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Usate Acrobat DC su un Mac? Aggiornatelo, e in fretta

Usate Acrobat DC su un Mac? Aggiornatelo, e in fretta

Usate Adobe Acrobat DC su un Mac? Allora aggiornatelo subito: Adobe ha pubblicato un aggiornamento di sicurezza che risolve tre falle critiche (CVE-2020-9615, CVE-2020-9614 e CVE-2020-9613), come segnalato da Gizmodo.

L’aggiornamento alla versione 20.009.20063 elimina un difetto che consentiva di avere accesso di root a un Mac senza lasciare tracce, scavalcando le protezioni standard di MacOS. Per proteggersi, però, l’utente deve attivare la modalità protetta all’avvio di Adobe DC (è nelle Impostazioni dell’applicazione). Questa falla non è sfruttabile via Internet, ma è utilizzabile da chiunque possa avere accesso fisico al Mac: un accesso che è spesso dimenticato ed è più facile di quel che molti immaginano.

Il vostro Mac è al sicuro in ufficio, dite? Beh, allora vi fidate ciecamente di tutti i vostri colleghi e anche del personale delle pulizie. E dei visitatori e degli addetti alla manutenzione. Se avete il computer a casa, provate a pensare a quante persone hanno accesso al vostro computer: partner, figli, amici. Non per nulla una delle tecniche di penetrazione informatica più diffuse si chiama evil maid attack.

Attenzione alle vincite online che contengono link ad app, anche se sono nell’App Store

Attenzione alle vincite online che contengono link ad app, anche se sono nell’App Store

Pochi giorni fa una persona mi ha segnalato un caso insolito: ha ricevuto un messaggio che la avvisava che aveva vinto una macchina per caffè offerta da una nota marca.

Il messaggio conteneva un link che terminava con “.win”: ottima scelta, dal punto di vista psicologico, per far pensare a una vincita vera. Nell’esempio qui sotto ho alterato intenzionalmente il link ma ho lasciato invariato il testo visibile dell’URL, che usa in maniera insolita le maiuscole.

Nespresso sta regalando una macchina da caffè bellissima. Guarda:
https://lIlI.whts.win

La persona ha detto di aver toccato il link sul proprio iPhone e di aver visto delle istruzioni e un questionario dall’aspetto molto credibile, al termine del quale è comparso l’invito a condividere il link con venti amici su WhatsApp per poi ricevere la macchina per caffè.

La trappola, fra l’altro, funziona anche su Android: il link viene rediretto su ilil.nespresso-gold.club (un altro nome facilmente ingannevole). C’è anche un finto conto alla rovescia che mette fretta.

La persona ha inviato il link a venti suoi amici e poi le è comparso un allarme secondo il quale il suo telefonino era infetto, con una raccomandazione di scaricare un’app di protezione, SyScan protezione e report, che è nell’App Store di Apple e quindi non dovrebbe suscitare preoccupazioni (l’utente iOS presume che ciò che è stato accolto nell’App Store sia stato valutato e verificato e sia da considerare affidabile).

Leggendo la sua descrizione risulta che ha degli acquisti in-app sotto forma di abbonamento: 5 dollari a settimana. Le sue condizioni d’uso sono su un sito a dir poco amatoriale (nhydev.wixsite.com/phonehealth/terms-of-use) e la mail di contatto è un genericissimo account su Outlook, non un account su un dominio aziendale (nhy.dev@outlook.com), che in realtà linka ome.development@outlook.com.

Cercando questa mail in Google si ottiene una lista di altri siti su Wixsite.com strutturati allo stesso modo, che parlano di app come VPN TrackBlock: data security, Privax: protection & privacy, Alien – secure data VPN, ALFA Phone Defender 2nd number e simili, tutte app gratuite ma con pagamento in-app da 9 dollari a settimana. E tutte app presenti nell’App Store.

Da questi dati emerge uno scenario truffaldino di questo genere: il creatore di queste app ha creato una finta campagna promozionale, usando il nome della marca di caffè famosa, per ingannare gli utenti e convincerli a scaricare e installare l’app, confidando nel fatto che un certo numero di vittime avrebbe pagato l’abbonamento.

In sé l’app non è pericolosa, e così i controlli di Apple non rilevano nulla di anomalo. Con questo espediente diventa possibile truffare gli utenti anche nell’App Store.

Se vi imbattete in situazioni come questa, potete segnalare ad Apple le app truffaldine usando questi link e queste istruzioni:

Naturalmente la prevenzione è la miglior cura, per cui evitate di installare app sconosciute, anche se si trovano nell’App Store, e leggete bene le condizioni e i costi d’uso.

Arriva iPadOS 13.4, con supporto per mouse e correzioni varie; novità anche per gli altri OS Apple

Arriva iPadOS 13.4, con supporto per mouse e correzioni varie; novità anche per gli altri OS Apple

Mezzo pianeta è fermo, ma gli aggiornamenti software vanno avanti lo stesso. Apple ha rilasciato aggiornamenti per tutti i suoi sistemi operativi per tablet, orologi, media player, telefoni e computer.

Si passa così alla versione 13.4 per iOS, iPadOS e tvOS, mentre gli Apple Watch si aggiornano alla versione 6.2 e i Mac arrivano alla versione 10.15.4 di macOS.

Tutti questi aggiornamenti introducono migliorie e correzioni, ma forse quelle più significativo per molti utenti riguardano iPadOS e iOS, che ora offrono il supporto completo per trackpad e puntatori (sia Bluetooth, sia cablato, con qualche difficoltà). I tablet Android offrivano questa possibilità da molto tempo e finalmente Apple l’ha aggiunta anche ai propri dispositivi.

Per usare un mouse Bluetooth su un iPad è sufficiente andare nelle Impostazioni, attivare il Bluetooth e abbinare il mouse. Gizmodo ha una guida dettagliata a tutti i comandi resi possibili dall’uso di mouse o trackpad.

iOS e iPadOS correggono inoltre ben 30 falle importanti, e anche macOS ne tura quasi altrettante.

Come sempre, prima di fare un aggiornamento del software, ricordatevi di creare una copia di sicurezza dei vostri dati, per non perderli qualora l’aggiornamento fallisse.

Fonti aggiuntive: Ars Technica, Sophos.

iPhone, pronta la patch PDF, niente jailbreak facile

iPhone, pronta la patch PDF, niente jailbreak facile

Credit: mwilkie.

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

L’11 agosto Apple ha rilasciato di gran carriera gli aggiornamenti del sistema operativo iOS per iPhone/iPod Touch e iPad che chiudono la grave falla, scoperta pochi giorni fa, che consentiva di infettare questi dispositivi semplicemente scaricando e visualizzando un documento PDF. Turando la falla, però, diventa inservibile il servizio di sblocco (jailbreak) veloce e facile offerto da Jailbreakme.com, che si basava appunto sull’uso di questa vulnerabilità a fin di bene.

Gli aggiornamenti compaiono esclusivamente sul programma iTunes e non apportano altre modifiche o novità, per cui chi avesse sbloccato il proprio dispositivo può in teoria anche evitare di aggiornarlo, purché si ricordi che rischia di essere infettato se incontra e apre un documento PDF ostile. Il breve avviso tecnico di Apple è consultabile qui (iPhone/iPod) e qui (iPad).

Preparatevi a uno scaricamento piuttosto consistente: secondo The Unofficial Apple Weblog, l’aggiornamento per iPhone/iPod è di ben 580 megabyte e quello per l’iPad è di 475 megabyte. Sono inclusi nel rattoppo gli iPhone dal 3G in poi e gli iPod touch dalla seconda generazione in avanti.

Se avete un iPhone o iPod delle generazioni precedenti, Apple non ha rimedi per voi. Come segnalato nei commenti, se volete proteggervi contro la falla PDF dovete ricorrere al jailbreak e all’applicazione PDF Patch che trovate visitando Cydia con il vostro dispositivo. Come è capitato a me con il mio iPod touch, modello MA623LL. Grazie Apple.

Ah, se fate un jailbreak, non dimenticate di cambiare la password di root. Quella predefinita è alpine. Le istruzioni sono sempre su Cydia.



Fonti aggiuntive: Engadget, Gizmodo, ZDNet, Sophos, Intego.

Perché gli iPhone si localizzano lo stesso quando la localizzazione è spenta?

Perché gli iPhone si localizzano lo stesso quando la localizzazione è spenta?

Sugli iPhone 11, se si va nelle impostazioni di ogni singola app e di ogni servizio che fa localizzazione e si disabilita questa funzione, compare lo stesso sullo schermo l’icona della localizzazione.

Lo ha notato l’esperto di sicurezza Brian Krebs, documentando il fenomeno anche in video.

Visto che Apple si sta proponendo sempre più come azienda che tutela la privacy dei suoi clienti, la cosa è sembrata strana e contraddittoria, specialmente quando è arrivata la prima risposta ufficiale di Apple: l’icona compare perché ci sono servizi di localizzazione che non possono essere disattivati. L’unico modo per disattivare completamente la localizzazione è andare nelle Impostazioni e agire sul selettore generale della localizzazione.

Ma niente panico. Dopo la risposta enigmatica iniziale, Apple ha finalmente chiarito che si tratta di una localizzazione usata internamente dal telefono per sapere se si trova o no in un paese nel quale l’azienda non ha ancora ricevuto l’autorizzazione ad usare le frequenze radio per il servizio Ultra Wideband (UWB), usato per la condivisione di file con altri dispositivi Apple.

Mistero risolto, insomma, e Apple ha detto che attiverà un’opzione di disattivazione selettiva di questa localizzazione in un futuro aggiornamento. Ma resta il fatto che gli iPhone recenti hanno un servizio di localizzazione che gli utenti non possono spegnere singolarmente e che Apple non è stata molto chiara nel comunicare questa situazione.

Cosa più importante, casi come questi mostrano bene che gli smartphone hanno raggiunto un livello di complessità che supera ampiamente le capacità e le competenze degli utenti comuni e persino degli esperti.

Vi si spegne di colpo il MacBook Pro? Non è colpa vostra

Vi si spegne di colpo il MacBook Pro? Non è colpa vostra

Diversi utenti del MacBook Pro da 13 pollici stanno segnalando che il laptop si spegne di colpo quando la batteria scende grosso modo sotto il 50%. Come mai?

Apple lo ha spiegato in una pagina di supporto, non disponibile per ora in italiano, bisogna esorcizzare il folletto collegando il laptop all’alimentatore, uscendo da tutte le applicazioni aperte, chiudendo il coperchio per mettere il computer in sleep mode, e poi lasciandolo sotto carica per almeno otto ore. Fatto questo, bisogna aggiornare macOS, e tutto passa.

Il problema, a quanto pare, è causato dal fatto che la batteria ha un processore che memorizza la percentuale di carica residua e che in alcuni casi viene memorizzato un dato sbagliato. “La batteria è convinta di avere ancora carica e trasmette una certa percentuale di carica residua, ma invece è totalmente scarica”, spiega Dday.it.

Come disse lo scrittore di fantascienza Arthur C. Clarke, qualunque tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.

I trucchi dei truffatori: il finto jailbreak per iOS

I trucchi dei truffatori: il finto jailbreak per iOS

I ricercatori di sicurezza del gruppo Talos di Cisco hanno pubblicato un bell’esempio di come i criminali informatici usano la psicologia per arricchirsi.

Uno dei comportamenti più diffusi fra i proprietari di smartphone Apple è il jailbreak: la rimozione delle protezioni fornite da Apple. Lo scopo del jailbreak è far fare al telefono cose non previste dal produttore, come installare app non ufficiali o piratate. Pessima idea.

Da qualche tempo sta circolando una tecnica di jailbreak denominata checkra1n, che sfrutta una falla di sicurezza, battezzatta Checkm8, presente in molti dispositivi Apple. E così i criminali informatici, sapendo della voglia diffusa di fare jailbreak degli utenti, hanno allestito un sito, checkrain punto com (andateci a vostro rischio e pericolo), che dice di offrire questa tecnica. Lo vediamo all’opera in questo video.

Se lo guardate senza l’audio esplicativo, sembra davvero che il telefono venga sottoposto a un trattamento profondo di jailbreak. Le diciture sullo schermo sono molto convincenti e dettagliate, ma è tutta una finta: il telefono sta semplicemente mostrando un’animazione presente sul sito dei truffatori, senza mostrare che si tratta di un sito (grazie all’uso di una web clip).

Alla fine scatta la trappola: l’animazione dice che il jailbreak verrà completato solo se si installano due delle app elencate sullo schermo. Ma le app non tolgono affatto le protezioni da iOS: servono solo a generare clic fraudolenti nelle pubblicità online, che generano incassi per i truffatori. L’utente, attratto dal miraggio di poter fare il furbo, viene gabbato da chi è realmente furbo.

MacOS Catalina, controllate le applicazioni prima di migrare

MacOS Catalina, controllate le applicazioni prima di migrare

MacOS 10.15 Catalina è disponibile al pubblico da qualche giorno, ma prima di installarlo consiglio caldamente, oltre al consueto backup dei dati, di controllare se avete ancora applicazioni a 32 bit.

Catalina, infatti, non supporta più queste applicazioni. Se avete applicazioni a 32 bit che vi servono, controllate se ne esiste una versione a 64 bit e installatela.

Per controllare quali applicazioni sono a 32 bit, mi associo al consiglio di @OSX_rulez: tenendo premuto il tasto Opzione, cliccate sul menu Mela e scegliete la voce “Informazioni di sistema”. Nella finestra che si apre, scegliete Software e poi Applicazioni e sfogliate la lista delle applicazioni, ordinandola in base alla colonna 64 bit).

Nel mio caso, ho trovato una sola applicazione importante a 32 bit, ossia Audacity, l’ho aggiornata alla 2.3.2 che è a 64 bit (e ho aggiornato la relativa libreria FFmpeg), e ho rinunciato alle altre.

Per installare Catalina servono almeno 12 GB di spazio libero secondo il programma d’installazione, ma in realtà ne servono almeno 20, perché l’aggiornamento ne pesa 8.

L’ho installato poco fa su uno dei miei laptop e sembra funzionare a dovere. Ora devo provare le sue nuove funzioni. In particolare mi interesserebbe Sidecar, che consente di usare un iPad come secondo schermo, ma il mio Macbook Pro è troppo vecchio (2015) e non è supportato per questa funzione.

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iOS 13 rivela quante app tracciano la nostra posizione

Uno dei benefici più interessanti di iOS 13 in termini di privacy è che rivela, con un vistoso messaggio sullo schermo, quali app raccolgono dati personali, spesso senza alcun motivo utile a noi. In particolare, questa rivelazione riguarda frequentemente la geolocalizzazione, come qui , qui o in questo tweet:

Si tratta di una delle nuove funzioni del sistema operativo: la “trasparenza della posizione per le app”. Spiega Apple che “Quando un’app usa la tua posizione in background, deve inviarti una notifica, così puoi decidere se modificare i tuoi permessi.”

C’è chi nota che persino l’app del proprio auricolare sembra voler tracciare la localizzazione, e non si capisce quale sia l’utilità per l’utente. Fra l’altro, la notifica sullo schermo è molto vistosa e include anche una mappa dei luoghi nei quali l’app segnalata ha utilizzato la localizzazione.

La notifica consente poi di cambiare le impostazioni di localizzazione delle singole app, scegliendo di consentire la localizzazione soltanto durante l’uso dell’app oppure di consentirla sempre. Nelle Impostazioni, come in passato, è sempre possibile disabilitare permanentemente la localizzazione delle singole app.

Arriva iOS 13. Aggiornatevi (due volte)

Arriva iOS 13. Aggiornatevi (due volte)

Se avete un iPhone o un iPod touch recenti, probabilmente avete notato nelle Impostazioni (sotto Generali) che è disponibile un aggiornamento di iOS che lo porta alla versione 13. Le novità di questa versione sono parecchie, ma la più vistosa è che è solo per iPhone e iPod touch: gli iPad sono esclusi.

Apple ha infatti creato una versione separata e differente di iOS per i suoi tablet, che si chiama iPadOS e che arriverà il 24 settembre, con cambiamenti e funzioni che rendono gli iPad molto più simili a computer veri e propri.

Quindi se avete un iPad recente, vi tocca aspettare ancora qualche giorno e poi arriverà l’aggiornamento. Ma non sarete i soli: infatti anche chi ha un iPhone o iPod touch dovrà scaricare un altro aggiornamento di iOS, che lo porterà alla versione 13.1 e che verrà messo a disposizione sempre il 24 settembre.

Come sempre, prima di effettuare un aggiornamento importante fate una copia di sicurezza dei vostri dati (su iCloud oppure su un PC o Mac usando iTunes) e magari cogliete l’occasione per eliminare le app che non usate più. Assicuratevi di essere collegati a un Wi-Fi e di avere a portata di mano il vostro codice di sblocco di iOS, il PIN della SIM e la vostra password di iCloud.


Questo aggiornamento di iOS/iPadOS, fra l’altro, secondo TechCrunch aiuta a rivelare quali siti fanno tracciamento degli utenti: Facebook, per esempio, viene colto a chiedere di usare il Bluetooth, cosa che gli permetterebbe di sapere, per esempio, non solo dove si trova in quel momento l’utente (in base a quali dispositivi Bluetooth vengono visti dallo smartphone) ma anche chi è o è stato nelle vicinanze di quell’utente.

Fonti: Ars Technica, Cnet.