Nell’articolo precedente di questa mailing list, e in un articolo
di prossima uscita sull’inserto domenicale della Gazzetta dello Sport (reperibile in Web presso http://www.gazzetta.it qualche
giorno più tardi), parlo di un problema degli utenti di
Win95/98: come fare una copia di sicurezza dell’intero contenuto del
computer, in modo da poter ripartire in breve tempo in caso di guasto
o sostituzione del disco rigido.
Due programmi che risolvono questo problema sono Ghost e
DriveImage (gli indirizzi dei siti li trovate nell’articolo in Gazzetta o
ricercando in Rete).
Ho alcune avvertenze per DriveImage. Fra i due è quello che
costa meno (139.000 lire più IVA in Italia, contro il milione e passa
della versione europea di Ghost, salvo trucchetti che vi racconto tra
poco), ma è anche il più problematico.
Infatti ha dei requisiti di memoria convenzionale molto
particolari.
La memoria convenzionale è quella nei primi 640 K della RAM
del vostro computer. Nei programmi DOS, questa memoria ha una
funzione molto importante perché è l’area di lavoro
primaria. Anche se avete 65 giga di RAM, se qualcosa intasa i primi
640 K di memoria convenzionale, i programmi DOS non girano.
Questo è esattamente il problema di DriveImage: vuole a
tutti i costi 585 KB (non 585000 byte, ma 585 kilobyte, che sono un
po’ di più) di memoria convenzionale. Solo che installando i
driver per la tastiera italiana e quelli per (ad esempio) un drive Iomega Zip, nonostante il caricamento alto del DOS con il comando
DOS=HIGH, UMB è facile che restino meno di questi fatidici 585
KB e quindi il programma non gira.
E’ quello che è successo a me. Ho acquistato e provato
DriveImage sul mio portatile collegato a un drive Iomega Zip. L’idea
era di fare un backup integrale del portatile. Solo che nonostante
una buona mezz’ora spesa al telefono con il cortesissimo servizio di
assistenza tecnica della Powerquest (in Inghilterra, accidenti alla
bolletta), non c’e’ stato nulla da fare: confermano che con una
configurazione di questo tipo il programma non può girare: o
meglio, gira ma non è in grado di creare backup su più
dischetti.
Per il resto, il programma gira bene e molti amici e colleghi lo
usano regolarmente per riversare l’intero sistema da un disco rigido
a un altro. Ma attenzione al limite di 585 KB!
Ghost non soffre di questa limitazione.
Altra chicca di DriveImage. Ricordate cosa dicevo delle pessime
traduzioni che imperversano in informatica? DriveImage ne è un
brillante esempio.
A differenza di Ghost, DriveImage è offerto in “italiano”:
voglio dire che il manuale contiene parole italiane strutturate
secondo una grammatica apparentemente italiana, ma la storia finisce
lì.
Faccio un esempio: DriveImage offre tre modalità di
compressione che nella versione italiana sono indicate a video (ma
non nel manuale) come Alta, Supporto e Bassa.
“Supporto”? Certo. Infatti nella versione originale le modalità erano High, Medium e Low. Evidentemente un primo traduttore ha tradotto
(correttamente) in Alta, Media, Bassa; ma poi un secondo traduttore
che passava di lì ha visto “media” e l’ha letta come
parola inglese (come in “mass media”) e quindi l’ha
ri-“tradotto” in “supporto”. Complimenti!
Sicché, come avrete capito, ho scelto Ghost. Ma mica sono
un nababbo che spende un milione per un programma di backup (anche se
confesso che ci sono notti in cui darei volentieri un milione per
tirarmi fuori dai guai che mi combina Win95/98 per lavoro).
Allo stesso tempo, non me la sento di usare la versione crackata
(ossia cui è stata tolta dagli hacker la protezione
antipirateria).
Ghost è un ottimo programma che risolve magnificamente un
problema serio. La maggior parte della gente scrive programmi per
vivere, non per beneficenza. Piratare significa togliere la pagnotta
di bocca a chi ha faticato per scrivere un programma utile.
Se quelli di Ghost o Winzip, ad esempio, non riescono a
guadagnarsi da vivere scrivendo ottimi programmi perché
qualcuno li pirata, si cercheranno un altro lavoro e a noi toccherà
usare i pessimi programmi magnanimemente distribuiti a prezzi
incivili dai colossi del software (non faccio nomi ma solo numeri:
3.1, 95, 98).
Allora, come si fa ad avere Ghost legalmente senza spendere un
milione e dando la legittima quota a chi l’ha scritto?
Due soluzioni: acquistarlo tramite la filiale inglese della Ingram
Micro, a trecentomila lire più IVA, oppure acquistarlo negli
USA a ottanta dollari (diciamo centosessantamila lire).
In entrambi i casi è sufficiente dare un indirizzo di
e-mail e un indirizzo postale (fisico) dei rispettivi paesi. Basta
insomma avere un amico o collega nei due paesi che faccia da
acquirente e poi rivenda a voi il software. Legalmente!
Queste cifre non vi danno la versione professionale del programma,
che è quella da un milione di lire, ma la versione Home, che è
sufficiente per gestire un singolo computer. Per la maggior parte
degli utenti questo è più che abbastanza.
Ma funziona davvero Ghost?
Accidenti se funziona. Il messaggio che state ricevendo è
stato scritto su una macchina dalla quale ho fisicamente cancellato
tutto Windows 95, tutti i dati e tutti i programmi e poi ho usato
Ghost.
Ho collegato la macchina “vittima” delle prove (il mio
portatile) con un cavo parallelo tipo Lap-Link, reperibile in negozio
a circa 40.000 lire, al mio altro PC. Ho avviato i due computer con
Ghost su entrambi e li ho messi in comunicazione tramite l’opzione
LPT (che attiva il collegamento via parallela).
Poi ho detto a Ghost di fare un backup completo, salvando la copia
sull’altro PC. Ci ha messo due ore (per 800 MB di programmi, dati e
sistema operativo).
Infine, il Grande Esperimento. Incrociando le dita e facendo i
debiti scongiuri (e dopo aver fatto comunque altre _due_ copie di
backup dei dati con altri metodi), ho formattato il disco rigido
della macchina “vittima”. Ho eliminato anche le partizioni
nascoste per l’ibernazione del portatile, distrutto le partizioni DOS
logiche, e quant’altro. Insomma, cancellato tutto il disco rigido,
simulando un disastro informatico.
Poi ho riavviato Ghost sul portatile con un floppy di avvio
bootabile (cioe’ contenente un DOS minimo) e gli ho detto di
rimettere le cose a posto attingendo dalla copia sull’altro PC.
Due ore dopo, ero di nuovo pienamente operativo. Tutti i
programmi, le partizioni, i settori di boot di Win95, insomma tutto
era tornato a posto come prima. Magico.
Se avete due dischi rigidi sullo stesso PC, potete ridurre questi
tempi di trasferimento a pochi minuti. Se poi trasferite la copia del
disco rigido a un CDROM masterizzato, avete una copia perfetta del
vostro intero sistema da usare per prove e collaudi.
Questo articolo è una ripubblicazione della newsletter Internet per tutti che gestivo via mail all’epoca. L’orario di questa ripubblicazione non corrisponde necessariamente a quello di invio della newsletter originale. Molti link saranno probabilmente obsoleti.
