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Autenticazione a due fattori in Call of Duty: Warzone blocca non solo i furti di account ma anche i bari

Autenticazione a due fattori in Call of Duty: Warzone blocca non solo i furti di account ma anche i bari

L’autenticazione a due fattori (2FA) fatica a prendere piede, un po’ per via del suo nome polisillabico e poco accattivante ma anche perché viene proposta soltanto (si fa per dire) come soluzione di sicurezza per evitare il furto di account e molti utenti non prendono sul serio l’idea di poter essere derubati del proprio account.

Ma la 2FA ha anche un altro vantaggio decisamente utile: come racconta Motherboard, è utile anche per bloccare i cheater, i bari dei videogiochi.

Activision, l’azienda che pubblica Call of Duty: Warzone (creato dalla software house Infinity Ward), sta obbligando i giocatori a usare la 2FA per autenticarsi dando un numero di telefono cellulare per poter accedere al gioco. Questo rende molto difficile la vita ai cheater che approfittavano del fatto che COD:W è gratuito per creare tantissimi account, in modo da poter rientrare nel gioco dopo essere stati bannati per aver barato, per esempio vedendo gli altri giocatori attraverso i muri. Il mese scorso sono stati bannati ben 70.000 cheater.

Ovviamente i cheater, invece di accettare che barare a un gioco è meschino e disonesto, si sono lamentati di questa novità. Esistono modi per avere numeri di telefonino temporanei usa e getta, ma richiedono tempo e fatica, per cui sono comunque un ottimo deterrente. Come effetto secondario, l’introduzione della 2FA rende anche maggiore la protezione dell’account del giocatore.

Google Stadia Pro gratis per due mesi, ma occhio agli addebiti e alla banda

Google Stadia Pro gratis per due mesi, ma occhio agli addebiti e alla banda

Google Stadia, la piattaforma di videogioco di Google che non richiede una console ma solo un abbonamento e una connessione a Internet, sarà gratis per due mesi in versione Pro.

L’idea di Google è tecnicamente ambiziosa ed economicamente allettante: i giochi vengono eseguiti sui computer di Google e le immagini risultanti vengono trasmesse in streaming ai dispositivi del giocatore (TV con Chromecast Ultra, smartphone compatibile o computer con browser Google Chrome) con una latenza minima e in alta definizione (fino a 4K nella versione Pro), e così il giocatore non ha più bisogno di sborsare per l’acquisto di una console o di un computer per videogiochi e per i suoi aggiornamenti, ma si limita ad acquistare il solo controller Stadia (o usare il mouse) e a pagare l’abbonamento mensile a Google se vuole la versione Pro.

Usare Stadia significa che non si è proprietari dei giochi e che quindi si crea l’ennesima dipendenza da Google, e la qualità del video è alta ma non quanto quella di un sistema di gioco locale ben costruito, ma per molti utenti è un compromesso accettabile e spesso è l’unica soluzione economicamente sostenibile.

In ogni caso, per i prossimi due mesi Google ha deciso di rinunciare al canone mensile di circa 10 dollari della versione Pro: attenzione però che alla fine del periodo di prova si comincia automaticamente a pagare, per cui ricordatevi di disdire se Stadia non vi interessa. Inoltre il servizio consuma molta banda e in questo periodo può essere ridotto come risoluzione per consentire l’uso di Internet a tutti.

Stadia per ora non è formalmente disponibile in Svizzera: i paesi supportati sono al momento Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti.

Fonti aggiuntive: Ars Technica, Wired.it.

Attenzione a chi offre Fortnite per Android: è una trappola

Attenzione a chi offre Fortnite per Android: è una trappola

Non esiste ancora una versione ufficiale di Fortnite Battle Royale per dispositivi Android, e così i truffatori si sono scatenati a proporne finte “versioni craccate” o “anteprime” per gli smartphone di questo tipo. Non cascateci: sono trappole che possono costare moltissimo perché infettano i dispositivi e prelevano soldi dal conto prepagato o dall’abbonamento.

Digitare fortnite in Google Play produce una schiera notevole di risultati: ma nessuno è della Epic Games.

Youtube è appestata da video che annunciano trucchi per avere Fortnite per Android, dicono che l’app è nel Play Store (falso) o che c’è una versione non ufficiale o un’APK scaricabile andando a un sito che non è il Play Store e abilitando l’opzione per installare app da fonti sconosciute. Non credeteci.

La società di sicurezza informatica Sophos ha provato a scaricare una di queste false app di Fortnite, pubblicizzata in uno dei tanti video presenti su Youtube, e ha scoperto che l’app contiene soltanto un gioco rudimentale ma soprattutto attiva l’invio di SMS a pagamento.

Queste immagini sono state raccolte dai ricercatori di Sophos:

Pazientate, insomma, oppure procuratevi un dispositivo che già supporta Fortnite (PC e Mac, Xbox, Playstation e iPhone/iPad), come descritto in questa pagina del sito ufficiale.

Ci ha lasciato il creatore del Konami Code

Ci ha lasciato il creatore del Konami Code

Credit: Konami.

Su, su, giù, giù, sinistra, destra, sinistra, destra, B, A, Start. Se per caso non riconoscete questa strana sequenza di comandi, vi siete persi una parte importante della storia dei videogiochi: è il cosiddetto Konami code. Se la riconoscete e sapete cosa vuol dire, ho una brutta notizia per voi: è morto il suo creatore, Kazuhisa Hashimoto. Aveva 61 anni.

Il Konami Code è una sequenza di comandi molto speciale: permette al giocatore di avere nuove vite o pieni poteri in un videogioco o sbloccare funzioni nascoste. Comparve per la prima volta nel videogioco Gradius nel 1986. La Konami, l’azienda che aveva progettato Gradius, aveva dato a Hashimoto l’incarico di convertirlo dalla versione arcade (da sala giochi) alla console di gioco personale NES della Nintendo. Era un gioco difficile, e siccome Hashimoto aveva difficoltà a completare il gioco per verificare che funzionasse, creò questa sequenza come codice temporaneo per darsi più poteri: una prassi molto comune durante il collaudo di un videogioco.

Ma Hashimoto si dimenticò di togliere il codice dalla versione definitiva di Gradius, che quindi fu messo in circolazione con questa funzione nascosta. Il segreto non durò a lungo, e fu festa grande per tutti i giocatori.

La sequenza divenne così popolare che molti sviluppatori iniziarono ad aggiungerla di nascosto ai propri giochi per attivare funzioni nascoste, e da allora è diventata una tradizione: è stata attivata almeno temporaneamente in tantissimi giochi classici e anche recenti, come Fortnite Battle Royale e GTA Online, e anche in numerosi siti e dispositivi. C’è in Google Hangouts, in Twitch, nella wiki di Team Fortress 2, e c’è anche nell’Assistente Google (dicendola in inglese vi regala un “bonus di 30 vite extra”), in Alexa e in Siri, se lo recitate nel modo giusto.

Il Konami Code circola infatti in numerose varianti, come “U,U,D,D,L,R,L,R,B,A,S” (le iniziali delle parole inglesi corrispondenti ai comandi) o nella versione inglese “Up, Up, Down, Down, Left, Right, Left, Right, B, A, Start”. Divertitevi e non dimenticate di rivolgere un pensiero di gratitudine a Kazuhisa Hashimoto.

Conoscete Minecraft? Aiutate un giovane gamer

Mi è arrivata questa domanda da un giovane giocatore di Minecraft, e siccome non conosco a sufficienza l’argomento la giro a voi. Avete dimostrato tante volte di essere una risorsa di conoscenze inesauribile e inaspettate. Se potete dargli una mano, scrivete nei commenti, che il gamer leggerà. Grazie!

Ti scrivo perché sono un giocatore di Minecraft da PC (ci gioco circa ogni tre giorni) e vorrei giocare sul server Hypixel perché mi alletta molto l’idea dei minigiochi (tipo bedwars, skywars, ecc).

I miei genitori però sono contrari a quest’idea e dicono che giocare online è troppo pericoloso, si può cadere in tranelli di persone malintenzionate e via dicendo.

Io non riesco a comprendere il motivo di tutta questa preoccupazione, visto che non capisco come il mio computer possa essere a rischio in un server quasi ufficiale della Mojang e come possa essere adescato se non comunico!

Perciò ti chiedo per favore se puoi dirmi se veramente c’è questo enorme pericolo, che io purtroppo non riesco ancora a vedere, e cosa potrebbe mai succedermi.

Grazie in anticipo

Cordiali saluti

2020/02/23 21:40. Il giocatore, che (preciso per i tanti che hanno chiesto) ha quattordici anni, mi ha scritto chiedendo di pubblicare i suoi ringraziamenti per il vostro aiuto:

hai veramente dei bravissimi fans!!
Hanno scritto veramente dei bei commenti, lunghi, interessanti, in poco tempo ma con tanti concetti all’interno. Si vede che ci tengono e si prendono il tempo ad aiutare altre persone in difficoltà.

Ho scoperto nuove cose dei server di Minecraft (per esempio il fatto delle url) che prima non sapevo neanche esistessero.

Ora ho capito concretamente quali sono i pericoli in un server di Minecraft, perché da come mi spiegavano i miei genitori sembrava che avrei preso un virus appena entrato nella lobby.

Come ogni gioco online non è completamente sicuro ma ci sono dei rischi a cui bisogna fare molta attenzione.

Ti informerò su ciò che ne pensano i miei genitori.

Grazie ancora per la tua disponibilità

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Anche Rainews e Libero pubblicano il falso video della morte di Soleimani

Anche Rainews e Libero pubblicano il falso video della morte di Soleimani

Anche la Rai, oggi, ha pubblicato le immagini del videogioco AC-130 Gunship Simulator spacciandole per “il video della morte del generale iraniano Hossein Soleimani”, precisando oltretutto che “la telecamera installata sul drone documenta il blitz americano avvenuto nei pressi dell’aeroporto di Baghdad (Iraq)”.

Copia permanente su Archive.org e screenshot:

Controllo delle fonti: zero.

Come se già questo non fosse abbastanza, la pubblicazione da parte di Rainews avviene il giorno dopo che La7 ha rimediato una figuraccia pubblicando lo stesso, identico falso.

Anche Libero partecipa alla festa della bufala, e lo fa già dal 6 gennaio scorso (copia permanente su Archive.org) e senza rettificare:

Fra l’altro, i colleghi debunker di Bellingcat notano che questo spezzone di videogioco era già stato spacciato come vero dal Ministero della Difesa russo nel 2017.

Ma mi raccomando, le fake news sono colpa di Internet.

Per chi se lo fosse dimenticato e per quelli che dicono “eh ma cosa vuoi che sia”, ricordo che esiste un testo unico dei doveri del giornalista, redatto dall’Ordine dei Giornalisti italiano, che all’articolo 2 recita:

Il giornalista: a) difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti

e all’articolo 9 dice:

Il giornalista: a) rettifica, anche in assenza di specifica richiesta, con tempestività e appropriato rilievo, le informazioni che dopo la loro diffusione si siano rivelate inesatte o errate

Sono doveri, non degli optional.

Anche in Svizzera la Dichiarazione dei doveri e dei diritti del giornalista è altrettanto chiara (punti 3 e 5):

Il giornalista […] diffonde esclusivamente informazioni, documenti, imma-gini o prese di suono di cui gli sia nota la fonte […]; designa apertamente come tali le notizie non confermate […] rettifica ogni informazione il cui contenuto materiale, una volta diffuso, si sia rivelato del tutto o in parte inesatto

Rileggere questi doveri, ogni tanto, e magari addirittura applicarli, sarebbe bello.

20:15. In una sorprendente coincidenza, poco dopo la mia segnalazione pubblica Rainews ha cambiato il contenuto della notizia, senza rettificarla e senza scusarsi per l’errore.

E comunque la didascalia nuova è sbagliata lo stesso, perché non è la “telecamera di un drone”, ma quella (simulata) di un aereo pilotato, un AC-130, quadrimotore a elica.

Perché Gandhi è un guerrafondaio in Civilization?

Perché Gandhi è un guerrafondaio in Civilization?

Il leader indiano Mahatma Gandhi era il pacifista per definizione, pioniere della resistenza non violenta agli oppressori. Ma allora perché nelle varie versioni del famosissimo videogioco di strategia Civilization Gandhi è sempre un guerrafondaio pazzo amante delle bombe atomiche, tanto che questa sua caratteristica anomala è diventata una serie di memi?

La risposta, spiega Kotaku, è che come tutti i leader mondiali di questo gioco (da Lincoln a Montezuma a Stalin, per citarne alcuni), anche Gandhi, leader dell’Impero Indiano, ha un comportamento programmato in base a determinati parametri, uno dei quali è l’aggressività e la propensione a scatenare guerre. In Gandhi questo parametro era stato programmato correttamente al livello minimo possibile, ossia 1, per rispecchiare la sua personalità reale.

Ma quando un giocatore di Civilization adotta la democrazia come sistema di governo, l’aggressività di tutti i leader viene abbassata di due livelli. Quella di Gandhi diventa quindi inferiore a zero, e il software del gioco interpreta questo valore negativo in modo circolare, come se fosse espresso sul quadrante di un orologio, per cui gli assegna il valore massimo. Un classico errore di programmazione.

Questa stranezza fu scoperta dai giocatori anni fa, e il contrasto così forte fra l’immagine storica di Gandhi e il suo comportamento nel gioco piacque così tanto che i programmatori delle versioni successive di Civilization hanno mantenuto l’anomalia. E così capita che il celeberrimo leader pacifista lanci bombe atomiche alla minima provocazione. Solo nel gioco, per fortuna.

3D su un TV 2D? Notevole. Con una Wii modificata? Irresistibile

Questo articolo vi arriva grazie alle gentili donazioni di “sergio.gambar****” e “c.graz”.

Questo è vero hacking: tirare fuori da un apparecchio funzioni che il suo costruttore non aveva previsto (o aveva disabilitato intenzionalmente). Johnny Chung Lee, della Carnegie Mellon University, usa a rovescio la telecamera a infrarossi annidata nel telecomando della console Nintendo Wii (l’unica che sono mai stato tentato di comperare) e la barra dei sensori della Wii per fare il tracciamento della sua testa, ossia del punto di vista dal quale guarda un monitor.

Con l’aiuto di un computer, deforma, ingrandisce, riduce e ruota le immagini sul monitor in modo che si adattino al punto di vista dell’osservatore. L’effetto è un’immagine tridimensionale (per l’unico osservatore) su un monitor 2D, e senza occhialini strambi (a parte la montatura che regge i LED ai lati della testa dell’osservatore). Il monitor diventa come una finestra: avvicinandosi, l’immagine si rimpicciolisce rispetto allo schermo, offrendo una visuale più ampia.

Il sito di Johnny Chung Lee è Johnnylee.net, e offre anche un metodo per fabbricare una steadycam per poche decine di euro.

Tempi duri per i bari di GTA Online: azzerati i loro conti correnti virtuali

Tempi duri per i bari di GTA Online: azzerati i loro conti correnti virtuali

Per anni molti giocatori di Grand Theft Auto Online hanno sfruttato mod e altri trucchi per barare e accumulare denaro virtuale in quantità enormi, da usare per fare acquisti di risorse (auto, armi, accessori) utilizzabili all’interno del gioco. Ma pochi giorni fa molti di questi bari hanno avuto un brutto risveglio: hanno ricevuto da Rockstar, l’azienda che produce GTA, un avviso che diceva che erano stati beccati e che i loro conti correnti all’interno del gioco erano stati azzerati.

Rockstar ha spiegato, in un messaggio pubblico, che ha “rimosso dai conti dei giocatori il denaro in-game illegittimamente acquisito” perché vuole “mantenere equo l’ambiente di gioco.”

Non sono previste contestazioni e non sono contemplati ricorsi: “Se avete ricevuto un avviso che dice che il saldo del vostro conto è stato corretto, è perché avevate sul conto fondi illegittimi”. Fine della discussione. I soldi virtuali acquisiti con metodi leciti (per esempio acquistati con le Shark Card) non vengono toccati.

Va detto che l’intervento di Rockstar probabilmente non è motivato esclusivamente da un profondo senso di giustizia: il denaro virtuale generato barando interferisce con gli acquisti di risorse di gioco pagati dai giocatori con denaro reale, che non sono affatto trascurabili, visto che ammontano ad almeno 500 milioni di dollari (reali). Il gioco in sé, nella versione GTA V, ha incassato circa tre miliardi di dollari: in confronto, un blockbuster cinematografico è una bazzecola.

Il fatto che Rockstar abbia portato via ai giocatori i loro guadagni illeciti, e lo abbia fatto di colpo e senza appello, proprio in un gioco che si basa sul fare soldi commettendo azioni illecite, ha un certo non so che di ironico.


Fonte: Ars Technica.

Pokémon Go perde un terzo degli utenti in un mese

Pokémon Go perde un terzo degli utenti in un mese

La febbre mondiale per Pokémon Go sembra in declino, finalmente. Dopo il boom di utenti e il clamore mediatico per le cretinate commesse da alcuni giocatori, arrivano i primi dati di utilizzo: i 45 milioni di utenti giornalieri segnalati a luglio sono calati a circa 30 milioni a metà agosto, secondo le statistiche compilate da Axiom Capital Management e pubblicate da Bloomberg.

La popolarità di Pokémon Go aveva impensierito i proprietari di social network e gli investitori, perché chi giocava aveva meno tempo da trascorrere nei social e quindi c’era un rischio di un calo di introiti per Facebook, Twitter, Instagram, Snapchat, Tinder e compagnia chattante.

Intanto Niantic, che ha creato Pokémon Go, annuncia nuove versioni, la 0.35.0 per Android e la 1.5.0 per iOS, che “consentiranno [ai giocatori] di apprendere le capacità di attacco e di difesa di un Pokémon dal loro Team Leader per determinare quale dei loro Pokémon ha il maggior potenziale per un combattimento”. Trattengo a stento l’impazienza.