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[IxT] Carte prepagate anche per Internet? (6 ottobre 1998)

Come per i telefonini, anche per gli abbonamenti arrivano le
soluzioni prepagate. Secondo il Sole 24 Ore del 2/10/98, TIN sta per
distribuire una sorta di carta Internet ricaricabile, al prezzo di
99.000 lire, che include 50 ore di accesso alla Rete. Le ricariche,
disponibili a blocchi di 50 ore, costeranno 80.000 lire l’una.

Conviene? Tutto dipende da una sola cosa: da quanto usate
Internet. ad esempio, un utente molto occasionale (o un turista che
viene in Italia) può trovarla più conveniente di un
abbonamento normale (240.000 lire all’anno o più). Ma 80.000
lire per 50 ore significano 1.600 lire l’ora, cui si sommano, se ho
ben capito, i normali costi telefonici. Occhio a fare bene i conti.

Certo che se fosse incluso il costo telefonico perché si
accede tramite numero verde, beh… gli utenti situati nelle zone in
cui si arriva a Internet solo tramite chiamata interurbana farebbero
i salti di gioia. Ma non ci contate.

Così come non vi conviene contare sulla possibilità
dell’anonimato.

Solo perché non avete un abbonamento e un account fissi non
significa che non sia possibile rintracciarvi. Quindi non fate cose
riprovevoli pensando di essere protetti dall’anonimato! Infatti TIN
chiederà sicuramente i vostri dati personali e quindi saprà
come pescarvi se non fate i bravi.

E di questi tempi è facile finire nei guai, con tutta
questa faccenda della pedofilia. La pedofilia non è un
problema da sottovalutare, per l’amor del cielo: ma i “media”
l’hanno sfruttata per creare nella gente l’associazione “Internet
uguale pedofili”. Se pubblico le foto delle mie bimbe, Linda e
Lisa, nel mio sito Web, istigo alla pedofilia? Secondo molta gente
sì. Povera Italia.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Il caso Marta Russo in Internet (27/9/98)

Manco a farlo apposta, nel mio precedente articolo per questa ML
chiedevo quando Internet sarebbe stata usata anche in Italia per
rendere pubblici gli atti giudiziari.

Beh, un primo passo c’e’ stato. L’interrogatorio della Alletto,
che ha suscitato tante (giustissime) polemiche sul modo di fare molto
disinvolto dei magistrati italiani, è disponibile online in
video presso il sito di Radio Radicale

(http://www.radioradicale.it/martarusso/spot-alletto.html).

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Net2Phone riduce le tariffe (14/9/98)

Avete già forse sentito parlare di Net2Phone in un mio
articolo sulla Gazzetta Sportiva: è uno dei tanti programmi
che consente di telefonare via Internet, con la differenza
interessante che vi permette di chiamare qualsiasi normale utente
telefonico ovunque nel mondo. Voi vi collegate a Internet e usate
Net2Phone; il vostro interlocutore non deve far altro che rispondere
al suo telefono. Comodo.

Unico neo: le tariffe. A differenza dei servizi di telefonia Internet dove entrambi gli interlocutori usano un computer, qui le
telefonate si pagano. Fino a poco tempo fa, la differenza fra tariffa
Telecom e tariffa Net2Phone era interessante solo per chiamate fuori
Europa; adesso le cose sono cambiate.

Infatti Net2Phone ha ridotto le proprie tariffe internazionali in
modo massicco. Ad esempio, adesso dovunque siate nel mondo potete
chiamare Canada, Germania, Francia, Inghilterra, Svezia, australia,
Norvegia e Olanda per 10 cent al minuto (meno di 170 lire).

Il loro sito Web è http://www.net2phone.com (il software è
gratuito e le chiamate si prepagano con carta di credito). Se volete
il tariffario completo, mandate un email a info@net2phone.com
scrivendo ‘Rates’ come argomento (subject).

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Accessori per Internettari mobili (19 settembre 1998)

Come ben sapete, passo molta della mia vita a collegarmi a
Internet dai posti più impensati, spesso durante viaggi di
lavoro in mezza Europa.

So di non essere il solo a doversi districare con i diversi
sistemi telefonici, le prese elettriche incompatibili e le spine
telefoniche impossibili di ciascun paese europeo, e quindi magari la
mia esperienza può essere utile a qualcuno che come me deve
fare il “road warrior”, come si dice in America.

Primo: dotarsi di un cellulare GSM predisposto per la trasmissione
dati. Questo risolve drasticamente i problemi di spine e prese
telefoniche. Spesso, inoltre, costa meno chiamare via GSM che
chiamare dagli alberghi. Certo, navigare a 9600 bps non è
entusiasmante, ma funziona e per la posta (senza allegati) basta e
avanza.

Sconsiglio i cellulari dotati di scheda PCMCIA / PC Card separata
per la trasmissione dati. A parte il costo supplementare della
scheda, c’e’ il problema di farla funzionare su PC fissi (un incubo)
e ci vuole un portatile con alloggiamento per PC Card. E’ vero che
ormai ce l’hanno quasi tutti i PC portatili, ma farlo funzionare,
soprattutto sotto DOS, è tuttora un’impresa.

Molto meglio una soluzione con le funzioni di trasmissione dati
integrate nel telefonino. Nel mio caso, come raccontavo di recente,
c’e’ un cavetto seriale che si attacca a una qualsiasi porta COM del
computer (fisso o portatile non fa differenza) e collega il
telefonino direttamente al PC. Il mio Ericsson GS18 (introvabile in
Italia, secondo quello che mi scrivete) funziona così, ma non
è l’unico.

Certo che anche così c’e’ la scocciatura del cavo seriale
da portarsi appresso. Se volete ridurre il bagaglio, c’e’ una bella
soluzione: un cellulare con connessione a infrarossi. Se il vostro
portatile ha una porta a infrarossi, potete collegare il telefonino
al PC semplicemente appoggiandolo accanto al computer in modo che le
due porte a infrarossi si possano “vedere” a vicenda.
Niente cavi, certo, ma funziona?

Il mio portatile Texas/Acer ha una porta a infrarossi, ma non sono
mai riuscito a farla funzionare. Windows 95/98 manco la vede.

Sotto DOS non ne parliamo nemmeno (ma chi mai usa ancora il DOS,
direte voi? Semplice: i non vedenti, come quelli che partecipano a
questa mailing list e che mi stanno raccontando le loro ricchissime
esperienze telematiche).

Quindi prima di pensare a soluzioni a infrarossi, controllate che
la vostra porta a infrarossi funzioni davvero. Utente avvisato, mezzo
salvato.

Ma se siete fra i fortunati ai quali la porta a infrarossi
funziona, e avete già comperato un cellulare Ericsson, ho
visto un gingillo che potrebbe esservi utile. Non voglio fare
pubblicità soltanto alla Ericsson, ma devo dire che questi
signori ci sanno fare.

Considerate ad esempio il DI27. E’ un micromodem a infrarossi.
Talmente piccolo che si appende sotto il telefonino, dove si infila
normalmente l’alimentatore. Niente cavi, naturalmente.

E’ compatibile con tutti i modelli Ericsson serie 600/700 e fra
l’altro, essendo a infrarossi, si collega anche a organizer e palmtop
di ogni sorta; basta che supportino il protocollo IrDA.

Secondo: avere _sempre_ energia a disposizione. Non credete a
quello che vi dicono i fabbricanti: le batterie di PC portatili e di
telefonini durano invariabilmente meno di quanto promesso.

Cosa anche peggiore, le batterie supplementari costano cifre
indecenti, specialmente per i portatili.

La mia soluzione? Un elevatore di tensione e una batteria
d’automobile.

Mi spiego. Sono in vendita degli elevatori di tensione che
convertono i 14-12 volt della batteria dell’automobile in 220 V in
corrente alternata. Si posso attaccare ad esempio alla presa
dell’accendisigari dell’auto ed erogano 220 volt. E’ come avere una
presa di corrente da casa in auto. C’e’ un limite di circa 150 watt,
ma è ampiamente sufficiente per alimentare un computer (anche
un televisore e un videoregistratore, se volete il cinema a bordo…)
usando il normale alimentatore di rete del PC.

Questo ha due vantaggi: l’autonomia del portatile è
limitata soltanto dalla batteria dell’auto, che ha una capacità
notevolissima e si ricarica intanto che guidate; inoltre il portatile
può ricaricare la _propria_ batteria durante il viaggio, così
quando arrivate avete la massima autonomia.

Se volete il top, comunque, procuratevi una batteria d’automobile
a parte (ci sono degli ottimi modelli senza manutenzione e senza
acidi o liquidi da rabboccare, e con una bella maniglia per il
trasporto) e un caricabatterie per auto. Prima di andare a lavorare
col PC in posti ameni ma privi di corrente, caricate la batteria
d’automobile e portatela con voi insieme all’elevatore di tensione.

Lavorerete tutta una giornata senza problemi di ricarica e
soprattutto spenderete meno che comperare uno stock di batterie per
PC portatili.

Senza contare che potete ricaricare anche il telefonino con lo
stesso sistema.

Indubbiamente le batterie d’auto pesano. E allora? finiamola una
buona volta con questo mito degli internettari pallidi, gracili ed
emaciati perché non fanno mai sforzi fisici! Portate una
batteria d’auto sottobraccio e vedrete che gloriosi bicipiti…

Terzo: ricordare la nuova numerazione telefonica. Come la signora
Dandini ci ha detto ossessivamente in tivù, da ottobre bisogna
comporre il prefisso davanti ai numeri di telefono. Cosa meno nota,
chi chiama l’Italia dall’estero deve lasciare lo zero del prefisso
che prima si toglieva (se prima si chiamava lo 0039-2-123456 per
raggiungere Milano, adesso si deve comporre 0039-02-123456).

Cosa ancor meno nota, tutto questo discorso non vale per i numeri
dei cellulari. Se siete all’estero e volete chiamare un cellulare
italiano, componete il numero esattamente come prima (ad esempio 0039-347-123456). Si continua a togliere lo zero iniziale del
prefisso per i cellulari.

Non ho finito. Se viaggiate tanto, vi conviene memorizzare i
numeri di telefono sul cellulare includendo il prefisso
internazionale, cioe’ nella forma +39-347-123456 per i cellulari o
+39-02-123456 per i numeri di rete fissa. Così le memorie
funzionano sia in Italia, sia all’estero.

La sorpresa finale è che il nuovo sistema di numerazione
telefonica è già attivo adesso in Italia. In altre
parole, se memorizzate sul telefonino i numeri includendo prefisso
internazionale e prefisso locale con lo zero (per i numeri di rete
fissa) o senza lo zero (per i numeri di cellulare), funziona già
adesso.

Che confusione, vero? Riassumo:

— se devo chiamare il numero 123456 di Milano, lo posso già
memorizzare nel telefonino come +39-02-123456.

— se devo chiamare un cellulare il cui numero è
0338-123456, lo posso già memorizzare nel telefonino come
+39-338-123456.

I numeri memorizzati in questo modo funzionano sia in Italia, sia
all’estero.

Cattiveria finale: secondo voci circolate in it.tlc.cellulari, le
TIM Card con l’opzione che dà lo sconto sulle telefonate
“locali” non riescono a riconoscere come “locali”
i numeri memorizzati in questo modo e applicano tariffa piena invece
di scontare.

Prendetela come notizia tutta da verificare e fate le vostre
prove!

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Storia di Internet: il primo messaggio trasmesso (20 settembre 1998)

La TV inglese sta trasmettendo un’affascinante serie TV dedicata a
Internet; una sorta di “Internet per Tutti” televisivo. Il
conduttore è bravo, conciso e simpatico ed è persino
più bello di me.

Cosa più importante, il programma è colmo di
interviste a gente come Vinton Cerf e tutti gli altri padri di
Internet. Sentire la genesi della Rete raccontata dalla viva voce dei
creatori è un’esperienza illuminante per qualsiasi
internettista.

Purtroppo la serie TV è ricevibile solo in Inghilterra (non
è ritrasmessa via satellite) e quindi vi lascio a bocca
asciutta.

Ma se avete colà amici o parenti, fatevela registrare:
merita.

Vi propongo un paio di aneddoti raccontati dal programma.

Vi siete mai chiesti qual è stato il primissimo messaggio
trasmesso via Internet?

La risposta è breve: una L.

Siamo nel 1969, Internet si chiama ancora Arpanet. Sono i tempi
dei primi esperimenti di packet switching (la commutazione di
pacchetti che è la caratteristica che distingue Internet dalle
reti precedenti).

Due ingegneri sono seduti davanti ai rispettivi minicomputer (i PC non esistono ancora), collegati via Arpanet e situati in luoghi
diversi degli Stati Uniti. Per tenere sotto controllo l’esperimento,
oltre alla linea di trasmissione dati c’e’ anche una linea telefonica
convenzionale e i due si possono quindi parlare via telefono, con
cuffia e microfono.

L’intenzione è digitare e trasmettere la parola “login”.

“Hai ricevuto la L?” chiede il primo.

“Sì” gli risponde l’altro.

“Hai ricevuto la O?”

“Sì”.

“Hai ricevuto la G?” Crash! A quel punto la rete
collassa e non c’e’ verso di farla ripartire per altre due ore,
passate le quali riusciranno a digitare correttamente la parola
“login”.

Questi sono i modestissimi inizi della Rete.

La prima trasmissione di dati ad utilizzare la commutazione di
pacchetti è avvenuta, per la precisione, il primo settembre
1969 (Labor Day USA). Questa, quindi, è la data di nascita di
Internet. 

Altro aneddoto tratto dal medesimo programma: la nascita della
chiocciolina (il simbolo @) come elemento degli indirizzi di e-mail.

La chiocciolina esisteva ben prima di Internet, ma era dimenticata
in un angolo della tastiera. Nel mondo reale, la chiocciolina è
un simbolo commerciale che in inglese indica “al prezzo di”.
Ma al di fuori di questo, prima di Internet non la usava nessuno.

La genesi della chiocciolina risale al 1972. Sono in corso i primi
esperimenti di invio di messaggi via Internet (fra l’altro l’e-mail
non era prevista come funzione primaria della Rete; non ci aveva
pensato nessuno dei fondatori, perché la Rete era nata per
collegare fra loro i computer, non le persone. L’e-mail è
stata introdotta quasi per sbaglio, nei ritagli di tempo).

Bisogna scegliere un carattere che, nell’indirizzo di un utente,
separi il nome dell’utente dal nome del computer presso il quale
risiede. Ray Tomlinson, della Bolt, Beranek e Newman, seduto davanti
alla sua telescrivente, nota la chiocciolina (che su quel modello è sopra il 2). La chiocciolina in
inglese si chiama “At”, che significa “presso”, e
a Ray viene spontaneo pensare che sarebbe carino se gli indirizzi di
e-mail fossero del tipo “utente presso computer”, che in
inglese è appunto “user AT computer”.

Ed è per questo che gli indirizzi di e-mail usano la
chiocciolina.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] E per finire… (13 settembre 1998)

Spero non l’abbiate già sentita. Non sono il tipo che
racconta le barzellette, ma questa mi pareva una variante carina su
un tema già conosciuto. Manco a dirlo, c’e’ di mezzo Bill
Gates.

Un grazie a Odo che me l’ha segnalata.

Yeltsin, Clinton e Bill Gates vengono convocati da Dio per cena.

Durante il pasto Dio dice loro: “Mi servono tre persone
importanti per far avere il mio messaggio a tutte le genti: domani
annienterò il mondo”.

Yeltsin raduna immediatamente il gabinetto e annuncia: “Ho
due notizie veramente gravi per tutti voi. La prima è che Dio
esiste davvero. La seconda è che domani distruggerà il
mondo.”

Bill Clinton indice una riunione d’emergenza del Congresso e
comunica loro:

“Ho buone notizie e cattive notizie. La buona notizia è
che Dio esiste davvero. La cattiva è che domani distruggerà
la terra”.

Bill Gates se ne torna alla Microsoft e annuncia gioioso:

“Ho due comunicazioni importantissime da farvi. La prima è
che io sono una delle tre persone più importanti del mondo. La
seconda è che abbiamo risolto il problema dell’anno 2000!”.

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Windows 95/98: note tecniche (15 settembre 1998)

Recentemente dovevo trasferire una notevole quantità di
dati da un PC a un altro e mi è venuta l’idea di farlo
spostando fisicamente il disco rigido contenente i dati da un PC
all’altro.

In pratica, si trattava di aggiungere un secondo disco rigido a un
PC.

Semplice, pratico e facile, in apparenza. Ma non avevo considerato
il fattore diabolico: Windows 95. La disavventura conseguente
potrebbe esser educativa per qualcuno di voi, per cui vi offro gli
amari frutti del mio errore, così non vi incapperete anche
voi. Sigh.

Infatti non appena ho collegato il disco rigido e dopo aver
impostato tutti i parametri del BIOS, all’avvio di Windows 95 è
successo quello che i manuali tecnici dei mainframe IBM chiamano
“system disaster” (c’e’ proprio un messaggio che dice
queste parole).

Windows 95 ha scombinato totalmente la tabella di allocazione dei
file (FAT) del proprio disco rigido. Per fortuna non ha toccato il
disco rigido contenente i dati, ma comunque è stato necessario
reinstallare tutto Windows 95 e tutti i programmi da zero. Una pizza.

Come è stato possibile un disastro del genere? Anche il
disco rigido aggiuntivo era stato scritto e formattato con Windows
95.

Semplice. Esistono varie versioni di Windows 95 e (fra poco) di
Windows 98.

Non è una questione di versione nel senso di lingue
differenti (Windows 95 italiano, Windows 95 tedesco, eccetera); è
proprio Windows che lavora in modo diverso, in particolare per quanto
riguarda il modo in cui gestisce i file e formatta i dischi rigidi.

Windows 98 e Windows 95 OSR2 (la versione più recente di
Windows 95) includono una versione modificata del sistema di
allocazione dei file e di gestione della tabella di allocazione dei
file. In parole povere, scrivono sui dischi rigidi in modo diverso
rispetto a Windows 3.1 o rispetto alla prima versione di Windows 95.

Windows 95 OSR2 e Windows 98 usano un sistema chiamato FAT 32.
Windows 98 è in grado di convertire un disco dal formato FAT
16 (quello vecchio) al formato FAT 32, ma non è in grado di
fare il contrario (per quello servono programmi come Partition Magic
della Powerquest).

Non è finita. Esiste anche una versione modificata del
sistema FAT 32. Si chiama FAT 32X e viene utilizzata da Windows 95
OSR2 e Windows 98 nel loro programma FDISK se devono gestire
partizioni in formato FAT32 che superano il limite di 1024 cilindri
imposto dal BIOS. In genere questo avviene su dischi rigidi superiori
a 8,4 GB.

Morale della storia: con Windows 95 sono stati introdotti due
formati di scrittura dei dischi rigidi; con Windows 98 ne sono stati
introdotti altri due.

_NON MESCOLATE MAI__ sullo stesso PC dischi rigidi creati con
versioni diverse di Windows (che è quello che è
successo a me).

Ma Windows non doveva servire per standardizzare e semplificare?

 

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[IxT] Tourbus: Hipbone e InfoPlease (16 settembre 1998)

Tramite questa mailing list distribuisco la versione italiana (autorizzata) dell'”Internet Tourbus” di Patrick Douglas
Crispen e Bob Rankin, forte di 80.000 lettori in 120 paesi.

Le opinioni espresse nel Tourbus sono le loro; troverete fra
parentesi quadre i miei commenti personali.

Se v’interessa l’originale:

=[ Tourbus Rider Information ]=

The Internet Tourbus – U.S. Library of Congress ISSN #1094-2238

Copyright 1995-97, Rankin & Crispen – All rights reserved

Archives on the Web at http://www.TOURBUS.com

Join: Send SUBSCRIBE TOURBUS Your Name to
LISTSERV@LISTSERV.AOL.COM

Leave: Send SIGNOFF TOURBUS to LISTSERV@LISTSERV.AOL.COM

=

HipBONE

HipBONE è un nuovo servizio che consente alle persone di
navigare insieme nella Rete. [il nome del servizio, che significa
“bacino” nel senso dell’osso, non di piccolo bacio, deriva
dall’espressione inglese “to be joined at the hipbone”,
ossia “essere uniti all’altezza del bacino”, come capita
spesso nei gemelli siamesi, che significa “fare qualcosa insieme, in sincronismo, come se si fosse
gemelli siamesi” — Paolo.]

Il Co-Navigator di HipBONE è il primo servizio gratuito via
Internet che consente a due o più persone di collegare i
propri browser e navigare insieme nella rete. Non è necessario
prelevare programmi aggiuntivi o plug-in: basta avere in browser in
grado di gestire Java.

[E così finalmente stanno cominciando a nascere
applicazioni utili e pratiche di Java. Dopo anni di strombazzamento
pubblicitario intorno a Java, ecco qualche segno tangibile di utilità
pratica. Beh, meglio tardi che mai… — Paolo.]

HipBONE vi consente di navigare nel Web, fare acquisti insieme, o
svolgere ricerche online intanto che comunicate in tempo reale
tramite messaggi o chat con i vostri compagni di navigazione.

Se v’incuriosisce, provatelo presso http://www.hipbone.com.

Dapprima non mi sembrava che quest’idea di navigare insieme avesse
uno scopo pratico, ma poi mi sono reso conto che potrebbe essere un
ottimo strumento didattico. I vostri compagni di navigazione possono
vedere quello che succede quando cliccate su un link, digitate un
URL, immettete dati nei moduli e anche vedere e ascoltare videoclip e
suoni. Utile, insomma, per insegnare ai nuovi utenti a navigare in
Rete.

Un altro uso possibile potrebbe essere una consultazione guidata
di un catalogo: il venditore vi porta per mano a visitare la pagina
Web che vi interessa intanto che vi parla al telefono.

Usi culturali? Che ne dite di una visita guidata ad un museo
online? O girovagare per la Rete insieme ai vostri amici a caccia di
posti tosti intanto che siete collegati tramite ICQ?

Provare per credere!

InfoPlease

InfoPlease.com è un nuovo sito di consultazione che offre
gratuitamente milioni di dati e statistiche aggiornate su quasi ogni
argomento immaginabile.

[il sito è in inglese, come tante altre belle cose della
Rete, quindi magari per gli utenti italiani è meno utile da
usare; ma se ve la cavate con l’inglese potreste trovarlo molto
interessante. — Paolo]

Il sito riunisce i vari testi della serie Information Please(R)
sul mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura generale
insieme con il Random House Webster’s College Dictionary e la The
Columbia Encyclopedia (quinta edizione). Insomma, un’enorme massa di
informazioni precise a portata di mouse, tutte presso

http://InfoPlease.com

L’obiettivo dichiarato di InfoPlease è darvi informazioni
autorevoli alla prima cliccata invece di farvi vagare per la Rete
alla ricerca di un dato introvabile. Se sapete l’inglese, potete
anche porre domande in forma naturale (“why is the sky blue?”,
ad esempio).

 

Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.

[IxT] Un inevitabile commento su Mr. Clinton (14 settembre 1998)

L’affare Lewinski, oltre a generare un’infinita serie di
barzellette, ha dimostrato quanto sia cambiato il mondo dall’arrivo
di Internet.

Soprattutto, ha dimostrato quanto Internet sia influente in
America.

In poche ore il mondo intero si è potuto leggere (e
sbellicare) l’intero rapporto Starr, senza tagli e senza costi e
tempi di distribuzione.

A proposito, se non siete riusciti a prelevarlo dai siti
ufficiali, potete farlo ad esempio presso il sito di Repubblica
(http://www.repubblica.it).

Secondo la CNN, il 12% degli americani adulti, pari a circa 20
milioni di persone, ha usato Internet per accedere al rapporto Starr. Secondo David Webber della società di sondaggi Frank Lutz, “e’ probabilmente il numero più elevato di
persone ad aver mai usato il computer per accedere a un singolo
documento”.

Lascio stare il contenuto del rapporto (sì, l’ho letto);
dico solo che, per citare La Rochefoucauld, “il ridicolo
disonora più del disonore” (accidenti quanto sono colto,
eh?). La storia del sigaro e dell’appoggio contro la porta per via
del ginocchio dolente del presidente sono di una comicità
involontaria irresistibile.

Vorrei soltanto fare un mio commento da internettaro: soltanto
alcuni paesi stanno approfittando di Internet per crescere e
migliorarsi; tanti altri, Italia compresa, stanno languendo e si
fanno belli con operazioni di facciata. Il caso Clinton è
emblematico ed è sicuramente un punto di svolta nella storia
di Internet.

Ma considerate questo semplice fatto. Negli Stati Uniti ci sono
governo e un Congresso che non solo sanno che cos’e’ Internet;
addirittura dibattono se pubblicare o meno il rapporto Starr in rete.
Hanno competenza e cognizione di come si usa Internet.

Qui in Inghilterra tutte le norme governative e le procedure
burocratiche sono spiegate in Rete. Presso http://www.open.gov.uk
c’e’ tutto quello che serve sapere per adempiere alle varie necessità
amministrative. Ad esempio, qui ho immatricolato la mia automobile
(sì, sto emigrando, ma non temete, non vi lascio mica)
attingendo tutte le informazioni dalla Rete.

E in Italia? A quando, per fare un’analogia, la pubblicazione
online degli atti del caso Ustica? O del caso Tortora (potrei
sbagliarmi, ma mi pare che non siano reperibili in Rete)? O del caso
Marta Russo? A quando i 740 consultabili in rete (compresi quelli dei
politici)?

Per carità, i politici italiani sono troppo impegnati a
scannarsi fra loro per pensare a queste cose (“Internet? Non è
quella roba là coi pedofili?”).

Questo è uno dei (tanti) motivi per cui ho deciso di
emigrare.

 

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[IxT] Problemi con le uova di Pasqua (14 settembre 1998)

Molti lettori dei miei articoli domenicali mi hanno scritto
dicendo che non riescono a far comparire le uova di Pasqua (le
schermate nascoste o altri elementi normalmente invisibili di un
programma) descritte in un recente articolo (reperibile online presso
http://www.gazzetta.it/gazzetta/attivissimo/attiv_hp.htm).

Tutte le sorprese nascoste che ho citato nell’articolo sono state
verificate personalmente. Sul mio PC, con il mio Windows e la mia
configurazione di sistema, funzionano.

Ma se a voi non funzionano anche se ripetete meticolosamente tutti
i passi delle istruzioni, posso solo ipotizzare che ci sia di mezzo
uno o più dei seguenti fattori:

— la versione di Windows (95A o 95B, italiana o inglese)

— la versione di Excel

— eventuali altri programmi installati, che possono aver
sostituito DLL (librerie comuni) utilizzate dalle uova di pasqua

— la Luna in Ariete

E se qualcuno ci tiene a vedere qualche schermata del videogame
nascosto in Excel 95 (vi giuro che c’e’), me lo dica che le catturo e
le pubblico in Rete nelle mie pagine Web.

 

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