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Conficker batte anche Windows 7, se l’utente aiuta

Conficker batte anche Windows 7, se l’utente aiuta

Windows 7 vulnerabile a Conficker: è ora di pensionare l’Autoplay?

F-Secure segnala che il trucchetto d’ingegneria sociale usato da Conficker funziona anche con Windows 7.

Se si inserisce una penna USB infetta in una macchina Windows 7, compare la finestra di Autoplay, che chiede all’utente cosa fare. La finestra contiene un’opzione-trappola: è la prima nella figura qui accanto, che sembra essere un invito ad aprire una cartella (dunque un gesto che riteniamo innocuo) ma in realtà esegue Conficker.

In Windows Vista l’opzione-trappola può saltare all’occhio maggiormente, perché la dicitura “Open folder to view files” è sempre in inglese (è hardcoded nella riga Action dell’autorun.inf scritto da Conficker) a prescindere dalla lingua del sistema operativo ospite. Presumo che chi sta collaudando Windows 7 abbia invece scelto la versione inglese, nella quale la trappola si mimetizza molto bene. Quanti, infatti, noteranno che sopra l’icona autentica di Windows c’è scritto “Install or run program”?

The Register suggerisce che visto che Windows 7 è ancora in beta, ci sia ancora tempo per modificare il modo in cui funziona l’Autoplay e renderlo un grimaldello meno efficace, o per eliminarlo del tutto. Credo che saremmo in tanti a rinunciare volentieri alla relativa comodità di questo automatismo in cambio di una maggiore sicurezza.

Intanto arrivano segnalazioni di danni causati da Conficker e soprattutto dalla scelleratezza dei manager responsabili per l’aggiornamento dei computer. Sempre secondo The Register, la rete informatica degli ospedali di Sheffield, nel Regno Unito, ha oltre 800 PC infetti, grazie anche al fatto che era stata presa la decisione di disattivare gli aggiornamenti di sicurezza su tutti e 8000 i PC della rete dopo che nella settimana di Natale i PC di una sala operatoria si erano riavviati nel bel mezzo di un intervento chirurgico. Brr.

Come se non bastasse, un’epidemia di Conficker sembra essere la causa dei guai ai sistemi informatici della Marina Militare britannica. Sì, perché le navi da guerra e i sommergibili di Sua Maestà usano NavyStar/N*, un sistema basato su PC Windows standard. Siamo in buone mani: chi ha bisogno di missili e soldati, quando grazie all’incoscienza dei governanti basta un virus informatico per seminare la confusione nelle forze armate del nemico? Evidentemente nessun ministro della difesa guarda Battlestar Galactica.

Aggiornamento: istruzioni Microsoft sbagliate (2009/01/21)

Il CERT avvisa che le istruzioni di Microsoft per disabilitare l’Autoplay/Autorun sono sbagliate:

According to Microsoft, setting the NoDriveTypeAutorun registry value to 0xFF “disables Autoplay on all types of drives.” Even with this value set, Windows may execute arbitrary code when the user clicks the icon for the device in Windows Explorer.

Le istruzioni corrette secondo il CERT sono indicate nell’avviso. Grazie a Luigi per la segnalazione. In sintesi: copiate e incollate le tre righe seguenti nel Blocco Note di Windows e salvatele con il nome autorun.reg.

REGEDIT4
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows NT\CurrentVersion\IniFileMapping\Autorun.inf]
@=”@SYS:DoesNotExist”

In Esplora Risorse, fate doppio clic su questo file. Poi riavviate Windows.

Aggiornamento (2009/01/22): Microsoft ha corretto le istruzioni

Microsoft ha pubblicato le istruzioni corrette e aggiornate in inglese; la versione italiana è per ora una traduzione automatica non molto comprensibile.

Internet Explorer non protetto e XP? File leggibili da remoto

Internet Explorer non protetto e XP? File leggibili da remoto

Falla in Internet Explorer permette agli aggressori di leggere i file degli utenti via Internet

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “xxnadiaxx” e “fabrifab81”.

L’avviso di sicurezza 980088 di Microsoft pubblicato il 3 febbraio scorso segnala che se un utente di Windows XP naviga in Rete usando qualunque versione recente di Internet Explorer, i suoi file sono leggibili via Internet da un aggressore che sappia i nomi e i path dei file desiderati. La stessa vulnerabilità si presenta anche per gli utenti di Windows Vista e Windows 7, ma solo se hanno disabilitato la modalità protetta (Protected Mode) di Internet Explorer, che è attiva per default per la navigazione in Internet.

L’aggressore non deve fare altro che indurre la vittima a visitare un sito-trappola usando Internet Explorer: non è difficile, basta un e-mail contenente un link reso irresistibile dalle consuete leve emotive del social engineering.

Di primo acchito la necessità di conoscere il percorso e il nome esatti del file sembrerebbe un ostacolo notevole per questa vulnerabilità, ma esistono vari file collocati in posizioni standard in Windows. Come notano gli utenti di Slashdot, il file indice della funzione di ricerca di Windows si chiama Windows.edb e il suo path standard è ben noto, per cui basta leggerlo da remoto e poi decifrarne il contenuto usando software apposito per avere l’elenco completo delle posizioni degli altri file della vittima e quindi colpire con precisione.

Conviene quindi fare attenzione ai link nei messaggi, verificare che sia attiva la modalità protetta oppure navigare con browser alternativi. L’elenco dei rimedi temporanei consigliati da Microsoft è incluso nell’avviso di sicurezza.

Volete usare gratis il prossimo Windows 7?

Volete usare gratis il prossimo Windows 7?

Windows 7, versione preliminare in prova gratuita fino a giugno 2010

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Se vi interessa provare la Release Candidate (una sorta di ultima bozza quasi definitiva) di Windows 7, il successore di Vista, potrete farlo legalmente e gratuitamente per 13 mesi, dal 5 maggio prossimo al primo giugno del 2010. Le date erano state rivelate da una fuga di notizie e sono state confermate ieri da Microsoft, come riferisce Computerworld.

Questa Release Candidate è già disponibile da ieri agli sviluppatori del Microsoft Developers Network (MSDN) e agli utenti paganti di TechNet, in versione a 32 bit e a 64 bit. Tuttavia le pagine dalle quali scaricare il sistema operativo sono rimaste a lungo inaccessibili, come lamentano gli utenti.

Aggiornamento: Windows 7 è ora disponibile a tutti presso l’Evaluation Center italiano. Grazie a Renato per la dritta.

Va sottolineato che si tratta di una versione di prova, da non usare per lavoro o per situazioni critiche, e che scaduto questo termine temporale il prodotto smetterà di funzionare e non sarà possibile aggiornarlo alla versione definitiva.

E’ un periodo di prova ben più lungo rispetto alle versioni di prova di Windows Vista, che funzionarono per un massimo di otto mesi (da settembre 2006 al primo di giugno 2007).

Ci sono buone notizie per questa nuova versione: finalmente è stato rimosso quasi completamente l’Autoplay/Autorun che ha permesso a tante infezioni virali, compreso il recente Conficker, di propagarsi semplicemente collegando al PC una penna USB, un CD/DVD o un disco rigido infetto. Ci sarà anche una finestra di compatibilità con Windows XP, ma sarà una macchina virtuale scaricabile come opzione, per cui richiederà un computer dalle prestazioni decisamente vivaci.

Microsoft sta facendo di tutto per blindare e velocizzare il suo nuovo sistema operativo, soprattutto all’avvio e alla chiusura, ed evitare le lamentele che hanno afflitto Vista. La BBC cita anche un taglio di 400 millisecondi alla musica di Windows 7, vantato da John McCurran di Microsoft UK, per rendere più rapida la chiusura del sistema operativo. Wow. Io avrei un’idea ancora più brillante: sbarazzarsi completamente della musica di chiusura.

Battute a parte, la gestione della grafica dovrebbe essere più snella e le prime recensioni indicano un’effettivo miglioramento delle prestazioni rispetto a Vista. Visivamente, Windows 7 sembra essere una versione drasticamente ripulita e snellita di Vista (con degli sfondi assolutamente psichedelici, da non perdere), per cui la migrazione non dovrebbe essere troppo sofferta. La versione base dovrebbe poter girare (con alcune limitazioni) anche sui netbook di fascia medio-alta.

Una raccomandazione importante: non scaricate le copie pirata che sono già in circolazione. Molte sono infette e sono un perfetto veicolo di propagazione di ogni sorta di porcheria informatica.

Finite le epidemie di virus? Non proprio

Finite le epidemie di virus? Non proprio

Zitto zitto, Conficker infetta tre milioni e mezzo di utenti

Anche a voi pare strano che da un bel po’ di tempo a questa parte non ci siano più le epidemie di virus informatici che periodicamente si scatenavano in passato? Infatti ci sono ancora, ma sono diventate più discrete, ora che lo scopo delle infezioni non è fare danni visibili, ma introdursi di soppiatto per poi usare il sistema infetto per altri crimini.

F-Secure segnala appunto Conficker, noto anche come Downadup, che si aggira per la Rete da novembre scorso e sfrutta una vulnerabilità di Windows (la MS08-067) che Microsoft ha già corretto da tempo (da ottobre 2008). L’ultimo conteggio indica che i PC infettati nel mondo sono oltre tre milioni e mezzo.

E’ una stima piuttosto precisa, perché una delle caratteristiche di Conficker è quella di “chiamare casa”: dopo essersi insediato nel computer della vittima, si collega automaticamente a vari siti, dai quali scarica un programma ostile scelto dai suoi padroni. Una tecnica in sé non nuova, ma proposta qui con una variante che la rende molto più pericolosa che in passato.

Infatti gli altri virus che “chiamavano casa” potevano essere bloccati in un modo molto semplice: i responsabili della sicurezza di Internet facevano bloccare l’accesso al sito chiamato dal virus, che così non poteva più scaricare nulla o prendere ordini dai suoi malvagi creatori. Una decapitazione efficace e radicale che invece non fa un baffo a Conficker, perché questo virus (più propriamente un worm, visto che si autopropaga) si collega ogni giorno a un sito differente.

Conficker sa a quale sito collegarsi perché contiene, come dice F-Secure, “un algoritmo complesso che cambia quotidianamente e si basa sui timestamp di siti pubblici come Google.com e Baidu.com. Con questo algoritmo, il worm genera molti nomi di dominio possibili ogni giorno. Centinaia di nomi, come : qimkwaify .ws, mphtfrxs .net, gxjofpj .ws, imctaef .cc, and hcweu .org (F-Secure li scrive spaziandoli per motivi di sicurezza). Così diventa impossibile farli chiudere tutti per tempo, anche perché molti di questi nomi non vengono neanche attivati e registrati. Ai criminali basta invece scegliere uno solo di questi nomi, registrarlo e collocarvi il proprio sito e software per avere pieno accesso ai computer delle vittime. Astuto.

Questo sistema è però sfruttabile anche da società di sicurezza come appunto F-Secure, che è riuscita a prevedere alcuni di questi nomi di dominio e li ha registrati e attivati: si è così infiltrata e riesce a monitorare l’infezione. In teoria potrebbe anche agire sui computer infettati, ma sarebbe contro le regole (sarebbe un’intrusione). Da qui deriva il conteggio preciso delle vittime. Symantec ha pubblicato i dati di un monitoraggio analogo.

L’altra particolarità di Conficker è l’ingegneria sociale che adopera per convincere le sue vittime: come spiega Sans.org, questo worm non si limita a sfruttare la falla MS08-067 sui computer non aggiornati (e chi non li ha aggiornati è un incosciente), ma tenta di scoprire per forza bruta le password di amministratore sulle reti locali, si propaga utilizzando le condivisioni di rete locale e soprattutto infetta i dispositivi rimovibili (penne USB, dischi esterni) creandovi un particolare file autorun.inf e depositandovi una DLL.

Per definizione, qualsiasi file autorun.inf viene eseguito automaticamente dalla funzione Autoplay di Windows quando si inserisce un disco o un CD/DVD o una penna USB (bella furbata, direte voi). Questo vuol dire che se inserite nel vostro computer Windows una penna USB infettata da Conficker, Windows aprirà automaticamente il file autorun.inf scritto dal worm e ne eseguirà le istruzioni.

Per esempio, sotto Windows Vista verrà presentata automaticamente una finestra come questa:

Qui scatta l’ingegneria sociale: la prima icona etichettata innocuamente “Open folder to view files” (“apri la cartella per visualizzare i file”) sembra appartenere a Windows, e in effetti è così, ma è stata richiamata da Conficker, che la usa come travestimento. Cliccando sull’icona, infatti, verrà lanciato Conficker e il computer verrà infettato.

I rimedi contro questo genere di infezione sono molteplici:

  • aggiornare Windows con gli aggiornamenti automatici e gratuiti di sicurezza
  • usare un antivirus aggiornato per scandire tutto quello che viene inserito o collegato al computer
  • disabilitare funzioni intrinsecamente pericolose, come l’Autoplay (le istruzioni sono facilmente reperibili in Rete a seconda della versione di Windows, per esempio qui)
  • evitare l’uso promiscuo di penne USB (per esempio per scambiarsi file fra amici o colleghi)
  • non cliccare prima di riflettere sul senso del messaggio sullo schermo

Una chicca finale: secondo The Register, Conficker evita di attaccare computer che si trovano in Ucraìna. Questo potrebbe indicare dove risiedono i suoi padroni.

Debutta Windows 7 beta

Debutta Windows 7 beta

Windows 7: hasta la vista, Vista?

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di Marco Malatesta e “massimo.so****”. L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

A partire da mezzogiorno di oggi, ora del Pacifico (le 21 in Italia), sarà scaricabile legalmente e gratuitamente al pubblico l’anteprima ufficiale di Windows 7, il successore di Windows Vista. Chi l’ha già provato dice che è molto simile a Vista, ma più veloce (anche all’avvio), semplificato, meno avido di risorse (girerà anche sui netbook) e meno rompiscatole, con taskbar e interfaccia ridisegnati e accesso più facile a foto, video e musica. Non una rivoluzione, quindi, ma un’evoluzione. Anche Steve Ballmer ha indicato chiaramente che non si tratta di uno stacco netto, definendolo semplicemente “Vista, ma parecchio migliorato”.

Si tratta, è meglio ricordarlo, di una versione beta, quindi non ancora rifinita e non necessariamente stabile: non va utilizzata quindi per lavoro o in situazioni in cui dovete essere sicuri di non perdere dati o di trovarvi con il computer piantato. La installate a vostro rischio e pericolo, ed è il buon senso a rammentarvi che prima di provarci è sacrosanto un backup integrale del computer (anche perché, per esempio, Windows 7 beta ha un baco che in alcuni casi rimuove l’inizio dei file MP3). Soprattutto, questa versione gratuita cesserà di funzionare il primo agosto 2009.

La versione definitiva dovrebbe essere disponibile a partire da settembre-ottobre 2009, ma si tratta di una data non ufficiale. Per chi volesse assaggiare l’anteprima, i requisiti minimi sono un processore da 1 GHz, 1 GB di memoria, 16 GB di spazio libero su disco e 128 MB di memoria grafica su hardware in grado di gestire grafica DirectX 9: praticamente gli stessi requisiti delle attuali versioni di Vista a parte la Home Basic.

E’ indispensabile un masterizzatore di DVD, perché Windows 7 beta si scarica come immagine ISO da masterizzare , e il computer sul quale installate deve avere già Windows Vista con Service Pack 1, perché quello che scaricate è un upgrade: non è Windows 7 integrale. Correzione: contrariamente a quanto scritto dalle fonti che ho consultato, l’immagine ISO consente di installare anche su un computer privo di Windows.

Il file da scaricare (da www.microsoft.com/windows7) dovrebbe pesare circa 2,5 GB per la versione a 32 bit e 3,15 GB per la versione a 64 bit. Sarà disponibile in inglese, tedesco, giapponese, arabo e hindi (quest’ultimo solo in versione 32 bit). Una volta masterizzato il file, lo lanciate dal CD e rispondete alle solite domande d’installazione: fatto questo, siete pronti ad esplorare il futuro secondo Microsoft, con l’integrazione di Facebook e Windows Live, la predisposizione alle interfacce tattili e varie rifiniture intelligenti, come la “liberazione” dei gadget dalla barra laterale, lo spegnimento delle porte non utilizzate e l’autoapprendimento del tempo ottimale di abbassamento della luminosità dello schermo. Altri dettagli delle migliorie di Windows 7 rispetto a Vista sono nelle fonti citate qui sotto.

Buon divertimento.

Fonti: Computerworld, The Telegraph, Punto Informatico, The Register, BBC.

Windows: passata la megapezza, rilasciati nuovi attacchi

Windows: passata la megapezza, rilasciati nuovi attacchi

Vandali aspettano il rilascio delle patch mensili di Windows e poi attaccano

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Vignetta di Moise, pubblicata inizialmente su AFNews e ripubblicata qui per gentile concessione dell’autore.

Il ciclo mensile di aggiornamenti di Windows offre una certa regolarità a chi amministra computer, ma crea nel contempo una scadenza precisa molto utile a chi vive di software ostile. Siccome solitamente per un mese non vengono rilasciati ulteriori aggiornamenti, il momento ottimale per lanciare nuovi attacchi è subito dopo il rilascio delle patch mensili di Microsoft.

E così è stato anche stavolta: il 9 dicembre Microsoft ha pubblicato una serie massiccia di aggiornamenti che chiudono ben 28 falle, di cui 23 definite “critiche”, in Windows, Internet Explorer, Office, SharePoint, Windows Media, Visual Basic e Visual Studio. Se usate Windows, è decisamente opportuno installarli. Alcune falle, come la MS08-071, riguardano anche Windows Vista e permettono “l’esecuzione di codice remoto se un utente apre un file grafico WMF appositamente confezionato”. Esatto: prima di questi aggiornamenti, ci si poteva infettare guardando un’immagine.

Sorprendente? Non è finita: nonostante la raffica di patch di questo mese, è rimasta una falla che riguarda il convertitore di testo del programma WordPad. Questo programma (un semplice elaboratore di testi) è presente in tutte le versioni di Windows, ma la falla è efficace soltanto in versioni non recenti di Windows: XP con Service Pack 3, Windows Vista e Windows Server 2008 ne sono immuni, secondo l’avviso pubblicato da Microsoft. In pratica, basta tuttora ricevere un file Wordpad (riconoscibile dall’estensione .wri) o aprire con WordPad un file .doc o .rtf appositamente confezionato per esporsi al rischio d’infezione.

Nel frattempo, Sans.org e Microsoft hanno pubblicato avvisi riguardanti una falla di Internet Explorer 7 se usato in combinazione con Windows XP o Windows 2003. La falla consente di rubare password e di veicolare altri attacchi. E’ già stata pubblicata una lista di siti infetti. In attesa di nuovi rattoppi, il consiglio più semplice è navigare usando un browser diverso da Internet Explorer.

Associazione consumatori olandese: aridatece XP

Associazione consumatori olandese: aridatece XP

In Olanda l’associazione dei consumatori chiede XP gratis per chi ha Vista e non lo può vedere

L’influente Consumentenbond, associazione di consumatori olandese, ha deciso di dire a chiare lettere quello che alcuni utenti mormorano da tempo: Windows Vista, il nuovo sistema operativo di Microsoft, ha dei problemi. Il Consumentenbond ha ricevuto oltre 5000 lamentele in proposito, e questo l’ha spinto a chiedere a Microsoft di dare Windows XP gratis agli utenti che hanno problemi di Vista.

La proposta non è stata vista di buon occhio da Microsoft, che in un incontro tenutosi l’11 ottobre scorso ha detto di no senza batter ciglio. Per tutta risposta, il Consumentenbond ha invitato gli utenti a chiedere che sia preinstallato Windows XP al posto di Vista se vanno ad acquistare un computer nuovo e ad acquistare Vista “soltanto se si è certi di non avere problemi, o di essere in grado di risolverli”. Il Consumentenbond ha anche invitato i rivenditori ad offrire ai clienti XP gratuitamente in caso di problemi.

Secondo Blorge.com, l’iniziativa del Consumentenbond è nata al termine di un’indagine di cinque settimane, nella quale le lamentele principali su Vista riguardavano la compatibilità di applicazioni e periferiche (stampanti e altri dispositivi).

Va notato che la licenza di Vista preinstallato non copre il “downgrade” (sostituzione di Vista con XP) se non nelle versioni Business e Ultimate di Vista. Per le altre versioni è necessario procurarsi una licenza Full di XP.

Secondo dati Microsoft, circa un milione di olandesi ha già Vista, per cui 5000 lamentele non sono una percentuale molto significativa. Ma sarebbe interessante sapere quanti altri consumatori hanno pensato di essere incapaci quando in realtà i problemi erano colpa di Vista.

Sia come sia, nei cataloghi dei negozi specializzati sono ricomparse le offerte di computer con XP preinstallato, perlomeno qui in Svizzera:

E Microsoft ha deciso di prorogare i termini di disponibilità delle licenze di XP (le cui vendite presso le grandi marche avrebbero dovuto cessare il 3231 gennaio 2008, ma continueranno almeno fino al 30 giugno; la Starter Edition per i mercati emergenti resterà in vendita preinstallata fino a giugno 2010) e prevede un Service Pack (aggiornamento) di XP nel 2008. Sarà un caso?

Niente lucchetto suicida per Vista

Niente lucchetto suicida per Vista

Zio Bill toglie un po’ di restrizioni all’antipirateria di Vista

Il sistema antipirateria di Windows Vista si allenta un po’. Invece di disabilitare il sistema operativo se ritiene che Vista sia stato installato illegalmente, gli utenti verranno molestati da una gragnuola di avvisi che saranno “chiari e ricorrenti avvertimenti dello stato del loro sistema e del modo in cui procurarsi copie autentiche”, dice Mike Sievert di Microsoft.

Quando si acquista Windows Vista o lo si trova preinstallato sul computer, è necessario attivarlo collegandosi a Microsoft: la funzione Windows Genuine Advantage controlla l’autenticità del sistema operativo e può bloccare Vista se il controllo non ha esito favorevole. Il problema è che Windows Genuine Advantage ogni tanto classifica come illegali anche le installazioni legittime, e questo fa andare comprensibilmente su tutte le furie gli utenti onesti.

A partire dal rilascio del Service Pack 1, aggiornamento massiccio di Vista disponibile in versione beta da questa settimana, questo comportamento verrà cambiato: WGA si limiterà ad avvisare insistentemente l’utente che secondo lui l’installazione è illegale, ma Vista continuerà a funzionare come prima.

Disfida dei sistemi operativi: il Mac è il primo a cadere

Disfida dei sistemi operativi: il Mac è il primo a cadere

Qual è il sistema operativo più bucabile? Mac OS X. Ooops 😉

Tipping Point segnala che la disfida fra sistemi operativi che ho citato pochi giorni fa, in corso al CanSecWest, ha il suo primo sconfitto: Mac OS X, tramite il browser Safari.

Charlie Miller (in primo piano, nella foto, mentre “buca” un MacBook Air), Jake Honoroff e Mark Daniel dela Independent Security Evaluators si sono aggiudicati così l’Air e 10.000 dollari.

La falla sfruttata è nuova ed è stata comunicata in modo riservato ad Apple. ItWorld nota che l’impresa è riuscita soltanto il secondo giorno, quando le regole d’ingaggio sono state allentate fino a includere la visita a un sito Web specifico o l’apertura di e-mail: questo significa che la falla è sfruttabile soltanto se l’aggressore riesce a convincere l’utente a visitare un sito-trappola specifico (cosa peraltro abbastanza facile da ottenere, se l’utente non è educato alla prudenza).

Nel corso del primo giorno, nessuno dei tre sistemi operativi (Vista, Ubuntu e OS X completamente patchati) è stato bucato.

Windows XP, il sistema operativo che non vuole morire

XP: arriva il Service Pack 3, vita prolungata

E’ uscito da pochi giorni il Service Pack 3 di aggiornamento per Windows XP: nessuna novità fondamentale, anche se i tester parlano di miglioramenti in termini di velocità e stabilità, ma la cosa interessante è il fatto che escano ancora aggiornamenti per un sistema operativo che in teoria dovrebbe essere rimpiazzato da Windows Vista.

Aggiornamento (2008/04/29): Microsoft ha appena annunciato che la distribuzione generale del SP3 è rinviata a causa di un’incompatibilità con un altro prodotto software. I dettagli sono qui in inglese su ZDnet.

Infatti la vita ufficiale di XP scade il 30 giugno, ma Steve Ballmer già accenna a possibili ripensamenti, perché “ci sono ancora clienti che comperano PC con XP”. Microsoft ha già esteso la vita di XP Home fino al 2010 per i computer di basse prestazioni, come l’Eee PC, e la fase di “Extended Support” durerà fino all’8 aprile 2014. Considerato che XP debuttò a ottobre del 2001, si tratta di un risultato di longevità davvero notevole.

Nel frattempo, i rivenditori di computer, che tastano forse più direttamente il polso degli acquirenti di PC, hanno trovato un sotterfugio per continuare a vendere computer con Windows XP. Dell, HP e Lenovo sfruttano dei cavilli della licenza Microsoft di Windows Vista Business e Ultimate per consentire agli utenti di fare il “downgrade” a XP, in alcuni casi fino al 30 luglio 2009.

Formalmente il computer risulta venduto con Vista, aumentando quindi il totale delle licenze Vista vendute, ma poi l’utente toglie Vista e ci mette legalmente XP: Dell permette addirittura la preinstallazione al momento della vendita, pagando un supplemento.