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[IxT] Ghost in Italia a prezzi abbordabili (5 settembre 1998)

Un’anteprima rispetto a un mio articolo che uscirà
prossimamente sulla Gazzetta Sportiva (l’inserto domenicale della
Gazzetta dello Sport): Ghost _si può_ comperare in Europa a
prezzi sensati.

Dopo lunghe conversazioni telefoniche e via e-mail con Joe Jakubiak, del reparto vendite di Ghost in USA, posso confermare
che la versione Personal di Ghost (che fa il backup integrale del
sistema — _qualsiasi_ sistema, compreso Win95/98 — come il suo
fratello maggiore Ghost-e-basta) è disponibile anche per gli
utenti europei al prezzo di 90 dollari (89.99, per essere precisi).

Rispetto al milione e trecentomila lire richiesto dalla Innovative
Software in Svezia (distributore per l’Europa continentale) per la
versione completa, novanta dollari sono un bel risparmio.

L’unica differenza fra Ghost e Ghost Personal è (a parte la
licenza, che è monoutente invece che per 25 installazioni) che
non è possibile effettuare backup e restore tramite la rete
locale. E’ comunque possibile effettuarli via porta parallela
(utilissimo per chi, come me, deve fare il backup integrale del
portatile).

Per ordinare Ghost Personal basta mandare un e-mail a

ghost.sales@innovativesoftware.com

all’attenzione di Joe Jakubiak. Se oppongono resistenze,
specificate che avete sentito dell’offerta da me. Non ho una
percentuale sulle vendite.

Il programma vi arriva via e-mail. Il manuale (in inglese) è
lo stesso liberamente prelevabile dalla versione demo di Ghost.

Attenzione: Ghost è stato acquistato dalla Symantec, che
stando alla Innovative Software (attuale distributrice di Ghost)
intende variare la struttura dei prezzi. Pertanto loro consigliano di
comperare Ghost prima della fine di settembre, quando scatteranno i
nuovi prezzi.

C’e’ da fidarsi? E che ne so? E se poi i prezzi nuovi fossero più
bassi? Ripeto, non sono in alcun modo collegato alla Innovative
Software o ad alcuna delle aziende citate sopra. Parlo di Ghost
perché lo considero un programma utilissimo e indispensabile
per chiunque faccia un uso professionale del PC.

Il sito della Innovative Software è il seguente:

http://www.innovativesoftware.com

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Dove sono sparito? (5 settembre 1998)

Ho appena guardato la data dell’ultimo messaggio che ho inviato
per questa mailing list. Ferragosto. Mi vergogno tanto, ma sapete
com’e’, un viaggio, disastri tecnici a due dei miei componenti
hardware più vitali e (tanto per gradire) un’intossicazione
alimentare non aiutano ad essere prolifici.

Giusto per gli appassionati del genere “i casini altrui mi
fanno sentire meglio”, vi racconto cosa mi è successo.
Partito per l’Inghilterra in auto con la famiglia e l’ufficio mobile
al seguito, mi si è fuso il cellulare GSM che uso per
collegarmi a Internet mentre sono in viaggio (e’ scoppiato uno degli
elementi della batteria). Per fortuna ho altri 2 GSM di scorta…

A proposito, la trasmissione dati GSM _funziona_. E’ cara come il
fuoco, ma consente di collegarsi al proprio provider (a 9600 bps)
senza disperarsi con le prese telefoniche europee (tutte diverse) e
con le camere d’albergo (dove spesso la presa è inaccessibile
o addirittura non esiste: il filo va dritto nel muro). In più,
evita i ricarichi tariffari degli alberghi.

Sempre a proposito: quando mandate messaggi, ricordate che non
tutti sono fortunati come voi e pagano tariffa urbana per ricevere la
posta; c’e’ molta gente che, come me, è collegata a Internet
via cellulare quando viaggia. Prelevare 500K di allegati non
richiesti, quando si riceve a 9600 bit per secondo e si pagano
duemila lire al minuto, non induce a pensieri positivi verso il
mittente.

Sicché, amici, siate brevi e non intasate la Rete con fuffa
inutile; ricordate che la Netiquette impone che si chieda il
_permesso_ a un utente prima di mandargli file e quant’altro. Sempre.

E il secondo disastro? Beh, a parte l’intossicazione alimentare
che mi ha completamente bloccato a metà viaggio (mai fidarsi
delle torte fatte in casa…), all’arrivo sono finito nell’unico
posto d’Inghilterra dove i numeri di telefono si compongono ancora a
impulsi invece che con i toni. Per cui nonostante tentativi disperati
il mio modem (italiano) non riusciva a comporre i numeri del provider
che ho qui. Soluzione: uscire e comperare un modem inglese; non
funzionava nient’altro. Costoso, ma efficace: ora sono collegato a
44000 bps.

Nota tecnica: qui i provider non hanno numeri di accesso diversi
per ogni città. Hanno un unico numero che è tariffato a
costi locali a prescindere dal luogo da dove si chiama. Così
se uno si sposta in giro per l’Inghilterra non deve continuamente
cambiare numero di telefono d’accesso. In più il provider non
ha bisogno di avere POP sparsi fisicamente per tutto il paese, ma può
concentrare le risorse in un unico punto, contenendo i costi e
offrendo un servizio migliore. In Italia si è parlato di
istituire un analogo “numero blu”, ma come sempre avviene
nello Stivale, è tutto quello che se n’e’ fatto: se n’e’
parlato e basta.

Detto questo, vorrei ringraziare tutti quelli che mi hanno
scritto, preoccupati per il mio “lungo” silenzio, e tutti i
nuovi iscritti alla mailing list. Grazie, continuate così, e
spargete la voce!

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Altre novità su Ghost (14 agosto 1998)

Ho già parlato dell’utilissimo programma Ghost, che
consente di creare una copia integrale del proprio disco rigido e
della propria installazione di Windows 95 con tutti i programmi e le
personalizzazioni.

Il problema fondamentale di Ghost è il prezzo. Sono in
contatto con il rivenditore italiano:

Riccardo Bondesan
Software Solutions s.r.l.
Via Toscanini, 2
– 20020 Cesate (MI)
Tel. 02/99068228
Fax 02/99068230
e-mail:
softsol@tin.it

Mi ha confermato che in Italia per ora è in vendita
soltanto la versione professionale del programma, che costa oltre un
milione e mezzo IVA inclusa.

La versione per uso individuale, chiamata “Single-Access
version”, per ora è disponibile soltanto negli USA, ma il
rivenditore USA non la offre all’estero per motivi commerciali.

Se avete amici o parenti negli USA, potete comunque acquistarla
tramite loro. La versione dimostrativa gratuita di Ghost, funzionante
in tutto e per tutto ma limitata a un mese di utilizzo, è
reperibile presso

http://www.ghostsoft.com/main.htm

Per informazioni sull’acquisto, potete mandare un e-mail a:

sales@ghostsoft.com

oppure

ghost.sales@innovativesoftware.com

L’altra novità interessante di Ghost è un programma
totalmente gratuito chiamato Ghost Explorer. Questo programma per
Windows consente di leggere il contenuto di un backup integrale
creato con Ghost e di estrarne uno o più file.

Si tratta di una soluzione utilissima che consente di utilizzare
Ghost non soltanto come sistema di backup integrale, ma anche per i
backup periodici dei dati. Mentre prima recuperare un file da un
backup di Ghost significava sovrascrivere l’intero disco rigido, ora
è possibile estrarre uno o più file e ripristinarli
senza alterare il resto dei dati presenti nel computer.

 

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[IxT] Perdere soldi in Internet (6 agosto 1998)

Siete tentati di mettervi in proprio e fare il provider Internet,
visto il boom del settore? Lasciate perdere. Non è un buon
metodo per guadagnare. Soprattutto in Italia.

Infatti le linee di trasmissione dati italiane, indispensabili per
collegarsi a Internet come provider, hanno prezzi che l’Anuit (una associazione di consumatori) definisce giustamente
“scandalosi”.

Come descritto in un articolo del Sole 24 Ore del 5 agosto 1998,
nonostante i ribassi praticati da Telecom Italia l’anno scorso, una
linea punto-punto fino a 5 km costa il 25% in più in Italia
rispetto agli altri paesi.

Nei collegamenti su 50 e 300 km, poi, i prezzi di Telecom Italia
sono oltre il 100% in più rispetto a quelli europei.

Pensare di guadagnare quando il proprio fornitore chiave pratica
ricarichi di questo tipo e’, come dire, illusorio quanto lo è
ultimamente sperare di trovare una rivista senza Natalia Estrada in
copertina.

Insomma, se proprio ci tenete a fare i provider, emigrate!

Nuovo sito per convertitore da CD audio a file MP3

Come accennato a pagina 217 della terza edizione di “Internet
per tutti”, la Rete offre molti programmi per trasferire brani
musicali dai CD al computer. Questi file possono essere poi compressi
nel formato MP3, consentendo di creare intere compilation su disco
rigido (o su un CD masterizzato, dove ci stanno circa 200 brani).

Uno dei migliori programmi per il trasferimento da CD audio a
computer e’, per l’ambiente DOS e Windows, WinDAC. Ne ho già
parlato nei miei articoli: ritorno sull’argomento per segnalare il
cambio di indirizzo del sito dal quale prelevarlo, che ora e’
http://www.windac.de.

E’ un programma shareware utilizzabile per 30 giorni di prova; se
poi vi piace, mandate 40 marchi (+3 per le spese di spedizione)
all’autore, seguendo le istruzioni che trovate sul sito, e riceverete
la versione completa del programma, che consente anche di trasferire
porzioni specifiche di CD audio (utile per quei CD dove le canzoni
sono mixate fra loro).

Un altro sito meritevole è
http://www.audiograbber.com-us.net,
dove trovate un altro programma che inoltre consente di eseguire la
compressione dei livelli audio. Spesso i CD musicali sono incisi con
volumi diversi. Il risultato è che quando si suonano uno dopo
l’altro brani tratti da CD differenti il volume spesso cambia in modo
fastidioso. Il programma che trovate a questo indirizzo consente di
“pareggiare” i livelli di volume dei brani in modo da
evitare questo inconveniente.

 

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[IxT] Fare soldi in Internet (6 agosto 1998)

Volete un esempio di come si guadagna con Internet? Considerate il
signor Jack Marshall. Nel 1994 ha speso cento dollari per registrare
un nome di dominio (un nome di un sito, insomma). Adesso l’ha
rivenduto.

Il prezzo? 3,35 milioni di dollari.

Il nome del sito? http://www.altavista.com.

Da non confondere con il quasi omonimo motore di ricerca, che è
http://altavista.digital.com.

[Fonte: Time International della settimana del 10 agosto 1998]

Un altro esempio viene dalle microscopiche isole di Ascensione e
Sant’Elena. Siccome nei paesi industrializzati c’e’ carenza di
indirizzi Internet, molte nazioni finora poco considerate stanno
traendo lauti benefici dalla Rete vendendo i loro indirizzi.

Un indirizzo Internet a Sant’Elena o sull’isola di Ascensione (che
poi può essere dirottato ovunque nel mondo, per cui non
occorre che il sito sia fisicamente situato in questi remoti luoghi)
costa da 60 a 100 dollari.

Per gli indirizzi generici, come ad esempio
http://www.paolo.attivissimo.ac o http://www.internetpertutti.sh (AC e SH sono
rispettivamente i suffissi assegnati ad Ascensione e Sant’Elena), non
c’e’ convenienza rispetto a paesi come gli Stati Uniti. Il discorso
cambia se invece avete in mente qualcosa di più riconoscibile.

Ad esempio, gli indirizzi il cui nome richiama quello di aziende
importanti (come http://www.cocacola.com) sono già prenotati, di
solito dalle rispettive società, per tutelare il proprio
marchio.

Ma basta cambiare il suffisso del paese e il nome ridiventa
libero.

Pertanto è possibile acquistare per 100 dollari un
indirizzo di sicuro richiamo e facile da ricordare come
http://www.cocacola.ac, http://www.omnitel.ac o http://www.microsoft.sh anche se non siete
la Coca Cola company, Omnitel o Microsoft.

Chi prima arriva meglio alloggia: il primo a fare richiesta del
nome se lo prende, e poi è libero di rivenderlo all’azienda
corrispondente, magari a caro prezzo come Jack Marshall nelle righe
precedenti.

[tratto in parte dal notiziario online della CNN del 29 luglio
1998]

 

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[IxT] Virus via email: possibile con Eudora Pro, Outlook e Netscape (14 agosto 1998)

Non è la solita bufala. Stavolta si fa sul serio, ma
comunque non è il caso di allarmarsi. Alcuni fra i più
diffusi programmi di e-mail possono, in particolarissime condizioni,
veicolare un virus attraverso la posta elettronica.

Intendiamoci subito: la notizia che sto per darvi non viola il
concetto di base della sicurezza nell’e-mail, cioe’ che un _normale_
messaggio di e-mail non può, ne’ potrà mai, trasportare
un virus che automaticamente infetti il vostro computer.

Solo gli _allegati_ ai messaggi possono trasmettere virus.

Detto questo, vediamo cos’e’ successo. Ne hanno parlato molti
giornali anche non specializzati, col risultato di generare panico
inutile. Il pericolo esiste, ed è opportuno attrezzarsi, ma
non c’e’ da correre in giro strappandosi i capelli (se li avete).

Parte del materiale che riporto qui è tratto (con il
permesso degli autori) dall'”Internet Tourbus” di Patrick
Douglas Crispen e Bob Rankin.

Se v’interessa l’originale:

=[ Tourbus Rider Information ]=

The Internet Tourbus – U.S. Library of Congress ISSN #1094-2238

Copyright 1995-97, Rankin & Crispen – All rights reserved

Archives on the Web at http://www.TOURBUS.com

Join: Send SUBSCRIBE TOURBUS Your Name to
LISTSERV@LISTSERV.AOL.COM

Leave: Send SIGNOFF TOURBUS to LISTSERV@LISTSERV.AOL.COM

=

Quali programmi sono colpiti

Innanzi tutto una cosa: non tutti i programmi per la gestione
dell’e-mail sono colpiti da questo problema. Lo sono soltanto quelli
che hanno un particolare difetto di programmazione che li rende
vulnerabili.

I programmi vulnerabili sono:

— Microsoft Outlook

— Microsoft Outlook Express

— Netscape Messenger

— Netscape Communicator da 4.0 fino a 4.05 sotto Windows 3.1, 95, 98 e NT

— le sezioni e-mail e newsgroup di Netscape Communicator 4.5 Preview Release 1 sotto Windows 95, 98 e NT

e, per un altro motivo

— Eudora Pro 4.0 and 4.0.1 per Windows

— Eudora Pro CommCenter 4.0 e 4.0.1 per Windows

Le altre versioni di Eudora _non_ hanno questo difetto.

In particolare, non ne sono affetti Eudora Light, tutte le
versioni per Macintosh e tutte le versioni precedenti a quelle sopra
indicate.

Il difetto di Outlook, Outlook Express e Messenger

Come confermato da una delle fonti più autorevoli in
materia di sicurezza informatica, il Computer Incident Advisory
Capability (CIAC) del Dipartimento per l’energia degli Stati Uniti, Microsoft Outlook, Microsoft Outlook Express e Netscape Messenger
contengono una cosiddetta “vulnerabilità all’overflow del
buffer”, che consente a un e-mail o a un messaggio dei newsgroup
di contenere istruzioni potenzialmente pericolose in un header
(intestazione del messaggio) in formato MIME.

In termini terra terra: i nomi delle intestazioni dei messaggi
hanno un limite di lunghezza.

Ma cosa succede se un’intestazione è più lunga di
quanto consentito dal programma che la gestisce? In genere il
programma si limita a dare un messaggio di errore. Ad esempio, se
prelevo da Internet un file il cui nome è lungo più di
quanto ammesso dal mio sistema operativo, il nome di solito viene
troncato in modo da adattarlo al limite di lunghezza prescritto. Fin
qui, nessun problema.

Outlook, Outlook Express, Messenger e soci, invece, si ritengono
più furbi e si comportano in modo completamente diverso.

Questi programmi, infatti, non controllano la lunghezza
dell’header di un messaggio prima di elaborarlo. Se la lunghezza
supera il limite previsto, l’elaborazione avviene grosso modo così:

— il testo dell’header viene immesso in un’area di lavoro del
programma, ma l’header è troppo lungo per starci tutto

— la parte eccedente “tracima” dall’area di lavoro e va
a sovrascrivere alcune istruzioni del programma.

— se queste istruzioni sovrascritte vengono eseguite, e se
contengono comandi del tipo “formatta il disco” o “cancella
tutti i file” o “sostituisci tutte le A con F in tutti i
file”, le istruzioni dannose vengono eseguite senza che possiate
fare nulla per impedirlo.

Va detto che finora nessuno è riuscito a sfruttare questo
difetto di programmazione per causare danni (o almeno non se ne ha
notizia), ma il rischio esiste.

Il difetto di Eudora

Ecco un sunto della spiegazione fornita sul sito di Eudora, presso

http://eudora.qualcomm.com/security.html

Un utente malintenzionato può includere in un e-mail un
“applet” (microprogramma) in linguaggio Java o uno script. In questo modo
si può allegare a un e-mail un programma eseguibile (cosa del
resto possibile con qualsiasi programma di gestione della posta),
“nascondendo” il nome dell’allegato come URL nel messaggio.
Se l’utente clicca sull’URL nel messaggio, viene eseguito l’allegato,
dando la possibilità di infettare o altrimenti danneggiare il
computer del destinatario del messaggio.

Qualcomm ribadisce che il problema tocca:

— Eudora Pro Email 4.0 per Windows

— Eudora Pro Email 4.0.1 per Windows

e che il problema _non_ riguarda

— Eudora Pro Email 4.1 per Windows, disponibile in versione beta
sul sito Web della Qualcomm

— Eudora Light

— le versioni di Eudora Pro precedenti la 4.0

Si raccomanda _sempre_ di non lanciare allegati senza un controllo
antivirus, soprattutto se provengono da sconosciuti.

Come rimediare

Per Outlook Express, visitate
http://www.microsoft.com/ie/security/oelong.htm

Per Outlook ’98, visitate
http://support.microsoft.com/support/downloads/LNP499.asp e cliccate
su “More Information” sotto il paragrafo “OUTPATCH.EXE: Microsoft Outlook 98 Security Patch”.

Per Netscape Messenger (Mail), visitate
http://home.netscape.com/products/security/resources/bugs/longfile.html

Per Eudora, Qualcomm consiglia di prelevare dal suo sito la
“patch”, ossia un miniprogramma che modifica la vostra
versione di Eudora correggendone la parte difettosa. La patch è
disponibile da subito e gratuitamente.

Niente panico, dunque

L’e-mail è e continua ad essere un servizio sicuro. Anzi,
il più sicuro di Internet. I problemi di Outlook, Outlook Express, Messenger, Eudora e compagnia bella sono semplicemente la
conseguenza di programmazione di pessima qualità. Sapeste
quanti altri programmi hanno lo stesso difetto…

Ricordo comunque che nonostante gli allarmi diffusi in questo
periodo, anche con questi programmi non è possibile infettare
il computer semplicemente _leggendo_ sullo schermo un messaggio o un
e-mail di puro testo, qualunque sia il titolo del messaggio.

 

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[IxT] Backup integrale del sistema: come fare (5 agosto 1998)

Nell’articolo precedente di questa mailing list, e in un articolo
di prossima uscita sull’inserto domenicale della Gazzetta dello Sport (reperibile in Web presso http://www.gazzetta.it qualche
giorno più tardi), parlo di un problema degli utenti di
Win95/98: come fare una copia di sicurezza dell’intero contenuto del
computer, in modo da poter ripartire in breve tempo in caso di guasto
o sostituzione del disco rigido.

Due programmi che risolvono questo problema sono Ghost e
DriveImage (gli indirizzi dei siti li trovate nell’articolo in Gazzetta o
ricercando in Rete).

Ho alcune avvertenze per DriveImage. Fra i due è quello che
costa meno (139.000 lire più IVA in Italia, contro il milione e passa
della versione europea di Ghost, salvo trucchetti che vi racconto tra
poco), ma è anche il più problematico.

Infatti ha dei requisiti di memoria convenzionale molto
particolari.

La memoria convenzionale è quella nei primi 640 K della RAM
del vostro computer. Nei programmi DOS, questa memoria ha una
funzione molto importante perché è l’area di lavoro
primaria. Anche se avete 65 giga di RAM, se qualcosa intasa i primi
640 K di memoria convenzionale, i programmi DOS non girano.

Questo è esattamente il problema di DriveImage: vuole a
tutti i costi 585 KB (non 585000 byte, ma 585 kilobyte, che sono un
po’ di più) di memoria convenzionale. Solo che installando i
driver per la tastiera italiana e quelli per (ad esempio) un drive Iomega Zip, nonostante il caricamento alto del DOS con il comando
DOS=HIGH, UMB è facile che restino meno di questi fatidici 585
KB e quindi il programma non gira.

E’ quello che è successo a me. Ho acquistato e provato
DriveImage sul mio portatile collegato a un drive Iomega Zip. L’idea
era di fare un backup integrale del portatile. Solo che nonostante
una buona mezz’ora spesa al telefono con il cortesissimo servizio di
assistenza tecnica della Powerquest (in Inghilterra, accidenti alla
bolletta), non c’e’ stato nulla da fare: confermano che con una
configurazione di questo tipo il programma non può girare: o
meglio, gira ma non è in grado di creare backup su più
dischetti.

Per il resto, il programma gira bene e molti amici e colleghi lo
usano regolarmente per riversare l’intero sistema da un disco rigido
a un altro. Ma attenzione al limite di 585 KB!

Ghost non soffre di questa limitazione.

Altra chicca di DriveImage. Ricordate cosa dicevo delle pessime
traduzioni che imperversano in informatica? DriveImage ne è un
brillante esempio.

A differenza di Ghost, DriveImage è offerto in “italiano”:
voglio dire che il manuale contiene parole italiane strutturate
secondo una grammatica apparentemente italiana, ma la storia finisce
lì.

Faccio un esempio: DriveImage offre tre modalità di
compressione che nella versione italiana sono indicate a video (ma
non nel manuale) come Alta, Supporto e Bassa.

“Supporto”? Certo. Infatti nella versione originale le modalità erano High, Medium e Low. Evidentemente un primo traduttore ha tradotto
(correttamente) in Alta, Media, Bassa; ma poi un secondo traduttore
che passava di lì ha visto “media” e l’ha letta come
parola inglese (come in “mass media”) e quindi l’ha
ri-“tradotto” in “supporto”. Complimenti!

Sicché, come avrete capito, ho scelto Ghost. Ma mica sono
un nababbo che spende un milione per un programma di backup (anche se
confesso che ci sono notti in cui darei volentieri un milione per
tirarmi fuori dai guai che mi combina Win95/98 per lavoro).

Allo stesso tempo, non me la sento di usare la versione crackata

(ossia cui è stata tolta dagli hacker la protezione
antipirateria).

Ghost è un ottimo programma che risolve magnificamente un
problema serio. La maggior parte della gente scrive programmi per
vivere, non per beneficenza. Piratare significa togliere la pagnotta
di bocca a chi ha faticato per scrivere un programma utile.

Se quelli di Ghost o Winzip, ad esempio, non riescono a
guadagnarsi da vivere scrivendo ottimi programmi perché
qualcuno li pirata, si cercheranno un altro lavoro e a noi toccherà
usare i pessimi programmi magnanimemente distribuiti a prezzi
incivili dai colossi del software (non faccio nomi ma solo numeri:
3.1, 95, 98).

Allora, come si fa ad avere Ghost legalmente senza spendere un
milione e dando la legittima quota a chi l’ha scritto?

Due soluzioni: acquistarlo tramite la filiale inglese della Ingram
Micro, a trecentomila lire più IVA, oppure acquistarlo negli
USA a ottanta dollari (diciamo centosessantamila lire).

In entrambi i casi è sufficiente dare un indirizzo di
e-mail e un indirizzo postale (fisico) dei rispettivi paesi. Basta
insomma avere un amico o collega nei due paesi che faccia da
acquirente e poi rivenda a voi il software. Legalmente!

Queste cifre non vi danno la versione professionale del programma,
che è quella da un milione di lire, ma la versione Home, che è
sufficiente per gestire un singolo computer. Per la maggior parte
degli utenti questo è più che abbastanza.

Ma funziona davvero Ghost?

Accidenti se funziona. Il messaggio che state ricevendo è
stato scritto su una macchina dalla quale ho fisicamente cancellato
tutto Windows 95, tutti i dati e tutti i programmi e poi ho usato
Ghost.

Ho collegato la macchina “vittima” delle prove (il mio
portatile) con un cavo parallelo tipo Lap-Link, reperibile in negozio
a circa 40.000 lire, al mio altro PC. Ho avviato i due computer con
Ghost su entrambi e li ho messi in comunicazione tramite l’opzione
LPT (che attiva il collegamento via parallela).

Poi ho detto a Ghost di fare un backup completo, salvando la copia
sull’altro PC. Ci ha messo due ore (per 800 MB di programmi, dati e
sistema operativo).

Infine, il Grande Esperimento. Incrociando le dita e facendo i
debiti scongiuri (e dopo aver fatto comunque altre _due_ copie di
backup dei dati con altri metodi), ho formattato il disco rigido
della macchina “vittima”. Ho eliminato anche le partizioni
nascoste per l’ibernazione del portatile, distrutto le partizioni DOS
logiche, e quant’altro. Insomma, cancellato tutto il disco rigido,
simulando un disastro informatico.

Poi ho riavviato Ghost sul portatile con un floppy di avvio
bootabile (cioe’ contenente un DOS minimo) e gli ho detto di
rimettere le cose a posto attingendo dalla copia sull’altro PC.

Due ore dopo, ero di nuovo pienamente operativo. Tutti i
programmi, le partizioni, i settori di boot di Win95, insomma tutto
era tornato a posto come prima. Magico.

Se avete due dischi rigidi sullo stesso PC, potete ridurre questi
tempi di trasferimento a pochi minuti. Se poi trasferite la copia del
disco rigido a un CDROM masterizzato, avete una copia perfetta del
vostro intero sistema da usare per prove e collaudi.

 

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[IxT] Altri commenti su Win98: nel bene e nel male (5 agosto 1998)

Qualcosa di buono in Win98 c’e’. Se riuscite a non farvi distrarre
dai fastidiosissimi menu a tendina animati (senza dubbio un
miglioramento di cui sentivamo l’esigenza improrogabile) e provate a
spostare un elevato numero di file in un sol colpo, trasferendo ad
esempio una cartella contenente molti file, noterete un utile
miglioramento rispetto a Win95.

Invece di indicare il tempo necessario per trasferire il file che
sta trasferendo in quel momento (come fa Win95), Win98 indica il
tempo _totale_ richiesto per trasferire tutti i file.

Se vi capita di fare spostamenti massicci, come capita a me per le
masterizzazioni della mia raccolta musicale e delle mie fotografie
digitali, troverete molto comoda questa indicazione più
precisa dei tempi totali necessari.

E’ senz’altro utile, ma vale duecentoquarantamila lire?

 

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[IxT] Fax in Windows 98: aggiornamento (5 agosto 1998)

Nel mio articolo precedente lamentavo la mancanza della funzione
Fax in Windows 98 (che invece era presente in 95). Molti di voi,
invece, si sono lamentati di me e della mia svista. Infatti il fax,
in un certo senso, c’e’ eccome.

Ma solo “in un certo senso”. Mi spiego. La normale
installazione di Windows 98 _non_ installa il fax. Non c’e’ traccia
delle funzioni fax nel manuale e nella Guida online.

Tuttavia c’e’ una directory del CDROM di installazione che
contiene un programma per la gestione del fax. Di questa directory il
manuale e il programma di installazione, però, non fanno
menzione.

Quindi, dal punto di vista dell’utente normale, che ha cose più
importanti da fare che frugare nelle directory di un CD (tipo
lavorare o badare alla famiglia), il fax in Windows 98 non c’e’. In
Windows 95, invece, veniva installato automaticamente.

Pertanto mantengo la mia opinione: in questo senso Win98 è
un passo indietro.

Per fare un’analogia: molti telefoni cellulari contengono menu e
funzioni nascoste e non documentate. Il mio telefonino, ad esempio, è
in grado di dirmi a che distanza si trova la stazione radio base più
vicina e una caterva di altre informazioni relativamente utili. Sono
funzioni diagnostiche nascoste nella maggior parte degli apparecchi.
Ma il manuale non ne parla, quindi per l’utente normale è come
se non esistessero.

Fra l’altro, so per certo che gran parte degli apparecchi
elettronici ha funzioni di questo tipo. Le Ferrari destinate agli
USA, ad esempio, hanno una routine nascosta nella centralina di
controllo per ridurre le emissioni inquinanti durante il ciclo di
test per l’omologazione. anche i telefonini giocattolo che un mio
amico ha regalato alle mie bambine (grazie Odo) hanno una funzione
nascosta: pigiando due tasti ben precisi, al posto dei suoni
telefonici esce una musichetta. E così via.

Ma torniamo a bomba. Dicevo che c’e’ una directory del CD di Win98
che contiene un programma per mandare e ricevere fax. Per dimostrarvi
quanto è ben nascosta, provate voi a trovarla e ditemi se è
stato facile (se non la trovate, ve la indico io nel prossimo
articolo).

Se una funzione è così difficile da trovare e va
aggiunta manualmente (e soprattutto usando una procedura non
documentata), possiamo dire in tutta onestà che fa parte della
normale installazione?

Direi di no.

Funzioni nascoste a parte, c’e’ da dire che comunque la mancanza
di un programma fax in Windows 98 non è una grave omissione:
infatti praticamente tutti i modem vengono venduti con un programma
di questo tipo. Magari è una fetecchia, ma almeno non siete
strettamente obbligati a scucire altri soldi come dicevo
nell’articolo precedente.

Infine aggiungo che sul sito Microsoft (www.microsoft.com) e in
molti dei CD allegati alle riviste d’informatica che stanno uscendo
in questo periodo si può trovare Outlook nella versione
integrale (non nella versione Express allegata a Windows 98), che
gestisce la funzione fax.

Includerla direttamente nel CD di Win 98 sarebbe costata troppa
fatica?

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Brutte traduzioni: di chi è la colpa? (24 luglio 1998)

A proposito di traduzioni. Sapete perché le traduzioni dei
programmi fanno così pena? (no, non è perché non
me ne sono occupato io fino a oggi). Perché i tempi a
disposizione sono (vergognosamente) ristretti e i traduttori sono obbligati a usare
la stravagante terminologia Microsoft.

Esempio pratico. Il manuale tecnico che sto seguendo (ne traduco
però solo una parte) conta mezzo milione di parole: diciamo
mille e passa pagine fitte di terminologia tecnica.

Devono essere pronte per fine agosto e il lavoro è stato
affidato nei giorni scorsi, distribuito fra un team di traduttori che
devono studiarsi il glossario ufficiale Microsoft (10 MB di testo). 500.000 parole in un mese: roba da far
schiattare un toro (se i tori traducessero).

Inoltre molto spesso i traduttori lavorano “alla cieca”,
vale a dire che non conoscono e non vedono il programma che traducono
(non è il mio caso: ho acquistato un PC apposta). In più
sono obbligati da Microsoft a usare la forma “si”
impersonale (“si è dimenticato di formattare il disco
floppy” al posto di un più naturale “hai dimenticato di formattare il dischetto”) e altri
artifici linguistici che vi risparmio.

Il risultato della fretta e delle norme imposte è un
italiano stentato e ampolloso, ambiguo e ostico, che per il lettore
italiano è forse più difficile dell’inglese originale.
Quindi non prendetevela troppo coi traduttori, la prossima volta: è
tutta gente che si fa maratone alla tastiera e cerca di fare del
proprio meglio in condizioni impossibili.

 

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