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comunicazioni di servizio

Ho un sintonizzatore Sansui TU-217 a cui devo rinunciare. Lo porto al Pranzo dei Disinformatici?

Ho un sintonizzatore Sansui TU-217 a cui devo rinunciare. Lo porto al Pranzo dei Disinformatici?

Una consuetudine dei raduni dei Disinformatici è la mini-asta di beneficenza. Quest’anno porterò un po’ di libri e oggetti di vario genere che magari interessano a qualcuno ma che io non posso più tenere (mi sto preparando molto lentamente a un trasloco). Fra questi segnalo un sintonizzatore Sansui da rack, un TU-217. 

Non so in che stato sia; è rimasto imballato per anni in attesa di tempi migliori che non sono mai arrivati. Qualcuno ricorderà che l’avevo messo in vendita nel 2019 insieme ad altri oggetti, ed era rimasto invenduto. Ora lo regalo (senza asta) a chiunque lo voglia: detesto l’idea di portarlo all’ecocentro per farlo distruggere. Idem per il cassetto coordinato che vedete qui sotto. Se interessano a qualcuno che viene al Pranzo dei Disinformatici questo sabato, li porto con me e ve li cedo direttamente: avvisatemi via mail o nei commenti.

Tuner analogico Sansui TU-217.
Cassetto portaoggetti Sansui, con maniglie per montaggio a rack.
Bye bye, YouTube, visto che per te i miei video sono “senza valore didattico”, ti saluto

Bye bye, YouTube, visto che per te i miei video sono “senza valore didattico”, ti saluto

Oggi mi è arrivata questa simpatica mail da Youtube.

Hi Paolo Attivissimo,
During a recent review, our team of policy specialists carefully looked over the videos you’ve uploaded to your channel Paolo Attivissimo. We found that a significant portion of your channel is not in line with our YouTube Partner Program policies. As of today, your channel is not eligible to monetize and you will not have access to monetization tools and features. Please go to your monetization page to read more about the specific policy our specialists flagged.
We know this is tough news, and sometimes we have to make difficult decisions. We have a responsibility to ensure our community is safe for creators, viewers and advertisers. At the same time, we understand that you may have unintentionally made mistakes. That’s why you’ll be able to reapply for the YouTube Partner Program in 30 days. This 30-day time period allows you to make changes to your channel to make sure it’s in line with our policies.

Ho cliccato sull’apposito link per sapere quale “specific policy” avrei violato secondo i “policy specialist” di Youtube, e ho ottenuto questa risposta ancora più simpatica: sarei colpevole di “Riutilizzo di contenuti altrui senza valore didattico aggiunto o commenti originali significativi.”

Cliccando sulle “ulteriori informazioni” non mi viene detto quali video sarebbero “senza valore didattico aggiunto o commenti originali significativi”.

Avevo attivato la monetizzazione per vedere il funzionamento. Questi sono i risultati per i quali dovrei, secondo Youtube, rivedere i miei video per capire dove “posso aver commesso errori non intenzionalmente”.

In sei mesi, ben sei dollari e spicci. Certo, Youtube, perdonami, cambierò per te.

Con questa ennesima trovata la mia pazienza è finita: non è la prima volta che Youtube mi causa problemi e perdite di tempo. I suoi controlli sul copyright sono diventati vessatori e ridicoli (specialmente con il mio documentario Moonscape, che è stato bersagliato ripetutamente) e i suoi commenti sono una cloaca di complottisti, odiatori e imbecilli. Per cui lascio su Youtube quello che ho già pubblicato, in modo da non rovinare le pagine che hanno linkato o incorporato i miei video, ma non pubblicherò più nulla e bloccherò i commenti ai video che ho pubblicato.

Se siete Youtuber o aspiranti Youtuber, valutate bene se vale la pena di investire così tanto tempo in questa macchina tritacarne senza volto.

Se dovrò pubblicare qualcosa in video, lo troverete su Vimeo. Che pago di tasca mia, ma che non mi rompe l’anima, non mi fa perdere tempo e non infligge pubblicità a chi guarda i miei video.

—-
2023/09/12. Mi ero dimenticato di questa mia promessa di non pubblicare proprio più nulla su YouTube. I commenti li ho effettivamente bloccati, ma qualche piccolo video l’ho pubblicato alla spiccia. Scusate l’incoerenza: ero troppo incazzato. 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o altri metodi.

Offro storie di scienza per una sfida. Mi aiutate?

Offro storie di scienza per una sfida. Mi aiutate?

Ultimo aggiornamento: 2023/09/04 8:05.

Lo so, sono tempi bizzarri. Bisogna adattarsi in fretta, perché certi lavori
sono diventati impossibili. Tutte le mie lezioni e conferenze pubbliche sono
saltate, e sarà così almeno per qualche mese ancora (con un danno economico
non trascurabile, ma c’è chi sta ben peggio). Però questa improvvisa
impossibilità è anche un’occasione per esplorare strade prima impraticabili.

Sto già lavorando a un paio di progetti nuovi, che per ora non posso ancora
annunciare pubblicamente (datemi un paio di mesi*), ma nel frattempo ho una
proposta: aggiungere agli articoli di attualità che trovate da sempre in
questo blog delle storie di scienza. Articoli in formato lungo, che possano
esplorare in dettaglio un argomento senza restrizioni di spazio cartaceo (come
ho fatto in
questa serie): dalla storia delle tecnologie informatiche alle illusioni sensoriali,
dalle chicche nascoste dell’esplorazione spaziale (raccontate aprendo i miei
archivi di video, foto personali e documenti d’epoca) alle origini dimenticate
di alcune scoperte scientifiche (e dei loro scopritori) passando per
l’astronomia e per il cinema di fantascienza.

Sono storie, interviste, incontri e documenti che ho accumulato per anni e che
non ho mai avuto il tempo di organizzare e raccontare per bene. Ora il tempo
c’è: non tanto, ma sicuramente più di prima, e soprattutto il confinamento in
casa, che per varie ragioni qui al Maniero Digitale non finirà presto, mi
fornisce la concentrazione sufficiente per lavorarci per bene.

Questi articoli saranno pubblicati in questo blog, senza pubblicità e senza
paywall, affinché siano leggibili a tutti e non siano condizionati da
sponsor commerciali. Gli sponsor sarete voi, se lo vorrete, attraverso le
vostre donazioni: come quelle che già fate ora, ma quelle per le storie di
scienza verranno conteggiate separatamente. Ho infatti una sfida amichevole da
vincere, legata a queste storie di scienza, che spero di potervi raccontare
presto (se la vinco, ho una grossa sorpresa tecnologica da offrire a
tutti voi).

Le regole della sfida sono queste:

  • io pubblicherò qui un Racconto del Maniero Digitale (o
    Storia di Scienza) ogni volta che le donazioni accumulate arriveranno
    a 80 euro;
  • la contabilità sarà pubblica;
  • i donatori saranno citati in modo anonimo salvo diversa richiesta;
  • se le donazioni arriveranno a 300 euro entro una settimana da oggi (entro
    domenica prossima, insomma), vincerò la sfida e potrò man mano rivelare la
    sorpresa; altrimenti ho promesso che resterà un segreto per sempre.

Se vi va di partecipare, il pulsante apposito per le donazioni è questo
(l’importo minimo è 5 euro perché con cifre minori la commissione di Paypal
incide esageratamente):





Grazie!

* Come non detto: uno dei progetti lo posso annunciare subito, ed è la
traduzione in italiano di Carrying the Fire di Michael Collins, la più
bella e poetica delle autobiografie degli astronauti lunari. Sto cercando di
acquisirne i diritti di traduzione pagandoli di tasca mia: se la cosa vi
interessa e sareste disposti a spenderci 20 euro, scrivetemi senza impegno a
paolo.attivissimo@gmail.com con l’oggetto “CTF”. Se siete un
buon numero, manderò la richiesta a Collins stesso.

[2023/09/04: Ci sono voluti due anni di trattative esasperanti, ma alla fine ce l’abbiamo fatta e il progetto è in corso: la traduzione uscirà a novembre 2023. Tutti i dettagli sono qui.]

2020/04/27 11:45

Siete fantastici! Devo ancora fare i conti precisi (chiudo la contabilità ogni
fine mese), ma le vostre donazioni garantiscono almeno una quindicina di
articoli! Il che significa che la sfida amichevole è vinta e ho un
sorriso da orecchio a orecchio all’idea di raccontarvene i dettagli. Per ora
posso solo dare un numero: 195.9. E una data: se tutto va bene, giugno 2020.
Altri numeri e indizi seguiranno.

2020/05/01 14:45

Come promesso, ecco la contabilità: 231 donazioni, per un totale incredibile
di 4097 euro, ossia 51 Storie di Scienza già coperte! Mi metto subito
all’opera: la prima Storia uscirà domenica mattina. L’indice delle Storie sarà
qui.

Intanto il progetto di traduzione di Carrying the Fire è arrivato a 48
adesioni via mail più 730 nel sondaggio su Twitter (56.4% su 1295 voti).
Niente male, niente male davvero!

2020/05/18 21:25

Un altro indizio:


Ci siamo mai scritti su Signal? Se sì, il mio codice di sicurezza è cambiato, ma sono sempre io

Ci siamo mai scritti su Signal? Se sì, il mio codice di sicurezza è cambiato, ma sono sempre io

Se abbiamo mai comunicato su Signal, la prossima volta che mi scriverete noterete un numero/codice/chiave differente e vedrete un avviso come quello qui accanto (grazie Matteo su Mastodon per lo screenshot). È corretto, ho cambiato telefono. Il precedente è distrutto insieme alle nostre conversazioni 🙂

Per evitare equivoci e apprensioni: nessun incidente catastrofico, sto benissimo. Semplicemente la batteria del telefono ha smesso di colpo di funzionare e sostituirla per bene mi costerebbe quasi quanto un telefono nuovo (compro solo telefoni a basso costo) e non mi darebbe alcuna garanzia (questo era un Samsung A40 ormai vecchiotto). Il telefono è schiattato così in fretta che non ho avuto modo di fare backup delle conversazioni Signal, che quindi sono perdute per sempre. Del resto Signal serve proprio per non lasciare tracce.

Ho quindi migrato i dati e ho distrutto fisicamente il telefono per eliminare i dati prima di portarlo all’ecocentro (e anche per vedere se era possibile usarlo senza batteria, collegato a un alimentatore, se non altro per ricopiare i settaggi non salvati dal backup automatico; in breve, no).

Nel frattempo ho usato il telefono d’emergenza (Nokia 8810) e ora ho un Unihertz Titan Slim (smartphone Android con tastiera fisica).

Pubblico qui e sui miei account social questo avviso per autenticare il cambiamento dei dati di Signal.

To Whom It May Concern: I’m in the Raidforums/Breached user database

To Whom It May Concern: I’m in the Raidforums/Breached user database

Several
news
media
are
reporting
that a database with information on half a million users of
Raidforums, a well-known hacking forum seized by law enforcement in April 2022,
has been leaked online,
and that another similar site,
Breached/Breachforums, was shut down by LE in March
2023 after its founder “Pompompurin” was arrested by the FBI.

The Raidforums leak is reported to include
“usernames, email addresses, hashed passwords, registration dates, and a
variety of other information related to the forum software”
.

A username and email address linked to me is almost certainly in the Raidforums
database and in the Breached userlist.
As a journalist, I registered with Raidforums and Breached to
monitor and report on newsworthy data breaches and other security incidents, as evidenced in this blog and in my podcasts for Swiss National Radio Rsi.ch. I
intentionally made no attempt to conceal my identity, using one of my primary and well-known e-mail
addresses to register. I am announcing this preemptively in the hope that it
will save law enforcement some time, but if you’re with LE and you still want
to know more about my presence on these forums, you know how to contact me.

—

Riassunto in italiano: è stato annunciato che le liste utenti di due noti forum di hacking, Raidforums e Breached/Breachforums, sono state acquisite dalle forze dell’ordine e che la lista di Raidforums è stata anche pubblicata online da ignoti. Come giornalista, mi ero iscritto a entrambi per monitorare e riferire sulle fughe di dati di interesse pubblico, e a questo scopo ho scelto di non nascondere la mia identità, usando uno dei miei indirizzi di mail più noti. Segnalo queste informazioni a titolo preventivo sperando che questo eviti equivoci e perdite di tempo.

Sunrise, il piccolo mistero della mia SIM fantasma; quella volta che Tesla voleva darmi un Powerwall

Sunrise, il piccolo mistero della mia SIM fantasma; quella volta che Tesla voleva darmi un Powerwall

Questo non è un allarme ma è un piccolo avviso oltre che una comunicazione di servizio: nel mio account
presso l’operatore telefonico svizzero Sunrise ho trovato per puro caso, durante un
controllo di routine, un contratto di telefonia mobile misterioso, di cui non
ho nessuna traccia, che risulta abbinato a un telefonino che non ho mai avuto ed esiste da dieci anni al costo di 10 CHF al mese, ma per il quale non ho
mai ricevuto addebiti o richieste di pagamento. Se avete un account Sunrise,
forse è il caso che diate un’occhiata a cosa contiene.

Qualche giorno fa sono entrato nel mio account Sunrise, dove ho una SIM prepagata usata dalla Dama del Maniero, e ho trovato questa voce imprevista (le
schermate sono in inglese perché scelgo abitualmente questa lingua per i
servizi online):

 

Il numero svizzero 076 417 87 97 non mi dice nulla; non è nei miei archivi,
non ho nessuna traccia di una SIM o un contratto con quel numero e soprattutto non ho
mai avuto il Nokia 6101 che secondo Sunrise starebbe usando quel numero e la
relativa SIM. Nessuno in famiglia ha o ha mai avuto quel modello di
telefonino, stando perlomeno alla mia memoria, a quella della famiglia e ai
dettagliatissimi archivi custoditi dalla Dama del Maniero. Ho provato a
chiamarlo ma risulta non raggiungibile.

Il Nokia 6101, per intenderci, è questo, classe 2005:

Il dettaglio dei costi indicava appunto 10 CHF/mese, ma io non ho mai ricevuto
addebiti o richieste di pagamento, e anche l’elenco delle fatture era
misteriosamente vuoto.

Ho telefonato stamattina al servizio clienti di Sunrise, che mi ha detto che
il numero risultava aperto addirittura da dicembre del 2010. Se ci fossero
stati addebiti in sospeso, insomma, a 10 CHF/mese mi sarei trovato con un
debito di circa 1500 franchi. Via Telegram un lettore mi ha segnalato che il contratto TakeAwayBasicLibero è un contratto particolare, che fu citato in un annuncio di Saldo.ch di marzo 2011 (in tedesco) che segnalava che quest’offerta non era inclusa nella gamma normale di contratti ed era disponibile soltanto per chi aveva un contratto TakeAwayBasic e lo voleva disdire, il che rende ancora più strana la mia situazione.

In ogni caso Sunrise ha accolto subito la mia richiesta di
disdetta (che avverrà formalmente il 29 giugno) e mi ha confermato che non c’è nulla da
pagare.

Come ci è arrivato quel numero nel mio account? Non ne ho la minima idea. Un
errore nel database di Sunrise? Una mia totale dimenticanza? Un impostore che
si è spacciato per me all’apertura del contratto, per poi non usare il frutto
del suo reato? Mistero. In ogni caso, ne scrivo qui non solo per raccontare
pubblicamente questa situazione bizzarra ma anche per segnalare che magari
qualcosa di analogo è successo ad altri, ai quali potrebbe andare meno bene
che a me, per cui consiglio di dare un’occhiata ai propri account.

—

Fra l’altro, non è la prima volta che trovo nei miei account qualcosa che non
ci dovrebbe essere. A dicembre 2022 nel mio account Tesla ho trovato
addirittura un Powerwall (batteria per uso domestico) che non avevo
assolutamente ordinato e che ho prontamente disdetto. Ecco qualche screenshot.

Comunicazione di servizio: aggiornamento delle regole per i commenti

Comunicazione di servizio: aggiornamento delle regole per i commenti

Da alcuni mesi si presenta qui un personaggio patetico che fa commenti su qualunque argomento, anche quando non ha nulla di utile da aggiungere alla discussione, e poi inizia a fare polemiche inutili e a lanciare insinuazioni su di me e su altri commentatori.

Non è servito a nulla invitarlo educatamente a smettere. Non ha capito l’antifona quando alla fine l’ho bannato: ha creato nuovi account, ripetutamente e ossessivamente, pur di intrufolarsi di nuovo qui.

Ho iniziato a chiedere ai nuovi commentatori di identificarsi in privato, ma anche questo non ha risolto del tutto la questione, visto che ovviamente non chiedo foto di documenti d’identità ma solo prove indirette di identità come biglietti da visita e simili. Il commentatore ossessivo, che ho soprannominato Robertino-dai-mille-nick citando uno dei suoi tanti pseudonimi, insiste a ripresentarsi con nuovi nick sperando di farla franca. Ma alla fine la sua ottusità emerge sempre, si fa riconoscere e quindi viene ri-bannato.

Però questa solfa si sta facendo tediosa, per cui da oggi c’è una piccola variazione alle regole per i commenti: qualunque commento proveniente da un account Disqus intonso e creato da meno di un anno verrà semplicemente cestinato e sostituito con un avviso che invita a identificarsi tramite una microdonazione PayPal di un centesimo. Se l’avviso verrà ignorato, l’account verrà bannato. Non ci saranno eccezioni.

Credo che sia molto improbabile che un commentatore sincero faccia il suo primo commento qui e oltretutto usando un account Disqus appena creato. Se non vuole identificarsi, può sempre commentare mandandomi una mail: se ha qualcosa di utile da dire, aggiungerò il suo commento. Tutto questo è necessario per colpa di Robertino-dai-mille-nick, che non ha capito che quando qualcuno ti accompagna alla porta perché ritiene che sei un rompicoglioni, tentare a tutti i costi di rientrare non fa che dimostrare che sei davvero un rompicoglioni.

[IxT] IxT RIP: che fine ha fatto la mia newsletter?

[IxT] IxT RIP: che fine ha fatto la mia newsletter?

Ho da fare una comunicazione di servizio per tutti quelli che in questi mesi si sono chiesti come mai non ricevevano più la mia newsletter Internet per tutti: la ragione è semplice, non l’ho scritta.

Non ho più tempo di gestire iscrizioni, disiscrizioni, cambi di indirizzo e problemi di spam, e un numero crescente di lettori si trovava la newsletter bloccata da filtri antispam aziendali e altre delizie, per cui è giunto il momento di dire formalmente basta e chiuderla.

Quello che all’epoca aveva senso diffondere via mail ora è diffuso molto più efficacemente tramite questo blog e i suoi feed RSS.

Ringrazio moltissimo gli amici di Peacelink che in questi anni mi hanno ospitato e tutti coloro che in questi anni si sono iscritti per leggere la newsletter e hanno contribuito, con i loro commenti, a farla crescere. Per i nostalgici più morbosi, l’archivio dei miei deliri digitali resta online qui su Attivissimo.net. Abbiate clemenza.

Avvocato mi chiede di eliminare “prontamente” un mio articolo; rispondo, ma non si fa più vivo. Piccola storia di ordinaria vessazione

Avvocato mi chiede di eliminare “prontamente” un mio articolo; rispondo, ma non si fa più vivo. Piccola storia di ordinaria vessazione

Ultimo aggiornamento: 2023/01/27 17:20.

Sono stato gentile, paziente e disponibile, e tutto quello che ne ho ricavato
è una perdita di tempo. Per cui adesso lascio perdere le inutili cortesie ed
espongo i fatti.

Come avevo
accennato, il 21 dicembre scorso un avvocato mi ha scritto chiedendomi di rimuovere
“prontamente” un mio intero articolo risalente al 2008 per ottemperare
al diritto all’oblio dei suoi assistiti. O almeno così sembra, visto che chi
mi ha scritto ha mandato una semplice mail (non una PEC, non una raccomandata,
ma una normalissima mail) a paolo.attivissimo@gmail.com. La mail del
mittente corrisponde a quella di un avvocato del Nord-Est italiano, ma essendo
una normale mail non offre alcuna garanzia di autenticità.

Ma anche supponendo che la mail provenga davvero da un avvocato, resta il
problema che l’articolo non contiene
nessun riferimento ai suoi assistiti. L’unico riferimento agli
assistiti in questione è in un commento all’articolo. E quel commento
segnala la circolazione di una catena di Sant’Antonio che li riguarda.
Chiedermi di rimuovere l’articolo è quindi privo di senso.

Ho risposto prontamente (il 23 dicembre scorso) all’avvocato, dalla
casella di mail alla quale mi era arrivato il messaggio iniziale
(paolo.attivissimo@gmail.com) e inviando la risposta alla casella
indicata come mittente in quel messaggio iniziale, dicendo semplicemente
quanto segue, perché ovviamente non discuto i dettagli di una questione legale
tramite mail ordinaria:

Oggetto: Re: Sig.ri Cremonini esercizio diritto all’oblio

Buongiorno Avvocato,

la prego di contattarmi formalmente tramite PEC:

paolo.attivissimo@pec.net

Cordiali saluti

Paolo Attivissimo

Il giorno successivo (24 dicembre) ho inviato alla casella di mail
dell’avvocato (quella dalla quale sembrava avermi scritto) una PEC con lo
stesso contenuto:

Oggetto: Sua mail a me del 21/12/2022 (Cremonini)

Buongiorno Avvocato,
la prego di contattarmi formalmente tramite
PEC:
paolo.attivissimo@pec.net

Cordiali saluti
Paolo
Attivissimo

Questa PEC risulta accettata e inoltrata dal sistema PEC, con ricevuta datata
24/12/2022 alle ore 09:38:25. Da allora, silenzio totale. 

Dallo stile e da altri indizi, ritengo molto probabile che la mail iniziale
sia davvero stata inviata dall’avvocato in questione e da qui in poi, per
chiarezza di racconto, presumo che sia così.

Sembra che l’avvocato che mi chiedeva di “procedere prontamente” e di
informarlo “una volta avvenuta tale cancellazione” non abbia trovato il
tempo, in tutto un mese, per rispondermi in merito alla sua richiesta
che dalle sue parole appariva così urgente.

E quindi quel commento che pareva essere così importante da cancellare
“prontamente” è rimasto dov’è, e l’articolo pure. 

Non solo: può benissimo darsi che gli assistiti dell’avvocato abbiano diritto
di chiedere l’oblio per quella vicenda di quattordici anni fa, ma ora
questa vicenda diventa una notizia nuova che li riguarda.

Sì, perché se la mail proviene realmente dal loro avvocato, è decisamente
notiziabile il fatto che i signori Luigi Cremonini, Vincenzo Cremonini,
Claudia Cremonini, Serafino Cremonini e Augusto Cremonini chiedano tramite un
avvocato, in maniera tecnicamente inetta e vessatoria, di rimuovere
“prontamente” un intero articolo che nemmeno li riguarda. 

Oltretutto dalla mail dell’avvocato si ha l’impressione che si tratti di una
richiesta fatta distrattamente e con il copiaincolla, dato che parla di
“articoli” e di
“eliminazione delle url sopra indicate” (plurale) ma in realtà cita un
singolo URL e un solo articolo. È un esempio, interessante per
l’opinione pubblica, della maniera grossolana e un tanto al chilo in cui
lavora chi è chiamato a un compito importante e delicato come far valere il
diritto all’oblio e per questo, presumo, riceve una parcella.

È anche un esempio di come vengono trattati i giornalisti: si manda una
semplice mail, oltretutto sbagliata, si pretende che il giornalista agisca
subito e “prontamente”, ma non ci si degna neppure di rispondergli per
chiarire i dettagli o trovare una soluzione corretta.

L’articolo in questione, quello che mi è stato chiesto di rimuovere
integralmente addirittura eliminandone l’URL, è questo:

https://attivissimo.blogspot.com/2008/07/antibufala-allarme-per-il-piombo-nei.html

Come si capisce già dall’URL, l’articolo non ha minimamente a che fare
con la famiglia Cremonini (parla di un allarme-bufala per il presunto piombo
nei rossetti). Il commento che li riguarda è
questo. E sono disposto a rimuoverlo se ne ricevo richiesta formale. È sufficiente
una PEC. Ma il mio articolo, che non c’entra nulla, non si tocca. Oltretutto,
a questo punto, visto che l’avvocato ha lasciato passare tranquillamente un
mese senza mandarmi neanche una riga di risposta, diventa difficile
argomentare che l’eventuale danno alla famiglia derivante dal commento in
questione sia grave.

Per maggiore scrupolo, il 27 gennaio 2023 ho
cercato
la casella PEC dell’avvocato e le ho mandato una mia PEC:

Buongiorno Avvocato,

sono Paolo Attivissimo, giornalista
informatico. A dicembre 2022 ho ricevuto sulla mia casella
paolo.attivissimo@gmail.com una mail, apparentemente inviata da
“[omissis]”, che parlava di miei “articoli” (plurale) e mi richiedeva
di “procedere prontamente all’eliminazione delle url sopra indicate e di
informarmi una volta avvenuta tale cancellazione.”

Le URL in
questione, anzi l’unico URL (e quindi l’unico articolo), era
https://attivissimo.blogspot.com/2008/07/antibufala-allarme-per-il-piombo-nei.html

La richiesta era materialmente errata, perché il mio articolo non
contiene alcun riferimento ai signori Cremonini.

Ho risposto
prontamente, sia via Gmail sia tramite PEC, chiedendo una presa di contatto.
Ormai è trascorso più di un mese, ma non ho avuto da lei nessun riscontro.

Distinti
saluti
Paolo Attivissimo

La mia PEC risulta accettata e consegnata. Se anche questa comunicazione verrà
ignorata, considererò chiusa la questione.

In sintesi: se l’avvocato avesse avuto semplicemente la cortesia di
rispondere, i suoi assistiti avrebbero evitato un perfetto Effetto Streisand.
Spero che siano contenti del servizio che ricevono.

—

2023/01/27 17:20. Oggi intorno alle 13 l’avvocato ha risposto via PEC alla mia PEC, scusandosi per il ritardo nel rispondere e ha chiesto cortesemente di eliminare i commenti privi di fondamento contenenti il nome dei suoi assistiti. Ho provveduto, lasciando una nota nel flusso di commenti dell’articolo per spiegare l’accaduto. L’articolo rimane al suo posto. Considero chiusa la questione.

Comunicazione di servizio: è stata richiesta l’eliminazione di un articolo di questo blog per diritto all’oblio

Il 21/12/2022 un avvocato italiano mi ha contattato via mail (inviatami a
paolo.attivissimo@gmail.com) richiedendo l’eliminazione di un
intero articolo risalente al 2008 (ha chiesto esplicitamente
l’eliminazione del suo URL) in relazione al diritto all’oblio dei suoi assistiti.

Sono andato a controllare l’articolo: non contiene nessun riferimento agli
assistiti dell’avvocato. Gli assistiti vengono citati soltanto nei
commenti all’articolo, e comunque solo per segnalare un allarme-catena
di sant’Antonio che li riguarda.

Ho risposto chiedendo prima di tutto di comunicare tramite la mia casella PEC
(paolo.attivissimo@pec.net), come faccio sempre in casi come questo.

La richiesta è comunque mal posta, dato che mi viene chiesto di eliminare un
articolo quando sarebbe più che sufficiente eliminare i commenti che citano
gli assistiti.

Per ovvie ragioni non specifico qui di quali dati o quale articolo si tratti,
ma desidero tenere traccia pubblica di questa richiesta, anche per ricordare
ai commentatori le ragioni per le quali la moderazione di questo blog a volte
può sembrare troppo severa a chi la vede da fuori. 

—

2023/01/11. La PEC che ho inviato risulta accettata dal sistema PEC e inoltrata con ricevuta il 24/12/2022 alle ore 09:38:25. Siamo all’11 gennaio e non mi è ancora arrivata alcuna comunicazione di risposta da parte dell’avvocato.

—

2023/01/26. Ancora silenzio totale. La vicenda prosegue qui.