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Il vestito bianco/oro o nero/blu adesso è scienza

Il vestito bianco/oro o nero/blu adesso è scienza

Credit: Canach.
Fonte: Tumblr.

Vi ricordate la foto del vestito che ha fatto tanto discutere in Rete a marzo scorso perché c’era chi lo vedeva bianco e oro e chi diceva invece che era blu e nero? Non si è trattato semplicemente di uno dei tanti ed effimeri fenomeni virali della Rete: adesso è scienza.

La rivista Current Biology ha infatti pubblicato ben tre articoli scientifici sull’argomento che non risolvono il mistero di fondo ma gettano luce sulle stranezze del funzionamento del cervello.

Secondo gli autori di The Many Colours of “The Dress”, la causa della confusione sensoriale indotta dalla foto del vestito (non dal vestito in sé, che sappiamo essere blu e nero) è l’illuminazione ambigua dell’immagine: normalmente usiamo gli oggetti circostanti conosciuti per capire se la luce che li sta illuminando è azzurrata (come avviene di pomeriggio) o giallognola (all’alba o al tramonto) e il nostro cervello corregge la percezione del colore di conseguenza, ma nella foto mancano questi riferimenti e quindi il processo di correzione va in tilt, dando risposte contraddittorie.

Invece secondo Asymmetries in blue–yellow color perception and in the color of ‘the dress’ la colpa, per così dire, è del blu, che è un colore che genera un’ambiguità particolarmente marcata nell’interpretazione delle sue sfumature rispetto agli altri colori. Addirittura i ricercatori parlano di una “nuova proprietà della percezione dei colori e della costanza dei colori nel modo in cui interpretiamo le sfumature di blu rispetto al giallo”.

Il terzo articolo, Striking individual differences in color perception uncovered by ‘the dress’ photograph, ha un approccio differente: descrive i risultati di un sondaggio su 1400 individui per capire se ci sono differenze in base all’età (sì; più sale l’età, più aumenta il numero di chi vede bianco e oro), al sesso (le donne vedono bianco e oro più degli uomini) e alla cultura (nessuna differenza evidente).

Una cosa è certa: il caso del vestito ha dimostrato quanto c’è ancora da scoprire a proposito della nostra mente, e questo per chi fa scienza è sempre motivo di entusiasmo.

Non ridete: i colori di quel vestito virale sono una cosa seria

Non ridete: i colori di quel vestito virale sono una cosa seria

Credit: Canach.
Fonte: Tumblr.

Ora che sono passati alcuni giorni dalla tempesta mediatica e ci sono più dati concreti a disposizione, vale la pena di parlare seriamente della vicenda della fotografia di un vestito (mostrata qui accanto) che ha scatenato l’interesse e il dibattito in milioni di utenti di Internet perché alcuni vedono il vestito categoricamente in bianco e oro (succede a circa tre quarti dei visitatori di questa pagina di BuzzFeed) e altri altrettanto certamente in blu e nero.

Molti hanno pensato a un’immagine truccata che cambiava colore di soppiatto; altri hanno pensato a uno scherzo di amici e colleghi che s’erano messi d’accordo per confonderli mentendo sui colori che vedevano. Ma la spiegazione reale del fenomeno è molto più interessante e profonda.

Cominciamo dai fatti. Il vestito è in realtà blu e nero: è questo capo della Roman Originals. Ma l’oggetto del contendere, qui, è una specifica foto del vestito, fatta dalla madre di una futura sposa in Scozia, che è una cosa differente. Una fotografia, infatti, falsa spesso i colori rispetto alla realtà, specialmente se è realizzata in condizioni di luce difficili, come in questo caso: lo sfondo è fortemente illuminato, mentre il soggetto è in ombra e occupa gran parte dell’inquadratura.

La fotocamera (probabilmente quella di un telefonino) tenta di azzeccare automaticamente la regolazione giusta dell’esposizione e del bilanciamento del bianco, ma viene ingannata dalla grande superficie blu che ha davanti e dallo sfondo molto chiaro e quindi sbaglia, con il risultato di schiarire il vestito e alterarne i colori.

Potete verificarlo fotografando con il vostro telefonino l’immagine del vestito mostrata qui accanto e tratta da NYDailyNews.com: se lo inquadrate normalmente, con molto sfondo intorno, la fotocamera lo fotografa correttamente in blu e nero, ma se lo inquadrate in modo che occupi gran parte dell’inquadratura l’immagine viene schiarita e il blu e nero diventano azzurro e oro. Questi sono i colori indicati da strumenti come per esempio Photoshop, come ha fatto Wired.

A questo punto, però, interviene l’interpretazione dei colori che viene fatta dal cervello dell’osservatore. Noi non ce ne accorgiamo, ma il cervello corregge costantemente i colori degli oggetti che osserviamo, basandosi sul contesto. Per esempio, la luce al tramonto è molto più rossiccia rispetto a quella di mezzogiorno, eppure il bianco dei cartelli stradali ci appare bianco in entrambe le condizioni di luce, perché il cervello deduce dal contesto il colore della luce che sta illuminando i cartelli e lo sottrae dal colore percepito dall’occhio, creando la percezione del colore “naturale”.

In circostanze normali questo processo di correzione funziona benissimo. Ma in questa fotografia manca il contesto: il cervello dell’osservatore non sa che tipo di luce ambiente sta illuminando il soggetto e quindi cerca di dare un senso a quello che vede. Così alcune persone interpretano la foto pensando che la luce ambiente sia azzurrata e quindi deducono automaticamente che i colori reali sono bianco e oro; altre, invece. interpretano il blu dell’immagine come se provenisse dal vestito e quindi lo vedono in blu e nero, come è realmente.

La particolarità di questa fotografia, che l’ha resa un fenomeno virale (oltre 73 milioni di visualizzazioni del post originale in sei giorni, secondo Tumblr), è che per puro caso la fotocamera ha alterato i colori reali in modo da rendere particolarmente evidente che esistono fortissime differenze individuali nell’interpretazione delle immagini e che la vista non è affatto un senso obiettivo come molti credono. Jay Neitz, neuroscienziato presso la University of Washington, ha dichiarato a Wired che si tratta di una delle più importanti differenze personali nella visione dei colori che ha incontrato in trent’anni.

Fonti aggiuntive: Washington PostBBC.

Non importa se il gatto sale o scende le scale: il marketing ci guadagna sempre

Non importa se il gatto sale o scende le scale: il marketing ci guadagna sempre

Due righe veloci sul nuovo tormentone che cerca di emulare il successo commerciale del vestito bianco e oro o nero e blu: è vero che l’immagine del gatto che percorre le scale si presta ad essere interpretata sia come una salita sia come una discesa, ma solo a uno sguardo superficiale.

Osservando i dettagli, si nota che le scale hanno uno spigolo che sporge, cosa che ha senso solo se la sporgenza è sulla pedata della scala, non sull’alzata. Inoltre i gradini sono decorati sulla faccia visibile, ed è improbabile che questa decorazione sia sulla pedata, per cui quella che si vede è l’alzata. Infine i battiscopa laterali sono disposti correttamente solo se stiamo guardando la scala dal basso. Anche la posa del gatto è indicativa di una discesa.

Sia come sia, tutta la questione è una colossale perdita di tempo ma un bel guadagno per i tanti siti, da 9gag.com al Daily Mail, che stanno pubblicando questa foto (non nuova) traendone un numero di clic che si traducono in soldi provenienti dagli inserzionisti pubblicitari. E più noi perdiamo tempo a parlarne linkando alle loro pagine, più loro guadagnano sul nostro tempo perso.

Spettacolari illusioni ottiche fisiche nel video degli OK Go. Zero computer grafica

Non è il mio genere di musica, ma ho un debole per gli effetti speciali e le illusioni ottiche realizzate con tecniche fisiche invece che con la grafica digitale. Hanno un certo non so che di realismo, di luce e di dettaglio che anche la migliore CGI per ora non riesce a raggiungere. Nel nuovo video degli OK Go ci sono parecchi momenti che lasciano a bocca aperta dalla sorpresa. Buona visione.

Aggiornamento (2014/06/30): Se volete sapere come è stato realizzato, è disponibile un video che va dietro le quinte.

Quiz: un fantasma nel parcheggio?

Quiz: un fantasma nel parcheggio?

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “piccolopescer*”.

Oggi intorno a mezzogiorno ho fatto questa foto con il mio cellulare dalla mia auto. La pubblico qui tale e quale, così come l’ha salvata la sincronizzazione automatica su Dropbox che uso.

Guardate il riflesso nel finestrino dell’auto.

Secondo voi cos’è? Vediamo se riuscite a indovinare. Buon divertimento.

Aggiornamento (2013/02/20): La soluzione è ora nei commenti. Complimenti a chi ha indovinato e grazie a chi ha proposto spiegazioni alternative sbagliate per aver illustrato come la mente lavora in condizioni d’insufficienza di dati e quando c’è chi cerca di confonderla. Aver sbagliato non è sintomo di stupidità: è perfettamente umano. Questi processi mentali sono innati e automatici, e lo scopo del quiz, oltre al divertimento, era proprio metterli in evidenza per conoscerli meglio.

La Svizzera lancia missili? Non proprio

La Svizzera lancia missili? Non proprio

Scia di un missile avvistata sopra Lugano?

Ricordate, quasi esattamente un anno fa, il panico in America per l’avvistamento di una scia verticale sul mare, che per molti giornalisti era quella di un missile lanciato in gran segreto, forse da qualche potenza straniera? L’allarme, rilanciato per esempio da Repubblica, si rivelò una bufala notevole. Un sunto della vicenda è nel mio articolo su Wired.it.

Oggi pomeriggio ho avvistato un altro “lancio di missile” proprio vicino al Maniero Digitale, a Grancia.

Missile svizzero? / 2

Missile svizzero / 3

Missile svizzero? / 1

È soltanto una scia di condensazione di un aereo, resa apparentemente verticale dalla prospettiva. Nell’ultima foto, gli oggetti sfocati semicircolari sono dello sporco che si è infilato nella fotocamera e non riesco a levare. L’illusione è resa ancora più forte dalla nuvola che sembra stare alla base della scia, proprio come lo sbuffo che si forma intorno alla rampa di lancio durante la partenza di un razzo.

Oppure sono le difese svizzere contro gli aerei che irrorano le “scie chimiche”. A proposito, il 18 novembre sarò a Radio IES per discutere di “scie chimiche” insieme a Rosario Marcianò, Giulietto Chiesa e Luigina Marchese. A loro potrebbero aggiungersi Corrado Penna e Tom Bosco. Potrebbe essere interessante.

Questo articolo vi arriva grazie alla gentile donazione di “vinxxe.

Test di lettura psichedelica

Test di lettura psichedelica

Non soffrite il mal di mare, vero?

Vorrei raccontarvi qualche chicca sullo sbarco in borsa di Facebook, o sulla prima registrazione e riproduzione dei suoni captati dal cervello, o sulla voce di Bismarck recuperata, o su un caso di pirateria storica che riguarda Giulio Verne, o segnalarvi una fantastica serie di lezioni audio sul dualismo cartesiano e l’intelligenza artificiale, o sbufalare il tormentone dei suoni misteriosi dal cielo captati in varie regioni del mondo, ma per una lunga serie di ragioni me ne manca il tempo. Così vi propongo questo mini-post che dovrebbe aver già fatto effetto sul vostro sistema percettivo, a patto che lo stiate leggendo sul blog e con la visualizzazione delle immagini attivata. Vero?

(illusione Sushi Wave tratta da Mighty Optical Illusions)

iPad magico per davvero

iPad: “rivoluzionario” forse, “magico” senz’altro. Se messo in mano a un prestigiatore

Salary Magician ha trovato un modo per rendere realtà lo slogan “magico e rivoluzionario” usato da Steve Jobs per l’iPad.

Neanche il prestigiatore, tuttavia, è riuscito a fare la magia più grande con l’iPad: farci girare Flash.

Quiz: cosa non va in questa foto?

Quiz: cosa non va in questa foto?

Guardate bene questa fotografia. Ha qualcosa di anomalo

C’è qualcosa che non va in quest’immagine. Quando l’avete scoperto, provate a spiegare l’anomalia. Buon divertimento!

2012/01/05: La soluzione

La foto ritrae il ministro spagnolo Carme Chacon ed è tratta da El Pais. A prima vista sembra che la Chacon abbia il piede destro attaccato alla gamba sinistra e quello sinistro attaccato alla destra. Ma in realtà la foto non è stata ritoccata scambiando i piedi: più semplicemente, il gioco delle ombre sulla gamba destra fa sembrare che il ministro abbia incrociato le gambe due volte. L’incrocio è invece uno solo, appena sopra le caviglie.

Si tratta, insomma, di un’illusione ottica non intenzionale. Del resto non c’era una motivazione logica per scambiare i piedi del soggetto. L’immagine è quindi un ottimo esempio di come si deve considerare non solo il contenuto di un’immagine, ma anche il suo contesto, prima di gridare al falso o proclamarla autentica. E prima di invocare la manipolazione, bisogna sempre chiedersi se avrebbe senso farla. Cosa che purtroppo molti sensazionalisti e complottisti non fanno.

Consiglio di leggere i commenti qui sotto, pubblicati prima che io pubblicassi la soluzione, come dimostrazione di quali percorsi mentali si attivano quando qualcuno propone un fatto o una foto e insinua il sospetto dicendo “Qui c’è qualcosa di strano…”. Il nostro cervello cerca misteri e soluzioni anche dove non ce ne sono.

L’illusione è spiegata bene da El Pais stesso e da Mighty Optical Illusions. Va chiarito che la fotografia non è di Alberto Korda (quello della famosa foto di Che Guevara), ma di Ximena Garrigues e Sergio Moya. Korda è l’autore della foto visibile sulla parete dell’abitazione della Chacon nella quale è stato realizzato il servizio fotografico.

Grazie a tutti di aver giocato!