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Licenze da uccidere

Licenze da uccidere

Windows Vista scontato e legale? Google Earth illegale in ufficio? Le stranezze delle licenze software

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “giuliano.gra****” e “brunori”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Ieri sono andato in un negozio dalle parti di Lugano per verificare una diceria che mi era arrivata da amici informatici del posto: Windows Vista OEM, l’edizione che va venduta in abbinamento a un nuovo PC ed è legata a quel PC, sarebbe invece venduta senza problemi anche senza PC. Un bel risparmio, visto che per esempio la versione Premium OEM di Vista costa circa 170 franchi (104 euro) qui, mentre la versione Premium full costa in Italia 580 franchi (359,99 euro) secondo il listino Microsoft.

Il rivenditore mi ha confermato questa prassi e fornito anche i dettagli: la versione OEM si può avere a patto di comperare contemporaneamente un disco rigido di qualsiasi marca oppure un mouse. Ma il mouse dev’essere di marca Microsoft.

Gli ho detto che le pagine Web antipirateria di Microsoft dicono che l’OEM non è vendibile separatamente da un computer, ma ha detto che c’è un “accordo particolare”. Altri rivenditori svizzeri estendono la prassi ad altri componenti, come mainboard e processori. Non occorre comperare un intero computer, dicono.

E’ legale? Il sito italiano di Microsoft sembra parlare piuttosto chiaro: “Attraverso la licenza OEM Windows Vista viene offerto all’utente finale preinstallato sul PC. La licenza OEM non può essere trasferita su un PC diverso da quello su cui viene preinstallata. Lo stesso fa quello francese al quale si viene rimandati visitando l’area antipirateria del sito svizzero di Microsoft. Si parla insomma chiaramente di PC (ordinateur), non di hard disk. Ma la EULA (licenza) di Vista parla di “dispositivo (sistema hardware fisico)” o “partizione hardware”.

INSTALLATION AND USE RIGHTS. Before you use the software under a license, you must assign that license to one device (physical hardware system). That device is the “licensed device.” A hardware partition or blade is considered to be a separate device.

Ho girato la domanda al servizio clienti telefonico di Microsoft in Svizzera e ho ricevuto una conferma interessante: sì, in Svizzera è legale perché la vendita di software OEM separatamente dall’hardware è sancita dalla legge “nei paesi di lingua tedesca” (sic). Per cui in realtà non ci sarebbe neppure il requisito dell’acquisto contemporaneo di hardware. Non solo: il software acquistato in questo modo, mi ha detto il servizio clienti dietro mia domanda specifica, è esportabile e legalmente utilizzabile anche all’estero in tutto il mondo. E’ quindi prevedibile un improvviso afflusso di clienti esteri verso i negozi svizzeri, visto il risparmio di diverse centinaia di euro nel caso di Vista ma anche di altro software.

Ho contattato anche via mail Microsoft Italia e BSA per avere un parere sulla questione, ma finora non ho avuto risposta. Comunque vada a finire, è chiaro che la confusione è facile e il cliente rischia di non sapere se e quando è in regola e di trovarsi nell’infelice situazione di aver pagato centinaia di euro in più inutilmente (va detto che, volendo essere rigorosi, una licenza OEM non è migrabile, mentre una licenza full lo è).

Le cose vanno ben diversamente nel software libero, le cui licenze consentono copia e scaricamento liberi e gratuiti, senza incubi di illegalità e disquisizioni su cosa sia un “PC” e quando quel PC perde la propria identità, come descritto nella “burla del bollino” tempo fa.

Sono tanti i misteri delle licenze del software, che sono probabilmente fra i documenti più diffusi e al tempo stesso più ignorati dell’universo. Non le legge nessuno. Una cliccata su Accetto e via. Ma cosa stiamo accettando di preciso? Andando a frugare nella licenza di Windows Vista, per esempio, salta fuori che si ha diritto al rimborso se non lo si usa, come nelle versioni precedenti (io ne so qualcosa, e ci sono precedenti specificamente svizzeri grazie a Dell):

By using the software, you accept these terms. If you do not accept them, do not use the software. Instead, return it to the retailer for a refund or credit. If you cannot obtain a refund there, contact Microsoft or the Microsoft affiliate serving your country for information about Microsoft’s refund policies.

>Questo potrebbe essere utile per chi compera un PC nuovo (specialmente un laptop) per metterci su Linux o installarci una versione di Windows di cui possiede già regolare licenza.

Ma nel contempo ci sono a volte clausole-bavaglio piuttosto curiose, come questa, tratta sempre dalla EULA di Vista:

9. MICROSOFT .NET BENCHMARK TESTING. The software includes one or more components of the .NET Framework 3.0 (“.NET Components”). You may conduct internal benchmark testing of those components. You may disclose the results of any benchmark test of those components, provided that you comply with the conditions set forth at http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=66406. Notwithstanding any other agreement you may have with Microsoft, if you disclose such benchmark test results, Microsoft shall have the right to disclose the results of benchmark tests it conducts of your products that compete with the applicable .NET Component, provided it complies with the same conditions set forth at http://go.microsoft.com/fwlink/?LinkID=66406.

In sintesi, Microsoft decide se e come posso pubblicare un mio test di un suo prodotto. Interessante. Immaginate questa clausola applicata al cinema: i critici potrebbero recensire i film soltanto alle condizioni decise dal produttore. Una garanzia d’informazione imparziale, direi. L’ultima volta che ho controllato, esisteva ancora il diritto di critica, con o senza il permesso del criticato.

Ma zio Bill non è l’unico a riservare sorprese nelle licenze: ci pensa anche Google, per esempio con Google Earth. Non è permesso usare la versione gratuita o Plus di Google Earth in ufficio:

“Non è consentito eseguire il Software o utilizzare le informazioni geografiche visualizzabili né qualsiasi stampa o schermata generata con il medesimo in ambiente commerciale o professionale o per scopi commerciali o professionali per se stessi o terze parti”

Così dice la EULA. Notate la precisazione “in ambiente”: quindi non è questione di scopo, ma di dove usate Google Earth. Se volete essere legali in ufficio, cacciate fuori 400 dollari.

Ma la licenza più stravagante in assoluto credo sia quella usata da Adobe nel 2000 per il libro elettronico Alice nel Paese delle Meraviglie, che ne vietava la lettura ad alta voce. Il grande Lawrence Lessig pubblicò all’epoca un interessante spiegone, nel quale racconta come Adobe tentò di chiarire che “leggere ad alta voce” non vuol dire “leggere ad alta voce”, “prestare” non significa necessariamente “prestare”, e altre perle del genere. Vale la pena di rileggerlo per capire come le aziende più disparate tentino continuamente di prendere possesso digitale, tramite il DRM, della cultura. Alice è fuori copyright da tempo: nessuno ha il diritto di vietarne la lettura e la copia. Ma loro, i grandi dei media, ci provano lo stesso. Per questo il DRM è male: non solo non fa nulla per frenare la pirateria tradizionalmente intesa, ma consente questo genere di pirateria. Quello in cui i pirati sono le aziende e le vittime sono gli utenti.

Looking Glass, Vista senza Vista

Looking Glass, Vista senza Vista

Grafica cool come quella di Vista su XP? Si può

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Vi piace Aero, l’interfaccia superganza di Windows Vista? Indubbiamente molto carina. Se volete qualcosa di analogo senza dover fare il passo a Vista, date un’occhiata a Looking Glass. E’ un progetto di Sun, distribuito come open source, che usa Java per applicare ai sistemi operativi (Windows XP solo a livello dimostrativo, Linux e Solaris sul serio) un’interfaccia completamente diversa: finestre semitrasparenti e tridimensionali che si possono disporre di sbieco e addirittura ruotare per scrivere appunti sul retro, sfondi altrettanto tridimensionali, una barra delle applicazioni ancora più interattiva e intuitiva di quella di Mac OS X, e molto altro.

Forse, per chi è abituato alle interfacce tradizionali, la novità di Looking Glass può risultare eccessiva e disorientante, ma progetti come questo dimostrano che la grafica sofisticata si può ottenere anche senza ricorrere a computer ultrapotenti come esige Windows Vista. Se poi considerate che questo video dimostrativo risale al 2003, fa impressione pensare quanto tempo ci sia voluto per arrivare dove siamo ora.

Se v’intriga, date un’occhiata al sito ufficiale e al sito contenente i download per Linux, Windows XP e Solaris. Quello per Windows pesa 52 MB, ma se non avete problemi di banda potete anche cimentarvi con il Live CD da 264 MB (solo Linux). Vi sfido a resistere alla tentazione di fingervi Tom Cruise in Minority Report.

Windows OEM senza computer? OK per Microsoft, illegale per BSA

Windows OEM senza computer? OK per Microsoft, illegale per BSA

Legale comperare in Svizzera Windows OEM sfuso? Microsoft: sì. BSA: no

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Nella puntata precedente del Disinformatico radiofonico ho parlato del problema e della confusione che circonda il mondo delle licenze del software, descrivendone le clausole talvolta demenziali che hanno ispirato il titolo Licenze da uccidere della puntata (che è temporaneamente scaricabile in podcast).

In particolare, avevo ricevuto una risposta chiara e inequivocabile dal servizio clienti Microsoft in Svizzera: sì, mi è stato detto, è legale la prassi, diffusa appunto in Svizzera, di vendere da sola la versione OEM di Windows (quella normalmente abbinata a un computer), e una copia acquistata in questo modo è legalmente utilizzabile anche all’estero, con risparmi fortissimi sui costi di licenza. Questa prassi è lecita, ha detto sempre il servizio clienti Microsoft svizzero, nei “paesi di lingua tedesca” (in originale “German-speaking countries”, perché ci siamo parlati in inglese).

Ma avevo girato la stessa domanda anche alla Business Software Alliance, l’organizzazione “leader nella promozione di un ambiente online sicuro e conforme alla legge” e “portavoce dei settori software, hardware e Internet presso gli enti governativi e i consumatori finali nei mercati internazionali” (fonte) che ha fra i propri membri Adobe, Apple, Autodesk, Dell, HP, IBM, Intel, McAfee e la stessa Microsoft. In teoria la BSA dovrebbe sapere quali sono le regole delle licenze dei suoi membri. Eppure la risposta della BSA, giunta dopo la trasmissione, è completamente contraddittoria rispetto a quella di Microsoft.

Il signor Hoeppner, della BSA, mi ha infatti risposto che tutto dipende dalla lingua della versione di Windows Vista OEM. Se è una versione in tedesco, l’offerta di acquisto “potrebbe anche essere autentica e legale”. Ma “con tutte le altre lingue, tuttavia, la vendita di versioni OEM di Vista è permessa soltanto insieme all’hardware associato”.

E’ possibile che per “hardware associato” si intenda anche soltanto un disco rigido o un mouse, come dicono i rivenditori? Mistero. Resta il fatto che alla fine della fiera, il consumatore resta totalmente disorientato. Se neppure Microsoft e BSA sanno cosa è legale e cosa non lo è, che speranze ha l’utente di avere la certezza di essere in regola?

Sono regole confuse e contraddittorie come queste che stimolano il disinteresse verso il rispetto delle licenze e la disinvoltura nei confronti della pirateria del software e al tempo stesso spingono gli utenti che vogliono essere onesti verso le soluzioni semplici del software libero, che è copiabile, scaricabile, distribuibile senza alcuna limitazione.

Radio: TV via Web con Joost, Democracy, Zattoo

Radio: TV via Web con Joost, Democracy, Zattoo

Disinformatico radio: prove su strada della TV via Web, crack-bufala di Windows, biplani a New York

Che cosa ci fa un biplano in cima a un grattacielo di New York, trovato in Google Earth? Atterraggio spettacolare, trovata pubblicitaria, illusione ottica?

E’ la chicca della puntata del Disinformatico radiofonico, che per il resto è dedicata alla televisione via Web, con le prove pratiche di Zattoo, Joost e Democracy Player.

Ci sono novità, però, anche per Youtube, e si parla dell’annuncio di un sistema per violare l’anticopia di Windows. Quest’ultima notizia è una bufala, ma il fatto che sia stata presa sul serio la dice lunga sull’opinione generale riguardo i sistemi anticopia.

La trasmissione è in diretta sulla Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana, ricevibile anche in streaming e in differita tramite podcast.

I cursori animati minacciano persino Vista

Patch d’emergenza per Windows: i cursori animati lo mandano in tilt

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Microsoft ha pubblicato un avviso di sicurezza riguardante una falla importante in Windows XP e, in misura minore, anche in Windows Vista. La pezza apposita dovrebbe uscire oggi, secondo ZDNet, a testimonianza della gravità del problema (di solito Microsoft rilascia gli aggiornamenti di sicurezza una sola volta al mese, in blocco).

La falla consente a un cursore animato (file .ANI), annidabile in un e-mail o in una pagina Web visitata con Internet Explorer 6 o 7, di causare un buffer overflow sfruttabile dai vandali della Rete per infettare i computer e usarli per ulteriori attacchi virali o campagne di spam. La falla viene già sfruttata da almeno un worm e da alcuni spammer e si diffonde anche tramite chiavette USB e altri supporti, come riferiscono F-Secure e McAfee.

Aggiornamento (4/4/2007): Zdnet segnala che anche Firefox è vulnerabile a questa falla se usato sotto Windows (anche Windows Vista); non disponendo del Protected Mode di IE, Firefox consente un accesso ai dati dell’utente più esteso rispetto a IE in Protected Mode sotto Vista (con IE, l’intruso può “soltanto” leggere i dati dell’utente; con Firefox può anche modificarli). Sul sito di Determina.com trovate un’animazione (non un cursore animato!) che dimostra IE e Firefox su Vista alle prese con questa falla. Va notato che per Firefox si tratta di un proof of concept, ossia di codice dimostrativo, attualmente non circolante in Rete, ma è comunque una dimostrazione eloquente: come spiega l’animazione, Firefox si appoggia a Windows per la gestione dei cursori animati.

Il blog di McAfee presenta inoltre un video molto eloquente di Vista alle prese con un cursore animato ostile: il crash e riavvio, nota McAfee, non è quello che avviene negli attuali attacchi via Web, ma è comunque una dimostrazione chiara della vulnerabilità. Trend Micro descrive la falla qui.

Microsoft, secondo quanto riferito dal SANS Internet Storm Center, dice che gli utenti di IE7 con il Protected Mode sono protetti, e che gli antivirus aggiornati sono in grado di rilevare la minaccia. Gli utenti di Outlook 2007 sono protetti, come lo sono quelli di Windows Mail su Vista se non inoltrano l’e-mail infetto, mentre gli utenti di Outlook Express restano vulnerabili persino quando leggono la posta in formato “testo semplice”.

La raccomandazione, come al solito, è evitare di navigare con Internet Explorer, bersaglio preferito dei vandali, e sostituirlo con Opera, Firefox* o Mozilla.

*Aggiornamento (4/4/2007): Firefox resiste alla falla circolante, ma è vulnerabile (sotto Windows) al codice dimostrativo di Determina.com citato sopra, che usa i cursori animati come vettore d’infezione.

La falla è uno smacco per Microsoft, che ha puntato molto sulla sicurezza come motivo d’acquisto di Vista; vedere che anche Vista è così facilmente bucabile potrebbe indurre a qualche ripensamento, soprattutto all’altezza del portafogli.

ASUS infettata dal cursore animato

ASUS infettata dal cursore animato

Il sito taiwanese di Asus infettato dal virus del cursore animato

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La società antivirale Kaspersky conferma che il sito del notissimo produttore di hardware Asus è stato infettato da un virus che sfrutta la falla del cursore animato in Windows. Le pagine infette sono al momento disattivate. Alcuni dettagli dell’infezione di Asus sono pubblicati da Dynamoo, e a quanto pare non è la prima volta che Asus si fa beccare con le mutande calate.

Le ragioni per cui Microsoft ha rattoppato la falla con così tanta fretta sono ora ancora più evidenti: gli utenti possono infettarsi anche visitando siti rispettabili. Quindi scaricate e installate senza indugio l’aggiornamento di sicurezza, anche se in alcuni casi (segnalati nei commenti al mio articolo precedente sulla falla) l’aggiornamento stesso può causare problemi. La falla non si presenta nei sistemi operativi diversi da Windows.

Radio: paura Wifi, crack di Vista, Ratzinger vs Google

Disinformatico radio stamattina: in arrivo il panico da Wifi, Vista craccato più facile di XP, il Vaticano molestato da Google, addio alle audiocassette

Stamattina alle 11 ci sarà il consueto appuntamento con l’edizione radio del Disinformatico, in onda in diretta sulla Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana, ricevibile anche in streaming in tempo reale (Real Audio) e in differita come podcast. Ecco i temi di oggi:

  • preparatevi alla paranoia da Wifi: i soliti incompetenti lanciano allarmi sulle radiazioni elettromagnetiche emesse dalle connessioni Internet senza fili.
  • Windows Vista craccato, e in una forma ancora più semplice di quella di XP, ma questo non è certo un bene.
  • Lezione magistrale di Internet al Vaticano: la protesta contro la possibile messa in onda i Italia di un documentario della BBC sugli abusi di minori da parte di religiosi si rivela un clamoroso autogol quando gli utenti della Rete pubblicano il documentario, sottotitolato in italiano, su Google Video.
  • Addio alle audiocassette: spariranno presto dal mercato per obsolescenza. Breve storia di questo supporto, che diede il via all’informatica hobbistica di massa.
Vista craccato, più facile di XP

Vista craccato, più facile di XP

Anticopia di Windows Vista bucato, ma occhio alle sorprese

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “vincenza.s” e “adele_c”.

La protezione contro la copia di Windows Vista è stata completamente scavalcata, secondo quanto riferito da The Inquirer. Il gruppo denominato NoPE sembra essere riuscito a fare quello che gli altri appassionati di cracking non erano riusciti a fare: trovare una maniera semplice di sproteggere Windows Vista. Erano già in giro alcune tecniche che consentivano di rinviare in eterno l’attivazione e altre diavolerie anti-anticopia, ma erano tutte molto macchinose.

Questa, invece, sarebbe ancora più semplice della versione pirata di Windows XP, per la quale occorreva sempre digitare un numero di serie. Windows Vista usa un’installazione basata su un’immagine del disco, e NoPE avrebbe alterato direttamente quest’immagine per togliere la protezione anticopia: in parole povere, è sufficiente copiare quest’immagine a un DVD per ottenere Vista sprotetto e installabile ovunque (requisiti hardware permettendo).

Questa non è affatto una buona notizia come alcuni taccagni e pirati incalliti potrebbero pensare. Non solo dimostra ancora una volta che le protezioni anticopia sono inutili (anzi, costituiscono una sfida allettante) e causano disagi soltanto agli utenti onesti; ma rischia di essere un forte disincentivo all’adozione di soluzioni alternative. Finché Windows, col suo carico di lucchetti digitali (DRM), rimane copiabile, la scorciatoia più pigra (e illegale, ma tollerata da zio Bill) sarà piratarlo invece di prendere il toro per le corna e passare al software libero. Se fossi un complottista, direi che le protezioni anticopia sono fatte su misura per ottenere quest’effetto: difficili quanto basta per essere allettanti, ma scavalcabili quanto basta per mantenere il monopolio sul mercato.

Un’altra ragione per cui la sprotezione di Vista non è una buona notizia è che come in qualsiasi software di dubbia provenienza, anche nelle copie pirata di Vista può essere annidata qualunque forma di malware. Per cui chi pensa di fare il furbo piratando, rischia di essere fesso due volte: la prima perché mantiene la propria dipendenza, la seconda perché insieme al software pirata installa porcherie devastanti per lui e per gli altri.

Aggiornamenti di Windows usati come canale d’infezione

Aggiornamenti di Windows usati come canale d’infezione

Jowspry, il virus che sfrutta Windows Update

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La CA e altre società informatiche segnalano la circolazione, per ora limitata, di un virus innovativo, battezzato Jowspry, che utilizza un nuovo canale d’infezione: l’aggiornamento di Windows.

Jowspry dovrebbe essere già riconosciuto dagli antivirus aggiornati, ma vale la pena di parlarne per la sua originalità. Come descritto da CA, Jowspry è più propriamente un trojan, ossia un programma che sembra avere una funzione innocua ma in realtà agisce dietro le quinte: nel caso specifico, scarica da Internet del software ostile.

La novità sta nel fatto che lo scaricamento avviene utilizzando il servizio BITS (Background Intelligent Transfer Service) di Windows: quello che si occupa dello scaricamento degli aggiornamenti. Poiché fa parte del sistema operativo, è considerato fidato da Windows ed è quindi in grado di scavalcare eventuali firewall locali. Inoltre l’uso di questo programma non fa scattare nessuno dei normali allarmi, perché la sua azione fa parte delle funzioni normalmente previste.

I dettagli tecnici sono pubblicati anche da Symantec e da Frank Boldewin su Reconstructer.org, insieme a del codice dimostrativo (proof of concept). La tecnica in sé non è una novità assoluta, nota Symantec, ma è Jowspry è il primo esemplare trovato in circolazione. Al momento non esistono contromisure a parte la prevenzione: infatti Jowspry deve prima infettare la vittima Windows convincendo l’utente a farsi eseguire, usando le tecniche tradizionali, e soltanto dopo utilizza BITS per scaricare altro codice ostile.

Occhio al falso bollettino di sicurezza Microsoft

Occhio al falso bollettino di sicurezza Microsoft

Cavallo di Troia nella mail che si spaccia per aggiornamento Microsoft

Evitate tassativamente di cliccare sui link presenti in qualsiasi e-mail che s’intitola “Microsoft Security Bulletin MS07-0065” e dice di offrire un aggiornamento di sicurezza per Windowsm scaricabile tramite il link fornito. Il link, infatti, porta in realtà a un cavallo di Troia (Trojan horse) e ovviamente non è affatto originato da Microsoft, ma da uno spammer che sta intasando le caselle di posta di tutti.

Il messaggio è particolarmente persuasivo perché contiene il logo di Microsoft e terminologia dall’aria molto seria e tecnica: sfrutta insomma il social engineering per far abbassare la guardia all’utente, e soprattutto fa leva su coloro che magari si ritengono un po’ meno sprovveduti perché sanno l’inglese e sanno che è importante aggiornare sempre il proprio sistema operativo con le patch di sicurezza.

Maggiori dettagli sono qui (in inglese): The Register, The Inquirer e soprattutto Sophos (con immagine del messaggio-trappola). Non ha comunque effetto su chi usa sistemi operativi differenti da Windows.