo che sarebbe stato un grande problema.”). Ha citato anche alcuni dati interessanti sulla percentuale di resi e di chiamate interrotte dei vari modelli di iPhone, che trovate su Macworld.

L’offerta della custodia gratis vale per chiunque compri un iPhone 4 entro il 30 settembre e per chi l’ha già comprato. Chi invece ha già acquistato una custodia da Apple riceverà un rimborso. Niente rimborsi per chi ha acquistato custodie non di Apple.

In alternativa, gli acquirenti di iPhone 4 potranno restituire entro 30 giorni il telefonino e avere un rimborso integrale; i loro eventuali contratti telefonici associati all’iPhone 4 verranno sciolti.

È stato inoltre rilasciato iOS 4.0.1, l’aggiornamento del proprio sistema operativo per dispositivi mobili. Anandtech lo analizza in dettaglio.

Per quanto riguarda il problema con il sensore di prossimità che sbaglia a rilevare quando l’iPhone 4 è a contatto con il viso e non disattiva lo schermo tattile quando dovrebbe, Jobs ha detto che Apple ci sta lavorando e la correzione sarà inclusa nel prossimo aggiornamento del software.

Brevi dalla Rete

Brevi dalla Rete

Falla XP, roaming dati col tetto, saga iPhone4, spada laser fin troppo autentica, Google e Android orwelliani

Cominciano a diffondersi gli attacchi basati sulla falla del Centro di assistenza di Windows XP che ho segnalato un paio di settimane fa: Microsoft ha dichiarato di aver rilevato più di 10.000 computer attaccati in questo modo a partire dal 15 giugno scorso. Sono presi di mira particolarmente gli utenti in Portogallo e Russia. L’attacco si diffonde principalmente attraverso siti Web le cui pagine, dice Microsoft, sembrano generate automaticamente in modo casuale e scaricano sui computer delle vittime un vasto assortimento di cavalli di Troia, virus e strumenti per la diffusione di spam. Come già segnalato, Microsoft ha predisposto uno strumento gratuito che tura automaticamente la falla in attesa di una correzione approfondita. Gli antivirus aggiornati che identificano le pagine Web pericolose riconoscono questo attacco e permettono di evitarne le conseguenze (BBC; Punto informatico).

Da oggi (1 luglio) entra in vigore il tetto per il roaming dati negli stati dell’Unione Europea. Il nuovo regolamento (PDF in italiano) imposto dalla Commissione Europea prevede un limite di spesa per roaming dati predefinito pari a 50 euro mensili. Gli utenti possono impostare un limite differente o rinunciare a questa tutela, utilissima contro le bollette stratosferiche per chi usa la trasmissione dati all’estero. Gli operatori dovranno mandare un avviso quando gli utenti raggiungeranno l’80% del proprio limite. Scendono anche i prezzi per le chiamate vocali e gli SMS in roaming. Entro il 2015, l’UE vuole eliminare del tutto le tariffe di roaming. Nessun adeguamento, a quanto pare, in Svizzera, almeno stando al sito di Sunrise e Swisscom.

Ricezione iPhone 4: dopo i video dimostrativi dei problemi di ricezione quando si fa ponte con la mano fra le due antenne situate lungo il bordo dell’iPhone 4, arrivano i dati concreti. Anandtech usa un trucco astuto per trasformare le ingannevoli tacche del misuratore di campo in un indicatore numerico (in dBm) e scopre che fare ponte fra le antenne dell’iPhone 4 tenendolo in mano in modo normale attenua il segnale di quasi 20 dB: un’attenuazione sufficiente a causare problemi seri se il segnale della rete cellulare non è vicino al massimo, ma non tale da far cadere una chiamata quando il segnale è molto forte. Il risultato è confermato dai test di Gizmodo. Questo spiega la variabilità dei risultati delle prove empiriche: dove il segnale è forte, il telefonino “prende” lo stesso anche quando viene tenuto nel modo “sbagliato”. Dai test emerge anche un dato positivo: l’iPhone 4 è più capace del suo precedessore di mantenere una chiamata quando il segnale è molto basso (Ars Technica). Una correzione via software sarebbe possibile, secondo alcuni.

Ancora iPhone4: trapelano tramite BGR le risposte predefinite dei call center Apple ai clienti che lamentano problemi di ricezione: non ammettere che esiste un difetto, consigliare di impugnare il telefono in un altro modo, dire che il problema c’è in qualunque cellulare e soprattutto non promettere una custodia gratuita (che risolve il problema). Intanto Apple pubblica un’offerta di lavoro per tre tecnici di antenne per iPad/iPhone, ma è sicuramente una coincidenza ironica. È stata avviata una class action contro Apple a causa dei problemi di ricezione. Una mail attribuita a Steve Jobs dice che “non ci sono problemi di ricezione. Restate in ascolto”; un’altra dice “Ci stiamo lavorando.” E ci sono problemi anche con il sensore di prossimità, secondo The Register.

Anche Android ha le sue magagne, ma di sicurezza. Il sistema operativo per cellulari di Google è capace di cancellare automaticamente le applicazioni dai telefonini degli utenti, come ha scoperto l’esperto di sicurezza Jon Oberheide quando Google ha rimosso dal suo telefonino un’applicazione che lui stesso aveva collocato sull’Android Market. C’è di più: sempre Oberheide ha scoperto anche che Google può installare automaticamente da remoto un’applicazione. Le implicazioni di sicurezza sono fin troppo ovvie, e l’idea di avere un telefonino del quale qualcuno può decidere e cambiare il contenuto a proprio piacimento è veramente infelice. Google dice che è la prima volta che ha usato questa funzione, cosa che conferma la sua esistenza.

Spada laser? Non proprio, ma è pericolosissima e proprio per questo irresistibile. Il laser Arctic Spyder III della Wicked Lasers è da 1 watt e causa “danni permanenti e irreversibili alla retina”. Brucia la pelle istantaneamente. Bonus: costa soltanto duecento dollari. Doppio bonus: è confezionato in un’impugnatura che somiglia tanto a quella di una spada laser di Guerre Stellari. Così tanto che la Lucasfilm ha ordinato alla Wicked Laser di cessarne la commercializzazione. Godetevi il video finché potete.

Attenti alle foto con coordinate GPS

Attenti alle foto con coordinate GPS

Cellulari e fotocamere con GPS, occhio a non rivelare troppo

Se avete un telefonino o una fotocamera con GPS integrato, attenti a cosa fotografate e a come pubblicate le vostre foto: se non le ripulite prima di diffonderle, addio anonimato, con conseguenze piuttosto imbarazzanti.

Prendete per esempio la signorina qui accanto, che ha deciso di immortalare la parte migliore di sé usando un iPhone (l’inquadratura originale è più ampia ma probabilmente inadatta a un blog per famiglie, a meno che siano famiglie di proctologi). Si è coperta il viso in modo da non essere riconoscibile e quindi sfruttare l’anonimato per un’esibizione molto personale.

Ma nelle fotografie digitali vengono memorizzati vari dati, come la data e l’ora dello scatto e le regolazioni della fotocamera. Nelle fotocamere e nei telefonini dotati di GPS, come appunto gli iPhone recenti, insieme a questi dati ci sono le coordinate geografiche del luogo dove è stata scattata la foto. Addio anonimato.

Con questi dati è sufficiente un giretto su Google Maps e (se disponibile) su Street View per scoprire dove si trova la disinibita donzella.

Non posso garantire che i dati siano reali o che la foto sia autentica, visto che la fonte dell’esempio è 4chan, ma il concetto è certamente valido.

Una foto del genere, associata al proprio nome e cognome, potrebbe causare non pochi problemi per anni, per esempio durante una ricerca di lavoro. Al potenziale datore di lavoro basterebbe una Googlata per trovare un quadro molto chiaro e aperto della situazione.

Anche foto meno compromettenti possono essere fonte di guai se corredate di dati GPS. La vostra foto al bar o al ristorante o in ufficio diventa improvvisamente localizzabile. Una manna dal cielo per qualunque persona voglia pedinarvi o molestarvi o fare di peggio: basta sfogliare le vostre foto pubbliche per sapere che locali frequentate, dove lavorate, dove abitate e che orari fate. Lo stesso vale anche per le persone che conoscete: una foto etichettata “A casa di Piera” è innocua, ma la stessa foto con dati GPS permette a chiunque di sapere dove abita Piera.

Se volete davvero pubblicare o distribuire foto anonimizzate, ricordatevi di purgare i dati EXIF dalle immagini (il metodo più semplice e sicuro che mi viene in mente è visualizzare la foto sullo schermo e catturarla, poi pubblicare la cattura, ma ci sono vari programmi che rimuovono i dati EXIF per i vari sistemi operativi). L’iPhone permette di disattivare l’inclusione dei dati GPS nelle foto.

Maggiori dettagli sono in questo articolo di Kelsocartography (in inglese).

Mac, iPhone, Windows 7, IE8 bucati in pochi minuti

Mac, iPhone, Windows 7, IE8 bucati in pochi minuti

Smanettoni bucano Internet Explorer 8, Windows 7, Safari su Mac e l’iPhone. Bonus: rubano tutti gli SMS dal telefonino

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La gara per smanettoni Pwn2Own, dove chi riesce a prendere il comando da remoto di un computer se lo porta a casa insieme a un premio in denaro, è tornata anche quest’anno in quel di Vancouver, e son botte da orbi per tutti.

Già il primo giorno sono caduti i due principali contendenti del mercato informatico. Charlie Miller, analista di sicurezza, ha sfruttato una falla del browser Safari per impossessarsi, da remoto ma anche fisicamente, di un MacBook Pro da 15 pollici con su Snow Leopard e tutti gli ultimi aggiornamenti di sicurezza, riuscendo a lanciare una shell completa, dalla quale ha potuto vedere tutti i file del computer-bersaglio ed eseguire comandi. A lui, oltre al laptop, vanno 10.000 dollari di premio.

L’olandese Peter Vreugdenhil, ricercatore di sicurezza indipendente, ha trapassato le difese di Internet Explorer 8 su Windows 7 a 64 bit, aggiundicandosi un laptop HP da 15 pollici e 10.000 dollari. Vreugdenhil è riuscito a superare due delle principali funzioni di sicurezza di Windows, il DEP (Data Execution Prevention) e l’ASLR (Address Space Layout Randomization), sfruttando una vulnerabilità di heap overflow che gli ha permesso di ottenere l’indirizzo base di un modulo DLL che IE8 carica in memoria e da lì ha eseguito l’exploit. I dettagli tecnici sono qui. Tempo necessario: poco più di due minuti.

Firefox 3 su Windows 7 non se l’è cavata meglio: Nils, della britannica MWR Infosecurity, è riuscito a scardinarne le difese, dimostrando di aver preso possesso del computer facendogli eseguire la Calcolatrice. Per le sue fatiche si è portato a casa un Sony Vaio da 13 pollici e il premio in denaro.

Alla fine della prima giornata, fra i sistemi operativi e i browser oggetto della prova resta in piedi soltanto Google Chrome 4 su Windows 7. Linux non era incluso fra i bersagli.

Anche i telefonini evoluti sono oggetto della gara. I bersagli possibili erano l’iPhone 3GS, il Blackberry Bold 9700, il Nokia E72 (Symbian) e l’HTC Nexus One (Android). L’iPhone si è rivelato particolarmente spettacolare nella sua vulnerabilità: Vincenzo Iozzo della società tedesca Zynamics e Ralf Philipp Weinmann dell’Università del Lussemburgo hanno sfruttato una vulnerabilità del suo browser Safari per estrarne il database degli SMS, compresi i messaggi cancellati, i contatti, le immagini e i file musicali di iTunes, semplicemente inducendo l’utente a visitare un sito appositamente confezionato. Tempo necessario per l’intrusione: 20 secondi. Si sono aggiudicati 15.000 dollari (da dividere) e un iPhone ciascuno.

Lo scopo della gara Pwn2Own è incentivare i ricercatori a scoprire falle e divulgarle in modo responsabile: infatti i dettagli tecnici dei metodi utilizzati non possono essere resi noti al pubblico ma vengono invece comunicati ai produttori di software affinché li correggano. E li correggano presto, si spera.

Fonti: ZDNet, Computerworld, Tech News World.

iPhone fa un po’ troppo la spia? *AGGIORNATO*

IPhone passa ad Apple l’IMEI e/o dati privati quando si usano certe applicazioni? No: falso allarme

Uneasysilence segnala un comportamento piuttosto invasivo da parte del desideratissimo iPhone, che sbarcherà dopo le feste in Europa. Detto fra noi, io l’ho provato, e una volta passato l’effetto “wow” di certe sue funzioni, si rivela essere un bell’oggetto da esibire ma comunque limitato dalla mancanza di feedback tattile, da una batteria non rimovibile e almeno per ora lento nella trasmissione dati.

All’interno delle applicazioni (widget) Stocks (quotazioni di borsa) e Weather (meteo) c’è una stringa che, secondo l’autore della ricerca, trasmette ad Apple l’IMEI (il numero identificativo del cellulare) o un altro codice identificativo univoco. Combinato con altri dati pubblici, come l’indirizzo IP e i nomi delle società di cui l’utente segue le quotazioni, Apple ha la possibilità di creare un profilo estremamente dettagliato di ogni cliente iPhone.

Attenzione: si tratta di una possibilità, e non si può escludere, per correttezza, che Apple anonimizzi tutti questi dati che raccoglie: ma che senso ha raccoglierli se non servono a nulla? Finché Apple non chiarisce le ragioni di questa scelta (e secondo una sua lunga tradizione, finora non l’ha fatto, nonostante questa storia sia già stata ripresa da varie testate che hanno chiesto lumi), il dubbio è perlomeno lecito.

Aggiornamento

Secondo Heise, si tratta di un falso allarme. Usando uno sniffer, è emerso che l’iPhone non invia l’IMEI nella variabile “imei” passato al sito visitato dai widget. Apple è dunque colpevole soltanto di aver scelto il nome più infelice dell’universo per una variabile da usare in un telefonino.