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Oggi alle 11.30 sarò su Radio3scienza per parlare di “Carrying the Fire”

Oggi alle 11.30 sarò su Radio3scienza per parlare di “Carrying the Fire”

Ultimo aggiornamento: 2024/01/03 16:15.

Buon 2024! Stamattina alle 11.30 sarò ospite di
Radio3scienza insieme a Diego
Meozzi e Piero Bianucci per parlare di
Carrying the Fire, la traduzione italiana dell’autobiografia dell’astronauta lunare Michael
Collins.

Ricordo che l’e-book costa 11,99 euro; il libro cartaceo costa 25 euro e si
estende su 462 pagine. È ampiamente illustrato e corredato da un sito
gratuito, aperto a tutti, pieno di foto personali e storiche di Michael
Collins: Carryingthefire.it. Potete
inoltre leggere gratuitamente un assaggio del libro sul
sito dell’editore.

2024/01/02 15:50. Il podcast della puntata è disponibile
qui. Noi cominciamo a 6:45.

Per l’occasione il conduttore ci ha chiesto, fuori onda durante la
preparazione della puntata, di spiegare come mai proprio Collins si guadagnò
il primato di “uomo più solo dell’universo” quando i suoi compagni
scesero sulla Luna e lui rimase in orbita ad attenderli, perdendo il contatto
radio con loro e con tutto il resto dell’umanità ogni volta che passava sopra
la faccia nascosta della Luna.

Collins, infatti, non fu il primo astronauta a separarsi dai suoi compagni di
missione dietro la Luna: due mesi prima di lui ci fu John Young, pilota del
Modulo di comando e servizio (il veicolo spaziale principale) della missione
Apollo 10, che a maggio del 1969 volò verso la Luna, si inserì in
orbita intorno al nostro satellite e fece scendere fino a 14 chilometri dalla
superficie lunare gli altri due membri dell’equipaggio, Tom Stafford e Gene
Cernan, a bordo del Modulo lunare. Ma allora perché la definizione di
“uomo più solo dell’universo” fu applicata soltanto a Collins?

Sapreste rispondere?

Pubblicherò stasera la risposta: per chi non vuole attendere, la trova
commentata nell’HTML di questo post.

2024/01/03 16:15. Ecco la risposta: John Young, nel Modulo di
comando e servizio (CSM), non fu mai fuori contatto radio e/o visivo rispetto
ai suoi compagni Gene Cernan e Stafford quando si allontanarono a bordo del
loro Modulo lunare (LEM). Durante la loro missione, Apollo 10, la distanza
massima fra LEM e CSM fu di circa 340 miglia nautiche (circa 630 km) durante
le otto ore di volo separato dei due veicoli.

Invece Collins, in Apollo 11, rimase separato dai compagni per 21 ore circa e
perse il contatto radio con loro e con la Terra ripetutamente a ogni suo
passaggio oltre l’orizzonte lunare (“dietro” la Luna dal punto di vista
terrestre). Lui sì che fu realmente isolato da tutti gli altri esseri umani
esistenti.

Fonti:
Apollo 10 Press Kit, pag. 21;
Apollo 10 Flight Journal;
Space.com; per Apollo 10, undocking a 98:11:57 e docking a 106:22:02 secondo l’Apollo 10 Mission Report, pagg. 14-15; lo stesso rapporto indica, a pag. 4-1, che “The lunar module
was separated from the command module for 8 hours in lunar orbit, and
the maximum separation distance was 340 miles.”

“Carrying the Fire”, ordinatelo subito se lo volete leggere o regalare per Natale!

“Carrying the Fire”, ordinatelo subito se lo volete leggere o regalare per Natale!

Ieri a Lainate si è tenuto l’incontro per la consegna di
Carrying the Fire e dei relativi gadget ai sostenitori del
crowdfunding: ecco qualche foto scattata da
Massimo Belloni. Come noterete, ha
fatto da sfondo all’incontro una magnifica replica della capsula Apollo in scala
1:1. Ringrazio l’azienda D’Andrea e
l‘associazione ASIMOF per l’ospitalità e
l’organizzazione dell’evento.

Noterete inoltre che finalmente possiamo svelare i gadget che abbiamo creato
esclusivamente per i sostenitori del progetto: il segnalibro a forma di Saturn
V, il cappellino con il logo creato appositamente da mio figlio Liam (artista
grafico) e la replica di una delle schede perforate usate per caricare il
programma di volo nel computer dei veicoli Apollo.

È stata una giornata molto bella, anche se per me la Dama del Maniero è stata
anche parecchio frenetica, fra coordinamento delle copie da consegnare e
firmare con dedica, risoluzione all’ultimo minuto dei problemi di
videocollegamento per partecipare alla Giornata Nazionale dello Spazio (la registrazione è qui su YouTube) e
preparazione del mio intervento pubblico, e quindi mi scuso con chi non ho
potuto salutare di persona e per le chiacchierate che ho dovuto interrompere
sul più bello perché dovevo scappare a portare pacchi di libri e riviste (gentilmente BBC Sky at Night edizione italiana ha portato una copia per tutti i presenti) o risolvere
qualche magagna.

Mi raccomando: se volete ordinare una copia cartacea del libro, per leggerla o
regalarla in tempo per Natale, ordinatela subito sulla
pagina apposita
del sito dell’editore, Cartabianca Publishing (https://cartabianca.com), perché la settimana prossima inizierà il picco delle spedizioni natalizie
e ci sarà il delirio.

L’e-book costa 11,99 euro; il libro cartaceo costa 25 euro. È bello massiccio
(462 pagine), ampiamente illustrato e corredato da un sito gratuito, aperto a
tutti, pieno di foto personali e storiche di Michael Collins:
Carryingthefire.it. Potete
leggere gratuitamente un assaggio del libro sul sito dell’editore.

Panoramica dei sostenitori presenti.
Un intenso e piacevole firmacopie, coordinato impeccabilmente dalla Dama del Maniero accanto a me.
Alcuni dei modelli portati da ASIMOF.
La spettacolare replica della capsula Apollo (interni compresi).
Morando (con in mano i campioni di maroon inviati dal mitico Milt Windler), Elena Albertini e Marco Cannavacciuolo (due dei collaboratori alla traduzione) e il sottoscritto.
Il logo di Carrying the Fire, realizzato da Liam Attivissimo solo per i sostenitori.
I gadget riservati ai sostenitori del crowdfunding.
Promemoria: diretta streaming spaziale oggi dalle 15

Promemoria: diretta streaming spaziale oggi dalle 15

Segnalo di nuovo l’incontro organizzato dall’Unione Astrofili Italiani e da ASIMOF che si terrà a Lainate per la Giornata Nazionale dello Spazio e che sarà trasmesso pubblicamente in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’UAI.

Lo streaming è incluso qui sotto [2023/12/17: io inizio a 1h09m circa].

Giornata Nazionale dello Spazio e “Carrying the Fire”: i dettagli dell’evento del 16/12 a Lainate

Giornata Nazionale dello Spazio e “Carrying the Fire”: i dettagli dell’evento del 16/12 a Lainate

So che l’evento è a numero chiuso e tutti i posti sono già stati prenotati (e quelli lasciati liberi sono già stati riassegnati), ma per evitare problemi con gli antispam pubblico anche qui (oltre a mandare un avviso via mail ai partecipanti) gli orari e il programma dell’incontro organizzato dall’Unione Astrofili Italiani e da ASIMOF che si terrà a Lainate per la Giornata Nazionale dello Spazio.

L’evento sarà trasmesso pubblicamente in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’UAI.

Si inizierà alle 15, con un video introduttivo e il benvenuto del presidente UAI Luca Orrù; l’evento sarà poi presentato da Alberto Villa e seguiranno i saluti di Dario Kubler, presidente di ASIMOF.

Intorno alle 15:15 parlerà il primo ospite della giornata, Fabrizio Bernardini, ingegnere di sistemi aerospaziali, che racconterà la tecnologia degli anni ’60 che permise all’Italia di diventare uno dei primi paesi al mondo a lanciare autonomamente un proprio satellite, il San Marco 1.

Alle 16:00 circa sarà il turno di Daniele Boncompagni, ingegnere di SpaceX, in collegamento dalla Florida, che  insieme a Dario Kubler parlerà del recente volo sperimentale della Starship.

Intorno alle 16:40 ci sarò io a raccontare i retroscena e le particolarità della traduzione del libro Carrying the Fire, le cui copie saranno consegnate ai sostenitori presenti.

Dopo ogni intervento ci sarà una pausa per le domande, e al termine del mio intervento e delle relative domande Alberto Villa chiuderà l’evento e mostrerà un video dell’UAI. Poi si passerà alla consegna dei libri e alle relative firme da parte mia, intanto che si avvia il rinfresco gentilmente offerto dall’azienda che ci ospita.

Tutto questo avverrà accanto a una replica fedele, in scala 1:1, della capsula Apollo, realizzata da ASIMOF.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito dell’UAI.

Ecco le prime copie di “Carrying the Fire”, firmate per i grandi sostenitori del crowdfunding. C’è una piccola sorpresa per tutti

Ecco le prime copie di “Carrying the Fire”, firmate per i grandi sostenitori del crowdfunding. C’è una piccola sorpresa per tutti

Stamattina sono andato a Milano in un Luogo Molto Segreto per vedere le primissime copie stampate di Carrying the Fire. È sempre emozionante vedere per la prima volta la realizzazione fisica di un libro al quale ci si è dedicati per mesi, ma questo libro per me è un po’ speciale. Dopo anni di trattative, temevo che non saremmo mai riusciti a pubblicarlo in italiano, ma ce l’abbiamo fatta.

Ho anche visto per la prima volta i vari gadget riservati ai sostenitori: semplici ma ben realizzati, e decisamente unici e molto nerd.

Abbiamo aggiunto un ulteriore piccolo gadget non previsto, che arriverà a tutti coloro che hanno ordinato una copia cartacea durante il crowdfunding.

L’editore spedirà domani le prime copie riservate ai grandi sostenitori, che ho firmato; quelle di tutti i sostenitori verranno spedite tramite corriere nei giorni successivi, tranne quelle di chi parteciperà all’incontro del 16 dicembre, che verranno consegnate di persona.

Chi ha ordinato il libro cartaceo durante il crowdfunding riceverà un avviso di consegna proveniente da Packlink.

Chi ha ordinato l’e-book dovrebbe riceverlo via Internet a breve direttamente dall’editore.

Il libro dovrebbe essere disponibile al pubblico per l’acquisto sul sito dell’editore, Cartabianca Publishing, tra qualche giorno: vi avviserò non appena è online.

Sono molto curioso di leggere i vostri commenti sulla prosa di Collins e su come l’abbiamo resa in italiano. Fateci sapere!

Finalmente disponibile in italiano l’autobiografia dell’astronauta lunare Michael Collins “Carrying the Fire - Il mio viaggio verso la Luna”, in e-book e su carta

Finalmente disponibile in italiano l’autobiografia dell’astronauta lunare Michael Collins “Carrying the Fire – Il mio viaggio verso la Luna”, in e-book e su carta

Pubblicazione iniziale: 2023/12/03 17:17. Ultimo aggiornamento: 2023/12/05 10:25.

Dopo anni di trattative per i diritti e mesi di lavoro di traduzione e
revisione, è finalmente pronta una delle più belle e schiette autobiografie
degli uomini che oltre cinquant’anni fa sono stati i pionieri dell’esplorazione
della Luna: Carrying the Fire – Il mio viaggio verso la Luna, di Michael
Collins, è ora disponibile al pubblico sia come e-book, sia come libro cartaceo.

Sul sito di Cartabianca Publishing,
la casa editrice bolognese che ha creduto sin dall’inizio in questo progetto
folle (e ha già in catalogo altre due biografie di astronauti lunari), trovate
subito
Carrying the Fire in e-book a colori a 11,99 euro e come libro cartaceo (462 pagine,
illustrazioni in bianco e nero) a 25 euro.

Potete leggere le prime 22 pagine online
qui.

Ho supervisionato personalmente la traduzione in italiano, con il grande
sostegno di una squadra di folli (Sergio Alasia, Elena Albertini, Gianluca
Atti, Marco Cannavacciuolo, Fabio Castelvetri e Gabriella Cordone Lisiero) e
con l’indispensabile supporto economico dei partecipanti alla campagna di
crowdfunding che ha reso possibile acquistare i diritti e rendere
economicamente sostenibile l’idea di tradurre queste 190.000 parole
insolitamente ricche e colte, poco tecniche ma molto piene di umanità e
meraviglia. Ho raccontato tutta l’odissea e le peripezie linguistiche del
progetto in questo blog, in una
serie di articoli.

Le copie del libro sono già state spedite in anteprima ai partecipanti al
crowdfunding (tranne quelle che verranno consegnate a mano il 16
dicembre, durante un
evento spaziale a numero chiuso, già tutto esaurito, che verrà trasmesso in streaming) e ora il libro è
quindi in libera vendita. In ogni copia troverete l’elenco delle persone e
delle associazioni che hanno contribuito a questo progetto.

Chi ha ordinato il libro cartaceo durante il crowdfunding riceverà un avviso di consegna proveniente da Packlink.

Grazie ancora una volta, da parte mia e della casa editrice, per
aver reso possibile condividere questo racconto meraviglioso.

Come regalo a tutti gli appassionati di spazio e per ottemperare alle precise
richieste della famiglia Collins e della casa editrice Farrar, Straus &
Giroux di fare in modo che i contenuti di
Carrying the Fire ricalchino fedelmente quelli dell’edizione originale
statunitense, presso il sito
Carryingthefire.it trovate un’estesa
collezione di fotografie della vita di Collins che l’editore ha appositamente
selezionato e restaurato a corredo di questo libro.

Il libro è segnalato da Italiavola e da MD80.it.

Se volete leggere in italiano altre storie di astronauti e sostenere la
traduzione e pubblicazione delle loro autobiografie, comprate una copia di
Carrying the Fire o de
L’ultimo uomo sulla Luna
o di
Forever Young, magari da regalare per Natale, e fate sapere che questi libri esistono e
sono disponibili anche in italiano.

(AGGIORNAMENTO 2023/11/27) “Carrying the Fire”, tutto esaurito per la festa di lancio il 16 dicembre a Lainate!

(AGGIORNAMENTO 2023/11/27) “Carrying the Fire”, tutto esaurito per la festa di lancio il 16 dicembre a Lainate!

2023/11/26 10:42. Per ora non posso darvi ancora tutti i dettagli, ma se siete fra i donatori di
“Carrying the Fire”, siete cordialmente invitati a tenere libero il
pomeriggio del 16 dicembre (che è un sabato) per recarvi in un Luogo Segreto in
zona Lainate per una festa di lancio spaziale del libro.

Abbiamo solo 50 posti disponibili [aggiornamento: già esauriti], per
cui l’evento è riservato esclusivamente ai sostenitori [aggiornamento: sarà anche trasmesso in streaming]. Chi ha ordinato la
copia cartacea del libro potrà riceverla direttamente durante l‘evento, che
avrà una scenografia molto speciale, perfettamente in tema con il libro.

I sostenitori riceveranno una mail con tutti i dettagli, per cui se siete fra
loro,
tenete d’occhio la vostra casella di mail e controllate che il mio invito
non finisca nello spam
.

Ad astra!

17:50. Grazie per le vostre rapide risposte! I posti rimasti sono
ancora una ventina, per cui non rimandate troppo la vostra risposta
all’invito.

19:00. Visto che i posti si stanno esaurendo rapidamente (ne
restano una decina scarsa) [aggiornamento: già esauriti] e
che il 16 dicembre è, per pura coincidenza, la
Giornata Nazionale dello Spazio, con l‘aiuto degli amici dell’associazione
ASIMOF abbiamo
deciso di ampliare l’evento e lo diffonderemo anche in diretta streaming
per chi non ha modo di partecipare in presenza. Ci saranno anche due
interventi di un esperto di storia dello spazio e di una persona che si occupa
dello sviluppo attuale dei grandi lanciatori spaziali, e poi ci sarò anch’io
per parlare del progetto Carrying the Fire e per consegnare le
copie ai sostenitori che le hanno preordinate. 

Pubblicherò maggiori dettagli non appena saranno disponibili. In ogni caso, se
vi interessa lo spazio, tenetevi liberi sabato 16 dicembre, anche in streaming
da casa!

20:40. I posti disponibili sono stati tutti già assegnati. Per chi non
ha fatto in tempo a prenotarsi, comunque, ci sarà lo streaming in diretta.
Chi ha trovato posto riceverà entro il 28/11 una mail di conferma

2023/11/27 22:55. Se siete fra i cinquanta fortunati, dovreste aver ricevuto una mail di prima conferma e riceverete tra poco una mia mail contenente la conferma definitiva del posto riservato per voi e la parola d’ordine per entrare. Se non ricevete nulla, mi spiace!

“Carrying the Fire”: l’e-book è pronto! Donatori, in che formato lo volete?

“Carrying the Fire”: l’e-book è pronto! Donatori, in che formato lo volete?

La versione e-book della traduzione italiana di Carrying the Fire, resa
possibile dal crowdfunding che ho
lanciato
a febbraio scorso, è pronta per essere spedita ai sostenitori che l’hanno
richiesta, in anteprima rispetto alla disponibilità al pubblico generico.

Se siete fra i sostenitori dei gruppi Apollo, Gemini, Mercury, Titan e Atlas e
avete quindi richiesto l’e-book, l’editore ha bisogno di sapere da voi in che
formato lo volete fra i seguenti:

1. Amazon Kindle (.mobi)

2. Apple (.epub ottimizzato per app Libri)

3. Universale (.epub 2)

Poco fa ho mandato a ciascuno di voi una mail con la richiesta di rispondermi
appena possibile indicando la vostra scelta, che poi girerò all’editore.
Pubblico qui questo breve avviso per ridurre il rischio che la mia mail
finisca nel vostro spam o non vi arrivi per qualunque ragione e quindi non
veniate a sapere di questa richiesta tecnica. Se non la ricevete, scrivetemi a
paolo.attivissimo@gmail.com, usando #ECTF nell’oggetto della
mail e indicando il formato che preferite.

Nel frattempo, il libro cartaceo e i gadget sono in consegna e tra pochissimi
giorni andrò dall’editore a firmare e fare le dediche personali sulle copie
dei sostenitori del gruppo Apollo.

A tutti, ancora una volta: grazie, e AD ASTRA!

Questa è una foto della scatola di uno dei gadget: è una piccola chicca,
esclusiva per i donatori Saturn V, Mercury, Gemini e Apollo, che verrà svelata
prossimamente.

(AGGIORNAMENTO 2023/11/03) 93 anni fa nasceva a Roma Michael Collins, astronauta lunare: la traduzione italiana della sua autobiografia è pronta

(AGGIORNAMENTO 2023/11/03) 93 anni fa nasceva a Roma Michael Collins, astronauta lunare: la traduzione italiana della sua autobiografia è pronta

Pubblicazione iniziale: 2023/10/31 19:01. Ultimo aggiornamento: 2023/11/03 10:20.

Il 31 ottobre 1930 nasceva a Roma, in via Tevere, l’astronauta statunitense
Michael Collins, protagonista della storica prima missione di allunaggio umano
insieme a Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Collins rimase a bordo del veicolo
spaziale principale mentre i suoi colleghi raggiungevano per la prima volta la
superficie della Luna, e trascorse così molte ore da solo a bordo, con l’incubo
di dover rientrare sulla Terra abbandonando i suoi compagni a morte certa sulla
Luna se non fossero riusciti a ripartire e raggiungerlo.

Collins ha scritto una bellissima autobiografia,
Carrying the Fire, una delle più umane e poetiche fra
quelle degli astronauti di quell’epoca pionieristica, e come probabilmente
sapete se seguite abitualmente questo blog sto curando da oltre un anno,
insieme a una squadra di persone esperte, la traduzione italiana di questo suo
racconto di vita.

Mi fa molto piacere festeggiare l’anniversario della nascita di Collins,
scomparso nel 2021, annunciando che
la traduzione e l’impaginazione (cartacea e in e-book) sono completate e il
libro attende ora solo l’approvazione del titolare statunitense dei diritti
per andare in stampa, grazie alla pazienza editoriale sovrumana di
Cartabianca Publishing, che ha saputo gestire le condizioni e le limitazioni molto impegnative
imposte dalla casa editrice americana, estremamente attenta a proteggere
l’immagine pubblica di Collins.

Aggiornamento (2023/11/03): L’approvazione del titolare statunitense dei diritti è arrivata e possiamo andare in stampa!

I più attenti noteranno che la copertina (mostrata qui sopra) è leggermente
cambiata rispetto alla versione presentata inizialmente, per garantire la
maggiore fedeltà storica possibile: riuscite a vedere la differenza rispetto
alla
versione precedente?

Se tutto va bene,
il libro sarà ordinabile a novembre su carta e in e-book. Chi ha
partecipato al suo crowdfunding riceverà la sua copia con priorità
rispetto a tutti gli altri acquirenti.

Ad agosto scorso vi ho
raccontato alcuni esempi delle difficoltà traduttive
che abbiamo incontrato e che molti lettori non immaginavano (alcune non ce le
immaginavamo neanche noi). Se l’arte della traduzione letteraria e tecnica vi intriga e
volete avere un’idea di quanto lavoro ci sia dietro una versione italiana curata e di quanto questo tipo di traduzione sia inarrivabile per i software automatici, ecco la seconda infornata di esempi.

LM o LEM? LEM!

Come discusso a settembre scorso in questo post, si poneva il problema degli acronimi delle parti del veicolo spaziale Apollo, che includeva un modulo lunare (Lunar Module), un modulo di comando (Command Module) e un modulo di servizio (Service Module). I rispettivi acronimi sono LM, CM e SM, e sono usatissimi in Carrying the Fire. Ma tradizionalmente in italiano il modulo lunare è noto come “il LEM”, perché all’inizio il suo acronimo era Lunar Excursion Module ed entrò nell’uso in questa forma, anche se poi perse la E di Excursion.

Un sondaggio fra i lettori di questo blog ha fatto prevalere l’acronimo classico, spiegato nel libro da una nota. Contravveniamo alla regola grammaticale, ma qui è più importante la comprensibilità che la pedanteria.

Citazioni sbagliate

  • Nel Capitolo 4, Collins scrive bête noir [sic], ma la grafia corretta è bête noire
  • In un altro punto cita la stella Formalhaut [sic] (il refuso è presente anche nella versione cartacea del 1973).
  • Nel Capitolo 14 scrive ad nauseum [sic] al posto di ad nauseam
  • Nell’Appendice, cita lo Shuttle Endeavor [sic], ma la grafia corretta è Endeavour, perché la navetta prese il nome dalla nave capitanata dall’esploratore britannico e matematico James Cook nel diciottesimo secolo, che da buon suddito di Sua Maestà usò la grafia British (anche la NASA riuscì a sbagliare, pur avendo dato il nome Endeavour a due veicoli, ossia a uno degli Shuttle e al modulo di comando di Apollo 15, quando espose un grande striscione con la scritta “Go Endeavor[sic] al Kennedy Space Center a luglio 2007, prima di una missione di quello Shuttle, come raccontato qui).
  • Nel Capitolo 5, Collins cita l’accelerazione di 9,8 m/s [sic], dimenticandosi l’esponente (la grafia giusta è 9,8 m/s2). 
  • Nel Capitolo 13 cita una persona che di cognome fa, secondo lui, Macleish [sic], ma in realtà si tratta di John E. McLeaish.

In tutti questi casi abbiamo deciso di correggere, invece di riportare pari pari gli errori, perché l’intenzione di Collins era di usare la grafia giusta, ma dato che lui stesso fa notare che il suo manoscritto è stato trascritto a macchina da altri, non possiamo attribuire sicuramente questi sbagli a lui. Se avessimo la certezza che gli errori furono suoi, allora avrebbe senso lasciarli, perché caratterizzerebbero la persona per quella che era invece di imbellettarla correggendone gli errori, ma non siamo affatto certi che Collins, altrove così forbito nelle citazioni letterarie, abbia commesso personalmente questi refusi. Oltretutto, se avessimo deciso di lasciarli per una (presunta) maggiore fedeltà, i lettori avrebbero pensato probabilmente a un nostro errore dilettantesco. Avremmo dovuto mettere una nota a piè pagina per spiegarlo ogni volta. E così abbiamo corretto.

Il problema principale, in casi come questi, è accorgersi dell’errore (per esempio insospettendosi per una grafia insolita di un cognome) e poi trovarne la correzione. Questo i traduttori software non lo fanno.

Correzioni ai dati di fatto

Si è posto anche un problema ben più spinoso per un altro tipo di errori: quelli riguardanti dati di fatto. Per esempio, nell’Appendice in originale citava la missione Apollo-Soyuz ancora come “scheduled” (pianificata), persino nella ristampa del 2001 e anche nell’attuale e-book inglese: abbiamo corretto mettendo le date di effettiva realizzazione della missione, perché presumiamo che Collins avrebbe corretto in questo modo se qualcuno avesse riletto il testo prima di ristamparlo.

Nel Capitolo 3 Collins dice che il 1964 fu un anno senza voli spaziali, ma non è vero, perché (come ha notato Gianluca Atti, una delle memorie storiche che hanno partecipato alla traduzione) ci fu un volo sovietico, quello della Voshkhod 1, con tre cosmonauti, a ottobre 1964: abbiamo scelto di aggiungere un semplice “per noi” per non mettere una nota che sarebbe suonata pedante.

Nel Capitolo 6 l’autore scrive che l’intenzione di effettuare una pericolosa “passeggiata spaziale”, la prima per gli americani, fu annunciata al mondo solo dopo che la missione (Gemini 4) si era alzata in volo, ma Gianluca ha notato che già il giorno del lancio sui quotidiani italiani (La Stampa) si riportava la notizia dell’EVA
di White. Qui l’errore è di Collins e abbiamo deciso di mantenerlo.

Nel Capitolo 13, una lunga sequenza di dialoghi (un cosiddetto readback delle importantissime istruzioni per l’esecuzione dell’accensione del motore necessaria per centrare esattamente l’atmosfera terrestre senza rimbalzarvi e perdersi nello spazio e senza penetrarla troppo ripidamente e disintegrarsi) è riportata da Collins con molti errori: sembra essere in parte una versione riassunta e malamente trascritta di quanto trasmesso dal CAPCOM Charlie Duke, stando alla trascrizione pubblicata nell’Apollo 11 Flight Journal; lo stesso avviene nel Capitolo 7 con i dialoghi fra Collins e Young durante la loro missione Gemini 10. Anche qui, abbiamo deciso di mantenere l’aderenza all’originale, aggiungendo solo qualche puntino di sospensione per indicare che si tratta di una sintesi, perché una correzione completa sarebbe stata macroscopica e comunque i dettagli delle istruzioni non sono importanti per la comprensione del testo.

Riferimenti culturali

Nel Capitolo 5 e nel Capitolo 11, Collins parla del modulo di comando, denominato Columbia, descrivendolo come “gioiello dell’oceano”. Detto così non sembra avere senso, ma in realtà si tratta di un riferimento a una canzone popolare statunitense, Columbia, the Gem of the Ocean.

Nel Capitolo 9 a un certo punto scrive “back-to-back and belly-to-belly”; quanti traduttori (software o umani) saprebbero notare che si tratta di una citazione di Zombie Jamboree, una canzone di Harry Belafonte?

La citazione di “Amateur hour” (Capitolo 9) è un riferimento al titolo di un popolare programma di ricerca di nuovi talenti della TV statunitense. Abbiamo usato “dilettante allo sbaraglio” come riferimento sottile alla Corrida, programma equivalente della Rai di quegli anni.

L’espressione “…but this beast is best felt. Shake, rattle, and roll! Noise, yes, lots
of it, but mostly motion…”
usata da Collins per descrivere lo sballottamento prodotto dal suo veicolo spaziale include un riferimento alla canzone Shake, Rattle and Roll, popolarissima in quegli anni. Per rendere chiaro in italiano questo riferimento, che altrimenti si sarebbe perso completamente, abbiamo aggiunto “come dice la canzone”.

La citazione di una domanda da 64.000 dollari nel Capitolo 13 può sembrare stranamente specifica, ma bisogna ricordarsi che The $64,000 Question era il nome di un telequiz popolarissimo alla TV statunitense dell’epoca.

Per sapere come abbiamo risolto in italiano la citazione salace dell’espressione “rub-a-dub-dub” vi toccherà aspettare di leggere il libro tradotto: posso solo anticiparvi che ci abbiamo sudato parecchio.

Anche la citazione di Lew’s submarine (Capitolo 11), in un contesto per nulla navale, non è stata facile da sistemare. Quanti traduttori (automatici o meno) si accorgerebbero che non si tratta di terminologia navale ma di un riferimento a un particolare tipo di panino? Alla fine la soluzione l’ha trovata la co-traduttrice Paola Arosio. Voi come avreste tradotto?

“I decided it was time to move on, while I could still leave with my shield rather than on it!”: scrive così Collins nel Capitolo 14. Ma non si tratta di scudi termici per il rientro o altro: è una citazione greca (“con lo scudo o sullo scudo”), nel senso di “o vittoria o morte”, perché la locuzione originale greca si riferisce “al saluto che le madri spartane rivolgevano ai loro figli prima della partenza
per la guerra: essi potevano ritornare a casa portando lo scudo oppure essere riportati morti sullo scudo. Va ricordato che perdere lo scudo era
sinonimo di diserzione e codardia, poiché non si poteva scappare senza esserselo tolto, data la sua pesante mole.“

Riferimenti religiosi

La prosa di Collins è piena di citazioni dai testi sacri. Per esempio, nel Capitolo 6 parla di “fatted calf”, che è il vitello grasso dal Vangelo secondo Luca, e cita l’espressione “living right”, che non vuol dire semplicemente vivere correttamente, ma indica specificamente la condotta secondo la retta via religiosa.

Nel Capitolo 9 parla di “ruin and damnation”, che è un’espressione specifica del lessico cristiano (“rovina e dannazione”).

Nei Capitoli 8 e 10 Collins parla di “path of righteousness”, che è il “sentiero di rettitudine” nel lessico cristiano. Però bisogna accorgersene, altrimenti il riferimento si perde completamente.

Nel Capitolo 11 cita scherzosamente un “comandamento” degli astronauti, scrivendo “Thou shalt not screw up”. Collins usa il lessico arcaico della Bibbia tradizionale inglese, ma il lessico biblico italiano non ha nulla del genere e quindi abbiamo scelto di aggiungere un “Ricordati di”, come in “Ricordati di santificare le feste”, per richiamare con pari efficacia e chiarezza il testo dei comandamenti.

Nel Capitolo 12 Collins cita l’“original man”, che non è un uomo originale, ma è una citazione teologica che in italiano si rende normalmente con “Uomo originale” (con la U maiuscola) oppure “uomo primordiale”.

“The Jewish mother is in orbit”, scrive Collins a un certo punto nel Capitolo 13. Ma non si tratta di un’astronauta ebrea: è un riferimento allo stereotipo della mamma ebrea iperprotettiva, familiarissimo per gli americani ma molto meno per chi ha una cultura italiana. Come renderlo in italiano? Non è facile, ma si può.

Citazioni letterarie

Nel Capitolo 8 Collins cita “The Ballad of East and West” di Kipling; nel Capitolo 9 cita la poesia If, sempre di Kipling; nel 14 cita T.S. Eliot; in vari punti viene citato Omar Khayyam. In tutti questi casi occorre trovare l’equivalente italiano, se già esiste.

Una citazione meno aulica è nel Capitolo 13, quando parla di “huffing and puffing”: è un riferimento alla fiaba del lupo e dei tre
porcellini, e bisogna cercare un modo per mantenerlo per il lettore italiano.

Questione cromatica: soluzione al limite dell’ossessivo-compulsivo

Nel Capitolo 10 viene citato il colore di una delle tre squadre di controllori che si avvicendavano nel corso delle ventiquattro ore durante le missioni spaziali, e il colore è maroon. Ma che colore è esattamente in italiano? Non è certo marrone; potrebbe essere bordeaux, vino, granata, insomma un rosso cupo tendente al marrone. Andando a vedere le tabelle Pantone emergono risultati contrastanti.

Soluzione (resa possibile dal provvidenziale intervento di un appassionato lettore, Morando 68): scrivere direttamente al direttore di quella squadra, Milt Windler, che è ancora con noi e ha risposto per lettera e (da bravo ingegnere preciso) allegando campioni di colore. E la risposta esatta è “granata”, come le maglie del Torino. Eccezionale.

L’ape regina leccata dai fuchi

Collins scrive, parlando di uno dei grandi computer dell’epoca (Capitolo 11), che sembrava “the queen bee, licked by drones and fed by workers”. Salta fuori che no, quel “licked” non è un errore di battitura ma è un comportamento reale dei fuchi, ma dopo lunga discussione e temendo che i lettori pensassero a un nostro errore abbiamo preferito evitare l’immagine mentale porno-entomologica.

Come si chiama la navicella spaziale in Dalla Terra alla Luna di Verne? Sbagliato, Neil!

Nel Capitolo 11 viene riportato il discorso fatto da Neil Armstrong in diretta TV durante il viaggio di ritorno dalla Luna, e Neil cita il fatto che il nome del modulo di comando è Columbia e nota che Columbiad è “il
nome della navicella che Jules Verne mandò sulla Luna nel libro che scrisse
cent’anni fa”
. Ma in realtà è il nome del cannone che spara la navicella-proiettile, non della navicella stessa (che è senza nome). Collins, in un altro punto, specifica correttamente che si tratta del nome dato al cannone. Abbiamo lasciato intatto l’errore di Armstrong.

Collins dà ragione ai complottisti?

E per finire, un paio di quizzelli tecnici che a prima vista potrebbero sembrare delle prove a favore dei lunacomplottisti: nel Capitolo 12, Collins spiega che il veicolo spaziale raggiunge la velocità di “10,8 chilometri al secondo, oltre 39.000 chilometri l’ora, più che
sufficiente per uscire dal campo gravitazionale terrestre”
(“35,579 feet per second, more than enough to escape from the earth’s
gravitational field”
). Ma in realtà questa velocità non è sufficiente ad abbandonare completamente
il campo gravitazionale terrestre, cosa per la quale occorrerebbe
raggiungere la cosiddetta velocità di fuga, pari a 11,2 chilometri al
secondo o 40.320 chilometri l’ora). Come si spiega questa anomalia? Se volete lo spoiler, la spiegazione è
qui.

Sempre nello stesso capitolo, Collins nota che il terzo stadio del Saturno V viaggia alla stessa velocità del veicolo spaziale Apollo, eppure abbandona il campo gravitazionale della Terra e addirittura entra in orbita attorno al Sole, cosa che richiede molta più velocità di quella del veicolo Apollo (che invece non riesce neppure a sfuggire completamente alla Terra. E il terzo stadio ha esaurito il propellente. Ma allora da dove prende questa velocità aggiuntiva? Se vi arrendete, la soluzione è qui (in inglese). 

Questi quiz sono un ottimo esempio di come il mestiere del complottista sia facile e quello del debunker sia invece ben più arduo: il complottista non deve fare altro che notare l’anomalia e gridare al complotto. Il debunker, invece, deve informarsi sulle complicate ragioni di meccanica celeste che rendono possibile e realistica, anzi reale, questa apparente anomalia. Ed è per questo che nei dibattiti dal vivo il complottista di turno ha il gioco troppo facile, per cui conviene evitare di parteciparvi ma rispondere solo dopo essersi documentati.

Che ne dite, traduciamo l’autobiografia spaziale più poetica che ci sia?

Che ne dite, traduciamo l’autobiografia spaziale più poetica che ci sia?

Pubblicazione iniziale: 2023/05/07 00:35. Ultimo aggiornamento: 2023/10/08
00:25.

Un paio di settimane fa vi ho
proposto
informalmente un’idea: tradurre in italiano Carrying the Fire di
Michael Collins, la più bella e poetica delle autobiografie degli astronauti
lunari. Ne trovate una dettagliata recensione su
Tranquillity Base
(in italiano).

Tramite un editore italiano sto cercando di finanziare l’acquisto dei diritti
di traduzione, perché dopo cinquant’anni ancora non ne esiste
un’edizione italiana. L’agenzia titolare dei diritti del libro, però, ha
rifiutato qualunque offerta di cifre compatibili con il mercato librario
italiano (non chiedetemi quanto; non posso divulgarlo, almeno per ora).

La mia impressione è che ragionando sui numeri tipici di altri paesi europei,
il titolare dei diritti non si renda conto che chiedendo cifre così elevate
nessun editore italiano potrà mai sostenere l’onere economico di una
traduzione e di una pubblicazione e distribuzione da spalmare, se va di lusso,
su due o tremila copie.

In altre parole: siccome il titolare chiede troppi soldi, non ne incasserà
affatto, perché il libro non verrà mai tradotto in italiano. Bella mossa,
complimenti.

Nei giorni scorsi vi ho chiesto, senza impegno, se sareste stati disposti a
spendere 20 euro per leggere una traduzione italiana (curata da me)
dell’autobiografia di Collins. Il
sondaggio
che ho lanciato su Twitter ha dato 759 adesioni. Via mail mi sono arrivate
altre 53 adesioni. Diciamo 800 per fare cifra tonda. Sarebbero, in teoria,
16.000 euro per finanziare l’intera operazione: diritti, traduzione, stampa,
distribuzione, tasse. Un’edizione puramente digitale, un EPUB o PDF,
eliminerebbe quasi completamente i costi di stampa e distribuzione.

Non è tantissimo, ma non è neanche poco. Così ho mandato questo tweet a
Michael Collins:

Vediamo che succede.

Se anche questo tentativo fallisse, ci sarebbe un’altra via: chi è interessato
alla traduzione acquista una copia cartacea dell’originale di Collins
(12 dollari
su Amazon), i cui diritti vanno quindi a Collins, e io gli fornisco la
traduzione digitale dell’intero testo per, diciamo, cinque euro. È lo stesso
metodo usato dalle associazioni che leggono i libri per i ciechi: non devono
chiedere autorizzazioni agli editori perché il CD con l’audio del libro è un
allegato al libro cartaceo. Non è un’opera autonoma e non è vendibile
separatamente. Solo chi ha la copia cartacea può avere il CD.

Chiaramente se venti ciechi chiedono lo stesso libro, non vengono registrate
venti letture separate del medesimo testo: semplicemente si dà a ciascuna
persona una copia della registrazione della lettura fatta una volta sola. Lo
stesso approccio si potrebbe applicare anche alla traduzione. Vorrei evitare
di arrivare a questa soluzione complicata, ma comincio ad accennarvela come
Piano B.

2020/06/02 14:45

La trattativa con i detentori dei diritti sta procedendo: nel progetto è
prevista un’edizione digitale, fornita in anteprima a chi partecipa al
finanziamento del progetto e poi al pubblico generico, seguita da un’edizione
cartacea. Il tutto dipende ovviamente dall’approvazione dei detentori e dai
finanziatori. Per ora non posso dire altro pubblicamente. Intanto, però, è
arrivata
questa adesione molto speciale al
progetto:

2023/10/08 00:25

Visto il progressivo deteriorarsi di Twitter/X sotto la gestione di Elon Musk, aggiungo qui sotto uno screenshot del tweet di Samantha Cristoforetti. Non si sa mai.