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È difficile fare previsioni, specialmente per il futuro: ne parlo stasera a Trento

È difficile fare previsioni, specialmente per il futuro: ne parlo stasera a Trento

Stasera alle 21:30 sarò al Teatro Sanbapolis (via Malpensada 88, Trento) per una conferenza intitolata “È difficile fare previsioni, specialmente per il futuro”: una rassegna ragionata delle previsioni meno azzeccate degli scienziati del passato, per imparare dai loro errori. Proverò a fare anch’io qualche previsione sulla base delle opinioni degli scienziati di oggi, così fra qualche anno avrete occasione di vedere quanti sbagli avrò fatto anch’io.

La conferenza si tiene in occasione della Settimana di orientamento alla scelta universitaria ed è a cura dell’Università degli Studi di Trento, in collaborazione con la Libera Università di Bolzano. L’ingresso è libero. Porterò con me qualche copia dei miei libri più recenti (Luna e Vaccini, complotti e pseudoscienza).

Per maggiori informazioni consultate questo link; non usate invece questo, che al momento contiene informazioni non aggiornate.

Disinformatico radio del 14 giugno

Scusate il ritardo, sto recuperando gli arretrati: ecco il podcast della puntata del Disinformatico di venerdì 14 (la puntata del 21 è saltata causa morbillo), con i rispettivi temi:

Le parole di Internet: metadati. Se ne parla tanto in relazione al cosiddetto “Datagate” o scandalo delle intercettazioni di massa da parte dell’NSA statunitense, ma cosa sono?

Antibufala: la “superluna” del 23 giugno. Non ha nulla di “super” se non nella fantasia di giornalisti che non sanno nulla di astronomia.

Pulp-o-Mizer: poster retrofuturistici personalizzati. Seguite il link e lasciatevi incantare, se vi piace la grafica del futuro come l’immaginavano le riviste di fantascienza dei primi decenni del secolo scorso.

35 anni di Space Invaders. Come passa il tempo: provo a ripercorrere la storia di un classico dei videogiochi.

“Wargames” compie trent’anni. Oggi che si parla tanto di guerra elettronica e informatica, è affascinante vedere come veniva vista la questione tre decenni fa: un giro nostalgico tra accoppiatori acustici e tubi catodici.