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11/9, Beppe Grillo e Giulietto Chiesa sposano le tesi complottiste

11/9, Beppe Grillo e Giulietto Chiesa sposano le tesi complottiste

Quest’articolo è stato aggiornato dopo la sua pubblicazione iniziale. Alcuni commenti potrebbero, pertanto, non essere più pertinenti.

Due firme importanti della scena mediatica italiana sono scese in campo oggi a proposito degli attentati dell’11 settembre. Sul blog di Beppe Grillo è comparso un articolo (non un commento di un lettore, ma proprio un articolo) che ospita una lettera di Giulietto Chiesa. La lettera afferma che:

La versione ufficiale fornita dal governo degli Stati Uniti non spiega assolutamente nulla. Peggio: è dimostrabile che in decine di punti dice il falso, esplicitamente, e in altre decine di punti decisivi omette di dare una qualsiasi spiegazione.

Ho scritto a Chiesa tramite il suo sito, chiedendogli quali sono questi punti, così possiamo valutarli serenamente, e sono in attesa di risposta.

Giulietto Chiesa prosegue affermando, sempre nel blog di Grillo, che su Internet è già presente da tempo una impressionante quantità di materiali che dimostrano la menzogna” e invita tutti a fare riferimento a un dossier preparato dal sito Megachip e a visionare il film Loose Change 2nd edition.

Il dossier in questione è, per ora, soltanto un elenco di link a documentari e pubblicazioni complottiste già in gran parte discusse in questo blog e altrove.

Per esempio, il dossier presenta come prova il lavoro del professor David Ray Griffin, che è sì professore, ma di teologia, cosa che non lo qualifica certo come esperto di esplosivi o demolizioni controllate; eppure Griffin afferma con certezza che le torri del WTC sono state distrutte da una demolizione controllata, senza spiegare come sia stato possibile piazzare, oltretutto di nascosto, tutto l’esplosivo necessario per farlo, come discusso in un mio recente articolo.

Griffin, inoltre, non spiega come sia possibile che un’impresa di raffinatezza sublime come minare di nascosto due grattacieli di cento piani ciascuno (più il WTC 7), con un rischio di errore altissimo, sia stata ordita da un governo come quello statunitense, che non riesce neppure a nascondere gli orrori di Abu Ghraib o a “trovare” le armi irachene che sarebbero state così utili per giustificare un’invasione.

Si cita In Plane Site, che ho già analizzato e trovato gravemente lacunoso sui fatti e fazioso nel presentarli, per cui non ripeto qui l’elenco dei suoi errori e delle sue distorsioni.

Si cita anche Steven Jones, che a differenza di Griffin è un professore universitario di fisica; questo dovrebbe qualificarlo maggiormente per valutazioni sulla fisica degli eventi dell’11 settembre, ma va notato che Jones è il tipo di persona che afferma di avere prove materiali che Gesù Cristo s’è fatto un giretto in America dopo la crocifissione (lo dimostrano inoppugnabilmente, dice Jones, dei reperti dei Maya).

Affermazioni come queste gettano dubbi sul rigore generale delle sue pubblicazioni. Altrove, in questo blog, si è già discusso della sua citazione scientificamente scorretta delle leggi della termodinamica, con errori che un fisico non dovrebbe assolutamente fare (“i circa 34 piani superiori cominciano a ruotare in blocco, verso sud e est. Cominciano a rovesciarsi, come previsto dalla seconda legge della termodinamica”; consiglio di consultare la definizione della seconda legge della termodinamica, che non ha alcuna attinenza ai crolli).

Cosa più importante, si cita Loose Change 2nd edition, che sembra essere il documentario complottista più in voga del momento. Non ho tempo di guardarmelo tutto stasera, e il documentario fa un enorme numero di affermazioni prive di fonti (come capita spesso), che andrebbero verificate una per una, con un lavoro immane. Ne ho comunque guardato i primi venti minuti ed ho trovato alcune perle interessanti.

  • Viene presentata come oggetto sospetto la copertina di un manuale sul terrorismo, datato giugno 2000, che mostra una delle torri del WTC nel mirino. Il WTC era stato oggetto di un attentato-bomba nel 1993 che fece molto scalpore: è quindi più che logico metterlo in copertina su un manuale antiterrorismo.

  • Si presenta come elemento sospetto la polizza antiterrorismo da 3,5 miliardi di dollari sottoscritta da Larry Silverstein poche settimane prima degli attentati. Sarebbe semmai sospetto, anzi stupido, se il proprietario di un edificio che è già stato oggetto di un attentato non si fosse premunito assicurandosi contro attentati futuri.

  • A 10 minuti circa viene mostrato il crollo delle torri del WTC. La vista dal basso, a distanza ravvicinata, non mostra alcuno dei famosi squib, o sbuffi, che i sostenitori della demolizione controllata indicano come prova della loro teoria. Un’altra ripresa mostra la pioggia dei frammenti del WTC che cadono più velocemente di quanto crolli l’edificio, dimostrando che il crollo non è avvenuto a velocità da caduta libera come affermano invece i complottisti come Griffin.

  • Si mostra il crollo del WTC7, indicandolo come sospetto, ma lo si mostra dalla facciata opposta a quella colpita dai detriti del crollo delle torri; questo dà l’impressione che l’edificio sia molto meno danneggiato di quanto sia realmente. Cercando in Internet, tuttavia, ci sono foto che mostrano l’altra facciata, quella colpita, prima del crollo, e rivelano chiaramente che l’edificio era tutt’altro che intatto ed era in preda a un incendio molto vasto.

  • A 11.00 circa, si vede che il crollo “controllato” delle torri ha lasciato in piedi delle altissime “guglie” della struttura. Ho in archivio altre foto che mostrano ancora più chiaramente queste guglie. Sembra improbabile che una demolizione controllata possa avere un effetto di questo genere.

  • A 12:00 circa, si cita la famosa frase di Rumsfeld che parla di “missile to damage this building”. Ma missile in inglese si usa per indicare genericamente qualsiasi oggetto lanciato nell’aria: per esempio, “After the final whistle, people started overturning cars and throwing missiles and stones” (cito dalla cronaca sportiva della BBC). Inoltre sembra improbabile che Rumsfeld sia così cretino da svelare il complotto con un lapsus freudiano.

  • A 14:00 circa, prima si teorizza che Hani Hanjour fosse totalmente incapace di pilotare, poi si mostra un testimone che dichiara che Hanjour era già certificato e aveva già la licenza da pilota commerciale. La cosa più grave che il testimone riesce a dire (ricordiamoci che questo è un testimone per l’accusa) è che Hanjour “aveva capacità di pilotaggio medie o inferiori alla media”. Quindi non un asso, ma di certo non un incapace, se ha comunque già una certificazione ottenuta in USA.

  • Si afferma che il volo 77 è riuscito a “sradicare cinque pali della luce senza danneggiare le ali o i pali”. Non è chiaro come facciano questi documentaristi a sapere che le ali non si sono danneggiate, visto che l’aereo s’è schiantato pochi istanti dopo. Per quanto riguarda i pali “intatti”, direi che le foto parlano da sole, se si considera che i pali sono ancorati in modo che gli ancoraggi cedano se colpiti con forza sufficiente, come ovvia misura antinfortunistica.

  • Si afferma che “basta guardare le foto di quel giorno per rendersi conto che qualunque cosa abbia colpito il Pentagono non è rimbalzato sul prato…”. Infatti nessuno afferma che l’aereo sia rimbalzato sul prato. Bella tecnica, quella di mettere in bocca all’avversario cose che non ha detto e poi smentirgliele per “provare” la sua malafede. È una tecnica ricorrente in Loose Change come in altri documentari complottisti.

  • Si dice “perché non c’è assolutamente alcuna traccia del Volo 77?”. Eppure le tracce ci sono, come mostrato da queste foto.

  • Si dice “la spiegazione ufficiale è che il calore intenso del carburante avio ha vaporizzato l’intero aereo”. Questa è una bugia messa in bocca all’avversario per far bella figura, come già fatto prima. Non c’è alcun punto della versione ufficiale che affermi una cosa del genere. Come consueto, inoltre, i documentaristi evitano accuratamente di fornire fonti per le loro affermazioni.

  • Una delle perle migliori del pezzo che ho visto finora è a 18 minuti circa: dicono che hanno chiamato la Boeing per sapere di cosa sono fatti i Boeing 757, ma la centralinista ha detto che la Boeing non fornisce queste informazioni a causa dell’11 settembre. Il tutto viene presentato come se vi fosse un mistero, un segreto orribile da non rivelare. Ma non c’è nessun mistero: gli aerei di linea sono fatti di titanio, alluminio, materiali compositi, eccetera. Diamine, lo so io che sono un semplice appassionato d’aerei. A parte il fatto che un giretto sul sito della Boeing basterebbe a farsi un po’ di cultura: ci sono persino le percentuali dei vari materiali.

  • Altra perla a 18 minuti circa: “il 757 ha due motori Pratt & Whitney”. Sbagliato. Il 757 del volo 77 era un Boeing 757-223, matricola N644AA, equipaggiato con motori Rolls-Royce RB211-535. Questi sono dati facilissimi da trovare in Rete presso fonti super partes, eppure i documentaristi non li hanno trovati (o non li hanno cercati). Eppure il tipo di motore è indicato proprio in un fotogramma del documentario a 19:19 (“if the aircraft that struck the Pentagon was a Boeing 757-200 owned by American Airlines, then it would have to be a Rolls Royce engine”, dichiara per iscritto Mark Sullivan, portavoce della Pratt & Whitney). Non si tratta di un dettaglio trascurabile, visto che sull’identificazione dei motori viene imbastita tutta una serie di “prove” nei minuti successivi.

  • A 19:00 circa, i documentaristi dicono che il loro esperto afferma che il frammento circolare trovato al Pentagono è un “turbogetto JT8D di un A3 Skywarrior della US Air Force”. Per cui l’aereo che ha colpito il Pentagono, sembrano sottintendere i documentaristi, è un A3 Skywarrior, non un aereo di linea. Ma gli A3 Skywarrior, vecchi aerei militari nati nel 1952 e pensionati nel 1991, non hanno mai montato motori JT8D, per cui l’intero ragionamento cade. Gli A3 usavano sì motori della Pratt & Whitney, ma dei J57, non dei JT8D; per chi se ne intende è uno svarione colossale, come dire che le Ferrari montano motori diesel. L’esperto, quindi, non sembra essere molto esperto.

  • A 20:40 circa, i documentaristi mostrano il disegno di un componente di motore che, a loro dire, è quello di un Boeing 757 (non ne viene specificata la marca o il modello). Poi mostrano il frammento di motore presente in alcune foto del Pentagono e dicono che è diverso (gli mancano dei particolari triangolari) e quindi non può appartenere a un Boeing 757. Ergo, dicono loro, l’aereo del Pentagono non è un Boeing 757. Ma si è visto prima che i documentaristi non sanno quali motori montava il 757 della American Airlines, e di conseguenza hanno probabilmente preso il disegno di un motore che non c’entra nulla: non c’è da stupirsi, quindi, che il disegno presentato dai documentaristi non combacia con la foto. Questo, infatti, è il disegno esatto, fornito dalla Boeing, dei motori Rolls Royce presenti sui 757 della American Airlines. Corrisponde al frammento fotografato al Pentagono.

  • A 21:00 si mostra un’immagine (quella che vedete qui sotto) di “dipendenti del Pentagono che portano via una grande scatola coperta da un telo blu. Perché tanto mistero?”. Nessun mistero: è una tenda, non una scatola. È semplicemente una tenda come quelle che si vedono, cerchiate in giallo, nella parte inferiore della foto qui sotto. Se fosse una scatola, magari anche piena, come farebbero a sollevarla a forza di braccia e tenersela disinvoltamente sopra la testa?
    Scatola? No, tenda!

Basta. Mi fermo qui, ai primi venti minuti, perché se tanto mi dà tanto, il resto del filmato è una pari accozzaglia di errori, manipolazioni e stupidaggini. Il vero mistero è come mai una persona qualunque come me, nel tempo libero e senza sponsor milionari ma con una semplice connessione a Internet e una manciata di neuroni già logori, riesce a trovare queste contraddizioni, questi errori e queste scorrettezze, mentre gente ben più blasonata e dotata di risorse se le fa scivolare sotto il naso.

E questo sarebbe il meglio che i complottisti riescono a produrre in cinque anni di ricerche? Signori Chiesa e Grillo, siete ancora dell’idea che questo filmato dimostri che la versione ufficiale dice il falso?

Parliamone. Sapete dove trovarmi.

Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale?

Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale?

Giulietto Chiesa e la bufala del debito USA trilionario

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2011/09/21.

Qualche giorno fa Giulietto Chiesa ha pubblicato su Megachip questo articolo, nel quale annuncia “il segreto, uno dei segreti, forse il più importante dei segreti, che sta dietro la crisi della finanza mondiale”. Sul serio.

Tenete a bada, almeno per un momento, l’immagine mentale di Giulietto Chiesa che si atteggia a baffuta Madonna di Fatima dispensatrice di catastrofici segreti, arrivando là dove nessun economista è mai giunto prima, e leggete qual è il succo del suo annuncio:

tra il dicembre 2007 e il giugno 2010, senza che nessuno sapesse niente, cioè segretamente, la Federal Reserve ha tolto dal brago banche, corporations, governi sotto diverse latitudini e longitudini, dalla Francia alla Scozia, e chissà fin dove è arrivata la sua “beneficenza”, con la non modica cifra di 16 mila miliardi di dollari, cioè sedici trilioni di dollari. Tutto questo ben di Dio sarebbe stato collocato sotto la vocina di bilancio di un “programma onnicomprensivo di prestiti”. Ma nessuno, nemmeno il Congresso americano ne è stato informato. Di quei 16 trilioni non un dollaro è ritornato indietro.. Eppure sono stati prestati – pensate o lettori ignari – a tasso zero, cioè gratis et amore dei. Per avere un’idea della cifra, se ancora non avete avuto il capogiro, basti pensare che il prodotto interno lordo annuale degli USA si aggira attorno a 14,2 trilioni e che il debito complessivo degli Stati Uniti viaggia sui 14,5 trilioni.

A suo dire, questa montagna inconcepibile di denaro sarebbe uscita “dalle ‘stamperie’ segrete della Federal Reserve”. A chi sarebbe andata? Ecco l’elenco dei beneficiari:

Citigroup: $2.5 trillion ($2,500,000,000,000)
Morgan Stanley: $2.04 trillion ($2,040,000,000,000)
Merrill Lynch: $1.949 trillion ($1,949,000,000,000)
Bank of America: $1.344 trillion ($1,344,000,000,000)
Barclays PLC (United Kingdom): $868 billion ($868,000,000,000)
Bear Sterns: $853 billion ($853,000,000,000)
Goldman Sachs: $814 billion ($814,000,000,000)
Royal Bank of Scotland (UK): $541 billion ($541,000,000,000)
JP Morgan Chase: $391 billion ($391,000,000,000)
Deutsche Bank (Germany): $354 billion ($354,000,000,000)
UBS (Switzerland): $287 billion ($287,000,000,000)
Credit Suisse (Switzerland): $262 billion ($262,000,000,000)
Lehman Brothers: $183 billion ($183,000,000,000)
Bank of Scotland (United Kingdom): $181 billion ($181,000,000,000)
BNP Paribas (France): $175 billion ($175,000,000,000)

La fonte di questo scoop clamoroso, dice Giulietto Chiesa, è… un rapporto ufficiale del governo USA. Sì, avete capito bene: Chiesa cita come fonte autorevole un rapporto governativo statunitense. E senza metterla in dubbio. Non ci sono più i complottisti di una volta.

Chiesa attinge a un rapporto governativo del General Accounting Office, pubblicato dal senatore statunitense Sanders sul proprio sito, senza porsi le domande che probabilmente vi siete già fatti voi: come fanno gli USA a prestare tutti questi soldi di nascosto? Soprattutto, perché lo fanno di nascosto per poi spiattellare il supersegreto in un rapporto ufficiale? Sono cretini?

La spiegazione è molto semplice. Andiamo a leggere il rapporto del GAO citato da Chiesa e cerchiamo l’elenco di banche beneficiarie: lo troviamo a pagina 131. Eccolo qua:

Le cifre citate da Giulietto Chiesa sono esatte. Ma manca un dettaglio fondamentale: la spiegazione di queste cifre, che è a pagina 130, appena prima della Tabella dello Scoop Fine-di-Mondo. Eccola:

Table 8 aggregates total dollar transaction amounts by adding the total dollar amount of all loans but does not adjust these amounts to reflect differences across programs in the term over which loans were outstanding. For example, an overnight PDCF loan of $10 billion that was renewed daily at the same level for 30 business days would result in an aggregate amount borrowed of $300 billion although the institution, in effect, borrowed only $10 billion over 30 days. In contrast, a TAF loan of $10 billion extended over a 1-month period would appear as $10 billion.

In altre parole, queste cifre enormi vengono fuori perché se una banca riceve in prestito per un giorno dieci miliardi e poi il prestito viene prorogato per 30 giorni, in questa tabella vengono conteggiati 300 miliardi. Ma il prestito effettivo è di dieci.

Faccio un esempio pratico: presto a un amico cento euro e lui me li restituisce il giorno dopo. Glieli ripresto il giorno dopo e lui me li restituisce l’indomani. Andiamo avanti così per dieci giorni. Quanti soldi gli ho prestato in tutto?

Infatti i dati dei prestiti effettivi, non di quelli aggregati, sono pubblicati nella pagina successiva del rapporto, in Tabella 9, e raccontano una storia molto, molto, molto meno clamorosa di quella annunciata trionfalmente da Giulietto Chiesa:

I 2500 miliardi di dollari riguardanti la Citigroup, che costituivano il grosso della cifra incriminata, sono in realtà 58(*). Non sono noccioline, per carità, ma non bastano certo a giustificare frasi come “un gruppo di banchieri… compra e ricatta governi… il sistema è esploso e va al collasso, e loro lo drogano con denaro finto… si mettono in condizione di minacciare ricattare, condizionare, sostituire governi e ministri di tutto il mondo. Siamo alla dittatura di un superclan semi criminale, che complotta usando denaro fittizio…. i governi europei sono tutti complici.”

* Correzione: inizialmente avevo scritto 67 per un mio errore di trascrizione.

Il presunto “segreto” annunciato da Giulietto, insomma, è una bufala: bastava leggere i dettagli del rapporto (non dico tutto, ma almeno la paginetta prima e quella dopo) prima di pubblicare annunci d’Apocalisse. Del resto, non è la prima volta che Chiesa profetizza la fine del mondo: ricordate quando diffuse la bufala delle eurobanconote greche ritirate in gran segreto, fatta poi a pezzi con grande gusto dagli implacabili di Perle Complottiste? O quando abboccò alla bufala dell’aumento misterioso del prezzo della benzina (grazie ad AdP per la segnalazione)?

Poiché non me la sento di dare dell’imbecille a Giulietto Chiesa, mi trovo costretto a cercare un’altra giustificazione a questa produzione in serie di cazzate spettacolari. Ce l’ho, ed è lampante. Giulietto Chiesa è un agente del Nuovo Ordine Mondiale, infiltratosi tra i ricercatori delle verità alternative per screditarli tramite il ridicolo, scrivendo stupidaggini epiche che scimmiottano le teorie complottiste, e per rubare loro la scena. È mandato dalle banche mondiali e dal Gruppo Bilderberg per ammantare di ridicolo chi ha obiezioni legittime alla gestione della finanza del pianeta. Oppure è il più sottile satirista della storia dell’umanità.

In ogni caso, grazie, Giulietto, per queste risate di Ferragosto.

Aggiornamenti

Un articolo che abbocca alla stessa bufala è stato pubblicato sul Manifesto l’11 agosto scorso. Grazie a Yupswing per la segnalazione.

Il 17 agosto Megachip ha pubblicato un articolo di Pino Cabras che risponde alla mia indaginetta antibufala definendomi “Piero Angela dei poveri”, “massaia linguista di Lugano” e facendomi omaggio di un discreto fotomontaggio (successivamente modificato, come si può notare qui sotto): argomentazioni d’economia assolutamente solide, insomma.


La versione originale pubblicata nell’articolo di Cabras.


La versione corrente. Notate lo sfondo della mia testa.

Come segnalato nei commenti, l’uso di “trilione” come equivalente italiano di “trillion” da parte di Giulietto Chiesa è errato. In italiano, “trilione” è 1 seguito da diciotto zeri (un miliardo di miliardi); in inglese corrente (britannico e americano), “trillion” è 1 seguito da dodici zeri (mille miliardi).

Pino Cabras, nel suo articolo, cita altre fonti (Sansoni; Hoepli; Treccani) secondo le quali “trilione” è corretto anche nell’accezione usata da Chiesa e lamentando che la mia unica fonte è un oscuro documento UE. Se proprio si vuole cavillare sulle accezioni invece di affrontare il tema fondamentale (la bufala pubblicata da Chiesa), allora segnalo che GarzantiIATE (dizionario tecnico dell’UE) e dizionario d’economia de La Stampa confermano “trilione” con la sola accezione di “miliardo di miliardi”. Ma da buona massaia luganese non ho problemi ad accettare la correzione sul punto. Luna, dito, stolto, eccetera.

2011/09/21. Giulietto Chiesa ha pubblicato su Megachip, su Cometa e su Giuliettochiesa.it un articolo nel quale annuncia di aver “presentato una denuncia-querela, alla Procura della Repubblica di Roma” in relazione a questo mio articolo, definito “calunnioso” perché ho teorizzato ironicamente che lui sia un agente del Nuovo Ordine Mondiale. Scrive davvero così. La prossima volta, giusto per rendere chiaro oltre ogni dubbio che sto facendo una battuta, scriverò che è un agente degli uomini lucertola venusiani.

Smanetton Challenge: tracciamo le scie chimiche svizzere

Smanetton Challenge: tracciamo le scie chimiche svizzere

Le schie chimiche sbarcano in Svizzera, inseguiamole!

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “m.anto.pisan****” e “ivano”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Chi abita nel nord della Lombardia o in Canton Ticino avrà sicuramente notato le spettacolari scie persistenti comparse in cielo sabato scorso (19 gennaio). Eccone un assaggio, mandatomi da un lettore, Francesco di Breganzona. Grazie!

Se cliccate sulle foto per ingrandirle, noterete che alcune delle scie proiettano addirittura un’ombra sulle tenui nubi adiacenti, con un effetto tridimensionale davvero insolito.

Le scie chimiche sono sbarcate in Ticino e le loro venefiche irrorazioni stanno prendendo di mira il Maniero Digitale? Niente affatto: sono semplicemente normali scie di condensazione, del tipo noto appunto nella letteratura tecnica come persistente. Le condizioni meteorologiche della giornata erano favorevoli alla formazioni di scie persistenti, che non sono altro che nuvole artificiali di cristalli di ghiaccio. Nuvole come, appunto, quelle naturali che ornavano il cielo.

Con buona pace degli sciachimisti, le scie persistenti si formano infatti soltanto quando ci sono nubi come quelle mostrate nelle foto qui sopra e non si formano quando lo decidono i cattivissimi cospiratori.

Anche la griglia regolare di scie non ha nulla di anomalo: non è altro che la traccia visiva delle rotte seguite dagli aerei di linea. Normalmente non la possiamo notare, perché le scie di condensazione svaniscono in fretta, ma in condizioni meteo come quelle di sabato le scie persistono abbastanza da permetterci di apprezzare le rotte.

A questo proposito vorrei proporvi una sfida tecnica (uno Smanetton Challenge, se preferite): realizzare un sistema che tracci in tempo reale rotte e quote degli aerei di linea, in modo da avere dati concreti con i quali sbufalare ulteriormente gli sciachimisti. Un sistema che permetta di guardare una scia e sapere quale aereo la sta lasciando e a che quota si trova.

Una cosa di questo genere esiste già per il nord della Svizzera, presso Radar.zhaw.ch. Ne vedete qui sotto un esempio, che mostra eloquentemente il modo in cui gli aerei viaggiano lungo direttrici parallele. Ringrazio Pol per la segnalazione.

Questo servizio davvero notevole, realizzato a scopo puramente dimostrativo dagli studenti della ZHAW (Zürcher Hochschule für Angewandte Wissenschaften) di Winterthur, fornisce non solo il tracciamento in tempo reale degli aerei, ma anche la loro quota, la velocità di salita o discesa, la velocità di crociera, l’identificativo dell’aereo e del volo (compreso quindi il nome della compagnia aerea). Dannatamente ipnotico: ringrazio un lettore, Lorenzo, per la segnalazione.

Che ne dite di realizzarne uno per coprire la zona del Maniero Digitale, o meglio ancora quella dove abitano i due sciachimisti DOC che sono apparsi a Rebus? Così magari si mettono il cuore in pace e la smettono di scocciare i carabinieri ogni volta che un aereo di linea lascia una scia.

I dati del tracciamento, come spiegato nella documentazione, arrivano direttamente dai transponder installati sugli aerei, il cui segnale radio viene ricevuto da un’antenna situata sul tetto dell’istituto (ecco perché la copertura è ampia ma non illimitata). Non sono cifrati o segreti: sono gli stessi dati usati dai controllori di volo. Ipotizzare che siano falsificati significherebbe accusare i controllori di essere complici della Grande Cospirazione Sciachimista.

Questo non impedisce ai sostenitori dell’esistenza delle scie chimiche di lasciarsi andare ad affermazioni come queste:

mi sono informato. La questione è stata affrontata dal Parlamento Europeo una prima volta il 5 febbraio 1998 nella sottocommissione Sicurezza e Disarmo. Ci fu una audizione in cui si parlò anche del progetto HAARP (High Fequency [sic] Active Auroral Reseach [sic] Project) che manipola le proprietà elettriche dell’atmosfera a fini militari. Successivamente, il 14 gennaio 1999 se ne occupò la Commissione Esteri, con una relazione dell’onorevole Maj Britt Theorin, che espresse un parere fortemente critico verso gli Stati Uniti. Al quale non ci fu, a quanto risulta, reazione alcuna. Le cose sono andate avanti e quello che lei descrive ne è un indizio grave. Lo speciale lavoro di ricerca, messo in piedi da un gruppo di esperti nominati appunto dal Parlamento Europeo, era arrivato alla conclusione che il programma ricerche e sperimentazioni militari denominato Haarp, provoca effetti rilevanti e inquietanti sugli equilibri ambientali e sulle persone che ne vengono coinvolte.
L’Europa ha chiesto fermamente, con una risoluzione approvata a larga maggioranza, agli Stati Uniti di cessare gli esperimenti.
Mi riprometto di studiare il dossier, di cui sono venuto in possesso solo recentemente. Un dossier che lei può comunque procurarsi, anche in Italiano, sul sito del Parlamento europeo.
Per quanto mi riguarda sono intenzionato a risollevare la questione non appena avrò raccolto sufficienti elementi per una conclusione, essendo già fin d’ora evidente che non si tratta di ipotesi ma di cose estremamente preoccupanti, di cui l’opinione pubblica non sa nulla o quali, di cui la stampa tace, di cui i governi fanno finta di non sapere.

Chi è lo sciachimista che si è “informato” e ritiene che sia “già fin d’ora evidente” il fenomeno? Chi accusa la stampa di tacere e i governi di far finta di nulla, secondo i più classici cliché di ogni Grande Cospirazione? Indovinate un po’: Giulietto Chiesa.

E se vi venissero dubbi sulla serietà del suo impegno sciachimista, leggete anche questo, sempre tratto dalla medesima fonte, che accusa anche il Ministro per l’Ambiente italiano di collaborare alla Grande Cospirazione:

Che il problema esista non vi è alcun dubbio. Io stesso ho potuto osservare il “fenomeno”… la stampa e il sistema mediatico sembra rifiutare di fare inchieste in materia. A quanto pare anche il Ministro per l’Ambiente non se ne vuole occupare, cosa che invece dovrebbe fare. Perchè questo silenzio? Con ogni probabilità perchè si tratta di faccende legate alla difesa militare (cioè esperimenti o qualche cosa perfino di più sistematico che esperimenti). A cosa servono non so. E dovremmo innanzitutto scoprire chi fa queste cose, chi dirige i voli. Eccetera. E non è detto che siano necessariamente gli americani. Anche questo dovrà essere accertato. Dovremmo scoprire in modo certo quali sono le sostanze irrorate. E avere notizie certe sugli effetti che provocano sulla vegetazione e sopratutto sugli uomini.

Bene, signori sciachimisti. Qui sopra avete visto come si fa a “scoprire queste cose” e sapere “chi dirige i voli”. Volete studiare seriamente il fenomeno invece di fantasticare cospirazioni? Allora contattate gli esperti, usate correttamente strumenti seri come quelli presentati qui (niente puntatori laser o filmatini tremolanti, grazie), e piantatela di perdere e far perdere tempo presentando denunce prive delle più elementari basi scientifiche e piazzando inutili roulotte del Codacons davanti alla base di Aviano per sniffare l’aria. Le vostre “scie chimiche” si formano in quota, mica per terra, o no?

Antibufala: perché la benzina sale se il dollaro scende?

Antibufala: perché la benzina sale se il dollaro scende?

Dollaro in crollo ma benzina alle stelle: te lo spiega la catena di Sant’Antonio. Come no

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Sta circolando questo testo sotto forma di mail:

1 minuto di pausa : fermiamoci a riflettere

Nel 2000 1 $ = 1.2 € e 1 barile di petrolio = 60$
e quindi 1 barile = 72 €

Oggi
1 $ = 0.62 € e 1 barile circa 115$.

e quindi 1 barile = 71,3 € (Oups !)

La domanda è:
Se in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000
Perchè la benzina è aumentata così enormemente?

La crisi del petrolio non sembra cosi drammatica per chi vende la benzina e lo stato che incassa le tasse, ne per l’Enel che aumenta le bollete, … ecc ….

Mi sembra una bella presa in giro … …

Però la situazione non è cosi terribile pensate a quando il dollaro si riprenderà! Non abbiamo finito di pagare …..

Per cortesia, questo messaggio deve essere letto dal piu’ grande numero di persone possibile:
magari finirà per arrivare fino ad uno dei cervelloni che ci governano e qualcuno ci potrà spiegare perchè paghiamo sempre più caro un bene che costa sempre uguale

magari ci incazziamo tutti nella consapevolezza diffusa che ci stanno pigliando in giro (come sempre) e chissà ……..

Ahimé l’appello soddisfa forse un pregiudizio diffuso, ma come mi ha segnalato un lettore, Marco Ottanelli, che ringrazio e cito con il suo permesso, la realtà è ben diversa: premesso che nel 2000 l’euro non era in circolazione, il rapporto dollaro-“euro” ha oscillato fra un minimo di 1 dollaro = 0,96 euro (6/1/2000) e un massimo di 1,21 (26/10/2000), con una media di 1,08. Quindi dire “Nel 2000 1 $ = 1.2 €” è molto grossolano.

Sempre nel 2000, il prezzo di un barile di petrolio è stato in media 28 dollari (senza tenere conto dell’inflazione), non 60 come dice l’appello. 28 dollari, nel 2000, sarebbero stati da 26,95 euro (al cambio del 6/1/2000) a 33,93 (al cambio del 26/10/2000), non 72 euro come dice l’appello.

Quindi è falso che all’epoca “1 barile di petrolio = 60$, e quindi 1 barile = 72 €”. Il valore reale era meno della metà.

Passiamo ai dati correnti: “Oggi 1 $ = 0.62 € e 1 barile circa 115$ e quindi 1 barile = 71,3 € (Oups !)”, dice l’appello, con un dato ovviamente già obsoleto. Prendiamo i dati di ieri: 1 dollaro valeva 0,65 euro e un barile costava 139,89 dollari, pari a 90,5 euro. Una bella differenza rispetto a 33,93 euro del 2000.

Per farla breve, è falso che “in Europa il barile costa uguale rispetto al 2000”.

2008/06/19: Ci casca Giulietto Chiesa

Un lettore, Sandro, mi segnala che l’europarlamentare Giulietto Chiesa ha scritto che è “ottimo il conto” presentato nell’appello. Anzi: secondo lui,

Tutto ciò conferma che viviamo nel sistema della truffa mondiale. Questo capitalismo è una truffa, tutto intero. Lei si lamenta del prezzo della benzina. E forse non sa che la Banca Centrale Europea ha messo in circolazione oltre 400 miliardi di euro per sostenere il dollaro andato in doppia crisi con i mutui facili con cui ha inquinato tutta la finanza mondiale. Altri denari nostri, anzi inventati dal nulla, carta su carta. Unica considerazione “tranquillizzante”: il dollaro non si riprenderà più. Per farlo risalire bisognerebbe che gli americani consumassero il 30% in meno di quello che consumano oggi. E questa sarebbe un’altra catastrofe per l’economia mondiale. Al punto che non sembra opportuno augurarcela. La soluzione più semplice sarà dunque una guerra. E a questo i deficienti-delinquenti che guidano il mondo stanno pensando.

Ma controllare le fonti, prima di scrivere sciocchezze, non si usa proprio più?

2008/07/26: Chiesa ammette l’errore, ma non lo corregge

Giulietto Chiesa ha riconosciuto l’errore in questa risposta a un suo lettore che glielo segnalava. Dice Chiesa:

In verità io stesso ero rimasto colpito dalla notizia, che mi appariva in contrasto con altre mie informazioni. Ho risposto proprio perchè mi era parsa rilevante in quanto controcorrente. Senza fare il dovuto controllo. me ne dispiace. Correggo.

Chiesa scrive sì “correggo”, ma in realtà nella risposta precedente (questa) non compie nessuna correzione, né tanto meno inserisce un avviso per chiarire di aver preso un abbaglio e magari rimandare alla successiva risposta di chiarimento e rettifica. Insomma, se qualcuno leggesse la lettera originaria, in nessun modo potrebbe sapere che essa si basa su premesse completamente errate, ammesse come tali dallo stesso Chiesa: bel modo di correggere.

E’ interessante notare anche quest’altra sua frase:

in questi anni mi è accaduto alcune volte di incappare in queste sviste, per eccesso ingiustificato di fiducia e per ingiustificata mancanza di controllo

Poiché Chiesa rifiuta il dialogo diretto con me, chiederei ai suoi lettori di domandargli rispettosamente se per caso anche quel famoso “cinque metri ripeto cinque metri” del foro d’impatto al Pentagono, messo in bocca a Dario Fo da Chiesa per il video undicisettembrino Zero sia semplicemente una “svista” dovuta, come quella ammessa qui sopra, a “eccesso ingiustificato di fiducia e per ingiustificata mancanza di controllo”.

In fin dei conti, Chiesa sarà anche stufo di vedersi sbufalate a gragnuola le sue affermazioni in quel video (siamo ormai a quota 107 bubbole, e non è ancora finita), per cui magari è giunto il momento di riconoscere con dignità di essere stato raggirato da consiglieri ai quali ha dato un eccesso ingiustificato di fiducia. Così magari poi possiamo cominciare a discutere insieme delle vere questioni irrisolte dell’11 settembre.

Giulietto Chiesa mi manda una donazione :-)

Giulietto Chiesa mi manda una donazione :-)

Un donatore davvero insolito

Mi è arrivata ieri tramite Paypal una donazione da parte di un nome decisamente curioso. Se non riuscite a leggere la schermata qui sotto, cliccatevi sopra per ingrandirla.

La ricevuta via mail, in italiano, spiega meglio la cosa (è cliccabile per ingrandirla):

Complimenti e grazie al buontempone!

Giulietto Chiesa, Benazir Bhutto: Bin Laden era già morto

Giulietto Chiesa: Osama già morto tre anni fa, lo disse Benazir Bhutto

Per tutti coloro che hanno letto e mi stanno segnalando l’articolo di Giulietto Chiesa nel quale si fa notare con sospetto che Benazir Bhutto aveva dichiarato che Osama bin Laden era morto tempo fa, ricordo che si tratta di una bufala vecchia di più di tre anni e già smentita da Peace Reporter, dall’Europarlamento e dalla BBC.

Brevemente: nel novembre del 2007 la Bhutto pronunciò la frase “l’uomo che assassinò Osama bin Laden” in un’intervista con David Frost. Però il giorno dopo, in un’altra intervista, parlò di bin Laden come vivo e vegeto. Non solo: Frost non fece una piega davanti a quella che sarebbe stata una notizia-bomba. Si comportò così perché è complice del megacomplotto o perché dal contesto aveva capito che era un lapsus? A voi la scelta.

Se vi pare improbabile un lapsus del genere, tenete presente che proprio Giulietto Chiesa, in questa puntata di Matrix, riuscì a sbagliare sistematicamente il nome del suo testimone chiave (William Rodriguez). Succede.

Se vi interessa conoscere tutti i dettagli e le fonti prima di prendere posizione, sono qui su Undicisettembre.info.

11/9, Rivista “scientifica” pro-complotto si rivela patacca; a proposito di ragni migratori

11/9, Rivista “scientifica” pro-complotto si rivela patacca; a proposito di ragni migratori

L’articolo “scientifico” dei complottisti dell’11/9 si rivela una patacca pubblicata di nascosto. E i ragni migratori esistono, conferma la Britannica

Segnalo brevemente due articoli pubblicati nei blog specializzati che gestisco.

Forse avrete sentito dell’articolo pubblicato dalla rivista Open Chemical Physics Journal che asseriva di avere prove scientifiche della presenza di sostanze esplosive nei resti delle Torri Gemelle. Ne hanno gongolato ampiamente i principali sostenitori italiani delle teorie alternative sull’11/9: Giulietto Chiesa, Massimo Mazzucco e Tom Bosco.

Ora salta fuori che l’articolo è stato pubblicato senza neanche farlo leggere all’editor in chief della rivista, Marie-Paule Pileni della Université Pierre et Marie Curie (nella foto), che per questo si è dimessa.

Non solo: gli autori dell’articolo pro-complotto sanno chi sono i referee che hanno valutato il loro lavoro. Chiunque si occupi seriamente di pubblicazioni scientifiche sa che queste sono sconcezze inaccettabili per qualunque rivista scientifica seria. Tutta la storia, rivelata da un portale scientifico danese, è nel blog Undicisettembre.

Sempre a proposito di chi asserisce di fare scienza ma fa in realtà il gioco delle tre carte per bidonare gli ingenui, segnalo l’articolo del blog La bufala delle scie chimiche che elenca una buona dose di pubblicazioni scientifiche che documentano l’esistenza dei ragni migratori aerei: quelli che il buon Giorgio Pattera continua a dire che non esistono (lo ha ribadito anche a Lugano nel recente convegno). C’è di più: questi ragni arrivano, portati dal vento, anche a oltre 5000 metri di quota, altro fatto negato da Pattera (che, si noti, si qualifica come biologo). Tutto documentato da generazioni di entomologi e messo in forma chiara anche nell’Enciclopedia Britannica (grazie a Riccardo per la segnalazione). Qualcuno si offre per raccontare a Pattera come stanno le cose?

La cosa ironica, come segnalato da un commentatore, è che il CICAP da sempre afferma l’esistenza documentata di questo fenomeno effettivamente incredibile (e anche un po’ schifosetto), mentre ufologi e sciachimisti continuano a negarla. E poi saremmo noi scettici quelli che negherebbero i fenomeni straordinari, sempre e comunque e per partito preso.

11/9, nuova figuraccia dei complottisti

11/9, nuova figuraccia dei complottisti

Complottisti undicisettembrini trovano la prova definitiva. Della loro stupidità terminale

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Nuovo scoop dei complottisti: l’esame dei dati ufficiali della “scatola nera” dell’aereo schiantatosi al Pentagono documenta che la porta della cabina di pilotaggio rimase chiusa per tutto il volo. Quindi nessun terrorista dirottatore poté accedervi, l’aereo non fu dirottato e la versione ufficiale è un falso.

Lo annuncia trionfante il gruppo Pilots for 9/11 Truth, al quale fanno eco immediatamente gli eroi di Luogocomune.net e di Effedieffe nonché gli Sherlock Holmes di Zero (il sito del video undicisettembrino di Giulietto Chiesa) insieme all’inossidabile Pino Cabras.

Solo che gli intrepidi ricercatori della verità non si sono accorti che quegli stessi dati che loro sbandierano come prova, se esaminati per intero, indicano che la porta rimase perennemente chiusa anche in tutte le 40 ore dei voli immediatamente precedenti, che sono registrati anch’essi sulla scatola nera. Mai una scappata dei piloti a far pipì, mai un’assistente di volo che portasse un caffè, durante nessuno di questi voli: si vede che la vescica di ferro è un requisito dei piloti di linea. Ops.

Infatti basta fare un po’ di ricerca per scoprire che sui Boeing 757 costruiti nel 1991, come quello dirottato, il sensore che monitorava lo stato della porta semplicemente non c’era: fu introdotto negli esemplari costruiti dal 1997 in poi. Per cui la scatola nera non poteva riceverne informazioni sull’apertura o chiusura della porta della cabina di pilotaggio. Non per nulla il rapporto tecnico del National Transportation Safety Board sulla scatola nera del Volo 77 includeva il parametro di questo sensore fra quelli non funzionanti o non validati.

Di tutto questo i ricercatori pro-complotto, stranamente, non si sono accorti.

Ancora una volta, insomma, i complottisti (persino quelli di Pilots for 9/11 Truth, che affermano di essere piloti d’aereo) si dimostrano pateticamente incompetenti: strombazzano clamorose rivelazioni che si sgonfiano non appena si compie un briciolo di verifica. Complimenti in particolare ai complottisti francesi e a quelli nostrani, che hanno abboccato in pieno alla bufala senza alcuno spirito critico.

I dettagli della nuova, tragicomica figuraccia sono nell’articolo di John su Undicisettembre.info.

11/9, intervista a un esperto italiano di demolizioni

11/9, intervista a un esperto italiano di demolizioni

Cospirazionismo undicisettembrino: proviamo a chiedere agli esperti. Quelli veri

Visto che quest’anno ricorre il decimo anniversario degli attentati dell’11 settembre, è prevedibile che rispunteranno le solite tesi di complotto raffazzonate, per cui vale la pena mettere alcuni paletti per evitare discussioni inutili. Segnalo quindi un’intervista a Danilo Coppe, esperto italiano di esplosivi e demolizioni, realizzata dal gruppo Undicisettembre per farsi spiegare da chi ne capisce se è per caso possibile che le Torri Gemelle siano state distrutte da una demolizione controllata segreta.

Colgo l’occasione per segnalare che l’articolo di Giulietto Chiesa sul complotto delle eurobanconote con la lettera Y che avevo linkato recentemente ed era stato oggetto di un inesorabile, allegro debunking da parte di Perle Complottiste, è stato vaporizzato. Al suo posto c’è un laconico messaggio: “L’articolo che si trovava in questa pagina conteneva errori di metodo e fattuali che sono stati rilevati da diversi lettori. Errori non difendibili e non emendabili. Per questa ragione ritiro l’articolo. Poiché questo non eviterà che altri lettori lo incontrino, navigando nel gran mare del web, mi scuso anticipatamente anche con loro”.

Una decisione lodevole. Peccato che metta in luce il fatto che Chiesa non ha fatto neppure il minimo sindacale di verifica prima di pubblicare quell’articolo, e che quindi c’è da chiedersi quanto siano affidabili gli altri suoi scoop. Il bello è che l’articolo era classificato con quattro pallini di gradimento su cinque dai lettori di Megachip, come potete vedere nella schermata qui accanto. Senza lo sbufalamento di Perle Complottiste, sarebbe rimasto dov’era.

Per chi volesse godersi l’articolo oggi vaporizzato, è ancora nella cache di Google. E anche su Arianna Editrice, Informare per Resistere, Stampa Libera, Antimafia Duemila, La Voce delle Voci, Altra Informazione e nei tanti altri siti e blog che l’hanno ripubblicato. Ai loro lettori chi lo dice che stanno leggendo una stupidata smentita dal suo stesso autore?

Aspetto con curiosità di vedere quando Chiesa ritirerà l’altra marea di “errori non difendibili e non emendabili” che è il suo documentario sull’11/9 Zero, costato ben 500.000 euro agli ingenui che ci hanno creduto e l’hanno finanziato. Per chi fosse ancora interessato all’argomento, gli oltre 110 errori, falsi e granchi dilettanteschi di Zero sono catalogati in Zerobubbole (PDF gratuito).

11/9, complottisti annunciano nuove prove: subito smontate da loro stessi

I complottisti dell’11/9 cambiano ancora versione, poi si sbufalano da soli e s’insultano a vicenda. Triste spettacolo

Vari siti sostenitori delle tesi alternative sugli attentati dell’11 settembre, da quello di Pino Cabras a Megachip di Giulietto Chiesa passando per Antimafia Duemila, hanno pubblicato la storia di Tom Sullivan, uno che lavorava per una società di demolizioni controllate. Sullivan dice che le Torri Gemelle e il terzo grattacielo, il WTC7, furono sicuramente distrutti con delle cariche esplosive.

Ma qualcuno è andato a fare le pulci al signor Sullivan e ha scoperto che non è un esperto di demolizioni: è un fotografo che all’epoca dell’11/9 faceva l’apprendista demolitore da qualche mese. Poi ha scoperto che il brevetto che, secondo Sullivan, documentava l’esistenza di cariche da taglio radiocomandabili capaci di esplodere senza lasciare residui riguarda invece un accenditore per razzi.

Inoltre la tesi di Sullivan va contro tutto quello che i complottisti hanno detto finora: giuravano che non era stato usato esplosivo, ma soltanto della nanotermite applicata a pennello (non sto scherzando) e giuravano di averne anche trovate le tracce (Niels Harrit). Adesso che è arrivato Sullivan con le sue cariche esplosive, la nanotermite da pennellare non se la fila più nessuno e tutti parlano di cariche esplosive.

E chi è il qualcuno che ha fatto le pulci? Un debunker, un ufficialista, un servo di Bush? Noooo. Un altro complottista. Che accusa Sullivan di essere un sabotatore del “movimento per la verità”.

Se volete tutti gli squallidi dettagli di quest’ennesima figuraccia dei complottisti, capaci solo di fare copiaincolla senza alcuno spirito critico e di rimangiarsi in un attimo tutte le loro asserite certezze senza il minimo imbarazzo, Undicisettembre.info ha pubblicato un ampio articolo.