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Carrying the Fire: se siete donatori cartacei, controllate la bozza!

Carrying the Fire: se siete donatori cartacei, controllate la bozza!

Se siete fra i generosi donatori che hanno contribuito al progetto
Carrying the Fire con una donazione che include la citazione nelle
copie cartacee, controllate le bozze qui sotto: è l’ultima occasione per
evitare refusi e omissioni, perché tra poco si va in tipografia! 

Se ci sono errori o sistemazioni da fare, scrivetemi a paolo.attivissimo@gmail.com. 

Per i donatori che hanno chiesto la citazione nell’e-book, invece, c’è ancora tempo.

Ecco la copertina dell’edizione italiana di “Carrying the Fire”. Fino al 30 giugno potete contribuire e avere il vostro nome nel libro

Ecco la copertina dell’edizione italiana di “Carrying the Fire”. Fino al 30 giugno potete contribuire e avere il vostro nome nel libro

Come
preannunciavo
a febbraio, il lavoro alla traduzione in italiano dell’autobiografia
dell’astronauta lunare Michael Collins è partito e procede bene. Questa è la
prima immagine pubblica della copertina del libro, realizzata dall’editore
Cartabianca Publishing.

Il progetto è sostenuto dal crowdfunding al quale tanti di voi hanno
generosamente aderito. Grazie a voi, un libro molto speciale, che ha atteso
cinquant’anni per essere tradotto in italiano nonostante sia disponibile in
moltissime altre lingue, finalmente sarà accessibile anche in Italia. 

I nomi
dei donatori e sostenitori saranno inclusi nelle edizioni digitali e/o
cartacee del libro. Ringrazio in particolare l’associazione di modellismo e
divulgazione spaziale ASIMOF per il suo
contributo speciale.

La campagna di raccolta fondi terminerà il 30 giugno, per cui se volete
aggiungere il vostro nome a quelli dei donatori già presenti, avere priorità nel ricevere il libro e magari averne una copia firmata da me e con un piccolo gadget commemorativo, non rimandate
troppo.

Le modalità e le opzioni di sostegno al progetto sono descritte e
accessibili in
questo articolo.

Ad Astra!

—-

2023/09/11. Per chi volesse conoscere i dettagli tecnici e le motivazioni delle scelte di questa copertina: prima di tutto, molte foto che sarebbe stato molto bello utilizzare sono sotto (C), e i diritti di utilizzo si avvicinano molto facilmente ai 1000 euro, che su un progetto del genere, a tiratura piuttosto limitata, pesano non poco.

In secondo luogo, non esistono foto laterali del modulo di comando e servizio di Apollo 11 in volo: le uniche che ci sono lo mostrano frontalmente, di muso. Abbiamo controllato nell’intero archivio fotografico della missione e chiesto anche agli archivisti e restauratori del documentario Apollo 11 se avevano riprese cinematografiche restaurate fatte durante il volo. Niente da fare, per cui il modulo di comando e servizio è quello di Apollo 15, di cui esistono immagini laterali scattate in volo (quella in copertina è la foto AS15-88-11963).

La Luna piena è un’immagine ripresa dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter; lo sfondo è una porzione della nebulosa Tarantola NGC 2070, ripresa il 2 giugno 2022 dal telescopio spaziale James Webb. Tutti questi dettagli e i relativi credits saranno indicati nelle pagine interne del libro.

(AGG 2023/09/08) Sondaggio per i libri lunari: come abbreviereste il nome del Modulo Lunare? Ecco i risultati

(AGG 2023/09/08) Sondaggio per i libri lunari: come abbreviereste il nome del Modulo Lunare? Ecco i risultati

Pubblicazione iniziale: 2023/09/05 20:53. Ultimo aggiornamento: 2023/09/08
5:00.

La traduzione in italiano delle 188.000 parole di Carrying the Fire,
l’autobiografia dell’astronauta lunare Michael Collins, è stata completata.
Ora inizia la fase della revisione del testo impaginato, per snidare refusi e
forme non idiomatiche, e ci stiamo scontrando con una scelta linguistica e
grafica molto problematica (una delle tante) per la quale chiedo il vostro parere: è emersa durante le prove tecniche
per un possibile audiolibro. 

Come probabilmente sapete se frequentate questo blog, il veicolo spaziale
Apollo includeva un modulo lunare (Lunar Module in originale),
che durante le missioni sulla Luna (1969-72) fu usato da due dei tre
astronauti per raggiungere la superficie lunare, mentre il terzo membro
dell’equipaggio restava nel modulo di comando (Command Module) agganciato al modulo di servizio (Service Module).

In Carrying the Fire questi veicoli e i loro acronimi vengono
ovviamente citati spessissimo. Nella versione originale, il modulo di comando
diventa CM, il modulo di comando accoppiato al modulo di servizio diventa CSM,
e il modulo lunare diventa LM, creando gli acronimi dalle rispettive iniziali.
Siccome si tratta di acronimi che all’epoca furono usati internazionalmente
lasciandoli invariati, non avrebbe senso tradurli in MC, MCS o ML: si
creerebbe solo confusione.

Pertanto nella nostra traduzione manteniamo gli acronimi storicamente noti, e
in italiano scriviamo il CM (pronunciato “il ci emme”),
il CSM (pronunciato “il ci esse emme”), e… l’LM (pronunciato
“lelle emme”). Avete già intuito il problema linguistico e di lettura ad alta
voce: lelle emme, dellelle emme e simili sono orrendamente
cacofonici e la grafia “l’LM” è un pugno in un occhio.

Cosa ancora più importante, chi si ricorda o ha rivisto le storiche
telecronache di Tito Stagno di allora, o ha letto i giornali e le riviste di
quel tempo o i libri di Oriana Fallaci, sa che il modulo lunare in italiano
non veniva chiamato “elle emme”, ma “lem”. E anche in inglese l’acronimo
veniva pronunciato “lem”, non “ell emm”. Come mai?

La ragione è semplice: al suo debutto come progetto, nel 1962, il veicolo di
allunaggio era stato denominato ufficialmente
Lunar Excursion Module (LEM), ossia “modulo per escursione lunare”, ma
a giugno del 1966, dopo quattro anni di uso intensivo di questo acronimo, la
NASA decise che “excursion” era troppo frivolo e dava l’idea di una
costosissima scampagnata mordi e fuggi, per cui il nome fu
cambiato in
Lunar Module e l’acronimo fu ridotto formalmente da LEM a LM. Troppo
tardi: l’acronimo originale LEM era ormai entrato nell’uso, e quindi la
pronuncia restò invariata. Si scrive LM, ma si pronuncia “lem”.

Il Modulo Lunare di Apollo 11 sulla Luna, con Buzz Aldrin che vi armeggia.
Foto AS11-40-5927.

Un manuale Grumman/NASA di ottobre 1965, che parla di Lunar Excursion Module.
Un manuale Grumman/NASA di novembre 1969, che parla di Lunar Module.

Il problema è che le generazioni più giovani non sanno nulla di tutta
questa faccenda e di questa regola di pronuncia ad hoc per nulla
intuitiva, e quindi se scriviamo “il LM”, come si è sempre fatto negli ultimi
cinquant’anni, molti lettori lo percepiranno come un errore (“il elle emme”),
aspettandosi l’elisione e l’apostrofo (“l’LM”). E non è giusto pretendere che un
giovane lettore di oggi sappia che “il LM” va pronunciato “il lem”.

Se invece scriviamo “l’LM” (pronunciato “lelle emme”), che sarebbe la forma
ortograficamente corretta in italiano, creiamo confusione e produciamo una
brusca frattura rispetto a cinquant’anni di articoli di giornale, telecronache
e radiocronache che usano la pronuncia “il lem”. I puristi e i lettori
vintage ci scuoieranno.

Se facciamo come fece Oriana Fallaci in Se il sole muore (o come fa
Wikipedia in italiano) e manteniamo l’acronimo iniziale (LEM), la pronuncia corretta viene
spontanea a chiunque, ma commettiamo un falso storico, perché Collins e tutti
gli astronauti di cui l’editore,
Cartabianca Publishing, ha curato e
sta curando la traduzione delle autobiografie usano correttamente “LM”, e lo
stesso fa la NASA in tutte le illustrazioni e i grafici.

Se cerchiamo di aggirare il problema scrivendo sempre “modulo lunare” per
esteso, acronimi ricorrenti come “LM/CSM” diventano chilometrici “modulo
lunare / modulo di comando e di servizio” e non ci stanno nelle tabelle
presenti nel libro.

C’è anche un’altra possibilità: scrivere “il Lem”, come facevano molti
giornali italiani (esempio). In questo modo non è più un acronimo, ma è una sorta di nome proprio. Si
resta fedeli alla pronuncia storica, si evita il falso storico di usare
l’acronimo obsoleto, ma non si è del tutto fedeli all’originale, che usa
appunto l’acronimo.

In tutti i casi sarebbe comunque necessaria una nota esplicativa per chiarire
le ragioni della scelta fatta.

Voi cosa fareste? Scegliereste “il LM”, “l’LM”, “il LEM” o “il Lem”? Scrivete
il vostro parere nei commenti; meglio ancora, se volete partecipare a un
sondaggio informale, mandatemi una mail a
paolo.attivissimo@gmail.com con la vostra scelta nel titolo: basta che
scriviate “il LM”, “l’LM”, “il LEM” o “il Lem”. Io farò la conta delle vostre
mail e pubblicherò qui il risultato.

Ho pubblicato inoltre due sondaggi, su Mastodon e su X:


La vostra scelta è molto importante, perché l’editore sta per procedere non
solo all’impaginazione di Carrying the Fire, che uscirà in tempo per
Natale 2023, ma anche alla nuova tiratura delle autobiografie precedenti,
Forever Young e L’ultimo uomo sulla Luna, che verrebbe fatta
aggiornando il testo per includere questa scelta e uniformare i libri della
collana. Grazie!

I risultati del sondaggio

Su X/Twitter (685 voti): “il LEM” 69,3%; “il Lem” 15,8%; “il LM” 12%; “l’LM”
2,9%.

Su Mastodon: 179 voti): “il LEM” 51%; “il Lem” 18%; “il LM” 26%; “l’LM” 4%.

Via mail (25 voti): “il LEM” 8 (32%); “il Lem” 11 (44%); “il LM” 6 (24%);
“l’LM” 0 (0%).

In sintesi: “l’LM” (che è la scelta adottata finora per ragioni di purismo e
fedeltà storica) non piace praticamente a nessuno. Invece “il Lem”, in cui
l’acronimo diventa nome italiano a tutti gli effetti, è piaciuto parecchio, e
anche “il LM” si difende bene. Ma “il LEM”, anche per motivi affettivi, si
conferma il preferito. 

La terminologa Licia Corbolante mi segnala inoltre che “il LEM” o “il Lem” è
lemmatizzato da tutti i vocabolari, anche se con grafia diversa: 
Lem nello Zingarelli, lem nel Devoto-Oli, LEM nel
Treccani e nel De Mauro, lem o LEM nel Sabatini-Coletti. 
Inoltre nei libri di autori italiani del decennio scorso che usano la versione
“italiana” le due grafie prevalenti sono
LEM e Lem.

Il
commento
più bello:
“In televisione si entusiasmarono tutti per il LEM, non si può cambiare il
nome al protagonista, ma si può riempire di asterischi a pié pagina che
citano lo spiegone. Una piccola nota a piede di pagina, un grande passo per
l’umanità”

Sarei quindi dell’idea di adottare “il LEM”, aggiungendo la prima volta una
nota di questo genere:
“In originale, Collins usa l’acronimo “LM”, che fu adottato formalmente
dalla NASA a giugno del 1966 dopo quattro anni di uso intensivo
dell’acronimo LEM, ossia Lunar Excursion Module. La NASA cambiò acronimo
perché ritenne che “excursion” fosse troppo frivolo, ma l’originale “LEM”
era ormai impresso nel lessico comune e rimase in uso nei media,
specialmente in italiano. Questo testo adotta “LEM” per continuità storica
italiana e per maggiore leggibilità.”

Che ne dite?

Ne ho discusso con l’editore, che concorda: la nota è già stata inserita nel testo del libro e “LM” verrà cambiato dappertutto.

Come sta andando la traduzione di “Carrying the Fire”? Qualche esempio di drammi traduttivi

Come sta andando la traduzione di “Carrying the Fire”? Qualche esempio di drammi traduttivi

Pubblicazione iniziale: 2023/08/17 9:57. Ultimo aggiornamento: 2023/08/18 11:20.

Che meraviglia avere un dubbio tecnico sui computer degli allunaggi e farselo
chiarire da chi ha creato quei computer. È successo stamattina, in una mail. Il
bello di Internet.

I donatori di Carrying the Fire, la traduzione in italiano
dell’autobiografia dell’astronauta lunare Michael Collins resa possibile
dal crowdfunding e dalla collaborazione con l’editore Cartabianca Publishing, avranno
una bella sorpresa.

I complottisti queste gioie non sanno manco cosa siano.

Ieri la traduzione collettiva del libro (circa 182.000 parole) ha superato una
tappa importante: oltre la metà del testo è già riveduta e chiusa e nelle mani
dell’editore, e ora si corre con cautela verso la chiusura dei capitoli
rimanenti, già tutti tradotti ma in attesa di revisione.

Poi ci sarà la fase di rilettura, perché dopo aver reso fedelmente il senso
del testo bisogna anche staccarsi dall’originale quanto basta per rendere
scorrevoli e idiomatiche le frasi. Seguiranno la bozza di stampa e la
preproduzione dei gadget per i donatori, e tutto dovrebbe essere pronto in
tempo per farvi avere questa storia straordinariamente umana abbondantemente
prima di Natale.

Ci siamo trovati a dover tradurre le cose più impensabili in un testo di
astronautica: dalla geologia all’ittiologia, passando per il campo minato
della poesia (di Collins e altrui) e dei refusi rimasti annidati per
cinquant’anni nel testo originale e da decifrare per renderli in italiano. I
giochi di parole, poi, sono un rompicapo che speriamo di aver risolto
dignitosamente.

Stavo pensando di pubblicare qui alcuni degli appunti di traduzione per darvi
un’idea (senza spoiler) del processo di scelta, molto spesso sofferta e
dibattuta per giorni, di come rendere modi di dire, doppi sensi e riferimenti
culturali che per un lettore di oggi non avrebbero alcun senso. Se la cosa vi
interessa, ditemelo nei commenti.

2023/08/18 17:00. Nei commenti e su Mastodon sono arrivate parecchie dichiarazioni di interesse
dopo la pubblicazione iniziale di questo post, per cui ecco a voi una prima
infornata di note e dilemmi di traduzione. Troverete le soluzioni nel
libro.

Se Collins sbaglia, che facciamo?

A un certo punto Collins, nella prefazione all’edizione più recente, parla del
nuovo veicolo spaziale “Blue Dragon”, ma non esiste nessun veicolo con
questo nome. Esiste l’azienda aerospaziale Blue Origin (quella di Jeff Bezos)
e SpaceX ha una capsula di nome Dragon. Collins ha messo insieme le due cose.

In un altro punto, Collins parla di due aerei, il “Sabrejet” e il “Seadart”,
ma in realtà questi aerei si chiamano rispettivamente Sabre (lo
storico F-86) e Sea Dart. Ha sbagliato i nomi (o meglio, nel caso del Sabre, mi dicono dai commenti, ha usato il nome non ufficiale in voga all’epoca).

Nel citare il celeberrimo discorso lunare di Kennedy dimentica una parola
fondamentale,
space: “No single space project in this period…”.

Nel raccontare gli esami medici degli astronauti, parla di
medial malleous, ma malleous non esiste: è
malleolus. In un altro punto parla dell’aereo dei fratelli Wright, uno degli aerei più importanti della storia, chiamandolo Flier. Con la I.

Parlando di geologia, Collins cita un “Valles Crater” nel New Mexico che non esiste. Intendeva forse la Valles Caldera? Poi dice che la formula della turchese (la pietra,
che è femminile) è “CuAL6(OH) 8 (PO4) 4.4H2O”. Ma è sbagliata. La grafia corretta è CuAl6(PO4)4(OH)8·4H2O. Ci insospettisce inizialmente quell’“AL” tutto maiuscolo, e così ci tocca verificarla tutta con un docente di chimica (grazie Gigi) prima di accusare un
astronauta di aver commesso una sfilza di errori.

Parliamo di spazio, che andrà meglio no? Ma a un certo punto Collins parla di un “rotational hand controller”. Che però non esiste nel veicolo di cui sta parlando, che ha solo una manopola di traslazione (translational hand controller) e una di assetto (attitude hand controller). A quale delle due intendeva riferirsi? 

Eccetera, eccetera.

Che facciamo? Correggiamo i suoi refusi ed errori, ma così creiamo piccole infedeltà di
traduzione? Li lasciamo per fedeltà all’originale, rischiando che chi legge
solo l’edizione italiana creda che abbiamo sbagliato noi? Mettiamo una nota a
piè pagina che nota pedantemente ciascun errore? Li correggiamo senza dire
nulla, perché la pedanteria è una brutta cosa e sappiamo tutti cosa
intendeva Collins? Però così magari leviamo un dettaglio caratteriale e lo facciamo diventare un perfezionista infallibile invece di un essere umano con i suoi limiti e le sue umane fallibilità.

Al tempo stesso, magari certi errori non sono neanche colpa di Collins, visto che al testo ci hanno messo mano anche altri. Nella prefazione lo dice lui stesso, citando “Roger Straus III, il mio amabile e comprensivo curatore; e Terry Pietroski, che si è rovinata tanti fine settimana trasformando la mia scrittura a zampa di gallina in ordinate pagine dattiloscritte”. Può anche darsi che chi ha dattiloscritto la sua “scrittura a zampa di gallina” abbia introdotto errori e refusi di cui Collins era innocente, soprattutto se si è trattato di decifrare una scrittura, appunto, “a zampa di gallina”.

Cosa più importante, servono le conoscenze storiche del periodo (o quelle
mediche, chimiche o spaziali) per accorgersi di questi errori e dire
“ehi, aspetta, qui qualcosa non mi torna” mentre si traduce. A quanto
pare, né Collins né i suoi editori hanno mai notato questi sbagli. Di certo
non li hanno mai corretti, visto che ci basiamo sull’edizione più recente del
libro.

Se Collins dice una fesseria imbarazzante, che facciamo?

Collins scrive che la Casa Blanca, in Porto Rico, dove lui ha abitato per
qualche tempo da giovanissimo, è
“generalmente riconosciuta come l’abitazione più antica dell’Emisfero
Occidentale”
. Detta come va detta, è una fesseria un tantinello razzista: come se i
popoli già presenti nelle Americhe prima dell’arrivo di Colombo non avessero
mai costruito abitazioni. E infatti la storia della Casa Blanca è molto
diversa e tocca andare a investigarla per poi decidere cosa fare di questo
scivolone.

Collins scrive che nel 1964 non ci furono voli spaziali, ma non è vero: ci fu
la Voskhod 1 sovietica. Suona un po’ tanto come un “esistiamo solo noi, gli altri non contano”.

Anche qui, cosa facciamo? A volte è necessario ricorrere a delle soluzioni
creative.

Dubbi di ittiologia in un libro di spazio

Carrying the Fire parla di spazio, Luna, astronauti, aviazione:
servono quindi persone competenti in questi campi per tradurlo, giusto?
Sbagliato. Servono anche esperti di pesca. Collins entra nei dettagli dei suoi
hobby:
“I split my time between Florida and Boston, doing some watercolor
painting, and fishing a lot in both places. I have a tiny paddleboat from
which I gather snook in the south and striped bass in the north”
.

Che pesce è uno striped bass? E lo snook?

Che ci vuole, basta guardare sul dizionario, no? No. Perché secondo i vari
dizionari striped bass è la spigola, il branzino, il basso, il
persico spigola, il basso a strisce. Qual è quello giusto? Si va
su Wikipedia in inglese e si guarda il nome scientifico:
Morone saxatilis. Che Wikipedia in italiano chiama
persico spigola. Sarà lui? Ci possiamo fidare di Wikipedia? Mandiamo al
diavolo tutto e traduciamo semplicemente
“vado a pesca nel nord e nel sud del paese”? Tanto è un libro dedicato
allo spazio, cosa gliene frega al lettore dei persici o bassi o quello che
sono? Ma la pignoleria è un tarlo tipico dei traduttori, e così si va a
frugare nei siti dedicati alla pesca finché si trovano foto di
striped bass, che corrispondono alle immagini di persici spigola in
siti di pesca italiani, e quindi si decide: persico spigola sia (via Mastodon, dopo la pubblicazione iniziale di questo articolo, arriva la conferma e scopro l’esistenza di Fishbase, incredibile database terminologico multilingue di pesci).

Tempo necessario per tutto questo: un paio d’ore, discussione compresa.
Benissimo! Risolto. E adesso ripetiamo tutta questa gioiosa esperienza con lo
snook. Odiavo la pesca già prima.

Dubbi di ittiologia, seconda parte

2023/08/18 11:20. Aggiungo questa chicca emersa poche ore fa durante la revisione: Collins, parlando della sua missione Gemini, descrive la bellezza di vedere il getto dei motori nello spazio (la sua capsula, per motivi complicati da spiegare qui, ha dei motori potenti davanti a sé, cosa rara): “…the generalized glow emanating from the Agena’s engine is clearly visible and is quite pretty as it radiates out several feet before fading into blackness. It appears more platinum than the golden color I recall. As with a dying dolphin, the colors fade rapidly…”.

Cosa c’entra il delfino morente i cui colori sbiadiscono in fretta? Non ho mai sentito parlare di questa cosa dei delfini che perdono colore rapidamente quando muoiono. Anzi, i delfini solitamente non sono manco colorati da vivi (con poche eccezioni). Cosa vuol dire tutto questo? Mi sfugge qualche significato? Una metafora? Una citazione poetico-letteraria? Un refuso?

Grazie a San Google scopro l’arcano. Alcuni pesci hanno i cromatofori, che sono cellule della pelle di cui possono comandare il colore. Da morti non le comandano, per cui diventano grigie. Ma il delfino non è un pesce: è un mammifero. Non ha i cromatofori. Quindi?

Quindi salta fuori, con un po’ di ricerca ulteriore, che per motivi insondabili, in inglese americano la parola dolphin indica due tipi di creatura acquatica. Una è il delfino come lo conosciamo comunemente: questo.

Ma in inglese americano c’è anche un pesce che viene chiamato dolphinfish, e che i pescatori, maledetti loro, abbreviano comunemente in dolphin. Cosa mai potrebbe andare storto?

Questo è un dolphinfish, Coryphaena hippurus. In italiano si chiama lampuga o corifena cavallina o mahi mahi. Un pesce che raggiunge il metro di lunghezza. Molto colorato, che diventa grigio quando muore. A-ha!

Il mistero delle parole di Collins è quindi risolto: metteremo lampuga. Ma leggendo la voce di Wikipedia in italiano dedicata a questo pesce scopro questa chicca finale, che mi commuove perché mi immedesimo totalmente nella situazione (il grassetto l’ho aggiunto io):

Nell’inglese americano, un nome comune per questa specie è dolphinfish, spesso abbreviato dai pescatori semplicemente in dolphin, termine che genera facilmente confusione con i delfini, i noti mammiferi marini, anch’essi chiamati appunto dolphins. Inganno in cui è stata tratta anche la pur eccellente traduttrice Fernanda Pivano, che nella versione italiana de Il vecchio e il mare descrive appunto il protagonista che, in breve tempo, issa a bordo un “delfino” e lo mangia completamente, impresa in cui assai difficilmente un solo uomo anziano riuscirebbe con un vero delfino.

Ci sarei cascato anch’io. Anni fa, in Florida, mi rifiutai di andare a mangiare in un noto ristorante perché vidi sul menu esposto fuori che servivano “dolphin”.

Riferimenti culturali

Come spieghiamo una long distance call a una generazione che non sa cosa voglia dire pagare per una telefonata nazionale in base alla distanza?

Come spieghiamo ai lettori chi o cosa era Queeg in “This little Queeg-like quirk had nothing to do with the Agena, but was simply an attempt to strengthen my hands”? O chi era Walter Mitty? O chi era l’inaffondabile Molly Brown? Ai tempi di Collins, le citazioni erano attualissime e intuitive per chi leggeva, ma oggi?

Giochi di parole latini

Nel parlare dello stress di avere sempre i giornalisti addosso (specialmente
per le mogli degli astronauti) e dei contratti di esclusiva con alcune testate
che furono fatti all’epoca, Collins fa un gioco di parole in latino:
Sic transit media. Ma media è plurale, e quindi il verbo
dovrebbe essere transeunt. Però se lo correggiamo, a parte il falso
storico, si perde molto l’assonanza con il modo di dire
sic transit gloria mundi.

Che facciamo? Se lasciamo l’originale,
i latinisti penseranno che abbiamo lasciato o introdotto una scemenza?
Esistono dei latinisti che leggono autobiografie di astronauti?

Barzellette e giochi di parole scurrili

E per finire questa prima, piccola infornata, due casi piuttosto scurrili che sconsiglio alle anime candide.

Il primo è questo: parlando dei giornalisti, Collins nota che facevano sempre domande ficcanaso, tipo questa ai bambini piccoli: “How did Mom feel when Dad was up?”. Nota che una volta “An astronaut wife I know, when asked this by a female reporter, blinked a time or two and then deadpanned, “Honey, how do you feel when your husband is up?” End of interview.” Si capisce il gioco di parole? E come diavolo lo rendiamo in italiano? Abbiamo trovato una soluzione, ma sarà efficace?

Il secondo caso richiede una premessa piuttosto lunga: Collins, a proposito dell’espressione “in the barrel” usata per indicare il turno di visite per le pubbliche relazioni che ogni astronauta doveva sobbarcarsi, dice solo che derivava da una barzelletta sconcia di Alan Shepard (ma non dice quale) e per questo motivo non potevano spiegare in pubblico la sua origine e si erano inventati la scusa che avesse a che fare con l’espressione “shooting fish in a barrel”. Come rendere in italiano tutto questo, considerato oltretutto che “in the barrel” ricorre parecchie volte nel libro?

Tocca andare a caccia di barzellette sconce anglosassoni, e grazie alla vastità dell’umano sapere racchiusa in Internet emerge l’origine della storia del barile. Riassumo la barzelletta (è sconcia, vi ho avvisato): in una comunità rurale di uomini rudi, nell’unica taverna c’è da bere e da mangiare, ma manca un’altra cosa importante. Un nuovo arrivato chiede a un veterano: “Per il sesso come fate?” Il veterano risponde: “Vai dietro la taverna, c’è un barile con un buco, infilaci l’uccello e vedrai”. Il novellino, dapprima scettico, alla fine cede e prova. Riceve il sesso orale migliore di tutta la sua vita. Il giorno dopo, ringrazia il veterano. “Di niente” risponde lui “usa pure il barile quando vuoi per le prossime tre settimane, ma poi basta”.

“Perché?” chiede il nuovo arrivato.

“Perché alla quarta settimana tocca a te stare dentro il barile”.

Ecco, ora non resta che trovare l’equivalente italiano di tutto questo (dai commenti vedo il suggerimento dei “turni di botte”). E altro ancora. Con buona pace di tutti quelli che “eh ma oggi basta usare DeepL”.

Come tradurreste il titolo “Carrying the Fire” del libro dell’astronauta Michael Collins? Cerco idee

Come tradurreste il titolo “Carrying the Fire” del libro dell’astronauta Michael Collins? Cerco idee

Come probabilmente
ricorderete, fra i miei sogni nel cassetto c’è quello di tradurre in italiano
Carrying the Fire, l’autobiografia dell’astronauta lunare Michael
Collins, uno dei più bei libri del suo genere.

Ci sono sviluppi in proposito, di cui per ora però non posso parlare qui. Se
si arrivasse a tradurlo, che titolo scegliereste? Sono a corto di idee.

Spiego brevemente il senso del titolo originale, basandomi su
questa intervista
a Collins del 2019 su CollectSpace e sul libro stesso: l’astronauta scelse
Carrying the Fire (letteralmente “trasportando il fuoco”), con il
sottotitolo An astronaut’s Journeys (“i viaggi di un astronauta”), come
riferimento all’attenzione e cautela necessarie quando si effettua una
missione spaziale. Come trasportereste del fuoco? Con molta attenzione,
ovviamente.

Scrive infatti Collins, nella prefazione all’edizione del 1973: 

“Inizialmente avevo intitolato il libro World in My Window, (“Il mondo nel mio finestrino”),
citando una cosa che avevo detto durante il volo dell’Apollo 11, ma più ci
pensavo e più mi suonava banale. Il titolo Carrying the Fire fu
concepito durante una lunga e sconclusionata conversazione telefonica con
Roger Straus III, il mio curatore. Non contiene alcun sotterfugio: è semplicemente
quello che penso del volo nello spazio, se devo esprimerlo in tre parole.
Ovviamente Apollo era il dio che portava il sole infuocato a solcare il cielo
a bordo di un carro, ma a parte questo, come si trasporta il fuoco? Con attenzione,
ecco come, con molta pianificazione e con notevole rischio. È un carico
delicato, prezioso quanto delle rocce lunari, e chi lo trasporta deve stare
sempre all’erta per evitare che gli cada. Ho trasportato il fuoco per sei
anni, e ora vorrei parlarvene, in modo semplice e diretto come deve fare un
pilota collaudatore, perché il viaggio merita di essere raccontato.”

Il titolo italiano non deve per forza essere una traduzione letterale. Ma
vorrei qualcosa di breve, accattivante ed altrettanto ricco di significato.

Questi sono i primi suggerimenti che mi sono arrivati da Twitter, dai commenti
e da altre fonti e hanno superato una prima selezione grossolana. Gli altri li
trovate nei commenti. Immaginateli pure includendo anche un sottotitolo.

  • Il custode della fiamma / Il custode del fuoco
  • Apollo nello spazio
  • Portatori del fuoco
  • Il carro di Apollo
  • Portare la fiaccola
  • Cavalcando il fuoco
  • Sul carro del Sole
  • Viaggiando col fuoco
  • Trainando il sole
  • Il peso del vuoto (Luca Rozzi)
  • Trasportando il fuoco
  • Alla guida del carro del sole / Alla guida del carro del fuoco
  • Sulle ali di Apollo (fonte)
  • La fiaccola di Apollo (fonte)
  • Carrying the Fire: il mio viaggio verso la Luna (Lorenzo Gasparini)
  • Col fuoco nelle mani: un astronauta racconta (Ezio Bonsignore)
  • Cavalcando il fuoco: il viaggio di un astronauta (pgc)
  • Da Roma alla Luna (Henry Girardin)
  • Correre col fuoco
  • Solo con la Luna (Azimuth)
  • Portare il fuoco (Charlie Brown)

 

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle
donazioni dei lettori. Se vi è piaciuto, potete incoraggiarmi a scrivere
ancora facendo una donazione anche voi, tramite Paypal (paypal.me/disinformatico), Bitcoin (3AN7DscEZN1x6CLR57e1fSA1LC3yQ387Pv) o
altri metodi.

Ultimi giorni per avere il proprio nome fra i donatori dell’edizione italiana di “Carrying the Fire”

Ultimi giorni per avere il proprio nome fra i donatori dell’edizione italiana di “Carrying the Fire”

Piccolo promemoria: a mezzanotte del 30 giugno (ora italiana) terminerà il
crowdfunding
per la traduzione in italiano dell’autobiografia dell’astronauta lunare Michael
Collins in collaborazione con l’editore Cartabianca Publishing.

Le spese per i diritti di traduzione e tutti gli altri costi sono già coperti
grazie alle vostre generose donazioni, ma se qualcuno volesse ancora
aggiungere il proprio nome all’elenco dei donatori che verrà pubblicato nel
libro (e-book o cartaceo), avere priorità nel riceverlo e magari averne una
copia firmata da me e con un piccolo gadget commemorativo, il tempo
stringe.

Chiudere così presto rispetto alla data di uscita (novembre) è necessario per
ottimizzare la produzione dei gadget, la tiratura iniziale e la spedizione.

Per chi ha già contribuito e per chi lo farà, prima di tutto grazie da
parte mia e del team di traduzione per aver reso possibile questa
pazzia (della serie
“Noi facciamo queste cose non perché sono facili, ma perché non pensavamo
fossero così difficili”

– Collins è un osso duro e vogliamo rendere bene la ricchezza della sua
prosa). Detto questo, ai primi di luglio vi contatterò uno per uno via mail
per verificare tutti i vostri dati e controllare che veniate citati
esattamente come richiesto.

Trovate tutti i dettagli su come partecipare al progetto in
questo articolo.

Ad Astra!

Donatori per l’edizione italiana di “Carrying the Fire”, ditemi come volete essere citati!

Donatori per l’edizione italiana di “Carrying the Fire”, ditemi come volete essere citati!

Ultimo aggiornamento: 2023/07/03 23:30.

A mezzanotte del 30 giugno (ora italiana) si è chiuso con successo il
crowdfunding
per la traduzione in italiano dell’autobiografia dell’astronauta lunare
Michael Collins in collaborazione con l’editore Cartabianca Publishing.

Qui sotto trovate una bozza di come apparirà l’elenco dei donatori, in ordine
alfabetico semplice. Se non trovate la vostra citazione, o se non è come la
volevate, fatemelo sapere appena possibile! Cercate di stare entro un limite di 35-40 caratteri. 

Se qualcuno NON vuole essere citato in questo elenco indicizzato da Google, me lo dica. Resterà citato solo nell’e-book e/o nell’edizione cartacea.

Fra l’altro, circa trenta donatori non hanno ancora risposto alla mia mail di
invito a comunicarmi come vogliono essere citati. È importante che lo facciano
presto, per poter chiudere l’impaginazione.

Grazie a tutti, ancora una volta, per essere stati così generosi e generose.

Ad Astra!

2023/07/02 10:15. I donatori senza citazione sono scesi a 14. Spero che rispondano in tempo!

2023/07/03 9:30. Mancano ancora sette donatori: Paolo (pao1701*), Gian Luca (glgiu*, 2x), Fabrizio (fabrizio.ev*), Marco (marco.marin*), Ivan (clecost*), Luca (luca@migl*), fatevi vivi!

2023/07/03 13:00. Sei. 

2023/07/03 13:15. Quattro!

2023/07/03 23:30. I quattro latitanti residui latitano tuttora, e dopo tre giorni di attesa devo proprio chiudere la lista per consegnarla all’editore e soprattutto per rimettermi al lavoro sul libro, per cui da questo momento mi spiace ma non posso introdurre ulteriori modifiche (salvo correzioni di miei errori). I latitanti verranno inseriti nell’elenco mettendo il loro nome e l’iniziale del cognome e segnalati con un asterisco.


Menzione speciale

[dicitura da definire per la grande donazione dell’associazione ASIMOF]

Sostenitori Apollo

Agnese “DD”
Alberto Ghiotto
Alexander Bonivento
Andrea “Malgu” Ridolfi
Andrea Tedeschi
Antonello Scorzini
Antonio Emidio Fortunato
Aristea e Paolo Aristea
Associazione il C.O.S.Mo.
Carlo Mascellani
Claudio “Willy” Caspani
Cristiano Milia
Da papà Mario per Aurora, Gaia e Leila
Dax & Crilly
Diletta Ida De Robertis
Egidio “Infinity” Pignatelli e Laura “Zel” Carboni
Fabio Angelucci
Gian Luca Giudice
Gianluca Milza
Giovanni Savoldini
I Sangiani
Leandro Mereu katubrium.it
Lorenzo Dutto
Luca Berrafato
Luca Cristelli
Marco e Leonardo Gambini
Marco Ferranti
Marco Pasino
Martin Esposito “Sentenza”
Mauro “MaraPix” Marazzi
MaxGiulianelli@itsthemind
Moreno Primo
Nicola Mondinelli
Nicolas D’Amore
Paola Cartoceti
Paolo Lago
Paolo Martini
Paolo Miniussi – octobersky.it – compolab.it
Paolo Santoni
Renato Strano
Roberto Licari
Silvio, Marianna e Gabriele Maglio
Stefano Buccino
Stefano Filippetto

Sostenitori Gemini

Alessandro Morsa (AGB)
Alessandro Poli
Carlo Barlesi
CAT –
Circolo Astrofili Trezzano s/N (MI)
Chiara e Roberto Celotti
Claudio
Filippo Bianchi
Cristiano Bettin & Stefano NeNo Ioppi
Dario P.
Sara e Stefano
Peruzzi
Stefano Rimoldi
Zio Nico per Luca Di Emidio

Sostenitori Mercury

Alberto Barbati
Alberto Ceccarelli
Alberto Papini, Mantova
Alessandro Colonna
Alex Vohwinkel
Andrea Franchini
Antonio P. Sberna
Carlo Carlini
Carlo Cicchelli
da papà Matteo per Irene e Nicolò: Ad Astra!
Dal Corso Luca (per Sofia e Daniel)
Daniele Felici
Elisa e Glauco Savin
Emma Bonino
Fabio Pedretti
Fabio Zarantonello
Francesco Lucente
Gabriella Bruni, dott. Astronomia
Giancarlo Casella
Giuseppe Caruso
L. Duroux
Luca per Filippo Sardo
Maicol Bozzato
Marco Di Peco
Marco G.
Marco Sala, Sementina
Mario Baranzini
Mario Ferrari
Matteo “Gas” Gasparri
Matteo Caldi
Olivia Rose Martinelli
Pasquale Maffei
Qarboz
Roberto Maugeri
Simone Santini (RM)
Stefano Terenzi
Tiziano Casanova
ValterVB
Vincenzo Spataro
Vittorio Dell’Aquila
Walter Magagnato

Sostenitori Saturn V

Alessandro Sebastiani
Carlo Longo (Modena)
Chris Antognini
Davide Pastorello
Emanuele Florian
Fabrizio Evangelisti – Casa Evantoni
Fabrizio Paolucci
Federico Rivetti
Francesco Castelli “Franz”
G.L. Ricciardulli
Gabriella e Paolo Ruzzene
Gian Luca Giudice
Giorgio Sala
Gregorio Dell’Amore
jabba_the_hutt2
Luca Amicone @LAnemico
Marco Bellon
Marco Macher
Matteo Lugato (VE)
MOVIETTI – Gorizia
Vincenzo Morgante

Sostenitori Saturn 1B

Adriano Tesoro
Alessandro Minighin
Alessandro Negrente
Alessandro Terzi
Andrea Baraldi
Andrea Mussio
Andrea Ravetta
Antonio Cellini
Antonio Serra (Avventure Educative)
Attilio Signorini
Bergamini Ugo
Biagio Cimini
Camiceria di Como
CarloGiulio Bencini
Chiara De Giorgio
Christian Aste
Cinzia Fulvia Paolo Perotti
Claudio Campeggi (per Giorgio)
Claudio Costerni
Claudio Napolitano
Claudio Vancini
Corrado Pedretti
Daniel Caracoi
Dario Piccolo
David Giannaccini
Denis Peroni
Diego Cuoghi
Diego Laurenti
Edoardo M. Milani
Elena Mascolo
Emanuele Colombo
Emanuele Zoccari
Emma Parodi, segui sempre i sogni
Enrico Basaldella
Enrico Girardi
EuroBillTracker
F.Bossola (Edo e Ari my dear fires)
Fabio Mosetti
Fabio Pucello
Federico Cluni
Federico Ragazzi
Fiorello Possamai, Follina (TV)
Francesco Da Riva
Francesco Pinna
Francesco Scali
Francesco Scarpa Gnometra
Gabriele Brasca
Gabriele Giambonini
Gennaro Castronuovo
GGYCNOL
Gianfranco Disegna – Giandraw
Gioacchino Guarino
Giordano Biffi – S. Maria Hoè (Lc)
Giorgio Baldini
Giorgio Vergnano
Giovanni Gorni
Giovanni Manucci
Giovanni, Lorenza, Tommaso, Elena e Gilda Bartolozzi
Giuliano Quaranta
Giuliano Roberto
Giulio Muratori
Giulio Nicolai
GrAG – gruppo astrofili
Il Grande Aldo
In memoria di Giuseppe “Salli” Mariotti
Leonardo Avella
Livio Collovini
Lorenzo Losi
Lorenzo Magnani
Lorenzo Poderi
Luca “43957” Invernizzi
Luca Seu
Luciano Catozzi
Luigi Saccani
Marcello Romani
Marco Distefano
Marco M*
Marco Paoletti
Marco Sacchi
MarcoOlgaIlaria
Maria Petriccione
Massimo Berardi
Matteo Patrucco
Matteo Pettinelli
Matteo Soana, appassionato
Maurizio Ruoso
Mauro Oliva
maxmaraldo
Melissa Bianchi, 67832.39
Michelangelo Beverelli
Michele e Davide
Michele Saladini
Moreno Manzini
Nadir Milani (Nadirik)
Nicola Cannistrà
Ohana Vittorio Deledda Chiara
Paolo Barca
Paolo D’Angelo
Paolo Dal Bono
Paolo e Qian Ren Pietro Pasetti
Paolo ed Elena Pedroni
Paolo Gatti
Paolo Marelli
Paolo Pizzagalli
Patrizia Pigliacelli
Pierluigi Boreggiani
Pierluigi Chiodin
Piero Folco
Raimondo Spada
Raul Cafini, Ing.
Riccardo Mario Spreafico
Rinaldo Cermaria
Roberto Fontanelli
Roberto Prevedello
Roberto Soldi
Salvatore Arleo
Salvatore Luzza
Sandro Mei
Sandro Polzoni
Sebastiano Pistore
Sergio Calatroni
Simo & Ercole
Simone Astolfi
Simone Cireddu
Simone Giuri
Simone Morandini
Simone Tamborino
SimoneNava
Stefano Belli
Stefano Galletti
Stefano Stocco
Stefano Villa
Thomas Cappelletti
Vittorio Rondinelli
Zonta72

Sostenitori Titan (citazione nell’e-book)

Alessandro Actis Dana “Cerbero”, Torino
Battistello Stefano (alias damiste)
Claudio Sartor Torino Italia
Cristiano Marchettini
Domenico Maria Iannelli
Ennio Legrottaglie
Fabio Lottero
Fabio Sabbatini
Gianfranco Berardi
Gianni Montalenti
Giorgio Catanzaro
Giubbe de Giubbix
Giuliano Bernasconi
Giuliano Vettorazzi
Gospel Quaggia
Ing. Paolo Rossi – Novara
Ivan C.*
Livio Alberto
lpalli
Luca M.*
Luca Minotti (Minotz)
Luca Molteni
Luca Saccani
Marco Alfano
Mario Altamura
Marzia Tajer
Massimo Gianni
Matteo Baroni
Paolo Vanin
Pierluigi Picchio
Pietro Bianchi
Remo Iannucci
Roberto FeFe Ferrero
SSPPG Savina
Vittorio Ettore Bernasconi

Si parte con il crowdfunding dell’edizione italiana di Carrying the Fire! Ecco tutti i dettagli

Si parte con il crowdfunding dell’edizione italiana di Carrying the Fire! Ecco tutti i dettagli

Pubblicazione iniziale: 2023/02/19 9:54. Ultimo aggiornamento: 2023/07/01 1:00.

Michael Collins nel simulatore del suo Modulo di Comando, di cui è pilota, 18
giorni prima della storica partenza verso la Luna di Apollo 11. Foto
S69-38317,
28 giugno 1969.

Volete essere tra i primi a leggere la traduzione italiana della celebre
autobiografia di Michael Collins (foto qui sopra), astronauta
della storica missione Apollo 11 che nel 1969 portò i suoi compagni di
viaggio sulla Luna ed è l’unico cittadino romano ad aver volato intorno alla
Luna (sì, Collins nacque a Roma il 31 ottobre 1930)? Quella che Samantha
Cristoforetti ha
definito
“la migliore autobiografia di un astronauta”?

Volete dare una mano a rendere finalmente possibile questa traduzione, dopo
quasi cinquant’anni di attesa, e avere il vostro nome o quello della vostra
azienda citato nel libro? Allora potete contribuire al crowdfunding di
Carrying the Fire: il mio viaggio verso la Luna.

Per chi ha fretta

  • Il libro uscirà entro novembre 2023 in edizione cartacea e come e-book per
    tutti i più diffusi sistemi e i software di lettura, escluso il formato PDF.
  • La traduzione in italiano è già in corso ed è supervisionata da me insieme a
    una squadra di traduttori esperti di spazio.
  • I sostenitori, dove previsto dal crowdfunding, verranno citati per
    nome e cognome (o nickname o nome dell’azienda) in tutte le edizioni
    del libro, comprese le ristampe e le edizioni future (chi non vuole essere
    citato basta che lo dica).
  • I sostenitori avranno priorità nella spedizione.
  • Il crowdfunding terminerà è terminato il 30 giugno 2023.
  • L’e-book verrà spedito ovunque nel mondo; la versione cartacea sarà
    disponibile inizialmente solo in Italia e in Svizzera.
  • L’edizione cartacea avrà circa 430 pagine, con foto in bianco e nero.
  • Il versamento andava fatto in un’unica soluzione (non possiamo gestire
    versamenti cumulativi).
  • Il crowdfunding serve a sostenere le spese di acquisto dei diritti di
    traduzione (5200 euro, che ho anticipato di tasca mia) e il lavoro dei
    traduttori e della casa editrice
    Cartabianca Publishing.
  • 2023/03/06: il crowdfunding ha già raggiunto la prima tappa, ossia la
    copertura delle spese di acquisto dei diritti di traduzione. Grazie!
  • 2023/07/01: il crowdfunding è terminato e ha coperto le spese di tiratura, spedizione, produzione dei gadget ed è avanzato qualcosa per ricompensare traduttori e revisori. Di nuovo, grazie!

Le opzioni di partecipazione al crowdfunding sono erano le seguenti:

REDSTONE
(importo libero): per chi vuole semplicemente sostenere il
progetto, senza ricevere nulla (né carta, né libro, né citazione) se non
la gratitudine mia e di tutti coloro che potranno leggere il libro
grazie al suo sostegno.
ATLAS
(15 euro):
e-book, senza citazione del nome del sostenitore. Normalmente l’e-book
vi verrà spedito all’indirizzo di mail che usate per PayPal; se
preferite riceverlo a un altro indirizzo di mail, scrivetemi a
paolo.attivissimo@gmail.com.

TITAN
(25 euro):

e-book + citazione del nome e cognome / nickname / nome aziendale
in tutte le edizioni digitali del libro. Normalmente l’e-book vi verrà
spedito all’indirizzo di mail che usate per PayPal; se preferite
riceverlo a un altro indirizzo di mail, scrivetemi a
paolo.attivissimo@gmail.com. Per indicare il modo in cui volete
essere citati, usate la casella di istruzioni di PayPal oppure
scrivetemi.

SATURN 1B
(50 euro):

libro cartaceo + citazione del nome e cognome / nickname / nome
aziendale in tutte le edizioni digitali e cartacee del libro.
Ricordatevi di indicare come volete essere citati, l’indirizzo di
spedizione (se non lo indicate, userò quello che avete dato a PayPal) e
un recapito telefonico: fatelo nella casella di istruzioni di PayPal
oppure scrivetemi a paolo.attivissimo@gmail.com.

SATURN V
(75 euro):

libro cartaceo + gadget light (esclusivo per i sostenitori) +
citazione del nome e cognome / nickname / nome aziendale in tutte
le edizioni digitali e cartacee del libro. Ricordatevi di indicare come
volete essere citati, l’indirizzo di spedizione (se non lo indicate,
userò quello che avete dato a PayPal) e un recapito telefonico: fatelo
nella casella di istruzioni di PayPal oppure scrivetemi a
paolo.attivissimo@gmail.com.
MERCURY
(100 euro):

libro cartaceo + e-book + gadget light + gadget VIP (esclusivi
per i sostenitori) + citazione del nome e cognome / nickname /
nome aziendale in tutte le edizioni digitali e cartacee del libro.
Ricordatevi di indicare come volete essere citati, l’indirizzo di
spedizione (se non lo indicate, userò quello che avete dato a PayPal) e
un recapito telefonico: fatelo nella casella di istruzioni di PayPal
oppure scrivetemi a paolo.attivissimo@gmail.com.
GEMINI
(130 euro):

due copie del libro cartaceo (una per voi, una per esempio da
regalare) + e-book + gadget light + gadget VIP (esclusivi per i
sostenitori, 1 esemplare di ciascuno) + citazione del nome e cognome /
nickname / nome aziendale in tutte le edizioni digitali e
cartacee del libro. Ricordatevi di indicare come volete essere citati,
l’indirizzo di spedizione (che deve essere uno solo per entrambe le
copie; se non lo indicate, userò quello che avete dato a PayPal) e un
recapito telefonico: fatelo nella casella di istruzioni di PayPal oppure
scrivetemi a paolo.attivissimo@gmail.com.

APOLLO
(150 euro):

libro cartaceo + e-book + gadget light + gadget VIP (esclusivi
per i sostenitori) + citazione nella sezione Grandi Sostenitori del nome
e cognome / nickname / nome aziendale in tutte le edizioni
digitali e cartacee del libro + dedica personale di ringraziamento e
firma mia. Ricordatevi di indicare come volete essere citati,
l’indirizzo di spedizione (se non lo indicate, userò quello che avete
dato a PayPal) e un recapito telefonico: fatelo nella casella di
istruzioni di PayPal oppure scrivetemi a
paolo.attivissimo@gmail.com.

Tutti gli importi indicati includono le spese di spedizione via corriere per
le edizioni cartacee.

Codice QR che linka questa pagina, per chi ha fretta.

FAQ: Risposte alle domande più frequenti

Come sarà la copertina? Non lo so ancora. È in lavorazione. Aggiornamento (2023/06/09): È mostrata qui accanto.

Quale sarà il formato della versione cartacea? Sarà quello delle altre
due autobiografie di astronauti USA edite da Cartabianca Publishing, ovvero 17
x 24 cm.

Come saranno le foto dell’e-book? L’editore mi scrive che l’ampiezza
massima dovrebbe essere intorno ai 2048 pixel, per cui tutti i possessori di
lettori con schermi di risoluzione inferiore potranno disporre di una certa
percentuale di zoom senza perdita di qualità.

Come saranno le foto dell’edizione cartacea? Risponde l’editore:
“La versione cartacea sarà piuttosto ponderosa – intorno alle 430 pagine –
per cui per non renderla esageratamente costosa, abbiamo deciso di
utilizzare solo foto in bianconero, che comunque rappresentano oltre il 50%
delle immagini attualmente disponibili sull’attività di Collins.”

Perché le partecipazioni via PayPal vanno a “Paolo Attivissimo IT
Consulting”
?

Perché questo è il nome della mia ditta, tramite la quale sto gestendo e
finanziando tutto il progetto.

Dove immetto il mio indirizzo di mail e/o postale? Se siete utenti
PayPal, dovrebbe essere trasmesso tutto automaticamente; in ogni caso nella
procedura di donazione compare una casella per i messaggi, usatela per
mandarmi i dettagli, per sicurezza. Mal che vada, potete sempre scrivermi a
paolo.attivissimo@gmail.com.

Come verranno comunicati gli aggiornamenti della situazione del
progetto?

Saranno pubblicati qui e segnalati da annunci sui principali social network.

Ci sono altri siti che ospitano le opzioni di partecipazione?
Assolutamente no. Le trovate solo qui; diffidate delle imitazioni.

In dettaglio

Questo progetto viene da lontano: chi segue questo blog sa che ho
penato
(insieme all’editore Cartabianca Publishing) per quattro anni per ottenere
l’autorizzazione
alla traduzione dalla casa editrice dell’originale:

Finalmente, a ottobre 2022, abbiamo siglato il contratto e iniziato il lavoro
di traduzione e impaginazione. Il libro (e-book e cartaceo) dovrebbe uscire
entro novembre 2023; i sostenitori lo riceveranno con priorità rispetto a
tutti gli altri lettori.

Arrivare a questo traguardo non è stato facile e non è stato a buon mercato.
L’unico modo per trovare un accordo con la casa editrice statunitense è stato
offrire un importo per i diritti di traduzione italiana ben superiore alla
norma, specialmente per un libro uscito quasi cinquant’anni fa (la prima
edizione è del 1974).

Per tagliare la testa al toro e chiudere la trattativa, ho anticipato
interamente di tasca mia questo importo. Il crowdfunding ha l’obiettivo
di rientrare almeno di questa spesa, sperando che avanzi qualcosa per
ricompensare i traduttori che mi affiancano (io lo sto traducendo per passione
e come tributo a Collins). Per questo gli importi delle opzioni di
partecipazione sono piuttosto alti: chi partecipa non sta semplicemente
acquistando un libro, ma sta rendendo possibile l’esistenza stessa di quel
libro (e per questo verrà ringraziato citando il suo nome in tutte le copie
digitali e/o cartacee).

Sottolineo, per chiarezza, che questo crowdfunding non è del tipo
“lo facciamo solo se raggiungiamo la cifra necessaria, altrimenti vi
ridiamo indietro i soldi”
; il progetto si farà in ogni caso, e per questo le partecipazioni non
sono rimborsabili.

Vorrei ringraziare pubblicamente Diego Meozzi e Paola Arosio di Cartabianca
Publishing per la pazienza nella trattativa e nel risolvere tutti gli
incredibili problemi legali e burocratici di questo progetto; senza di loro, e
senza la loro esperienza maturata con altre autobiografie astronautiche, come
Forever Young di John Young e
L’ultimo uomo sulla Luna
di Gene Cernan, non sarebbe stato possibile.

Per motivi essenzialmente tecnici, contabili e organizzativi,
questo crowdfunding terminerà è terminato il 30 giugno 2023; passata quella
data non sarà più possibile ricevere altre partecipazioni o includere i nomi
dei sostenitori, per cui non rinviate troppo la vostra partecipazione
.

Per gli stessi motivi, non posso gestire acconti o partecipazioni cumulative,
quindi scegliete bene quale opzione volete. Ovviamente nulla vi vieta di fare
più partecipazioni distinte, per esempio perché cambiate idea e oltre
all’e-book volete anche la copia cartacea.

Per la citazione del vostro nome e cognome o nickname o nome aziendale
è previsto un limite di 25 caratteri per esigenze di impaginazione.
Quando inviate la vostra partecipazione, indicate esattamente come volete
essere citati. Il progetto è aperto a sponsorizzazioni da parte di aziende e
associazioni.

Per ora non posso specificare la natura dei gadget: li stiamo ancora scremando
e posso solo dire che saranno oggetti semplici ma unici, che verranno
realizzati
in tiratura limitata e solo per i partecipanti al crowdfunding. Chi acquisterà il libro dopo il periodo di crowdfunding non li potrà
ricevere. Sottolineo che
i gadget saranno disponibili solo per chi partecipa scegliendo un’opzione
che includa l’edizione cartacea
, perché la burocrazia e i costi di gestione e di spedizione postale dei
gadget inciderebbero troppo sull’importo.

L’edizione cartacea sarà disponibile solo in Italia e in Svizzera
durante il periodo di crowdfunding e fino alla pubblicazione generale
(prevista entro novembre 2023). Questa limitazione è dovuta ai costi
burocratici e di spedizione all’estero, che sono semplicemente insostenibili
(per la Svizzera, sarò io a spedire dal Maniero). Dopo la pubblicazione
generale, sarà possibile chiedere a Cartabianca Publishing, caso per caso, i
costi e le modalità di spedizione fuori dall’Italia.

TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI: I vostri dati saranno trattati da me,
da Paypal e dalla casa editrice; Cartabianca Publishing ed io vi chiederemo
soltanto i dati personali strettamente necessari e li useremo esclusivamente
per questo progetto. Al momento della partecipazione dovrete dare il vostro
consenso esplicito a questo trattamento. I dati saranno i seguenti:

  • Solo e-book: un indirizzo di mail al quale spedire l’e-book.
  • E-book con citazione del nome/nickname: un indirizzo di mail
    al quale spedire l’e-book e il nome/nickname da citare.
  • Edizioni cartacee: nome, cognome, e-mail, numero di telefono,
    indirizzo (compreso il numero civico), CAP e città, per consentire la
    consegna.

Grazie in anticipo per il vostro sostegno! Ad astra!

Michael Collins, l’astronauta poeta, ci ha lasciato

Michael Collins, l’astronauta poeta, ci ha lasciato

Credit:
NASM.

È giunta poco fa la notizia della morte di Michael Collins, protagonista della
missione Apollo 11 che nel 1969 portò i suoi due compagni, Neil
Armstrong e Buzz Aldrin, a camminare sulla Luna per la prima volta nella
storia, mentre lui li attendeva da solo in orbita intorno a quella Luna sulla
quale non avrebbe mai posato piede.

La sua autobiografia è una delle più belle e poetiche fra le tante scritte
dagli astronauti di tutto il mondo. Ho tentato per due anni, finora invano, di
ottenerne i diritti di traduzione in italiano, ma la casa editrice americana
non ha ancora dato una risposta definitiva, nonostante io abbia offerto un
anticipo molto ragguardevole usando tutti i canali ufficiali e professionali.
Non è detta l’ultima parola. Spero che almeno la facciano tradurre e la
pubblichino anche in italiano, una delle poche lingue al mondo nella quale
Carrying the Fire non è stato tradotto, nonostante Collins sia nato a
Roma. La poesia di Collins merita di essere conosciuta anche in Italia.

Ci sono pochissime fotografie di Collins scattate durante la missione Apollo
11, ma il restauro digitale oggi consente di recuperare le sue immagini
riprese nello spazio da una cinepresa 16mm che per risparmiare pellicola riprendeva
soltanto 6 fotogrammi al secondo, creando una sequenza di immagini a scatti.
Un restauratore esperto, Dutchsteammachine, ha usato l’interpolazione per
rendere fluide quelle immagini, e il risultato è davvero notevole.

50 anni fa finiva la prima esplorazione umana della Luna: pronta l’edizione speciale di “L’ultimo uomo sulla Luna”

50 anni fa finiva la prima esplorazione umana della Luna: pronta l’edizione speciale di “L’ultimo uomo sulla Luna”

Esattamente cinquant’anni fa, gli astronauti di Apollo 17 erano sulla
via del ritorno, dopo tre giorni di esplorazione geologica della superficie
lunare, con un carico preziosissimo di reperti che ancora oggi vengono
studiati per conoscere la storia della Luna e della Terra.

Il blog
Apollo 17 Timeline, a cura di Gianluca Atti, al quale ho il piacere di collaborare, raccoglie
le testimonianze giornalistiche e le immagini di allora e alcuni degli eventi
commemorativi della missione, comprese interviste recenti con Harrison
Schmitt, che è tuttora l’unico geologo della storia ad aver mai lavorato su un
altro corpo celeste.

Come avevo
preannunciato, l’editore Cartabianca, con il quale collaboro ormai da tempo per le
traduzioni in italiano delle autobiografie degli astronauti delle missioni
Apollo, è riuscito a preparare in tempo per il cinquantenario un’edizione
aggiornata, ampliata e arricchita di immagini di
L’ultimo uomo sulla Luna, l’autobiografia di Gene Cernan, che fu
appunto l’ultima persona a camminare sul suolo lunare e fu comandante di
quella missione Apollo 17 che tuttora segna la fine – almeno per ora –
dell’esplorazione umana del nostro satellite.

La terminologia di questa edizione speciale è stata allineata agli standard
che sono stati usati per l’altra autobiografia astronautica già uscita presso
Cartabianca, ossia
Forever Young (autobiografia di John Young), e che verranno adottati
per la traduzione italiana di Carrying the Fire (autobiografia di
Michael Collins), che è in lavorazione. Per tutti e tre i libri ho curato la
revisione tecnica e per Carrying the Fire sto coordinando tutta la
traduzione insieme a un gruppo di colleghi e colleghe per farla uscire entro
la fine del 2023.

Se volete dare un’occhiata alla nuova edizione di
L’ultimo uomo sulla Luna, l’editore ha creato un minivideo delle
primissime copie arrivate dalla tipografia:

C’è anche un’anteprima
scaricabile gratuitamente in formato PDF.

Questa edizione speciale del libro è acquistabile subito, su carta e in
e-book, sul
sito dell’editore, a 21,90 euro per l’edizione cartacea e 9,99 euro per la versione digitale,
con un’estesa sezione di fotografie a colori su carta patinata e in bianconero
all’inizio di ogni capitolo, molte delle quali sono inedite e provengono dagli
archivi della famiglia Cernan; l’edizione base, senza foto interne e con un
numero inferiore di pagine, resterà in vendita a prezzo speciale (15 euro)
fino all’esaurimento.