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Prossima Cena dei Disinformatici: sabato 16 maggio

La prossima Cena dei Disinformatici si terrà il 16 maggio: modalità di iscrizione, luogo e ora verranno comunicati prossimamente. Per ora comincio a segnalarvi la data, così se vi interessa potete tenerla libera.

Cena dei Disinformatici e beneficenza

Per chi si fosse perso l’aggiornamento: dal budget della recente Cena (foto qui) sono
avanzati 25 euro, che come da istruzioni del Maestro di Cerimonie ho
devoluto in beneficenza. Insieme a un mio contributo, ho scelto di donarli a Medici Senza
Frontiere.

Che si fa per la Cena dei Disinformatici?

Mi stanno arrivando parecchie richieste di informazioni a proposito della rituale Cena dei Disinformatici che solitamente viene organizzata in questo periodo.

In sintesi: non si fa. La pandemia non è finita, i contagi ci sono ancora e nonostante la disinvoltura di tanti non mi sembra il caso di radunarci in un luogo chiuso.

Anche l’idea alternativa di fare una Merenda dei Disinformatici in uno spazio aperto e ben ventilato, rispettando le distanze di sicurezza, ha dei problemi organizzativi notevoli, perché siamo tanti e servirebbe un’area molto grande tutta per noi; ci sarebbe anche il problema che molti non possono liberarsi per un incontro pomeridiano, sia per impegni di lavoro, sia per le distanze (alcuni Disinformatici vengono da molto lontano).

L’altra possibilità sarebbe un incontro virtuale su Zoom o simili, ma coordinare date, orari e disponibilità di tutti è al di sopra delle mie capacità umane e rettiliane.

Per cui mi spiace, ma quest’anno la Cena salta, sperando in tempi migliori. Vorrà dire che mangeremo e festeggeremo il doppio la prossima volta.

Se mi seguivate su Twitter, venite su Threads, Mastodon, Instagram o Telegram. Mi trasferisco lì

Con l’arrivo di Threads in Europa ho ancora meno motivi per continuare a usare Twitter/X per postare o per tenermi informato. Se mi seguivate su Twitter e vi interessa continuare a seguirmi, mi trovate su Threads (https://www.threads.net/@disinformatico), Instagram (https://www.instagram.com/disinformatico), Telegram (https://t.me/paoloattivissimo) e Mastodon (https://mastodon.uno/@ildisinformatico). Ho scritto adesso questo avviso anche su Twitter.

Annoto qui la situazione attuale dei follower, per fare il punto della situazione fra qualche mese:

  • Threads: 2051
  • Instagram: 5066
  • Telegram: 1934
  • Mastodon: circa 10.400 (il server non indica il numero preciso)
  • Twitter: 415.822
Che ne dite, traduciamo l’autobiografia spaziale più poetica che ci sia?

Che ne dite, traduciamo l’autobiografia spaziale più poetica che ci sia?

Pubblicazione iniziale: 2023/05/07 00:35. Ultimo aggiornamento: 2023/10/08
00:25.

Un paio di settimane fa vi ho
proposto
informalmente un’idea: tradurre in italiano Carrying the Fire di
Michael Collins, la più bella e poetica delle autobiografie degli astronauti
lunari. Ne trovate una dettagliata recensione su
Tranquillity Base
(in italiano).

Tramite un editore italiano sto cercando di finanziare l’acquisto dei diritti
di traduzione, perché dopo cinquant’anni ancora non ne esiste
un’edizione italiana. L’agenzia titolare dei diritti del libro, però, ha
rifiutato qualunque offerta di cifre compatibili con il mercato librario
italiano (non chiedetemi quanto; non posso divulgarlo, almeno per ora).

La mia impressione è che ragionando sui numeri tipici di altri paesi europei,
il titolare dei diritti non si renda conto che chiedendo cifre così elevate
nessun editore italiano potrà mai sostenere l’onere economico di una
traduzione e di una pubblicazione e distribuzione da spalmare, se va di lusso,
su due o tremila copie.

In altre parole: siccome il titolare chiede troppi soldi, non ne incasserà
affatto, perché il libro non verrà mai tradotto in italiano. Bella mossa,
complimenti.

Nei giorni scorsi vi ho chiesto, senza impegno, se sareste stati disposti a
spendere 20 euro per leggere una traduzione italiana (curata da me)
dell’autobiografia di Collins. Il
sondaggio
che ho lanciato su Twitter ha dato 759 adesioni. Via mail mi sono arrivate
altre 53 adesioni. Diciamo 800 per fare cifra tonda. Sarebbero, in teoria,
16.000 euro per finanziare l’intera operazione: diritti, traduzione, stampa,
distribuzione, tasse. Un’edizione puramente digitale, un EPUB o PDF,
eliminerebbe quasi completamente i costi di stampa e distribuzione.

Non è tantissimo, ma non è neanche poco. Così ho mandato questo tweet a
Michael Collins:

Vediamo che succede.

Se anche questo tentativo fallisse, ci sarebbe un’altra via: chi è interessato
alla traduzione acquista una copia cartacea dell’originale di Collins
(12 dollari
su Amazon), i cui diritti vanno quindi a Collins, e io gli fornisco la
traduzione digitale dell’intero testo per, diciamo, cinque euro. È lo stesso
metodo usato dalle associazioni che leggono i libri per i ciechi: non devono
chiedere autorizzazioni agli editori perché il CD con l’audio del libro è un
allegato al libro cartaceo. Non è un’opera autonoma e non è vendibile
separatamente. Solo chi ha la copia cartacea può avere il CD.

Chiaramente se venti ciechi chiedono lo stesso libro, non vengono registrate
venti letture separate del medesimo testo: semplicemente si dà a ciascuna
persona una copia della registrazione della lettura fatta una volta sola. Lo
stesso approccio si potrebbe applicare anche alla traduzione. Vorrei evitare
di arrivare a questa soluzione complicata, ma comincio ad accennarvela come
Piano B.

2020/06/02 14:45

La trattativa con i detentori dei diritti sta procedendo: nel progetto è
prevista un’edizione digitale, fornita in anteprima a chi partecipa al
finanziamento del progetto e poi al pubblico generico, seguita da un’edizione
cartacea. Il tutto dipende ovviamente dall’approvazione dei detentori e dai
finanziatori. Per ora non posso dire altro pubblicamente. Intanto, però, è
arrivata
questa adesione molto speciale al
progetto:

2023/10/08 00:25

Visto il progressivo deteriorarsi di Twitter/X sotto la gestione di Elon Musk, aggiungo qui sotto uno screenshot del tweet di Samantha Cristoforetti. Non si sa mai.

La moderazione di questo blog diventa più aperta, grazie ai troll. Sì, avete capito bene

La moderazione di questo blog diventa più aperta, grazie ai troll. Sì, avete capito bene

Se frequentate questo blog da un po’ di tempo, avrete notato che ci sono alcuni
personaggi particolarmente ossessivi che tentano in tutti i modi di intrufolarsi
fra i commentatori per creare polemiche sul nulla e avviare discussioni
estenuanti e inutili. È anche per scoraggiare questi comportamenti che da sempre
la moderazione di questo blog è principalmente preventiva: con pochissime
eccezioni, nessun commento viene pubblicato senza essere prima letto da un
moderatore.

Per filtrare ulteriormente gli ossessivi che vengono bannati e poi si
ripresentano con un altro account Disqus, da tempo ho attivato la regola che
qualunque nuovo account deve mandarmi una prova informale di identità. Niente
di fiscale e infallibile, ma un semplice deterrente in più.

Questo metodo funziona bene, ma non mi piace fare solo repressione e
dissuasione, per cui da oggi introduco gradualmente una maggiore
apertura dei commenti. I commentatori che hanno dimostrato di essere
responsabili e costruttivi in quello che scrivono, di non essersi iscritti a
Disqus solo per postare qui e trollare, e che hanno un account Disqus di lunga
data vedranno che i loro commenti verranno pubblicati automaticamente e
immediatamente. Chi si presenta qui con un account nuovo di pacca (o quasi) e ignora l’invito a identificarsi verrà semplicemente cestinato o bannato. Ci sono anche altri criteri, che non
pubblico qui per non facilitare i tentativi dei succitati troll.

Tutti i commenti continueranno a essere letti da un moderatore e qualunque
commento inaccettabile verrà moderato. Le critiche e le opinioni differenti
restano ovviamente ben accette (meglio se sono ben documentate e argomentate).

Questo cambiamento avverrà progressivamente ed è già attivo da alcuni mesi per
alcuni commentatori. Altri si aggiungeranno man mano. Non prendetevela se non siete fra i preapprovati: il criterio principale è la lunga data, e per ora ho scelto una data molto lunga.

Insomma, i troll che volevano far danni hanno invece prodotto benefici, e
questa credo che sia la retribuzione migliore per la loro imbecillità.

Le regole sono semplici: non scrivete cazzate, non fate carognate, usate il
buon senso e divertitevi!

Ho un sintonizzatore Sansui TU-217 a cui devo rinunciare. Lo porto al Pranzo dei Disinformatici?

Ho un sintonizzatore Sansui TU-217 a cui devo rinunciare. Lo porto al Pranzo dei Disinformatici?

Una consuetudine dei raduni dei Disinformatici è la mini-asta di beneficenza. Quest’anno porterò un po’ di libri e oggetti di vario genere che magari interessano a qualcuno ma che io non posso più tenere (mi sto preparando molto lentamente a un trasloco). Fra questi segnalo un sintonizzatore Sansui da rack, un TU-217. 

Non so in che stato sia; è rimasto imballato per anni in attesa di tempi migliori che non sono mai arrivati. Qualcuno ricorderà che l’avevo messo in vendita nel 2019 insieme ad altri oggetti, ed era rimasto invenduto. Ora lo regalo (senza asta) a chiunque lo voglia: detesto l’idea di portarlo all’ecocentro per farlo distruggere. Idem per il cassetto coordinato che vedete qui sotto. Se interessano a qualcuno che viene al Pranzo dei Disinformatici questo sabato, li porto con me e ve li cedo direttamente: avvisatemi via mail o nei commenti.

Tuner analogico Sansui TU-217.
Cassetto portaoggetti Sansui, con maniglie per montaggio a rack.
Bye bye, YouTube, visto che per te i miei video sono “senza valore didattico”, ti saluto

Bye bye, YouTube, visto che per te i miei video sono “senza valore didattico”, ti saluto

Oggi mi è arrivata questa simpatica mail da Youtube.

Hi Paolo Attivissimo,
During a recent review, our team of policy specialists carefully looked over the videos you’ve uploaded to your channel Paolo Attivissimo. We found that a significant portion of your channel is not in line with our YouTube Partner Program policies. As of today, your channel is not eligible to monetize and you will not have access to monetization tools and features. Please go to your monetization page to read more about the specific policy our specialists flagged.
We know this is tough news, and sometimes we have to make difficult decisions. We have a responsibility to ensure our community is safe for creators, viewers and advertisers. At the same time, we understand that you may have unintentionally made mistakes. That’s why you’ll be able to reapply for the YouTube Partner Program in 30 days. This 30-day time period allows you to make changes to your channel to make sure it’s in line with our policies.

Ho cliccato sull’apposito link per sapere quale “specific policy” avrei violato secondo i “policy specialist” di Youtube, e ho ottenuto questa risposta ancora più simpatica: sarei colpevole di “Riutilizzo di contenuti altrui senza valore didattico aggiunto o commenti originali significativi.”

Cliccando sulle “ulteriori informazioni” non mi viene detto quali video sarebbero “senza valore didattico aggiunto o commenti originali significativi”.

Avevo attivato la monetizzazione per vedere il funzionamento. Questi sono i risultati per i quali dovrei, secondo Youtube, rivedere i miei video per capire dove “posso aver commesso errori non intenzionalmente”.

In sei mesi, ben sei dollari e spicci. Certo, Youtube, perdonami, cambierò per te.

Con questa ennesima trovata la mia pazienza è finita: non è la prima volta che Youtube mi causa problemi e perdite di tempo. I suoi controlli sul copyright sono diventati vessatori e ridicoli (specialmente con il mio documentario Moonscape, che è stato bersagliato ripetutamente) e i suoi commenti sono una cloaca di complottisti, odiatori e imbecilli. Per cui lascio su Youtube quello che ho già pubblicato, in modo da non rovinare le pagine che hanno linkato o incorporato i miei video, ma non pubblicherò più nulla e bloccherò i commenti ai video che ho pubblicato.

Se siete Youtuber o aspiranti Youtuber, valutate bene se vale la pena di investire così tanto tempo in questa macchina tritacarne senza volto.

Se dovrò pubblicare qualcosa in video, lo troverete su Vimeo. Che pago di tasca mia, ma che non mi rompe l’anima, non mi fa perdere tempo e non infligge pubblicità a chi guarda i miei video.

—-
2023/09/12. Mi ero dimenticato di questa mia promessa di non pubblicare proprio più nulla su YouTube. I commenti li ho effettivamente bloccati, ma qualche piccolo video l’ho pubblicato alla spiccia. Scusate l’incoerenza: ero troppo incazzato. 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Offro storie di scienza per una sfida. Mi aiutate?

Offro storie di scienza per una sfida. Mi aiutate?

Ultimo aggiornamento: 2023/09/04 8:05.

Lo so, sono tempi bizzarri. Bisogna adattarsi in fretta, perché certi lavori
sono diventati impossibili. Tutte le mie lezioni e conferenze pubbliche sono
saltate, e sarà così almeno per qualche mese ancora (con un danno economico
non trascurabile, ma c’è chi sta ben peggio). Però questa improvvisa
impossibilità è anche un’occasione per esplorare strade prima impraticabili.

Sto già lavorando a un paio di progetti nuovi, che per ora non posso ancora
annunciare pubblicamente (datemi un paio di mesi*), ma nel frattempo ho una
proposta: aggiungere agli articoli di attualità che trovate da sempre in
questo blog delle storie di scienza. Articoli in formato lungo, che possano
esplorare in dettaglio un argomento senza restrizioni di spazio cartaceo (come
ho fatto in
questa serie): dalla storia delle tecnologie informatiche alle illusioni sensoriali,
dalle chicche nascoste dell’esplorazione spaziale (raccontate aprendo i miei
archivi di video, foto personali e documenti d’epoca) alle origini dimenticate
di alcune scoperte scientifiche (e dei loro scopritori) passando per
l’astronomia e per il cinema di fantascienza.

Sono storie, interviste, incontri e documenti che ho accumulato per anni e che
non ho mai avuto il tempo di organizzare e raccontare per bene. Ora il tempo
c’è: non tanto, ma sicuramente più di prima, e soprattutto il confinamento in
casa, che per varie ragioni qui al Maniero Digitale non finirà presto, mi
fornisce la concentrazione sufficiente per lavorarci per bene.

Questi articoli saranno pubblicati in questo blog, senza pubblicità e senza
paywall, affinché siano leggibili a tutti e non siano condizionati da
sponsor commerciali. Gli sponsor sarete voi, se lo vorrete, attraverso le
vostre donazioni: come quelle che già fate ora, ma quelle per le storie di
scienza verranno conteggiate separatamente. Ho infatti una sfida amichevole da
vincere, legata a queste storie di scienza, che spero di potervi raccontare
presto (se la vinco, ho una grossa sorpresa tecnologica da offrire a
tutti voi).

Le regole della sfida sono queste:

  • io pubblicherò qui un Racconto del Maniero Digitale (o
    Storia di Scienza) ogni volta che le donazioni accumulate arriveranno
    a 80 euro;
  • la contabilità sarà pubblica;
  • i donatori saranno citati in modo anonimo salvo diversa richiesta;
  • se le donazioni arriveranno a 300 euro entro una settimana da oggi (entro
    domenica prossima, insomma), vincerò la sfida e potrò man mano rivelare la
    sorpresa; altrimenti ho promesso che resterà un segreto per sempre.

Se vi va di partecipare, il pulsante apposito per le donazioni è questo
(l’importo minimo è 5 euro perché con cifre minori la commissione di Paypal
incide esageratamente):





Grazie!

* Come non detto: uno dei progetti lo posso annunciare subito, ed è la
traduzione in italiano di Carrying the Fire di Michael Collins, la più
bella e poetica delle autobiografie degli astronauti lunari. Sto cercando di
acquisirne i diritti di traduzione pagandoli di tasca mia: se la cosa vi
interessa e sareste disposti a spenderci 20 euro, scrivetemi senza impegno a
paolo.attivissimo@gmail.com con l’oggetto “CTF”. Se siete un
buon numero, manderò la richiesta a Collins stesso.

[2023/09/04: Ci sono voluti due anni di trattative esasperanti, ma alla fine ce l’abbiamo fatta e il progetto è in corso: la traduzione uscirà a novembre 2023. Tutti i dettagli sono qui.]

2020/04/27 11:45

Siete fantastici! Devo ancora fare i conti precisi (chiudo la contabilità ogni
fine mese), ma le vostre donazioni garantiscono almeno una quindicina di
articoli! Il che significa che la sfida amichevole è vinta e ho un
sorriso da orecchio a orecchio all’idea di raccontarvene i dettagli. Per ora
posso solo dare un numero: 195.9. E una data: se tutto va bene, giugno 2020.
Altri numeri e indizi seguiranno.

2020/05/01 14:45

Come promesso, ecco la contabilità: 231 donazioni, per un totale incredibile
di 4097 euro, ossia 51 Storie di Scienza già coperte! Mi metto subito
all’opera: la prima Storia uscirà domenica mattina. L’indice delle Storie sarà
qui.

Intanto il progetto di traduzione di Carrying the Fire è arrivato a 48
adesioni via mail più 730 nel sondaggio su Twitter (56.4% su 1295 voti).
Niente male, niente male davvero!

2020/05/18 21:25

Un altro indizio:


Ci siamo mai scritti su Signal? Se sì, il mio codice di sicurezza è cambiato, ma sono sempre io

Ci siamo mai scritti su Signal? Se sì, il mio codice di sicurezza è cambiato, ma sono sempre io

Se abbiamo mai comunicato su Signal, la prossima volta che mi scriverete noterete un numero/codice/chiave differente e vedrete un avviso come quello qui accanto (grazie Matteo su Mastodon per lo screenshot). È corretto, ho cambiato telefono. Il precedente è distrutto insieme alle nostre conversazioni 🙂

Per evitare equivoci e apprensioni: nessun incidente catastrofico, sto benissimo. Semplicemente la batteria del telefono ha smesso di colpo di funzionare e sostituirla per bene mi costerebbe quasi quanto un telefono nuovo (compro solo telefoni a basso costo) e non mi darebbe alcuna garanzia (questo era un Samsung A40 ormai vecchiotto). Il telefono è schiattato così in fretta che non ho avuto modo di fare backup delle conversazioni Signal, che quindi sono perdute per sempre. Del resto Signal serve proprio per non lasciare tracce.

Ho quindi migrato i dati e ho distrutto fisicamente il telefono per eliminare i dati prima di portarlo all’ecocentro (e anche per vedere se era possibile usarlo senza batteria, collegato a un alimentatore, se non altro per ricopiare i settaggi non salvati dal backup automatico; in breve, no).

Nel frattempo ho usato il telefono d’emergenza (Nokia 8810) e ora ho un Unihertz Titan Slim (smartphone Android con tastiera fisica).

Pubblico qui e sui miei account social questo avviso per autenticare il cambiamento dei dati di Signal.