Vai al contenuto
Red Ronnie e la Sindrome delle Due Campane

Red Ronnie e la Sindrome delle Due Campane

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Credit: Iddio.

Marco Cattaneo ha già fatto egregiamente il punto della situazione su Repubblica, il Corriere ha pubblicato un buon decalogo antibufale in proposito e ci sono anche gli sbufalamenti fatti da Gravità Zero e da TeamVaxItalia, per cui non mi dilungo sulla vicenda delle dichiarazioni antivacciniste di Red Ronnie durante il programma Virus della Rai del 12 maggio scorso. Aggiungo solo un paio di considerazioni.

Certo, Red Ronnie ha detto una serie di falsità scientifiche sui vaccini che inevitabilmente aumenteranno il numero dei dubbiosi e ridurranno la diffusione dei vaccini, già pericolosamente in calo. Ma non è la prima volta che Red Ronnie viene colto a dire cazzate monumentali su argomenti nei quali non ha nessuna competenza (Red Ronnie astrofisico: “Un triangolo così perfetto [sul Sole] è un messaggio”; Red Ronnie virologo: “Ogni virus o batterio ha sua frequenza. Individuata presenza si mette in controfase frequenza e lo si elimina”; e altre perle raccolte da Il Post, comprese dichiarazioni pro-“scie chimiche” e pro Stamina).

Quindi la questione di fondo non è se Red Ronnie abbia rigurgitato una collezione di cretinate: è come mai una persona che oggettivamente non ha alcuna competenza in materia di vaccini, e ha già dato prova di avere in generale una visione della realtà un po’ fumosa, viene chiamata dalla Rai a esprimersi sui vaccini.

Ho provato a chiederlo a Nicola Porro, conduttore della trasmissione: nessuna risposta.

Il Corriere scrive che Porro ha risposto dicendo di aver “messo a confronto due alfieri con posizioni opposte” (l’altro “alfiere” è “Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell’Istituto Coscioni”). Ed è qui l’errore fondamentale e frequente del giornalismo di oggi: invece di far parlare gli esperti e arrivare a una risposta, si fanno parlare e battibeccare persone incompetenti ma capaci di attirare pubblico per notorietà o telegenia (di Red Ronnie ho già detto; la Coscioni, per quanto sia coinvolta in un grave caso personale di salute, non è un medico o un’immunologa ma è laureata in economia aziendale). E questo viene considerato giornalisticamente corretto, perché per molti questo significa “far sentire le due campane” dandosi una parvenza di obiettività.

No, no, no, no e ancora no. Qui non stiamo parlando di calcio o di moda, dove le opinioni di tutti hanno grosso modo lo stesso valore e la stessa frivolissima importanza. Qui stiamo parlando di vaccini, ossia di un fenomeno concreto, tangibile, misurabile e scientifico: le opinioni non c’entrano nulla e contano soltanto i fatti. I fatti su una questione di vita o di morte.

Non è questione di far sentir campane. Qui non c’è nessuna campana da suonare: si fanno sentire i fatti, punto e basta. Non si mettono insieme l’incompetente e l’esperto (in questo caso, Roberto Burioni, professore di microbiologia e virologia, relegato nell’angolino da Virus e sfogatosi in un bel post su Facebook), perché altrimenti si innalza l’incompetente al livello dell’esperto e si tradisce il pubblico. Non si fanno sentire due campane, se una è fessa.

C’è un’altra cosa: Red Ronnie non è l’unico ad aver detto cose bizzarre. Nel video della puntata di Virus, a 20:30 dall’inizio, Franco Antonello della fondazione I Bambini delle Fate, genitore di un ragazzo autistico, dice testualmente: “…nei bugiardini, in un bugiardino in particolar modo dei vaccini, c’è scritto proprio chiaramente ‘può causare autismo’”. Antonello ha già fatto affermazioni simili in passato, ma stavolta ha detto che c’è proprio scritto esplicitamente “può causare autismo”. Gli ho chiesto di indicarmi il nome del vaccino in questione. Se è il Tripedia, è una bufala dovuta a una lettura distorta del bugiardino, come spiegano bene MedBunker e Vaccinfo.

Tutta la faccenda mi ricorda un episodio analogo che ho vissuto personalmente e che indica quanto sia persistente e diffusa l’abitudine di far parlare gli incompetenti. Durante una trasmissione di una rete nazionale italiana per la quale facevo da consulente tecnico, mi fu comunicata in anticipo la lista degli ospiti in studio. Un nome mi saltò subito all’occhio e chiesi cosa c’entrasse il celebre europarlamentare e senatore con l’argomento tecnico di cui la trasmissione si sarebbe occupata. “Niente”, mi fu risposto al telefono dalla produzione, “ma è un bell’uomo e attira le donne”. Così si scelgono gli ospiti per “fare informazione”. O meglio, per riempire il vuoto pneumatico tra uno spot pubblicitario e l’altro. Meglio esserne consapevoli, così magari si spende il proprio tempo informandosi seriamente.

Per tutti quelli che dicono che il debunking è inutile: De Niro fa dietrofront sull’antivaccinismo

Per tutti quelli che dicono che il debunking è inutile: De Niro fa dietrofront sull’antivaccinismo

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

Da quando è uscita una ricerca che sembra indicare che contrastare le false credenze e i complottismi è inutile perché tanto nessuno cambia mai idea, me l’hanno chiesto in tanti: fare debunking è davvero fatica sprecata?

La risposta è no, non è fatica sprecata, e se qualcuno avesse bisogno di un promemoria in questo senso oggi posso fare un nome ben preciso di uno che ha cambiato idea. E non uno qualunque: Robert De Niro.

Il Tribeca Film Festival, appuntamento di spicco del mondo cinematografico di cui De Niro è cofondatore, aveva messo in programma Vaxxed: un “documentario” sui vaccini realizzato da Andrew Wakefield. Sì, quel Wakefield: il medico britannico radiato dall’ordine perché aveva fabbricato i risultati che sembravano legare i vaccini all’autismo allo scopo di lucrare su un vaccino alternativo. Per questo si è intascato circa mezzo milione di euro. È da lui, dalla sua avidità incosciente, che è nato l’attuale antivaccinismo, con tutti i danni e i morti che sta provocando.

Vaxxed insinua che ci sia stato un complotto per boicottare la scoperta di questo presunto legame vaccini-autismo: è una balla spudorata che non ha uno straccio di prova a supporto. Moltissimi altri studi scientifici l’hanno cercato e non l’hanno trovato. In compenso sono state trovate le prove della frode perpetrata da Wakefield. Un personaggio che, fra l’altro, di recente è andato in giro a partecipare a una crociera per complottisti d’ogni sorta (denominata Conspira Sea).

Vaxxed è insomma complottismo puro, e della peggior specie, perché se volete credere che le Torri Gemelle sono state demolite dai raggi laser della CIA o che non siamo andati sulla Luna o Hitler è ancora vivo sono affari vostri e non cambiate la vita a nessuno, ma se credete che le vaccinazioni contro morbillo o difterite siano inutili e non le fate, allora rischiate di ammazzare qualcuno.

Robert De Niro ha un figlio autistico e inizialmente ha dichiarato che è “importante che tutte le questioni riguardanti le cause dell’autismo vengano discusse ed esaminate apertamente… questa è una questione molto personale per me e per la mia famiglia e voglio che ci sia una discussione e per questo proietteremo Vaxxed. Non sto promuovendo personalmente il film e non sono un antivaccinista; sto soltanto fornendo l’occasione di una conversazione sul tema”.

Solo che introdurre nella discussione un documentario che disinforma non aiuta affatto a fare chiarezza. Fa solo confusione e intralcia la ricerca nelle vere cause dell’autismo. E la presenza del documentario al festival, con il supporto di un nome celeberrimo come quello di De Niro, inevitabilmente gli conferirebbe prestigio e autorevolezza.

Molti giornalisti e critici hanno chiesto a De Niro di informarsi meglio su Vaxxed e di dare ascolto a chi aveva smontato con i fatti, anche in tribunale, le tesi infondate di Wakefield, e De Niro l’ha fatto: il giorno dopo la dichiarazione che avete letto qui sopra ha cambiato idea radicalmente.

“…dopo averlo riesaminato nei giorni scorsi insieme al team del Tribeca Film Festival e altri appartenenti alla comunità scientifica non riteniamo che contribuisca o promuova la discussione nella quale speravo. Il Festival non cerca di schivare le controversie. Ma abbiamo delle preoccupazioni a proposito di alcune cose in questo film che secondo noi ci impediscono di presentarlo nel programma del Festival. Abbiamo deciso di rimoverlo dal nostro programma.”

In altre parole, Robert De Niro non toglie Vaxxed dal programma per fare censura: lo toglie perché racconta balle.

Siete ancora convinti che non cambia idea mai nessuno e che fare debunking non serva a niente?

Fonti: Forbes, Jezebel, Jezebel, Jezebel.

La Gazzetta del Mezzogiorno mi fa dire che le vaccinazioni “sono solo una truffa”

La Gazzetta del Mezzogiorno mi fa dire che le vaccinazioni “sono solo una truffa”

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alle donazioni dei lettori. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora (anche con un microabbonamento).

“E un saggio denuncia «Vaccinazioni a rischio? Sono solo una truffa»”. Questo è il titolo che campeggia sopra la mia foto e presenta un articolo firmato da Nicola Simonetti sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi (23/1/2016), come mostrato dalla foto mandatami da @myrthus e dalla copia online.

Sopra il titolo c’è scritto “L’autore Paolo Attivissimo evidenzia rischi e scorrettezze”.

Forse sarò cretino io che non capisco l’italiano, ma secondo me chi legge queste parole pensa che io stia dicendo che le vaccinazioni sono una truffa e che ne evidenzio i rischi e le scorrettezze. O magari è cretino questo modo di fare giornalismo, visto che il testo dell’articolo dice l’esatto contrario, ossia spiega che ho scritto un capitolo di un libro, Vaccini, complotti e pseudoscienza (disponibile anche come e-book su Amazon.it), che rivela le truffe, i rischi e le scorrettezze degli antivaccinisti.

I contatti della Gazzetta sono qui. Siate educati. Io ho già scritto al direttore chiedendo rettifica. Dopo tutti questi anni di impegno contro le pseudoscienze, vedermi etichettato pubblicamente come un idiota antivaccinista non è particolarmente entusiasmante.

È scientificamente provato: la causa dell’autismo è Jim Carrey

È scientificamente provato: la causa dell’autismo è Jim Carrey

Questo articolo vi arriva gratuitamente e senza pubblicità grazie alla gentile donazione di “s.poppi*” e “davide.web*” ed è stato aggiornato dopo la pubblicazione iniziale. Se vi piace, potete incoraggiarmi a scrivere ancora.

Avrete sentito parlare del recente epic fail di Jim Carrey, l’attore comico, che si è lanciato su Twitter in una serie di accuse deliranti contro i vaccini che, a suo dire, conterrebbero mercurio, alluminio e altri veleni, e contro il governatore della California, Jerry Brown, che Carrey ha definito “fascista manovrato dalle aziende” per la sua legge sull’obbligo di vaccinazione per varie malattie infettive, compresi morbillo e pertosse.

Per fortuna Salvo di Grazia (MedBunker) ha scritto un ottimo articolo sul Fatto Quotidiano che spiega l’assurdità medica di quello che afferma Carrey. Io mi limito a ricordare che il fatto di essere celebre non lo rende un tuttologo: nulla da eccepire sulla sua competenza professionale come attore, per carità, ma la sua competenza in campo medico è nulla, e Carrey non è nemmeno in grado di portare esperti medici che confermino le sue affermazioni. Se la mia auto non funziona, vado da un meccanico, non da un salumiere o da un premio Nobel.

L’articolo di Salvo di Grazia cita anche il grafico che vedete qui sopra, che rende “scientificamente evidente” il nesso fra autismo e film di Jim Carrey. C’è poco da scherzare sull’autismo, e infatti il grafico non è uno scherzo: contiene lo stesso errore che viene commesso, senza rendersene conto, da chi lega i vaccini all’autismo, ossia pensare che un evento che accade dopo un altro deve per forza essere causato dal primo, e che un evento che si evolve di pari passo a un altro significa per forza che i due sono legati fra loro.

Il fatto che i sintomi dell’autismo compaiano dopo l’età alla quale si fanno alcune vaccinazioni non significa che le vaccinazioni causano l’autismo, esattamente come vedersi tagliare la strada da un gatto nero e poi farsi male non significa che i gatti neri portano iella. Correlazione non implica causa: non dimentichiamolo mai.