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Esce Windows Vista, che fare? Qualche consiglio d’acquisto

Esce Windows Vista, che fare? Qualche consiglio d’acquisto

Questo articolo vi arriva grazie alla
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straordinaria di “michelangelo.bever****”. L’articolo è stato aggiornato
dopo la pubblicazione iniziale.

Finalmente
Windows Vista
arriva nei negozi e molti si pongono il dubbio se valga la pena di acquistare
Vista, aspettare direttamente un computer nuovo o addirittura passare alle
alternative come Mac o Linux. O magari restare con Windows XP.

Punto Informatico ha un
articolo molto esauriente
sull’argomento, che vi consiglio di leggere fino in fondo: esplora le
questioni dei prezzi delle numerosissime versioni di Vista, che non
mancheranno di suscitare confusione negli utenti (occhio, la grafica
superfighissima di Vista, denominata
Aero, non è disponibile nella
versione Basic); i requisiti di sistema davvero notevoli del nuovo sistema
operativo (512 MB di RAM sarebbero sufficienti secondo Microsoft, ma Dell
raccomanda almeno 2 giga; ci vuole una signora scheda grafica per avere tutti
gli effetti estetici di Aero); le questioni del Trusted Computing/ex Palladium
e dei sistemi anticopia, che finalmente (si fa per dire) Vista implementa in
grande stile, e molto altro ancora.

Se non avete tempo per leggere tutto l’articolo-indagine di PI e vi fidate di
un consiglio di uno come me che ha mollato Windows dalla disperazione anni fa
ma lo tiene d’occhio per evitare che morda a sorpresa o si ravveda (non si sa
mai), conviene assolutamente aspettare il momento in cui volete comperare un
computer nuovo, e poi pensarci su ancora.

Se invece siete maniaci della novità a tutti i costi e vi va di scucire da 99
euro/199 CHF in su (versione Basic Upgrade studenti) fino a 600 euro/849 CHF
(versione Ultimate), accomodatevi; ma prima assicuratevi che il vostro
computer regga il peso e i requisiti di Vista, usando il
test di Microsoft. I risultati, anche su macchine molto brillanti, possono portare sorprese,
come racconta
The Register. Non è questione di pura potenza.

Fra l’altro, al momento in cui scrivo, la
versione italiana dell’annuncio Microsoft
ha un link rotto (“Windows Vista home page”
attualmente linka
questo URL inesistente
invece di linkare la
pagina giusta).

Anche nel momento in cui siete a caccia di un computer nuovo, comunque, vale
la pena di valutare l’ipotesi di passare al Mac (aspettando un paio di mesi
per avere Leopard, la nuova versione del sistema operativo Apple) o a Linux,
che hanno già da tempo tutte le principali caratteristiche grafiche e tecniche
di Vista ma non hanno un’orda di virus che li vuole aggredire (compresa la
vantata distinzione fra utenti amministratori e utenti-e-basta). Per usare
Vista bisogna comunque reimparare parecchie cose, per cui tanto vale investire
lo sforzo verso qualcosa di meno restrittivo.

Sì, perché il vero problema di Vista è che è infarcito di lucchetti digitali:
se non avete il monitor giusto, la stampante giusta e tutti i componenti
multimediali benedetti da Hollywood e dai discografici, Vista vi impedirà di
vedere e ascoltare certi prodotti legittimamente acquistati. Uno stream video
in alta definizione, per esempio, verrà degradato e mostrato a bassa
risoluzione, se Vista (e l’emittente) decide che non si fida del vostro
hardware (HDMI, HDCP),
anche se siete utenti legittimi dello stream; idem per l’audio. Questo è il
trusted computing tanto
preannunciato: altro che
“informatica di cui fidarsi”, questa
è informatica che non si fida dell’utente. Ecco perché nascono siti come
DefectiveByDesign.org
che fanno campagne contro questi lucchetti, come
Bad Vista (nella foto).

Nessun problema, invece, per i video e brani audio autoprodotti: Vista li
presenterà senza distorsioni o lucchetti. Lo stesso vale, inevitabilmente,
anche per film e canzoni piratate, che per definizione non hanno sistemi
anticopia. Siamo arrivati, finalmente, alla dimostrazione concreta del
paradosso del DRM: l’utente che cerca di essere onesto viene punito
anche quando ha comperato la copia legale del film o disco, se per disgrazia il suo megatelevisore, monitor o impianto audio ultimo
grido non è compatibile. O se qualcuno decide che non deve esserlo, anche se
in realtà non c’è alcun ostacolo tecnologico. Il mio 32 pollici LCD da
battaglia, comperato l’anno scorso, riproduce benissimo i filmati HD non
protetti, ma non quelli con l’anticopia, perché gli manca il Magico Connettore
Approvato. Sì, lo sapevo quando l’ho comprato; non butto soldi per hardware
coi lucchetti, grazie. So come girarci intorno. E lo sanno anche i pirati, per
cui è tutto un esercizio inutile.

E che dire per la sicurezza? Zio Bill ne fa un elemento portante di Vista, e
non c’è dubbio che parecchie falle siano state turate. Vista sarà certamente
più sicuro (o meglio, meno insicuro)
di XP. Ma nei circuiti della criminalità organizzata c’è già chi
vanta e vende exploit per Vista. Ed è recentissima la notizia che i sistemi anticopia di Vista sono già
stati bucati in parte da
Alex Ionescu. Per non parlare
del fatto che già si prevede un Service Pack “di elevato impatto” entro fine
2007, come dice Punto Informatico.

E poi c’è la menata dei controlli antipirateria, che arrivano al punto di
paranoia
che se avete la versione Upgrade e per qualsiasi motivo vi tocca reinstallare,
dovete prima installare XP e poi
Vista. Un bel macello, se si considera che a titolo di confronto, né Mac OS X
né Linux hanno questo genere di limitazioni.

Se volete restare fedeli a XP, magari perché avete programmi o hardware
incompatibili con Vista, potete continuare a farlo fino al
2014, data in cui Microsoft cesserà totalmente il supporto a XP (e tanto il mondo
finisce nel 2012,
secondo i Maya). Se avete un computer nuovo sul quale trovate preinstallato Vista ma volete
mettere XP (che girerà velocissimo sui computer capaci di far andare Vista),
potete fare un downgrade legale, ma
soltanto a patto di avere una licenza Open o Select oppure (per Vista OEM) una
licenza di Vista Business o Ultimate, secondo i
dati Microsoft.

Ma se fossi in voi, coglierei l’occasione per dire
basta ai soprusi, alle imposizioni,
alla corsa all’hardware e ai lucchetti inutili e cambiare una volta per tutte.

Addio, Windows Vista

Addio, Windows Vista

Credit: Wikipedia.

Il 12 aprile scorso Microsoft ha rilasciato gli ultimi aggiornamenti pubblici di sicurezza per Windows Vista. Ultimi nel senso che dopo questi non ce ne saranno più, e chi continua a usarlo su computer esposti a Internet sarà senza protezione contro le falle che verranno scoperte in futuro.

Per dirla come va detta: se state ancora usando Windows Vista su un computer interconnesso, state cercando guai. Vista fu messo a disposizione del pubblico il 30 gennaio 2007, dieci anni fa: una vita, ai ritmi dell’informatica.

Già all’epoca ci furono parecchie lamentele dei consumatori, soprattutto al debutto, per i driver che non funzionavano, i sistemi “antipirateria” integrati e la compatibilità software traballante, peggiore di quella di Windows XP, tanto che molti utenti rimasero appunto a XP invece di aggiornarsi. Paradossalmente, alcuni di questi problemi furono causati dallo sforzo di Microsoft di aumentare la sicurezza online del proprio sistema operativo, che all’epoca era sotto attacco costante.

Le cose migliorarono col passare del tempo e le novità di sicurezza (lo UAC o User Account Control, per esempio) introdotte con Vista gettarono le basi per il successo di Windows 7, messo in vendita nel 2009 e ancora installato nostalgicamente su molti computer di oggi.

Nel frattempo, e anzi contemporaneamente, Microsoft ha rilasciato l’aggiornamento Creators Update di Windows 10, ricco di novità importanti in primo piano e dietro le quinte (anche nella gestione della privacy, fonte di molte critiche).

Le recensioni di Windows 10 sono generalmente positive, e in particolare in questa versione del sistema operativo c’è un segno dei tempi che sarebbe sembrato impossibile ai tempi di Windows Vista: la possibilità di usare la shell bash di Linux sotto Windows, che consente di dare comandi nello stile potente ed ermetico di Linux senza dover installare nulla. Cose che forse non appassioneranno l’utente Windows medio, ma che mandano in solluchero chi usa l’informatica per lavoro.

Schermo nero della morte per Windows 7?

Schermo nero della morte per Windows 7?

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2009/12/02 12:50.

Vari siti specialistici e anche siti generalisti come la BBC stanno segnalando un problema che a quanto pare potrebbe affliggere milioni di utenti di Windows 7 ed è stato battezzato affettuosamente lo Schermo Nero della Morte.

In pratica, all’avvio di Windows 7 lo schermo risulta completamente nero dopo aver fatto login: niente desktop, taskbar o barra laterale, ma (quando va bene) solo una finestra di Explorer. Questo rende comprensibilmente piuttosto difficile lavorare. Il problema riguarda anche Windows Vista, XP, NT, e 2000.

La società di software Prevx ha predisposto un rimedio temporaneo e parziale. La causa sembra essere uno dei recenti aggiornamenti di Windows, quello del 25 novembre, che ha cambiato la gestione del Registro. Cercando negli archivi Microsoft si trovano delle informazioni per XP, che però sembrano riguardare un altro problema che produce una schermata nera. Secondo InformationWeek, Microsoft per ora si limita a dire che “sta investigando le segnalazioni” e che a indagine completata fornirà “istruzioni dettagliate su come prevenire o gestire queste problematiche”.

Ne siete stati colpiti? Avete maggiori informazioni? Una foto o un video? Non vorrei che fosse una tempesta in un bicchier d’acqua. Fate le vostre segnalazioni nei commenti.

Soprattutto una raccomandazione: non fidatevi di siti Web sconosciuti che offrono rimedi per questo problema. I parassiti e criminali della Rete stanno già approfittando della notizia.

Aggiornamento 2009/12/01 ore 21:10

A quanto risulta dalle ultime notizie (Cnet.com) e dai vostri commenti, il problema è piuttosto circoscritto e di certo non sta causando disastri planetari. Alcuni utenti di Slashdot confermano di essere stati colpiti momentaneamente dal baco. Microsoft Technet ne discute con gli utenti qui.

Aggiornamento 2009/12/02 ore 00:10

Il Microsoft Security Response Center dice che gli aggiornamenti di Windows di novembre non sono collegati allo “schermo nero della morte” in questione, che il meccanismo proposto dalle fonti che hanno segnalato il problema (una modifica ai permessi del Registro) non c’è negli aggiornamenti suddetti (“none of these updates make any changes to the permissions in the registry. Thus, we don’t believe the updates are related to the “black screen” behavior described in these reports.”): la causa potrebbe essere un malware. Inoltre, sempre secondo il MSRC, il problema non è molto esteso.

Aggiornamento 2009/12/02 ore 12:50

Prevx chiede “scusa a Microsoft per eventuali disagi causati” dal suo articolo e conferma che le patch recenti di Windows non c’entrano nulla con lo Schermo Nero della Morte.

Fonti aggiuntive: Hwupgrade.it
Nuovo Windows, ritardi in Vista; il video dell’iPod secondo Microsoft

Nuovo Windows, ritardi in Vista; il video dell’iPod secondo Microsoft

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Vista, la prossima versione di Windows, slitta ancora, di altri due mesi circa, nella sua versione per clienti non professionali. Lo riferiscono la BBC e Ars Technica. Secondo Jim Allchin, di Microsoft, la consegna della versione consumer di Windows Vista avverrà a gennaio 2007, ossia dopo il periodo delle vendite natalizie, invece che nella seconda metà del 2006 come annunciato.

È l’ennesimo ritardo di Vista, che strada facendo ha perso pezzi importanti (compresa, per fortuna, la contestata funzione di Trusted Computing un tempo nota come Palladium) ed era previsto per il 2003. Non era mai successo che Microsoft lasciasse trascorrere cinque anni tra versioni successive del proprio sistema operativo. The Register ha pubblicato una cronologia dettagliata delle promesse e degli annunci non mantenuti.

La motivazione ufficiale è la necessità di ulteriori ritocchi alla sicurezza, cosa apparentemente in contrasto con il fatto che la versione business di Vista sarà disponibile prima della fine dell’anno.

E a proposito di versioni, Vista ne avrà ben sei, tanto per rendere la vita facile a chi deve (o vuole) acquistarlo: tre per gli utenti domestici, due per le aziende e una per i “mercati emergenti”. Non si sa nulla, per ora, dei rispettivi prezzi.

Se volete consolarvi del ritardo e della confusione che arrivano da Redmond, ho le prove che in casa Microsoft alberga ancora il senso dell’umorismo (anche se a volte si ha l’impressione che l’abbiano archiviato su nastro): sta circolando da qualche tempo un video che illustra meglio di mille parole di analisi la differenza di atteggiamento fra Apple e Microsoft.

Il video immagina come Microsoft avrebbe realizzato la confezione di un suo ipotetico iPod. Da un lato, gli infiniti orpelli tipici dei prodotti di zio Bill (tanto che alla fine non si vede più l’immagine del prodotto da vendere); dall’altro, lo stile asciutto ed essenziale di Apple. Guardatelo su Google Video e ridete.

Il bello è che il video, veramente ben fatto, è stato realizzato da Microsoft. Lo conferma Tom Pilla, portavoce di Microsoft, al sito iPod Observer (ebbene sì, esiste un sito che osserva e disquisisce sugli iPod). “Era un video clip soltanto per uso interno” dice Pilla, “commissionato dal nostro [reparto] packaging per evidenziare scherzosamente le sfide che affrontiamo riguardo la preparazione delle confezioni e per educare gli addetti al marketing su quali sono le trappole del loro settore”.

Windows Vista e “Le Iene”

Windows Vista e “Le Iene”

Le Iene mordono Windows Vista

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

La trasmissione televisiva Le Iene di Italia 1 mi ha invitato negli studi di Cologno Monzese (nella foto vedete la parte “rustica” che non va mai in onda; la TV è davvero tutta finzione) per un’intervista realizzata con il loro consueto stile: raffica di domande in fila, tre secondi per rispondere, montaggio serratissimo (è per questo che a volte sembra che io risponda prima che arrivi la domanda).

Io mi sono divertito molto a fare il punto su Windows Vista, nel bene e nel male (principalmente nel male). Spero si sia divertito altrettanto Fabrizio Albergati, Responsabile Windows Business Group di Microsoft Italia: la sua interVista è qui.

Le interviste delle Iene giocano molto col montaggio, per cui tenete presente che praticamente tutte le mie risposte (e, presumo, quelle date da Albergati) erano molto più articolate di quelle che sentite nel video (il programma che “confessavo” di aver scaricato era OpenOffice.org, per esempio; il film scaricato era la versione originale, quella razzista, di Fantasia).

Prendete quindi il tutto come un momento di divertimento, come si addice alla trasmissione, non certo come una guida formale alla scelta di un sistema operativo. Vale comunque la pena di notare alcuni spunti dell’intervista di Albergati:

  • Dice che Vista costa “esattamente gli stessi soldi” di XP, che costava “249 euro nella versione Professional”. 249 euro è il prezzo di XP con licenza Full (non preinstallato e non upgrade). Ma sul sito Microsoft, Vista ha una gamma di prezzi, per le versioni full, che varia da 217 euro (261 euro IVA inclusa) per la Basic a ben 475 euro (570 euro IVA inclusa) per la Ultimate (fonte). E’ una bella differenza.
  • A proposito dei 99 euro della versione Academic proposta come soluzione a basso costo, va detto che si tratta di una licenza sottoscritta dalle scuole. Forse Albergati si riferiva alla licenza per studenti: in tal caso, va ricordato che scade quando non si è più studenti è utilizzabile solo per fini domestici e non per scopo di lucro (grazie a thethousand per la verifica presso il Servizio Clienti Microsoft).
  • E’ molto interessante il dato sui PC attualmente in grado di far funzionare Vista: Albergati dichiara il 66%, ma è un dato riferito alla versione “leggera” di Vista (quella senza gli abbellimenti grafici che vedete nelle pubblicità): la versione completa di abbellimenti (Aero) è gestibile dal 22% degli attuali PC.
  • Albergati dichiara che sviluppare Vista è costato dieci miliardi di dollari.
  • Il numero alto e confusionario di versioni è dovuto a “richieste di mercato”. Si vede che il mercato al quale si rivolge Mac OS X (una versione sola, full optional) è davvero differente.

Aggiornamento: Santo cielo, sono finito su The Pirate Bay. Ho corretto la questione della licenza studenti: Microsoft, nella sua pagina relativa alla licenza, dice che la licenza stessa “non ha alcuna validità legale nel caso in cui l’utente non rientri nella definizione sottostante”. Io la interpreto come “quando non sei più studente, la licenza non è più valida”, ma il Servizio Clienti ha dichiarato a un lettore, thethousand, che “la validità della licenza rimane anche quando sono terminate [le] condizioni per l’acquisto poichè la licenza è perpetua. Come tale rimangono anche le limitazioni all’utilizzo escusivamente domestico e non per scopo di lucro”.

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “roberto.orto****” e “giancarlo.ven****”.

Windows 7: più sicuro, ma non abbassate la guardia

Windows 7: più sicuro, ma non abbassate la guardia

Windows 7 vulnerabile a 8 virus su 10

Lo dice Sophos, non lo dico io: la società di sicurezza informatica ha installato una copia fresca di Windows 7 su un PC intonso, configurandolo in maniera standard, con la protezione User Account Control (UAC o Controllo Account Utente) attivata, ma senza installare un antivirus.

Poi ha preso dieci campioni di virus recenti a caso e li ha dati in pasto a Windows 7. Due virus non hanno funzionato del tutto; un terzo è stato bloccato dal Controllo Account Utente.

Morale della favola: continua a essere indispensabile utilizzare un antivirus ed è meglio non farsi ammaliare dalle pubblicità che parlano di maggiore sicurezza. La sicurezza sarà sì maggiore rispetto a quella del predecessore Vista, ma non è assoluta, per cui le buone abitudini non vanno abbandonate.

Secondo i dati di Netmarketshare.com correnti, il 92,5% dei computer al mondo usa una versione di Windows. Vista è al 19%, XP resta dominante al 70.5% e Windows 7 debutta con un 2%. Questi numeri indicano che ci sono ancora milioni di utenti con vecchie versioni di Windows, che sono quindi maggiormente esposti a rischi d’infezione; ma come dimostra l’esperimento di Sophos, anche chi usa l’ultimissima versione di Windows non può dormire sonni troppo tranquilli e deve restare vigile.

Il prossimo Windows si chiamerà Vista

L’annuncio è stato dato ieri 22 luglio: il nome ufficiale del futuro Windows, finora noto con la designazione provvisoria “Longhorn”, sarà Windows Vista. La beta 1 di Windows Vista sarà disponibile, dice Microsoft, il 3 agosto prossimo.

Secondo la pagina ufficiale di Microsoft, la versione definitiva arriverà “nel 2006”.

Inevitabilmente i maligni già si lanciano in parodie. C’è chi si chiede se sia un’allusione alla frase resa celebre da Schwarzenegger in Terminator 2, o se l’“Hasta la Vista” sia un messaggio subliminale per significare l’addio all’informatica di zio Bill.

Altri pensano che l’addio sia invece quello che daranno gli utenti di Vista ai propri diritti d’uso dei filmati, DVD e brani musicali protetti dai sistemi anticopia, rafforzati in Vista.

I meno paranoici, invece, ritengono che il nome sia un modo efficace per dire che il nuovo prodotto includerà, come al solito, una montagna di errori (cosa tipica di quasi tutti i nuovi prodotti, non solo quelli di Microsoft). Da qui il nome Windows… Svista.

Panico per l’antipirateria di Windows Vista

Panico per l’antipirateria di Windows Vista

Vista piratato si disattiverà da solo, dice una rivista. Panico generale, ma è una bufala che la dice lunga

La rivista informatica australiana PC World è incappata in una bufala che rivela molte verità sulla situazione della pirateria software e della diffusa dipendenza da software revocabile.

PC World ha pubblicato, insieme a Computerworld, questo articolo, che riferisce di un e-mail che sarebbe stato inviato da un rappresentante Microsoft a un grande distributore OEM di Windows Vista per avvisare che le copie pirata di Vista sarebbero diventate subito inservibili: lo schermo del PC sarebbe diventato nero.

Ecco la traduzione dell’e-mail:

Buon pomeriggio, a partire da questa settimana, la Microsoft ha attivato una funzione di Vista denominata “Reduced Functionality” [“Funzionalità ridotta”, N.d.T]. Si tratta di una funzione specifica di Vista che disattiva efficacemente le copie non originali di Windows. Pertanto, chiunque abbia una copia pirata di Vista subirà:

Una schermata nera dopo 1 ora di navigazione
Assenza di menu Start o barra delle applicazioni
Assenza di desktop

Siete pregati di comunicare quest’iniziativa antipirateria di Microsoft ai vostri rivenditori. Si noti che questa funzione è stata attivata solo da poco in Vista in tutto il mondo e che quindi qualsiasi problema con le versioni non originali inizierà a presentarsi da questo momento in poi.

Microsoft ha smentito rapidamente, per esempio alla rivista Wired, dicendo che non erano stati distribuiti aggiornamenti al sistema antipirateria di Vista. In effetti la Reduced Functionality esiste, ma non si comporta nel modo descritto dalle riviste australiane: si attiva quando le chiavi di autorizzazione di Vista non vengono accettate. Se Vista va in modalità Reduced Functionality, dice Wired, il menu Start e le icone del desktop scompaiono e lo sfondo del desktop diventa nero. Ma ci sono comunque trenta giorni di preavviso.

Qui trovate un’animazione che mostra il desktop nero e che alcuni hanno interpretato come una conferma dell’appello.

Si tratta insomma di un falso allarme, la cui plausibilità e accettazione anche da parte di chi dell’informatica fa il proprio pane quotidiano rivelano una situazione di fondo molto interessante.

Nonostante la tolleranza della pirateria software sia notoriamente uno dei mezzi preferiti dalle società di software per conquistare nuovi mercati (Cina, per esempio), a nessuno desta dubbi o sorpresa l’idea che una società di software possa decidere di disattivare da remoto le versioni pirata del proprio software. Sarebbe un suicidio commerciale, ma sembra quasi che non si voglia ammettere questo segreto di Pulcinella.

Un altro aspetto interessante è che nessuno sembra obiettare all’idea di una disattivazione arbitraria delle copie che un sistema automatico ritiene illegali, ma che non è detto che lo siano, date le segnalazioni di “falsi positivi” che accompagnano spesso i sistemi antipirateria.

Che cosa succede se per un disguido tecnico le copie del software usato da un’azienda vengono classificate come pirata? E che si fa se il software non è in grado di collegarsi via Internet al sistema di autenticazione? Chi paga il disagio e il lavoro perduto? Indovinate un po’. Per questo, qualsiasi software che “chiami casa” continuamente per essere autorizzato costituisce un rischio in più per la produttività.

Come viene visto Vista dai media

Come viene visto Vista dai media

Vista visto da BBC e TSI. E da Repubblica

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “p.alonso” e “andyxgeo”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A differenza di certe recensioni che incensano Windows Vista senza spirito critico, vorrei segnalare un paio di esempi di come si può presentare giornalisticamente un prodotto senza prostituirsi e magari anche fornendo un servizio agli utenti/spettatori.

Date un’occhiata al servizio del Quotidiano di ieri (ci sono anch’io, peccato sia stata tagliata la questione del DRM che ho toccato) alla TSI (56k, 256k) e a questa serie di video della BBC. In particolare, la presentazione delle due ore d’installazione upgrade con cinque reboot e l’atteggiamento per nulla ossequioso del giornalista che fa una prova pratica invece di leggere un comunicato stampa, dovrebbero essere materia di studio obbligata per i Panerai del mondo.

Vale la pena anche di segnalare la coraggiosa recensione di Repubblica (che quando vuole sa scrivere d’informatica), dalla quale cito un punto da ponderare (le evidenziazioni sono mie):

il nuovo sistema di Microsoft conterrà un set di tecnologie chiamate Output Protection Management, che, attraverso un complesso meccanismo di verifiche, possono inibire del tutto o peggiorare la qualità dei contenti audio e video riprodotti sul sistema. Se, ad esempio, si cerca di registrare attraverso il Media Center di Vista un contenuto ad alta definizione protetto, il sistema potrebbe inibire del tutto la riproduzione del contenuto o eseguire un cosiddetto downscaling, ossia riprodurre il contenuto a definizione standard. Ma c’è dell’altro. Vista esegue anche una verifica sull’hardware con cui è equipaggiato il PC, dalle schede grafiche ai monitor: se uno solo di essi non rispettase [sic] gli standard di protezione richiesti dalle major e implementati in Vista, oppure risultasse manomesso o modificato, il contenuto non sarà riprodotto come desiderato, anche se del tutto originale.


Il sondaggio nella foto proviene dalla pagina Technology della BBC. Non è indicativo, ovviamente, perché presumo che chi non è contento di Vista sia più motivato a votare, ma fa senz’altro riflettere.

Ce l’ho con Vista, dite? Aspettate di leggere le follie della sua licenza d’uso, poi ne riparliamo.

Radio: licenze Vista scontate, looking glass, Word abbraccia OpenDocument

Radio: licenze Vista scontate, looking glass, Word abbraccia OpenDocument

Disinformatico radiofonico stamattina: licenze da uccidere

Il tema principale della puntata del Disinformatico radiofonico di oggi (Rete Tre della Radio Svizzera di lingua italiana, diretta in streaming, replica in podcast) sarà la questione delle licenze del software.

Sono ignorate e bistrattate, ma ne avete mai letta una? Conoscete i vostri diritti? Sapevate che usare Google Earth in ufficio è una violazione della licenza? A cosa avete diritto se un programma vi mangia i dati? Ed è legale quello che succede in Svizzera, dove i negozi vendono Windows Vista OEM (l’edizione che va venduta abbinata a un computer) sfuso, a patto che compriate un disco rigido o un mouse (quest’ultimo solo se di marca Microsoft)? E’ una maniera legale per avere Windows a basso prezzo, magari anche in Italia? Giro queste domande a Microsoft e vediamo che cosa salta fuori.

Se il tempo lo consente, parlerò anche del software che permette a Microsoft Word di condividere documenti in formato OpenDocument (standard ISO), così finalmente gli utenti di programmi come OpenOffice.org non sono più emarginati, e delle interfacce alternative per l’uso del computer e in particolare di Looking Glass, che faceva tre anni fa quello che Vista fa oggi. Utile? Non lo so. Bello da vedere? Sicuramente.

Se volete partecipare al programma, scrivete a disinformatico@rtsi.ch oppure lasciate commenti e segnalazioni in questo blog.