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[IxT] L’handicap ha creato la Rete (18 ottobre 1998)

Non sono uno che si stupisce facilmente, ma sono rimasto sorpreso
dalla partecipazione veramente numerosa dei non vedenti alla vita di
Internet. Ce ne sono molti iscritti a questa mailing list e la loro
attività in Rete è tutt’altro che trascurabile.

In Italia non siamo abituati a vedere molti portatori di handicap
in giro; fa parte delle abitudini sociali locali che chi ha un
handicap venga escluso da tutto automaticamente, anche perché
non c’e’ _niente_ che consenta loro di vivere almeno in parte come
gli altri. Le macchine parcheggiate sui marciapiedi, gli
automobilisti che non rispettano le strisce pedonali, le scalinate in
stile littorio negli uffici pubblici (giusto per dirne qualcuna)
testimoniano del disinteresse generale — anzi, chiamiamolo con il
suo nome: menefreghismo.

[Sono particolarmente sensibile alle cosiddette “barriere
architettoniche” perché in questo periodo ne incontro
tante anch’io. Provate a portare in giro un passeggino gemellare e vi
farete una pallida idea di quello che deve subire una persona su una
sedia a rotelle o un cieco (che non vede la vostra moto messa di
traverso sul marciapiede)]

Sicché, per quelli che considerano ciechi, sordi,
paraplegici e portatori di handicap in genere un peso per la società,
racconto una noticina che (magari) li farà riflettere.

Devo questa segnalazione a un lettore della ML.

Vinton Cerf è uno dei veri padri di Internet, e questo lo
sanno in molti. Quello che è poco noto è che è
praticamente sordo, con 55-60 dB di attenuazione in entrambe le
orecchie. Ha iniziato a portare apparecchi acustici a 13 anni, quando
aveva circa 25 dB di attenuazione.

Anche sua moglie Sigrid è sorda e quindi Vinton Cerf ha da
sempre il problema di non poterle telefonare. Negli anni Sessanta, quando i tecnici gettavano le fondamenta di Internet, a
chi ci sentiva bene l’idea di perdere tempo a scrivere un messaggio
sembrava una stupidata: è molto più spiccio prendere il
telefono e parlare. Ma Vinton sapeva bene che non tutti hanno questa
fortuna.

Sicché decise di includere una funzione di scambio messaggi
negli standard dell’allora nascente Internet (all’epoca Arpanet),
nonostante non facesse parte dei piani originali. Da questo handicap
nacque quello che ora chiamiamo e-mail.

Dunque leggete queste righe, e scambiate messaggi per poche lire
con tutto il mondo, grazie a una coppia di sordi.

Fra l’altro Vinton Cerf racconta in Rete che sua moglie si è
fatta mettere due impianti cocleari della Clarion ed è
entusiasta. Ora usa il telefono e ci sente bene anche nelle stanze
affollate. Spero che l’informazione possa essere utile.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Bertinotti nella mia mailbox? (18 ottobre 1998)

“Carissimo Fausto, mi dispiace che un uomo come te, sia
finito a dirigire un partito che si è costituito per
conservare gli aspetti culturali e la validità del comunismo
nella nostra società post-moderna…..”

Così iniziava un e-mail che mi sono trovato nella casella
postale

Internet alcuni giorni fa. Dopo essermi ripreso dalla sorpresa, ho
rispedito il messaggio al mittente avvisandolo che non era
evidentemente arrivato al destinatario previsto.

Eppure il campo “To:” del messaggio era corretto:

To: <fausto.bertinotti@rifondazione.it>

Come possono succedere disguidi macroscopici di questo tipo?

Le cause possono essere infinite (un errore di configurazione di
uno dei tanti nodi attraverso i quali transita un messaggio, ad
esempio) ed è sostanzialmente inutile tentare di indagare.

Succede e basta.

Cosa più importante, questo esempio di “glasnost”
involontaria deve servire a ricordarci la regola d’oro: l’e-mail non è ne’ riservata, ne’ garantita, e non bisogna
quindi comportarsi come se lo fosse.

La riservatezza di una e-mail è sostanzialmente _zero_. E’
come una cartolina postale: chiunque la maneggi durante il transito
la può leggere. Se poi viene recapitata all’indirizzo
sbagliato, come in questo caso, può finire persino nelle mani
di un utente a caso.

Inoltre il recapito non è garantito. Quando inviate un
messaggio, non dovete presumere automaticamente che arriverà
di certo a destinazione. Internet è una rete basata sul
concetto di “faccio del mio meglio, ma non garantisco”.

Pertanto se dovete spedire informazioni riservate, o se volete
essere sicuri che il destinatario le riceva, proteggete la vostra
posta con uno dei tanti sistemi di crittografia liberamente
disponibili e verificate che arrivi a destinazione facendo una cara,
semplice, tradizionale telefonata.

 

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[IxT] Altri telefonini con porta seriale (18 ottobre 1998)

Si allunga la lista dei telefonini collegabili al PC con un cavo
seriale: dopo i vari modelli Ericsson e Nokia, un lettore mi segnala
che anche il Mitsubishi MT-35 si collega al computer con il suo bravo
cavetto seriale.

 

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[IxT] Uova di Pasqua: le foto (16 ottobre 1998)

Alcuni lettori mi hanno scritto a proposito del mio articolo sulla Gazzetta dello Sport a proposito delle “uova di Pasqua”
(i programmi o le sorprese nascoste nel software). Visto che molti
non sono riusciti a duplicare le mie istruzioni, soprattutto per
trovare il giochino nascosto in Excel, ho preparato una paginetta Web
con un paio di immagini del gioco e le istruzioni più
dettagliate.

L’indirizzo e’

http://www.geocities.com/capecanaveral/1173/eastereggs.html

Così gli increduli si ricredono 😉

 

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[IxT] Ancora DVD: apparecchi senza protezione regionale (16 ottobre 1998)

A proposito di lettori di DVD che scavalcano gli stupidi codici
regionali presenti nei film registrati su DVD, per cui un utente
italiano non può vedere un DVD comprato in America,

Giuseppe Sardo, un giornalista del Tirreno che ha la pazienza di
leggersi questi miei articoli, mi segnala tre siti che vi giro
volentieri:

http://www.codefreedvd.com&nbsp;

http://www.e-town.com/dvd&nbsp;

http://www.stonedesign.dk/dvd

Il primo, in particolare, offre gratuitamente il software per
disattivare la protezione regionale sul DVD per computer della Creative. Tutti vendono lettori per DVD modificati per ignorare il
codice regionale. Se questo renda nulla la garanzia del fabbricante,
beh, non lo so ma direi di sì.

Felice shopping!

 

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[IxT] Apparecchi per musica MP3 (13 ottobre 1998)

Sto invecchiando. Ero convinto di aver scritto e pubblicato un
magnifico pezzo a proposito dell’hardware per suonare gli MP3 senza
computer, ma non ne ho traccia. Sarà finito in Tumbolia (il
posto dove finiscono le chiavi della macchina quando non le trovate e
i palloncini sfuggiti ai bambini).

Per cui perdonatemi se mi ripeto. Dicevo, gli MP3 sono magnifici:
file audio in qualità quasi da CD, compressi al punto che ci
stanno duecento canzoni su un CD-ROM.

Il guaio è che richiedono un computer per essere suonati.
Non tutti hanno la fortuna (o la voglia) di portarsi in giro un
Pentium portatile per suonare musica.

L’ideale sarebbe un apparecchio, magari un lettore di CD tipo
walkman, che fosse in grado di leggere i CD-ROM contenenti musica
compressa in formato MP3. Così con un solo CD ci si porta in
giro otto-dieci ore di musica. Splendido.

Non mi risulta che ci siano in giro apparecchi del genere. Però potrei sbagliarmi; la Rete è grande. So invece di apparecchi
autonomi ancora più sofisticati.

Il difetto di un lettore di CD, come ben sanno quelli che l’hanno
in macchina o lo usano quando fanno jogging, è che il CD
“salta”. Nonostante i moderni lettori abbiano memorie
tampone per “nascondere” la perdita della traccia, capita
spesso che la musica venga interrotta a causa di uno scossone anche
modesto (una buca nella strada, ad esempio). Ma con l’informatica si
può fare di meglio.

Infatti sono in vendita apparecchi per suonare musica compressa in
formato MP3 totalmente privi di parti in movimento e quindi immuni
agli scossoni e alle vibrazioni. Contengono una quantità
notevole di memoria (di solito flashRAM) che usano per immagazzinare
i brani.

Si collegano al PC tramite porta parallela. Dal PC si scaricano i
brani MP3 sull’aggeggio e poi lo si può portare in giro. Non
avendo motorini o altro da far girare, le batterie durano moltissimo.

Bellissimo. Unico difetto: il prezzo, ancora stratosferico (più
di un lettore di MiniDisc), intorno al milione di lire. C’e’ anche da
dire che trasferire tanti brani dal PC all’aggeggio tramite parallela
richiede parecchio tempo e può diventare una scocciatura.

La Diamond Multimedia (http://www.diamondmm.com/rio/) offre un
lettore di questo tipo. C’e’ anche MPMan, presso
http://www.emmpeethree.co.uk/hardware/mpman, che offre un modello da
16 mega a 600.000 lire (64 mega costano il doppio).

Certo che anche in 64 mega non ci sta molto: un’oretta di musica
in qualità CD, aumentabile sacrificando la qualità
audio (riducendola a quella FM non ci si rimette molto e la durata
aumenta parecchio). Attendiamo versioni con 600 mega di RAM. Al ritmo
al quale stanno crollando i prezzi, non ci dovrebbe volere molto.

 

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[IxT] Riconoscimento vocale: finalmente funziona (7 ottobre 1998)

Le notizie su Internet sono tante ogni giorno e faccio del mio
meglio per darvi quelle davvero utili. Il mio concetto e’ “se
una novità non ti cambia la vita, non vale la pena di
scaldarsi troppo”.

E’ per questo che faccio un’eccezione e parlo di un programma che
non ha niente a che vedere con Internet. E’ un programma che mi sta
cambiando la vita (lavorativa e non solo) e penso lo possa fare anche
per voi.

Sto parlando, come avrete inevitabilmente dedotto dal titolo, del
software per riconoscimento voce. Come me, molti di voi si saranno
scottati comperando le prime, farraginose versioni di questi
programmi e avranno deciso “mai più”.

E’ venuto il momento di ricredersi. Ho acquistato ViaVoice 98,
dell’IBM (ma giuro che non è un programma nel solito,
tossicissimo “stile IBM” cui ci avevano abituati bufale
come il mitico EasyWriter), versione per il riconoscimento voce in
inglese (esiste anche la versione italiana a circa 120.000 lire,
cuffia e microfono compresi).

E funziona. Accidenti, come funziona. E’ un po’ noiosa la fase di
addestramento per consentirgli di adattarsi al modo tutto personale
che ognuno di noi ha di pronunciare le parole, ma una volta superata
questa fase inizia il divertimento.

ViaVoice riconosce il parlato continuo. Basta parlare in modo
chiaro, senza pause fra le parole. Anzi, più veloce andate,
stranamente, e meglio e’. Se dovete battere un testo, vi basta
leggerlo alla velocità alla quale leggete normalmente.

Errori? Pochi, e in rapida diminuzione. Al di là della
qualità del riconoscimento audio, quello che rende validi
questi programmi è l'”intelligenza” nel capire il
contesto per risolvere le ambiguità, che è poi quello
che facciamo noi per distinguere fra “l’ontano” e
“lontano”.

Cosa ancora più carina, ViaVoice impara dai suoi errori. Ad
esempio, i testi che mi capita di tradurre sono pieni di numeri
(“inserire la vite 8 nel foro 10…”). Dapprima ViaVoice li
scriveva come parole.

Poi gli ho detto di correggersi. Ho indicato quattro o cinque
volte, durante la rilettura (comunque necessaria), di sostituire
“quattro” con “4”. Da quel momento in poi ha
“capito” che tutti i numeri che dico vanno scritti come
cifre. Splendido.

Produttività? Beh, io batto a macchina a circa 60-70 parole
al minuto, secondo i programmi di conteggio che uso. Fra pause per
pensare, girare le pagine, riprendere il segno, sgranchirmi le dita e
quant’altro, mi ci vuole un paio d’ore per tradurre in bozza una
ventina di pagine.

Con ViaVoice ci metto un’ora e dieci. Cinquanta minuti netti
risparmiati (e soprattutto niente indolenzimento alle dita!), un paio
di volte al giorno, cambiano la vita lavorativa e migliorano quella
privata (più tempo per me e per la mia famiglia e per la mia
mailing list…).

Con l’arrivo di Internet è tornato di moda scrivere. Siamo
diventati tutti scribacchini a furia di rispondere agli e-mail e
scrivere nei newsgroup. Solo che scrivere porta via tempo e, per chi
non ha dimestichezza con la tastiera, stanca molto e fa perdere il
filo dei pensieri.

Rispondere a tutta la posta, ad esempio, porta via tempo e fatica
in dosi industriali. Dettare le risposte invece di scriverle è
un immenso passo avanti: con ViaVoice è possibile sul serio.

Intendiamoci: io ho scelto ViaVoice perché era il programma
più adatto alle mie esigenze (dettare enormi quantità
di testo, vocabolario enormemente espandibile).

Però non consente di comandare il computer a voce (scrive
solo in Word 97) e ha esigenze notevoli: almeno un Pentium 200 con 64
MB di RAM. Questo non vuol dire che sia l’unico programma valido del
suo genere: Dragon Dictate, ad esempio, pare sia un ottimo
contendente. Ma io ho provato ViaVoice e lo posso consigliare
caldamente: gli altri non li conosco.

 

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[IxT] Rialzi tariffari Telecom? Certamente (6 ottobre 1998)

I giornali facciano pure le polemiche che vogliono, come al
solito; i movimenti di consumatori si perdano pure in crociate
insensate per l’abolizione del canone Telecom, efficaci quanto quella
contro la TUT; tanto alla fine la Telecom avrà gli aumenti che
vuole. Chiederà cento per ottenere cinquanta, che è in
realtà quello che voleva ottenere in partenza.

Questa, amici, è la triste sostanza di come andranno le cose
nei prossimi mesi. Le telefonate urbane aumenteranno e con loro il
canone mensile. Collegarsi a Internet costerà quindi di più.

Le chiamate interurbane scenderanno di costo e chi si collega a
Internet in interurbana ne sarà lieto. Ma gli altri (la
maggioranza) che si collegano in rete urbana avranno penalizzazioni
significative.

Inutile per ora perdersi nei dettagli e nelle ipotesi: non appena
saranno pubblicate le nuove tariffe Telecom aggiornerò la mia
pagina Web dedicata ai costi di accesso a Internet in Italia.

Una sola cosa è certa: conviene navigare adesso, finché
costa poco; prelevate ora quei megabyte di programmi e giochini che
rimandate sempre a domani!

 

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[IxT] Non solo Ericsson (6 ottobre 1998)

Negli articoli scorsi ho raccontato delle mie personali esperienze
con Internet via cellulare usando un telefonino Ericsson.

Giusto per non dare l’impressione che solo Ericsson fa telefonini
adatti per Internet, devo segnalare che anche Nokia produce
telefonini che rispecchiano i miei consigli pratici su come dovrebbe
essere un cellulare per trasmissione dati (cioe’, fondamentalmente,
essere collegabile al PC tramite una normale porta seriale).

Allora perché uso Ericsson? Perché quando ho fatto
l’abbonamento alla rete cellulare, in Inghilterra, mi davano soltanto
il telefonino Ericsson. Altrimenti avrei senz’altro considerato i
modelli Nokia. Tutto qui.

 

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[IxT] Aggiornamento sui DVD (5 ottobre 1998)

In un articolo del primo semestre di quest’anno ho accennato ai
problemi che affliggono i DVD, cioe’ i nuovi dischetti, simili a CD,
che consentono di contenere un intero film e che soppianteranno le
videocassette preregistrate.

Il problema primario, come dicevo, è che i DVD hanno una
protezione regionale. Grazie ad appositi chip, un disco DVD comperato
in un paese può essere suonato soltanto con lettori DVD dello
stesso paese. Sto semplificando, perché in realtà i
codici di zona comprendono vari paesi, ma il concetto è
fondamentalmente lo stesso.

Sembrebbe dunque che non sarà possibile fare con i DVD
quello che facciamo con i normali CD musicali, cioe’ comperarli dove
ci pare (ad esempio negli USA, dove costano molto meno) e comperare
dischi locali quando andiamo in vacanza. Sembrerebbe.

Nel mio articolo auspicavo che si trovasse una soluzione software
a questa stupida imposizione (dettata, pare, da “esigenze di
protezione antipirateria”. Ma fatemi il piacere). Infatti è
arrivata, ed è arrivata (ecco il nesso) via Internet.

Non sono chiaroveggente; semplicemente conosco come funziona il
mondo di Internet e so per esperienza che ogni volta che qualche
cervellotico dirigente del marketing impone una protezione stupida su
un prodotto che interessa a tanti avere, la comunità di
Internet trova la maniera di scavalcare quella protezione. La
resistenza è inutile, come dicono i Borg.

E così ecco il rimedio: i lettori di DVD per computer, come
sospettavo, sono effettivamente “zone-free”, cioe’ esenti
dal controllo di zona, o sono riprogrammabili con appositi software
offerti in Rete in modo da disattivare il controllo di zona. In altre
parole, un lettore di DVD per computer suonerà qualsiasi DVD di qualsiasi regione
del mondo. Chiedete ragguagli al rivenditore prima di comperare,
comunque!

Meglio ancora: esistono anche i lettori di DVD separati dai
computer, cioe’ da integrare nell’impianto audio/TV di casa, privi
del controllo di zona. Costano una cifra (quasi due milioni, contro
le 3-400.000 di un lettore per PC), ma esistono. Il trucco è
comperarli in un paese che, secondo gli accordi internazionali, è
esentato dal controllo di zona sui DVD. La Svezia, ad esempio, gode
di questa esenzione.

Naturalmente in teoria i lettori di DVD “sprotetti” sono
da vendere soltanto ai residenti, ma sappiamo tutti come aggirare
questo inconveniente del tutto secondario…

 

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