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Ci vediamo a Lugano il 30 giugno per parlare di contact tracing e app di supporto?

Ci vediamo a Lugano il 30 giugno per parlare di contact tracing e app di supporto?

Dopo mesi di lockdown, martedì 30 giugno parteciperò di nuovo a una conferenza pubblica non virtuale: sarò a Lugano, presso il Parco Ciani, a partire dalle 17, insieme a moltissimi ospiti esperti di contact tracing per parlare delle app di tracciamento dei contatti (o di tracciamento di prossimità), come la svizzera SwissCovid (disponibile al pubblico da domani, ma non obbligatoria) e l’italiana Immuni.

L’evento è organizzato da Lugano Living Lab; l’accesso è libero, rispettando naturalmente le norme sanitarie, e si possono prenotare gratuitamente i posti a sedere presso Prenota Lugano. Sarà possibile comunque assistere in streaming tramite i canali social media di Lugano Living Lab. La moderazione sarà a cura di Giada Marsadri.

Il programma completo, con tutti i dettagli e i profili dei relatori, è qui (PDF). In sintesi:

Ore 17.00 – ​Apertura e saluti istituzionali

  • Marco Borradori, ​Sindaco della Città di Lugano

Ore 17.15 – ​Contact tracing: tra sorveglianza, sfera privata e visioni per la società

  • Massimo Banzi – ​Co-fondatore di Arduino
  • Philip Di Salvo – ​Ricercatore e giornalista
  • Christian Garzoni – ​Direttore Sanitario della Clinica Luganese
  • Markus Krienke – Professore di Filosofia moderna e di etica sociale alla Facoltà di Teologia di Lugano
  • Patrizia Pesenti – ​Avvocato, Vicepresidente consiglio di amministrazione Credit Suisse Switzerland

Il primo panel affronta il tema del contact tracing da un punto di vista tecnologico e dell’uso di questo strumento da parte di istituzioni e cittadini, affrontando quesiti sensibili: che garanzie abbiamo sulla tutela della nostra privacy? Siamo disposti a rinunciare a parte della nostra sfera privata in funzione di un bene comune superiore? È corretto parlare di sicurezza o sorveglianza di stato? In che modello di società vogliamo vivere?

Ore 18.30 – ​App SwissCovid: il punto della situazione

  • Paolo Attivissimo – ​Giornalista
  • Gianni Cattaneo – ​Avvocato specialista in diritto della protezione dei dati
  • Matteo Colombo -​ Presidente dell’Associazione italiana dei Data Protection Officer
  • Clelia Di Serio – ​Professore di Epidemiologia e Statistica medica, Università della Svizzera Italiana, Università Vita-Salute San Raffaele (Milano)
  • Sang-II Kim – ​Capo della nuova Divisione Trasformazione digitale, Ufficio federale della sanità pubblica

Il secondo panel affronta il tema del contact tracing portando l’esempio concreto dell’app elvetica per il Contact Tracing (SwissCovid). Saranno toccati aspetti tecnologici, legali e formali, di efficacia dello strumento e di sicurezza sanitaria.

Ore 19.30 -​ Chiusura

Colgo l’occasione per segnalare che la Confederazione ha deciso che da domani l’intero costo dei test per il coronavirus saranno a carico dello stato e non più delle assicurazioni o dei Cantoni (RSI).

App anti-coronavirus: cosa fa chi vive a cavallo di una frontiera?

App anti-coronavirus: cosa fa chi vive a cavallo di una frontiera?

Ultimo aggiornamento: 2020/06/25 23:30.

La frontiera svizzera con l’Italia è ormai completamente riaperta e quindi si pone il problema di come usare le app anti-coronavirus se e quando si cambia paese, specialmente l’app italiana Immuni, che è già attiva in tutto il territorio italiano dal 15 giugno scorso (l’app svizzera, SwissCovid, sarà attiva entro il primo di luglio).

Per esempio, si possono installare entrambe? Sì, senza alcun problema (l’ho fatto, su uno smartphone Android). Per installarle può essere necessario cambiare il paese indicato nelle impostazioni dell’App Store o Play Store.

Tuttavia una sola app per volta sarà attiva sul telefonino. Se si tenta di attivarne una seconda, l’altra viene disattivata con un avviso. Per attivare ciascuna di queste app quando sono inattive c’è una funzione apposita:

  • Immuni: nella schermata iniziale c’è l’avviso Servizio non attivo e si clicca su Riattiva Immuni e poi Abilita e Continua.
  • SwissCovid: nella schermata iniziale c’è l‘avviso Tracciamento disattivato e si clicca sulla freccia e poi su Tracciamento e Continua.

Quale conviene avere attiva? Dipende non soltanto da dove siamo ma anche da chi incontriamo.

Infatti le due app non fanno geolocalizzazione, quindi sono usabili anche al di fuori del paese di appartenenza (tranne Immuni per iOS).

Le FAQ svizzere (aggiornate al 29 maggio 2020) dicono che

L’app SwissCovid funziona ovunque e anche tramite provider internazionali. Tuttavia non ha senso utilizzarla all’estero, dove non ci sono altri utenti o ce ne sono pochi […] in una prima fase l’app SwissCovid è stata pensata per il territorio svizzero. Per i frontalieri e le persone che si recano spesso in Svizzera vale comunque la pena di scaricarla e utilizzarla.

Le FAQ italiane dicono sostanzialmente la stessa cosa, con qualche dettaglio tecnico in più e la precisazione che l’app non funziona fuori dall’Italia:

Puoi scaricare Immuni da tutto il mondo. Tuttavia, puoi utilizzarla solo dall’Italia:
• Su dispositivi iOS, le notifiche di esposizione vengono disattivate se sei all’estero.
• L’app si può connettere al server (per esempio, per scaricare le chiavi degli utenti risultati positivi al virus) soltanto se sei all’interno dell’Unione Europea. Al momento, le connessioni al server provenienti da altri territori non sono supportate per motivi di sicurezza.
• Nel caso tu dovessi risultare positivo al virus, dovrai trovarti in Italia per poter caricare le tue chiavi sul server.

Quindi se un residente in Svizzera va in Italia gli conviene attivare Immuni quando arriva a destinazione, perché normalmente Immuni è l’app usata dalle persone che incontra. Viceversa, a un italiano che viene in Svizzera conviene attivare SwissCovid, visto che normalmente incontrerà utenti SwissCovid.

Se però per esempio una comitiva di svizzeri va in Italia e tutti i membri stanno insieme senza interagire con residenti in Italia, allora conviene che tengano attiva SwissCovid, così se uno di loro manifesta successivamente i sintomi gli altri verranno avvisati. Ovviamente, però, non registreranno eventuali contatti con persone che usano Immuni.

Se un gruppo di italiani viene in Svizzera e resta unito senza interagire con altre persone, ai membri conviene tenere attiva Immuni (salvo coloro che hanno un iPhone, che non possono).

L’Unione Europea ha recentemente pubblicato le linee guida per consentire l’interoperabilità delle app di tracciamento tra i vari paesi europei, ma ci vorrà ancora tempo. Nel frattempo, ci si può arrangiare avendo due telefonini, uno per ciascuna app, ma è chiaro che non tutti hanno questa possibilità.

È tutto molto complicato, ma le app anti-coronavirus sono un sistema nuovo che stiamo sperimentando per la prima volta e nel momento peggiore, per cui non sono perfette. Ma sono meglio di niente.

Immuni, se ricevo l’avviso “Il tuo telefono ha rilevato 1 potenziale esposizione”, cosa vuol dire?

Immuni, se ricevo l’avviso “Il tuo telefono ha rilevato 1 potenziale esposizione”, cosa vuol dire?

Credit: @PolGalbusetti.

Mi sono arrivate alcune segnalazioni di utenti dell’app anti-coronavirus italiana, Immuni, che dicono di essersi spaventati perché hanno visto sul proprio telefonino Android un avviso che dice ”Il tuo telefono ha rilevato 1 potenziale esposizione”.

L’app Immuni, tuttavia, non mostra alcun avviso “Rilevata esposizione a rischio con una persona COVID-19 positiva” e indica solo “Servizio attivo”.

Chi ha chiamato l’helpdesk di Immuni per sapere cosa fare ha ricevuto la risposta che questo avviso, proveniente da Google Play Services e non da Immuni, va ignorato.

Per chi si stesse chiedendo cosa c’entra Google Play Services con le app anti-coronavirus, ricordo che Google, insieme ad Apple, fornisce il software (le cosiddette API o Application Programming Interface(s)) che consente ai telefonini Android di funzionare con le app di tracciamento di prossimità.

Secondo Punto Informatico, è normale che sul telefonino Android compaia il messaggio “Il tuo telefono non ha rilevato potenziali esposizioni”:

L’avviso è mostrato su dispositivi Android da Google Play Services e non deve destare alcun allarme. Anzi, rappresenta la conferma di come Immuni
sia in esecuzione correttamente sullo smartphone e che nei sette giorni
precedenti non si è entrati in contatto con persone potenzialmente in
grado di trasmettere la malattia.

Ma allora se vedo il messaggio “ha rilevato 1 potenziale esposizione” cosa vuol dire? Significa che secondo il software di Google (che, appunto, fornisce il supporto ad Immuni) il mio telefono ha rilevato il segnale anonimizzato del telefono di una persona che è poi risultata positiva, ma che per i criteri di Immuni l’esposizione non è stata tale da costituire un rischio?

Secondo quello che ho trovato e la documentazione (grazie a Tukler per la dritta), è proprio così: il software di Apple/Google analizza i dati che ha raccolto e accumulato sul telefonino e dichiara quali e quanti sono i casi di esposizione potenzialmente a rischio a secondo i suoi criteri, ma poi spetta all’app valutare questi contatti secondo i suoi criteri. Quindi l’avviso di Google Play Services non deve allarmare.

Sto indagando ancora, ma una cosa è già chiara: questo messaggio rischia di creare ansie e confusioni.

A proposito delle API fornite da Apple e Google, se volete vederle all’opera:

  • iOS: Impostazioni – Privacy – Salute – Raccolta log di esposizione al COVID-19 – Controlli esposizione elenca, giorno per giorno, il “numero di chiavi corrispondenti”, ossia il numero di potenziali esposizioni.
  • Android: Impostazioni – Google – Notifiche di esposizione al COVID-19 – Notifiche relative al COVID-19.

Fonti aggiuntive: Apple, HDblog.it.

Immuni e SwissCovid, app anti-pandemia a confronto alla Radio Svizzera

Giovedì scorso il collega della RSI Nicola Colotti ha invitato il consigliere nazionale svizzero Bruno Storni, il giornalista italiano Alessandro Longo e il sottoscritto a discutere per una cinquantina di minuti sul tema delle app di tracciamento delle prossimità, come Immuni e SwissCovid. L‘audio è disponibile qui sotto e scaricabile qui; la scheda del programma è qui.

Durante la conversazione sono emersi numerosi punti interessanti: in Svizzera chi viene avvisato dall’app di una possibile esposizione al contagio avrà diritto a un test gratuito; la perdita di lavoro da (auto)quarantena per chi si fa testare e risulta positivo sarà finanziata dallo Stato; il 18 giugno arriverà, salvo sorprese, la base legale che consente il funzionamento di SwissCovid, che diventerà operativa dal primo luglio.

Aggiungo un dettaglio pubblicato da Alessandro Longo nella spiegazione approfondita di Immuni su Agenda Digitale: la citatissima “soglia” del 60% è in realtà la percentuale che “serve per un’efficacia ottimale… c’è un vantaggio però a qualsiasi livello di adozione,
anche del 10%”
. Lo conferma anche Sundar Pichai di Google: “avrà un impatto positivo anche se solo il 10%-20% degli utenti lo userà. Più saranno, meglio funzionerà”.

Un altro aspetto spesso non capito di questa percentuale è che non tutti gli utenti contribuiscono in maniera uguale all’efficacia: una persona che frequenta luoghi affollati usando l’app è più significativa per il tracciamento dei contagi rispetto a una persona che vive isolata e ha installato Immuni o SwissCovid.

La cosa che mi ha fatto più piacere, nella gestione svizzera a livello politico di questa difficile app, è il buon senso e la serietà di aver chiesto di aggiungere una clausola di rimozione dell’app ed eliminazione di tutti i suoi dati qualora risultasse inefficace. Buon ascolto.

App Immuni pronta da scaricare

App Immuni pronta da scaricare

Ultimo aggiornamento: 2020/06/10 20:00

Immuni, l’app italiana di ausilio contro i contagi da nuovo coronavirus, è pronta da scaricare per iPhone e telefonini Android sui rispettivi store. Gli smartphone Huawei non-Google non sono ancora coperti.

Ho riassunto le caratteristiche principali di Immuni in questi articoli: uno, due. Non dimenticate di leggere le risposte alle domande più frequenti presenti sul sito di Immuni.

Anche se vivo in Svizzera e ho già installato l’app svizzera (SwissCovid), ho installato anche Immuni sul mio telefonino Android. Non possono funzionare contemporaneamente: devo attivare una o l’altra.

Dato che è obbligatorio indicare una provincia, ho scelto Pavia, visto che lì c’è buona parte della mia famiglia. Immuni non ha fatto una piega nonostante il mio telefonino sia in questo momento in Svizzera.

Ho notato inoltre che Immuni disabilita la possibilità di fare screenshot (perlomeno nella versione Android). Curioso. Inoltre ha un limite di età: bisogna dichiarare di avere almeno 14 anni, per questioni legali italiane. Nell’app svizzera non c’è nessuna distinzione di età.

Immuni contiene anche un’altra cosa che manca all’app svizzera: un avviso che mette in guardia contro messaggi ingannevoli di provenienza truffaldina.

Per contro, non mi sembra che abbia un’opzione per disattivarla temporaneamente, che invece è presente nell’app svizzera [aggiornamento: è stata aggiunta nella home intorno al 6 giugno 2020]. Su Android (perlomeno sul mio Samsung A40 con Android 10) si può comunque andare in Impostazioni – Google – Notifiche di esposizione al COVID-19 – Disattiva notifiche di esposizione e scegliere Disattiva. In alternativa si può sempre disattivare completamente il Bluetooth oppure spegnere il telefono.

Ricordo a tutti che l’app Immuni è in fase sperimentale e funziona solo in alcune regioni.

Ricordo inoltre che sui telefonini Android l’app deve chiedere formalmente il permesso di geolocalizzazione per poter usare il Bluetooth nella modalità di scansione continua usata da Immuni, ma è solo perché Google ha abbinato i permessi GPS e Bluetooth nella configurazione di Android. Non vuol dire che Immuni faccia geolocalizzazione e non vuol dire che l’app faccia aumentare il consumo di batteria accendendo il GPS. Lo dice chiaramente anche Stefano Zanero:

Immuni è open source e quindi liberamente ispezionabile. Possiamo inoltre verificare che l’app corrisponda davvero al codice sorgente pubblicato:

Video: L’app Immuni, aspetti informatici e giuridici

Ultimo aggiornamento: 2020/06/01 12:40.

Questa sera ho partecipato a un videodibattito sull’app Immuni, intitolato CoronaVirus e Libertà Individuali – Dalla libertà di circolazione al diritto alla riservatezza, con Giovanni Russo Spena, costituzionalista, e Fausto Gianelli, dell’associazione Giuristi democratici. L’incontro è stato organizzato dalla Federazione di Modena di Rifondazione Comunista. Il link diretto è questo e dovrebbe essere fruibile anche senza avere un account Facebook.

L’app userà il protocollo DP-3T, scrive Fanpage.it, sarà sotto licenza MPL2 e costerà circa 1,5 milioni di euro. Mashable ha pubblicato altre info insieme a degli screenshot.

La documentazione di Immuni è qui e qui su Github. Manca per ora il codice sorgente. Altre informazioni e analisi sono nell’ottima newsletter Guerre di Rete di Carola Frediani.

2020/05/05 10:10. Il codice sorgente dell’app Immuni è stato rilasciato su Github qui per Android e qui per iOS. Per avere piena trasparenza dovrà essere rilasciato anche il codice sorgente del back-end (il software che gira sul server di gestione).

2020/06/01 12:40. Vedo ora che è stato rilasciato anche il sorgente del back-end. ANSA annuncia che l’app sarà disponibile da oggi negli store ufficiali di Apple e Google, ma il servizio sarà attivo solo nelle Regioni che aderiranno alla fase di sperimentazione.

App Immuni, aspetti tecnici e giuridici aggiornati

App Immuni, aspetti tecnici e giuridici aggiornati

Dopo questo mio primo articolo/video su Immuni, torno a parlare di quest’app con alcuni aggiornamenti in questo video della conferenza tenuta online grazie alla Fondazione UPAD e al Movimento Universitario Altoatesino insieme al consulente su privacy e GDPR Patrick Lazzarotto, con la moderazione di Pietro Calò, membro del Senatus della Fondazione.