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Salvare i video di Youtube

Salvare i video di Youtube

Ecco tre trucchi veloci per salvare i video di Youtube in modo da poterli rivedere con comodo e conservare.

Il primo è prendere l’indirizzo del video desiderato (per esempio questo) e sostituire la Y di Youtube con un 3: il sito 3outube.com vi offrirà una schermata dalla quale potrete scaricare il video in formato MP4 o FLV.

Il secondo è aggiungere la parola inglese kick davanti a Youtube nell’indirizzo del video: Kickyoutube.com vi mostrerà una pagina in stile Youtube ma con una barra di opzioni in più che consente di scaricare il file nei formati FLV, MPG, MP3 e MP4 in alta definizione.

Il terzo è andare a Keepvid.com e immettervi l’indirizzo del video su Youtube o altri siti e poi cliccare su Download per ottenere due link dai quali scaricare il video in formato FLV o MP4, oppure installare il plug-in o bookmarklet (nei browser compatibili basta trascinarlo alla barra dei link): comparirà nella barra dei link l’opzione “Keep It!”. Fatto questo, andate al video che vi interessa, cliccate sull’opzione “Keep It!” che avete appena aggiunto e vi verrà offerta la possibilità di scaricare in vari formati.

Allora, Red Bull, spiegatemi perché dite che la Luna è vostro copyright e io sono un pirata

Allora, Red Bull, spiegatemi perché dite che la Luna è vostro copyright e io sono un pirata

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “onorevolelu*” e “gionah”.

L’immagine pirata secondo Red Bull.

Ricordate la bizzarra contestazione di copyright che Red Bull mi aveva mandato? Quella nella quale dicevano che un’animazione digitale di un cratere della Luna era una violazione del loro diritto d’autore?

Io, ovviamente, avevo risposto opponendomi e dicendo che la contestazione mi sembrava infondata, perché non capivo come potesse Red Bull rivendicare diritti su un’animazione generata dall’Agenzia Spaziale Giapponese. Sulla Luna non ci sono tori rossi e se metti le ali non vai comunque da nessuna parte.

Stamattina mi è arrivata via mail la loro decisione: il video è stato rimosso perché “dopo aver esaminato l’opposizione, Red Bull ha deciso che la loro rivendicazione di copyright è ancora valida”.

A questo punto mi aspetto che ci sia una spiegazione di quale sia il materiale di Red Bull che sto violando, almeno per capire. Se nella fase preliminare posso capire che Youtube usi dei filtri automatici, mi viene logico pensare che in caso di contestazione ci sia almeno un rapido controllo da parte di un essere umano senziente. Vedo speranzoso il pulsante View claim details (“Vedi i dettagli della rivendicazione”) e lo clicco.

Ecco cosa trovo: zero spiegazioni, video rimosso, e un unico pulsante da scegliere: Approvo.

Un’altra mail di Youtube mi dice che posso inoltrare un’ulteriore contronotifica:

Lo so che a questo punto sto avvicinandomi pericolosamente al Regno del Gatto Sitwoy e rischio la cancellazione di tutti i video dal mio account Youtube, ma sono dannatamente curioso di sapere cosa diamine c’è, in quel cratere lunare, che fa scattare i sensori di copyright di Red Bull e vorrei far vedere a tutti quanto è ottuso e kafkiano questo sistema di gestione delle dispute sul diritto d’autore. Inoltre penso che la mia vicenda possa essere utile come riferimento per altri utenti.

Così, invece di piegarmi al supremo e miope volere di Youtube, ho inoltrato la seguente contestazione in formato aperto, mandando una mail (con allegata scansione firmata del testo) a questo indirizzo di Youtube (qui sotto ho omesso alcuni dati personali):

Sirs,

I wish to dispute the copyright infringement claim made by Red Bull against the following video, which is currently removed: http://www.youtube.com/watch?v=BUNmWNqcbKM

__CONTACT INFORMATION__

My full legal name is Paolo Domenico Attivissimo.
My email address is paolo.attivissimo@gmail.com.
My physical address is […], Switzerland.
My telephone number is +41 […].

__DISPUTED URL__

The URL of the video is http://www.youtube.com/watch?v=BUNmWNqcbKM. The video is currently removed due to Red Bull’s copyright claim.

__OBJECTIONS TO RED BULL’S COPYRIGHT CLAIM__

The video shows solely a digital animation of a crater of the Moon generated by the Japanese Space Agency JAXA. It contains no Red Bull logos, trademarks or the like. It does not show anything that reasonably could be presumed to be under Red Bull’s copyright.
Therefore, I believe I am in good faith and within the bounds of fair use in posting the video. I also believe that Red Bull’s copyright claim is groundless or undocumented.

I therefore ask for the video to be reinstated. However, if Red Bull or its representatives provide me with clear evidence explaining why this animation of a lunar crater infringes on Red Bull’s copyright, I will retract my request and abandon the dispute.

__STATEMENTS__

I consent to the jurisdiction of the Federal District Court for the district in which my address is located, or if my address is outside of the United States, the judicial district in which YouTube is located, and will accept service of process from the claimant.

I swear, under penalty of perjury, that I have a good faith belief that the material was removed or disabled as a result of a mistake or misidentification of the material to be removed or disabled.

Sincerely,

Paolo Domenico Attivissimo

Usatene pure il testo se vi serve. Non garantisco che funzioni.

Adesso vediamo cosa succede. Vi terrò aggiornati; intanto il video dell’animazione del cratere lunare resta desolantemente bandito.

Lo stato attuale del video. Grazie, Red Bull.

Aggiornamento (2014/06/18): la contestazione da parte di Red Bull è stata ritirata. I dettagli (pochi) sono qui.

Red Bull rivendica il copyright sulla Luna

Red Bull rivendica il copyright sulla Luna

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “vebernas*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Stamattina ho ricevuto via mail una contestazione per un video che ho pubblicato anni fa (2009) su Youtube e che ora è stato “bloccato a livello globale” perché include, secondo Youtube, “contenuti visivi gestiti da Red Bull”. Specificamente, Youtube dice che i contenuti contestati sono quelli a partire da 0:37 e mostrati qui sotto: in pratica, Red Bull rivendica diritti sull’immagine di una montagna sulla Luna.

Per la precisione, il video è un’animazione tridimensionale del picco centrale del cratere Tycho, generata dall’agenzia spaziale giapponese JAXA usando i dati altimetrici della sonda Kaguya alcuni anni fa. Cosa c’entri Red Bull, e cosa spinga il sistema automatico di riconoscimento delle violazioni di copyright a rivendicare un diritto di Red Bull su un pezzo di Luna, sinceramente non lo so.

Ovviamente mi sono opposto alla contestazione, ma nelle motivazioni disponibili mancava quella corretta, ossia “manifesta stupidità della contestazione” oppure “Red Bull sta rivendicando diritti su un video che non è suo”. Così ho scelto l’opzione “Il mio utilizzo dei contenuti soddisfa i requisiti legali del fair use o del fair dealing ai sensi delle leggi vigenti sul copyright” e poi ho precisato nella casella di spiegazione che il video non è sotto copyright di Red Bull ma della JAXA e che questo fatto è debitamente indicato nel video stesso.

Stasera è arrivato un aggiornamento di stato: il video è ora “disponibile e riproducibile”, ma resto in attesa di risposta alla mia contestazione.

A questo punto sarei curioso di sapere quale contenuto di Red Bull è stato ritenuto simile a un picco lunare, ma temo di vedere un’ulteriore conferma dell’ottusità di questo sistema di gestione automatica del copyright che scarica l’onere sugli utenti e li considera colpevoli fino a prova contraria. Non per nulla oggi uso principalmente Vimeo, che è molto meno stupido nel partorire dispute di copyright inesistenti.

Aggiornamento (2014/06/17): La vicenda prosegue qui.

Dieci anni di video su Youtube

Dieci anni di video su Youtube

S’intitola semplicemente Me at the Zoo (Io allo zoo) ed è il primissimo video mai pubblicato su Youtube: diciannove secondi in cui il ventiseienne Jawed Karim, uno dei fondatori di Youtube, parla degli elefanti che ha alle proprie spalle presso lo zoo di San Diego. Era il 23 aprile 2005: Youtube.com esisteva da febbraio, ma era un guscio vuoto. Ecco quel video, ancora online oggi:

È difficile pensare che soltanto dieci anni fa questo video era un’innovazione tecnologica straordinaria: nel 2005 il videostreaming, ossia la visualizzazione istantanea di video, senza attese significative, in una pagina Web, e senza doverli scaricare preventivamente per intero, era sostanzialmente fantascienza. Certo, c’era Real Player, che dalla metà degli anni Novanta consentiva lo streaming audio e in seguito quello video, ma era afflitto da rallentamenti esasperanti (a chi frequentava Internet in quegli anni la dicitura Buffering… Buffering è impressa a fuoco nella retina) e da una qualità scadente. Vedere i video musicali o i trailer dei film a piacimento, invece di doverne attendere il passaggio in TV nei programmi specializzati, era per quei tempi una novità travolgente.

Oggi chiunque può pubblicare e condividere video in alta definizione, e anche in 3D, grazie a Youtube. Video come questo, di Luc Bergeron, che compilano alcune delle tante emozioni positive e negative che Youtube ha diffuso e ha conservato.

Che fine ha fatto Jawed Karim? Adesso ha 36 anni e un patrimonio stimato di circa 140 milioni di dollari, derivati dal suo ruolo nella creazione dei componenti software principali di PayPal quando aveva poco più di vent’anni e dalla vendita di Youtube a Google per 1,65 miliardi di dollari nel 2006, e fa il mentore e mecenate per le idee innovative tramite la Y Ventures. Non si sa mai quando potrebbe nascere il prossimo fenomeno planetario come Youtube.

Intanto la tecnologia corre e Youtube si lascia alle spalle i dispositivi vecchi: Google ha infatti eliminato il supporto per i dispositivi iOS fermi alle versioni precedenti la 7.0, per le smart TV non recenti che non hanno supporto per HTML5 e per le Apple TV di prima e seconda generazione. Meno di cinque anni dopo l’acquisto, questi prodotti sono stati resi incompatibili e inutili.

Paolo Nespoli tornerà nello spazio; Stazione Spaziale a 4K spettacolare

Paolo Nespoli tornerà nello spazio; Stazione Spaziale a 4K spettacolare

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “giuseppe.degr*” e “luca88*”. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

L’astronauta italiano Paolo Nespoli tornerà a visitare la Stazione Spaziale Internazionale nella seconda metà del 2017, partendo probabilmente verso maggio, con la Expedition 52/53: la voce circolava da qualche tempo, ma ora la notizia è ufficiale e pubblicata in dettaglio da Astronautinews.it. Per Paolo sarà la terza visita, dopo quelle del 2007 e del 2010-11 (quella che ci ha regalato, fra l’altro, le fantastiche foto dello Shuttle attraccato alla Stazione).

Troverà sicuramente molti cambiamenti nella Stazione, compresa la possibilità di effettuare riprese video in altissima definizione grazie alle videocamere 4K (UHD) presenti a bordo. La NASA ha già pubblicato alcuni spezzoni di questi video su Youtube e sono di una bellezza mozzafiato, sia per la qualità d’immagine, sia per il contenuto (magnifico il timelapse dello spostamento robotizzato del modulo PMM Leonardo da un punto all’altro della Stazione, senza dover ricorrere a una passeggiata spaziale). Se potete, guardateli a tutto schermo, al buio, su un monitor che regga la loro risoluzione originale. Non ve ne pentirete.

Se la vostra connessione a Internet non regge uno streaming 4K, potete scaricare i video rispettivamente qui e qui dall’Internet Archive. Buona visione.

Anche se non sono in formato 4K, segnalo dall’Internet Archive anche questi incantevoli video HD di passeggiate spaziali, realizzati con le videocamere GoPro montate sulle tute o agganciate temporaneamente alla Stazione (attenzione, alcuni sono piuttosto grandi):

– EVA russa del 27 dicembre 2013 (prima parte, 1,4 GB; seconda parte, 862 MB)
– EVA statunitense del 27 ottobre 2014, ripresa dai russi (prima parte, 3,7 GB; seconda parte, 1,5 GB; terza parte,  526 MB)
– EVA del 27 febbraio 2015 (20 GB)
– EVA del 2 marzo 2015 (15 GB)

I rumori che si sentono in questi video sono quelli trasmessi attraverso le tute o attraverso la struttura della Stazione.

Poteva cancellare tutti i video di Youtube e non l’ha fatto: lo ricompensano con 5000 dollari

Poteva cancellare tutti i video di Youtube e non l’ha fatto: lo ricompensano con 5000 dollari

Giusto un paio di settimane fa vi ho raccontato la vicenda di Laxman Muthiyah, un ricercatore di sicurezza informatica che aveva scoperto che era possibile cancellare qualunque album di foto su Facebook con un semplice comando, lo aveva segnalato ai responsabili del social network ed era stato ricompensato con 12.500 dollari. Adesso arriva un nuovo episodio che dimostra quanto sono fragili i servizi informatici che usiamo sempre più spesso come deposito delle nostre foto, dei nostri contatti e dei nostri video.

Stavolta la falla è emersa in Youtube: l’ha scoperta Kamil Hismatullin, un informatico russo, che si è reso conto che bastava inviare a Youtube una sequenza di caratteri appositamente confezionata per cancellare qualunque video esattamente come se l’avesse cancellato il titolare dell’account Youtube. Prima di spiegarla e illustrarla pubblicamente con un video (mostrato qui sotto), ha informato Google, proprietaria di Youtube, che ha risolto la vulnerabilità e ha ricompensato Kamil con il premio massimo previsto da Google per la scoperta di difetti di questo genere: cinquemila dollari.

Complimenti a Hismatullin per la scoperta del baco, ma soprattutto per la sua capacità di trattenersi dall’usare il suo straordinario potere per cancellare i video che gli stanno antipatici o per compiere estorsioni: per esempio, avrebbe potuto cancellare Gangnam Style e i suoi due miliardi di visualizzazioni come se niente fosse. In effetti l’informatico russo ha ammesso che delle 6-7 ore spese a indagare questa falla, almeno un paio le ha trascorse a lottare contro la tentazione di cancellare tutti i video di Justin Bieber, ma alla fine “nessun video di Justin Bieber è stato maltrattato”.

Nasce YouTube Kids

Nasce YouTube Kids

Youtube è un sito popolarissimo che molti genitori usano come fonte gratuita di cartoni animati e altri video interessanti per i propri figli, ma non tutto il contenuto di Youtube è adatto ai più giovani e sensibili. Spesso il problema sta nei video correlati o proposti durante la visione di un cartone animato, che usano immagini provocanti o scioccanti per attirare i clic dei visitatori.

Per evitare queste situazioni Google ha creato Youtube Kids, una versione di Youtube più sicura e adatta ai bambini. Per ora l’app di Youtube Kids (Android; iOS) è fruibile soltanto negli Stati Uniti, ma presumibilmente verrà resa accessibile anche nel resto del mondo senza dover fare acrobazie particolari.

Icone grandi e semplici, categorie ridotte e video attentamente selezionati e filtrati caratterizzano Youtube Kids insieme a una serie di controlli parentali, come la possibilità di disabilitare la ricerca, impostare dei limiti di tempo e un volume massimo accettabile. I commenti, fonte di tante offese e forme di bullismo, sono automaticamente disabilitati: una scelta che probabilmente avrebbe molto senso anche nella versione tradizionale di Youtube.

Surreale: complottista ricorre al copyright per censurare le sue stesse manipolazioni

Surreale: complottista ricorre al copyright per censurare le sue stesse manipolazioni

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “giuliod*” e “alfredo.alf*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Il mio video che documenta tramite confronto i tagli pesantissimi e faziosi al dibattito con un complottista sugli attentati dell’11 settembre di qualche tempo fa risulta “bloccato a livello globale” da YouTube perché “potrebbe includere clip di proprietà di una terza parte”. Questa terza parte sarebbe, stando a Youtube, “DIVIMOVE”.

Molti lettori hanno segnalato che al posto del video vedono un’immagine come quella qui accanto, che avvisa che “Questo video include contenuti di DIVIMOVE che sono stati bloccati dallo stesso proprietario per motivi di copyright”.

Sinceramente non riesco a capire quali possano mai essere questi “contenuti di DIVIMOVE” in un video che non fa altro che mostrare me, il complottista e il “moderatore” (eufemismo) del dibattito. Fra l’altro, a differenza di un altro caso che mi ha coinvolto, qui non viene indicato il punto nel quale ci sarebbero questi “contenuti”.

Potrei lasciar perdere e ripubblicare il video altrove, su siti meno grossolani di YouTtube in materia di copyright, ma non mi piace mollare e voglio proprio sapere quali sono queste presunte violazioni che avrei commesso.

Così ho avviato la procedura di contestazione.

Ho scelto l’opzione “Il mio utilizzo dei contenuti soddisfa i requisiti legali del fair use o del fair dealing ai sensi delle leggi vigenti sul copyright” e ho precisato che “Il video mostra una _porzione_ di un dibattito _pubblico_, tenuto su Google Hangout, al quale ho partecipato _personalmente_. L’uso legittimo è dato dall’esercizio del diritto di critica ai sensi della legge sul copyright. La critica è il raffronto fra dibattito pubblicato (censurato) e dibattito integrale.”

Nel frattempo mi sono messo in contatto con Divimovie ed è emerso che il mio video di confronto è stato bloccato su richiesta dell’organizzatore/moderatore del dibattito, Tommaso Minniti. Che sorpresa.

Ma guarda un po’: i sedicenti paladini della verità e della trasparenza, quelli che lottano contro il sistema, quelli che contestano le censure ufficiali usano proprio la censura quando c’è un video che mostra i loro trucchetti e le loro manipolazioni.

Complimenti: una bella figuraccia per il Minniti e la sua combriccola di rivoluzionari da tastiera. Se volete esprimergli educatamente il vostro parere, il suo indirizzo di mail è tommasominniti@hotmail.com e questo è il suo canale Youtube.

Aggiornamento (19:45): Il mio video è tornato visibile. Divimove ha pubblicato questi due tweet di chiarimento:

DivimoveIT
@disinformatico Ciao Paolo,fatta chiarezza sulla questione abbiamo sbloccato il video che era stato reclamato quale violazione di copyright
26/08/14 19:23

DivimoveIT
@disinformatico Evidentemente in maniera illecita. Buon proseguimento!
26/08/14 19:24

È interessante notare la dicitura con la quale YouTube ha posto fine alla vertenza: “Your dispute wasn’t reviewed within 30 days, so the copyright claim on your YouTube video has now been released by DIVIMOVE” (“La tua vertenza non è stata riesaminata entro 30 giorni, per cui DIVIMOVE ha sciolto la rivendicazione di copyright sul tuo video su YouTube”). Trenta giorni? Il video è stato bloccato oggi.

Ci ho speso un po’ di tempo, ma ne è valsa la pena per far emergere un’ulteriore conferma dei mezzucci e delle scorrettezze usate dai complottisti. Si sciacquano la bocca con grandi ideali e sono i primi a tradirli. Se avete amici tifosi dei vari Mazzucco e compagnia bella, indicate loro questa vicenda. Anzi, chiedete loro di farsi dire da Mazzucco che ne pensa del comportamento di Minniti.

Youtube, come attivare dei controlli parentali. O quasi

Youtube, come attivare dei controlli parentali. O quasi

Su Youtube c’è un po’ di tutto: tanti video divertenti, tanti cartoni animati che piacciono molto anche ai bambini, ma anche tanti video fatti appositamente per scioccare o spaventare e decisamente non adatti ai giovanissimi.

Purtroppo non c’è un filtro automatico che seleziona i contenuti, per cui capita a genitori e familiari di fare l’errore di lasciare i bambini davanti allo schermo e poi accorgersi che sono esposti a immagini o situazioni decisamente inadatte, per esempio tramite i video correlati che vengono proposti oppure tramite i commenti.

La soluzione migliore è, ovviamente, non lasciare i bambini davanti a Youtube senza accompagnarli, ma se questa strada non è praticabile si può ridurre il rischio di esporli a contenuti inadatti usando le impostazioni di sicurezza di Youtube.

Per prima cosa create un account Google per la persona da proteggere e non datele la password. Poi accedete a Youtube con quell’account e andate in fondo alla schermata iniziale di Youtube, dove troverete un pulsante etichettato Sicurezza, che sarà probabilmente disattivato. Cliccatevi sopra per attivarlo e poi scegliete Attiva e Blocca la modalità di protezione su questo browser. Vi verrà chiesta la password: datela. Ripetete il procedimento per gli altri browser installati, se ce ne sono.

A questo punto i video che sono stati segnalati come inadatti da altri utenti verranno nascosti. Come bonus, anche le ricerche in Google, specialmente per le immagini, saranno filtrate. Non è un sistema perfetto, ma è meglio di niente.