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Tempi duri per i lunacomplottisti: è partito LRO

Tempi duri per i lunacomplottisti: è partito LRO

Lanciata sonda spaziale che fotograferà i luoghi degli allunaggi

E’ partito con successo poche ore fa da Cape Canaveral il veicolo spaziale automatico LRO/LCROSS, che renderà difficile la vita a chi insiste a credere che gli sbarchi lunari degli astronauti furono falsificati in studio.

Come bonus, la missione schianterà sulla Luna ad altissima velocità uno stadio del veicolo di lancio, producendo un enorme pennacchio di polvere che sarà visibile dalla Terra. Lo farà per ragioni scientifiche, certo, ma questa è comunque scienza col botto, in stile Mythbusters.

La missione della NASA è infatti duplice: il razzo Atlas Centaur lanciato ieri (alle 23:32 ora italiana) trasporta due sonde distinte. Una, la LRO (Lunar Reconnaissance Orbiter), arriverà sulla Luna fra tre giorni (martedì, nella migliore tradizione di Star Trek) e verrà collocata in un’orbita polare intorno al nostro satellite naturale, a 50 chilometri d’altezza.

Da lì eseguirà una serie di rilievi termici, altimetrici e fotografici di alta precisione per creare una mappa dettagliatissima del suolo lunare e cercare eventuali tracce d’acqua e luoghi ottimali per i futuri allunaggi umani, soprattutto ai poli della Luna, oggi poco conosciuti, dove si spera di identificare zone permanentemente illuminate e zone permanentemente in ombra, utili per le missioni successive.

Interessante, ma c’è di più: LRO è la prima sonda lunare che volerà abbastanza bassa, ed avrà una fotocamera sufficientemente potente, da poter fotografare i luoghi dove sbarcarono gli astronauti delle missioni Apollo con dettaglio sufficiente a mostrare le tracce degli sbarchi. La LROC (Lunar Reconnaissance Orbiter Camera) è infatti in grado di risolvere oggetti fino a un metro di dimensioni, per cui nelle sue foto saranno ben visibili i veicoli lunari e specialmente le loro lunghe ombre nel mattino e nel tramonto selenico. Questo dovrebbe rendere un po’ più difficile la vita di coloro che sostengono che non siamo mai andati sulla Luna, anche se sicuramente la loro fervida fantasia s’inventerà qualche scusa.

Peccato che le prime foto di questo genere non arriveranno in tempo per il quarantennale del primo sbarco umano del 20 luglio 1969; sarebbe stato un bel modo di celebrare l’evento. Ma arriveranno. Il sito dedicato a questa parte della missione, con foto e video esplicativi, è http://lro.gsfc.nasa.gov. La fotocamera LROC ha anche un sito tutto suo (http://lroc.sese.asu.edu).

Ancora non basta: la seconda sonda, LCROSS (Lunar Crater Observation and Sensing Spacecraft), inseguirà il secondo stadio del missile di lancio durante il suo schianto sul suolo lunare. L’impatto di questo secondo stadio, previsto fra circa tre mesi (l’8 ottobre), solleverà una nube di polvere e detriti che sarà visibile da Terra con qualunque buon telescopio (ne basta uno da 25-30 cm) e potrà essere alta fino a 50 chilometri. Spettacolare, ma anche utile: l’impatto è il modo più efficiente per scavare un buco nel suolo lunare ed analizzarne il contenuto alla ricerca di ghiaccio d’acqua. Quattro minuti dopo, la sonda LCROSS volerà attraverso la nube, analizzandola in tempo reale prima di schiantarsi anch’essa. Il sito di questa parte della missione è http://lcross.arc.nasa.gov.

La cosa bella delle missioni spaziali moderne è che grazie a Internet non siamo più costretti a dipendere dai capricci dei palinsesti televisivi, che magari preferiscono dedicarsi all’esplorazione dei rilievi della starlette di turno o propinarci l’ennesima acrobazia politica invece di festeggiare questi successi dell’ingegno umano. Il lancio è stato infatti trasmesso in streaming ieri sera da Spaceflightnow.com e la NASA offre blog, Facebook e Twitter aggiornati in tempo reale; tutte le immagini e i dati saranno pubblicati su Internet, e c’è una campagna osservativa internazionale online per le migliori immagini della nube di polvere.

Il più bel cinema del mondo

Il più bel cinema del mondo

Star Trek. Visto a bordo della vera Stazione Spaziale. Difficile fare di meglio

Image credit: Paramount.

Per dare un’idea di quanto sia stato importante l’influsso di Star Trek nell’avvicinare alla scienza intere generazioni di tecnici e ricercatori, segnalo che Michael Barratt, Gennady Padalka e Koichi Wakata, tre degli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, hanno richiesto una copia del nuovo film della saga e se la sono vista. Nello spazio. A zero g, mentre orbitavano a 28.000 chilometri l’ora.

Barratt aveva chiesto il film prima di salire a bordo di uno Shuttle a marzo per restare a bordo della Stazione, perché è un seguace della serie da sempre e non voleva perdersi la nuova avventura mentre era nello spazio. Il film è stato trasmesso alla Stazione Spaziale Internazionale nell’arco di cinque ore per essere visto su uno dei laptop di bordo.

Come è stato suggerito su Fark.com, si potrebbe fare ancora di meglio: gli astronauti dovrebbero spegnere tutte le luci di bordo e poi organizzare una proiezione di Alien.

Star Trek e Apollo stasera!

Star Trek e Apollo stasera!

Sono precettato per Star Trek, mi perdo l’eredità dell’Apollo, chi mi aiuta?

Questa sera sono bloccato dalla proiezione del nuovo film di Star Trek: per recensirlo per la RSI (Radio svizzera di lingua italiana) in uno speciale che andrà in onda su Rete Tre lunedì. Per chi fosse interessato, il ritrovo è alle 20 al cinema Cinestar di Lugano.

In un dilemma che in confronto La Scelta di Sophie si risolveva tirando una monetina, mi tocca perdermi la conferenza “L’eredità dell’Apollo e il futuro umano nello spazio” di Luciano Anselmo, ricercatore presso il Laboratorio di Dinamica del Volo Spaziale dell’ISTI/CNR di Pisa. L’evento è organizzato in collaborazione con la Società Ticinese di Scienze Naturali: ricostruirà l’avventura scientifica e tecnologica che condusse alla conquista della Luna e presenterà i progetti per la colonizzazione umana dello spazio, sia vicino sia profondo, con le loro difficoltà, limiti e ricadute sociali.

La conferenza si tiene infatti questa sera a Bellinzona, alle 20.30, alla Sala conferenze di BancaStato. Dettagli e info sono su www.astroticino.ch o telefonicamente al numero svizzero 091 756 23 76.

Se qualche anima pia ci potesse andare e videoregistrarla (ho il permesso degli organizzatori, dite picciottescamente che vi mando io) e metterlo su Youtube o mandarmelo così lo metto online io, gliene sarei veramente grato. Naturalmente pago io la torta alla panna da tirare in faccia al primo del pubblico che si alza e dice che non siamo mai andati sulla Luna.

Post eventum

Funziona. E’ L’Ira di Khan per la generazione dei teenager di oggi. Ritmo forsennato, azione fino all’inverosimile, una storia epica, dinamica vivace dei personaggi, ma poco spazio per le riflessioni sul destino dell’umanità e sui drammi morali che hanno sempre costituito il sottofondo che separa Star Trek da quasi tutta l’altra fantascienza. E’ anche vero che sul grande schermo ci vogliono storie spettacolari ed epiche; per la costruzione dei personaggi e per le talvolta soporifere riflessioni sociali care alla narrazione Trek (azzeccatissima la parodia di The Onion) ci vogliono i tempi più rilassati del piccolo schermo. E probabilmente ci saranno.

Non è insomma lo Star Trek dei miei tempi, e questo c’era scritto anche nei trailer, ma è comunque estremamente godibile come film d’azione fantascientifica anche per i fan della serie, grazie alle numerosissime chicche e allusioni alle storie precedenti, alcune delle quali hanno strappato grida di entusiasmo ai fan presenti. La divisa rossa che indica il personaggio che di lì a poco farà una brutta fine è un classico, e non perdetevi la battuta di Scotty sui suoi primi esperimenti di teletrasporto: se la capite e ridete, siete veri Trekker.

C’è una storia d’amore che forse stupirà e lascerà perplessi i duri e puri, la sala macchine dell’Enterprise è fatta davvero in economia e il doppiaggio di Spock anziano sembra fatto da uno a cui sta per cascare fuori la dentiera, ma a parte qualche scivolata qua e là il film tiene inchiodati e avvinti per i suoi 126 minuti. Alla fine, sulle note della musica della sigla classica scritta da Alexander Courage, è partito l’applauso dei tanti fan vintage presenti in sala. Buon segno.

Dopo sette anni d’astinenza manco fossimo afflitti dal pon farr, e dopo il disastro imbarazzante di Nemesis, questo è un buon inizio: o meglio, una buona ripartenza per una delle serie più longeve e redditizie della storia del cinema e della TV.

Una chicca finale: se usate Google Calendar e avete segnato che andrete a vedere Star Trek, troverete automaticamente la conversione delle date gregoriane in date stellari aggiunta al calendario. Dettagli e info sono qui. Il Grande Fratello vi guarda.

Salta il Disinformatico domani; sabato ci si vede in Deepcon?

Salta il Disinformatico domani; sabato ci si vede in Deepcon?

Fantascienza, 11 settembre, spazio e scienza, in attesa di Conficker

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’appuntamento radiofonico del Disinformatico di domattina salta perché sono in partenza per la Deepcon 1o – Italcon 35 – Eurocon 2009, uno dei raduni ai quali cerco di non mancare mai, per ritrovare gli amici e per conoscere in carne e ossa gli attori e i realizzatori delle varie serie e gli scrittori di fantascienza.

Quest’anno gli attori ospiti sono Anthony Simcoe (Farscape), Max Grodenchik (Deep Space Nine) e Marina Sirtis (Star Trek: the Next Generation, Stargate e altre serie e film); sul versante tecnico ci sono Lolita Fatjo, Larry Nemecek e Janet Nemecek. Andrea Salsi, del CICAP, presenterà una conferenza su UFO, rapimenti alieni e “capelli d’angelo”. Ci sarà anche lo scrittore Bruce Sterling insieme a molti altri nomi noti del panorama letterario italiano e internazionale. Il programma completo, ghiottissimo in tutti i sensi (la mitica Eatcon va vissuta per crederci), è qui su DS1.it. Io presenterò una conferenza sui lunacomplotti domenica mattina.

Per gli appassionati di aviazione, segnalo sul blog Undicisettembre un articolo che traccia, lasciando da parte i complottismi, la storia dei caccia e dei piloti che si levarono in volo come prima linea di difesa quel giorno.

La Stazione Spaziale è diventata da poco uno degli oggetti più luminosi in cielo (preparatevi alla raffica di avvistamenti di “UFO” che produrrà) grazie all’aggiunta di quattro enormi nuovi pannelli solari altamente riflettenti; dopo dieci anni di lavoro, ha quasi raggiunto la sua configurazione definitiva. Una bella immagine della serie completa di pannelli è all’inizio di quest’articolo ed è tratta dal sito Nasa.gov. Proviene da un video ripreso dagli astronauti dello Shuttle, che si è sganciato dalla Stazione e si appresta a rientrare: ma gli astrofili da terra hanno già scattato immagini notevoli della più grande struttura mai costruita nello spazio. Qui sotto ne vedete un esempio di Ralf Vandeberg, tratto da qui:

La foto è stata scattata con un semplice telescopio newtoniano da 25 cm, con tracciamento manuale, e include lo Shuttle attraccato.

E se vi sembra che questo sia un bel modo di assistere alle missioni spaziali, che ne dite di gettarvi con il paracadute e la tuta planante nelle vicinanze della zona di lancio dello Shuttle, all’esatto momento del decollo? Il video è qui.

Nel frattempo sono stati recuperati circa 50 frammenti del primo asteroide la cui collisione con la Terra è stata prevista e registrata: 2008 TC3, un oggetto roccioso piuttosto fragile, grande come un’automobile, disintegratosi sopra il deserto del Sudan a ottobre scorso. Lo segnala la BBC con due articoli: uno e due. The Register e la Nasa hanno foto dei meteoriti recuperati. Non perdetevi la “scia chimica” della meteora.

Che fate il primo d’aprile? Attenti agli scherzi, ma questa che sto per dirvi non è una burla: il primo d’aprile è la data prevista di attivazione di Conficker, uno dei worm/virus più efficienti e sofisticati degli ultimi anni. Ha ormai infettato vari milioni di computer e nessuno sa di preciso cosa farà. Se vi interessano la sua storia e i dettagli dei rischi potenziali, date un’occhiata a questo articolo su Gizmodo e a questo su Slashdot. Anche The Register riassume bene la situazione e segnala l’analisi di Symantec e quella, dettagliatissima, di SRI.

E visto che chi ha un Mac non può partecipare alla grande festa di zombificazione del primo d’aprile, Sophos ha un bel video in cui dimostra un trojan (cavallo di Troia) per Mac, camuffato da programma per la TV in alta definizione. Non sfrutta una vulnerabilità di Mac OS X, ma la vulnerabilità psicologica dell’utente. E occhio se visitate con un PC Windows il sito-trappola citato da Sophos: c’è altro malware apposta per voi.

Stasera: buchi neri nel bagnoschiuma luganese

Stasera: buchi neri nel bagnoschiuma luganese

Conferenze astronomiche in Canton Ticino

Questa sera alle 20.30 si terrà a Lugano la conferenza “I buchi neri nel mio bagno di schiuma” di Massimo Calvani, astronomo presso l’Osservatorio di Padova. L’appuntamento è alle 20.30 all’Auditorium dell’Università della Svizzera Italiana. Per maggiori informazioni, visitate il sito della Società Astronomica Ticinese oppure contattate la Società al numero di telefono svizzero 091.756.23.76 o via email (sat chiocciola astroticino.ch).

L’appuntamento fa parte della serie di incontri sull’astronomia organizzati dalla SAT per l’Anno Internazionale dell’Astronomia. Date un’occhiata al programma dei prossimi appuntamenti, che comprendono, fra l’altro, conferenze sull’eredità delle missioni Apollo. Quelle che i lunacomplottisti dicono siano state simulate in uno studio cinematografico.

E’ una bella occasione per vedere quanto la scienza ci dia strumenti per conoscere le meraviglie dell’universo e per celebrare i 400 anni trascorsi da quando Galileo puntò un cannocchiale verso il cielo e vide i mari e le montagne della Luna, le fasi di Venere, i satelliti di Giove, e capì che la Via Lattea era una immensa distesa di stelle, dando il via alla serie incredibile di scoperte che hanno permesso di capire quanto la realtà dei fatti fosse infinitamente più grandiosa, meravigliosa e spaventosa di qualsiasi immaginazione o cosmogonia umana.

L’incontro di stasera è anche un’occasione per aderire seduta stante alla Società, per chi lo desiderasse. Io e i miei Men e Women in Black saremo lì a goderci la serata e a sparaflashare il primo citrullo che tirerà fuori Nibiru, il 2012 o i complotti lunari.

2009/03/15 – Post eventum

I video dell’interessantissima conferenza di Massimo Calvani (nella foto) sono pronti su Youtube e li potete vedere qui sotto in sequenza automatica. Ho dovuto schiarire la ripresa per via del forte contrasto fra luce del videoproiettore e fioca illuminazione della sala.

Per chi vuole vedere la conferenza nella versione quasi-HD disponibile su Youtube: prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte, quinta parte, sesta parte, settima parte, ottava parte, nona parte.

Buona visione, e divertitevi con la scienza vera, che è molto più intrigante ed esaltante delle pseudoscienze quando viene raccontata da un buon narratore.

Prime immagini dallo spazio pochi anni dopo la II GM

Prime immagini dallo spazio pochi anni dopo la II GM

Foto dallo spazio negli anni Quaranta

Quasi un decennio prima dello Sputnik, i ricercatori statunitensi riuscirono a riportare dallo spazio, a oltre 100 km di quota, queste straordinarie immagini della Terra come nessuno l’aveva mai vista. Come è possibile che già pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ci fossero missili in grado di raggiungere lo spazio, fare foto e riportarle a terra? Se v’intriga la cosa, date un’occhiata all’articolo completo di Complotti Lunari.

Eclissi di... Terra?

Eclissi di… Terra?

Un anello di diamante, un velo sottile: è tutta l’atmosfera che abbiamo

(Credit: JAXA/NHK) La sonda automatica giapponese Kaguya ha da poco trasmesso quest’immagine splendida della Terra che eclissa il Sole, vista dalla Luna, scattata il 10 febbraio scorso.

Il Sole è quasi completamente occultato dal nostro pianeta, e illumina in controluce l’atmosfera terrestre, formando un anello sottile che rende molto chiaramente l’idea di quanto sia tenue lo strato d’aria nel quale vivono tutte le creature del nostro mondo e nel quale rigurgitiamo ogni sorta di porcherie.

A cosa serve l’esplorazione spaziale? A fare scienza, certo, ma anche (e forse soprattutto) a fornire immagini come questa, che più di mille grafici fanno capire quando sia fragile l’ambiente in cui viviamo. E ci fanno ricordare che è l’unico che c’è: rovinato quello, non possiamo andare al centro commerciale a comperarne un altro.

L’immagine è stata scattata mentre la Terra era parzialmente coperta dall’orizzonte lunare, che in questo fotogramma è buio e taglia l’anello dell’atmosfera terrestre in basso.

Satelliti in collisione, mappa dei detriti

Satelliti in collisione, mappa dei detriti

Scontro fra satelliti, rottami in espansione

L’Astronomy Picture of the Day di oggi mostra una mappa della collisione fra un satellite della costellazione Iridium e il satellite russo Cosmos 2251 che avevo segnalato qualche giorno fa. Da questa mappa traggo queste due immagini:

La distribuzione prevista dei rottami (in rosso).

Le traiettorie al momento della collisione.
Collisione fra due satelliti, ISS a rischio?

Collisione fra due satelliti, ISS a rischio?

Scontri stellari

Le notizie spaziali sono come gli autobus: non arrivano mai, ma quando arrivano, arrivano tutte insieme. La Associated Press e Spaceflight Now segnalano che per la prima volta nella storia due satelliti artificiali interi si sono scontrati in orbita involontariamente, generando una nube di centinaia di rottami e migliaia di frammenti che potrebbe comportare un rischio per la Stazione Spaziale Internazionale. Capisco l’idea di fare fuochi d’artificio per celebrare l’Anno Internazionale dell’Astronomia, ma questo mi sembra un po’ eccessivo.

La collisione è avvenuta a circa 800 km di quota sopra la Siberia martedì scorso: i due veicoli coinvolti nello scontro sono un satellite commerciale della serie Iridium (usata per le comunicazioni telefoniche satellitari; disegno qui accanto), avente una massa di circa 500 kg, e un satellite russo, il Cosmos 2251, da una tonnellata, lanciato nel 1993 e ritenuto inattivo e incontrollabile. L’orbita della Stazione Spaziale Internazionale è molto più bassa, e secondo gli esperti citati dalla AP il rischio è maggiore per il telescopio orbitante Hubble e per i satelliti di monitoraggio della Terra.

La rete militare di sorveglianza statunitense Space Surveillance Network ha rilevato e sta tracciando le due nubi di detriti, contando per ora circa 600 frammenti. Due? Sì, perché l’inerzia dei due oggetti non sparisce magicamente come nei film di Hollywood per esigenze sceniche: nello spazio, e alle velocità in gioco (km al secondo), i rottami proseguono con newtoniana osservanza la traiettoria imposta dalle leggi della fisica.

La rete telefonica Iridium ha 300.000 abbonati di alto profilo, fra i quali il Dipartimento della Difesa USA, per cui non mancheranno le teorie di complotto (l’altro satellite era russo, diamine; è evidente che c’è sotto qualcosa). Stando al portavoce di Iridium, non ci dovrebbero essere perdite di funzionalità della rete ed è già in corso la sostituzione del satellite distrutto con uno di queli di riserva già in orbita.

2009/02/13


Phil Plait di Bad Astronomy ha i dettagli delle orbite (polari) e degli angoli e delle velocità di collisione (8 km/sec), con le energie risultanti dai calcoli. Un bel botto.

Sonda giapponese conferma le foto lunari Apollo

Sonda giapponese conferma le foto lunari Apollo

Lunacomplottisti alle strette: le foto delle sonde odierne confermano quelle degli astronauti lunari

La sonda spaziale giapponese Kaguya non solo manda splendide immagini in alta definizione dalla Luna, ma crea immagini 3D della superficie lunare, comprese le zone dove sbarcarono gli astronauti Apollo.

Guarda caso, l’elaborazione delle immagini 3D conferma che le foto degli astronauti dell’Apollo 15 mostrano quello che c’è davvero in quel punto sulla Luna.

Attendo con divertimento la spiegazione tecnica dei lunacomplottisti di come la NASA, nel 1971, era in grado di pubblicare fotografie in altissima risoluzione, scattate dal livello del suolo, che ritraggono un punto specifico del terreno lunare, con i suoi rilievi e le sue pendenze, esattamente così com’è nella realtà. Tenendo conto, beninteso, che nel 1971 non c’era Photoshop.

L’articolo completo, che spiega tutti i dettagli delle conferme ottenute dalla sonda Kaguya e fa più ampiamente il punto della situazione sull’uso di sonde automatiche per documentare gli sbarchi umani sulla Luna, è disponibile presso Complotti Lunari.