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Ricatto ad Apple: paga o cancelleremo i dati degli iPhone e di iCloud

Ricatto ad Apple: paga o cancelleremo i dati degli iPhone e di iCloud

Si fanno chiamare “Famiglia Criminale Turca” (“Turkish Crime Family”) e minacciano di cancellare i dati dagli iPhone e dagli account iCloud di almeno 300 milioni di utenti se Apple non pagherà un riscatto entro il 7 aprile. Considerata la portata della minaccia, potreste pensare a una richiesta di riscatto milionaria, ma la Famiglia ha pretese modeste: 75.000 dollari in Bitcoin o Ether oppure 100.000 dollari in carte regalo iTunes.

I ricattatori hanno contattato varie testate giornalistiche per cercare di rendersi visibili e credibili, e sono sicuramente riusciti a farsi notare, ma Motherboard racconta che finora le presunte prove presentate dalla Famiglia sono prive di conferme indipendenti.

Apple ha dichiarato che “non ci sono state violazioni dei sistemi Apple… La presunta lista di indirizzi di mail e di password sembra provenire da servizi di terzi violati in precedenza”.

Al momento non c’è motivo di farsi prendere dal panico, ma storie come questa sono sempre una buona occasione da cogliere per mettere alla prova le proprie impostazioni di sicurezza e chiedersi se sarebbero in grado di reggere a una minaccia di questo genere. Vale la pena, per esempio, di proteggere il proprio account con una password robusta (non ovvia e sufficientemente lunga) e unica (diversa da quelle usate per tutti gli altri servizi online) e con l’autenticazione a due fattori.

E naturalmente non dimenticate l’importanza di un buon backup dei vostri dati, salvato su un supporto scollegato da Internet.



Fonti aggiuntive: Hot For Security.

Arrivano Mac OS 10.12.2 e iOS 10.2

Arrivano Mac OS 10.12.2 e iOS 10.2

Non fatevi distrarre dall’annuncio delle nuove emoji: gli aggiornamenti di Mac OS e iOS rilasciati pochi giorni fa sono importanti anche dal punto di vista della sicurezza. Conviene quindi installarli appena possibile.

L’aggiornamento di iOS alla versione 10.2 risolve infatti una falla di Trova il mio iPhone che permetteva di scavalcarne le protezioni digitando una falsa password esageratamente lunga. Apple ha anche risolto altri cinque difetti che permettevano di superare la schermata di blocco o ne impedivano il corretto funzionamento, e chiuso due falle che consentivano di installare malware se si aveva accesso fisico al dispositivo.

Per i computer Apple c’è invece Mac OS 10.12.2, che tappa varie falle di sicurezza (per esempio in Apache e in syslog) e aggiorna Safari. Viene chiusa anche una magagna che consentiva di prendere il controllo di un computer se l’utente apriva un file audio appositamente confezionato. Anche le connessioni Bluetooth avevano dei rischi che ora sono risolti. L’elenco completo delle correzioni è novità di Mac OS è in questo articolo di Apple.

Fonti: Sophos, MacRumors, Ars Technica, Sophos.

MacBook Pro contro Surface Studio: le novità di Apple umiliate da quelle di Microsoft

Sembra il classico video promozionale di un prodotto Apple, fino al momento in cui compare il marchio Microsoft. Lo spot di Microsoft Surface Studio, un computer con schermo tattile immenso e un design elegantissimo, ha messo completamente in secondo piano le novità presentate pochi giorni fa da Apple per i propri portatili.

Sì, Apple ha presentato i nuovi MacBook Pro, più leggeri e compatti, con processori aggiornati, nuovi schermi, un lettore d’impronte digitali e soprattutto con la Touch Bar, una striscia OLED a colori, sensibile al tocco, che sostituisce la fila di tasti funzione e visualizza icone e funzioni differenti in base al contesto, con mille possibili applicazioni. Ma si tratta di affinamenti e gadget, non di grandi novità. Microsoft Surface Studio è un’altra storia.

È un’altra storia perché non capita spesso di associare un wow ai prodotti Microsoft, il cui design è di solito molto prudente e passa inosservato; ma un computer da tavolo con uno schermo touch da 28 pollici ultrasottile con una risoluzione di 4500×3000 pixel, che si può inclinare come un leggio, in posizione perfetta per disegnare, o disporre verticalmente in maniera più tradizionale, un wow se lo merita. Il confronto con l’iMac di punta di Apple è inevitabile: l’iMac è leggermente più piccolo (27 pollici), ha una risoluzione orizzontale maggiore (5120×2880), ma non è touch, e per chi fa grafica questo è fondamentale.

Ciliegina sulla torta, c’è anche il Surface Dial, una sorta di manopola wireless personalizzabile che consente in modo intuitivo e veloce di scegliere una tavolozza di colori, regolare il volume, ruotare un oggetto disegnato sullo schermo o far scorrere una pagina. Insieme allo stilo con 1024 livelli di sensibilità alla pressione, il nuovo Surface Studio è un sogno per qualunque artista grafico.

Certo, il design e le prestazioni implicano un costo non trascurabile (da 3000 a 4200 dollari), ma la compatibilità completa con le applicazioni per ufficio di Microsoft probabilmente consentirà a questa fuoriserie informatica di fare bella figura sulle scrivanie di tanti manager e artisti che vogliono combinare l’estetica con la funzionalità.

Malware per Mac spia attraverso la webcam, la spia luminosa non allerta l’utente

Malware per Mac spia attraverso la webcam, la spia luminosa non allerta l’utente

I ratter, i guardoni e spioni che infettano i computer per sorvegliare gli utenti attraverso le telecamerine integrate, non sono una novità. Ma è in circolazione una nuova tecnica di ratting alla quale è importante fare attenzione anche se si usa un Mac.

Finora i computer della Apple erano stati abbastanza protetti da questa forma di attacco, anche perché il modo in cui sono costruiti rende estremamente difficile (ma non impossibile) attivare la telecamera integrata senza che si illumini la spia accanto alla telecamera stessa. L’utente spiato, insomma, si rende conto facilmente che la telecamera è accesa quando non dovrebbe esserlo e quindi capisce di essere sotto sorveglianza.

Ma l’esperto di sicurezza informatica Graham Cluley segnala che i ratter hanno trovato una soluzione a questa limitazione per registrare audio e video di nascosto anche sui Mac: basta aspettare che l’utente usi la telecamera per altre ragioni, come una sessione Skype o Facetime, e a quel punto attivare un secondo flusso audio e video parallelo al primo. L’utente non nota nulla di strano e ovviamente non si sorprende che la spia luminosa sia accesa. La registrazione segreta termina automaticamente quando termina la sessione legittima.

Questa tecnica è stata incorporata nei malware Eleanor e Mokes e in altri software ostili per Mac, per cui ora anche gli utenti Apple dovranno fare maggiore attenzione. Il rimedio drastico è il classico tappino o adesivo sulla telecamera, ma se usate spesso la telecamera questo continuo attacca e stacca è una scocciatura.

Per venire incontro a quest’esigenza, l’informatico Patrick Wardle ha sviluppato un’app, OverSight, che avvisa l’utente se un programma attiva il microfono integrato o accede alla webcam, anche se questi dispositivi sono già in uso.

iOS 10 è arrivato, ma con qualche problema e un imbarazzo

iOS 10 è arrivato, ma con qualche problema e un imbarazzo

iOS, o non iOS 10, questo è il dilemma:
se sia più nobile nell’iPhone soffrire
i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa installazione
o prendere le armi contro un mare di bug
e, contrastandoli, aggiornare lo smartphone?

Solitamente consiglio di installare appena possibile le versioni aggiornate di software, perché contengono migliorie e correzioni di falle di sicurezza, ma stavolta devo fare un’eccezione per iOS 10. La nuova versione di iOS ha moltissime novità ma sta dando problemi a numerosi utenti, tanto che negli Stati Uniti l’operatore cellulare T-Mobile ha esplicitamente invitato i clienti a non installarla almeno per un paio di giorni. Alcuni utenti lamentano una durata minore della batteria, problemi di connessione dati e addirittura paralisi del telefonino o del tablet.

I problemi vengono risolti in parte installando iOS 10 passando tramite un computer con iTunes invece di scaricarlo direttamente con l’iPhone, iPad o iPod touch oppure scaricando la versione 10.0.1. Apple ha pubblicato delle istruzioni (anche in italiano) per chi si trovasse con il dispositivo bloccato.

iOS 10.0.1 è compatibile con gli iPhone dal 5 in su, con gli iPad mini dal 2 in su, con gli iPad dalla quarta generazione in poi, con tutti gli iPad Air e Pro, e con gli iPod touch di sesta generazione. Se decidete di aggiornare, preparatevi a restare senza iCoso per una ventina di minuti, fate prima una copia dei dati presenti sul dispositivo e assicuratevi di avere almeno un 1GB di memoria libera. Poi andate in Impostazioni – Generali – Aggiornamento software, scaricate e installate. Vi servirà la vostra password di iTunes. Buona fortuna.

Se tutto va bene, potrete cimentarvi anche voi con il passatempo scoperto con imbarazzo da alcuni utenti: nelle app di messaggistica c’è l’opzione che consente di inserire immagini GIF animate nei messaggi digitando una parola chiave. Tutto funziona abbastanza bene se la parola chiave è per esempio gattini, ma in alcuni casi se immettete parolacce Apple propone immagini decisamente inadatte a palati sensibili (probabilmente attinge imprudentemente a qualche collezione pubblica). Anche parole teoricamente innocue hanno risultati a rischio: alcuni utenti hanno segnalato che digitare huge (“enorme”) fa emergere immagini animate piuttosto discutibili che potrebbero dare complessi d’inferiorità a molti maschietti. Altre cose di questo genere spuntano digitando bounce (“ballonzolare”). In altri casi sono comparsi spogliarelli di MiniPony e altre cose di cui magari non avevate nemmeno immaginato l’esistenza nei vostri incubi peggiori.

Apple sta correggendo questa funzione man mano che vengono scoperte altre parole chiave inadatte, ma nel frattempo le risate (o le smorfie d’imbarazzo) sono garantite.

Nota: contrariamente a quanto sta girando in Rete ad opera di alcuni burloni, aggiornare il telefonino ad iOS 10 non fa scomparire la presa per le cuffie. L’allarme che sta circolando è una battuta. Ridete.

Fonti aggiuntive: Ars Technica, Gizmodo, Intego.

iPhone 7, le cose realmente da sapere

iPhone 7, le cose realmente da sapere


Ultimo aggiornamento: 2016/09/11 17:20.

Gli articoli che forniscono tutte le specifiche tecniche del nuovo iPhone 7 e 7 Plus sono già tantissimi e non si fa fatica a trovarli, grazie alla solita campagna di promozione Apple offerta gratuitamente da tanti giornalisti, per cui non mi dilungo sulle novità di base: l’iPhone diventa resistente all’acqua e perde la presa per cuffie dedicata. Per il resto, è semplicemente un altro smartphone, mica la soluzione alla fame nel mondo.

La scomparsa della presa per cuffie standard, a mio avviso, è il punto da ponderare, a breve e a lungo termine. Con il nuovo iPhone occorre usare le apposite cuffie (fornite) che si collegano all’unico connettore rimanente del dispositivo, il Lightning, oppure adoperare un adattatore (fornito) per continuare a usare le cuffie dotate di jack standard. L’alternativa è usare cuffie Bluetooth oppure pagare circa 160 euro per le cuffie senza filo AirPod di Apple (non fornite insieme al telefonino e facilissime da perdere camminando o da lasciar ingerire a un bambino).

In altre parole, tutti i dispositivi che finora sfruttavano la presa per cuffie (selfie stick, terminali per carte di credito, accessori per disabili, dispositivi medici, microfoni per i tanti giornalisti che usano lo smartphone come unità di registrazione e montaggio tascabile per le interviste) non funzioneranno più o dovranno essere collegati all’adattatore, che è scomodo e ingombrante (per non parlare dell’estetica, cosa alla quale gli utenti iPhone di solito sono molto affezionati).

Cosa più significativa, il nuovo iPhone rende sempre più difficile estrarre audio dal dispositivo senza passare dai controversi filtri anticopia: l’eliminazione della presa per cuffie chiude sempre più strettamente il cosiddetto analog hole, la “falla analogica”, ossia la possibilità finora presente di poter aggirare sempre e comunque eventuali restrizioni arbitrarie all’uso esportando l’audio attraverso l’uscita analogica.

Un utente legittimo poteva copiare per sé un brano protetto da sistemi anticopia passando dalla presa per cuffie e ottenere una versione di buona qualità da usare su altri suoi dispositivi (esempio tipico: la canzone comprata legalmente ma lucchettata contro la copia e quindi impossibile da riprodurre sul lettore CD dell’auto senza acrobazie discutibili). Nel nuovo iPhone, invece, per ascoltare in cuffia la musica, la radio o qualunque altro contenuto audio occorre passare da dispositivi digitali, sui quali è facile imporre restrizioni, come già accaduto in passato. Questo è decisamente appetibile per chiunque voglia esercitare controllo sui contenuti: case discografiche, case cinematografiche (difficile guardare un film se l’audio non c’è, come fa Cinavia), governi.

Se credete che sia impensabile che vengano messi in commercio dispositivi che si rifiutano di riprodurre un suono scelto arbitrariamente da un’autorità (che so, parole chiave come echelon o falun gong), arrivate tardi: il sistema Cinavia funziona già così ed è nel mio lettore Blu-ray di casa.

La Electronic Frontier Foundation spiega bene le implicazioni a lungo termine della scelta di Apple. Nel leggerle, ricordate la storiella della rana messa nella pentola d’acqua tiepida sopra un fornello acceso. Se l’acqua si scalda lentamente, la rana si abitua man mano alla temperatura che sale, e quando si rende conto che la stanno cucinando è già bollita. Le rane siamo noi.

…Quando infili un cavo audio in uno smartphone, funziona e basta. Non importa se le cuffie sono state fabbricate dalla stessa marca che ha fabbricato il telefono. Non importa neanche cosa intendi fare con il segnale audio: funziona comunque, sia che il cavo vada ad un altoparlante, sia che vada a un mixer o a un registratore.

Il connettore Lightning funziona diversamente. I fabbricanti devono applicare e pagare un compenso di licenza per creare un dispositivo compatibile con Lightning… se è impossibile connettere a un iPhone un altoparlante o un altro dispositivo audio senza che lo governi il software di Apple, allora le grandi aziende dei media possono fare pressioni su Apple perché limiti i modi in cui i clienti di Apple possono usare i loro contenuti. Dato che la legge statunitense protegge le tecnologie di gestione dei diritti digitali (DRM), può essere illegale eludere le eventuali restrizioni anche se lo si fa per ragioni perfettamente legali. Non manca di certo il precedente: queste aziende spinsero Apple a includere il DRM in iTunes.

…I produttori televisivi e cinematografici hanno insistito che devono avere il potere di decidere quali dispositivi possono ricevere segnali video. Possiamo credere che l’industria dei contenuti lascerà stare i segnali audio se le uscite diventano totalmente digitali?

…Va riconosciuto ad Apple che è stata chiara nel dire che non userà la nuova concezione per imporre restrizioni. Ma sta proprio qui il problema: non dovremmo essere costretti a dipendere dal permesso di un fabbricante per usare i suoi apparecchi nel modo che desideriamo (o per fabbricare periferiche o accessori per quegli apparecchi). Quello che possiamo fare con i nostri dispositivi dovrebbe dipendere dai limiti della tecnologia stessa, non dalle decisioni di politica dei loro fabbricanti.

Aggiornamento d’emergenza anche per i computer Apple

Aggiornamento d’emergenza anche per i computer Apple

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/09/02 22:55.

La settimana scorsa Apple ha diffuso un aggiornamento d’emergenza per i dispositivi iOS, che erano risultati gravemente vulnerabili ad attacchi preparati segretamente da un gruppo di mercenari informatici impiegati da vari governi senza scrupoli. Adesso è emerso che gli stessi attacchi sono sfruttabili anche sui computer Apple, per cui è importante aggiornarli appena possibile.

Gli attacchi, infatti, consentono di prendere il controllo di un computer dotato di Mac OS X semplicemente convincendo l’utente a cliccare su un link. Ora che le falle sono state rese note, è prevedibile che anche i criminali informatici inizieranno a sfruttarle. Il problema si previene scaricando l’apposito aggiornamento, che porta Safari alla versione 9.1.3 (info) e aggiorna Mac OS X El Capitan e Yosemite (info).

Quindi niente panico, ma non perdete tempo e aggiornatevi subito, per esempio andando nell’App Store con il vostro Mac e scaricando il Security Update 2016-001 se avete OS X El Capitan oppure il Security Update 2016-005 se avete OS X Yosemite. Non è disponibile un aggiornamento di sicurezza per le versioni precedenti di OS X: chi le usa dovrebbe passare alle versioni recenti supportate.

Preparatevi a un’attesa di qualche minuto per l’installazione dell’aggiornamento di OS X, che richiede un riavvio e include l’aggiornamento di Safari.

Fonti aggiuntive: Motherboard, Engadget.

Aggiornate subito iPhone e iPad: scoperte tre falle gravissime, già sfruttate dai mercenari informatici

Aggiornate subito iPhone e iPad: scoperte tre falle gravissime, già sfruttate dai mercenari informatici

L’articolo è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2016/09/02 21:00.

Se avete un iPhone o un iPad, aggiornate subito il suo iOS in modo da portarlo alla versione 9.3.5. Apple ha infatti distribuito ieri un aggiornamento d’emergenza che risolve ben tre falle gravissime, che sono già sfruttate da anni da operatori senza scrupoli.

Le falle, denominate Trident dagli esperti, consentono di prendere il controllo completo di un dispositivo iOS semplicemente mandandogli un SMS che contiene un link. Se la vittima tocca il link per visitarlo, il dispositivo viene silenziosamente infettato, per cui l’aggressore può intercettare tutte le comunicazioni: messaggi WhatsApp, Viber, Gmail, Facebook, Skype, FaceTime, Calendar, WeChat e altro ancora. Anche telecamera e microfono possono essere accesi da remoto. Se un dispositivo è infettato, l’infezione persiste anche se lo si aggiorna.

La scoperta è stata fatta e annunciata da Citizen Lab e Lookout su segnalazione di Ahmed Mansoor, un difensore dei diritti umani riconosciuto a livello internazionale che risiede negli Emirati Arabi Uniti. Il 10 agosto scorso ha ricevuto degli SMS che gli promettevano segreti importanti sulla tortura dei detenuti nelle carceri degli Emirati se cliccava sui link inclusi nei messaggi. Mansoor ha fiutato la trappola e li ha mandati agli esperti di sicurezza, che hanno ricostruito il funzionamento e l’origine dell’attacco.

La fonte indicata dagli esperti non è la solita banda criminale: questo è un attacco di gran lunga troppo sofisticato. Gli indizi tecnici puntano a NSO Group, una società israeliana e statunitense che crea spyware per governi senza farsi alcuno scrupolo etico e si fa pagare anche un milione di dollari per ogni malware (o 650.000 dollari, più 500.000 dollari di attivazione, per dieci telefonini da sorvegliare, secondo il New York Times). Questo è il genere di mercenari con i quali rischia di dover lavorare chi pensa di usare malware di stato, e questo è il genere di cifre che occorre far pagare ai contribuenti. Il mandante dell’attacco contro Mansoor, presumibilmente, è il governo degli Emirati.

Probabilmente non avete governi nemici che vi stanno attaccando, ma ora che le falle negli iPhone e iPad sono state annunciate e documentate pubblicamente per consentire di risolverle, i criminali informatici di piccolo calibro si daranno da fare per creare attacchi basati su queste stesse falle. Di solito riescono a farlo nel giro di 24-48 ore, per cui non è il caso di rinviare l’aggiornamento.

L’aggiornamento si installa in pochi minuti nella maniera solita: Impostazioni – Generali – Aggiornamento software. Sono aggiornabili tutti i dispositivi Apple recenti: dall’iPhone 4S in su, dall’iPad 2 in su, tutti gli iPad Mini e Pro, e gli iPod touch di quinta e sesta generazione. Chi non può aggiornarsi perché ha un iPhone o iPad molto vecchio resta gravemente vulnerabile se usa il dispositivo collegandolo a Internet e/o alla rete cellulare.

Fonti aggiuntive: Ars Technica, Motherboard.

Aiped, aipad, aipod: *yawn*

Aiped, aipad, aipod: *yawn*

L’articolo è stato aggiornato e ampliato dopo la pubblicazione iniziale. Ultimo aggiornamento: 2010/04/09.

NOTA: prima che scriviate per l’ennesima volta che non posso criticare l’iPad se non l’ho provato, leggete bene l’articolo e notate il fatto che tutte le critiche sono documentate e basate sull’esperienza concreta di chi l’ha provato. La settimana prossima proverò un iPad, così non ci sarà più questa obiezione.



The iPad – watch more funny videos

Niente Flash. Niente multitasking. Retro bombato che rischia di farlo dondolare quando lo appoggi su un tavolo per scrivere [aggiornamento: mi dicono che non c’è questo rischio. Dettagli qui sotto]. Niente webcam per Skype e simili. Batteria sigillata. Niente USB se non compri (a parte) dei ciondolosi accessori. Dipende da un PC per i backup. Niente software non autorizzato da Apple. DRM come se piovesse. Comunque troppo grande da portare sempre con sé. 629 dollari più accessori e forse IVA per la versione minima con 3G. Caratteristiche tecniche non entusiasmanti. E cos’è questa storia della micro-SIM? Quanti operatori cellulare la offrono?

Uhm, no, grazie.

Soprattutto, a che cosa serve? Forse è un’alternativa al computer per chi odia il computer e ha soldi da spendere. Boh.

Aggiornamento 2010/01/31

Macworld se l’è presa un po’ per il mio articolo e ha chiesto al giornalista Antonio Dini, che era alla presentazione dell’iPad, di verificare la mia ipotesi di rischio dondolio (sì, era un’ipotesi: non per nulla ho scritto “rischia”). Antonio, che ho il piacere di conoscere personalmente, dice che l’iPad non dondola, e se lo dice lui la questione è chiusa.

In quanto all’altra mia obiezione contestata (“troppo grande da portare sempre con sé”), Macworld cita sempre Antonio Dini, che dice che l’iPad sta nella tasca del suo giaccone. Anche qui accetto senza esitazione quello che dice Antonio. Dico solo che tasche da 25 x 19 centimetri sono belle grosse: e in estate che si fa? L’iPad è un oggetto da borsa, non da tasca, e questo ne limita la portabilità, esattamente come avviene per un netbook. Solo che il netbook è un vero computer sul quale installo quello che voglio io, non quello che decide qualcun altro.

Infine rispondo a tutti quelli che dicono che Flash non serve perché fra due anni non lo userà più nessuno: bene, allora aspetterò due anni per vedere se succede davvero, prima di comperare l’iPad. E a chi dice che la prossima versione di iPad risolverà varie lacune: bene, allora aspetterò di vedere che le risolva davvero ed eventualmente comprerò quella versione. Perché dovrei comperare questa? Per vedermela obsoleta nel giro di pochi mesi? Sulla fiducia? Sulla promessa di un venditore? Siamo seri.

Suvvia, mi pare di essere un ginecologo al MiSex. So ancora distinguere lavoro e passione. Solo perché l’argomento mi interessa e ne traggo grande soddisfazione, non vuol dire che mi debba piacere sempre e in qualunque forma si presenti.

Aggiornamento 2010/04/09: cose da sapere prima di decidere se comperare l’iPad

Ora che l’iPad è disponibile (negli Stati Uniti; arriverà ufficialmente in Europa a fine mese; qui accanto vedete quello arrivato a Rete Tre grazie ai potenti mezzi della RSI), riassumo qui alcuni fatti che è opportuno conoscere prima di decidere per l’acquisto. Praticamente tutti i recensori concordano sul fatto che l’iPad è un magnifico dispositivo, che trasforma l’esperienza d’uso della Rete e la rende più gradevole e intuitiva, se usato restando nei limiti delle sue capacità. L’importante è capire se questi limiti sono adatti alle esigenze del singolo acquirente potenziale.

Autonomia. La batteria dura molto a lungo: fino a 10 ore, secondo il produttore e i primi test.

Subito pronto. Come l’iPhone, e a differenza dei normali computer, l’iPad è sempre acceso e basta toccarlo per iniziare a usarlo. In viaggio è una differenza che si apprezza molto.

Solo Wifi, niente 3G. La versione attualmente disponibile è quella priva di funzioni di accesso alla rete cellulare: l’accesso a Internet funziona solo se connessa a una rete Wifi. Se nel vostro paese ci sono poche reti Wifi aperte, magari grazie a leggi antiterrorismo poco avvedute, avrete difficoltà a navigare o spedire posta quando siete in viaggio, oppure dovrete pagare per accedere alle reti degli alberghi.

Niente Flash. Se consultate siti che usano animazioni Flash, non funzioneranno correttamente sull’iPad. Questo è un problema significativo che potrebbe attenuarsi in futuro, se i realizzatori di siti Web decideranno di usare altre soluzioni, ma il vostro sito Web aziendale ultra-carino realizzato in Flash non sarà visibile sugli iPad dei vostri clienti.

Niente multitasking fino all’autunno 2010. Sull’iPad gira una sola applicazione per volta, a differenza di quanto avviene su un normale computer di oggi. Si torna all’equivalente del DOS, insomma. La versione 4 del sistema operativo di Apple per l’iPhone sarà installabile sull’iPad in autunno e risolverà in parte questa limitazione consentendo un multitasking limitato ma probabilmente sufficiente per l’uso medio dell’iPad.

Solo software autorizzato da Apple. Potete installare soltanto le applicazioni approvate da Apple, che sono tante, ma se non c’è quella che vi serve, non c’è niente da fare. Non potete neanche scriverla voi, se non pagate per diventare sviluppatori Apple.

Presentazioni e testi incompatibili. Keynote, il software per presentazioni di Apple, è disponibile sull’iPad, ma una presentazione creata su un Mac e trasferita all’iPad perde audio, note, commenti e grafici 3D. La versione iPad di Pages, il programma di scrittura di testi, perde note a piè pagina, note a fine testo e commenti, converte gli indici automatici in testo semplice e altera altri dati. Chi pensa di usare l’iPad per lavoro farà meglio a valutare il contenuto dei propri documenti e delle proprie presentazioni e le incompatibilità fra le versioni iPad e Mac di queste applicazioni.

Per ora serve un account dello Store USA. Per installare nuove applicazioni, al momento è indispensabile avere un account iTunes con indirizzo statunitense. Questa limitazione sarà probabilmente risolta quando l’iPad verrà commercializzato ufficialmente al di fuori degli USA.

Niente porte USB. Non è possibile collegare una stampante o una penna USB o altre periferiche che usano il diffusissimo standard USB. Potete stampare se avete una stampante dotata di connessione Wifi.

Dipende da un computer. L’iPad per ora si aggiorna tramite un computer esterno: serve un Mac (che deve essere dotato di sistema operativo recente, ossia Leopard o successivo) oppure un PC Windows (va bene anche XP con Service Pack 3). Questo limite verrà probabilmente ridotto nella prossima versione del suo sistema operativo.

Niente tethering. Scordatevi di usare l’iPhone o un altro dispositivo cellulare per navigare con la versione wifi dell’iPad. Steve Jobs ha detto “no”. Letteralmente.

Retro bombato delicato e scivoloso. La curvatura del retro dell’iPad fa sì che se lo si appoggia su una superficie liscia, per esempio un tavolo, quando lo si sfiora per comandarlo tende a ruotare e scivolare. Inoltre l’alluminio, essendo tenero, si graffia facilmente. Una custodia è indispensabile.

Tastiera esterna. È disponibile una tastiera esterna che funge da reggi-iPad. Da autunno 2010 saranno usabili con l’iPad anche le tastiere Bluetooth.

Peso e ingombro. Il modello Wifi pesa 680 grammi, ed è un peso che si fa sentire, a detta di chi l’ha provato. La versione 3G peserà 730 grammi. È il doppio rispetto a un Kindle, per esempio, ed è un dato da considerare se si pensa di acquistare l’iPad come lettore di libri digitali. L’iPad misura 19 x 24 centimetri: sono dimensioni ottime per leggere libri, navigare in Rete o guardare film, ma lo rendono inevitabilmente molto meno portatile di un telefonino. Non è un oggetto da tasca, ma da valigetta o da borsetta.

Micro-SIM. La versione 3G userà SIM nel formato micro, che non tutti gli operatori cellulari forniscono. Di certo, quindi, non sarà possibile adoperare nell’iPad la SIM abilitata alla trasmissione dati del vostro telefonino, salvo che vogliate rischiare con lima e forbici.

Ditate. Anche se è trattato con un rivestimento protettivo, lo schermo si imbratta rapidamente di ditate, inevitabili visto che si tratta di un dispositivo con interfaccia tattile.

Surriscaldamento. La temperatura massima di utilizzo dell’iPad è 35°C (la stessa di altri laptop Apple). Se state in spiaggia o al sole, il rischio che si spenga per proteggersi dal surriscaldamento è molto alto.

Retroilluminazione e riflessi. A differenza dei lettori digitali di libri come il Kindle, l’iPad usa uno schermo da laptop, per cui i colori sono belli e vivaci, ma quando lo si colloca in un ambiente molto illuminato (all’aperto di giorno, per esempio) diventa molto difficile leggerne lo schermo; il Kindle, invece, usa un tipo di schermo che sfrutta l’illuminazione dell’ambiente, come i fogli di carta. Inoltre lo schermo dell’iPad è lucido e riflette quello che sta intorno all’utente, come si vede nella foto qui sopra, e questo può essere fastidioso.

Aggiornamenti di sicurezza Apple e Microsoft per il weekend

Aggiornamenti di sicurezza Apple e Microsoft per il weekend

Il recente bollettino di sicurezza di Microsoft non lascia molta scelta: ci sono nove falle da turare, cinque delle quali sono classificate al grado più alto di pericolosità, ossia “critico”.

L’aggiornamento che le risolve è già disponibile, per cui è opportuno installarlo appena possibile: le falle, infatti, riguardano i browser Internet Explorer ed Edge, rendendo gli utenti vulnerabili ad attacchi effettuabili semplicemente convincendoli a visitare una pagina Web appositamente confezionata; toccano anche Office, con vulnerabilità sfruttabili se l’utente apre un documento Office contenente istruzioni nascoste, ricevuto per esempio come allegato.

Ci sono anche falle critiche nella gestione dei font da parte di Windows, che potrebbero consentire all’aggressore di prendere il controllo del computer, e nella gestione dei documenti PDF pubblicati sui siti Web.

La buona notizia è che nessuna di queste falle è al momento sfruttata da attacchi in corso, ma di norma questi attacchi arrivano poco dopo la pubblicazione degli aggiornamenti che le risolvono e le descrivono. La pubblicazione, infatti, consente inevitabilmente ai criminali informatici di sapere dove concentrare i propri sforzi.

Apple, intanto, ha reso disponibile iOS 9.3.4, e anche in questo caso conviene aggiornarsi appena possibile, perché l’aggiornamento risolve una falla scoperta da Team Pangu, un gruppo di informatici noto soprattutto per i suoi strumenti di jailbreak. Apple, come al solito, è reticente nei dettagli e dice solo che la falla consente a un’applicazione di “eseguire codice arbitrario con privilegi di kernel”. Traduzione: è una brutta falla che permetterebbe a un’app ostile di far danni molto gravi. Correggetela installandola nella solita maniera.