A proposito di traduzioni. Sapete perché le traduzioni dei
programmi fanno così pena? (no, non è perché non
me ne sono occupato io fino a oggi). Perché i tempi a
disposizione sono (vergognosamente) ristretti e i traduttori sono obbligati a usare
la stravagante terminologia Microsoft.
Esempio pratico. Il manuale tecnico che sto seguendo (ne traduco
però solo una parte) conta mezzo milione di parole: diciamo
mille e passa pagine fitte di terminologia tecnica.
Devono essere pronte per fine agosto e il lavoro è stato
affidato nei giorni scorsi, distribuito fra un team di traduttori che
devono studiarsi il glossario ufficiale Microsoft (10 MB di testo). 500.000 parole in un mese: roba da far
schiattare un toro (se i tori traducessero).
Inoltre molto spesso i traduttori lavorano “alla cieca”,
vale a dire che non conoscono e non vedono il programma che traducono
(non è il mio caso: ho acquistato un PC apposta). In più
sono obbligati da Microsoft a usare la forma “si”
impersonale (“si è dimenticato di formattare il disco
floppy” al posto di un più naturale “hai dimenticato di formattare il dischetto”) e altri
artifici linguistici che vi risparmio.
Il risultato della fretta e delle norme imposte è un
italiano stentato e ampolloso, ambiguo e ostico, che per il lettore
italiano è forse più difficile dell’inglese originale.
Quindi non prendetevela troppo coi traduttori, la prossima volta: è
tutta gente che si fa maratone alla tastiera e cerca di fare del
proprio meglio in condizioni impossibili.
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.