Vai al contenuto

realtà virtuale

Panorama di Marte mozzafiato in realtà virtuale

Panorama di Marte mozzafiato in realtà virtuale

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Ci vorranno probabilmente decenni prima che qualcuno possa camminare su Marte e guardarsi intorno, ma i nostri emissari robotici sono già lì e le loro immagini possono essere composte per creare panorami che approssimano molto bene la sensazione di essere sul pianeta rosso.

Se avete un oculare per la realtà virtuale anche modesto, come per esempio Google Cardboard, potete guardarvi intorno spostando la testa con questo video, basato su immagini recentissime (sono state scattate dal rover Curiosity su Marte un mese e mezzo fa):

Se non avete un oculare, potete comunque guardarlo su uno smartphone o tablet e guardarvi intorno spostando il dispositivo. E se non avete neanche questi dispositivi ma un buon monitor, provate la versione ad altissima risoluzione, zoomabile a livelli impressionanti, che trovate qui su Trustedphoto.com. Buona visione.

Volo virtuale spettacolare con la Patrouille Suisse: l’inquadratura la scegliete voi

Volo virtuale spettacolare con la Patrouille Suisse: l’inquadratura la scegliete voi

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2015/07/24 1:05.

I video ripresi a bordo degli aerei delle pattuglie acrobatiche sono sempre spettacolari, ma ormai ce ne sono tanti, anche in altissima definizione. Se però volete un brivido nuovo e disponete di un browser recente in grado di riprodurre i video di Youtube ripresi a 360° (Google Chrome e Firefox vanno benissimo, per esempio), godetevi questo video della Patrouille Suisse e divertitevi a guardarvi intorno in tutte le direzioni trascinando il cursore o cliccando sulle frecce in alto a sinistra. Buona visione, preferibilmente a tutto schermo.

Per i tanti che se lo chiedono quando guardano in basso e si accorgono che i comandi si muovono da soli: no, l’aereo non è radiocomandato. Si tratta di un velivolo biposto e uno dei posti è occupato dal cameraman, che non deve toccare i comandi, mentre l’altro è occupato dal pilota, che invece i comandi li manovra eccome. Guardatevi intorno (anche dietro) e tutto sarà più chiaro.

Prova pratica della realtà virtuale di Samsung Gear VR

Prova pratica della realtà virtuale di Samsung Gear VR

Sono tornato ieri da Helsinki, dove ho partecipato a Slush, un evento informatico-mediatico decisamente spettacolare. Fra le varie novità che ho potuto vedere e provare c’è l’ultimo grido in fatto di realtà virtuale, il Samsung Gear VR (foto qui accanto), basato su tecnologia Oculus.

Avendo già provato Oculus Rift qualche tempo fa, ho potuto apprezzare i progressi fatti in termini di risoluzione e realismo dal nuovo sistema della Samsung: reazione ancora più rapida e fluida ai movimenti della testa, peso ridotto e risoluzione aumentata. La calibrazione un po’ tediosa presente in Oculus Rift sembra non essere granché necessaria (oppure il kit che ho provato era già stato calibrato bene per una distanza interoculare come la mia) e la percezione di un netto balzo in avanti dal punto di vista di tecnologia, confortevolezza e leggerezza è netta. Già ora, insomma, la realtà virtuale è pronta per un uso di massa nei giochi, nell’intrattenimento e nell’addestramento, sempre che l’utente non soffra di disorientamento.

Tuttavia questo salto di qualità ha un prezzo: il kit costa circa 200 dollari e non include il telefonone Galaxy Note 4, che se comprato a parte senza abbonamento costa circa 600 euro. Un po’ tanto per il giocatore occasionale, ma del resto i display a risoluzione Quad HD (2560×1440 pixel) per ora costano parecchio, e chi ha già il telefonone può usarlo come schermo per Gear VR spendendo una cifra ragionevole.

Per contro, ho notato qualche difetto nel rendering delle immagini: una sorta di distorsione di file diagonali di pixel che mi è sembrato simile a un difetto di compressione. Inoltre persiste, anche se molto più ridotto, l’“effetto zanzariera” che fa sembrare di guardare il mondo virtuale attraverso una griglia, perché anche con questa risoluzione del display si vedono ancora i singoli pixel. Sono limitazioni che mi hanno fatto uscire momentaneamente dall’illusione immersiva di trovarmi in un altro universo che caratterizza e rende affascinanti questi sistemi di realtà virtuale ma che sono accettabili per un uso per gioco o per addestramento, anche se dubito che guarderei un film in 3D su un oggetto del genere.

Trasparenza: la visita a Helsinki è stata resa possibile grazie all’ospitalità di F-Secure.

Ho provato Oculus Rift: la realtà virtuale stavolta funziona. Ed è inebriante

Ho provato Oculus Rift: la realtà virtuale stavolta funziona. Ed è inebriante

Grazie a un amico, Luca, ho provato Oculus Rift: un sistema di realtà virtuale che accoppia a un computer un visore costituito da uno smartphone e da una coppia di lenti. Ed è assolutamente inebriante.

Lasciate perdere i video che abbondano su Youtube: non rendono affatto giustizia all’esperienza fisica di vedere in 3D, tutto intorno a te, un intero universo. Quando ti giri, l’immagine ti segue, creando l’illusione di essere circondato dallo schermo. Quando ti avvicini al cruscotto della tua astronave, ne vedi i dettagli perché si avvicina a te, solida e tridimensionale. Quando ti sporgi di lato e guardi giù, vedi sotto di te il vuoto e ne percepisci la profondità.

Certo, la risoluzione è ancora relativamente modesta e crea davanti agli occhi un “effetto zanzariera” dovuto alla griglia di pixel, ma il cervello si abitua in fretta, tanto che dopo un’ora di esplorazione di universi a bocca aperta dallo stupore mi sono tolto l’Oculus Rift e ho avuto la bizzarra sensazione di cercare i pixel anche nella realtà.

A differenza dei sistemi di realtà virtuale del passato, soprattutto, Oculus Rift non è più affetto dal fastidioso ritardo fra movimento della testa e adeguamento dell’immagine, per cui non c’è più il mal di mare che caratterizzava le versioni precedenti, almeno nella mia esperienza.

Sono già disponibili giochi per Oculus, e le recensioni sono entusiaste; Rift è anche uno strumento perfetto per l’esplorazione museale e per l’addestramento e la simulazione in moltissimi ambienti, ed è disponibile a prezzi abbordabili (a patto di avere già un computer piuttosto potente). L’unico rischio è che la realtà virtuale sia talmente immersiva da non volerne più uscire.

Non ci sono parole o video che possano descrivere la sensazione che si prova a fluttuare sopra gli anelli di Saturno, che ti riempiono il campo visivo a distanza infinita e si riflettono sul vetro della tua astronave: l’unico modo per capire l’impatto di Oculus Rift è provarlo. Fatelo. Non ve ne pentirete.