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comunicazioni di servizio

Nuova forma di spam/truffa: le commentatrici discinte in Disqus

@Martinobri mi segnala un’invasione di fanciulle discinte che, nei commenti di questo blog (gestiti da Disqus), elargiscono upvote e diventano follower dei singoli commentatori.

Si tratta, ovviamente, di profili di spammer e truffatori che usano anche questi mezzucci per attirare potenziali clienti. Ecco come eliminarli.

Lasciate il mouse un istante sul numero dei like/dislike di un commento: questo fa comparire l’elenco dei profili Disqus che hanno dato giudizi a quel commento. 

Se cliccate su uno di questi profili con il tasto destro compare un menu del browser, dal quale potete scegliere di aprire il profilo in un’altra scheda del browser. Qui potete cliccare sui tre puntini sotto il profilo, sulla sinistra, e scegliere di bloccare e/o segnalare i profili che appartengono chiaramente a spammer o truffatori.

Lo schema di questi truffatori è molto semplice: far incuriosire l’utente-vittima al quale hanno dato il like/dislike e indurlo a visitare i loro profili, che contengono un link a un sito nel quale offrono (a pagamento) i loro servizi.

Purtroppo non sembra esserci un modo per impedire il fenomeno. Disqus consente di disabilitare completamente la funzione di upvote (nella sezione Community), ma soltanto se il moderatore principale (in questo caso io) ha un account Pro, che costa 105 dollari al mese (attualmente ne spendo 11 al mese per un account Plus in modo da rimuovere le pubblicità). Non mi sembra il caso.

Aggiornamento personale: sono diventato cittadino svizzero

Piccola nota personale: ieri è arrivata al Maniero Digitale una lettera che mi comunica ufficialmente che sono diventato cittadino svizzero dal 13 dicembre scorso. È un traguardo di un percorso durato dodici anni, visto che in un caso come il mio ne servono appunto almeno dodici di residenza ininterrotta, più la frequentazione di un corso di naturalizzazione (con relativo esame, che ho superato) e la dimostrazione di essersi integrati nella società nazionale, per poter tentare di acquisire la cittadinanza.

Da pochi giorni, quindi, ho tre cittadinanze: svizzera, britannica e italiana. Non è obbligatorio rinunciare a nessuna, ma credo che cercherò di semplificare la mia posizione. Qui ho messo radici solide e mi sento a casa.

Cosa assai importante, da oggi ho diritto di voto in Svizzera e potrò quindi partecipare più direttamente alla vita politica del paese e avere voce nelle scelte locali e federali che toccano me e la mia famiglia.

Per chi si stesse chiedendo cos’è l’attinenza che si legge nell’immagine c’è un apposito spiegone. E sì, in burocratese svizzero italiano si dice acquistare la cittadinanza. La procedura di naturalizzazione è descritta qui.

(AGGIORNAMENTO 2021/12/15) Sto tentando di risolvere un problema sui commenti: mi scrivete qui qualche commento di test?

Ultimo aggiornamento: 2021/12/15 21:40.

Sto cercando di capire i dettagli della situazione che ha portato alla
scomparsa di tutti i commenti di Pgc
e ho bisogno di un po’ di commenti sacrificabili sui quali fare esperimenti.
Vi va di lasciarne qualcuno qui? Anche cose senza senso, giusto per avere un
campione di commenti di varie fonti da testare.

Grazie!

Aggiornamento (15:45)

Ne sono arrivati a sufficienza, grazie! Alcuni li pubblicherò, altri no, e
altri ancora li eliminerò, per avere dati di riferimento.

Aggiornamento (2021/12/14 23:55)

Ho chiesto a Disqus di ripristinare l’account eliminato di/da Pgc in
considerazione del fatto che esiste un
periodo di 30 giorni
per eventuali ripensamenti.

Stasera mi è arrivata una mail da Disqus che dice che l’account pgc è
stato ripristinato. Yay!

In effetti l’account ora esiste di nuovo (come mostrato dallo screenshot qui
sotto) ed ha anche l’avatar, la “reputazione” e le altre caratteristiche che
aveva prima dell’eliminazione. Tuttavia i commenti risultano ancora eliminati.

Almeno un primo passo nella giusta direzione è stato fatto.

Andando a sfogliare uno per uno i commenti eliminati di tutti i
commentatori dell’ultimo mese ho trovato molti commenti di pgc, che ho
potuto approvare e che ora sono tornati al loro posto! Ne trovate
alcuni esempi in questi post:

Un esempio del “prima” e del “dopo”:

Prima del recupero dei commenti eliminati.
Dopo il recupero.

Insomma, il modo c’è. Filtrando in base al nome utente
(user:disqus_SHTPA9J3V5) mi compaiono soltanto i commenti cancellati di
pgc,  ma resta un problemino: sono
quattromila e passa commenti, che vanno approvati
manualmente. 

Posso approvarli a blocchi di 25 nel modo seguente (me lo segno qui così non
mi dimentico, visto che lo farò nei ritagli di tempo):

  1. vado alla pagina di moderazione dei commenti
  2. clicco su Deleted per vedere solo i commenti cancellati
  3. immetto user:disqus_SHTPA9J3V5 nella casella di ricerca
  4. clicco nella casella di selezione globale per selezionare i 25 commenti
    visualizzati
  5. clicco su OK e poi su Approve per approvarli e quindi renderli
    visibili
  6. clicco su Show more comments
  7. ripeto dal punto 4

Non posso cambiare il numero di commenti visualizzati in ciascun blocco (lo può fare solo un account, che costa 105 dollari al mese). A 25 per volta, mi ci vorrà un po’ di tempo.

Aggiornamento (2021/12/15 18:20)

Pgc e Martinobri si sono offerti di dare una mano nell’approvare i commenti da ripristinare e siamo a buon punto: tutti i commenti di pgc del 2021 sono di nuovo online. Gli altri seguiranno. Intanto Pgc (la persona) ha un nuovo account, PGC New Edition, perché il ripristino del suo vecchio account non include la possibilità di continuare a usarlo.

Aggiornamento (2021/12/15 21:40)

Martinobri ha completato a tempo di record il ripristino di tutti i commenti di pgc. Fantastico!

Comunicazione di servizio: persi tutti i commenti di Pgc, commentatore storico del Disinformatico

Ultimo aggiornamento: 2021/12/15 0:10.

Se avete notato che sono scomparsi tutti i commenti di Pgc, uno dei
commentatori più assidui di questo blog, e che quindi molti bei thread di
discussione sono diventati quasi incomprensibili, non siete i soli. 

Non sono stato io in un momento di pazzia: Pgc ha cancellato il proprio
account per crearne un altro dopo che Disqus gli ha iniziato a dire
erroneamente che era bloccato da me.

Il messaggio esatto di Disqus che gli arrivava era
“Non è stato possibile pubblicare il tuo commento perché disinformatico ha
bloccato il tuo account.”

Questo è lo screenshot che mi ha mandato. Ironicamente, Disqus gli
mostrava questo messaggio di apparente blocco proprio su un commento nel quale
diceva di non aver mai avuto ban o blocchi nonostante le nostre
divergenze di opinioni.

Ho ricontrollato: l’account pgc era a posto, non era bloccato e anzi
era classificato come “High rep(utation)”.

A tutto questo si è aggiunto il problema che la sua mail registrata sul
vecchio account era irraggiungibile e quindi non c’era modo quindi di cambiare
nulla nel profilo Disqus.

Purtroppo Disqus non avvisa chiaramente che
l’eliminazione dell’account elimina anche tutti i messaggi pubblicati.

Secondo Disqus non c’è modo di ripristinare un account una volta che è stato
eliminato. Io ricevo via mail copia di tutti i commenti, per cui ho in
archivio tutti i commenti di Pgc ora scomparsi, ma reinserirli è praticamente
impossibile.

Sono in contatto con Pgc, che dice che probabilmente tornerà con un nuovo
account identico al precedente [aggiornamento: è tornato].

Se avete idee su cosa fare, i commenti sono a vostra disposizione. Sempre che
Disqus si comporti bene.

 

2021/12/15 0:10: C’è un aggiornamento. 

Perché la moderazione di questo blog è così severa? Ecco perché

Comunicazione di servizio: nei giorni scorsi un paio di commentatori arrivati da poco hanno intavolato una polemica. Dopo ripetuti avvisi, li ho bannati. Così sono rientrati con altri account, tentando di continuare la polemica e sfottendomi. Bannati una seconda volta, hanno creato un terzo account, ripartendo con i loro rantoli. Ban immediato anche di quelli.

Poi hanno iniziato a insultare e provocare mandandomi mail. Evidentemente facevano fatica a capire il concetto di moderazione (e non solo quello). Ora sono nel mio killfile, insieme a tanti altri, così non li vedo del tutto e i loro messaggi vengono cestinati automaticamente.

Di imbecilli litigiosi come loro ne ricevo tanti, tutti i giorni, e li cestino spesso prima che li vediate. Poi ci sono gli spammer. E poi oggi è arrivato il Genio che ha pensato bene di postare su questo blog un commento con un link a un “generatore di green pass EU”.

Che ovviamente è un malware, riconosciuto da Virustotal:

Quindi per favore, siate parsimoniosi nel linkare oggetti esterni, perché io controllo tutti i link prima della pubblicazione.

E se siete polemisti, statevene direttamente a casa vostra e non venite qui a romper l’anima. Tanto otterrete soltanto un ban immediato, il vostro commento verrà cestinato e mi dimenticherò di voi nel giro di trenta secondi.

Per questo mi scuso se a volte la pubblicazione dei commenti è lenta e se tronco sul nascere qualunque minimo accenno a idiozie complottiste o polemiche personali: controllo e approvo tutti i commenti, uno per uno, per tenere fuori spammer e imbecilli e tenere alto il livello della conversazione per i tanti che partecipano commentando costruttivamente.

Le opinioni differenti e documentate sono sempre ben accette. Invece le stronzate, le polemiche e le aggressioni verranno cestinate senza pietà.

 

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FAQ: “Paolo, ma il blog ‘il Re della Bufala’ è tuo?

FAQ: “Paolo, ma il blog ‘il Re della Bufala’ è tuo?

Da anni ricevo segnalazioni di lettori che cercano informazioni su Google usando il mio cognome come una delle parole chiave, in modo da trovare eventuali articoli scritti da me sull’argomento cercato, e incappano in un sito fake:

http://attivissimo-bufala blogspot it

che usa il titolo “Paolo Attivissimo il Re della Bufala”, imita la grafica del Disinformatico, usa la stessa piattaforma di blogging e pubblica una marea di scempiaggini complottiste (screenshot qui accanto).

Il blog ingannevole giace privo di aggiornamenti da novembre 2009 ma continua a confondere molti utenti, anche se i commenti in coda ai post sono piuttosto eloquenti.

Ho segnalato la questione a Google/Blogger come possibile furto d’identità, ma non c’è stato alcun risultato concreto, nonostante il fatto che il gestore del blog usi il mio vero nome e cognome nel proprio profilo e il fatto che il nome del blog causi confusione nei lettori. Forse rientra nel caso di “parodia o satira di persone” previsto dalle condizioni di Google.

Sia come sia, scrivo questo post per chiarire a chi mi segnala quel blog che:

  • sono al corrente della sua esistenza
  • non è roba mia
  • non so chi c’è dietro
  • l’ho già segnalato a Google come possibile abuso (e l’ho segnalato di nuovo a settembre 2014), ma senza risultato
  • non ho tempo per insistere sulla questione, ma se volete provarci voi, non ho nulla in contrario
  • Internet è fatta così
  • una risata lo seppellirà

Grazie a tutti, comunque, per l’interessamento!

Aggiornamento (2014/10/02): il blog è stato rimosso.

FAQ: “Paolo, perché non fai dibattiti con i complottisti?” Lo spiegano loro stessi

FAQ: “Paolo, perché non fai dibattiti con i complottisti?” Lo spiegano loro stessi

Mi capita spesso di sentirmi chiedere come mai non affronto faccia a faccia i complottisti. Spiego sempre, pazientemente, che un faccia a faccia riduce la questione a una gara di simpatia personale: vince il piacione, non vincono i fatti.

Spiego sempre la Teoria della Montagna di M*rda di Uriel Fanelli: il complottista ci mette tre secondi a inventarsi una “prova schiacciante”, mentre il debunker deve documentarsi minuziosamente, verificare tutto, preparare la spiegazione in termini comprensibili. Tutte cose che non si possono fare al volo durante un dibattito.

Spiego sempre, anche ai colleghi giornalisti che seguono il principio (sbagliato) che “bisogna far sentire le due campane”, che dare spazio ai complottisti, che sono tutti incompetenti nella materia di cui parlano, significa regalare loro una dignità, agli occhi del pubblico, che non si meritano. Significa mettere sullo stesso piano l’archeologo e il tizio che dice che le piramidi le hanno fatte gli alieni, il ginecologo e quello che dice che i bambini li porta la cicogna, Roberto Burioni e Red Ronnie sui vaccini. Come diceva Isaac Asimov, significa suggerire pericolosamente che democrazia significhi “la mia ignoranza vale quanto la tua sapienza.”

Ma spiegazioni come queste vengono accolte spesso con incredulità. C’è sempre qualcuno che obietta “Ma dai, i complottisti non possono essere così ottusi e incompetenti, magari hanno delle buone ragioni, sono persone che hanno dubbi ragionevoli, basta chiarirglieli”. Va benissimo, rispondo io, vai pure nei loro forum e prova a discuterci. Prova a essere ragionevole con loro e chiarire i loro dubbi portando fatti, prove, ragionamenti. Poi, quando ti avranno insultato e preso in giro e te ne andrai dai loro forum con le ossa metaforicamente rotte, non dire che non ti avevo avvisato.

Niente da fare: chi non prova queste cose in prima persona non si rende conto. Pensa, per esempio, che i terrapiattisti siano solo dei buontemponi, che non ci credano veramente ma siano dei provocatori o dei burloni. “Dai, non possono essere così scemi”. E invece lo sono. Scemi così scemi che neanche si rendono conto di essere scemi. Sono il frutto di una notte di furiosa passione copulatoria fra la stirpe dei Dunning e quella dei Kruger.

Chi prova a discutere con loro e tenta di intavolare un dibattito scopre che si tratta di gente che in realtà non ha alcun desiderio di scoprire la verità o appurare i fatti, ma cerca solo lo scontro, vuole solo costruirsi un nemico contro il quale scagliarsi, vuole ottenere visibilità attraverso il battibecco inconcludente. Vuole disperatamente brillare di luce riflessa, senza rendersi conto che in questo modo mette in luce la pochezza della propria vita.

Prendete Bart Sibrel, un complottista che ha perseguitato per anni gli astronauti che sono andati sulla Luna, chiedendo loro di giurare sulla Bibbia di esserci andati davvero. Quando alla fine si è preso un cazzotto dal settantaduenne Buzz Aldrin, che aveva appena chiamato “codardo e bugiardo”, la prima reazione di Sibrel è stata “Did you get that on camera?”. Sì, ha chiesto subito ai suoi assistenti se erano riusciti a riprendere la scena.

Di conseguenza, questa è la mia risposta standard a chiunque mi chieda di dibattere con un lunacomplottista:

Grazie, ma non partecipo a confronti di questo genere. Non voglio regalare dignità a tesi che non ne hanno e a personaggi noiosi che cercano solo di ottenere visibilità tirando fango sulle imprese coraggiose degli altri.

Gli allunaggi sono confermati da tutti gli esperti di tutto il mondo, compresi quelli russi, che all’epoca erano rivali degli americani. Solo gli incompetenti, gli ingenui e gli imbecilli li negano. Chi vuole levarsi i dubbi può farlo ragionando con la propria testa invece di seguire i ciarlatani in cerca di attenzioni. Valuta anche tu se è il caso che tu regali visibilità a questi mercanti del nulla.

Se vuoi, puoi riportare questa mia dichiarazione nel tuo programma.

—

Ogni tanto, però, qualcuno di questi ottusangoli regala esempi così perfetti e lampanti da poter essere capiti al volo anche dagli increduli.

Esempi come questo: di recente sono stato intervistato da Vanity Fair a proposito dei complottismi intorno agli allunaggi. Un complottista si è indignato per una frase che secondo lui è diffamatoria (non lo è; espone i fatti, documentati dal suo stesso video) e ha chiesto e ottenuto di pubblicare una replica, cosa che è regolarmente avvenuta, lasciando però immutata la mia intervista e la mia frase. Vanity Fair lo ha poi intervistato.

Come ha raccontato la cosa ai suoi seguaci nel suo sito? Ha fatto notare la correttezza giornalistica? Ha lodato il chiarimento dei fatti riguardanti gli allunaggi? No. Ha titolato così, gongolando per aver ottenuto anche lui di essere intervistato:

Copia su Archive.org.

Manca solo “gne gnee gne gne gneee”. Questo è il livello d’infantilismo dei complottisti.

E d’ora in poi, a chiunque mi chieda di fare dibattiti con queste mosche cocchiere risponderò semplicemente mostrando questa schermata e linkando questo articolo che state leggendo.

Resto a disposizione per parlare insieme dei fatti, e rispondere alle tesi dei complottisti attraverso le mie indagini pubblicamente disponibili gratis; ma non ho tempo da perdere con le persone che portano quelle tesi, perché hanno chiarito oltre ogni dubbio che a loro non interessa stabilire i fatti, ma interessa solo far diventare tutto uno scontro personale. Il “dibattito”, il “faccia a faccia” che chiedono, è semplicemente un pretesto.

Il trucco è vecchio e non attacca: fare un “dibattito” con un complottista è davvero come giocare a scacchi con il proverbiale piccione. Il piccione fa cadere tutti i pezzi, scacazza sulla scacchiera e ci zampetta sopra impettito, convinto di aver vinto.

E io non do da mangiare ai piccioni.

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Blogger.com e la matitina scomparsa

Blogger.com e la matitina scomparsa

Da un po’ di tempo (non so quanto di preciso) in alcuni dei blog che gestisco è scomparsa la possibilità di cliccare sull’icona della matitina in calce a un articolo per editarlo direttamente (l’icona è visibile solo agli amministratori/autori, non ai lettori). 

Ora è necessario andare nel pannello di controllo (Dashboard) del blog e poi trovare l’articolo in questione, che magari risale a mesi o anni fa, e questo richiede molto più tempo. Il problema è parecchio diffuso, secondo quanto vedo in giro.

Fra i miei blog colpiti ci sono quello che state leggendo, Undicisettembre, Almanacco dello Spazio, Disinformaticalendario, Apollo 10 Timeline e tutti gli altri blog delle timeline Apollo, Archeoinformatica, Complotti lunari, La bufala delle scie chimiche e Fuori di Tesla News.

Fuori di Tesla, invece, è misteriosamente a posto, con la sua brava matitina.

Ho provato le varie tecniche segnalate su Scuolissima, in questo thread di supporto di Google e su Too Clever by Half (anche qui). Niente da fare.

Il problema non è legato alla mia recente eliminazione delle icone-link di condivisione.

Se avete idee, scrivetele nei commenti; magari possono essere utili ad altri utenti di Blogger. Ne prevengo subito una che mi aspetto che faccia capolino: no, migrare tutto ad altre piattaforme non è nemmeno concepibile. 

Se può essere utile: il link di editing nella Dashboard è nel formato

https://draft.blogger.com/blog/post/edit/%5Bnumero_blog%5D/%5Bnumero_post%5D

dove numero_blog è il numero assegnato al blog e numero_post è il numero assegnato al singolo post. Per esempio, questo è il link di editing del post che state leggendo (non funziona se non siete amministratori):

https://draft.blogger.com/blog/post/edit/7421441/417393828718198527

21:10: Siete formidabili! Nei commenti è arrivata prontamente la soluzione, suggerita da “Paolo” (con una variante proposta da “Lurker”), ossia creare un bookmarklet contenente questo Javascript:

javascript:(function(){bId=document.querySelector('meta[itemprop=blogId]').content;pId=document.querySelector('meta[itemprop=postId]').content;window.location='https://draft.blogger.com/blog/post/edit/'+bId+'/'+pId})();

Spiegone: “istruisce il tuo browser ad utilizzare il link da te indicato andando a sostituire il blogId ed il postId dove opportuno, leggendoli dai meta tag.” In pratica, ho creato un bookmark nel mio browser, vi ho inserito questo Javascript gentilmente fornitomi, e ora mi basta visualizzare il post che voglio editare e poi cliccare sul bookmarklet per editarlo. Ta-da!

Comunicazione di servizio: se mi vedete su LinkedIn, non sono io. Ho chiuso l’account

Comunicazione di servizio: se mi vedete su LinkedIn, non sono io. Ho chiuso l’account

La faccio molto breve: LinkedIn mi ha veramente rotto l’anima per l’ultima
volta con il suo spam e le sue finte mail di finti contatti che fingono di
essere interessati a te, e di gente che conosco e che, quando l’ho contattata a voce, mi ha detto di non avermi mai scritto via Linkedin. Ho chiuso il mio account, per cui se ne vedete uno a
mio nome, non sono io.

Uno…

..due…

…tre.
Alla cortese attenzione di tutte le “aziende di comunicazione” che mi propongono di pubblicare i loro “articoli”

Alla cortese attenzione di tutte le “aziende di comunicazione” che mi propongono di pubblicare i loro “articoli”

Ultimo aggiornamento: 2021/02/18 18:00.

Stamattina ho ricevuto via mail questa…. cosa:

Buongiorno,

mi chiamo Alessia, lavoro per [azienda di comunicazione] e mi occupo
di comunicazione all’interno della nostra azienda.

Vi scrivo perchè gli esperti di
[azienda di comunicazione] hanno elaborato un articolo con una guida
su come distinguere una voltura da un subentro, i documenti necessari e come
contattare il fornitore.
Trovate l’intero articolo qui: [link]
Credo che possa essere molto interessante per i vostri lettori, perciò
volevo proporvi di pubblicarlo sul vostro sito, contribuendo ad una sana e
corretta informazione.
Sentitevi pure liberi di copiarlo e incollarlo, vi chiedo solo l’accortezza
di specificare la nostra fonte con la seguente notazione:
Fonte: [link]
Oltre all’articolo è presente in allegato un’infografica, se per motivi
redazionali dovete modificare o aggiungere del contenuto all’articolo o
utilizzare solo questa e scrivere voi l’articolo non è un problema, vi
chiedo solo che venga citata la fonte.
Grazie in anticipo per la vostra risposta.
Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro
Cordiali saluti,
Alessia [cognome]

Responsabile comunicazione e marketing

Mi viene un dubbio: a chi può essere rivolta una campagna del genere? C’è
davvero gente così disperata da pubblicare online questi finti articoli? Ho
preso nota di una frase-chiave tratta dall’“articolo”, così fra qualche giorno
posso cercarla in Google per vedere se è stata pubblicata e da chi. Non la
pubblico qui, per ora, perché al momento è stata pubblicata da un solo sito e
non voglio regalargli la visibilità che queste campagne di spam vogliono
ottenere.

Ho risposto come segue:

Buongiorno Alessia,

prima di mandarmi questa proposta, ha considerato il fatto che il mio sito
si occupa d’informatica e che quindi un articolo su come distinguere una
voltura da un subentro non c’entra un fico secco?

Cortesemente, mi rimuova dalla lista dei suoi destinatari. E se posso
permettermi un suggerimento per un vostro prossimo articolo, propongo “Come
scegliere bene i destinatari di una comunicazione promozionale”.

Magari senza inserire nella mail un tracciatore di Google Analytics.

Cordiali saluti.

Paolo Attivissimo

Giornalista informatico

La mail, infatti, contiene questo codice [ho asteriscato i dati
identificativi]:

<img src="https://www.google-analytics.com/collect?v=1&amp;tid=UA-**********-3&amp;
cid=132&amp;t=event&amp;ec=ecGSV_********&amp;ea=eaGSV_********&amp;
dp=dpGSV_********&amp;dt=dtGSV_********&amp;cs=csGSV_********&amp;
cn=GSV_********&amp;cm=cmGSV_********&amp;
utm_source=whale&amp;utm_medium=mail&amp;
utm_campaign=GSV_********" ueinlftrw="" />

Caso mai non fosse chiaro ad Alessia e ai suoi tanti emuli che continuano a
mandarmi “proposte di collaborazione” e “articoli” pronti per la
pubblicazione: piantatela. Rendetevi conto che siete degli squallidi spammer.
Trovatevi un mestiere dignitoso. 

Ed è totalmente, assolutamente, irrevocabilmente inutile farmi proposte di
questo genere. Se aveste letto qualunque cosa di quello che scrivo, sapreste
bene che non sono in vendita. O perlomeno, non ai prezzi che potete
permettervi. Se vi va bene, verrete cestinati. Se vi va male, beh… potrei
pubblicare l’ID della vostra campagna e lasciare che Internet segua il proprio
corso. Scegliete voi.

 

2021/02/18 17:25

Mi è appena arrivata un’altra mail dalla stessa azienda, stavolta firmata da
“Camilla.Ferrari”. Stesso schema, tema differente, sito pubblicizzato
differente, ID di Google Analytics differente.

Stavolta lo pubblico: cosa riuscite a trovare?

https://www.google-analytics.com/collect?v=1&amp;tid=UA-138964131-3&amp;
cid=285&amp;t=event&amp;ec=ecGBT_12022021&amp;ea=eaGBT_12022021&amp;
dp=dpGBT_12022021&amp;dt=dtGBT_12022021&amp;
cs=csGBT_12022021&amp;cn=GBT_12022021&amp;
cm=cmGBT_12022021&amp;utm_source=whale&amp;
utm_medium=mail&amp;utm_campaign=GBT_12022021

 

Questo è quello del primo invio:

https://www.google-analytics.com/collect?v=1&amp;tid=UA-138964131-3&amp;
cid=132&amp;t=event&amp;ec=ecGSV_18022021&amp;ea=eaGSV_18022021&amp;
dp=dpGSV_18022021&amp;dt=dtGSV_18022021&amp;
cs=csGSV_18022021&amp;cn=GSV_18022021&amp;
cm=cmGSV_18022021&amp;utm_source=whale&amp;
utm_medium=mail&amp;utm_campaign=GSV_18022021

 

2021/02/18 18:00

Ringrazio i tanti che mi hanno segnalato vari strumenti di ricerca di informazioni riguardanti gli ID di Google Analytics. Li riassumo qui, anche se finora non hanno fornito risultati utili:

 

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altri metodi.